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Sviluppo ecosostenibile e solidarietà: un campo di volontariato in Mongolia

Sviluppo ecosostenibile e solidarietà: un campo di volontariato in Mongolia

sviluppo ecosostenibile mongolia campo di volontariato internazionaleIl Campo

Dal 19 Maggio al 1 Giugno 2019 un campo di volontariato in Mongolia per praticare l’ecologismo e collaborare allo sviluppo ecosostenibile delle campagne. I raccolti verranno donati a famiglie locali in difficoltà economica.

Durante l’ultimo anno abbiamo lavorato sulle strutture della fattoria e meno sui metodi di coltivazione. Così, guardando al nostro lavoro, abbiamo capito di dover migliorare i nostri metodi di lavorare della terra per aumentare la produttività e allo stesso tempo potenziare il nostro approccio ecosostenibile. In particolare, le persone del luogo lavorano molto duramente in estate ma il raccolto autunnale non è mai sufficiente! Per questi motivi abbiamo intenzione di usare la nostra fattoria come un centro dedicato alla popolazione locale dove insegnare e migliorare metodologie di sviluppo ecosostenibile per la coltivazione della terra. Il nostro desiderio è aumentare i raccolti e ridurre le terre coltivate. I/le volontari/e lavoreranno sia nella coltivazione ecologica che nel centro formativo. Le i prodotti ricavati dal lavoro collettivo verranno donati alle famiglie locali in difficoltà economica.

Attività

I/le volontari/e partecipanti sanno impegnati/e nella coltivazione della terra ed in mansioni inerenti come la produzione di compost e la creazione di canali d’irrigazione.

Come parte studio verranno approfonditi i metodi in uso per coltivare in maniera ecosostenibile, scambiandosi conoscenze e pratiche a seconda dei paesi di provenienza.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno in una casa estiva o in una tenda tradizionale mongola. Il gruppo si organizzerà in turni per la preparazione dei pasti insieme allo staff locale.

La lingua del campo è l’inglese. Se non parli inglese, non preoccuparti! Molti volontari/e partecipano ai campi per migliorare il proprio inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Leggi una testimonianza da un campo in Mongolia.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Un Capodanno all’insegna della sostenibilità ambientale a Reykjavik

Un Capodanno all’insegna della sostenibilità ambientale a Reykjavik

Sostenibilità ambientale Capodanno Reykjavik Islanda Campo volontariato internazionaleIl Campo

Dal 27 Dicembre 2018 al 04 Gennaio 2019 un campo di volontariato in Islanda dedicato alla protezione e alla sostenibilità ambientale, promosso dal nostro partner SEEDS Iceland.

In questo campo i/le partecipanti saranno coinvolti in progetti che riguardano problematiche ambientali locali e globali, attraverso approfondimenti teorici e momenti pratici. Oltre a questo, sarà un’occasione unica per festeggiare un Capodanno ecologista e internazionale!

Se ad esempio sei preoccupato/a dal cambiamento climatico, dal problema dell’inquinamento o hai a cuore la protezione degli animali questo progetto fa per te. Infatti avrai modo di confrontarti con l’organizzazione gli/le altri/e partecipanti a partire dalla tua esperienza e scoprire attraverso lo scambio possibili soluzioni per la sostenibilità ambientale.

Attività

Gli argomenti principali riguarderanno le energie rinnovabili, lo spreco alimentare e le pratiche di sostenibilità come il consumo collaborativo o un’alimentazione consapevole. Ad esempio, ogni anno l’Islanda è visitata da oltre 2 milioni di turisti, che puntualmente lasciano il segno del loro passaggio, dovuto a leggerezza e incuria. Questo campo ti aiuterà a diventare un viaggiatore attento e consapevole dell’impatto che ha sull’ambiente.
I/le partecipanti avranno inoltre la possibilità di visitare progetti locali ecologisti, come uno dei centri di riciclaggio dei rifiuti o la centrale elettrica geotermica.
Infine, laddove le condizioni climatiche lo permetteranno, i/le volontari/e saranno coinvolti/e in attività di tutela ambientale, portate avanti dai/dalle volontari/e del posto.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno presso una casa a Reykjavík, completa dei servizi (bagni con docce), cucina, e lavatrice. Le camere sono condivise ed è necessario portare il proprio sacco a pelo. Il gruppo si organizzerà in turni per la preparazione dei pasti, forniti dal partner locale. Tutti/e sono invitati/e a portare prodotti tipici del proprio paese per condividere cene internazionali!

