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Natale solidale e inclusione sociale: regala TuttInclusi!

Natale solidale e inclusione sociale: regala TuttInclusi!

natale solidale TuttInclusi boscoLa nostra prima campagna natalizia

Per la prima volta il Servizio Civile Internazionale (SCI Italia) si lancia nell’avventura di una campagna di raccolta fondi per promuovere un Natale solidale. Una grande sfida in cui la nostra associazione sta mettendo energia e passione per sostenere una delle azioni più d’impatto che porta avanti: il programma TuttInclusi.
Negli ultimi anni le possibilità di ottenere finanziamenti pubblici per promuovere azioni come TuttInclusi sono drasticamente diminuite. Inoltre non ricorriamo a fondazioni bancarie e aziende private che non diano garanzie rispetto al coinvolgimento nell’industria bellica. Per queste ragioni sperimentiamo nuove fonti di finanziamento con l’obiettivo di renderci sempre più indipendenti.

Il sostegno di amiche e amici, soci e simpatizzanti dello SCI è quindi assolutamente necessario!

Natale solidale TuttInclusiPerché sostenere il programma “TuttInclusi”

Da tre anni organizziamo la partecipazione di persone a rischio marginalità sociale, giovani messi alla prova, rifugiati, richiedenti asilo e minori non accompagnati a progetti internazionali come i campi di volontariato e gli scambi giovanili.

Il risultato positivo è testimoniato dai beneficiari di queste azioni quanto dagli enti che lavorano per/con essi. Le persone che partecipano si sentono infatti autonome e attive, spesso per la prima volta, e non soggetti da aiutare ed integrare. Ad esempio, nelle due settimane che condividono con gli altri volontari, non sono affiancati da operatori o mediatori ma trattati “alla pari”. Inoltre,  il loro “status” di “inclusi” non è dichiarato al resto del gruppo. Questo permette relazioni paritarie, sincere e spesso durature al di là del pregiudizio e del sentimento caritatevole.
In molti casi, la rete che si intesse e la sensazione di poter esser elemento attivo parte della comunità si riflettono positivamente sul contesto a cui il partecipante fa ritorno dopo la fine dell’esperienza specifica. Ed è questa la forza principale di TuttInclusi.

Il programma prevede ovviamente che i partecipanti siano attentamente accompagnati in un percorso che precede l’attività del campo di volontariato o scambio giovanile e poi seguiti “a distanza” durante il progetto da chi li ha accompagnati, dallo SCI-Italia e dagli enti d’invio, e “in loco” dal coordinatore del campo e dall’associazione ospitante. I costi per il partecipante sono tutti coperti.

L’inclusione sociale si costruisce insieme

La buona riuscita del programma è il risultato di un grande lavoro di coordinamento fra l’ente di invio, lo SCI e l’ente di recezione. È grazie all’opera collettiva che questa meravigliosa opportunità esiste. Le organizzazioni di invio con cui collaboriamo sono: Laboratorio 53 (Rm), USSM (Mi), SEAD (Mi), La Cooperativa Sociale Arca di Noè (Bo), AMECE (To), Cooperativa Pollicino (Ivrea – To). Le organizzazioni di ricezione: La Città dell’Utopia (Rm), La fabbrica di Olinda (Mi), Ente morale dei Frati Minori Cappuccini (Imola – Bo), Pro Villa Capricchia (Amatrice – Ri), Pacefuturo Onlus (Pettinengo – Bi), Gruppo informale assemblea Cavallerizza (To), Ads Ciampacavallo onlus e asd EquiAzione, Cascina Casotello (Mi), Principi Pellegrini DiVangAzioni (Avigliana – To).

Contribuire per un Natale solidale è possibile, sfidare l’esclusione sociale anche! Visita la pagina dedicata alla nostra campagna “A Natale Regala TuttInclusi

Ringraziamo tantissimo chi donando renderà possibile la partecipazione di una persona in più e auguriamo un buon Natale e felice Anno nuovo TuttInclusi!

