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Un campo in Vietnam per insegnare le lingue straniere

Un campo in Vietnam per insegnare le lingue straniere

Il campo

Dal 19 novembre al 1 dicembre 2018 un campo di volontariato in Vietnam, per promuovere l’insegnamento delle lingue straniere a studenti con minori opportunità.

Per molti bambini e ragazzi vietnamiti l’opportunità di apprendere e migliorare le lingue straniere, specialmente con insegnanti madrelingua, è molto rara. L’obiettivo di questo progetto è di supportare gli studenti con minori opportunità della città di Ho Chi Minh dando loro la possibilità di aumentare la loro capacità di ascolto e dialogo in una lingua straniera. Il progetto offre l’apprendimento di 6 lingue: Inglese, Francese, Tedesco, Giapponese, Cinese e Coreano. Tutti i corsi sono aperti e gratuiti.

I giovani e le giovani locali che prenderanno parte ai corsi avranno in futuro l’opportunità di trovare un lavoro dignitoso, mentre per i bambini e le bambine sarà importante lavorare sulle loro competenze linguistiche. I/le volontari/e che prenderanno parte al progetto potranno inoltre condividere il proprio portato culturale e conoscere la cultura locale.

Attività

I/le volontari/e saranno responsabili di una classe. In base alle proprie capacità ed esperienze si verrà assegnati a una classe di livello base o avanzato. In ogni classe, i/le volontari/e affiancheranno degli insegnati locali che conoscono entrambe le lingue. Una lezione dura circa 2 ore.

Come parte studio, si analizzerà nel dettagli la promozione di un progetto educativo per bambini e ragazzi con minori opportunità.

Requisiti

I/le volontari/e devono avere il desiderio e l’entusiasmo di insegnare, mettendosi in gioco con una buona dose di creatività e di spirito di iniziativa. Non meno importante è la capacità di saper gestire e portare a termine una lezione.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il vietnamita.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Dipingere l’estate di colori: un campo con bambini e bambine in Moldavia

Dipingere l’estate di colori: un campo con bambini e bambine in Moldavia

Il campo:

Dal 28 luglio al 5 agosto 2018 un campo in Moldavia, realizzato da AVI Moldova insieme alla Charitable Foundation House of Providence. L’obiettivo del campo è l’organizzazione di un campo estivo per bambini e bambine.

Nell’arco di una settimana, bambini/e provenienti da differenti contesti familiari, inclusi quelli socialmente più vulnerabili, saranno impegnati/e in diverse attività. Infatti, durante il campo, i/le volontari/e e lo staff locale organizzeranno giochi di gruppo, lezioni di canto e di danza, workshop per la creazione di giochi fatti a mano e, infine, anche una gita fuori porta.

Oltre all’aspetto ludico, le attività proposte hanno come scopo lo sviluppo nei bambini dei valori umani necessari per il loro futuro, sia nel contesto sociale e collettivo che in quello familiare. In particolare, il campo mira a promuovere i valori dell’amicizia, dell’ottimismo, della giustizia, della responsabilità, del coraggio e della perseveranza.

Attività:

I/le volontari/e lavoreranno insieme ai/alle bambini/e, accompagnandoli giorno per giorno attraverso lo svolgimento delle attività sopracitate.

Come parte studio, verrà inoltre approfondito il tema del lavoro sociale e quello della funzione dell’arte in quest’ambito.

Alloggio:

I/le volontari/e saranno ospitati da famiglie locali o in un ostello vicino al luogo dove si svolgerà il campo. Mentre i pasti saranno preparati da un cuoco locale.

Requisiti:

Ai/alle volontari/e è richiesta la passione per il lavoro con i bambini e le bambine. Allo stesso modo, sono richieste spiccate doti comunicative e creative.

La lingua del campo è l’inglese, quelle locali il russo e il rumeno.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Call aperta: SCI Italia cerca group leader per 4 giovani con minori opportunità in uno scambio giovanile a Roma (17-25 luglio)

Call aperta: SCI Italia cerca group leader per 4 giovani con minori opportunità in uno scambio giovanile a Roma (17-25 luglio)

Il progetto

SCI Italia è in cerca di un/a group leader per lo scambio giovanile “Jump in! Plural identities and active citizenship in the European society”, che si svolgerà dal 17 al 25 luglio a La Città dell’Utopia a Roma.

Un gruppo di giovani provenienti da Catalogna, Italia, Portogallo, Slovenia, Ungheria si ritroveranno quindi insieme a riflettere sui temi delle identità plurali.