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

 

 

Cambiamento climatico e ecologismo: campo di volontariato in Islanda

Cambiamento climatico e ecologismo: campo di volontariato in Islanda

cambiamento climatico campo volontariato islandaIl campo

Dal 28 gennaio all’8 febbraio 2019 un campo in Islanda, organizzato dal nostro partner SEEDS Iceland, per conoscere gli effetti del cambiamento climatico.

I/le partecipanti dal campo avranno quindi la possibilità di approfondire le questioni ed esso legate, su scala globale e locale. Se sei preoccupato/a, ad esempio, dal cambiamento climatico, così come dal problema dello smaltimento dei rifiuti, o della tutela degli animali ed altre questioni ambientali, questo è il progetto che fa per te.

È importante sapere che questo è un campo basato sul confronto: tutti/e i/le partecipanti sono infatti invitati/e a portare la loro esperienza e le proprie idee. Il principale focus del campo sarà imparare dai differenti aspetti della questione ambientale attraverso workshop, discussioni e visite guidate.

Attività

Gli argomenti trattati saranno principalmente le energie rinnovabili, gli sprechi alimentari e le pratiche sostenibili che possono essere messe in campo. Ad esempio, ogni anno l’Islanda è visitata da oltre 2 milioni di turisti, che puntualmente lasciano il segno del loro passaggio, dovuto a leggerezza e incuria. Questo campo ti aiuterà a diventare un viaggiatore attento e consapevole dell’impatto che ha sull’ambiente.

I/le partecipanti avranno inoltre la possibilità di visitare progetti locali ecologisti, come uno dei centri di riciclaggio dei rifiuti o la centrale elettrica geotermica.

Infine, laddove le condizioni climatiche lo permetteranno, i/le volontari/e saranno coinvolti/e in attività di tutela ambientale, portate avanti dai/dalle volontari/e del posto.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno presso una casa a Reykjavík, completa dei servizi (bagni con docce), cucina, e lavatrice. Le camere sono condivise ed è necessario portare il proprio sacco a pelo. Il gruppo si organizzerà in turni per la preparazione dei pasti, forniti dal partner locale. Tutti/e sono invitati/e a portare prodotti tipici del proprio paese per condividere cene internazionali!

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Tutela dell’ambiente e sensibilizzazione del territorio: un campo in Islanda

Tutela dell’ambiente e sensibilizzazione del territorio: un campo in Islanda

Il campo:

Dal 1 al 9 agosto 2018 un campo in Islanda, in supporto al progetto di tutela dell’ambiente The Coast Cleaning in Reykjavík.

Il progetto, promosso da SEEDS Iceland, ha come obiettivo la pulizia dell’intera costa islandese attraverso una serie di campi di volontariato. Infatti, si inizierà dal pulire la zona costiera di Reykjavík e i suoi dintorni, per poi allontanarsi mano a mano. Di gruppo in gruppo, verranno pulite zone sempre più ampie della costa.

Questo campo permetterà ai/alle partecipanti di imparare molto sulle questioni ambientali, locali e globali, in particolare riguardo all’inquinamento della plastica in mare. Allo stesso modo, i/le partecipanti contribuiranno direttamente alla protezione dell’ambiente pulendo essi stessi la costa. Ogni pezzo di plastica mai creato, in qualsiasi forma, impiega molto più di quanto possiamo immaginare a decomporsi in natura: tra i 500 e i 1.000 anni.

Attività:

La plastica rappresenta all’incirca il 90% dei rifiuti nell’oceano, nonché un numero di circa 5 trilioni di singoli pezzi di plastica galleggiante nell’oceano. L’80% di questa plastica proviene, a dire il vero, dall’inquinamento costiero provocato dalla disattenzione delle persone.