>> VAI ALLA PAGINA DELLA CAMPAGNA <<

Servizio Civile Internazionale

Per maggiori informazioni, per diventare ente di invio o di ricezione: inclusione@sci-italia.it

Scambi giovanili e identità plurali, oltre le barriere linguistiche e culturali

Scambi giovanili e identità plurali, oltre le barriere linguistiche e culturali

scambio giovanile identità plurali jump inDal 17 al 25 luglio 2018 SCI Italia ha ospitato a Roma, presso La Città dell’Utopia, lo scambio giovanile internazionale “Jump In! Plural identities e active citizenship in the European society”, centrato sul tema delle identità plurali. Uno degli obiettivi del progetto è stato quello di supportare i/le giovani con minori opportunità e promuovere l’inclusione sociale attraverso sessioni di educazione non formale. Questi/e giovani hanno avuto infatti l’occasione di incontrare i/le propri/e coetanei/e provenienti da altri paesi e culture, imparando insieme nuove competenze radiofoniche, fotografiche e pratiche di ludopedagogia spendibili poi nella vita quotidiana.

Pubblichiamo la testimonianza di Louison Arnault, coordinatrice dello scambio.

Ci dividiamo in gruppi e iniziamo a lavorare ai racconti sonori. Ad ogni gruppo è stata assegnata una parola, ad esempio “radice”, “discriminazione”, o ancora “corpo”, a partire della quale dobbiamo raccontare le nostre storie personali. Alcune sono molto forti. Un fratello e una sorella raccontano di come si sono ritrovati per strada e poi in un programma di affidamento dopo la separazione dei propri genitori, perché la madre non riusciva più a pagare le bollette. Un ragazzo di origini marocchine ci racconta di quando un giorno è stato inseguito da un commerciante perché “sembrava pericoloso e sospetto, quindi sicuramente gli aveva rubato qualcosa. Perché si sa, la gente come lui è sempre in cerca di problemi”. E così via. È il momento di scegliere tra tutte le storie quali registrare.

scambio giovanile identità plurali jump inA partire dalla parola “adattarsi”, uno dei partecipanti ha condiviso la sua storia di transizione: da una vita di furti iniziata a 11 anni ad una vita regolare, lasciandosi alle spalle un modo di vivere grazie al quale faceva molti soldi ma senza potersi mai togliere di dosso l’ansia di rischiare, in ogni momento, di poter essere arrestato e separato dalla famiglia. Ha dovuto imparare la frustrazione di non poter comprarsi tutto quello che gli passava per la mente. Durante la sonorizzazione della sua storia, lui e quelli del suo gruppo si sono divertiti molto, esagerando alcune parti della storia e scherzando sul fatto che stessero per “girare una telenovelas brasiliana”. Quando stavamo sonorizzando l’incontro del suo personaggio con delle prostitute, uno del gruppo, totalmente preso dalla parte, ha alzato la testa e alla prima ragazza che gli è passata davanti ha chiesto: “Potresti aiutarmi?”, “Sì certo”, ha risposto lei. E lui: “Abbiamo bisogno che simuli un orgasmo”, “No, no, no!” è scoppiata a ridere la group leader, frenandolo mentre diventava tutta rossa per la ragazza messa in mezzo.

Eravamo in 25 a La Città dell’Utopia, arrivati da Catalogna, Portogallo, Slovenia, Ungheria e Italia. In realtà, le nazionalità erano molto più diverse e contavamo tra noi anche ragazzi e ragazze originari del Guinea Bissau, Polinesia Francese, Afghanistan, Perù, Senegal, Salvador, Benin, Ucraina, Marocco e Zimbabwe. Ancora mi chiedo come abbiamo fatto. Alcune delle persone che parlavano e ridevano di più insieme non avevano una sola lingua in comune, e non mi venite a dire che l’inglese aiuta a capire il pachto, oppure l’ungherese il portoghese: non vi crederò. Le valutazioni collettive ci hanno dato un indizio per provare a comprendere come fosse possibile: “ Come fai a comunicare con X?”, “Beh perché… mamma mia, perché è davvero molto bello.” Mi viene quindi da concluderne che eravamo tutti di bella presenza, visto che siamo riusciti a mischiarci molto velocemente, nonostante le differenze linguistiche e culturali.

scambio giovanile identità plurali jump inMa di quali culture si sta parlando? Stavamo lì appunto per scoprirlo, cercando di capire la nozione di identità plurali mediante una coabitazione intensa e attraverso l’utilizzo di alcuni strumenti, come la radio, la fotografia e le attività di ludopedagogia, esprimendoci sia in maniera individuale che collettiva. Abbiamo rivelato di noi molto di più che semplicemente la nostra nazionalità, il colore della nostra pelle, il nostro genere o la nostra religione (nonostante il fatto che anche intorno a questi elementi si sia sviluppato dibattito, soprattutto per via della curiosità di quelli che non avevano mai incontrato una persona con la pelle scura o mai visto una persona musulmana pregare). Alla base di questi dibattiti c’era sempre una curiosità positiva, un sincero interesse nel conoscere l’altro/a che spinge a fare domande e a provare tutte le maniere possibili per riuscire a comunicare, andando oltre la barriera linguistica.

