Comunicato della rete #RestiamoUmani

Comunicato della rete #RestiamoUmani

Pubblichiamo il comunicato della rete #RestiamoUmani, di cui fa parte anche SCI-Italia, sull’azione di mercoledì 11 luglio a Roma, di fronte al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.

DECINE DI ATTIVISTI RETE #RESTIAMOUMANI BLOCCANO INGRESSO MINISTERO DEI TRASPORTI, «BASTA NAUFRAGI DI STATO NEL MEDITERRANEO, GOVERNO ITALIANO E UE STANNO ISTITUZIONALIZZANDO OMISSIONE DI SOCCORSO IN MARE»

ROMA, 11.07.18 – Da questa mattina all’alba più di 50 attivisti della rete #RestiamoUmani sono incatenati alla scalinata di ingresso del Ministero dei Trasporti, in Via Nomentana a Roma, per protestare in modo pacifico e non violento contro la politica dell’attuale governo che, con la connivenza dell’Ue, stanno causando l’aumento esponenziale del numero di
persone che muoiono in mare nel tentativo di raggiungere le coste europee. Gli attivisti, vestendo giubbotti di salvataggio e salvagenti, hanno inoltre aperto uno striscione con scritto “Naufragi di Stato”.

«Il Mediterraneo è ogni giorno di più teatro di stragi, con centinaia di persone annegate. Riteniamo che lo stato italiano e l’Unione europea siano responsabili di queste morti, che si possono evitare con la presenza di assetti preposti al soccorso, con l’impegno alla creazione di vie legali e sicure per la migrazione, con un’equa distribuzione su scala europea degli sforzi volti a un’adeguata ricezione e accoglienza delle persone in arrivo», dichiarano le attiviste e gli attivisti. «Oggi manifestiamo davanti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti perché bisogna porre subito un freno all’istituzionalizzazione dell’omissione di soccorso e del reato di solidarietà. L’Italia e l’Europa non possono lasciar annegare persone in mare, soprattutto perché l’obbligo di soccorso, sancito dall’articolo 98 della Convenzione ONU sul Diritto del Mare, è il principio chiave del diritto della navigazione e un dovere statuale, messo in atto attraverso la persona del Capitano a bordo della nave chiamata a intervenire, per compiere un imprescindibile atto di solidarietà: tendere una mano, il fondamento della legge tacita dei marinai».
L’Italia per molto tempo è stata in prima linea nel Canale di Sicilia, con Guardia Costiera e Marina Militare che hanno salvato centinaia di migliaia di vite. Tuttavia, dall’inizio del 2017 a oggi, stiamo assistendo a una stretta sempre più forte al margine d’azione delle navi civili in mare che soccorrono, testimoniano e denunciano. La Dichiarazione di Malta del febbraio 2017, firmata dall’allora ministro Minniti, ha ufficializzato il supporto europeo alla Libia, concentrando le politiche comuni sul contenimento della migrazione e sull’esternalizzazione delle frontiere, in combinazione con un attacco politico e mediatico alle ONG che prestano soccorso in mare. Il ministro Salvini continua dunque nel solco di una linea già ben tracciata dai governi precedenti.
Queste politiche e la riduzione dei soccorsi hanno aumentato il numero di persone che annegano nel Mediterraneo centrale: oltre 1000 confermate dall’inizio dell’anno. Il Canale di Sicilia ha raggiunto il drammatico primato di confine più letale al mondo, con una persona su 7 dispersa nel solo mese di giugno (Fonte: UNHCR). Un tragico traguardo, raggiunto per il quinto anno consecutivo, nonostante il calo nel numero di arrivi. L’elevata perdita di vite umane dimostra quanto sia urgente rafforzare le capacità di ricerca e soccorso nella regione e aprire canali legali di arrivo.
Alle ONG attualmente presenti in questa parte di Mediterraneo è invece impedito di lasciare i porti di attracco per andare a soccorrere e di accedere poi a porti ragionevolmente vicini, per mettere in sicurezza le persone tratte in salvo, che non possono essere riportate in Libia. Ricondurre forzosamente in Libia le persone intercettate in mare dagli assetti libici non è una soluzione, ma non è altro che un “respingimento per procura”. La Libia non è un “posto sicuro”, come richiede la normativa sul soccorso rispetto al luogo di sbarco. Per questo l’Italia è già stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nel 2012 per la pratica dei respingimenti collettivi sotto il regime di Gheddafi (caso Hirsi Jamaa v. Italy).
«Non ci riconosciamo in un sistema che finanzia e supporta un ciclo di abusi per cui le persone intercettate in mare, una volta rimandate sulle coste libiche, sono soggette a un regime di detenzione arbitraria e illimitata e condotte in centri di detenzione governativi, quando non vendute a gruppi criminali. In entrambi i casi sono infinite le testimonianze di torture, stupri, estorsioni», proseguono le attiviste e gli attivisti. «I diritti delle persone in movimento sono inalienabili: sono i nostri diritti. Le presenti politiche stanno minacciando i diritti civili, che lo Stato ha il dovere e la responsabilità di proteggere e che non può opprimere, né tantomeno annegare», concludono.