La maniera migliore per lottare contro questo fenomeno è la pulizia delle zone costiere, proprio per impedire che i rifiuti provenienti da terra entrino in mare. L’attività di pulizia di questo progetto è infatti simile ad altri progetti in giro per il mondo, e sono stati ottenuti risultati concreti grazie al lavoro dei volontari e delle volontarie che si sono impegnati/e nella pulizia delle spiagge.

Al termine del campo, verrà organizzato un evento pubblico di pulizia della spiaggia, per rilanciare il progetto e sensibilizzare la popolazione locale su tale sforzo. La speranza è che gli/le stessi/e partecipanti riporteranno quest’esperienza a casa propria, promuovendo nuovi momenti di pulizia dell’ambiente.

Come parte studio, oltre alle attività concrete di pulizia, i/le partecipanti avranno dei momenti condivisi per discutere insieme della questione ambientale. L’obiettivo è mettere a confronto le diverse situazioni e le diverse pratiche di tutela dell’ambiente messe in campo.

Alloggio:

I/le volontari/e alloggeranno presso una casa completa di tutti i servizi a Reykjavík. Le camere sono condivise. È necessario portare un sacco a pelo. Laddove possibile, è richiesto a tutti/e di portare con se alimenti tipici del proprio paese di provenienza, per poi condividerli in cene internazionali.

La lingua del campo è l’inglese.

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Tutelare gli animali in una fattoria ecologica: un campo in Slovenia

Tutelare gli animali in una fattoria ecologica: un campo in Slovenia

Il campo

Dal 2 al 23 giugno 2018 un campo in Slovenia dedicato agli animali, presso la fattoria V pravljici, situata poco distante da Lubiana. In questo luogo infatti, oltre che praticare tecniche di agricoltura rispettose dell’ambiente, c’è un rifugio per tutti quegli animali che hanno bisogno di cure e attenzioni.

Partecipare a questo campo è un’esperienza unica di vita in un contesto naturale insieme a quasi ogni genere di animale da fattoria.

Tra le attività del campo, verranno costruiti rifugi e serre con materiali di riciclo; inoltre, si parteciperà alla cura dell’orto.

Le attività

I/le volontari/e del campo saranno impegnati/e in attività manuali, come ad esempio la costruzione e la manutenzione degli ambienti dedicati agli animali o le attività di semina, raccolta e giardinaggio. Ci si impegnerà inoltre nelle attività di cura degli animali stessi (nutrizione, pulizia) e quotidianamente, a turno, si prepareranno i pasti e si gestiranno le pulizie.

Come parte studio, secondo le esigenze dei e delle partecipanti, verranno approfondite nozioni di teoria e pratica riguardo al lavoro e alla comunicazione con gli animali; inoltre, si studieranno nozioni di permacultura, ecologismo e vita sostenibile. Per chi lo volesse, sono disponibili anche approfondimenti sulla cucina vegana!

I/le volontari/e lavoreranno 7-8 ore al giorno, e avranno liberi due giorni a settimana.

Alloggio

I/le volontari/e dormiranno nel grande fienile della fattoria. Se lo desiderano, potranno portare la propria tenda. È necessario che ognuno/a porti il proprio sacco a pelo.

Requisiti

Avere una mentalità aperta, essere pronti a sporcarsi e a provare nuove esperienze. Fondamentale avere una buona capacità di lavorare in gruppo. È consigliabile avere qualche competenza o esperienza pregressa in lavori manuali, giardinaggio e cura degli animali.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale lo sloveno.

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Un campo in Val Codera per promuovere l’ambientalismo

Un campo in Val Codera per promuovere l’ambientalismo

Dal 27 luglio al 5 agosto 2018 un campo per l’ambientalismo nella Val Codera, immersa tra le Alpi Retiche e scolpita nel granito: un presidio naturale, selvaggio e incontaminato nonostante i danni dovuti al cambiamento climatico e allo sviluppo industriale della città di Novate Mezzola, che ha causato l’erosione del suolo e delle rocce ai piedi della vallata.

