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Call aperta per il progetto “Un pasto quotidiano di pace e nonviolenza”

Call aperta per il progetto “Un pasto quotidiano di pace e nonviolenza”

cibo nonviolenza servizio civile internazionale“Un pasto quotidiano di pace e nonviolenza: i nostri valori devono e possono essere rappresentati nel consumo alimentare”, è un progetto promosso da SCI Germania diviso in tre parti: un training dal 16 al 23 novembre 2018 a Witzenhausen, Germania; un seminario dal 10 al 17 marzo 2019 a Roma, Italia; infine, un seminario conclusivo dal 24 al 29 settembre 2019 a Vienna, Austria.

SCI Italia cerca 2 partecipanti per il secondo training che si terrà a Roma dal 10 al 17 Marzo 2019.

Tutte le spese di vitto e alloggio sono coperte, mentre quelle di viaggio verranno rimborsate previa presentazione della documentazione fino ad un massimo di 80 euro.

Background del progetto

Prima mangiamo, poi facciamo tutto il resto” M.F.K. Fisher

Mangiare è una delle cose più importanti che facciamo, e certamente lo è altrettanto durante i campi di volontariato e gli scambi giovanili. Cucinare e mangiare unisce e fortifica un gruppo, riesce a mostrare quanto le persone siano simili o diverse, aiuta a sentirsi soddisfatti e felici. Molti valori possono essere rappresentati dalle modalità di consumo di cibo – e il cibo è connesso con la questione del cambiamento climatico, delle ingiustizie sociali, del capitalismo e dello sfruttamento.

Come SCI, da 100 anni a questa parte, abbiamo sempre lavorato verso l’obiettivo di promuovere una cultura di pace e nonviolenza; in particolare, il consumo di cibo e l’impatto che questo ha sulle ineguaglianze sociali e sulla sostenibilità della vita sul pianeta ne fa parte, ed è necessario affrontare la questione con un approccio olistico. Perciò, grazie al progetto “Un pasto quotidiano di pace e nonviolenza” vogliamo rafforzare un modello di consumo alimentare più sostenibile e giusto all’interno delle attività del network. Infatti, con questo progetto si mira ad accrescere la consapevolezza e la riflessione critica sulle attuali pratiche di consumo alimentare negli scambi giovanili, nei seminari, nelle formazioni e nei campi di volontariato SCI.

I/le partecipanti al progetti saranno 23, provenienti da 9 paesi europei (Austria, Croazia, Germania, Ungheria, Italia, Irlanda, Olanda, Polonia e Spagna), e si incontreranno 3 volte nel periodo compreso tra novembre 2008 e settembre 2019.

Risultati attesi

  • un libro di ricette e linee guida sul consumo alimentare durante i campi, le formazioni, i seminari, gli incontri internazionali e via dicendo;
  • una “cassetta degli attrezzi” con i metodi dell’educazione non formale per workshop e attività di gruppo sulla tematica del consumo alimentare sostenibile.

Cronologia del progetto

Lo sviluppo del progetto consisterà in 3 incontri internazionali, parallelamente ad attività locali:

  • “Preparare il nostro pasto” (https://sci-italia.it/pasto-pace-nonviolenza-call-training-germania/) – training: 16-23 novembre a Witzenhausen (vicino Göttingen);
  • “Condividere il nostro cibo” – seminario: 10-17 marzo 2019 a Roma;
  • “Valutazione, disseminazione e follow-up” – seminario: 24-29 settembre 2019 a Vienna.

Il training

“Condividere il nostro cibo” è il secondo appuntamento del progetto, un incontro di formazione e laboratorio che si svolgerà a Roma dal 10 al 17 Marzo 2019.

Il programma

Dopo aver rivisto in generale il lavoro svolto nel primo incontro in Witzenhausen, ci focalizzeremo sulle pratiche più efficaci e interessanti che si sono prodotte e attivate a seguito del training. Ci focalizzeremo sul tema della giustizia sociale e dei diritti umani e sul lavoro in relazione al settore della produzione alimentare e scopriremo temi quali la sovranità alimentare e la sua importanza nei percorsi pacifisti.

