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Minicampo in movimento: due giorni a supporto di un progetto di inclusione e promozione sociale

Minicampo in movimento: due giorni a supporto di un progetto di inclusione e promozione sociale

Il campo:

Da venerdì 28 a domenica 30 settembre 2018 un minicampo a supporto del progetto della Casa in Movimento.

Il progetto nasce nel settembre 2002 a Cologno Monzese, nell’hinterland di Milano, dall’incontro di diversi gruppi giovanili e altre associazioni del territorio, per la semplice ragione che non c’era nessun luogo dove potersi incontrare, discutere e agire insieme. C’era infatti il sentimento diffuso di voler intervenire a livello locale per far fronte a problemi globali.

Per questo è nato il progetto della Casa in Movimento, che vuole essere un luogo dove persone e attività diverse interagiscono per assumere un ruolo attivo e di trasformazione nella città, in maniera da farla diventare un po’ più accogliente, giusta, vivibile. Oggi la Casa in Movimento è sede di due associazioni: l’Associazione Cultura Popolare (ACP) e il Laboratorio contro la guerra Infinita.

L’ACP nasce nel 1992 per organizzare lavoro di base con bambini, adolescenti, donne, realtà svantaggiate del territorio. L’obiettivo è di rendere tutte le persone coinvolte capaci di contribuire al progetto di trasformazione della propria condizione e del contesto. Attualmente i progetti dell’ACP sono la Scuola popolare donne migranti e la Scuola di arabo per bambin* e ragazz* di seconda generazione.

Il Laboratorio contro la guerra Infinita nasce nel 2003 in seguito all’esperienza condivisa da diversi soggetti locali del G8 di Genova. Realtà affini per pratiche e obiettivi, ma soprattutto unite dalla forte esigenza di avere uno spazio autogestito per continuare a fare attività di movimento e controinformazione. Insieme al purtroppo non più attivo circolo di Legambiente e all’Associazione Cultura Popolare, è stato promotore di una campagna per coinvolgere la cittadinanza di Cologno e fare  pressione sull’amministrazione comunale per ottenere uno spazio tra quelli del Comune a delle condizioni accettabili per le attività associative, tutte gratuite e portate avanti da volontari. Molte sono le iniziative portate sul territorio: serate di controinformazione, cineforum, spettacoli teatrali, presentazione di libri, gruppi di studio e serate di aggregazione.

Attività

Lavori di manutenzione di una parte dei locali della Casa, come ad esempio: tinteggiatura delle pareti, montaggio mobili, piccoli interventi di manutenzione, allestimento angoli per attività specifiche delle associazioni.
Parte studio: la storia della Casa e gli strumenti per incoraggiare partecipazione collettiva e coesione sociale in un contesto periferico.

Informazioni Pratiche

I/le volontari/e alloggeranno presso le case degli/delle attivist* situate sul territorio di Cologno Monzese o comuni limitrofi. A partire dalla giornata di sabato i pasti saranno garantiti dalle diverse realtà che animano la Casa in Movimento.

Requisiti di partecipazione

Per partecipare al minicampo è richiesta la tessera di iscrizione allo SCI (20 euro), che consente di partecipare alle attività dell’associazione per tutto il 2018 e fornisce inoltre un’assicurazione di base durante il minicampo (sarà possibile fare la tessera direttamente all’inizio del minicampo per chi ne è sprovvisto).
È richiesto inoltre un contributo di 10 euro per supportare le attività della Casa in Movimento e la gestione del minicampo.

Partecipanti

Il minicampo è aperto a 10 volontari/e.

Cosa portare

Portare vestiti e scarpe comodi per lavorare (NB: potrebbero facilmente sporcarsi durante le fasi di tinteggiatura), guanti da lavoro.

 Come raggiungere il minicampo

La Casa in Movimento si trova a Cologno Monzese in via Neruda 5, sotto la scuola elementare. Si può raggiungere:

  • Con i mezzi pubblici; dalla fermata Cologno Nord della linea verde della metropolitana: usciti dal treno andate verso l’uscita alla vostra destra, e una volta fuori dalla stazione proseguite dritto per circa 500 metri fin quando alla vostra destra vedete un parcheggio. Imboccate la via che vedete sulla vostra destra e proseguite per una cinquantina di metri, finché sulla vostra destra non vedete un’insegna arancione con la scritta “Casa in Movimento”.
  • In automobile; dalla tangenziale est, uscendo all’uscita 12 Cologno Nord: una volta fuori dalla tangenziale alla prima rotonda  che incontrate invertite il senso di marcia, girate a destra al primo incrocio e salite sul cavalcavia che incontrate. Una volta giù, sulla vostra destra trovate un parcheggio di fronte a una scuola. Potete posteggiare lì, e imboccare da lì via Neruda, la via che costeggia il parcheggio. Dopo pochi metri ci trovate alla vostra destra.