L’associazione “Amici della Val Codera”, la cui sede è raggiungibile solo a piedi in due ore da Novate Mezzola, è impegnata da 35 anni a promuovere un approccio alla valle ecologista e sostenibile, all’insegna dell’ambientalismo; attraverso il recupero e la pratica di antichi metodi agricoli, essa protegge e migliora l’ambiente e il patrimonio culturale della valle, rispettando gli abitanti e promuovendo un turismo eco-sostenibile rispettoso della montagna e delle sue bellezze.

I/le volontari/e del campo si impegneranno a ripulire e sistemare i campi abbandonati, incrementando la coltura di patate, fagioli e cavoli, costruendo sistemi di irrigazione, eliminando le piante infestanti, raccogliendo la legna e molto altro, sotto la guida dell’associazione.

La parte studio sarà centrata sulla storia delle popolazioni che abitavano la catena alpina e sulle ragioni che hanno portato allo spopolamento, causando la perdita dell’identità culturale, tradizionale e storica della vallata. Ai/alle volontari/e è richiesto di portare degli esempi di sviluppo sostenibile dei loro paesi, sia in contesto urbano che naturale, per scambiarsi esperienze e soluzioni legate al cambiamento climatico e alle “resistenze ambientali” che mirano a far accrescere la consapevolezza tra le persone.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale l’italiano.

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Rivitalizzare un terreno desertico: un campo ad Hong Kong

Rivitalizzare un terreno desertico: un campo ad Hong Kong

Dal 14 al 22 maggio 2018 un campo ad Hong Kong nella regione di Ningxia, per sperimentare pratiche di rivitalizzazione di un territorio prossimo alla desertificazione.

La regione di Ningxia è tendenzialmente secca e semi-desertica, con elementi molto diversi tra loro: dalle colline boschive si passa alle lunghe pianure desertiche, piane e bacini tagliati in due dal Fiume Giallo dove la natura è sempre più rada. Il processo di desertificazione, di pari passo con l’innalzamento della temperatura globale, incalza, ponendo la seria questione di dover trovare un’alternativa.

I/le volontari/e del campo, insieme a volontari/e locali, studenti e ricercatori dell’università, sperimenteranno nuove pratiche e possibili soluzioni per contrastare la desertificazione. Di pari passo con l’attività nel deserto, i/le volontari/e organizzeranno in città iniziative aperte alla popolazione, per discutere insieme del problema e promuovere modelli di vita sostenibili.

Come parte studio, verrà approfondita la storia e la cultura di Ningxia e delle minoranze etniche presenti sul territorio; inoltre, verranno approfondite la questione ambientale e le ragioni del processo di desertificazione in corso.

La lingua del campo è inglese, quella locale il cinese.

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Minicampo a Granara (PR), venerdì 16 – domenica 18 marzo 2018

Minicampo a Granara (PR), venerdì 16 – domenica 18 marzo 2018

SCI Lombardia e Alekos Lab vi invitano a partecipare a un minicampo di volontariato a Granara (PR), da venerdì 16 marzo (sera) a domenica 18 marzo 2018.

Il contesto:

Granara è un ecovillaggio, un cantiere aperto, un insieme di case e persone abbarbicate nella Val di Taro, sull’Appennino Parmense, un intreccio di attività e associazioni operose. Ha una struttura organizzativa a rete, proprio come un ecosistema, di cui fanno parte diversi gruppi: Alekoslab, Centopassi, GATT, Teatro e Granara.

Negli anni sono state organizzate tantissime attività: dal Festival dedicato al Teatro e all’Ecologia ai campi di volontariato, dai seminari di studio sulle energie rinnovabili ai campi di immersione naturale per bambini e adolescenti.

Per maggiori informazioni: www.granara.org e www.alekoslab.org

Attività previste:

Le attività di lavoro saranno principalmente dedicate alla manutenzione della laguna e dell’area lacustre, oltre che alla preparazione dei pasti.

Parte studio:

Durante la visita a Granara verranno illustrate alcune questioni teoriche e pratiche relative all’ecologia e ai modi in cui sono state affrontate al villaggio.