Una parte ampia del seminario sarà dedicata a lavorare attivamente sulle pubblicazioni che saranno l’obiettivo finale del training, un libro di ricette con linee guida sul consumo alimentare ed un vademecum dedicati ai metodi dell’educazione non formale per workshop e attività di gruppo sulla tematica del consumo alimentare sostenibile.

Dove

Il seminario si svolgerà presso la Città dell’Utopia, un progetto del Servizio Civile Internazionale Italia. La Città dell’Utopia è uno spazio reso vitale da molte attività promosse da attivisti/e e abitanti del quartiere, un laboratorio aperto in cui si svolgono diversi corsi e si ospitano, in modalità collaborativa, diverse associazioni dedicate alla promozione di una cultura dell’accoglienza e della condivisione. Ad esempio, è uno spazio in cui rifugiati ed richiedenti politici possono interagire e incontrare il quartiere, ma è anche un luogo in cui quotidianamente si promuovono iniziative legate alla produzione di un rapporto sostenibile (e gustoso) con l’alimentazione, attraverso gruppi di acquisto solidali, mercatini ed incontri. La Città dell’Utopia offre inoltre un servizio di ostello.

Dalla teoria alla pratica

Dopo il seminario a Roma è il momento di trasformare la teoria in pratica! Avrai l’oppotunità di supportare lo Sci-Italia nell’organizzazione dei training dedicati ai/alle Coordinatori/trici di campo e le attività di coordinamento dei campi di volontariato implementando pratiche inerenti la sostenibilità alimentare e la condivisione del cibo.

Profilo dei/delle partecipanti

  • avere più di 18 anni;
  • provare a raggiungere il training in treno o autobus, a causa del forte impatto climatico dell’aereo (in caso non ci fosse altro modo di viaggiare se non in aereo, si prega di contattare gli organizzatori);
  • essere attivi/e nella propria organizzazione di invio;
  • avere le competenze linguistiche necessarie per comunicare e lavorare in inglese;
  • essere interessati/e negli argomenti trattati durante il traning ed avere una forte motivazione a riportare indietro i contenuti;
  • impegnarsi a tradurre in pratica concreta le cose apprese durante il traning;
  • scrivere e inviare un report alla propria organizzazione di invio;
  • impegnarsi a prendere parte a tutti gli appuntamenti del progetto;
  • essere motivati/e a lavorare con persone provenienti da contesti e culture differenti.

Logistica e costi

I costi dei pasti, dell’alloggio e della formazione, saranno coperti dalla branca SCI Germania.

I viaggi saranno rimborsabili a persona, previa presentazione della documentazione, fino ad un massimo di 80 euro.

Al partecipante è richiesto il tesseramento al Servizio Civile Internazionale per l’anno 2019.

Candidatura

Per candidarsi, compilare l’application form a questo link e inviarla a coordinamento@sci-italia.it, inserendo come oggetto “Training_Roma_Sharing_Food”, entro e non oltre il 25 Gennaio 2019.

Promozione culturale e coesione sociale: un campo in Sudafrica

Promozione culturale e coesione sociale: un campo in Sudafrica

promozione culturale coesione sociale volontariato sudafricaIl Campo

Dal 6 al 19 maggio 2019 un campo di volontariato in Sudafrica dedicato alla promozione culturale e alla coesione sociale, organizzato dal nostro partner SAVWA.

L’associazione SAVWA si occupa di preservare, sviluppare e promuovere il patrimonio culturale e linguistico del Sudafrica. In particolare, il lavoro viene svolto attraverso iniziative dedicate alla promozione culturale e alla coesione sociale, al fine di partecipare attivamente alle trasformazioni in corso nel paese. In aggiunta a questo, SAVWA promuove l’accesso alle informazioni attraverso la creazione e gestione di sistemi di archiviazione dati e s’impegna concretamente nella diffusione di eventi artistici e culturali.

Attività

I/le volontari/e verranno coinvolti in attività manuali come la conservazione delle sculture e la manutenzione generale dell’area.
Questo campo è un’opportunità per imparare tecniche artistiche e condividere attività di promozione culturale, realizzare piccoli prodotti di bigiotteria con i materiali locali, conoscere la storia del Sudafrica ed entrare in contatto con la comunità ospitante.

