Centofiori Marzo 2019 – Scopri i progetti di volontariato di SCI-Italia

Centofiori Marzo 2019 – Scopri i progetti di volontariato di SCI-Italia

Vuoi partire per un campo di volontariato internazionale ma non sai cosa aspettarti? Leggi il nuovo numero del Centofiori e schiarisciti le idee! Attraverso testimonianze, racconti e articoli potrai cominciare a conoscere più da vicino il mondo SCI-Italia.

Al suo interno infatti troverai un’editoriale del Presidente SCI-Italia, Massimiliano Yamine, e le conclusioni di un nostro attivista, Marco Rondoni, che ci raccontano come ancora oggi il volontariato internazionale può fare la differenza. Inoltre, verrai accompagnato/a dalle parole di Norma, Rainer e Ginestra, lungo le esperienze, le riflessioni e le scoperte dei tre autori: cosa muove a partire, quali sono le difficoltà, quali le emozioni e le opportunità inaspettate. Se c’è qualcosa su cui tutti/e concordano, è la ricchezza delle relazioni che un campo di volontariato produce. Sostegno, confronto, mutuo aiuto: si lavora e si vive insieme a partire da se stessi.
Ma non solo, perché un campo di volontariato è sempre un progetto concreto a sostegno di attività di utilità sociale portate avanti dal partner ospitante. Che sia la cura di un’area verde, l’organizzazione di attività formative e culturali o un’altra delle tante attività proposte, partecipare ad un campo significa aiutare a cambiare in meglio le cose.

Per finire, troverai diversi articoli informativi e il calendario delle nostre formazioni 2019.

E allora, cosa aspetti a buttarti nel mondo SCI? 

Puoi trovare le pubblicazioni precedenti a questo link

Adesione alla campagna “Riace premio nobel per la pace 2019”

Adesione alla campagna “Riace premio nobel per la pace 2019”

 

Il Servizio Civile Internazionale (SCI Italia) aderisce e promuove la campagna “Riace premio Nobel per la pace 2019” (qua il link per sottoscrivere la raccolta firme), strumento tangibile di solidarietà a Domenico Lucano, alla comunità di Riace e a tutte quelle realtà organizzate che si battono processi di interazione e condivisione tra persone che possano abbandonare i binari tracciati dalle forme di “ospitalità e integrazione” istituzionalizzate, causa parziale di tanta marginalizzazione delle persone migranti.
L’arresto di Domenico Lucano ci ha lasciato sgomenti ma non è giunto certo come una sorpresa, perché si inserisce all’interno di una costante campagna di criminalizzazione della solidarietà a persone migranti che da più di un anno colpisce singoli, associazioni e ONG da Ventimiglia a Catania, in mare come sulla terra ferma. Nel nostro piccolo continueremo a portare avanti progetti rivolti a persone a rischio di marginalità sociale, tra cui rifugiati e richiedenti asilo, che si basa sul loro coinvolgimento in attività al pari e senza distinzioni con altre volontarie e volontari provenienti da tutto il mondo, con l’obiettivo di estendere gli spazi di inclusione e interazione, nel tentativo di promuovere percorsi graduali e autonomi di protagonismo sociale.

Servizio Civile Internazionale

Natale solidale e inclusione sociale: regala TuttInclusi!

Natale solidale e inclusione sociale: regala TuttInclusi!

natale solidale TuttInclusi boscoLa nostra prima campagna natalizia

Per la prima volta il Servizio Civile Internazionale (SCI Italia) si lancia nell’avventura di una campagna di raccolta fondi per promuovere un Natale solidale. Una grande sfida in cui la nostra associazione sta mettendo energia e passione per sostenere una delle azioni più d’impatto che porta avanti: il programma TuttInclusi.
Negli ultimi anni le possibilità di ottenere finanziamenti pubblici per promuovere azioni come TuttInclusi sono drasticamente diminuite. Inoltre non ricorriamo a fondazioni bancarie e aziende private che non diano garanzie rispetto al coinvolgimento nell’industria bellica. Per queste ragioni sperimentiamo nuove fonti di finanziamento con l’obiettivo di renderci sempre più indipendenti.

Il sostegno di amiche e amici, soci e simpatizzanti dello SCI è quindi assolutamente necessario!

Natale solidale TuttInclusiPerché sostenere il programma “TuttInclusi”

Da tre anni organizziamo la partecipazione di persone a rischio marginalità sociale, giovani messi alla prova, rifugiati, richiedenti asilo e minori non accompagnati a progetti internazionali come i campi di volontariato e gli scambi giovanili.