Durante i momenti di lavoro verranno illustrate le soluzioni realizzate a Granara rispetto all’uso dell’acqua (fitodepurazione e raccolta acqua piovana).

Durante l’incontro serale si proporrà un confronto relativo alla produzione dell’energia rinnovabile, aspetto sul quale abbiamo esperienza sia tecnica, sia didattica.

Vitto e alloggio:

I volontari saranno ospitati presso l’ecovillaggio in una struttura pensata appositamente per gli ospiti. Sarà necessario portare un sacco a pelo.

A turno i volontari prepareranno i pasti.

Informazioni pratiche:

Per partecipare al minicampo è richiesta la tessera di iscrizione allo SCI (20 euro) che consente di partecipare alle attività dell’associazione per tutto il 2018 e fornisce inoltre un’assicurazione di base durante il minicampo.

E’ richiesto inoltre un contributo di 20 euro per supportare le attività dell’Ecovillaggio di Granara e la gestione del minicampo.

L’arrivo a Granara è previsto nella serata di venerdì per cena. Le attività termineranno alle 16:30 di domenica.

Le iscrizioni dovranno pervenire scrivendo a: lombardia@sci-italia.it entro il 10 marzo. Inoltre occorre compilare il form di tesseramento ad Alekos Lab a questo link.

Il numero massimo di volontari è di 11 persone.

In base alle adesioni e alle località di partenza ci organizzeremo con macchine e treni (la stazione più vicina all’Ecovillaggio è quella di Berceto sulla linea Parma – La Spezia) in modo da rendere il più agevole e il più sostenibile per tutti e tutte la salita all’Ecovillaggio.

Cliccando qui trovate il PDF con un approfondimento sull’Ecovillaggio di Granara e sulle attività previste durante il minicampo.

Vi aspettiamo!

Can Pipirimosca, un’Isola-che-non-c’è ecosostenibile nella campagna catalana

Can Pipirimosca, un’Isola-che-non-c’è ecosostenibile nella campagna catalana

Pubblichiamo la testimonianza di Carolina Pisapia, una volontaria che ha preso parte a un campo di volontariato internazionale a Valls (Catalunya) presso la fattoria ecologica Can Pipirimosca la scorsa estate.

Can Pipirimosca è una dimensione a sé stante nell’afa della campagna catalana in pieno agosto. Prendendo un calle sterrato che taglia la strada per Valls, scavalcata la corda che delimita la proprietà di Pere, il visitatore viene pervaso da una strana calma: improvvisamente la frenesia di tutti i giorni appare un ricordo lontano, una sciocchezza di cui sorridere distrattamente. Qualche passo più avanti si apre tra la vegetazione mediterranea uno spiazzo in cui sorge un rustico casolare rossiccio. Affianco alla porta d’ingresso campeggia un’insegna che riporta a caratteri vivaci la scritta “Can Pipirimosca”. Di fronte, all’ombra di un enorme ficus, un lungo tavolaccio di legno con una ventina di coperti e due ciotolone d’insalata. Un viavai di gente di tutte le età travolge il visitatore, confuso dalla quantità di lingue che gli risuonano intorno, dal calore del sole di mezzogiorno e dal ronzio degli insetti, dal fruscio degli alberi e dai profumi delle erbe aromatiche che crescono nei vasi attorno alla cucina all’aperto. Un applauso accompagnato da esclamazioni di approvazione si sovrappone al chiacchiericcio plurinazionale e alle risate che esplodono di frequente sotto al ficus: due ragazze con abiti lunghi e variopinti si dirigono verso il tavolo trasportando un enorme pentolone fumante, seguite da un grosso uomo sulla sessantina con due baffi bianchi e la barba intrecciata che, insieme ad un tredicenne dai capelli lunghi e arruffati, si fa largo tra i curiosi con una padella stracolma di zucchine fritte in pastella.