La parte studio è dedicata alla conoscenza dell’arte e della cultura del Sudafrica, le sue origini e le sue trasformazioni attraverso le nuove generazioni.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno in tenda presso il camping della Fountains Valley. Ai/lle partecipanti è richiesto di portare il proprio sacco a pelo. L’alloggio è dotato di bagno, doccia ed acqua corrente ma non di elettricità.
Sono consigliati abiti caldi per la sera, crema solare, spray antizanzare, sandali, guanti da lavoro e scarpe chiuse per alcune attività. Possono essere utili giacche per la pioggia e torce da lavoro.
La comunità ospitante è uno spazio multiculturale in cui l’inglese è la lingua prevalentemente parlata insieme allo Sotho, Zulu e Tshwana.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Sviluppo ecosostenibile e solidarietà: un campo di volontariato in Mongolia

Sviluppo ecosostenibile e solidarietà: un campo di volontariato in Mongolia

sviluppo ecosostenibile mongolia campo di volontariato internazionaleIl Campo

Dal 19 Maggio al 1 Giugno 2019 un campo di volontariato in Mongolia per praticare l’ecologismo e collaborare allo sviluppo ecosostenibile delle campagne. I raccolti verranno donati a famiglie locali in difficoltà economica.

Durante l’ultimo anno abbiamo lavorato sulle strutture della fattoria e meno sui metodi di coltivazione. Così, guardando al nostro lavoro, abbiamo capito di dover migliorare i nostri metodi di lavorare della terra per aumentare la produttività e allo stesso tempo potenziare il nostro approccio ecosostenibile. In particolare, le persone del luogo lavorano molto duramente in estate ma il raccolto autunnale non è mai sufficiente! Per questi motivi abbiamo intenzione di usare la nostra fattoria come un centro dedicato alla popolazione locale dove insegnare e migliorare metodologie di sviluppo ecosostenibile per la coltivazione della terra. Il nostro desiderio è aumentare i raccolti e ridurre le terre coltivate. I/le volontari/e lavoreranno sia nella coltivazione ecologica che nel centro formativo. Le i prodotti ricavati dal lavoro collettivo verranno donati alle famiglie locali in difficoltà economica.

Attività

I/le volontari/e partecipanti sanno impegnati/e nella coltivazione della terra ed in mansioni inerenti come la produzione di compost e la creazione di canali d’irrigazione.

Come parte studio verranno approfonditi i metodi in uso per coltivare in maniera ecosostenibile, scambiandosi conoscenze e pratiche a seconda dei paesi di provenienza.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno in una casa estiva o in una tenda tradizionale mongola. Il gruppo si organizzerà in turni per la preparazione dei pasti insieme allo staff locale.

La lingua del campo è l’inglese. Se non parli inglese, non preoccuparti! Molti volontari/e partecipano ai campi per migliorare il proprio inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Leggi una testimonianza da un campo in Mongolia.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Natale solidale e inclusione sociale: regala TuttInclusi!

Natale solidale e inclusione sociale: regala TuttInclusi!

natale solidale TuttInclusi boscoLa nostra prima campagna natalizia

Per la prima volta il Servizio Civile Internazionale (SCI Italia) si lancia nell’avventura di una campagna di raccolta fondi per promuovere un Natale solidale. Una grande sfida in cui la nostra associazione sta mettendo energia e passione per sostenere una delle azioni più d’impatto che porta avanti: il programma TuttInclusi.
Negli ultimi anni le possibilità di ottenere finanziamenti pubblici per promuovere azioni come TuttInclusi sono drasticamente diminuite. Inoltre non ricorriamo a fondazioni bancarie e aziende private che non diano garanzie rispetto al coinvolgimento nell’industria bellica. Per queste ragioni sperimentiamo nuove fonti di finanziamento con l’obiettivo di renderci sempre più indipendenti.

Il sostegno di amiche e amici, soci e simpatizzanti dello SCI è quindi assolutamente necessario!

Natale solidale TuttInclusiPerché sostenere il programma “TuttInclusi”

Da tre anni organizziamo la partecipazione di persone a rischio marginalità sociale, giovani messi alla prova, rifugiati, richiedenti asilo e minori non accompagnati a progetti internazionali come i campi di volontariato e gli scambi giovanili.