Il risultato positivo è testimoniato dai beneficiari di queste azioni quanto dagli enti che lavorano per/con essi. Le persone che partecipano si sentono infatti autonome e attive, spesso per la prima volta, e non soggetti da aiutare ed integrare. Ad esempio, nelle due settimane che condividono con gli altri volontari, non sono affiancati da operatori o mediatori ma trattati “alla pari”. Inoltre,  il loro “status” di “inclusi” non è dichiarato al resto del gruppo. Questo permette relazioni paritarie, sincere e spesso durature al di là del pregiudizio e del sentimento caritatevole.
In molti casi, la rete che si intesse e la sensazione di poter esser elemento attivo parte della comunità si riflettono positivamente sul contesto a cui il partecipante fa ritorno dopo la fine dell’esperienza specifica. Ed è questa la forza principale di TuttInclusi.

Il programma prevede ovviamente che i partecipanti siano attentamente accompagnati in un percorso che precede l’attività del campo di volontariato o scambio giovanile e poi seguiti “a distanza” durante il progetto da chi li ha accompagnati, dallo SCI-Italia e dagli enti d’invio, e “in loco” dal coordinatore del campo e dall’associazione ospitante. I costi per il partecipante sono tutti coperti.

L’inclusione sociale si costruisce insieme

La buona riuscita del programma è il risultato di un grande lavoro di coordinamento fra l’ente di invio, lo SCI e l’ente di recezione. È grazie all’opera collettiva che questa meravigliosa opportunità esiste. Le organizzazioni di invio con cui collaboriamo sono: Laboratorio 53 (Rm), USSM (Mi), SEAD (Mi), La Cooperativa Sociale Arca di Noè (Bo), AMECE (To), Cooperativa Pollicino (Ivrea – To). Le organizzazioni di ricezione: La Città dell’Utopia (Rm), La fabbrica di Olinda (Mi), Ente morale dei Frati Minori Cappuccini (Imola – Bo), Pro Villa Capricchia (Amatrice – Ri), Pacefuturo Onlus (Pettinengo – Bi), Gruppo informale assemblea Cavallerizza (To), Ads Ciampacavallo onlus e asd EquiAzione, Cascina Casotello (Mi), Principi Pellegrini DiVangAzioni (Avigliana – To).

Contribuire per un Natale solidale è possibile, sfidare l’esclusione sociale anche! Visita la pagina dedicata alla nostra campagna “A Natale Regala TuttInclusi

Ringraziamo tantissimo chi donando renderà possibile la partecipazione di una persona in più e auguriamo un buon Natale e felice Anno nuovo TuttInclusi!

>> VAI ALLA PAGINA DELLA CAMPAGNA <<

Servizio Civile Internazionale

Per maggiori informazioni, per diventare ente di invio o di ricezione: inclusione@sci-italia.it

Seminare giustizia per raccogliere pace – venerdì 26 ottobre a Torino

Seminare giustizia per raccogliere pace – venerdì 26 ottobre a Torino

Seminare giustizia per raccogliere pace

Interventi civili di pace con la società palestinese

Serata di avvicinamento alla 51ma Giornata Onu di Solidarietà con il Popolo Palestinese del 1 dicembre 2018.

Torino, 26 ottobre 2018

Centro Studi Sereno Regis (sala Gandhi)
via Garibaldi 13
ore 18-22.

Ore 18: “Lode all’ulivo del mediterraneo” con Francesco Migliaccio
A seguire presentazione del progetto “Raccogliendo la pace” a cura di Ilaria Zomer e collegamento Skype con le volontarie del progetto presenti in Palestina.

Ore 19,30: aperitivo di autofinanziamento

Ore 20,30: introduzione di Ahmad Al.Khalil
Intervento di Giulia Campanile, Corpo Civile di Pace del Progetto “Dealing with the future” di Un Ponte Per… nel campo profughi di Chatila, in LIbano.

 

 

 

La serata è tra gli eventi di avvicinamento alla 51esima Giornata Onu di Solidarietà per il Popolo Palestinese che avverrà 1 Dicembre 2018. L’iniziativa ha l’obiettivo di raccontare alcuni progetti e riflettere su quale presenza civile sia più utile per il popolo palestinese, per andare oltre la generica solidarietà e costruire ponti.

L’evento è organizzato e promosso da Un Ponte Per… Torino, Centro Studi Sereno Regis e SCI Italia.