Quando e dove?

Scambio giovanile dal 17 al 25 Luglio – Roma.

Chi parteciperà?

26 giovani provenienti dall’Italia, dalla Catalunya, dal Portogallo, dalla Slovenia e dall’Ungheria. Per ogni paese, parteciperanno 4 giovani con minori opportunità e 1 group leader, più un coordinatore.

Partner locali dello scambio:

Le associazioni Alamirè e Laboratorio 53 lavorano con gruppi marginalizzati per lo sviluppo di una società sempre più inclusiva. Svolgono attività di empowerment, anche attraverso l’organizzazione di laboratori di arteterapia.

Durante lo scambio, proporranno laboratori di fotografia e di radio.

Un terzo partner, l’ONG Liscìa, inviterà i partecipanti, attraverso laboratori di ludopedagogia, ad esplorare insieme le potenzialità del gioco come cura di se stesso e degli altri e come mezzo di trasformazione sociale.

Attività e partecipanti saranno ospitati da La Città dell’Utopia, il progetto locale del Servizio Civile Internazionale, organizzatore dello scambio e branca italiana di un movimento pacifista e laico internazionale chiamato SCI.

Attività

Uno degli obiettivi del progetto è quello di supportare i/le giovani con minori opportunità, così da promuovere l’inclusione sociale attraverso sessioni di educazione non formale.

Condividendo alla pari il ruolo di volontari/e internazionali, questi/e giovani avranno infatti l’occasione di incontrare i propri coetanei provenienti da altri paesi e culture, affinché acquisiscano così competenze interpersonali spendibili poi nella vita quotidiana.

In particolare, il/la candidato/a avrà il compito di accompagnare 4 giovani con minori opportunità inviati dalla branca italiana SCI Italia.

Quali sono gli obiettivi e le attività dello scambio?

Rafforzare la capacità dei partecipanti di esprimere la propria personalità, le proprie idee e ispirazioni, la propria diversità, al fine di valorizzare e rivendicare con orgoglio la propria identità plurale.

Sperimentare nuove strategie e pedagogie in grado di supportare i partecipanti nella costruzione della propria identità in relazione all’immaginario collettivo di una società plurale e inclusiva.

Promuovere l’interculturalità, la solidarietà e l’inclusione sociale attraverso l’organizzazione di una mostra alla fine dello scambio, valorizzando quello che i partecipanti avranno collettivamente imparato e creato durante i vari laboratori di foto, ludopedagogia e radio.

Requisiti

I/la group leader deve avere tra i 20 e i 30 anni, parlare bene l’italiano e l’inglese ed avere avuto esperienza in materia di coordinamento di gruppi. È ovviamente consigliabile aver avuto precedenti esperienze nell’ambito dell’educazione non formale e con minoranze e gruppi svantaggiati. Il/la group leader dovrà inoltre dimostrarsi volenteroso/a di partecipare a laboratori di radio, foto e ludopedagogia e capace di sviluppare attività di gruppo.

Cosa ci si aspetta dal group leader?

Partecipare a delle skype call con la coordinatrice per preparare lo scambio.

Prendersi cura dei quattro partecipanti che accompagnerà: assicurarsi che capiscano tutte le istruzioni e varie comunicazioni, se necessario traducendo dall’inglese (lingua dello scambio) all’italiano; aiutarli ad organizzarsi, a mischiarsi con il resto del gruppo, a gestire le varie emozioni che questo tipo di esperienza può provocare; fare da mediatore, insieme agli altri group leader, nel caso ci fossero conflitti.

Appoggiare il coordinatore, i partner locali e gli altri group leader nella logistica dello scambio e nella creazione di un’atmosfera piacevole e inclusiva di ciascuno dei partecipanti dello scambio.

Prendere parte alle varie attività dello scambio.

Candidatura

Compilare l’application form che trovate a questo link entro domenica 8 luglio.

Lo scambio è finanziato da Erasmus+: tutte le spese dei partecipanti sono infatti coperte (vitto, alloggio, biglietti A/R fino a 275 euro e assicurazione).​

Per informazioni, contattare inclusione@sci-italia.it.

Promuovere l’integrazione delle persone con disabilità: un campo in Croazia

Promuovere l’integrazione delle persone con disabilità: un campo in Croazia

Il campo:

Dal 19 al 28 agosto un campo di volontariato in Croazia a sostegno dell’associazione Vretenac .