Il risultato positivo è testimoniato dai beneficiari di queste azioni quanto dagli enti che lavorano per/con essi. Le persone che partecipano si sentono infatti autonome e attive, spesso per la prima volta, e non soggetti da aiutare ed integrare. Ad esempio, nelle due settimane che condividono con gli altri volontari, non sono affiancati da operatori o mediatori ma trattati “alla pari”. Inoltre,  il loro “status” di “inclusi” non è dichiarato al resto del gruppo. Questo permette relazioni paritarie, sincere e spesso durature al di là del pregiudizio e del sentimento caritatevole.
In molti casi, la rete che si intesse e la sensazione di poter esser elemento attivo parte della comunità si riflettono positivamente sul contesto a cui il partecipante fa ritorno dopo la fine dell’esperienza specifica. Ed è questa la forza principale di TuttInclusi.

Il programma prevede ovviamente che i partecipanti siano attentamente accompagnati in un percorso che precede l’attività del campo di volontariato o scambio giovanile e poi seguiti “a distanza” durante il progetto da chi li ha accompagnati, dallo SCI-Italia e dagli enti d’invio, e “in loco” dal coordinatore del campo e dall’associazione ospitante. I costi per il partecipante sono tutti coperti.

L’inclusione sociale si costruisce insieme

La buona riuscita del programma è il risultato di un grande lavoro di coordinamento fra l’ente di invio, lo SCI e l’ente di recezione. È grazie all’opera collettiva che questa meravigliosa opportunità esiste. Le organizzazioni di invio con cui collaboriamo sono: Laboratorio 53 (Rm), USSM (Mi), SEAD (Mi), La Cooperativa Sociale Arca di Noè (Bo), AMECE (To), Cooperativa Pollicino (Ivrea – To). Le organizzazioni di ricezione: La Città dell’Utopia (Rm), La fabbrica di Olinda (Mi), Ente morale dei Frati Minori Cappuccini (Imola – Bo), Pro Villa Capricchia (Amatrice – Ri), Pacefuturo Onlus (Pettinengo – Bi), Gruppo informale assemblea Cavallerizza (To), Ads Ciampacavallo onlus e asd EquiAzione, Cascina Casotello (Mi), Principi Pellegrini DiVangAzioni (Avigliana – To).

Contribuire per un Natale solidale è possibile, sfidare l’esclusione sociale anche! Visita la pagina dedicata alla nostra campagna “A Natale Regala TuttInclusi

Ringraziamo tantissimo chi donando renderà possibile la partecipazione di una persona in più e auguriamo un buon Natale e felice Anno nuovo TuttInclusi!

>> VAI ALLA PAGINA DELLA CAMPAGNA <<

Servizio Civile Internazionale

Per maggiori informazioni, per diventare ente di invio o di ricezione: inclusione@sci-italia.it

Un Capodanno all’insegna della sostenibilità ambientale a Reykjavik

Un Capodanno all’insegna della sostenibilità ambientale a Reykjavik

Sostenibilità ambientale Capodanno Reykjavik Islanda Campo volontariato internazionaleIl Campo

Dal 27 Dicembre 2018 al 04 Gennaio 2019 un campo di volontariato in Islanda dedicato alla protezione e alla sostenibilità ambientale, promosso dal nostro partner SEEDS Iceland.

In questo campo i/le partecipanti saranno coinvolti in progetti che riguardano problematiche ambientali locali e globali, attraverso approfondimenti teorici e momenti pratici. Oltre a questo, sarà un’occasione unica per festeggiare un Capodanno ecologista e internazionale!

Se ad esempio sei preoccupato/a dal cambiamento climatico, dal problema dell’inquinamento o hai a cuore la protezione degli animali questo progetto fa per te. Infatti avrai modo di confrontarti con l’organizzazione gli/le altri/e partecipanti a partire dalla tua esperienza e scoprire attraverso lo scambio possibili soluzioni per la sostenibilità ambientale.

