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Scoprire Shanti Sahara e non tornare più indietro: testimonianza da un campo

Scoprire Shanti Sahara e non tornare più indietro: testimonianza da un campo

Pubblichiamo la testimonianza di Małgorzata Mrzyk, volontaria polacca che, dopo tanti anni di volontariato in Italia, quest’anno ha scelto di essere coordinatrice del campo Oasis of Care, realizzato in collaborazione con l’associazione Shanti Sahara. Pubblichiamo il testo in inglese, di cui potete trovare la traduzione in italiano in fondo.

The first time I was volunteering for Shanti Sahara was 5 years ago. I arrived at the central station in Milan and I saw a girl holding up a piece of paper with code of our workcamp. I thought it must be cool to wait for your volunteer like Maria, my workcamp leader, did that day.

The first year with Shanti Sahara was an unique experience for me. There were a lot of problems – organisation of work, language, shifts in hospital, sharing tasks, cooperation with some volunteers. But without the rain there would be no rainbow. I chose that project because I wanted to understand the refugees situation. I did. I got to know the most wonderful and loving children in the world. They thought me about Sahrawi history, about their life at the desert, all the problems they have to endure every day and what are the most efficient ways to help refugees. They made me understand what love is about, that there are no language barriers if only you try and that it’s worth going step by step to reach your aims.

I came back the following year. The third year I’ve learned Italian to communicate better with our children and Italian volunteers. Four years later I couldn’t wait to see our children again and people whom I already could call friends. Five years later, my friend and my previous coordinator Maria, asked me to coordinate the camp.

I didn’t have the formal training with SCI as there was no time, but I got a lot of support from SCI employees in Italy and my Italian friends that were coordinating camps the previous years. I prepared myself basing on my own volunteering experience and getting inspiration from my previous camp leaders.

The camp started on the 3.07. I was late an hour as I was arriving by bus from Poland. I entered the central station in Milan with a piece of paper with “IT-SCI 2.5” written on it. I met two of my volunteers – Tanya and Christian. Michalina joined us later that day.

Together with my Italian friends – Betta and Michele – we have organised meetings to teach our volunteers about Sahrawi people, our work we do for them, problems we have to face and work we have to do. Finally, the children arrived – the cutest children ever, but all of them with chronic diseases or disabilities. I was it wasn’t easy at the first time, but Shanti Sahara is a family where we all support each other and soon I saw Tanya, Michalina and Christian playing with children, participating in all our tasks and … enjoying it!

I was stressed at the beginning. I wanted to support my volunteers give them necessary knowledge and I didn’t know if I can. But they turned out to be open, involved, optimistic people who made the work of Shanti Sahara easier and they made our children smile. With such a great group of volunteers and all the support I got from my friends and SCI employees, the hardest task turned out to be writing “thank you” in Russian.

I’m a volunteer since nine year. Three times I’ve participated in workcamps in different countries. I’ve written my thesis about workcamps. It’s a part of my life I this year I got a chance to go even further and I really appreciated and enjoyed that.


La prima volta che sono stata volontaria per Shanti Sahara è stato 5 anni fa. Arrivai alla stazione centrale di Milano e vidi una ragazza con un foglio su cui era scritto il codice del nostro campo. Pensai che doveva essere molto bella quell’attesa dei propri volontari, come stava facendo quel giorno Maria, la nostra coordinatrice del campo.

Il primo anno con Shanti Sahara è stata un’esperienza unica per me. Ci furono molti problemi – sull’organizzazione del lavoro, per il linguaggio, i turni in ospedale, la divisione dei compiti, la cooperazione tra alcuni volontari. Ma senza la pioggia non ci sarebbe l’arcobaleno. Scelsi questo progetto perché volevo capire a fondo la situazione dei rifugiati. L’ho fatto. Ho conosciuto i più meravigliosi e adorabili bambini del mondo. Mi hanno insegnato la storia della popolazione Sahrawi, della vita nel deserto, dei problemi con cui si confrontano ogni giorno e dei modi più efficienti per aiutare i rifugiati. Mi hanno aiutato a capire che cosa sia l’amore, che non ci sono barriere linguistiche se solo ci si impegna, e che vale la pena di avanzare passo dopo passo per raggiungere i propri obiettivi.

Sono tornata l’anno successivo. Il terzo anno avevo imparato un po’ di italiano per comunicare meglio con i bambini e con i volontari italiani. Quattro anni dopo non potevo aspettare di vedere di nuovo i nostri bambini e le persone che ormai posso chiamare amici. Cinque anni dopo, la mia amica e ex coordinatrice Maria mi ha chiesto di coordinare il campo.

