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SCI-Italia cerca un/a coordinatore/rice per il campo Oasis of Care, per i bambini e le bambine Sahrawi

SCI-Italia cerca un/a coordinatore/rice per il campo Oasis of Care, per i bambini e le bambine Sahrawi

Ti piacerebbe coordinare un campo di volontariato? SCI-Italia è in cerca di un coordinatore o una coordinatrice per il campo Oasis of Care, in collaborazione con l’associazione Shanti Sahara, che avrà luogo tra Lavagna e Genova (Liguria) dal 16 agosto al 1 settembre 2018.

L’obiettivo del campo è permettere ai bambini e le bambine Sahrawi affetti da disabilità di venire in Italia, ed avere così accesso ai servizi diagnostico-terapeutici e riabilitativi della provincia di Genova ai quali, nel campo profughi algerino da cui provengono, non avrebbero altrimenti accesso.

Leggi la scheda completa del campo.

Il coordinatore o la coordinatrice del campo dovrà gestire il gruppo di volontari internazionali che vi prenderà parte per garantire un’assistenza adeguata ai/alle bambini/e, affiancando i medici per l’aspetto terapeutico e organizzando momenti ludici e ricreativi.

Per candidarsi, contattare all’indirizzo workcamps@sci-italia.it o chiamare la Segreteria Nazionale al numero 06 5580644.

“Change for Media – Presenting the future”: uno scambio giovanile in Ungheria [17-26/08 ]

“Change for Media – Presenting the future”: uno scambio giovanile in Ungheria [17-26/08 ]

Il progetto:

SCI-Italia cerca 2 volontari/e tra i 18 e i 25 anni interessati sia al mediattivismo che al tema delle migrazioni, per partecipare ad uno scambio giovanile internazionale in Ungheria dal 17 al 26 agosto in una piccola città vicino a Budapest.

Hai un messaggio da mandare al futuro? Cosa preserveresti della tua realtà attuale? Ti interessa fare dei video e delle foto?

Il progetto è finanziato da Erasmus+, per cui quasi tutte le spese sono coperte: vitto, alloggio, assicurazione, viaggio andata/ritorno fino ad un massimo di 275 euro.

Questo scambio giovanile internazionale riunirà 25 partecipanti arrivati da 5 paesi (Ungheria, Italia, Spagna, Serbia, Ucraina) per 9 giorni durante i quali svilupperanno e acquisiranno competenze nel fare sentire la propria voce attraverso strumenti mediali. I partecipanti lavoreranno in gruppo, condivideranno le loro idee e la loro visione, impareranno alcune tecniche di giornalismo e a fare film, e creeranno insieme un progetto sul tema “Presentare il futuro”.

Troverai video di edizioni passate sul canale vimeo del progetto.

Se hai tra 18 e 25 anni, candidati per raggiungerci!

Qui il formulario da compilare per la candidatura.

Scadenza per presentare la tua candidatura: 6 luglio 2018.

“Free to be you and me”: un seminario sulle questioni di genere – call aperta

“Free to be you and me”:  un seminario sulle questioni di genere – call aperta

Dal 24 al 29 settembre 2018 si terrà ad Attiki (Mpafi, Grecia) un training/seminario centrato sulle questioni di genere, dal titolo “Free to be you and me: Courage and tools to create peace and safety for people of all genders and sexualities”.

Lo SCI si è sempre contraddistinto per il suo lavoro di promozione della pace, della nonviolenza, per la difesa dei diritti umani e il valore dello scambio internazionale come percorso di comprensione reciproca. Attraverso questa iniziativa si cerca di porre l’attenzione, sia all’interno che all’esterno del movimento, sull’intricata questione che riguarda moltissimi/e giovani che quotidianamente sono soggetti/e a discriminazione, vittime di stereotipi, di esclusione sociale, spesso esposte a vari gradi di violenza; quella stessa questione che spesso viene ignorata dai media mainstream, dal dibattito pubblico e da quello politico: la violenza di genere nei confronti delle donne e dei soggetti con orientamento sessuale differente dalla norma eterosessuale.