Per porre rimedio a questa situazione drammatica, le attiviste e gli attivisti chiedono, nell’immediato, al Ministero dei Trasporti, in collaborazione con il Ministero dell’Interno:

l’apertura dei porti italiani alle navi con persone soccorse in mare a bordo, in condizioni di vulnerabilità. Questa chiusura infatti, dopo aver inizialmente riguardato le ONG, è stata estesa in questi giorni anche alle navi militari europee e persino alle navi battenti bandiera italiana. Il governo italiano non può impedire il regolare e legale svolgimento delle operazioni di soccorso, chiudendo i propri porti attraverso dichiarazioni d’intenti su Internet, non traducibili in atti ufficiali e non supportate da alcuna base giuridica plausibile.

Chiedono inoltre agli Stati membri dell’Unione europea e ai loro governi:

Di fermare subito il processo in atto di istituzionalizzazione dell’omissione di soccorso, un dovere universale nonché prescritto dalla legge;
Che l’Unione si assuma la propria responsabilità in mare, predisponendo assetti con un chiaro mandato di ricerca e soccorso, attraverso una missione SAR europea;

Che i rappresentanti dei governi europei trovino soluzioni strutturali e non emergenziali, né tantomeno basate sulla deterrenza – come quelle attuali – ma piuttosto sulla responsabilità di proteggere i diritti, di tutti: attraverso l’istituzione di vie legali e sicure per la migrazione, che si deve accettare come un fatto umano, e come un fondamentale diritto.

La rete #RestiamoUmani auspica che si moltiplichino manifestazioni e atti concreti in difesa dei diritti civili e della libertà di movimento. E invitano a partecipare agli eventi di solidarietà che si terranno in questi giorni in Italia e in tutta Europa, come la manifestazione a Ventimiglia (“Ventimiglia città aperta” del 14 luglio prossimo, manifestazione per rivendicare il permesso di soggiorno europeo, il diritto alla mobilità e un nuovo sistema dell’accoglienza).

Si è concluso il progetto PATH, dopo oltre un anno di lavoro per la pace

Si è concluso il progetto PATH, dopo oltre un anno di lavoro per la pace

PATH, acronimo di Peace Activism through Lessons from History of Forced Migration, è un progetto nato nell’ambito del programma Europe for Citizens, svolto nel corso del 2017 e concluso nel 2018.

L’obiettivo del progetto era quello di promuovere l’attivismo per la pace attraverso dei seminari, che ripercorressero e analizzassero la memoria storica delle migrazioni forzate.

In totale, sono stati realizzati 7 seminari in diverse città d’Europa: Budapest (Ungheria), Catalogna (Spagna), Novi Sad (Serbia), Roma (Italia), Salonicco (Grecia), Friedland (Germania) e Sofia (Bulgaria).

1. Riunione preparatoria, 18-21 novembre 2016, Budapest, Ungheria.

La riunione preparatoria del progetto è stata organizzata grazie al supporto di due gruppi di lavoro del Service Civil International, Building Bridges e No More War. L’incontro è iniziato con il bilancio di un precedente progetto, “Memoric: Memories Beyond Rhetoric”, presentandone i risultati, le buone pratiche e le sfide affrontate durante il suo svolgimento. I differenti partner hanno condiviso quindi, a partire dall’esperienza precedente, aspettative ed esperienze. In questo modo, hanno lavorato alla pianificazione del progetto, del budget, dei compiti e dei risultati sperati. È stata inoltre organizzata una visita al progetto Utilapu (SCI Ungheria), rivolto ai/alle giovani rifugiati/e e richiedenti asilo.