Interventi Civili di Pace in Palestina

Con questi stessi partner, da nove anni costruiamo insieme il progetto Interventi Civili di Pace in Palestina, nato dalla richiesta della società civile palestinese di essere affiancata da una presenza internazionale con ruolo di interposizione durante il periodo della raccolta delle olive. Spesso ostacolata dalle forze militari israeliane e dagli attacchi dei coloni, la raccolta rappresenta un’importante se non l’unica fonte di reddito per molte famiglie delle aree agricole della Cisgiordania sotto amministrazione militare e civile israeliana.

Il progetto attualmente si sviluppa in collaborazione con associazioni che da anni lottano contro l’occupazione con metodi nonviolenti, quali i Comitati Popolari di Resistenza Nonviolenta di Betlemme e At Twani, Youth Against Settlements e Human Rights Supporters.

Clicca qui per più informazioni sul progetto.

Solidarietà a Mimmo Lucano e a tutta Riace, città dell’accoglienza

Solidarietà a Mimmo Lucano e a tutta Riace, città dell’accoglienza

Il 2 ottobre è stato arrestato dalla Guardia di Finanza Domenico Lucano, sindaco di Riace, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti[1]. Una notizia che ci lascia sgomenti ma non giunge certo come una sorpresa, perché si inserisce all’interno della campagna di criminalizzazione della solidarietà a persone migranti che da più di un anno colpisce singoli, associazioni e ONG da Ventimiglia a Catania, in mare come sulla terra ferma.

Ancora una volta la legalità diviene strumento di controllo sociale, tratto comune ai governi degli ultimi anni. Sospinta dalla retorica del decoro e del rispetto delle leggi come eliminazione delle manifestazioni della marginalizzazione e del dissenso, la legalità viene strumentalizzata per esercitare forme di violenza culturale e alimentarne altre sue pari, specialmente il razzismo.

Domenico Lucano ha sempre diffidato di questa legalità[2] che non tiene conto della vita reale, delle persone prima ancora della burocrazia. Per questa ragione si è fatto promotore di processi di interazione e condivisione tra persone che possano abbandonare i binari tracciati dalle forme di “ospitalità e integrazione” istituzionalizzate, causa parziale di tanta marginalizzazione delle persone migranti.

A Domenico Lucano e alla comunità di Riace va la nostra solidarietà, e nel nostro piccolo continueremo a portare avanti progetti rivolti a persone a rischio di marginalità sociale, tra cui rifugiati e richiedenti asilo, che si basa sul loro coinvolgimento in attività al pari e senza distinzioni con altre volontarie e volontari provenienti da tutto il mondo, con l’obiettivo di estendere gli spazi di inclusione e interazione, nel tentativo di promuovere percorsi graduali e autonomi di protagonismo sociale.

Servizio Civile Internazionale

[1] https://www.valigiablu.it/riace-arresto-sindaco-lucano-migranti/

[2] https://www.infoaut.org/culture/nel-mare-di-riace-una-conversazione-con-mimmo-lucano

Un campo a Cantalupo nel Sannio, dove si promuove il dialogo interreligioso e l’inclusione sociale

Un campo a Cantalupo nel Sannio, dove si promuove il dialogo interreligioso e l’inclusione sociale

Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato Stampa realizzato dall’Associazione “Arcivescovo Ettore di Filippo”, nostro partner per il campo di volontariato “Migrazioni, yoga e meditazione: un campo in Molise per l’inclusione sociale“.

CAMPO DI VOLONTARIATO INTERNAZIONALE

“Migration, yoga and meditation. A natural way of living in mutual understanding and peace”
(Migrazioni, Yoga e meditazione. Uno stile di vita naturale tra comprensione reciproca e pace)
17-23 Settembre, Cantalupo nel Sannio (IS)

Dal 17 al 23 Settembre 2018 ospiteremo a Cantalupo nel Sannio, presso il B&B Santa Ildegarda, un campo di volontariato internazionale in partenariato con lo SCI.
Volontari locali, sia autoctoni sia migranti, residenti in centri di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, vivranno, lavoreranno e studieranno per una settimana insieme a volontari internazionali provenienti da ogni parte del mondo.

Nel quadro di una visione e missione ispirata all’ecologia profonda, al bioregionalismo e alla nonviolenza attiva, tema centrale del campo di volontariato sarà il dialogo interreligioso, in merito al quale il presidente dell’associazione, padre Francis Tiso, sacerdote cattolico, cappellano dei migranti, dottore in storia e teologia, tibetologo, erborista, artista e musicista, condurrà una ricca sessione di studio.