Tenendo bene a mente la complessità del terreno su cui si vuole agire, il seminario è un tentativo di fare un passo in avanti nel rinforzare i percorsi già avviati sul campo e renderli più visibili in tutti i progetti internazionali dello SCI, dai campi di volontariato agli scambi giovanili.

Il seminario è composto da quattro moduli principali:

  • accrescere le conoscenze, le capacità e le competenze dei/delle partecipanti, per elaborare insieme nuovi workshop mirati all’accrescimento della consapevolezza su questi temi e a motivare sempre più giovani ad attivarsi contro la violenza, a combattere gli stereotipi, le discriminazioni e le esclusioni;
  • produrre una Toolkit Guide per i/le coordinatori/trici di campi di volontariato, relativa alle questioni di genere e alle identità sessuali;
  • mettere in pratica la teoria: diffondere e moltiplicare l’impatto degli obiettivi del seminario attraverso l’implementazione di workshop e l’inclusione di questioni di genere all’interno di progetti quali gli scambi giovanili;
  • pianificare progetti futuri, focalizzandosi sugli step raggiunti durante questo seminario.

Il seminario è aperto a tutti/e quelli/e che hanno già preso parte alle attività del gruppo di lavoro SCI Gender Blender, e sono più che benvenuti/e nuovi/e partecipanti.

Cliccare qui per scaricare il file con tutti i dettagli del seminario e il modulo da compilare per la candidatura.

SCI Italia è un cerca di 1 partecipante per il seminario. La quota di partecipazione è di 50 euro, di cui 20 euro di tesseramento SCI e 30 euro di quota amministrativa. Le spese di vitto e alloggio sono garantite e quelle di viaggio rimborsate.

Per candidarsi, compilare il modulo e inviarlo a coordinamento@sci-italia.it entro il 13 luglio.

Valorizzare le risorse naturali all’interno di un parco: un campo in Messico

Valorizzare le risorse naturali all’interno di un parco: un campo in Messico

 Il campo:

Dall’1 al 15 Settembre 2018 Sci Italia promuove un campo di volontariato internazionale in Messico, all’interno del Parco San José, su sostenibilità e valorizzazione delle risorse ambientali.

Il Parco educativo San Josè, è un centro di educazione ambientale e cultura della formazione, che incoraggia una società partecipativa verso la conservazione delle risorse naturali nella regione di Tsotsil nel Chiapas.

Il parco è situato a 8 km dalla città di San Cristobal de las Casas, in Chiapas, in un’area di 16 ettari di foresta di querce e pini, ecologicamente importante in termini di conservazione della flora e della fauna.

All’interno di questo parco si trovano l’Unità di Gestione Ambientale (UMA) e la Stazione Biologica e tra i progetti ci sono la costruzione, la riabilitazione e la manutenzione delle strutture del parco.

Le attività:

I/Le volontari/e parteciperanno alla creazione e allo sviluppo di materiali didattici per la comprensione delle problematiche ambientali. Questo materiale didattico consentirà al team del parco di continuare ad insegnare e trasmettere un senso di partecipazione e responsabilità di fronte a problemi ambientali.

Allo stesso tempo i/le volontari/e lavoreranno alla progettazione e alla creazione di uno spazio con giochi per bambini, così da svolgere attività ludiche durante il loro soggiorno nel Parco Educativo San José.

Alloggio:

I/le volontari/e alloggeranno presso le strutture del progetto in una camerata mista e condivisa e dovranno portare il proprio sacco a pelo e le coperte. Avranno anche accesso a servizi come acqua calda, bagni e cucina, NO WIFI.

Il cibo sarà ovviamente preparato da tutti i volontari ed eventuali esigenze dietetiche particolari devono essere comunicate prima dell’inizio del campo.

Requisiti:

I/Le volontari/e dovranno avere una mentalità aperta e dimostrare una certa flessibilità per lavorare in un ambiente a pieno contatto con la natura ed essere pronti ad affrontare il lavoro fisico.

La lingua ufficiale del campo è l’inglese, ma sarebbe gradito un livello base di spagnolo. Inoltre i/le volontari che vorranno, sono invitati a registrarsi per un programma intensivo di spagnolo o  altra lingua maya o indigena nella scuola  culturale “La casa en el árbol”.