2. Seminario Learn and Get Inspired from the Past,10-15 marzo 2017, La Jonquera, Spagna.

L’obiettivo del seminario era la rilettura della storia della Guerra Civile Spagnola, utilizzando la tematica delle migrazioni forzate come chiave d’analisi principale. I/le partecipanti hanno ripercorso le strade battute dai rifugiati d’allora, visitando alcuni luoghi centrali per la memoria storica: l’ospedale di Elna, un rifugio per le donne incinte e le madri sole; il campo di concentramento di Argeles; il Museo della Memoria dell’Esilio. Nel corso del progetto, storici e attivisti locali sono stati coinvolti e hanno contributo con le proprie conoscenze e memorie dirette del periodo storico analizzato.

3. Seminario One Step Forward, One Step Back, 8-14 maggio 2017, Novi Sad, Serbia.

L’obiettivo del secondo seminario è stato l’esplorazione delle guerre dell’ex Yogoslavia, comparando la situazione nella regione di allora con quella di oggi, in cui la penisola balcanica è ancora teatro di migrazioni forzate di persone in fuga dai propri paesi, in cerca di un futuro sicuro. Il seminario si è svolto con il contributo di alcuni esperti storici ed esponenti di associazioni di Novi Sad (NSHC; CK13), attivisti di base e organizzazioni di Subotica, una cittadina al confine con l’Ungheria.

4. Campo studio e evento Recapturing the history, 10-20 luglio 2017, Tessalonica, Grecia.

L’obiettivo dell’evento Recapturing the history era la raccolta delle storie dei rifugiati e delle vittime di guerra, partendo dall’ondata di migranti giunta in Grecia nel 1922, passando per le vittime della Seconda Guerra Mondiale e arrivando fino ai giorni nostri.

5. Campo studio e festival di sensibilizzazione No Border Fest, 12-21 giugno 2017, Roma, Italia.

Lo scopo di questo campo studio e evento era di stimolare il dibattito sulle migrazioni forzate di ieri e di oggi, legandole allo sfruttamento del lavoro migrante e alle contraddizioni a questo legate. Inizialmente il campo doveva svolgersi a Foggia, in cooperazione con Radio Ghetto Voci Libere (una radio per dare voce a chi non ne ha, come i migranti che lavorano nelle campagne del sud Italia) e Laboratorio 53. Sfortunatamente, la tendopoli di Foggia è stata sgomberata nel marzo 2017, ed è per questo che il campo si è poi svolto a Roma, presso La Città dell’Utopia. Il campo è stato quindi unito al No Border Fest, un festival sulle migrazioni che SCI Italia organizza sin dal 2009 insieme ai/alle rifugiati/e e richiedenti asilo.

6. Campo studio e evento di sensibilizzazione, Solidarity with refugees, 12-26 agosto 2017, Friedland, Germania.

Durante questo campo si è tentato di mettere in evidenza le barriere politiche, sociali e psicologiche esistenti tra i rifugiati e la popolazione locale tedesca, con l’obiettivo di decostruirli. Friedland, dopo la Seconda Guerra Mondiale, è divenuto il più grande campo profughi tedesco. SCI Germania ha così organizzato il campo insieme alla comunità locale e ai rifugiati, alternando sessioni di studio e sessioni creative per realizzare una mostra, all’interno del Museo di Friedland, sulla storia dell’impegno civico dei diversi gruppi di rifugiati nel campo proprio sul tema dei confini.

7. Evento finale, No More War Festival, 25-30 gennaio 2018, Sofia, Bulgaria.

Durante l’evento si è discusso di conflitti e migrazioni forzate, di movimenti di resistenza, di pratiche non violente e proteste pacifiche, in dibattiti aperti al pubblico locale. L’evento è stato organizzato da CVS Bulgaria in cooperazione con molti partner locali, trasformando l’evento in 3 giorni di festival e di discussioni sulla pace, dai suoi aspetti più locali a quelli più generali. Più di 70 visistatori hanno contrribuito alle discussioni, ai workshop e alle proiezioni del festival, e visionato il documentario che racconta il progetto PATH, così come la mostra fotografica.