Le mansioni includeranno lavori di agricoltura e giardinaggio, raccolta di erbe selvatiche a scopo culinario e officinale, organizzazione di attività di sensibilizzazione, falegnameria, pulizia e imbiancatura.

Il campo di volontariato è aperto a chiunque sia maggiorenne, senza alcuna discriminazione di nazionalità, età, sesso, condizione socio-economica. A questo link è possibile trovare tutte le informazioni circa le modalità di partecipazione.

Per essere aggiornati su nostri eventi e attività, è possibile seguirci inviando una email a asdarciettoredifilippo@gmail.com, chiedendo di essere inseriti nella newsletter, oppure attraverso la pagina FB.

CHI SIAMO

Nata nel Febbraio 2017 a Cantalupo nel Sannio, in provincia di Isernia, l’Associazione “Arcivescovo Ettore di Filippo” si prefigge l’obiettivo generale di promuovere e diffondere una cultura in cui l’assistenzialismo e la speculazione siano guariti da un genuino spirito di apertura e ascolto verso il prossimo, la prevaricazione dalla pace, il fanatismo dal dialogo interreligioso, l’individualismo dalla solidarietà, la devastazione ambientale e lo sterminio di altre forme di vita da una profonda connessione con la natura, la paura e l’avidità da uno spirito di condivisione e generosità.

COSA FACCIAMO

Intendiamo contribuire al miglioramento delle condizioni di accoglienza in termini di benessere integrale, inclusione sociale, facilitazione della comprensione tra persone richiedenti asilo, operatori dell’accoglienza e comunità locali, al fine di trasformare e risolvere eventuali dinamiche conflittuali e sventare traffici, delinquenza, sfruttamento e accattonaggio.

I percorsi interculturali che proponiamo includono:

  • iniziative socio-educative (lezioni di lingua e cultura italiana, orientamento formativo e professionale, gruppi di riflessione, laboratori artigianali, visite guidate);
  • pratiche di meditazione cristiana e buddhista;
  • pratiche di Yoga;
  • ReGeneration Radio, webradio itinerante di, con, per persone migranti;
  • corsi di cucina e alimentazione naturale, secondo gli insegnamenti tramandati dai maestri delle tradizioni mediterranee, ayurvedica e macrobiotica;
  • Casa delle Erbe Santa Ildegarda, crocevia di condivisione su antichi saperi erboristici da tutto il mondo, che promuove passeggiate di riconoscimento e catalogazione di erbe spontanee commestibili e officinali, nonché laboratori eco-conviviali di fitocosmesi, ginecologia naturale e tisaneria.

Che tutti gli Esseri siano Felicità

Si è concluso il progetto PATH, dopo oltre un anno di lavoro per la pace

Si è concluso il progetto PATH, dopo oltre un anno di lavoro per la pace

PATH, acronimo di Peace Activism through Lessons from History of Forced Migration, è un progetto nato nell’ambito del programma Europe for Citizens, svolto nel corso del 2017 e concluso nel 2018.

L’obiettivo del progetto era quello di promuovere l’attivismo per la pace attraverso dei seminari, che ripercorressero e analizzassero la memoria storica delle migrazioni forzate.

In totale, sono stati realizzati 7 seminari in diverse città d’Europa: Budapest (Ungheria), Catalogna (Spagna), Novi Sad (Serbia), Roma (Italia), Salonicco (Grecia), Friedland (Germania) e Sofia (Bulgaria).

1. Riunione preparatoria, 18-21 novembre 2016, Budapest, Ungheria.

La riunione preparatoria del progetto è stata organizzata grazie al supporto di due gruppi di lavoro del Service Civil International, Building Bridges e No More War. L’incontro è iniziato con il bilancio di un precedente progetto, “Memoric: Memories Beyond Rhetoric”, presentandone i risultati, le buone pratiche e le sfide affrontate durante il suo svolgimento. I differenti partner hanno condiviso quindi, a partire dall’esperienza precedente, aspettative ed esperienze. In questo modo, hanno lavorato alla pianificazione del progetto, del budget, dei compiti e dei risultati sperati. È stata inoltre organizzata una visita al progetto Utilapu (SCI Ungheria), rivolto ai/alle giovani rifugiati/e e richiedenti asilo.

2. Seminario Learn and Get Inspired from the Past,10-15 marzo 2017, La Jonquera, Spagna.

L’obiettivo del seminario era la rilettura della storia della Guerra Civile Spagnola, utilizzando la tematica delle migrazioni forzate come chiave d’analisi principale. I/le partecipanti hanno ripercorso le strade battute dai rifugiati d’allora, visitando alcuni luoghi centrali per la memoria storica: l’ospedale di Elna, un rifugio per le donne incinte e le madri sole; il campo di concentramento di Argeles; il Museo della Memoria dell’Esilio. Nel corso del progetto, storici e attivisti locali sono stati coinvolti e hanno contributo con le proprie conoscenze e memorie dirette del periodo storico analizzato.