Ubicazione approssimata:

Il parco appartiene al comune di Zinacantan e dista 8 km dalla città di San Cristóbal de las Casas, Chiapas. San Cristobal è un’incantevole cittadina che ha mantenuto la sua architettura coloniale e il suo sapore messicano, accogliendo un misto di culture indigene, nazionali e internazionali.

Note:

Importante portare repellente per insetti e vestiti che possano coprire la maggior parte del corpo, questo perché il periodo prevede una stagione calda e piovosa. Fondamentale inoltre tenere un comportamento appropriato di fronte ai bambini nella comunità.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

 

Supportare le comunità locali attraverso la sostenibilità ambientale e l’educazione informale: un campo in Thailandia

Supportare le comunità locali attraverso la sostenibilità ambientale e l’educazione informale: un campo in Thailandia

Il campo:

Dal 5 al 18 agosto 2018 il Servizio Civile Internazionale-Italia organizza un campo di volontariato internazionale sulla sostenibilità ambientale nelle piccole comunità nel sud della Thailandia. Koh Yao è un’isola musulmana nel mare delle Andamane e da quando ha iniziato a diventare un’attrazione turistica, ci sono stati alcuni grandi cambiamenti nello stile di vita delle comunità locali.

Gli abitanti del villaggio hanno iniziato a cambiare stile di vita, passando dalla pesca e dall’agricoltura al lavoro legato al settore turistico. Le persone hanno capito lentamente i problemi che ne derivano, soprattutto per ciò che riguarda le questioni ambientali.

Attività:

Durante queste 2 settimane, i/le volontari/e contribuiranno a supportare le attività organizzate dalla rete di scuole per aiutare i bambini e condivideranno lo stile di vita della popolazione locale. L’obiettivo è quello di ottenere una maggiore comprensione reciproca tra la popolazione locale e le comunità internazionali in visita sull’isola.

I/le volontari/e saranno dunque impegnati/e nell’organizzazione di attività ricreative e nell’insegnamento dell’inglese ai bambini presso alcune scuole di Koh Yao ed ovviamente in altre attività di volontariato a beneficio della comunità autoctona, supportando percorsi di educazione informale e promuovendo uno scambio culturale tra i membri della comunità.

Requisiti:

I volontari dovranno essere pronti a soggiornare in una zona rurale e ad adattarsi alle condizioni di vita locali utilizzando solo strutture di base.  Richiesta una buona capacità a relazionarsi con i bambini e a produrre materiale utile all’insegnamento. Da tener presente inoltre che poche persone sull’isola sono in grado di parlare in inglese, sarà quindi necessario l’apprendimento del linguaggio  del corpo e qualche rudimento di thailandese base.

Alloggio:

I/Le volontari/e dormiranno nelle aule o nella casa del villaggio (a seconda del numero di volontari). Nella struttura saranno a disposizione delle semplici stuoie, cuscini e zanzariere, quindi si dovrà provvedere singolarmente a portare un sacco a pelo e un piccolo materasso. Ci sono servizi igienici di base, docce e una cucina nella mensa scolastica.

Ubicazione approssimata: Koh Yao Yai, provincia di Phanga, Tailandia del sud

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondoecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Vuoi partire ma non hai partecipato alla formazione? Ecco la tua occasione [estate 2018]

Vuoi partire ma non hai partecipato alla formazione? Ecco la tua occasione [estate 2018]

Servizio Civile Internazionale Italia presenta a Roma, dal 13 al 15 luglio, l’ultimo incontro di formazione pre-partenza dell’estate che, eccezionalmente nel mese di luglio, riunisce primo più secondo livello in un unico appuntamento. Se vuoi partire per un qualsiasi progetto di volontariato internazionale in Asia (a esclusione di Giappone e Hong Kong), Africa, Mediterraneo e America Latina, è obbligatorio prendervi parte.