L’arrivo è previsto per le ore 21:00 del venerdì. Dopo le presentazioni dello SCI e della Casa, inizieremo qualche attività di conoscenza reciproca. Le attività finiranno domenica verso le ore 16:00.

Le iscrizioni dovranno pervenire scrivendo a lombardia@sci-italia.it entro il 21 Settembre 2018.

Conservazione ambientale nella riserva “Gotas de Agua”: un campo in Perù

Conservazione ambientale nella riserva “Gotas de Agua”: un campo in Perù

Dal 25 luglio al 14 agosto 2018 un campo in Perù, presso la riserva naturale “Gotas de Agua”.

Nei dintorni della città di Jaén si trovano due ecosistemi molto differenti: il “bosco secco”, più vicino ai grandi centri urbani e di conseguenza esposto ad un inquinamento maggiore, e il “bosco umido”, più selvatico e incontaminato e proprio per questo a rischio di continui disboscamenti indiscriminati. Il campo avrà luogo nella riserva naturale “Gotas de Agua”, situata nel “bosco secco”, di proprietà dell’associazione civile omonima. Luciano Troyes vi iniziò a piantare alberi nativi dal 1990 per ricostruire e tutelare l’ecosistema a rischio.

I/le volontari/e del campo lavoreranno insieme allo staff locale a diverse attività: pulizia dei sentieri, coltivazione e classificazione degli esemplari floreali nativi, come orchidee e piante medicinali, costruzione di un osservatorio degli uccelli con materiali di riciclo, e tanto altro. Inoltre, verranno svolte visite ed incontri con le scuole locali e con i partecipanti al progetto “Escuelas Productivas, Ecológicas y Científicas para el Cambio Social”

Come parte studio, verranno approfondite questioni di botanica, si imparerà a riconoscere le piante medicinali e a conoscere la fauna ornitologica locale.

La lingua del campo è lo spagnolo.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Rinnovare un centro di aggregazione giovanile: un campo in Germania

Rinnovare un centro di aggregazione giovanile: un campo in Germania

Dal 26 marzo al 6 aprile 2018 un campo di volontariato in Germania, presso la località di Projekt – und Begegnungsstätte.

Questo posto, immerso nella foresta sulle rive del lago Langer See, vicino Berlino, è il centro operativo locale della Union of Young Volunteers (VJF). È un posto sereno, immerso nella natura, distante dal centro cittadino berlinese (ma ben connesso tramite trasporto pubblico), funzionale ad ospitare gruppi di giovani impegnati in progetti di volontariato e, all’occasione, è anche una residenza per le vacanze estive degli studenti.

I/le volontari/e del campo supporteranno il gruppo locale nelle attività di preparazione degli spazi per la prossima stagione campi. Il centro ha bisogno di alcuni lavori di mantenimento, come la pulizia dei locali e del giardino circostante, e degli interventi di rinnovo di alcune sale interne.

Durante il campo si farà l’esperienza di vita comunitaria, sarà possibile imparare come svolgere lavori manuali e non mancheranno le occasioni per fare visita a Berlino ed altri centri vicini.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il tedesco.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Minicampo a La Città dell’Utopia (Roma), 3 e 4 febbraio 2018

Minicampo a La Città dell’Utopia (Roma), 3 e 4 febbraio 2018

Sabato 3 e domenica 4 febbraio 2018 il Servizio Civile Internazionale organizza un minicampo a La Città dell’Utopia, Roma.

La Città dell’Utopia è un laboratorio sociale e culturale che affronta i principali temi legati ad un nuovo modello di sviluppo locale e globale che sia equilibrato, sostenibile e giusto.

I/le volontari/e supporteranno le/gli attivisti de La Città dell’Utopia nel rifacimento del muretto antistante la Biosteria, nell’abbellimento del relativo spazio esterno con realizzazione di panche in pallet e nella sistemazione di alcuni spazi interni funzionali alle attività del Festival Internazionale della Zuppa di Roma, che si terrà domenica 15 aprile.