Attività

Gli argomenti principali riguarderanno le energie rinnovabili, lo spreco alimentare e le pratiche di sostenibilità come il consumo collaborativo o un’alimentazione consapevole. Ad esempio, ogni anno l’Islanda è visitata da oltre 2 milioni di turisti, che puntualmente lasciano il segno del loro passaggio, dovuto a leggerezza e incuria. Questo campo ti aiuterà a diventare un viaggiatore attento e consapevole dell’impatto che ha sull’ambiente.
I/le partecipanti avranno inoltre la possibilità di visitare progetti locali ecologisti, come uno dei centri di riciclaggio dei rifiuti o la centrale elettrica geotermica.
Infine, laddove le condizioni climatiche lo permetteranno, i/le volontari/e saranno coinvolti/e in attività di tutela ambientale, portate avanti dai/dalle volontari/e del posto.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno presso una casa a Reykjavík, completa dei servizi (bagni con docce), cucina, e lavatrice. Le camere sono condivise ed è necessario portare il proprio sacco a pelo. Il gruppo si organizzerà in turni per la preparazione dei pasti, forniti dal partner locale. Tutti/e sono invitati/e a portare prodotti tipici del proprio paese per condividere cene internazionali!

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

 

 

Scambi giovanili e identità plurali, oltre le barriere linguistiche e culturali

Scambi giovanili e identità plurali, oltre le barriere linguistiche e culturali

scambio giovanile identità plurali jump inDal 17 al 25 luglio 2018 SCI Italia ha ospitato a Roma, presso La Città dell’Utopia, lo scambio giovanile internazionale “Jump In! Plural identities e active citizenship in the European society”, centrato sul tema delle identità plurali. Uno degli obiettivi del progetto è stato quello di supportare i/le giovani con minori opportunità e promuovere l’inclusione sociale attraverso sessioni di educazione non formale. Questi/e giovani hanno avuto infatti l’occasione di incontrare i/le propri/e coetanei/e provenienti da altri paesi e culture, imparando insieme nuove competenze radiofoniche, fotografiche e pratiche di ludopedagogia spendibili poi nella vita quotidiana.

Pubblichiamo la testimonianza di Louison Arnault, coordinatrice dello scambio.

Ci dividiamo in gruppi e iniziamo a lavorare ai racconti sonori. Ad ogni gruppo è stata assegnata una parola, ad esempio “radice”, “discriminazione”, o ancora “corpo”, a partire della quale dobbiamo raccontare le nostre storie personali. Alcune sono molto forti. Un fratello e una sorella raccontano di come si sono ritrovati per strada e poi in un programma di affidamento dopo la separazione dei propri genitori, perché la madre non riusciva più a pagare le bollette. Un ragazzo di origini marocchine ci racconta di quando un giorno è stato inseguito da un commerciante perché “sembrava pericoloso e sospetto, quindi sicuramente gli aveva rubato qualcosa. Perché si sa, la gente come lui è sempre in cerca di problemi”. E così via. È il momento di scegliere tra tutte le storie quali registrare.

scambio giovanile identità plurali jump inA partire dalla parola “adattarsi”, uno dei partecipanti ha condiviso la sua storia di transizione: da una vita di furti iniziata a 11 anni ad una vita regolare, lasciandosi alle spalle un modo di vivere grazie al quale faceva molti soldi ma senza potersi mai togliere di dosso l’ansia di rischiare, in ogni momento, di poter essere arrestato e separato dalla famiglia. Ha dovuto imparare la frustrazione di non poter comprarsi tutto quello che gli passava per la mente. Durante la sonorizzazione della sua storia, lui e quelli del suo gruppo si sono divertiti molto, esagerando alcune parti della storia e scherzando sul fatto che stessero per “girare una telenovelas brasiliana”. Quando stavamo sonorizzando l’incontro del suo personaggio con delle prostitute, uno del gruppo, totalmente preso dalla parte, ha alzato la testa e alla prima ragazza che gli è passata davanti ha chiesto: “Potresti aiutarmi?”, “Sì certo”, ha risposto lei. E lui: “Abbiamo bisogno che simuli un orgasmo”, “No, no, no!” è scoppiata a ridere la group leader, frenandolo mentre diventava tutta rossa per la ragazza messa in mezzo.