Le loro attività sono mirate a favorire l’ integrazione di  persone con disabilità intellettive nella comunità locale.

Tutto ciò verrà sviluppato attraverso una serie di laboratori creativi ed educativi, il cui scopo sarà quello di ridurre l’esclusione sociale di queste persone.

La proposta di progetto include anche la manutenzione e la gestione degli spazi associativi che ospiteranno il soggiorno dei volontari.

Tipo di lavoro:

I/Le volontari/e saranno attivi nella pulizia e nell’allestimento dell’area. Ciò ovviamente includerà l’uso di spazi esterni e interni, che dovranno essere sempre in condizioni da poter svolgere le attività con ospiti affetti da disabilità della struttura.

Inoltre i/le volontari/e saranno coinvolti quotidianamente in workshop creativi e sociali  con i beneficiari, dove costruiranno degli oggetti da esporre in occasione di fiere, eventi e presentazioni.

Il lavoro sarà di quattro ore al mattino, tra le 9:00 e le 13:00 mentre nel pomeriggio i volontari potranno socializzare con i ragazzi della struttura.

Vi saranno inoltre 3 workshop specificatamente per i volontari: “conoscere la vita delle persone con disabilità intellettiva nelle comunità rurali”,”la mission dell’associazione Vretenac” e “tradizione locale e patrimonio della contea di Slatina”.

Alloggio

Il luogo esatto deve ancora essere confermato. L’alloggio sarà comunque in un ostello o in una casa privata affittata dall’Associazione.

Indipendentemente dal tipo di sistemazione, il luogo soddisferà tutte le esigenze dei volontari.

Sarà necessario portare i propri sacchi a pelo, mentre per ciò che riguarda la cucina, i volontari saranno divisi in squadre per la preparazione di 3 pasti al giorno.

Requisiti:

Insieme alla domanda, si prega di inviare una lettera di motivazione e una prova certificata che dichiari di non aver precedenti penali.

La lingua del campo è l’inglese, ma l’associazione Vretenac fornirà un traduttore quando necessario.

Posizione approssimativa:

Il campo si terrà nella città di Slatina, situata nella contea di Virovitica-Podravina.

 

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info .

 

 

Ti piacerebbe coordinare un campo in un villaggio vacanze in Sardegna, per l’inclusione di persone con disabilità?

Ti piacerebbe coordinare un campo in un villaggio vacanze in Sardegna, per l’inclusione di persone con disabilità?

Insieme alla cooperativa sociale “Villaggio Carovana”, in Sardegna, SCI-Italia organizza un campo di volontariato all’insegna dell’inclusione sociale e a supporto delle attività ludico-ricreative che coinvolgono persone adulte e bambini con disabilità fisiche e mentali.

Oltre a relazionarsi con gli ospiti, i/le volontari/e avranno il compito di accompagnarli in spiaggia e aiutarli nelle attività quotidiane, avendo anche la possibilità di partecipare insieme a corsi di pittura, giardinaggio ed altre iniziative, sia dentro che fuori la struttura.

Le relazioni umane sono alla base di un mondo più giusto e solidale, e questo campo si pone come obiettivo di creare un modello di inclusione sociale che vada oltre le disabilità.

Il campo si svolgerà dall’8 al 22 Luglio , dal 22 Luglio al 5 Agosto, dal 5 al 19 Agosto, dal 19 Agosto al 2 Settembre e dal 2 al 12 Settembre a Castiadas, in provincia di Cagliari (Sardegna).

Ti piacerebbe coordinare un campo come questo?

Partecipa alla formazione per coordinatori e coordinatrici di campi! Due appuntamenti ti aspettano:

  • Roma, 11-12-13 maggio
  • Cesano Maderno (MB), 8-9-10 giugno

Compila il form online per candidarti; se vuoi ricevere informazioni, contattaci all’indirizzo workcamps@sci-italia.it o chiama la Segreteria Nazionale al numero 06 5580644.

Testimonianza dallo scambio giovanile in Catalunya “Open Borders for Diversity”

Testimonianza dallo scambio giovanile in Catalunya “Open Borders for Diversity”

Pubblichiamo la testimonianza di Jonathan Angelilli, group leader dello scambio giovanile avvenuto in Catalunya dal 17 al 25 luglio 2017. Lo scambio aveva come obiettivo la promozione del dialogo condiviso sui temi dell’immigrazione, l’intercultura e sulle prospettive moderne di democrazia europea.