È stato un continuo movimento di dare e ricevere: sono stati in tanti ad aver insistito per cucinare qualcosa per il gruppo, o per preparare per gli altri un tè marocchino, fare ascoltare un po’ della loro musica, mostrare il video di un rapper del loro “neighborhood”, o insegnare a chi vuole come si balla la kizomba. È stata una bella avventura: ci siamo dimostrati a vicenda che si può vivere bene insieme, anche con persone che, a prima vista, sembrano molto lontane tra di loro per le proprie storie di vita o per le proprie origini.

scambio giovanile identità plurali jump inÈ stata anche dura. Non sono abituata a coabitare così a lungo con un gruppo così grande – e a volte caotico. C’è chi vorrebbe mangiare solo pasta e chi invece preferisce il riso, chi non sopporta l’attesa e chi fa fatica ad essere in orario, chi vorrebbe dormire ore e ore e chi invece non riesce a trattenersi dal parlare ad alta voce o scoppiare a ridere nel corridoio, la doccia non è sempre così pulita come a casa e non c’è chi di solito pulisce per te, devi per la prima volta nella tua vita avvicinarti agli strofinacci e ad altre faccende “domestiche” che avresti volentieri ignorato più a lungo…

È stata dura ma è andata molto bene. Quelli che all’inizio si sono mostrati più chiusi sono stati anche quelli che hanno pianto al momento di andare all’aeroporto, mentre il gruppo portoghese ha subito detto che vorrà inventarsi qualche scambio a casa propria, per avere la scusa di invitare tutto il gruppo e ritrovarsi in un prossimo futuro.

Un campo in Svizzera presso un atelier e centro culturale

Un campo in Svizzera presso un atelier e centro culturale

Il campo

Dal 6 al 19 gennaio 2019 un campo di volontariato in Svizzera in un centro culturale, situato presso la municipalità del Lichtensteig, nella regione Toggenburg.

Solo lo scorso anno, l’amministrazione municipale si è trasferita, lasciando vuoto l’edificio precedente. Tale stabile è situato nel cuore della cittadella medioevale, una superficie di oltre 700 metri quadri oggi disponibile allo sviluppo di progetti cittadini.

Infatti, il municipio è diventato un centro culturale, il “Rathaus für Kultur” (RFK). L’associazione che lo ha preso in gestione offre atelier e sale di coworking a prezzi accessibili alla cittadinanza, ha dedicato parte dello spazio ad essere una residenza d’artista e, inoltre, ha avviato una scuola d’arte per bambini, uno spazio per le mostre e un piccolo bar.

È un luogo dove viene promossa la partecipazione culturale dei e delle giovani, dando loro la possibilità (fisica e formativa) di sviluppare i propri progetti creativi.

Attività

I/le volontari/e partecipanti del campo saranno impegnati/e nei lavori di restauro e di rinnovo dello stesso stabile; allo stesso tempo, aiuteranno lo staff locale a rifornirsi delle forniture necessarie a far vivere i progetti culturali.

Come parte studio, si terrà un primo momento di condivisione e confronto delle aspettative dei/delle volontari/e partecipanti, in particolare le idee su attività creative legate al centro culturale stesso. Nella seconda parte, invece, si analizzerà a fondo la missione dello SCI relativa alla promozione della pace e il “Rathaus für Kultur”; vale a dire che si cercherà di riflettere sui progetti di inclusione sociale attraverso l’arte e la cultura e si raccoglieranno idee sui legami da costruire tra il centro culturale, le istituzioni cittadine e la cittadinanza locale.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno presso un appartamento, fornito di tutti i servizi, e divideranno camere doppie. Materassi, lenzuola e coperte sono garantite. La colazione e la cena verrà preparata autonomamente dai/dalle volontari/e con il budget predisposto, mentre i pranzi saranno consumati presso il centro.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il tedesco.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Call aperta per un progetto SVE di un anno in Catalogna

Call aperta per un progetto SVE di un anno in Catalogna

Progetto SVE

Il nostro partner SCI Catalunya cerca un/a volontario/a per un progetto di Servizio Volontario Europeo a Moià (Barcellona), da aprile 2019 ad aprile 2020.