Eravamo in 25 a La Città dell’Utopia, arrivati da Catalogna, Portogallo, Slovenia, Ungheria e Italia. In realtà, le nazionalità erano molto più diverse e contavamo tra noi anche ragazzi e ragazze originari del Guinea Bissau, Polinesia Francese, Afghanistan, Perù, Senegal, Salvador, Benin, Ucraina, Marocco e Zimbabwe. Ancora mi chiedo come abbiamo fatto. Alcune delle persone che parlavano e ridevano di più insieme non avevano una sola lingua in comune, e non mi venite a dire che l’inglese aiuta a capire il pachto, oppure l’ungherese il portoghese: non vi crederò. Le valutazioni collettive ci hanno dato un indizio per provare a comprendere come fosse possibile: “ Come fai a comunicare con X?”, “Beh perché… mamma mia, perché è davvero molto bello.” Mi viene quindi da concluderne che eravamo tutti di bella presenza, visto che siamo riusciti a mischiarci molto velocemente, nonostante le differenze linguistiche e culturali.

scambio giovanile identità plurali jump inMa di quali culture si sta parlando? Stavamo lì appunto per scoprirlo, cercando di capire la nozione di identità plurali mediante una coabitazione intensa e attraverso l’utilizzo di alcuni strumenti, come la radio, la fotografia e le attività di ludopedagogia, esprimendoci sia in maniera individuale che collettiva. Abbiamo rivelato di noi molto di più che semplicemente la nostra nazionalità, il colore della nostra pelle, il nostro genere o la nostra religione (nonostante il fatto che anche intorno a questi elementi si sia sviluppato dibattito, soprattutto per via della curiosità di quelli che non avevano mai incontrato una persona con la pelle scura o mai visto una persona musulmana pregare). Alla base di questi dibattiti c’era sempre una curiosità positiva, un sincero interesse nel conoscere l’altro/a che spinge a fare domande e a provare tutte le maniere possibili per riuscire a comunicare, andando oltre la barriera linguistica.

È stato un continuo movimento di dare e ricevere: sono stati in tanti ad aver insistito per cucinare qualcosa per il gruppo, o per preparare per gli altri un tè marocchino, fare ascoltare un po’ della loro musica, mostrare il video di un rapper del loro “neighborhood”, o insegnare a chi vuole come si balla la kizomba. È stata una bella avventura: ci siamo dimostrati a vicenda che si può vivere bene insieme, anche con persone che, a prima vista, sembrano molto lontane tra di loro per le proprie storie di vita o per le proprie origini.

scambio giovanile identità plurali jump inÈ stata anche dura. Non sono abituata a coabitare così a lungo con un gruppo così grande – e a volte caotico. C’è chi vorrebbe mangiare solo pasta e chi invece preferisce il riso, chi non sopporta l’attesa e chi fa fatica ad essere in orario, chi vorrebbe dormire ore e ore e chi invece non riesce a trattenersi dal parlare ad alta voce o scoppiare a ridere nel corridoio, la doccia non è sempre così pulita come a casa e non c’è chi di solito pulisce per te, devi per la prima volta nella tua vita avvicinarti agli strofinacci e ad altre faccende “domestiche” che avresti volentieri ignorato più a lungo…

È stata dura ma è andata molto bene. Quelli che all’inizio si sono mostrati più chiusi sono stati anche quelli che hanno pianto al momento di andare all’aeroporto, mentre il gruppo portoghese ha subito detto che vorrà inventarsi qualche scambio a casa propria, per avere la scusa di invitare tutto il gruppo e ritrovarsi in un prossimo futuro.

Tutela ambientale e biodiversità: un campo di volontariato in Giappone

Tutela ambientale e biodiversità: un campo di volontariato in Giappone

tutela ambientale biodiversità giapponeIl campo

Dal 4 marzo al 18 marzo 2019 un campo in Giappone, organizzato dal nostro partner AKKS (Akame no SATOYAMA wo Sodateru kai) che dal 1999 lavora per la tutela ambientale e soprattutto per la valorizzazione della biodiversità della foresta di Satoyama.