Date: da sabato 3 a domenica 4 febbraio 2017

Luogo: La Città dell’Utopia, via Valeriano 3F, Roma (metro San Paolo)

Costi: tessera associativa SCI 2018 (20€)

Numero volontari: 8

Pernottamento: i/le volontari/e dormiranno presso La Città dell’Utopia

Cosa portare: guanti da lavoro, scarpe da lavoro o pesanti

Informazioni e iscrizioni: entro mercoledì 31 gennaio a coordinamento@sci-italia.it

Festival Internazionale della Zuppa di Roma: un campo di volontariato in Italia

Festival Internazionale della Zuppa di Roma: un campo di volontariato in Italia

Dal 5 al 16 aprile 2018 un campo a Roma, presso La Città dell’Utopia, per supportare l’organizzazione e la gestione del XI Festival Internazionale della Zuppa.

La Città dell’Utopia è un progetto locale di SCI Italia, un antico casale nel cuore del quartiere di San Paolo. È un esperimento per la promozione della cittadinanza attiva e di sviluppo locale; in questo luogo si organizzano eventi, iniziative, corsi e laboratori che ruotano attorno ai cardini dell’interculturalità, della sperimentazione di stili di vita sostenibili e della cittadinanza attiva. Il Festival della Zuppa, nato a Lille nel 2001 e diffusosi successivamente per tutt’Europa, arriva in Italia a Bologna, nel 2004. Da più di 10 anni l’edizione romana cerca di restituire, attraverso il Festival, un momento ludico di condivisione di tante ricche ricette, provenienti da tutto il mondo. I concorrenti del Festival gareggeranno a colpi di fornelli per aggiudicarsi il mitico “Mestolo d’Oro”. Il Festival si basa sui principi del riciclo e del riuso, contro gli sprechi di cibo, in quanto il cibo è una risorsa e un bene non da sfruttare ma da rispettare.

I/le volontari/e partecipanti al campo supporteranno gli/le attivisti/e locali nella preparazione degli spazi, nell’organizzazione e nella gestione del Festival tutto. Tra le attività, verranno costruite le scenografie, sistemati gli spazi, si produrrà e distribuirà materiale informativo. Durante il Festival, i/le volontari/e svolgeranno azioni di sensibilizzazione del pubblico sulla questione del riciclaggio dei rifiuti. Infine, al termine del Festival, verrà chiesto il supporto per la sistemazione dello spazio, che tornerà alle sue attività quotidiane.

Come parte studio, si ragioneranno insieme le azioni da svolgere nel corso del Festival: in una prima fase verranno scambiate informazioni e questioni connesse al riciclaggio dei rifiuti ed a modalità creative di sensibilizzazione della popolazione sul tema. In un secondo momento, si studierà più approfonditamente la questione della sovranità alimentare e degli sprechi del cibo.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Prendersi cura della montagna e di chi la vive: testimonianza da un campo

Prendersi cura della montagna e di chi la vive: testimonianza da un campo

Pubblichiamo la testimonianza di Francesco Venir, coordinatore del campo di volontariato internazionale “Mountains enchanted: the art of water springs in the Italian Alps (Cumiana)” a Cumiana (Torino), realizzato in collaborazione con l’Associazione Vivere la Montagna, la quale si occupa di promuovere, sviluppare e migliorare gli apetti culturali, turistici, economici, ambientali e sociali nel territorio su cui è attiva.

Dal 22 al 31 agosto 2017 ho avuto il piacere di coordinare il campo dal titolo “Mountains enchanted: the art of water springs in the Italian Alps” che si è svolto a Cumiana, un piccolo paesino a sud-ovest di Torino, situato nei pressi del Parco del TreDenti – Freidour, una zona che si trova esattamente dove cominciano le prime Prealpi piemontesi e che si affaccia quindi su una vasta pianura. Le persone del luogo sostengono che, quando le giornate lo permettono, da quell’area sia possibile vedere tanto lontano da intravedere le montagne tra Piemonte e Liguria. Sono purtroppo anche le stesse zone tristemente famose perché tormentate, in questi mesi, da incendi e periodi di siccità, e caratterizzate, ormai da alcuni anni, da un progressivo tasso di spopolamento ed abbandono.

Il campo aveva come obiettivo quello di dare una risposta e un supporto il più possibile visibile alla comunità che abita queste montagne, ripristinando e riqualificando alcune delle numerose sorgenti di acqua naturali, abbandonate o in disuso, e dei relativi sentieri presenti nel territorio. Un tipo di lavoro quindi molto manuale e in pieno contatto con la natura, ma con importanti riscontri nello sviluppo e nella valorizzazione della zona.