In particolare, il progetto a Moià si svolgerà presso il FADEAM Avets, una comunità di adulti con disabilità intellettive, presso il quale il/la volontario/a alloggerà e svolgerà diverse attività di supporto alla comunità.

L’obiettivo della permanenza di volontari/e internazionali in questo luogo è infatti quello di promuovere l’inclusione sociale delle persone con disabilità, sviluppandone le capacità e competenze attraverso attività inclusive e mutuali.

Requisiti

Per questo progetto, dunque, si cerca una persona con adeguata sensibilità e forte motivazione, in grado di lavorare insieme ad un gruppo di volontari/e.

Il/la candidato/a dovrà inoltre essere disponibile a seguire un programma di formazione continua che permetterà di portare avanti e sviluppare il progetto insieme al resto dell’equipe, sotto la supervisione del coordinatore.

Il progetto garantisce al/alla volontario/a la copertura delle spese di alloggio, vitto, viaggio e assicurazione.

Prima di applicare, leggere attentamente qui la call ufficiale, contenente tutte le informazioni necessarie.

È richiesta una conoscenza di base dello spagnolo.

Candidatura

Per candidarsi, inviare CV e motivation letter in inglese all’indirizzo longterm@sci-cat.org entro
giovedì 30 settembre 2018.

Per ulteriori informazioni relative al processo di candidatura si può contattare l’indirizzo evs@sci-italia.it.

 

Un campo a Cantalupo nel Sannio, dove si promuove il dialogo interreligioso e l’inclusione sociale

Un campo a Cantalupo nel Sannio, dove si promuove il dialogo interreligioso e l’inclusione sociale

Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato Stampa realizzato dall’Associazione “Arcivescovo Ettore di Filippo”, nostro partner per il campo di volontariato “Migrazioni, yoga e meditazione: un campo in Molise per l’inclusione sociale“.

CAMPO DI VOLONTARIATO INTERNAZIONALE

“Migration, yoga and meditation. A natural way of living in mutual understanding and peace”
(Migrazioni, Yoga e meditazione. Uno stile di vita naturale tra comprensione reciproca e pace)
17-23 Settembre, Cantalupo nel Sannio (IS)

Dal 17 al 23 Settembre 2018 ospiteremo a Cantalupo nel Sannio, presso il B&B Santa Ildegarda, un campo di volontariato internazionale in partenariato con lo SCI.
Volontari locali, sia autoctoni sia migranti, residenti in centri di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, vivranno, lavoreranno e studieranno per una settimana insieme a volontari internazionali provenienti da ogni parte del mondo.

Nel quadro di una visione e missione ispirata all’ecologia profonda, al bioregionalismo e alla nonviolenza attiva, tema centrale del campo di volontariato sarà il dialogo interreligioso, in merito al quale il presidente dell’associazione, padre Francis Tiso, sacerdote cattolico, cappellano dei migranti, dottore in storia e teologia, tibetologo, erborista, artista e musicista, condurrà una ricca sessione di studio.

Le mansioni includeranno lavori di agricoltura e giardinaggio, raccolta di erbe selvatiche a scopo culinario e officinale, organizzazione di attività di sensibilizzazione, falegnameria, pulizia e imbiancatura.

Il campo di volontariato è aperto a chiunque sia maggiorenne, senza alcuna discriminazione di nazionalità, età, sesso, condizione socio-economica. A questo link è possibile trovare tutte le informazioni circa le modalità di partecipazione.

Per essere aggiornati su nostri eventi e attività, è possibile seguirci inviando una email a asdarciettoredifilippo@gmail.com, chiedendo di essere inseriti nella newsletter, oppure attraverso la pagina FB.

CHI SIAMO

Nata nel Febbraio 2017 a Cantalupo nel Sannio, in provincia di Isernia, l’Associazione “Arcivescovo Ettore di Filippo” si prefigge l’obiettivo generale di promuovere e diffondere una cultura in cui l’assistenzialismo e la speculazione siano guariti da un genuino spirito di apertura e ascolto verso il prossimo, la prevaricazione dalla pace, il fanatismo dal dialogo interreligioso, l’individualismo dalla solidarietà, la devastazione ambientale e lo sterminio di altre forme di vita da una profonda connessione con la natura, la paura e l’avidità da uno spirito di condivisione e generosità.

COSA FACCIAMO

Intendiamo contribuire al miglioramento delle condizioni di accoglienza in termini di benessere integrale, inclusione sociale, facilitazione della comprensione tra persone richiedenti asilo, operatori dell’accoglienza e comunità locali, al fine di trasformare e risolvere eventuali dinamiche conflittuali e sventare traffici, delinquenza, sfruttamento e accattonaggio.