La foresta si trova a ridosso delle grandi città di Osaka e Nagoya ed ha rischiato di essere rovinata dalla costruzione di un grande campo da golf e di un inceneritore. La popolazione locale è però riuscita a bloccare questi progetti dando vita al movimento “National trust” e acquistando i terreni, con lo scopo di tutelarli.
Ancora oggi, i diversi gruppi nati da questo movimento continuano il lavoro di tutela ambientale accogliendo persone che amano la natura e che vogliono contribuire a preservarla.
La foresta di Satoyama ha bisogno di essere salvaguardata, in particolare per la ricchezza rappresentata dalla sua biodiversità e per il contribuito che fornisce all’equilibrio idrogeologico dell’area.

Attività

I/le volontari/e si occuperanno di abbattere e ricollocare gli alberi per mantenere la foresta nelle condizioni che più favoriscono la sua biodiversità originaria.
I/le volontari/e utilizzeranno attrezzature da taglio per cui verranno formati/e. Il lavoro è abbastanza faticoso e si estenderà per tutto l’arco della giornata, anche in condizioni di pioggia se sarà possibile. Durante il campo, ci saranno dei momenti di confronto con persone con disabilità mentali che lavorano quotidianamente al progetto.

È richiesta una forte motivazione ed una buona condizione fisica.

I volontari acquisiranno competenze inerenti la tutela ambientale della foresta di Satoyama.

Alloggio

I volontari alloggeranno in una tipica casa di legno e i pasti saranno cucinati a turno.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

 

 

Cambiamento climatico e ecologismo: campo di volontariato in Islanda

Cambiamento climatico e ecologismo: campo di volontariato in Islanda

cambiamento climatico campo volontariato islandaIl campo

Dal 28 gennaio all’8 febbraio 2019 un campo in Islanda, organizzato dal nostro partner SEEDS Iceland, per conoscere gli effetti del cambiamento climatico.

I/le partecipanti dal campo avranno quindi la possibilità di approfondire le questioni ed esso legate, su scala globale e locale. Se sei preoccupato/a, ad esempio, dal cambiamento climatico, così come dal problema dello smaltimento dei rifiuti, o della tutela degli animali ed altre questioni ambientali, questo è il progetto che fa per te.

È importante sapere che questo è un campo basato sul confronto: tutti/e i/le partecipanti sono infatti invitati/e a portare la loro esperienza e le proprie idee. Il principale focus del campo sarà imparare dai differenti aspetti della questione ambientale attraverso workshop, discussioni e visite guidate.

Attività

Gli argomenti trattati saranno principalmente le energie rinnovabili, gli sprechi alimentari e le pratiche sostenibili che possono essere messe in campo. Ad esempio, ogni anno l’Islanda è visitata da oltre 2 milioni di turisti, che puntualmente lasciano il segno del loro passaggio, dovuto a leggerezza e incuria. Questo campo ti aiuterà a diventare un viaggiatore attento e consapevole dell’impatto che ha sull’ambiente.

I/le partecipanti avranno inoltre la possibilità di visitare progetti locali ecologisti, come uno dei centri di riciclaggio dei rifiuti o la centrale elettrica geotermica.

Infine, laddove le condizioni climatiche lo permetteranno, i/le volontari/e saranno coinvolti/e in attività di tutela ambientale, portate avanti dai/dalle volontari/e del posto.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno presso una casa a Reykjavík, completa dei servizi (bagni con docce), cucina, e lavatrice. Le camere sono condivise ed è necessario portare il proprio sacco a pelo. Il gruppo si organizzerà in turni per la preparazione dei pasti, forniti dal partner locale. Tutti/e sono invitati/e a portare prodotti tipici del proprio paese per condividere cene internazionali!

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

51ª Giornata ONU di Solidarietà con il Popolo Palestinese

51ª Giornata ONU di Solidarietà con il Popolo Palestinese

70 anni di diritti negati: giornata mondiale di solidarietà con il popolo palestinese.

Sito: www.giornataonu.it

Il 29 novembre di ogni anno l’ONU celebra la Giornata Mondiale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, in virtù del mandato conferito dall’Assemblea Generale il 2 dicembre 1977.

La Giornata Mondiale di Solidarietà ha tradizionalmente rappresentato un’opportunità per la comunità internazionale di portare la propria attenzione sul fatto che la questione palestinese è ancora irrisolta e che il popolo palestinese deve ancora vedere conseguiti i propri inalienabili diritti così come sanciti dall’Assemblea Generale, cioè, il diritto all’autodeterminazione senza interferenze esterne, il diritto a indipendenza e sovranità nazionali, e il diritto di fare ritorno alle proprie dimore e rientrare in controllo dei propri beni dai quali sono stati allontanati.