3. Seminario One Step Forward, One Step Back, 8-14 maggio 2017, Novi Sad, Serbia.

L’obiettivo del secondo seminario è stato l’esplorazione delle guerre dell’ex Yogoslavia, comparando la situazione nella regione di allora con quella di oggi, in cui la penisola balcanica è ancora teatro di migrazioni forzate di persone in fuga dai propri paesi, in cerca di un futuro sicuro. Il seminario si è svolto con il contributo di alcuni esperti storici ed esponenti di associazioni di Novi Sad (NSHC; CK13), attivisti di base e organizzazioni di Subotica, una cittadina al confine con l’Ungheria.

4. Campo studio e evento Recapturing the history, 10-20 luglio 2017, Tessalonica, Grecia.

L’obiettivo dell’evento Recapturing the history era la raccolta delle storie dei rifugiati e delle vittime di guerra, partendo dall’ondata di migranti giunta in Grecia nel 1922, passando per le vittime della Seconda Guerra Mondiale e arrivando fino ai giorni nostri.

5. Campo studio e festival di sensibilizzazione No Border Fest, 12-21 giugno 2017, Roma, Italia.

Lo scopo di questo campo studio e evento era di stimolare il dibattito sulle migrazioni forzate di ieri e di oggi, legandole allo sfruttamento del lavoro migrante e alle contraddizioni a questo legate. Inizialmente il campo doveva svolgersi a Foggia, in cooperazione con Radio Ghetto Voci Libere (una radio per dare voce a chi non ne ha, come i migranti che lavorano nelle campagne del sud Italia) e Laboratorio 53. Sfortunatamente, la tendopoli di Foggia è stata sgomberata nel marzo 2017, ed è per questo che il campo si è poi svolto a Roma, presso La Città dell’Utopia. Il campo è stato quindi unito al No Border Fest, un festival sulle migrazioni che SCI Italia organizza sin dal 2009 insieme ai/alle rifugiati/e e richiedenti asilo.

6. Campo studio e evento di sensibilizzazione, Solidarity with refugees, 12-26 agosto 2017, Friedland, Germania.

Durante questo campo si è tentato di mettere in evidenza le barriere politiche, sociali e psicologiche esistenti tra i rifugiati e la popolazione locale tedesca, con l’obiettivo di decostruirli. Friedland, dopo la Seconda Guerra Mondiale, è divenuto il più grande campo profughi tedesco. SCI Germania ha così organizzato il campo insieme alla comunità locale e ai rifugiati, alternando sessioni di studio e sessioni creative per realizzare una mostra, all’interno del Museo di Friedland, sulla storia dell’impegno civico dei diversi gruppi di rifugiati nel campo proprio sul tema dei confini.

7. Evento finale, No More War Festival, 25-30 gennaio 2018, Sofia, Bulgaria.

Durante l’evento si è discusso di conflitti e migrazioni forzate, di movimenti di resistenza, di pratiche non violente e proteste pacifiche, in dibattiti aperti al pubblico locale. L’evento è stato organizzato da CVS Bulgaria in cooperazione con molti partner locali, trasformando l’evento in 3 giorni di festival e di discussioni sulla pace, dai suoi aspetti più locali a quelli più generali. Più di 70 visistatori hanno contrribuito alle discussioni, ai workshop e alle proiezioni del festival, e visionato il documentario che racconta il progetto PATH, così come la mostra fotografica.

Clicca qui per visualizzare il video di racconto del progetto.

Clicca qui per la descrizione completa del progetto.

Accuse e minacce alle organizzazioni solidali con la Palestina: il boicottaggio non è terrorismo

Accuse e minacce alle organizzazioni solidali con la Palestina: il boicottaggio non è terrorismo

Il 25 maggio 2018 il Ministero israeliano per gli Affari Strategici ha pubblicato un dossier dal titolo “The money trail: the millions given by EU institutions to NGOs with ties to terror and boycotts against Israel”. Il documento, reso consultabile sulle pagine del sito di Europe Israel Public Affairs (EIPA), – gruppo di pressione sulle istituzioni europee che in passato si è reso protagonista di esternazioni xenofobe – vorrebbe essere di denuncia nei confronti dell’Unione Europea, accusata di elargire fondi a ONG che sostengono la campagna “Boycott, Divestment and Sanctions” (BDS) fino a mantenere relazioni con “organizzazioni terroristiche”: tra quelle citate c’è anche il Servizio Civile Internazionale.