I percorsi interculturali che proponiamo includono:

  • iniziative socio-educative (lezioni di lingua e cultura italiana, orientamento formativo e professionale, gruppi di riflessione, laboratori artigianali, visite guidate);
  • pratiche di meditazione cristiana e buddhista;
  • pratiche di Yoga;
  • ReGeneration Radio, webradio itinerante di, con, per persone migranti;
  • corsi di cucina e alimentazione naturale, secondo gli insegnamenti tramandati dai maestri delle tradizioni mediterranee, ayurvedica e macrobiotica;
  • Casa delle Erbe Santa Ildegarda, crocevia di condivisione su antichi saperi erboristici da tutto il mondo, che promuove passeggiate di riconoscimento e catalogazione di erbe spontanee commestibili e officinali, nonché laboratori eco-conviviali di fitocosmesi, ginecologia naturale e tisaneria.

Che tutti gli Esseri siano Felicità

Migrazioni, yoga e meditazione: un campo in Molise per l’inclusione sociale.

Migrazioni, yoga e meditazione: un campo in Molise per l’inclusione sociale.

Il campo:

Dal 17 al 23 settembre 2018 SCI Italia organizza un campo di volontariato a Cantalupo nel Sannio, con l’associazione “Arcivescovo Ettore di Filippo” fondata nel febbraio 2017 , con lo scopo di promuovere una cultura di pace, accoglienza, dialogo e inclusione, da contrapporre alla prevaricazione, al fanatismo e alla devastazione ambientale.

Intendiamo contribuire al miglioramento delle condizioni generali  in termini di inclusione sociale, per facilitare l’incontro e la comprensione tra richiedenti asilo, operatori dell’ospitalità e comunità locali, al fine di trasformare e risolvere eventuali dinamiche conflittuali.

Attività:

I compiti da svolgere durante il campo includeranno ogni mattina pratiche di yoga e meditazione , pulizia a turno degli spazi , interni ed esterni, contribuendo alla preparazione dei pasti, così come lavori agricoli, giardinaggio , percorsi e organizzazione di attività interculturali con richiedenti asilo e rifugiati.

Prevista anche una parte studio, che si concentrerà su tre macro-temi: dialogo religioso, ecologia e migrazioni. Durante il campo verranno forniti inoltre numerosi approfondimenti per stimolare future indagini individuali e collettive.

Alloggio:

I volontari alloggeranno in tre camere (una camera tripla con un letto matrimoniale e un letto singolo, due doppie) . I due servizi igienici e le due docce sono condivisi e riservati solo ai volontari. La cucina si trova nello stesso edificio in cui soggiornerete. I volontari saranno responsabili a turno della pulizia di spazi privati ​​e comuni e per l’aiuto in cucina. I pasti saranno consumati tutti insieme con i coordinatori e i collaboratori locali. Non è necessario portare materassi, lenzuola o asciugamani.

Requisiti:

Lingua: La lingua ufficiale del campo è l’inglese, opzionale italiano, francese, spagnolo e arabo.

Si spera che i volontari abbiano interesse e/o abbiano esperienza pratica e teorica legata allo Yoga e ad altre scienze spirituali, meditative e contemplative, nonché al dialogo interreligioso, alla nonviolenza, alle migrazioni, all’intercultura e all’ecologia.

Saranno particolarmente apprezzate le abilità legate all’arte, all’artigianato, all’agricoltura e alla medicina naturale.

Note:

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

 

Riscoprire il femminismo in un atelier di cucito: testimonianza da Zanzibar

Riscoprire il femminismo in un atelier di cucito: testimonianza da Zanzibar

Pubblichiamo la testimonianza di Sara Moreno, volontaria partita per un progetto di volontariato a lungo termine in Tanzania lo scorso anno.

Ho sempre avuto uno strano rapporto con la parola “femminismo”. All’inizio, quand’ero bambina e l’ho sentita per la prima volta, ne sono stata molto attratta; poi, crescendo, ho cambiato atteggiamento, maltrattando e rinnegando quella stessa parola. Non capivo fino in fondo che cosa volesse dire.