Dal 17 al 25 luglio 2017 ho avuto il piacere e la responsabilità di partecipare allo scambio giovanile “Open Borders for Diversity”, organizzato da SCI Catalunya, in qualità di group leader italiano e facilitatore.

Cosa vogliono dire le parole immigrazione e intercultura? Come dovrebbero essere le moderne democrazie europee?

Lo scambio giovanile ha risposto a queste domande facendo convivere per una settimana 24 giovani da 4 zone diverse (Catalunya, Portogallo, Ucraina e Italia) a Mura, uno splendido paesino a 50 chilometri da Barcellona.

Abbiamo chiesto ai ragazzi di mettersi in gioco e di esplorare i temi proposti con le metodologie proprie dell’educazione non formale: dibattiti, teatro e giochi. Ogni attività ha sempre avuto lo scopo di arrivare a un dialogo condiviso. Chi è l’altro? Chi sono io?

Non si comunica solo con discussioni in cerchio e conversazioni, ma anche e soprattutto nel fare insieme. Siamo stati a stretto contatto 24 ore al giorno imparando a comprendere e a tollerare di più noi stessi e gli altri, sparecchiando un tavolo, aspettando che si liberi il bagno e mettendoci d’accordo per andare al bar la sera. Siamo così diversi?

Dopo aver vissuto la mia prima volta in questa tipologia di progetti Erasmus+, non posso che ritenerli fondamentali per educarci e per prevenire la discriminazione, di qualunque forma essa sia. Questo scambio inoltre, facendo riferimento al network YUWG (Youth and Unemployment Working Group), ha favorito la partecipazione di giovani con minori opportunità.

Nei seguenti link potete vedere alcuni dei progetti artistici realizzati dai partecipanti durante lo scambio.

Video 1 – Video 2 – Video 3 – Video 4 – Video 5 – Video 6

“Travelling for Peace”: il primo mese di due volontarie in Palestina

“Travelling for Peace”: il primo mese di due volontarie in Palestina

Pubblichiamo il primo report della coppia di ragazze partecipante al progetto di Servizio Volontario Europeo in Palestina “Travelling for Peace. Intercultural paths and sustainable tourism” realizzato in collaborazione con il centro Al Shmoh di Al’Masara.

A un mese dal nostro arrivo riconosco che nessun seminario, training, libro o conversazione avrebbe mai potuto rendere davvero l’idea di quello che vuol dire vivere in un posto come la Palestina. Una sola domanda continua a rimbalzarmi in testa: perché?

Perché camminare in certi luoghi o prendere determinate strade può costare la vita? Perché la notte prima di andare a dormire più di qualcuno si chiede se stasera la sua casa e la sua famiglia subirà un’incursione violenta? Perché i bambini la mattina sono costretti a moltiplicare la distanza del loro tragitto per andare a scuola? Perché di ritorno a casa da una serata tra amici in un villaggio vicino mi trovo la strada bloccata da militari israeliani sotto un cartello che invece segnala l’ingresso ad un villaggio palestinese? Perché le risorse idriche vengono recintate, protette da mezzi militari e sfruttate in modo che le colonie israeliane ricevano quattro volte tanto la quantità destinata invece ai villaggi palestinesi?

La risposta è sempre la stessa: questa è l’occupazione. Ma è una risposta che non trova nessuna logica umana.

La vita ad Al Ma’sara ha tempi diversi, più lenti, scanditi sempre dalle attività quotidiane, ma senza fretta – c’è sempre tempo per un tè o un caffè, o anche tutti e due. Dopo un mese, in questo villaggio di 1000 persone ci conoscono quasi tutti. I vicini più stretti sono diventati una seconda famiglia e gli inviti a mangiare insieme non si contano più. I bambini bussano alla porta per chiederci come stiamo o per fargli un disegno che porteranno orgogliosi il giorno dopo a scuola. La mattina invece ci impegnamo ad insegnare numeri, lettere e canzoni in inglese ai bambini dell’asilo, imparando a nostra volta parole in arabo. Con un po’ d’impegno siamo riuscite a sistemare la casa dove vivremo per i prossimi cinque mesi, adesso è più accogliente e l’idea è quella di trasformarla in una vera e propria guesthouse, ma anche in un punto d’incontro per i volontari internazionali e la gente del villaggio, dove scambiare idee, vedere film, organizzare campagne di sensibilizzazione e, perché no, cimentarci in scambi culinari italo-palestinesi! La parte più importante di questo progetto per noi è coinvolgere le persone, soprattutto i giovani del villaggio che speriamo siano quelli che più troveranno beneficio da queste attività sviluppando una nuova curiosità che possa divenire il motore di una nuova idea di Palestina, libera soprattutto dalle catene di una retorica sociale e culturale radicata in un passato e presente troppo violento, sia a livello fisico che psicologico.