Non è questa la sede per un’indagine critica dell’utilizzo del termine “terrorismo”, che sempre meno si riferisce a ogni atto perpetrato per suscitare terrore nella popolazione civile – anche da parte delle istituzioni statali – e sempre più è utilizzato come escamotage per giustificare abusi e violazioni a livello locale e internazionale.

Ci preme tuttavia porre l’attenzione sui presunti aspetti negativi del sostegno alla campagna BDS che, come si legge nel dossier e sulla scia della narrativa dominante, è associata a una “delegittimazione anti-Israele”: come sempre accade, l’infamante accusa di antisemitismo è dietro l’angolo, come conferma tra l’altro il tono dell’articolo pubblicato su Il Foglio in cui si parla appunto del dossier.

Qui di seguito la nostra replica al quotidiano diretto da Claudio Cerasa, pubblicata però deliberatamente sotto un titolo falso e fuorviante, oltre che in palese contrasto con le argomentazioni stesse del comunicato.

L’esperienza ci ha mostrato come la trasformazione nonviolenta dei conflitti passi anche dalla loro narrazione, con la necessità di restituire una cornice nella quale raccontare la quotidianità delle violenze dirette, troppo spesso alla mercé di chi le strumentalizza per interessi propri. Una cornice data quindi anche dal racconto della violenza culturale e strutturale, per cui le istituzioni israeliane non fanno eccezione: un contesto coloniale e di occupazione militare e civile portato avanti da più di 70 anni, in cui politiche discriminatorie, di segregazione e di oppressione colpiscono l’intera popolazione palestinese, sia essa all’interno di Israele, nei Territori Occupati – di cui, è bene ricordare, fa parte anche la Striscia di Gaza – o esule in altri paesi.

Rimane fermo il nostro rifiuto della violenza, sempre e comunque. Allo stesso tempo consideriamo vuote le parole di chi si definisce super partes perché, come affermava l’arcivescovo Desmond Tutu, “Se sei neutrale in situazioni d’ingiustizia, hai scelto il lato dell’oppressore”. Le parti in conflitto non sono sullo stesso livello, non è accettabile confondere l’occupante con l’occupato, l’aggressore con l’aggredito.

Ribadiamo quindi il nostro motto “meno parole, più fatti” e richiediamo l’applicazione della Giustizia: quella del diritto internazionale, delle Convenzioni di Ginevra e dei Protocolli aggiuntivi. Questo è stato, e sarà in futuro, il fine della nostra progettualità nei Territori Occupati e in Israele; progetti resi possibili anche grazie ai programmi di finanziamento dell’Unione Europea. Nella speranza di un’adesione sempre maggiore, continuiamo a supportare la campagna BDS in quanto azione nonviolenta di contrasto alla propaganda e all’apparato repressivo israeliano, come testimoniato dal dossier “Il Diritto di Boicottare Israele”, a cura di BDS Italia.

Esprimiamo quindi la nostra solidarietà a tutte le realtà menzionate nel dossier “The money trail”, oltre che a tutte le attiviste e attivisti palestinesi e israeliani che si adoperano per la fine dell’occupazione e per la creazione di un futuro condiviso.

Servizio Civile Internazionale

[Aggiornamento in data 31 luglio 2018]

Il ministro degli Esteri dell’Unione Europea, Federica Mogherini, ha inviato personalmente una lettera al ministro degli Affari Strategici Gilad Erdan, chiedendogli di fornire le prove dal suo ministero sulle accuse “vaghe e infondate” secondo le quali l’UE sta finanziando attività di terrorismo e boicottaggio contro Israele attraverso le organizzazioni no profit. La notizia è comparsa sul quotidiano Haaretz, cliccare qui per visualizzare il testo integrale.

#RightToReturn: comunicato in solidarietà con la popolazione palestinese

#RightToReturn: comunicato in solidarietà con la popolazione palestinese

Vent’anni di interventi solidali in Palestina ci hanno insegnato a non entrare nel merito di quale azione individuale abbia innescato l’escalation di violenza – l’ennesima – ogni qual volta l’interesse mediatico si sveglia per inseguire una sua agenda. Le azioni individuali vanno considerate all’interno del loro contesto, e quello che manca in queste ultime settimane è proprio il contesto nel quale le vicende si svolgono. Un contesto coloniale e di occupazione militare e civile portato avanti da Israele da più di 60 anni, in cui politiche discriminatorie, di segregazione e di oppressione colpiscono l’intera popolazione palestinese, sia essa all’interno di Israele, nei Territori Occupati – di cui, è bene ricordare, fa parte anche la Striscia di Gaza – o esule in altre geografie del mondo.