Ho iniziato a studiare per conto mio, ho fatto delle ricerche, e cercavo di comparare i movimenti femministi che trovavo nei libri con le donne contemporanee, non riuscendo però a trovare il nesso. Quelle che riconoscevo come femministe mi sembravano un gruppo chiuso, escludente, che preferiva autoproclamarsi femminista invece che cercare il confronto con gli uomini che cercavano di capire. Ho attraversato questa mia fase di crescita cercando di dare un senso che sentissi proprio al termine femminismo, giungendo infine allo slogan che  sentivo mio a quel tempo: “non sono femminista, semplicemente credo nell’uguaglianza dei diritti”. Ebbene, poi mi sono resa conto che in questa definizione sta quello per cui il femminismo lotta.

Dopo anni di letture, studi e discussioni, ho finalmente capito di essere una femminista e di non avere paura di dirlo.

La parte difficile è venuta dopo. Che cos’è per me il femminismo? Significa insegnare ai propri figli che uomini e donne sono uguali, renderci conto che ognuno di noi cresce in un ambiente pieno di stereotipi di genere ai quali siamo costantemente esposti. Significa sapere che quando una donna cerca di lottare per conquistarsi una certa posizione, dovrà faticare di più rispetto ad un uomo. Significa avere la consapevolezza che una donna che si reca a lavoro truccata ha più possibilità di essere promossa rispetto a una che non lo fa. Significa sapere che una donna non si sente sicura a camminare da sola di notte.

Quello che invece non sapevo è che sono poche le donne a Zanzibar che lavorano. Principalmente restano a casa, partoriscono, si prendono cura dei bambini e preparano il cibo. Non sapevo che un uomo che si occupa di cucinare in Tanzania viene visto come debole, anche se nutrirsi dovrebbe essere un bisogno istintivo, naturale.. non conoscevo un’altra cosa: che ci sono donne a Zanzibar che si impegnano attivamente per cambiare il loro mondo.

Quello che so ora, dopo aver vissuto con loro per un po’ di tempo, è che tutte loro sono persone assolutamente incredibili.

Lavorare per una donna, a Zanzibar come in qualsiasi parte del mondo, è estremamente importante perché permette di guadagnare soldi propri, e di rendere indipendente la propria vita. Indipendenza economica significa libertà, libertà di comprare ciò che vogliamo, ciò che ci piace, ciò di cui abbiamo bisogno, senza aspettare che qualcuno ce lo conceda… questo è un aspetto che non avevo mai considerato.

Viaggiare mi è sempre piaciuto e così, da quando avevo 16 anni, ho iniziato a lavorare durante i fine settimana. Ricordo ancora quel viaggio a Parigi, me lo ero pagata da sola, con i miei soldi: quella sensazione mi faceva sentire forte, mi faceva sentire libera. Ma cosa sarebbe successo se fossi nata in un paese in cui questa possibilità mi era preclusa? Avrei combattuto anche io per cambiare la mia situazione? Le donne a Zanzibar lo stanno facendo.

Avere un’occupazione comporta dei cambiamenti significativi nella vita quotidiana e nella struttura sociale. Se sia l’uomo che la donna sono impegnati durante il giorno, le famiglie si evolveranno in un modo diverso, anche la prospettiva sulla pianificazione familiare cambierà completamente e una donna avrà la possibilità di conoscere ed esplorare tutti i ruoli che può svolgere nella società.

“Empowerment”, questa è una parola che ho sentito molto spesso durante il mio soggiorno a Zanzibar, lo stesso progetto a cui mi sono iscritta si chiamava “women empowerment”.

Gli zanzibariani stanno cercando di far crescere la loro società attraverso diversi progetti, e le donne sono parte della integrante della soluzione. Le donne che si uniscono alla forza lavoro infatti potenziano in modo significativo il contributo alla crescita economica e sociale del paese.

C’è poi l’iniziativa di un gruppo, di cinque donne che hanno deciso di rischiare e spingersi ancora oltre, dando vita al collettivo di cucito “le mie mamme”. Dopo aver lavorato nel settore del cucito per alcuni anni, hanno infatti  deciso di avviare un’attività in proprio nel 2016. Hanno trovato un edificio adatto per allestire un atelier e un negozio per la vendita e hanno iniziato a costituire il loro gruppo a poco a poco, contribuendo con i propri risparmi. Il mio contributo è modesto, le aiuto nell’accoglienza dei clienti spiegando un po’ del progetto a chiunque sia interessato all’ascolto, condivido il mio punto di vista sul merchandising e sull’esposizione delle merci e insieme cerchiamo di trovare nuove ispirazioni e disegni per i loro prodotti.