Gli incontri di formazione permettono di prendere coscienza dell’esperienza che stai pianificando di fare, scegliendo un campo di volontariato SCI: dalla conoscenza dell’Associazione ai partner locali e internazionali, dalla motivazione che ti muove a partire al contesto con cui ti confronterai. Sono normalmente divisi in un primo e in un secondo livello, ma quest’anno SCI-Italia organizza una formazione speciale nel mese di luglio, che raccoglie entrambi i livelli, per tutti coloro che vorrebbero partire per il Sud del mondo ma non hanno fatto in tempo a partecipare agli incontri precedenti.

La formazione di luglio si terrà dalla sera di venerdì 13 al pomeriggio di domenica 15, presso La Città dell’Utopia, in via Valeriano 3F, a Roma.

È fondamentale la permanenza durante tutto il tempo dell’incontro (anche il pernottamento), perché si tratta di momenti intesi a condividere vita comunitaria e a mettersi alla prova rispetto alla dinamica del campo di volontariato.

Gli incontri, salvo casi eccezionali, non sono selettivi, ma ovviamente avranno la funzione di portarti a capire se l’esperienza proposta è quella adatta. Inoltre, permetteranno di inserire nel tuo bagaglio formativo strumenti utili per il tuo futuro lavorativo e non: comunicazione nonviolenta, risoluzione dei conflitti interpersonali, momenti di approfondimento su temi quali conflitti armati, migrazioni, tutela dell’ambiente.

Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 30 + euro 20 (per chi non fosse già tesserato/a).
Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus IBAN: IT71F0501803200000011014412
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”.

Per avere ulteriori informazioni e per iscriversi all’incontro di formazione di Roma dell’13-15 luglio, scrivere a campisud@sci-italia.it.

Un campo di volontariato a tutela dei migranti bloccati sul confine: un progetto di accoglienza a Ventimiglia

Un campo di volontariato a tutela dei migranti bloccati sul confine: un progetto di accoglienza a Ventimiglia

Il campo:

Dal 15 al 23 luglio si svolgerà a Ventimiglia un campo di volontariato sul tema dell’accoglienza dei migranti e richiedenti asilo.

Il progetto è supportato dall’associazione italo-francese “Route de Jerusalem“, che organizza una marcia simbolica per attraversare il confine di Ventimiglia.

Qui, ogni anno, migliaia di migranti, richiedenti asilo e rifugiati rimangono bloccati.  a causa delle politiche di controllo frontaliero.

Il campo è promosso in partecipazione con Spes , un’associazione che da anni si impegna per migliorare le condizioni di vita dei migranti garantendo loro un accoglienza degna.

Il progetto è anche supportato da altre due organizzazioni attive sul territorio : Caritas e Torri Superiori Ecovillage

Le attività:

I/Le volontari/e dovranno dunque impegnarsi in vari workshop creativi e gastronomici, che coinvolgeranno lo staff e gli ospiti del campo, ed ovviamente in tutte le attività di gestione quotidiana del campo.

In particolare dovranno partecipare all’organizzazione e alla gestione delle attività collegate con la marcia simbolica che varcherà il confine italo-francese. Altre attività saranno decise ovviamente a seconda dell’evolversi della situazione politica.

Prevista anche una parte studio incentrata su : inclusione sociale, procedura di richiesta d’asilo e sulla storia della “Route de Jerusalem”, alla quale ovviamente i volontari potranno partecipare.

Alloggio:

I/le volontari/e dormiranno in tenda e usufruiranno di servizi igienici, docce, veranda e sala da pranzo della “Casa Famiglia” di Varase. In caso di pioggia, potranno dormire all’interno dell’edificio casa-famiglia.

Ubicazione approssimata: Il campo si svolgerà a Varase, un piccolo villaggio situato a 6 km dal centro di Ventimiglia (IM).

Note:

Sarebbe bello se alcuni volontari portassero con sé strumenti musicali.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

 

SCI-Italia cerca dei/lle coordinatori/trici per un campo in un centro equestre vicino Roma

SCI-Italia cerca dei/lle coordinatori/trici per un campo in un centro equestre vicino Roma

Insieme alle associazioni Ciampacavallo Onlus ed EquiAzione, SCI-Italia organizza dei campi di volontariato internazionale per supportare le attività riabilitative, sportive e ludiche per persone disabili o persone con disturbi mentali, relazionali o sociali, portate avanti dalle due associazioni in un maneggio nei pressi di Roma. Ogni attività è inclusiva, discussa e realizzata insieme tra utenti e organizzatori.