In risposta all’appello delle Nazioni Unite, governi e società civile organizzano ogni anno una vasta gamma di attività per celebrare la Giornata di Solidarietà.

In Italia la celebrazione della Giornata ONU di Solidarietà con il Popolo è promossa da Società Civile Palestina (SCP), rete di organizzazioni a vario titolo e missione impegnate per l’affermazione dei diritti dei popoli che ha avviato a Torino un gruppo promotore facilitato dal Centro Studi Sereno Regis.

Il comitato torinese sta preparando la giornata e alcuni eventi di avvicinamento: presentazione di libri, conferenze, incontri…

Per le iscrizioni scrivere a: giornataonu@gmail.com

Clicca qui per l’evento Facebook.

La sede della giornata si trova a 10 minuti a piedi dalla Stazione di Porta Nuova.

Per dormire:

Tomato Backpackers Hotel, in s. Salvario, www.tomato.to.it
AIG Ostello Torio, zona Lingotto, www.ostellotorino.it
Bamboo Eco Hostel, c.so Palermo, www.bambooecohostel.com
Rifugio Urbano, zona centro-sotto mole antonelliana, www.bed-and-breakfast.it/it/piemonte/rifugio-urbano-torino/48941
presso il Collegio S.Giuseppe dove si terrà il convegno ci saranno dei posti disponibili, per info: gianni 3336749056

Comitato organizzatore di Torino:

Assopace Palestina, BDS Torino, Centro Studi Sereno Regis, Comitato di Solidarietà con il popolo Palestinese di Torino, Donne in Nero della Casa delle donne di Torino, Invicta Palestina, Movimento Internazionale per la Riconciliazione, Pax Christi, Rete ECO-Ebrei Contro l’Occupazione, SCI-Servizio Civile Internazionale, Progetto Palestina, Un Ponte Per

Manutenzione del parco ecologico per promuovere uno stile di vita sostenibile: un campo in Marocco

Manutenzione del parco ecologico per promuovere uno stile di vita sostenibile: un campo in Marocco

Il campo

Dal 20 gennaio al 3 febbraio 2019 un campo di volontariato in Marocco, per supportare la manutenzione del parco ecologico e contribuire al dibattito sull’ecologia nella vita quotidiana.

Il campo è organizzato dall’associazione EVO (Espace Volontaire Oujda), fondata nel 2003 a Oujda, in Marocco. È composta da un gruppo di giovani locali che ha scelto di impegnarsi in progetti di volontariato. Infatti, negli anni ha accumulato molta esperienza di lavoro sociale, in particolare nell’organizzazione di campi. Inoltre, è riuscito a creare reti sociali sul territorio, coinvolgendo centri giovanili, organizzazioni locali e partner internazionali. In altre parole, il loro obiettivo è quello di creare un’atmosfera di solidarietà e impegno, in particolare in materia di protezione ambientale e tutela del patrimonio artistico-archeologico. Per queste ragioni, l’obiettivo di questo campo è la manutenzione del parco ecologico e la creazione di dibattito attorno al tema dell’ecologismo.

Attività

I/le volontari/e si impegneranno in lavori manuali e di giardinaggio. In primo luogo, ripareranno i materiali in legno rovinati dall’erosione del tempo. Inoltre, lavoreranno per la manutenzione del parco ecologico in tutti i suoi spazi verdi.

Inoltre, avranno anche l’opportunità di visitare la città di Oujda e i suoi dintorni, grazie al supporto del team di volontari/e locali.

Come parte studio, i/le volontari/e approfondiranno, attraverso dei dibattiti, la questione ecologica nella vita di tutti i giorni; molte di queste discussioni verranno affrontate con il pubblico che quotidianamente attraversa il parco. Il parco ecologico si estende per circa 25 ettari ed è considerato un sito unico in tutto il Marocco.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno presso un dormitorio condiviso presso il centro giovanile, in camere da 3 o 4 letti. È richiesto di portare le proprie lenzuola e asciugamani, oltre ai vestiti da lavoro.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il francese.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.