Il team di volontari era composto in tutto da cinque persone, il coordinatore italiano (io), un ragazzo e una ragazza ucraini, una ragazza belga e una spagnola; un numero confortante considerando che era la mia prima esperienza di coordinamento. L’accoglienza del partner, l’Associazione Vivere la Montagna, è stata sin da subito molto calorosa, e mi ha lasciato respirare un clima di laboriosa cooperazione. La prima sera è stata organizzata una grande cena in pieno stile italiano con un interminabile tavolata, preparata tutti insieme, a cui hanno potuto prendere posto i volontari dello SCI e tutti i soci dell’Associazione con le relative famiglie, e un altrettanto interminabile menù, accompagnato da ottimo vino, ovviamente di produzione locale/familiare. Il tutto è quindi cominciato molto bene.

Già dalla mattina seguente il team ha dimostrato una fortissima motivazione al duro lavoro tanto che nell’arco di 3 ore, forse grazie all’aiuto della massiccia cena di benvenuto della sera prima, è stato portato a termine ciò che era previsto per un giorno e mezzo. Eravamo, citando il presidente dell’Associazione, “macchine da guerra, (…) un’impresa di trasporto terra”. Lo stupore e l’entusiasmo dei soci sono stati estremamente gratificanti per noi volontari.

Si era da subito creato tra tutti noi un clima di reciproco rispetto per cui, mentre da una parte ci si riconosceva la qualità del lavoro svolto, dall’altra ci si prendeva cura a vicenda. Spesso si concordavano assieme i momenti di pausa, si teneva sott’occhio la stanchezza mentale e fisica dei vari membri del gruppo, prevedendo quindi sia dei cambi o comunque supportandoci nelle attività più faticose, come ad esempio lo spostamento della terra con la vanga, ma anche proponendo degli scambi tra mansioni, passando per esempio da una attività “principale” o più coinvolgente, come la ricerca con zappa e picconi dei punti di origine di una fonte, ad una tranquilla, ma più ripetitiva, come il rastrellamento delle foglie secche. Avevamo quindi organizzato i lavori in modo molto equilibrato e facendo si che tutti potessero sperimentare ogni ruolo. In quanto coordinatore mi ha fatto molto piacere notare questa dinamica del gruppo.

La foga “riqualificatrice” ci ha accompagnati per tutto il campo permettendo di completare alcuni interventi che non erano previsti nel programma e addirittura di portare alla luce una sorgente che fino a quel momento era sconosciuta. Particolarmente emozionante è stato vedere i primi rivoli d’acqua fuoriuscire dalla pietra e dalla terra.

Non è stato solamente lavoro. Siamo stati invitati dai soci dell’Associazione e dalla comunità locale a partecipare a due feste di paese durante le quali in molti hanno voluto conoscerci e complimentarsi per il nostro operato. In una di quelle occasioni abbiamo scoperto che in quei giorni alcune persone del luogo si sono dimostrate interessate al progetto ed intenzionate a parteciparvi proprio a causa di ciò che avevamo portato a termine. È stata una notizia piacevolmente inattesa. Il nostro zappare e spostare terra aveva portato qualcun altro a pensare che può valere la pena mettersi in gioco per prendersi cura del proprio territorio. Una grande soddisfazione!

Abbiamo anche avuto l’occasione di prendere parte ad una piccola sperimentazione, che mi sembra interessante raccontare. Per due dei dieci giorni abbiamo collaborato con il gruppo di sei persone di un altro campo SCI, impegnato ad effettuare opere di prevenzione degli incendi in una delle valli adiacenti alla nostra. Durante queste due giornate i due gruppi si sono vicendevolmente supportati nei due differenti progetti. Sono stati quindi piacevoli momenti di incontro e di scambio di esperienze con chi stava svolgendo un percorso simile al nostro. Durante uno di questi incontri, in corrispondenza con il nostro ultimo giorno del campo, abbiamo concordato con il partner che avremmo gestito noi i lavori, in quasi totale autonomia, coordinando i volontari “ospiti”. È stato un significativo atto di fiducia e un’ottima conclusione di campo, che ha lasciato la sensazione, non solo di aver fatto la differenza nel nostro piccolo, ma di aver anche appreso a fare concretamente qualcosa, tanto da poterlo, in parte, insegnare a qualcun altro.