SCI-Italia è in cerca di un coordinatore o una coordinatrice per questo campo di volontariato, che si svolgerà dal 29 luglio al 12 agosto 2018.

Leggi la scheda completa del campo.

Ti piacerebbe coordinare un campo come questo?

Se vuoi ricevere informazioni, contattaci all’indirizzo workcamps@sci-italia.it o chiama la Segreteria Nazionale al numero 06 5580644.

 

No Border Fest X edizione – Libertà di movimento oltre ogni confine [22-23 giugno 2018]

No Border Fest X edizione – Libertà di movimento oltre ogni confine [22-23 giugno 2018]

Nei giorni 22 e 23 giugno torna a Roma il “No Border Fest”, organizzato da La Città dell’Utopia, Servizio Civile Internazionale, Laboratorio 53 ed Eduraduno. Il festival, giunto quest’anno alla decima edizione, vuole essere un momento di confronto e di convivialità sul tema delle migrazioni attraverso laboratori, esposizioni, dibattiti, teatro e musica.

La decima edizione del No Border Fest si inserisce in un quadro sociale e politico sempre più apertamente xenofobo ed escludente, che non fa altro che alimentare quella guerra tra poveri cavalcata dai primi provvedimenti del nuovo governo, in continuità con le misure di quello precedente (dalle leggi Minniti-Orlando ai rinnovati accordi con la Libia in ambito internazionale).

A queste derive fortemente autoritarie, il No Border Fest vuole rispondere con suggestioni basate sulla libertà di movimento e sulla cittadinanza universale. Lo farà attraverso una narrazione e pratiche alternative, orientate a smontare gli stereotipi sulle persone migranti e a decostruire la logica ipocrita di chi afferma “non sono razzista, ma…”, “aiutiamoli a casa loro”.

Venerdì 22 giugno, dalle 18.00 presso La Città dell’Utopia (via Valeriano 3F), il festival darà spazio al confronto “Razzismo democratico: parole e norme istituzionali disumanizzanti”, con la partecipazione di Annamaria Rivera (antropologa ed editorialista per Il Manifesto, Liberazione) e Andrea Segre (regista).

Seguirà poi lo spettacolo di teatro forum “L’Altro straniero/L’Altra straniera” a cura di Parteciparte.

Sabato 23 giugno, a partire dalle 09.30 (sempre presso La Città dell’Utopia), il festival affronterà i temi dell’autodeterminazione, dell’inclusione sociale e della libertà di movimento attraverso workshop ludici e divulgativi:

  •  “Yeppo 2.5!”, incontro di gioco con il metodo della Ludopedagogia a cura di Liscìa e Laboratorio 53 (previa iscrizione);
  • “Plastici come i confini”, laboratorio di ciclo e riciclo della plastica per la costruzione di giochi e utensili, a cura dell’associazione Eduraduno;
  • “Tutt@ hanno una storia, tutt@ hanno una scuola”, human library a cura di Elisabetta Frau e La Città dell’Utopia sul ruolo delle scuole popolari come primo passo per il protagonismo sociale delle persone migranti.

La giornata sarà poi caratterizzata dalla performance hip-hop “MigRap” a cura di B.Care & Taf Tafouny, con la chiusura affidata alla musica di Nosenzo a suon di balkan folk reggae.

Il festival sarà inoltre la cornice per un mercatino delle autoproduzioni migranti e l’installazione “Abeceghetto 2018: raccolte sonore dai ghetti di Foggia” a cura di Radio Ghetto.

Il programma

DURANTE IL FESTIVAL

“Abeceghetto 2018: raccolte sonore dai ghetti di Foggia”, installazione sonora a cura di Radio Ghetto.

Mercatino delle autopodroduzioni migranti.