La curiosità e la voglia di continuare a scoprire ogni giorno qualcosa in più di questo posto è tanta. Una conversazione nata su un ‘service’ di ritorno da Betlemme con una nonna del villaggio può regalare aneddoti di tempi quando la vita sembrava più semplice, scorci di una cultura ricca di tradizioni e profondamente legata alla sacralità della terra.

Usare i media per promuovere l’inclusione: testimonianza dello scambio giovanile in Ungheria

Usare i media per promuovere l’inclusione: testimonianza dello scambio giovanile in Ungheria

L’articolo è stato scritto da Eugenia Vagnetti, group leader e facilitatrice dello scambio giovanile “Change for Media – Media for a Change” tenutosi in Ungheria dal 18 al 27 agosto 2017.

La branca ungherese dello SCI “Utilapu”, ed in particolare il gruppo di attivisti “Open Doors”, hanno organizzato durante il mese di agosto 2017 la seconda edizione dello scambio giovanile “Change for Media – Media for a Change”, al quale ho avuto modo di partecipare sia durante la fase organizzativa, direttamente dal settore di Inclusione Sociale di SCI Italia, che come partecipante e facilitatrice durante la realizzazione dello stesso. Questo scambio, essendo parte del gruppo internazionale YUWG (Youth and Unemployment Working Group), privilegiava la partecipazione di giovani con minori opportunità. In questo caso la tematica centrale del progetto era quella del fenomeno migratorio e dell’uso dei media, per cui da parte di tutte le branche partecipanti (Ungheria, Serbia, Italia, Bulgaria e Catalunya) abbiamo cercato di agevolare la partecipazione di giovani migranti di prima o seconda generazione, in modo da poter conoscere in prima persona altre culture di Paesi quali il Mali, l’Afghanistan, l’Iraq, la Nigeria, il Marocco, la Costa d’Avorio e l’Armenia. In un mondo che porta a galla sempre più problemi legati all’incomprensione, l’individualismo, la paura, la violenza e la divisione, cresce il bisogno di esperienze di vita comunitaria come opportunità per conoscerci e condividere le nostre differenze e le nostre similitudini, entrare in contatto con diverse culture (e farlo di persona, ribaltando gli stereotipi trasmessi dai media), coltivare e nutrire nuove forme di dialogo.

Credo che questi progetti, che siano campi di volontariato internazionali, scambi giovanili o seminari per educatori, siano di vitale importanza per continuare a contribuire, ognuno con il proprio, nella costruzione di un mondo migliore. Purtroppo quotidianamente siamo bombardati di brutte notizie, ed è la realtà, certe cose capitano ed è importante esserne consapevoli, ma questo non significa che non ci sia modo di agire e reagire. Durante il progetto abbiamo avuto tempo e spazio per riflettere e confrontarci sul concetto di cambiamento, pensando a cosa vorremmo cambiare di noi stessi e cosa vorremmo cambiare nel mondo: “Se vuoi cambiare il mondo, comincia da te stesso”, diceva Gandhi. Ci fanno credere che non ci sia speranza, ma il contributo di ognuno cambia il mondo, lentamente, e si espande come una macchia d’olio. La speranza è che il nostro cambiamento apporti qualcosa di buono, per questo sono assolutamente favorevole alle opportunità di crescita e formazione che ci offre la vita, ed in questo caso specifico, uno scambio giovanile come questo.

Durante lo scambio un ragazzo giovanissimo (17 anni), ci ha confidato che il suo più grande cambio nella vita è stato quello di conoscere se stesso; un’altra ragazza (20 anni), mi ha detto che la cosa più importante per lei è essere presenti a se stessi e vivere il momento, e giorno per giorno coltivare il sogno di costruire un progetto ecosostenibile di vita comunitaria che abbracci una politica rispettosa dell’ambiente e degli animali. Alcuni dei ragazzi che hanno partecipato a questo scambio hanno dovuto lasciare il proprio paese per vari motivi, tra cui la presenza di conflitti armati (che c’erano e che continuano ad esserci), e vivono ora in diversi paesi europei, lontani dai loro familiari, che non sanno se riusciranno a rivedere. Ognuno di loro si sta costruendo una nuova vita, ed ognuno a suo modo ha partecipato attivamente allo scambio, ridendo e scherzando nei momenti leggeri e contribuendo con le proprie idee e competenze nei lavori di gruppo.