Si è trattata quindi di un’esperienza in generale molto gratificante che è andata oltre al semplice lavoro manuale, ma che ha saputo arricchirmi come persona sotto vari punti di vista, sociale, fisico, mentale, e anche valoriale. È stata una scoperta di nuove tradizioni che, tramite il confronto, si sono mischiate un po’ fra loro, contaminando e facendosi contaminare. Ho potuto anche riscoprire caratteristiche della mia cultura, che ormai do per scontato, ma che invece meritano di essere valorizzate e che vengono apprezzate anche da chi le incontra per la prima volta.

Credo che partecipare ad un campo SCI sia quindi un’ottima pratica per favorire l’incontro fra culture diverse e per sperimentare nuovi stili di vita responsabili, democratici e sostenibili.

Costruire strutture comunitarie per creare partecipazione giovanile

Costruire strutture comunitarie per creare partecipazione giovanile

Da l’8 al 28 gennaio 2018 un campo in Uganda in supporto al progetto di costruzione di strutture comunitarie portato avanti dall’Uganda Pioneers Association, nel territorio di circa 10 acri nel villaggio di Kakunyu, interno alla municipalità di Bukomero.

Lo spazio è attualmente a disposizione per ospitare i volontari e le volontarie internazionali durante i campi organizzati insieme alla comunità di Bukomero. L’obiettivo di UPA è di implementare la funzionalità delle strutture esistenti e avviare la costruzione di nuove, ad uso della collettività e per garantire l’ospitalità ai/alle volontari/e futuri/e.

I/le volontari/e del campo saranno impegnati/e in lavori manuali quali: scavare e innestare le fondamenta per nuove strutture; creazione di mattoni e innalzamento di muri con gli stessi; mischiare la sabbia e recuperare l’acqua; intonacare e rendere impermeabili le strutture esistenti. Oltre ai lavori che richiederanno impegno fisico, i/le volontari/e sono invitati/e a preparare e partecipare a partite di calcio con la comunità locale e a portare avanti con la stessa diverse attività, quali incontri di confronto e discussione su temi specifici e visite a luoghi di interesse.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Luganda.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Supportare la raccolta delle olive: un campo in Turchia

Supportare la raccolta delle olive: un campo in Turchia

Dal 26 novembre al 10 dicembre 2017 un campo in Turchia, presso il villaggio di Sirince (Turchia occidentale), per supportare la raccolta delle olive.

A Sirince ogni anno ha luogo un campo estivo per i/le giovani locali; situato in aperta campagna e circondato da più di 1000 ulivi, questo territorio è un luogo ricco e fertile: per comprenderne la portata, basti pensare che dal raccolto vengono ogni anno prodotte circa 20 tonnellate di olive. L’olio che ne viene poi spremuto è usato, tra le altre cose, per la cucina del campo estivo stesso.

I/le volontari/e del campo si occuperanno della raccolta delle olive e dello stoccaggio delle stesse. Nel caso in cui il raccolto non dovesse essere fruttuoso a causa delle condizioni climatiche della stagione, i/le volontari/e si occuperanno di altri lavori manuali necessari alla manutenzione del sito.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il turco.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Supportare il progetto Kikooba Infant School: campo in Uganda

Supportare il progetto Kikooba Infant School: campo in Uganda

Dal 24 ottobre all’11 novembre 2017 un campo in Uganda a supporto della scuola Kikooba, nata nel 1990 su azione dell’Uganda Pioneers Association.

Uno dei più interessanti progetti della UPA, la scuola Kikooba sin dall’inizio è riuscita ad attirare l’attenzione e coinvolgere la popolazione locale. Il fine del campo è svolgere attività didattiche e ludiche con i bambini e le bambine della scuola (circa 100) attraverso giochi, arte e lezioni. Inoltre, uno degli obiettivi è di costruire una casa che possa ospitare i volontari e le volontarie che verranno nel prossimo futuro.

I/le volontari/e partecipanti saranno impegnati/e in attività di tipo manuale, come la creazione di mattoni e il loro utilizzo nella costruzione, e in attività con i/le bambini/e.

Come parte studio verrà esplorata la collina di Kikooba e verrà visitato il tradizionale mercato di Bukomero.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Luganda.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Artemista è parte di Spessa Po e noi siamo parte di Artemista: testimonianza da un campo

Artemista è parte di Spessa Po e noi siamo parte di Artemista: testimonianza da un campo

Pubblichiamo la testimonianza di Marzia Marras, coordinatrice del campo di volontariato internazionale “Rural architecture & artistic activities” a Cascina Castello, realizzato in collaborazione con l’associazione Artemista, la quale si occupa di progetti educativi e sociali attraverso l’arte e la cultura, nel rispetto dell’ambiente.