Clicca qui per visualizzare il video di racconto del progetto.

Clicca qui per la descrizione completa del progetto.

“Change for Media – Presenting the future”: uno scambio giovanile in Ungheria [17-26/08 ]

“Change for Media – Presenting the future”: uno scambio giovanile in Ungheria [17-26/08 ]

Il progetto:

SCI-Italia cerca 2 volontari/e tra i 18 e i 25 anni interessati sia al mediattivismo che al tema delle migrazioni, per partecipare ad uno scambio giovanile internazionale in Ungheria dal 17 al 26 agosto in una piccola città vicino a Budapest.

Hai un messaggio da mandare al futuro? Cosa preserveresti della tua realtà attuale? Ti interessa fare dei video e delle foto?

Il progetto è finanziato da Erasmus+, per cui quasi tutte le spese sono coperte: vitto, alloggio, assicurazione, viaggio andata/ritorno fino ad un massimo di 275 euro.

Questo scambio giovanile internazionale riunirà 25 partecipanti arrivati da 5 paesi (Ungheria, Italia, Spagna, Serbia, Ucraina) per 9 giorni durante i quali svilupperanno e acquisiranno competenze nel fare sentire la propria voce attraverso strumenti mediali. I partecipanti lavoreranno in gruppo, condivideranno le loro idee e la loro visione, impareranno alcune tecniche di giornalismo e a fare film, e creeranno insieme un progetto sul tema “Presentare il futuro”.

Troverai video di edizioni passate sul canale vimeo del progetto.

Se hai tra 18 e 25 anni, candidati per raggiungerci!

Qui il formulario da compilare per la candidatura.

Scadenza per presentare la tua candidatura: 6 luglio 2018.

Un campo di volontariato a tutela dei migranti bloccati sul confine: un progetto di accoglienza a Ventimiglia

Un campo di volontariato a tutela dei migranti bloccati sul confine: un progetto di accoglienza a Ventimiglia

Il campo:

Dal 15 al 23 luglio si svolgerà a Ventimiglia un campo di volontariato sul tema dell’accoglienza dei migranti e richiedenti asilo.

Il progetto è supportato dall’associazione italo-francese “Route de Jerusalem“, che organizza una marcia simbolica per attraversare il confine di Ventimiglia.

Qui, ogni anno, migliaia di migranti, richiedenti asilo e rifugiati rimangono bloccati.  a causa delle politiche di controllo frontaliero.

Il campo è promosso in partecipazione con Spes , un’associazione che da anni si impegna per migliorare le condizioni di vita dei migranti garantendo loro un accoglienza degna.

Il progetto è anche supportato da altre due organizzazioni attive sul territorio : Caritas e Torri Superiori Ecovillage

Le attività:

I/Le volontari/e dovranno dunque impegnarsi in vari workshop creativi e gastronomici, che coinvolgeranno lo staff e gli ospiti del campo, ed ovviamente in tutte le attività di gestione quotidiana del campo.

In particolare dovranno partecipare all’organizzazione e alla gestione delle attività collegate con la marcia simbolica che varcherà il confine italo-francese. Altre attività saranno decise ovviamente a seconda dell’evolversi della situazione politica.

Prevista anche una parte studio incentrata su : inclusione sociale, procedura di richiesta d’asilo e sulla storia della “Route de Jerusalem”, alla quale ovviamente i volontari potranno partecipare.

Alloggio:

I/le volontari/e dormiranno in tenda e usufruiranno di servizi igienici, docce, veranda e sala da pranzo della “Casa Famiglia” di Varase. In caso di pioggia, potranno dormire all’interno dell’edificio casa-famiglia.

Ubicazione approssimata: Il campo si svolgerà a Varase, un piccolo villaggio situato a 6 km dal centro di Ventimiglia (IM).