Non sono riuscita a partecipare alla formazione ufficiale dello SCI perché non c’era tempo a sufficienza, ma ha ricevuto moltissimo supporto dallo staff della Segreteria Nazionale SCI e dagli amici italiani che avevano coordinato il campo gli anni precedenti. Mi sono preparata basandomi sulla mia stessa esperienza di volontaria e prendendo ispirazione dai miei precedenti camp leaders.

Il campo è iniziato il 3 luglio 2018. Ero in ritardo di un’ora perché stavo arrivando in autobus dalla Polonia. Sono entrata nella stazione centrale di Milano con un foglio con scritto “IT-SCI 2.5”. Ho incontrato subito due volontari, Tanya e Christian. Michalina ci ha raggiunto dopo.

Insieme agli amici italiani – Betta e Michele – abbiamo organizzato degli incontri per insegnare ai volontari la storia del popolo Sahrawi, il lavoro che facciamo per loro, i problemi che dobbiamo affrontare e le attività che saranno da fare. Finalmente sono arrivati i bambini – i più carini in assoluto, ma tutti con problemi di disabilità e disturbi cronici. Non è stato facile all’inizio, ma Shanti Sahara è una famiglia in cui tutti si sostengono l’un l’altro e subito ho visto che Tanya, Michalina e Christian giocavano con i bambini, svolgevano i compiti prestabiliti e… si divertivano!

Inizialmente ero stressata. Volevo supportare i miei volontari e dar loro le conoscenze necessarie, e non sapevo se ci sarei riuscita. Ma si sono rivelati aperti, coinvolti, ottimisti, delle persone che hanno reso il lavoro di Shanti Sahara più semplice e hanno fatto ridere i bambini. Con un fantastico gruppo come questo e con tutto il supporto ricevuto da parte dei miei amici e dello staff dello SCI, il compito più difficile si è rivelato scrivere “grazie” in russo.

Sono una volontaria da 9 anni ormai. Per 3 volte ho partecipato a campi in diversi paesi. Ho scritto la mia tesi sui campi di volontariato. È parte della mia vita e quest’anno ho avuto l’opportunità di andare anche oltre, l’ho davvero apprezzata e ne sono felice.

Oasis of Care: un campo in Liguria per i bambini e le bambine Sahrawi

Oasis of Care: un campo in Liguria per i bambini e le bambine Sahrawi

Il campo:

Dal 16 agosto al 1 settembre 2018 un campo a Lavagna (Genova) in collaborazione con l’associazione Shanti Sahara, che si occupa di bambini e bambine Sahrawi (provenienti dai campi profughi di Tindouf, in Algeria) con disabilità fisiche.

Contestualmente al progetto “Young Peace Ambassadors”, la principale attività dell’associazione è quella di organizzare ogni estate l’accoglienza di diversi gruppi bambini/e disabili Sahrawi. Infatti, durante la loro permanenza, l’associazione è in grado di fornire loro servizi diagnostico-terapeutici e riabilitativi (nelle province di Milano e di Genova), a cui non avrebbero altrimenti modo di accedere.

Attività:

I/le volontari/e del campo lavoreranno 5/6 giorni a settimana, dividendosi in turni mattutini (08.00-15.00) e pomeridiani (15.00-22.00). Verrà loro chiesto, inoltre, di garantire uno o due turni notturni a settimana (22.00-08.00).

Sono previsti, naturalmente, uno o due giorni liberi. Tutti/e saranno responsabili di fornire assistenza ai/alle bambini/e, di garantire la presenza in ospedale e partecipare agli appuntamenti coi dottori. In particolare, ai/alle volontarie è richiesto di organizzare momenti ricreativi per i/le bambini/e.

Come parte studio, i/le volontari/e riceveranno una formazione specifica sulle patologie e disabilità dei bambini presenti e sugli standard igienico-sanitari da mantenere; impareranno inoltre la storia del Sahara Occidentale, le dinamiche della sua evoluzione e la questione Sahrawi. Temi quali la religione, la musica, le tradizioni della cultura Sahrawi saranno approfonditi tramite attività di gruppo e la visione di documentari.

Alloggio:

I/le volontari/e condivideranno camere miste e dormiranno su dei materassi. Un bagno in comune è riservato per il gruppo così come la cucina e altri spazi comuni. Alcuni luoghi verranno condivisi con i/le bambini/e.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale l’italiano.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Ti piacerebbe coordinare un campo in un villaggio vacanze in Sardegna, per l’inclusione di persone con disabilità?