Vivere in perfetta armonia con l’ecosistema per quindici giorni non è facile. Le docce sono all’aria aperta e il fascino di lavarsi sotto alle stelle deve fare i conti con l’aria frizzantina e pungente che prende il posto dei trentacinque gradi giornalieri al calar del sole; la toilette è organica ma, come ci spiega Pere il primo giorno, è preferibile usare direttamente i campi; la cucina è vegana e locale, ciò che non è autoprodotto viene barattato con i vicini in cambio di pane, frutta o sapone fatto in casa e una volta a settimana arriva il furgone con le casse scartate dall’ortomercato: qui ogni risorsa viene sfruttata fino in fondo. “Niente caffè a colazione, non è un prodotto locale” avvisa Pere, scatenando un’ondata di panico nei volontari, “ma oggi pomeriggio cucineremo torte in abbondanza”. I volontari tirano un sospiro di sollievo e, dopo un paio di giorni, le tisane preparate con l’acqua scaldata dai pannelli solari e le erbe fresche del giardino aromatico – menta, lime, geranio – sembrano essere un ottimo sostituto alla caffeina. La cucina è affidata ai volontari, a turno, ed è un momento di chiacchiere più o meno impegnate, risate e confidenze. I piatti forti sono il riso con le verdure e la torta con le more colte sulla strada per Valls.

Gran parte del lavoro è a Can Pipirimosca: c’è da preparare le aiuole per il giardino invernale secondo i principi della permacultura, estirpare i cespugli di more che crescono sotto al ficus, pulire la piscina piena di fango in cui raccogliere l’acqua piovana per irrigare i campi. Un giorno andiamo da Rose, la vicina di Pere, ad arrampicarci sugli alberi per raccogliere le carrube; un giorno in collina da Inaqui a ricostruire un muretto crollato: creiamo una catena umana lungo la collina e ci passiamo i secchi con le pietre cantando a squarciagola.
Molto lavoro lo svolgiamo anche all’”Hort comunitari dels 4 cantons”, un terreno abbandonato nel centro di Valls che un gruppo di attivisti, di cui fa parte Pere, ha rilevato per creare un giardino comunitario per gli abitanti, sulla scia del movimento Incredible Edible nato a Todmorden nel 2007, con l’obiettivo di promuovere la produzione alimentare locale e biologica. Il progetto è ai primordi e i volontari di Can Pipirimosca nell’arco di due settimane bonificano e rivitalizzano uno spazio dimenticato per renderlo disponibile alla comunità di Valls. Terminati i lavori, viene organizzata una festa per inaugurare l’Orto e, al travaso della prima piantina di rosmarino nelle nuove aiuole, qualcuno finge di essere molto concentrato sulla pizza che sta mangiando per nascondere gli occhi lucidi. Ci sentiamo un po’ protagonisti di Domani, il film on the road in cui Cyril Dion e Mélanie Laurent raccontano gli attivismi ecologici nel mondo.

A Can Pipirimosca va e viene gente da tutto il mondo: qui si incontrano architetti in pausa dalla vita di tutti i giorni, ventenni che hanno smarrito la strada, anziane coppie norvegesi che vivono in una roulotte, insegnanti di yoga che non mancano di offrire lezioni ai volontari alle prime luci del mattino di una domenica di agosto, giovani omeopate, aspiranti erboristi, insegnanti di liceo, volontari del Servizio Civile Internazionale, ecologisti e curiosi di varia provenienza.
A Can Pipirimosca viviamo come corpo collettivo dalla mattina alla sera, le giornate sono piene, procedono con la lentezza della vita nei campi, rilassate e piacevoli, il lavoro stanca ma soddisfa e diverte, i pasti sono colorati e conditi dalle storie incredibili che qui tutti hanno da raccontare e anche la sera ci addormentiamo accompagnati dal respiro delle dieci persone che condividono la stanza con noi e, se all’inizio veniamo svegliati, nel cuore della notte, dal gallo che inizia a cantare troppo presto, bastano pochi giorni per dimenticare che c’è stato un tempo in cui vivevamo in città trafficate e dormivamo con le tapparelle abbassate. Qui l’aria entra ed esce spontanea dalle finestre aperte e alleggerisce i nostri sogni.