Note:

Sarebbe bello se alcuni volontari portassero con sé strumenti musicali.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

 

No Border Fest X edizione – Libertà di movimento oltre ogni confine [22-23 giugno 2018]

No Border Fest X edizione – Libertà di movimento oltre ogni confine [22-23 giugno 2018]

Nei giorni 22 e 23 giugno torna a Roma il “No Border Fest”, organizzato da La Città dell’Utopia, Servizio Civile Internazionale, Laboratorio 53 ed Eduraduno. Il festival, giunto quest’anno alla decima edizione, vuole essere un momento di confronto e di convivialità sul tema delle migrazioni attraverso laboratori, esposizioni, dibattiti, teatro e musica.

La decima edizione del No Border Fest si inserisce in un quadro sociale e politico sempre più apertamente xenofobo ed escludente, che non fa altro che alimentare quella guerra tra poveri cavalcata dai primi provvedimenti del nuovo governo, in continuità con le misure di quello precedente (dalle leggi Minniti-Orlando ai rinnovati accordi con la Libia in ambito internazionale).

A queste derive fortemente autoritarie, il No Border Fest vuole rispondere con suggestioni basate sulla libertà di movimento e sulla cittadinanza universale. Lo farà attraverso una narrazione e pratiche alternative, orientate a smontare gli stereotipi sulle persone migranti e a decostruire la logica ipocrita di chi afferma “non sono razzista, ma…”, “aiutiamoli a casa loro”.

Venerdì 22 giugno, dalle 18.00 presso La Città dell’Utopia (via Valeriano 3F), il festival darà spazio al confronto “Razzismo democratico: parole e norme istituzionali disumanizzanti”, con la partecipazione di Annamaria Rivera (antropologa ed editorialista per Il Manifesto, Liberazione) e Andrea Segre (regista).

Seguirà poi lo spettacolo di teatro forum “L’Altro straniero/L’Altra straniera” a cura di Parteciparte.

Sabato 23 giugno, a partire dalle 09.30 (sempre presso La Città dell’Utopia), il festival affronterà i temi dell’autodeterminazione, dell’inclusione sociale e della libertà di movimento attraverso workshop ludici e divulgativi:

  •  “Yeppo 2.5!”, incontro di gioco con il metodo della Ludopedagogia a cura di Liscìa e Laboratorio 53 (previa iscrizione);
  • “Plastici come i confini”, laboratorio di ciclo e riciclo della plastica per la costruzione di giochi e utensili, a cura dell’associazione Eduraduno;
  • “Tutt@ hanno una storia, tutt@ hanno una scuola”, human library a cura di Elisabetta Frau e La Città dell’Utopia sul ruolo delle scuole popolari come primo passo per il protagonismo sociale delle persone migranti.

La giornata sarà poi caratterizzata dalla performance hip-hop “MigRap” a cura di B.Care & Taf Tafouny, con la chiusura affidata alla musica di Nosenzo a suon di balkan folk reggae.

Il festival sarà inoltre la cornice per un mercatino delle autoproduzioni migranti e l’installazione “Abeceghetto 2018: raccolte sonore dai ghetti di Foggia” a cura di Radio Ghetto.

Il programma

DURANTE IL FESTIVAL

“Abeceghetto 2018: raccolte sonore dai ghetti di Foggia”, installazione sonora a cura di Radio Ghetto.

Mercatino delle autopodroduzioni migranti.

VENERDÌ 22 Giugno

Presso La Città dell’Utopia (via Valeriano 3F, San Paolo)

18.00 – 20.00

“Razzismo democratico: lessico e norme istituzionali disumanizzanti”

Dibattito con:

Annamaria Rivera (antropologa ed editorialista per ilmanifesto, Liberazione)

Andrea Segre (regista)

20.30

Cena a cura di Makì – Sapori dal mondo

Info e prenotazioni: 3295336212

21.15

“L’Altro straniero/L’Altra straniera” – Spettacolo di teatro forum a cura di Parteciparte

SABATO 23 Giugno

Presso La Città dell’Utopia (via Valeriano 3F, San Paolo)

10.00 – 13.00

“Yeppo 2.5!”, incontro di gioco con il metodo della ludopedagogia

Giocare per incontrarsi. Sorprendersi per conoscersi, a cura di Liscìa e Laboratorio 53