Ti piacerebbe coordinare un campo in un villaggio vacanze in Sardegna, per l’inclusione di persone con disabilità?

Insieme alla cooperativa sociale “Villaggio Carovana”, in Sardegna, SCI-Italia organizza un campo di volontariato all’insegna dell’inclusione sociale e a supporto delle attività ludico-ricreative che coinvolgono persone adulte e bambini con disabilità fisiche e mentali.

Oltre a relazionarsi con gli ospiti, i/le volontari/e avranno il compito di accompagnarli in spiaggia e aiutarli nelle attività quotidiane, avendo anche la possibilità di partecipare insieme a corsi di pittura, giardinaggio ed altre iniziative, sia dentro che fuori la struttura.

Le relazioni umane sono alla base di un mondo più giusto e solidale, e questo campo si pone come obiettivo di creare un modello di inclusione sociale che vada oltre le disabilità.

Il campo si svolgerà dall’8 al 22 Luglio , dal 22 Luglio al 5 Agosto, dal 5 al 19 Agosto, dal 19 Agosto al 2 Settembre e dal 2 al 12 Settembre a Castiadas, in provincia di Cagliari (Sardegna).

Ti piacerebbe coordinare un campo come questo?

Partecipa alla formazione per coordinatori e coordinatrici di campi! Due appuntamenti ti aspettano:

  • Roma, 11-12-13 maggio
  • Cesano Maderno (MB), 8-9-10 giugno

Compila il form online per candidarti; se vuoi ricevere informazioni, contattaci all’indirizzo workcamps@sci-italia.it o chiama la Segreteria Nazionale al numero 06 5580644.

Equitazione e inclusione: un campo in un maneggio nei pressi di Roma

Equitazione e inclusione: un campo in un maneggio nei pressi di Roma

Dal 14 al 31 agosto 2017 un campo insieme all’onlus Ciampacavallo e EquiAzione per organizzare attività di inclusione e riabilitazione, sportive e ludiche per le persone diversamente abili e per quelle con disordini mentali, relazionali o sociali.

Ogni attività che verrà svolta durante il campo è inclusiva, che significa organizzata e realizzata insieme, utenti e staff. Insieme verranno organizzate le attività per chiunque desideri approcciare i cavalli, nella maniera che desidera, diversamente dai tradizionali centri equestri. L’approccio che verrà tenuto con gli/le utenti non sarà assistenzialistico ma permetterà di creare una relazione di fiducia autentica.

Durante il campo saranno sempre presenti persone diversamente abili, bambini/e, operatori sociali, volontari/e e appassionati/e; le attività verranno organizzate in gruppi misti tra tutti questi partecipanti. Le attività quotidiane riguarderanno la pulizia dei cavalli, la cucina, la spesa e la pulizia della casa.

La parte studio sarà divisa in più momenti dilazionati per tutta la durata del campo, durante i quali verranno approfondite questioni inerenti la flora locale e gli animali, la storia degli insediamenti umani sul territorio locale e l’uso che nella storia è stato fatto dei cavalli.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale l’italiano.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Un campo in Sardegna per l’inclusione delle persone diversamente abili

Un campo in Sardegna per l’inclusione delle persone diversamente abili

Dal 28 agosto all’8 settembre 2017 un campo nella località marittima di Castiadas, in collaborazione con la cooperativa sociale Villaggio Carovana, che si occupa di inclusione delle persone con disabilità fisiche e mentali.

Villaggio Carovana offre ai/alle propri/e ospiti la possibilità di passare una vacanza in un luogo bello e pacifico, dal punto di vista naturalistico e sociale, costruendo insieme momenti di socialità e grande felicità, al riposo dai ritmi quotidiani.

I/le volontari/e partecipanti supporteranno il lavoro della cooperativa nelle attività quotidiane, come l’accoglienza agli ospiti, l’aiuto a chi non è autosufficiente (ad esempio accompagnarli in spiaggia, assisterli durante la notte, intrattenerli); e ancora, organizzando attività ludiche, specialmente per i bambini, o svolgere attività minori a seconda delle urgenze del momento.

Nella parte studio verrà approfondita la conoscenza del modello di inclusione sociale promosso dalla cooperativa, e verrà posta attenzione sull’ecosostenibilità del campo, attuando un consumo critico e la pratica del riciclo laddove possibile.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi qui la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.