Sono un’assistente che lavora per un gruppo di donne impegnate nelle loro attività. Prima di unirmi a questo progetto non sapevo cosa aspettarmi, ma quello che ho capito adesso è che di sicuro non sono io quella venuta ad insegnare a queste donne ad essere femministe, sono loro che mi hanno insegnato a vedere il mondo attraverso uno sguardo differente. Il gruppo è estremamente vario: alcune di loro sono sposate, altre no, tutte tranne una sono musulmane, c’è una maestra e poi tutte studentesse eccellenti. Una di loro è single, un’altra si dice sposata con la macchina da cucire, una di loro ha quattro figli ed è incinta, ma c’è una cosa in particolare che hanno in comune: una scintilla. Se sei molto attento puoi vederla, proprio lì, in fondo ai loro occhi.

Sorridono quando trovano un modello che gli piace e che vogliono cucire, quando scoprono una nuova stampa e vogliono lavorarci immediatamente, quando un cliente entra nel negozio con una richiesta impegnativa. È curiosità, è creatività, è passione. La passione che mettono in ogni singolo movimento che fanno, le loro mani che corrono su metri e metri di tessuto sparsi per tutto il pavimento, il ronzio costante delle loro macchine da cucire, il suono ripetitivo di forbici che scendono come ghigliottine e quella risata e la gioia che diventa incontrollabile quando sono tutti nella stessa stanza… anche per questi motivi ho capito perché sono femminista.

 

Urgente: cercasi group leader per uno scambio giovanile in Catalunya (2-12 luglio)

Urgente: cercasi group leader per uno scambio giovanile in Catalunya (2-12 luglio)

Il progetto

SCI Italia è in cerca di un/a group leader per lo scambio giovanile “Intercultural empowerment to fight racism!”, che si svolgerà dal 2 al 12 luglio nel bellissimo villaggio di Mura (Catalunya). Un gruppo di giovani provenienti da Catalogna, Italia, Portogallo, Ucraina, Ungheria si ritroveranno quindi insieme a riflettere sui temi delle identità culturali e delle migrazioni. 

I/le volontari/e, in particolare, svilupperanno questa riflessione per rompere gli stereotipi e combattere il razzismo.

Attività

Uno degli obiettivi del progetto è quello di supportare i/le giovani con minori opportunità, così da promuovere l’inclusione sociale attraverso sessioni di educazione non formale.

Condividendo alla pari il ruolo di volontari/e internazionali, questi/e giovani avranno infatti l’occasione di incontrare i propri coetanei provenienti da altri paesi e culture, affinché acquisiscano così competenze interpersonali spendibili poi nella vita quotidiana.

In particolare, il/la candidato/a avrà il compito di accompagnare 4 giovani con minori opportunità inviati dalla branca italiana SCI Italia.

Requisiti

I/la group leader deve parlare bene l’italiano e l’inglese ed avere avuto esperienza in materia di coordinamento di gruppi. È ovviamente consigliabile aver avuto precedenti esperienze nell’ambito dell’educazione non formale e con minoranze e gruppi svantaggiati. Il/la group leader dovrà inoltre dimostrarsi volenteroso/a e capace di sviluppare attività di gruppo, quali il teatro o giochi collettivi.

Si richiede infine di essere disponibili durante il mese di giugno perché verranno svolte delle chiamate skype di organizzazione pre-partenza.

Candidatura

Compilare l’application form cliccando qui, entro domenica 3 giugno, ed i risultati della selezione saranno resi noti lunedì sera.

Lo scambio è finanziato da Erasmus+: tutte le spese dei partecipanti sono infatti coperte (vitto, alloggio, biglietti A/R fino a 275 euro e assicurazione).​

Per informazioni, contattare inclusione@sci-italia.it.

Torno Subito 2018 – Call aperta per lavorare nel mondo

Torno Subito 2018 – Call aperta per lavorare nel mondo

Il Servizio Civile Internazionale aderisce per il quinto anno consecutivo al Programma Torno Subito promosso dalla Regione Lazio, proponendo a 3 studenti/studentesse universitari o neo-laureati un percorso all’interno del suo network, strutturato in questa maniera:

Prima fase: 1 Ottobre 2018 – 28 febbraio 2019 → Periodo di tirocinio all’estero in una delle seguenti branche/partner del Servizio Civile Internazionale: SCI Kosovo, SCI Sri Lanka, CVS Bulgaria

Seconda fase: 1 Aprile 2019 – 30 Giugno 2019→ Reimpiego sul territorio della regione Lazio presso la Segreteria Nazionale di SCI Italia.