Info e iscrizioni: ginevra.sam@gmail.com / 3207522952

13.30

Pranzo a cura della Biosteria dell’Utopia

17.00 – 19.00

“Plastici come i confini” – ciclo e riciclo della plastica per la costruzione di giochi e utensili, a cura dell’associazione Eduraduno

18.00 – 20.00

“Tutt@ hanno una storia, tutt@ hanno una scuola”, human library a cura di Elisabetta Frau e La Città dell’Utopia

20.00

“MigRap”, con B.Care & Taf Tafouny (hip-hop)

20.30

Cena a cura della Biosteria dell’Utopia

21.15 – 22.15

Nosenzo (Balkan folk reggae)

Urgente: cercasi group leader per uno scambio giovanile in Catalunya (2-12 luglio)

Urgente: cercasi group leader per uno scambio giovanile in Catalunya (2-12 luglio)

Il progetto

SCI Italia è in cerca di un/a group leader per lo scambio giovanile “Intercultural empowerment to fight racism!”, che si svolgerà dal 2 al 12 luglio nel bellissimo villaggio di Mura (Catalunya). Un gruppo di giovani provenienti da Catalogna, Italia, Portogallo, Ucraina, Ungheria si ritroveranno quindi insieme a riflettere sui temi delle identità culturali e delle migrazioni. 

I/le volontari/e, in particolare, svilupperanno questa riflessione per rompere gli stereotipi e combattere il razzismo.

Attività

Uno degli obiettivi del progetto è quello di supportare i/le giovani con minori opportunità, così da promuovere l’inclusione sociale attraverso sessioni di educazione non formale.

Condividendo alla pari il ruolo di volontari/e internazionali, questi/e giovani avranno infatti l’occasione di incontrare i propri coetanei provenienti da altri paesi e culture, affinché acquisiscano così competenze interpersonali spendibili poi nella vita quotidiana.

In particolare, il/la candidato/a avrà il compito di accompagnare 4 giovani con minori opportunità inviati dalla branca italiana SCI Italia.

Requisiti

I/la group leader deve parlare bene l’italiano e l’inglese ed avere avuto esperienza in materia di coordinamento di gruppi. È ovviamente consigliabile aver avuto precedenti esperienze nell’ambito dell’educazione non formale e con minoranze e gruppi svantaggiati. Il/la group leader dovrà inoltre dimostrarsi volenteroso/a e capace di sviluppare attività di gruppo, quali il teatro o giochi collettivi.

Si richiede infine di essere disponibili durante il mese di giugno perché verranno svolte delle chiamate skype di organizzazione pre-partenza.

Candidatura

Compilare l’application form cliccando qui, entro domenica 3 giugno, ed i risultati della selezione saranno resi noti lunedì sera.

Lo scambio è finanziato da Erasmus+: tutte le spese dei partecipanti sono infatti coperte (vitto, alloggio, biglietti A/R fino a 275 euro e assicurazione).​

Per informazioni, contattare inclusione@sci-italia.it.

Un progetto di solidarietà in Libano nel campo profughi di Tel Abbas

Un progetto di solidarietà in Libano nel campo profughi di Tel Abbas

Il campo:

Dal 15 al 25 luglio SCI-Italia organizza un campo di volontariato in Libano, presso il campo profughi di Tel Abbas.

Il campo profughi di Tel Abbas si trova nella parte settentrionale del Libano, a 5km dal confine siriano.

Il campo ospita un centinaio di persone fuggite dalla Siria.

La vita al campo è dura e caratterizzata da difficoltà quotidiane. Tra le tante: condizioni climatiche avverse, libertà di movimento limitata, difficoltà economiche, ostilità di una parte della popolazione locale, gestione di risorse idriche e dei rifiuti complicata.

Al campo sono presenti i volontari di Operazione Colomba, con l’obiettivo di condividere la quotidianità con i/le profughi/e, assistendoli/e nelle loro necessità più immediate, mediando con la popolazione autoctona e svolgendo un lavoro di advocacy per diminuire i rischi dovuti ad azioni di violenza da parte delle forze governative.