Ho conosciuto Elisa e Mauro nel novembre 2016 per un mini-workcamp: già allora avevo capito che persone meravigliose sono, nel modo in cui hanno creato, lavorano e abitano la realtà di Artemista ‘Ostello e centro culturale’.
Quest’anno, in vista di un’estate non solo di vacanza ma dedicata molto al volontariato, dopo aver
partecipato come volontaria internazionale al workcamp “Marjamaa 11° International folk festival”
in Estonia, sono approdata sempre come volontaria e coordinatrice ad Artemista per il “Rural
architecture & artistic activities” workcamp, che ha avuto luogo dal 16 al 30 agosto.
Ho rivisto con vero piacere Elisa e Mauro e conosciuto amici e amiche di Artemista insieme ai/alle
volontari/e internazionali: Lea, Laura, Sofia, Steph, Kasia, Gozde, Canseli, Fathi e Ahmet
provenienti da diverse parti d’Europa.

Un fatto curioso e piacevole è accaduto a inizio workcamp: due amici di Gozde e Canseli, Fathi e
Ahmet, hanno sentito delle attività di volontariato e si sono subito innamorati del posto chiedendoci se potevano fermarsi qualche giorno e darci una mano contribuendo come volontari per Artemista. Grazie anche a questo l’entusiasmo di cominciare è salito alle stelle: da subito c’è stata sinergia tra tutti e tutte, bellissimo!

Durante la parte studio è stato raccontato com’è nata la realtà di Artemista nel 2004: dalle attività che svolgono come associazione (musica, teatro, workcamps, incontri con la cittadinanza, campi estivi per bimbi e bimbe, ecc) agli eventi che vengono organizzati e ospitati durante gli anni. In data 27 agosto hanno ricevuto da parte del sindaco di Spessa Po una benemerenza per l’importanza delle attività di Centro di divulgazione culturale. Io ho spiegato com’è nato lo SCI nel mondo e in Italia. Un po’ di storia è sempre utile, soprattutto per capire come mai ci siamo trovati tutti e tutte assieme.

Con Elisa e le/i volontarie/i abbiamo steso un calendario dei lavori coordinati anche con Mauro, oltre che un calendario turni di pulizia e di cucina. “Rural architecture & artistic activities”… come abbiamo svolto i lavori di quest’anno per il restauro della Sala Teatro (sala per altro risalente all’anno 1000)? Abbiamo rimosso gli allestimenti degli spettacoli più recenti e pulito la pavimentazione. Abbiamo montato i ponteggi e finito di pulire i muri laterali e il soffitto. Durante i giorni seguenti abbiamo liberato da tutto il materiale il backstage, in modo da poter pulire e intonacare i muri, oltre ai lavori di manutenzione del deposito bici. Infine, abbiamo cominciato anche a pulire e riordinare il magazzino soprastante la Sala Teatro.

Ci sono stati anche momenti di riposo e svago: un pomeriggio in piscina, una serata all’Imbarcadero, la visita storico-culturale della città di Pavia (con concerto), la gita al fiume Trebbia immerso nelle meraviglie delle natura (io vivo fuori Milano, ma lavoro in centro e non pensavo, pur conoscendo abbastanza bene il pavese, che ci fosse così tanta natura in Lombardia). Una sera abbiamo cantato e registrato canzoni e per diverse sere cucinato piatti tipici di ogni paese di provenienza. Verso la fine del workcamp abbiamo visitato e fatto serata a Bobbio, la “città a confine tra Lombardia, Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna”. Ci siamo davvero divertite/i tanto.

Ci ha fatto veramente piacere far conoscere ai/alle volontari/e internazionali le piccole realtà d’Italia
come Spessa Po che preservano (al di là dei grandi centri) l’eredità, la memoria, il patrimonio
artistico-storico-culturale e linguistico del Paese. Questo mi ha fatto tornare alla mente il workcamp nel piccolo villaggio di Marjamaa dove ho “girato il mondo” conoscendo appunto persone e culture di diversi paesi, condividendo bei momenti.

Un grazie per l’aiuto anche ad Elena, che lavora in ostello, a suo figlio Denis e un amico, Marco.

Concludere non è semplice, ma attraverso questo racconto mi auguro di aver trasmesso ciò che
vivo attraverso il volontariato ed il viaggiare e magari chi di voi “mi ha letto” sarà il/la prossimo/a
volontario/a ad Artemista con lo SCI!