Ai seguenti link potete vedere i video realizzati durante il progetto:

Labels of Freedom (Change for Media-Media for Change)

My big change (Change for media – Media for Change)

Change begins (Change for Media – Media for Change)

Let the colors OUT (Change for Media – Media for Change)

Buona visione!

Praticare l’inclusione alla Glebe House: un campo nell’Irlanda del Nord

Praticare l’inclusione alla Glebe House: un campo nell’Irlanda del Nord

Dal 4 al 15 settembre 2017 un campo presso il centro residenziale diurno Glebe House, gestito dall’Harmony Community Trust, vicino Strangford nell’Irlanda del Nord.

Il centro venne creato nel 1975 da attivisti e attiviste dello SCI di origine irlandese e inglese con l’obiettivo di creare un luogo che potesse essere modello di una società giusta e inclusiva, che rispetti e apprezzi l’umanità, la dignità, le aspirazioni, le idee e i bisogni di ogni persona. Una società dove ciascuno/a possa determinarsi, creare e ricreare la propria identità, invece che conformarsi a stereotipi settari, nazionali, etnici o sociali, miti o stigmatizzazioni.

I/le volontari/e partecipanti saranno impegnati/e nella pulizia e il rinnovo degli spazi interni ed esterni del centro, provati da un’estate impegnata da programmi e attività con i bambini e le bambine locali. Lavori di restauro degli interni si alterneranno ad attività nel parco esterno, come giardinaggio e pulizia delle zone più selvagge.

Come parte studio verranno affrontate discussioni approfondite sui seguenti temi: “Storia e obiettivi dell’Harmony Community Trust e della Glebe House”; “Memoria storica dell’Irlanda”; “Il processo di pacificazione dell’Irlanda del Nord”. Alle discussioni si alterneranno visite in siti di interesse storico. I/le volontari/e potranno inoltre proporre degli argomenti di discussione.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Seminario a Madrid sull’inclusione dei rifugiati nella società europea attraverso il volontariato

Seminario a Madrid sull’inclusione dei rifugiati nella società europea attraverso il volontariato

SCI-Italia è in cerca di un/una partecipante per il seminario “Come integrare i/le rifugiati/e nella società europea attraverso il volontariato” che si terrà a Madrid dal 25 al 31 ottobre 2017.

I/le partecipanti al seminario devo aver avuto già esperienze di volontariato e/o aver partecipato ad attività con le persone migranti e possedere alcuni dei seguenti requisiti:

  • aver svolto attività di volontariato o esperienze lavorative con persone migranti e rifugiati;
  • aver selezionato o formato volontari/e per poter lavorare con i/le rifugiati/e;
  • avere un forte interesse relativo alla questione dei rifugiati, alla condizione dei richiedenti asilo e relativo al fenomeno delle migrazioni contemporaneo;
  • avere avuto esperienze di attivimo e impegno in progetti locali e territoriali;
  • essere formatori e/o esperti del settore, in particolare rispetto alle migrazioni e ai pregiudizi, le discriminazioni e gli stereotipi ad esse legati, ai fenomeni di razzismo e alle relazioni tra Nord e Sud del Mondo;
  • avere la volontà di comunicare all’esterno le attività del seminario, attravero foto e scrittura di articoli;
  • condividere e dar seguito nella propria organizzazione di riferimento ai temi trattati durante il seminario.

Al seminario prenderanno parte 24 partecipanti provenienti da Turchia, Finlandia, Austria, Italia, Armenia, Bulgaria, Portogallo, Grecia, Macedonia, Regno Unito, Belgio, Croazia, Germania, Polonia, Ungheria e Spagna (Madrid e Catalunya), che si ritroveranno insieme per 5 giorni di lavoro durante i quali metodologie, conoscenze, esperienze, pratiche e idee verranno condivisi per ragionare collettivamente nuove strategie di inclusione dei rifugiati nella società europea attraverso il volontariato.

Per partecipare, occorre versare la quota di tesseramento SCI di 20 euro e una quota di partecipazione di 30 euro. I costi di viaggio, vitto e alloggio sono coperti dal partner ospitante.

Il termine ultimo per presentare la candidatura è il 27 agosto 2017, inviando l’application form all’indirizzo coordinamento@sci-italia.it.

Scarica qui l’application form.