Le Attività:

I/Le volontari/e dovranno gestire l’organizzazione di momenti di svago e di incontro all’interno del campo profughi (tornei sportivi/laboratori d’arte/lezioni di lingua ecc in base alla scelta dei/delle volontari/e). Dovranno anche supportare le visite dello staff alle famiglie siriane, sopratutto a quelle più fragili e in difficoltà, offrendo ascolto e supporto.

I/le volontari/e di OC non potranno sempre affiancare il gruppo di volontari SCI, pertanto ci si aspetta che i volontari sappiano organizzare e gestire le attività con i bambini in piena autonomia.

La parte studio sarà incentrata sull’approfondimento delle condizioni sociali, economiche, politiche e giuridiche dei profughi e sulla discussione circa le loro prospettive future.

Inoltre i volontari saranno invitati a discutere sulle modalità di intervento nonviolento nelle zone di conflitto

L’alloggio

I/le volontari/e dormiranno in tende (grosse tende costruite con assi di legno e teli di plastica, non vere tende da campeggio). I/le volontari/e devono portare il materassino, il sacco a pelo e gli asciugamani. Ci sono due bagni e un tubo per fare la doccia che si trovano fuori dalle tende, sempre in condivisione con i volontari italiani già presenti al campo.

Nei paraggi del campo profughi ci sono dei negozi in cui si possono acquistare gli alimenti. Al campo non è prevista la possibilità di utilizzare fornelli e utensili da cucina per la preparazione dei pasti caldi.

Requisiti

La conoscenza dell’arabo è fortemente apprezzata e si richiede inoltre un atteggiamento propositivo nell’organizzazione delle attività.

Note: nel campo c’è la copertura della rete mobile ma non è disponibile l’accesso alla rete WiFi.

In generale le condizioni di vita nel campo sono molto essenziali quindi si richiede un forte spirito di adattamento.

La prevalenza degli abitanti del campo profughi è di religione musulmana, quindi i volontari sono fortemente invitati a non consumare alcolici durante il campo e a rispettare la cultura locale.

N.B. La permanenza al campo potrebbe essere di un notevole impatto emotivo quindi si richiede forte motivazione.

Leggi la scheda completa del campo

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzati dallo SCI Italia.

Consigliabile avere precedenti esperienze di volontariato. Maggiori informazioni: campisud@sci-italia.it / Tel: 065580644

Solidarietà con le persone migranti e rifugiate: un campo in Serbia

Solidarietà con le persone migranti e rifugiate: un campo in Serbia

Il campo

Dal 1 al 9 luglio 2018 un campo di volontariato in Serbia, nato dalla cooperazione tra VCV (la branca serba dello SCI) e l’Ong locale Refugee Aid Serbia.

I/le partecipanti a questo campo avranno l’opportunità di conoscere più da vicino la realtà delle persone richiedenti asilo, dei e delle rifugiati/e in transito attraverso la Serbia. Infatti, verranno portate avanti attività per all’inclusione dei/delle richiedenti asilo, così come attività di sensibilizzazione e coinvolgimento della cittadinanza locale.

I/le volontari/e supporteranno il lavoro delle due Ong, preparando i pasti per la popolazione migrante ospitata presso i campi di accoglienza (nei quali però non sarà possibile entrare) e supportandone le attività rivolte alla cittadinanza.

Attività

Durante la settimana, i/le volontari/e dedicheranno 3 giorni alla cucina e 2 giorni all’organizzazione di workshop.

Le mattine saranno principalmente impiegate in sessioni di studio e visite. Se necessario, aiuteranno nella preparazione dei pasti l’Ong BelgrAid, che tutti i giorni distribuisce i pasti a centinaia di persone che vivono nei campi o nei sobborghi di Belgrado.

I workshop, invece, saranno organizzati sotto la supervisione di operatori esperti di Refugee Aid Serbia. Saranno dedicati soprattutto all’intrattenimento ludico per bambini/e e giovani.

Se ci sarà l’opportunità, verranno inoltre organizzate iniziative di sensibilizzazione sul tema delle migrazioni dedicate alla comunità locale.