Tuttavia la repressione di questi giorni ha una genesi ben definita: la scelta del governo statunitense di trasferire la sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme. Una scelta scellerata per due motivi: codifica il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, cancellando le già tenui speranze della popolazione palestinese di vederla anche come la loro capitale; l’inaugurazione arriva in una data dall’alto valore simbolico, cioè quella della “Dichiarazione di Indipendenza di Israele”, che precede di un giorno l’inizio della Nakba palestinese, “catastrofe” che culminò nella pulizia etnica del Palestina del 1948.

A ciò possiamo aggiungere anche due eventi di carattere culturale avvenuti in questi giorni, uno dei quali ci riguarda da vicino: la vittoria della cantante israeliana Netta Barzilai al contest canoro Eurovision e la partenza da Gerusalemme ovest del Giro d’Italia. Entrambi gli eventi evidenziano l’attenzione per i dettagli da parte del governo israeliano quando si tratta di propaganda: il regolamento garantisce infatti l’ospitalità del contest dell’anno successivo nella capitale del paese d’origine della vincitrice/vincitore, e la città designata sarà Gerusalemme, non Tel Aviv; la gara ciclistica si è invece piegata alle pressioni del governo israeliano, eliminando la dicitura “Gerusalemme ovest” a favore di “Gerusalemme” nei documenti ufficiali della corsa, unificando così la città e tramutandola de facto in capitale israeliana come luogo di partenza.

Rimane fermo il nostro rifiuto della violenza, sempre e comunque. Allo stesso tempo consideriamo vuote le parole di chi si definisce super partes perché, come affermava l’arcivescovo Desmond Tutu, “Se sei neutrale in situazioni d’ingiustizia, hai scelto il lato dell’oppressore”. Le parti in conflitto non sono sullo stesso livello, non è accettabile confondere l’occupante con l’occupato, l’aggressore con l’aggredito.

Non ci potrà essere pace in Israele/Palestina fino a quando non cesseranno l’occupazione militare e civile dei Territori Palestinesi, fino a quando non cesseranno le politiche discriminatorie per l’intera popolazione palestinese, fino a quando non cesseranno le pretese di Israele di costruire uno Stato etnicamente puro, ebraico, quindi senza popolazioni terze al suo interno.

Come Servizio Civile Internazionale continuiamo a portare avanti interventi solidali in Palestina per testimoniare, condividere e rompere il silenzio o le strumentalizzazioni. Di fronte alla storia che si ripete, ribadiamo ancora una volta il motto “meno parole, più fatti” e richiediamo l’applicazione della Giustizia, quella del diritto internazionale, delle Convenzioni di Ginevra e dei Protocolli aggiuntivi. Nella speranza di un’adesione sempre maggiore, continuiamo a supportare la campagna BDS (Boycott, Divestment and Sanctions) come azione nonviolenta di contrasto alla propaganda e all’apparato repressivo israeliano.

Continuiamo nel nostro sostegno alla lotta popolare nonviolenta che i comitati popolari portano avanti in molti villaggi palestinesi. Continuiamo nel nostro sostegno a tutte quelle attiviste e attivisti israeliani che si battono insieme ai palestinesi per la fine dell’occupazione e un futuro condiviso.

Sono questi gli strumenti per una reale trasformazione nonviolenta del conflitto che porti giustizia e pace.

Servizio Civile Internazionale

#FreePalestine #Nakba #EndTheSiege #GreatReturnMarch #NoUsEmbassyInJerusalem

Per approfondimenti:

Official statement on President Trump’s intention to move US Embassy to Jerusalem (Service Civil International)

U.S. Embassy move could prove to be “the perfect storm” (+972 magazine)

Why Israel’s Eurovision contestant became a target for BDS (+972 magazine)

#VergognatiGiro! È ora che il Giro d’Italia si confronti con la realtà (BDS Italia)