VENERDÌ 22 Giugno

Presso La Città dell’Utopia (via Valeriano 3F, San Paolo)

18.00 – 20.00

“Razzismo democratico: lessico e norme istituzionali disumanizzanti”

Dibattito con:

Annamaria Rivera (antropologa ed editorialista per ilmanifesto, Liberazione)

Andrea Segre (regista)

20.30

Cena a cura di Makì – Sapori dal mondo

Info e prenotazioni: 3295336212

21.15

“L’Altro straniero/L’Altra straniera” – Spettacolo di teatro forum a cura di Parteciparte

SABATO 23 Giugno

Presso La Città dell’Utopia (via Valeriano 3F, San Paolo)

10.00 – 13.00

“Yeppo 2.5!”, incontro di gioco con il metodo della ludopedagogia

Giocare per incontrarsi. Sorprendersi per conoscersi, a cura di Liscìa e Laboratorio 53

Info e iscrizioni: ginevra.sam@gmail.com / 3207522952

13.30

Pranzo a cura della Biosteria dell’Utopia

17.00 – 19.00

“Plastici come i confini” – ciclo e riciclo della plastica per la costruzione di giochi e utensili, a cura dell’associazione Eduraduno

18.00 – 20.00

“Tutt@ hanno una storia, tutt@ hanno una scuola”, human library a cura di Elisabetta Frau e La Città dell’Utopia

20.00

“MigRap”, con B.Care & Taf Tafouny (hip-hop)

20.30

Cena a cura della Biosteria dell’Utopia

21.15 – 22.15

Nosenzo (Balkan folk reggae)

Riscoprire il femminismo in un atelier di cucito: testimonianza da Zanzibar

Riscoprire il femminismo in un atelier di cucito: testimonianza da Zanzibar

Pubblichiamo la testimonianza di Sara Moreno, volontaria partita per un progetto di volontariato a lungo termine in Tanzania lo scorso anno.

Ho sempre avuto uno strano rapporto con la parola “femminismo”. All’inizio, quand’ero bambina e l’ho sentita per la prima volta, ne sono stata molto attratta; poi, crescendo, ho cambiato atteggiamento, maltrattando e rinnegando quella stessa parola. Non capivo fino in fondo che cosa volesse dire.

Ho iniziato a studiare per conto mio, ho fatto delle ricerche, e cercavo di comparare i movimenti femministi che trovavo nei libri con le donne contemporanee, non riuscendo però a trovare il nesso. Quelle che riconoscevo come femministe mi sembravano un gruppo chiuso, escludente, che preferiva autoproclamarsi femminista invece che cercare il confronto con gli uomini che cercavano di capire. Ho attraversato questa mia fase di crescita cercando di dare un senso che sentissi proprio al termine femminismo, giungendo infine allo slogan che  sentivo mio a quel tempo: “non sono femminista, semplicemente credo nell’uguaglianza dei diritti”. Ebbene, poi mi sono resa conto che in questa definizione sta quello per cui il femminismo lotta.

Dopo anni di letture, studi e discussioni, ho finalmente capito di essere una femminista e di non avere paura di dirlo.

La parte difficile è venuta dopo. Che cos’è per me il femminismo? Significa insegnare ai propri figli che uomini e donne sono uguali, renderci conto che ognuno di noi cresce in un ambiente pieno di stereotipi di genere ai quali siamo costantemente esposti. Significa sapere che quando una donna cerca di lottare per conquistarsi una certa posizione, dovrà faticare di più rispetto ad un uomo. Significa avere la consapevolezza che una donna che si reca a lavoro truccata ha più possibilità di essere promossa rispetto a una che non lo fa. Significa sapere che una donna non si sente sicura a camminare da sola di notte.

Quello che invece non sapevo è che sono poche le donne a Zanzibar che lavorano. Principalmente restano a casa, partoriscono, si prendono cura dei bambini e preparano il cibo. Non sapevo che un uomo che si occupa di cucinare in Tanzania viene visto come debole, anche se nutrirsi dovrebbe essere un bisogno istintivo, naturale.. non conoscevo un’altra cosa: che ci sono donne a Zanzibar che si impegnano attivamente per cambiare il loro mondo.