Nel documento allegato in fondo alla pagina si possono trovare le descrizioni delle attività che le branche SCI propongono al/alla tirocinante.

Il reimpiego nella Regione Lazio sarà così strutturato:

  • n°1 persone presso la Segreteria Nazionale SCI a supporto del settore Inclusione Sociale
  •  n°1 persona presso la Segreteria Nazionale SCI a supporto del settore Comunicazione
  •  n°1 persona presso la Segreteria Nazionale SCI a supporto del settore NordSud

Gli ambiti sono quelli che caratterizzano il nostro movimento: promozione del volontariato internazionale, cooperazione internazionale e disuguaglianze nord-sud del mondo, comunicazione sociale, migrazioni e diritti, inclusione sociale, progettazione europea per il Terzo settore.

Gli/le interessat* dovranno inviare la propria candidatura via e-mail con oggetto “Torno Subito_Servizio Civile Internazionale” allegando:

  • CV
  • Lettera di motivazione

La lettera di motivazione dovrà fare riferimento all’ambito di interesse e alla possibilità di reimpiego nella Regione Lazio e, eventualmente, anche la Branca SCI dove si vorrebbe svolgere la prima fase del progetto.

Le candidature dovranno pervenire entro il 17 giugno all’indirizzo: coordinamento@sci-italia.it

L’iter successivo sarà il seguente:

18-20 giugno: eventuale skype conoscitiva con le Branche SCI per la prima fase del progetto

21-29 giugno: scrittura dei progetti formativi individuali. La Segreteria di SCI Italia supporterà l’ideazione dei progetti formativi che i/le tirocinanti dovranno presentare al fine di accedere ai finanziamenti stanziati dal Programma Torno Subito.

Visualizza le Destinazioni Torno Subito 2018

Promuovere l’inclusione sociale attraverso l’arte e la creatività: un campo in Albania

Promuovere l’inclusione sociale attraverso l’arte e la creatività: un campo in Albania

Il campo

Dal 3 al 12 luglio 2018 un campo in Albania, a sostegno delle attività di un centro diurno per l’inclusione sociale di bambini/e e ragazzi/e. Il Social Multidisciplinary Center si trova a Tirana, la capitale del paese.

L’obiettivo del campo è utilizzare la creatività come mezzo per aumentare le capacità interpersonali dei e delle giovani con minori opportunità.

In particolare, ci si rivolge a bambini/e e ragazzi/e con problemi socio-economici, con famiglie in difficoltà economica, colpite da disoccupazione, o con problemi di abbandono scolastico e a rischio di essere abusati e sfruttati nei lavori di strada.

Il centro garantisce attività diurne per questi minori svantaggiati, quali attività educative, di intrattenimento e di apprendimento per promuoverne l’inclusione sociale.

I/le volontari/e del campo supporteranno infatti queste attività, portando e aggiungendo tutte le proprie idee e suggestioni al lavoro da svolgere insieme ai/alle minori.

Le attività per promuovere l’inclusione

I/le volontari/e del campo si impegneranno nello svolgimento di attività ludiche e creative con i/le minori, quali il disegno, il mosaico, la fotografia, la danza, la cucina e molto altro.

Prendere parte a questo campo significa anche riflettere e sviluppare idee che possono adattarsi a queste attività ludiche che caratterizzano il centro e portarne avanti di nuove. L’importante è pensarle in ottica di promozione dell’inclusione sociale degli stessi beneficiari.

I/le volontari/e lavoreranno dalle 4 alle 6 ore al giorno, e potranno scegliere un giorno libero a settimana. Durante il tempo libero, i/le volontari/e avranno l’opportunità di visitare la città di Tirana, Kruja e Durres (le più vicine) come anche di viaggiare nei dintorni.

Come parte studio, verrà approfondita la tematica della pace e della valorizzazione delle differenze in relazione ad il lavoro con bambini e ragazzi.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno in camere miste nel Social Multidisciplinary Center, lo stesso luogo dove lavoreranno durante il giorno. Come per ogni esperienza di vita comunitaria, si prepareranno e consumeranno i pasti insieme presso la cucina del centro. Il Social Multidisciplinary Center è situato nel centro cittadino di Tirana e circondato di luoghi di interesse nei dintorni.

Requisiti

Ai/alle volontari/e è richiesto di immaginare e preparare delle attività da svolgere con i/le bambini/e e ragazzi/e durante il campo.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.