A distanza di mesi conservo molto di più del ricordo di un campo di volontariato di due settimane. Il visitatore confuso si chiede che cosa significhi l’espressione “Can Pipirimosca”. “Can Pipirimosca” è un gioco di parole catalano di cui tutti ignorano il senso, ma chi ci si ferma qualche tempo fatica a pensare che questo luogo possa avere un nome differente. Can Pipirimosca è una sequenza di suoni che chiede di essere riempita di contenuti, con le cantate notturne accompagnate dalla chitarra, con i laboratori per imparare a fare il sapone, con le braccia graffiate nello sradicare gli arbusti all’Orto Comunitario, con le chiacchiere lungo la camminata di quaranta minuti che da Can Pipirimosca porta a Valls e gli acini d’uva rubati dai rami che sporgono oltre le mura di cinta delle fattorie, con le spalle doloranti per aver messo troppo impegno nello zappare la terra del giardino invernale, con le scarpe sporche di fango, con i vestiti lavati a mano in giardino, con le pause a metà mattina stesi all’ombra degli alberi a mangiare melone, con i rari caffè presi in paese e i sensi di colpa striscianti, con le gite al mare, al lago, nelle città vicine nel fine settimana, con le serate accompagnate dal vino biologico e i volti illuminati dalla luna quando, la notte di San Lorenzo, saliamo sul tetto per guardare le stelle.

Can Pipirimosca è una dimensione a sé stante, un’Isola-che-non-c’è ecosostenibile nella campagna catalana. Una volta entrato, anche il visitatore più confuso e incerto verrà inevitabilmente corrotto dalla perfetta armonia di sapori del riso con le verdure e, quando proprio sarà costretto ad andarsene, continuerà a cucinare torte vegane agli amici e ad imprecare in spagnolo quando si accorgerà di averle cotte troppo. Pere ci insegnava a preparare le sue torte, ma poi le infornava lui e non ci ha mai detto quanto dovessero cuocere. Qualcuno dice che sorvola sempre di proposito, così che Can Pipirimosca possa mantenere la sua aura di mistero. Qualcuno invece sostiene che nemmeno Pere sappia quanto debbano cuocere quelle torte e che è lo spirito stesso di Can Pipirimosca a entrare in lui e a suggerirgli il giusto tempo di cottura.

Agricoltura e gestione di una fattoria ai Tropici: un campo in Malesia

Agricoltura e gestione di una fattoria ai Tropici: un campo in Malesia

Dal 1 al 13 febbraio un campo in Malesia situato nei 100 acri di terreno di un fattoria a Lanchang, a un centinaio di chilometri di distanza da Kuala Lumpur, la capitale.

Questa fattoria appartiene alla signora Foong e al fratello Joseph, che da tanti anni la gestiscono cercando di promuovere nuovi tipi di colture, come ad esempio il lime asiatico detto Kaffir, la Spondias dorata, il Limone giallo e quello persiano, il Jackfruit e molto altro ancora.

La fattoria è circondata da molte altre fattorie ed è divisa in tre aree differenti, ricche di numerosi alberi da frutto. La città più vicina è Lanchang, a circa 5 chilometri di distanza.

Lavorare nei campi e imparare sarà parte del campo, durante il quale i/le volontari/e faranno l’esperienza della semina, del raccolto e della vendita dei prodotti al mercato ortofrutticolo. Il lavoro da fare, come in tutte le campagne, è tanto, ma tante sono anche le cose da imparare, lontano dal traffico e dall’inquinamento delle grandi metropoli.

I/le volontari/e aiuteranno nel lavoro di gestione quotidiano della fattoria, potando gli alberi, raccogliendo i frutti e svolgendo attività di pulizia dei giardini. Molte e varie sono le attività che si possono portare avanti in una fattoria, da quelle più interessanti a quelle più necessarie, dalla raccolta alla manutenzione.

Come parte studio, i/le volontari/e avranno l’opportunità di fare un’esperienza di lavoro immersi in un ambiente naturale, dove la produzione frutticola viene portata avanti in maniera eco-sostenibile e la vita scorre pacifica, naturale e semplice. Si terranno discussioni sul concetto di Fattoria Naturale e sui benefici che questo modello porta.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.