Quello che so ora, dopo aver vissuto con loro per un po’ di tempo, è che tutte loro sono persone assolutamente incredibili.

Lavorare per una donna, a Zanzibar come in qualsiasi parte del mondo, è estremamente importante perché permette di guadagnare soldi propri, e di rendere indipendente la propria vita. Indipendenza economica significa libertà, libertà di comprare ciò che vogliamo, ciò che ci piace, ciò di cui abbiamo bisogno, senza aspettare che qualcuno ce lo conceda… questo è un aspetto che non avevo mai considerato.

Viaggiare mi è sempre piaciuto e così, da quando avevo 16 anni, ho iniziato a lavorare durante i fine settimana. Ricordo ancora quel viaggio a Parigi, me lo ero pagata da sola, con i miei soldi: quella sensazione mi faceva sentire forte, mi faceva sentire libera. Ma cosa sarebbe successo se fossi nata in un paese in cui questa possibilità mi era preclusa? Avrei combattuto anche io per cambiare la mia situazione? Le donne a Zanzibar lo stanno facendo.

Avere un’occupazione comporta dei cambiamenti significativi nella vita quotidiana e nella struttura sociale. Se sia l’uomo che la donna sono impegnati durante il giorno, le famiglie si evolveranno in un modo diverso, anche la prospettiva sulla pianificazione familiare cambierà completamente e una donna avrà la possibilità di conoscere ed esplorare tutti i ruoli che può svolgere nella società.

“Empowerment”, questa è una parola che ho sentito molto spesso durante il mio soggiorno a Zanzibar, lo stesso progetto a cui mi sono iscritta si chiamava “women empowerment”.

Gli zanzibariani stanno cercando di far crescere la loro società attraverso diversi progetti, e le donne sono parte della integrante della soluzione. Le donne che si uniscono alla forza lavoro infatti potenziano in modo significativo il contributo alla crescita economica e sociale del paese.

C’è poi l’iniziativa di un gruppo, di cinque donne che hanno deciso di rischiare e spingersi ancora oltre, dando vita al collettivo di cucito “le mie mamme”. Dopo aver lavorato nel settore del cucito per alcuni anni, hanno infatti  deciso di avviare un’attività in proprio nel 2016. Hanno trovato un edificio adatto per allestire un atelier e un negozio per la vendita e hanno iniziato a costituire il loro gruppo a poco a poco, contribuendo con i propri risparmi. Il mio contributo è modesto, le aiuto nell’accoglienza dei clienti spiegando un po’ del progetto a chiunque sia interessato all’ascolto, condivido il mio punto di vista sul merchandising e sull’esposizione delle merci e insieme cerchiamo di trovare nuove ispirazioni e disegni per i loro prodotti.

Sono un’assistente che lavora per un gruppo di donne impegnate nelle loro attività. Prima di unirmi a questo progetto non sapevo cosa aspettarmi, ma quello che ho capito adesso è che di sicuro non sono io quella venuta ad insegnare a queste donne ad essere femministe, sono loro che mi hanno insegnato a vedere il mondo attraverso uno sguardo differente. Il gruppo è estremamente vario: alcune di loro sono sposate, altre no, tutte tranne una sono musulmane, c’è una maestra e poi tutte studentesse eccellenti. Una di loro è single, un’altra si dice sposata con la macchina da cucire, una di loro ha quattro figli ed è incinta, ma c’è una cosa in particolare che hanno in comune: una scintilla. Se sei molto attento puoi vederla, proprio lì, in fondo ai loro occhi.

Sorridono quando trovano un modello che gli piace e che vogliono cucire, quando scoprono una nuova stampa e vogliono lavorarci immediatamente, quando un cliente entra nel negozio con una richiesta impegnativa. È curiosità, è creatività, è passione. La passione che mettono in ogni singolo movimento che fanno, le loro mani che corrono su metri e metri di tessuto sparsi per tutto il pavimento, il ronzio costante delle loro macchine da cucire, il suono ripetitivo di forbici che scendono come ghigliottine e quella risata e la gioia che diventa incontrollabile quando sono tutti nella stessa stanza… anche per questi motivi ho capito perché sono femminista.