Risignificare il volontariato a partire dalla formazione

Risignificare il volontariato a partire dalla formazione

Volontari SCI ad un incontro di formazioneLe scelte politiche europee e nazionali degli ultimi anni hanno stravolto il ruolo del volontariato, con il conseguente adeguamento a questa evoluzione da larga parte del Terzo Settore, compresa la cooperazione internazionale. In un contesto sociale in cui anche il volontariato è divenuto un prodotto, le dinamiche generate sono quelle di competizione tipiche del mercato, in cui il volontario e la volontaria sono prima di tutto consumatori da attrarre. A ciò concorre l’attuale cornice dei programmi di finanziamento europei (es. Erasmus+), che pone l’accento su visibilità e disseminazione dei progetti finanziati: la forma, spesso veicolata attraverso i nuovi strumenti dell’information communication technology, ha il sopravvento sui contenuti, che dovrebbero contribuire a una crescita umana e sociale dei beneficiari diretti, capaci quindi di mettere in discussione la realtà nell’ottica del cambiamento sociale. Gli aspetti comunicativi stravolgono così l’immaginario del volontariato e dei contesti d’intervento, sempre più legati a un qui ed ora che mette in secondo piano ogni altra riflessione.

Così il volontariato si appiattisce sul suo immaginario stravolto, riducendolo a un’esperienza di solidarietà circoscritta nel tempo e nello spazio, slegata da finalità etiche e sociali e interpretata secondo i canoni del buonismo e del pietismo. In questa maniera si rafforza l’oggettificazione di partner e beneficiari, che subiscono un approccio assistenzialista, mancante di percorsi che favoriscano crescita e autonomia reciproci.

Rivolgendo lo sguardo al nostro interno, abbiamo individuato nei percorsi formativi il principale strumento per per proporre una nostra contronarrazione del volontariato. Questi percorsi, che possono assumere forme molteplici a seconda dell’obiettivo che si pongono, ritrovano nell’educazione non-formale il loro elemento comune. L’educazione non-formale ci permette di discutere del contesto sociale e politico ed è essa stessa politica, perché scardina le dinamiche frontali, quindi verticistiche, di trasmissione delle conoscenze, favorendo la partecipazione di tutte e tutti i partecipanti, lo scambio di saperi e il superamento dell’oppressiva dicotomia educatore/educando (1).

Per queste ragioni, durante l’ultima Assemblea Nazionale SCI tenutasi dal 3 al 5 Novembre 2017 a Berzano di Tortona (AL), abbiamo preso la decisione associativa di investire ancora di più sui percorsi formativi, a partire dall’auto-formazione. Si è così sviluppata l’idea di organizzare un weekend rivolto a coloro che avessero preso parte ad alcune attività SCI negli ultimi due anni e con la partecipazione di chi già si occupa di formazione nella nostra associazione, nell’ottica di confrontarsi su contenuti e metodologie dei nostri percorsi formativi: dal 23 al 25 Febbraio 2018, 30 persone si sono incontrate a La Città dell’Utopia, Roma, con l’obiettivo di garantire una sempre più alta qualità della nostra proposta formativa. Raccontare questi piccoli passi è per noi di vitale importanza, al fine di trasmettere l’operato e il senso che sono dietro la proposta formativa SCI per il 2018: incontri di formazione per progetti di volontariato internazionale, formazione per interventi civili in zone di conflitto, corsi su progettazione europea e attivazione sociale, corso “digital per no-profit”.

Per alcune persone i percorsi formativi proposti dalla nostra associazione sono stati stata una scuola di vita, per altre un modo di conoscere meglio se stessi e le/gli altre/i, per altre ancora semplicemente la via per fare chiarezza sull’esperienza di volontariato internazionale. Se lo spirito di un progetto di volontariato internazionale è lo stesso in Svizzera come in Ghana, in India o Nicaragua, ben diversi sono la situazione che lo ospita, i messaggi e gli stimoli da inviare e da ricevere: la solidarietà corre sul filo del rispetto verso culture altre rispetto alla nostra. Per noi restano una grande occasione di crescita, un modo di percorrere insieme un piccolo tratto di strada.

Una nuova stagione di volontariato internazionale sta per iniziare, ti aspettiamo quindi a una o tutte le nostre proposte formative se:

  • Vuoi prendere parte a un campo di volontariato internazionale;
  • Vuoi partire per un periodo di volontariato a lungo termine;
  • Vuoi coordinare un campo di volontariato internazionale in Italia;
  • Sei una studentessa/studente il cui percorso di studi riguarda temi quali educazione non-formale, inclusione sociale e cooperazione internazionale;
  • Sei curioso/a di conoscere le attività locali del gruppo SCI più vicino a te.

#preferiSCI, un mondo di campi dal 1920!

Simone Ogno
Segretario Nazionale

(1) Per maggiori riferimenti: Paulo Freire, La pedagogia degli oppressi, Torino, EGA, 2002