Come parte studio, i/le volontari/e visiteranno i luoghi di Belgrado frequentati dai migranti, dando o prendendo parte a sessioni di educazione non-formale. In questo modo, potranno imparare molto riguardo alla condizione dei/delle richiedenti asilo in territorio serbo e apprenderanno nozioni relative alla cosiddetta “Rotta Balcanica”. Riceveranno inoltre una formazione specifica prima dello svolgimento dei workshop.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno in un ostello del quartiere di Savamala, nel centro di Belgrado. I pasti saranno preparati dai volontari/e a turno nella cucina dell’ostello stesso. Le attività del campo si svolgeranno tutte nei dintorni.

La lingua del campo è l’inglese, ma verranno utilizzate anche il serbo, il farsi, l’urdu, il pashtu, l’arabo e il curdo.

Requisiti

È richiesto ai/alle partecipanti di essere interessati/e nella questione dei/delle rifugiati/e, così come di mostrare la volontà di voler apprendere la condizione delle persone migranti in Serbia e, infine, come si organizza la società civile in azioni di supporto e inclusione.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

No Border Fest: un campo di volontariato in Italia sul tema delle migrazioni e delle frontiere

No Border Fest: un campo di volontariato in Italia sul tema delle migrazioni e delle frontiere

Il campo:

Dal 16 al 25 giugno SCI Italia organizza a Roma, presso La Città dell’Utopia, un campo di volontariato a supporto del “NO BORDER FEST”, una tre giorni di discussioni, musica ed eventi culturali dedicati al tema delle migrazioni, della libertà di movimento e lotta contro le diverse forme di razzismo.

Ci sono diversi eventi, iniziative, corsi e workshop organizzato attorno a tre tematiche principali: interculturalità, stili di vita sostenibili e cittadinanza attiva.

Tipologia di lavoro:

Il Festival si concentra sui temi più importanti emersi negli ultimi mesi riguardo il contesto delle migrazioni internazionali, con particolare attenzione alla situazione di Roma e dell’Italia.

Gli argomenti principali di questa edizione sono: la questione dei confini; migrazioni nel contesto globale; connessioni tra diritti dei cittadini e inclusione / esclusione sociale.

Un’attenzione particolare sarà inoltre dedicata ai seguenti argomenti: diritti dell’istruzione e educazione interculturale, razzismo democratico e fascismo istituzionale.

Attività:

I/Le volontari/e si impegneranno in supporto alla costruzione e alla preparazione delle scenografie e degli spazi, sia interni che esterni al casale.

I/Le volontari/e saranno anche coinvolti nelle attività di promozione del Festival ed avranno un ruolo attivo durante i giorni dell’evento. Inoltre, i volontari contribuiranno con alcune attività manuali al progetto “La Città dell’Utopia”, partecipando anche alla pulizia finale del casale.

Parte studio:

Ci sarà anche una parte studio, su questioni legate ai temi della migrazione e dei diritti e durante lo svolgimento del campo i volontari incontreranno anche l’organizzazione locale Laboratorio 53, partner del Festival, che da diversi anni collabora attivamente con i richiedenti asilo e rifugiati a Roma.

Alloggio:

I volontari saranno ospitati nell’ostello sociale di Casale Garibaldi nella sede “La Città dell’Utopia”. Ci saranno stanze miste, per un massimo di 7 volontari per camera. Lenzuola e coperte saranno fornite dallo staff , il bagno sarà condiviso da tutti i volontari, mentre per quanto riguarda invece la gestione degli spazi, verrà messa a disposizione una cucina dove i/le volontari/e cucineranno e mangeranno tutti insieme. 

Requisiti:

I/Le volontari/e dovranno dimostrare interesse nei temi della migrazione e della giustizia sociale, saper gestire  lavori di gruppo, ed essere attivi nell’organizzazione di eventi, esprimendo abilità manuali e artistiche.

Le lingue parlate durante il campo di lavoro saranno: inglese, italiano, spagnolo, ma sarà anche possibile parlare il catalano, bulgaro, greco e ucraino.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

 

 

Coordinare un campo di volontariato a tutela dei migranti bloccati sul confine: un progetto a Ventimiglia

Coordinare un campo di volontariato a tutela dei migranti bloccati sul confine: un progetto a Ventimiglia

Il campo:

Dal 15 al 23 luglio si svolgerà a Ventimiglia un campo di volontariato sul tema dell’accoglienza dei migranti e richiedenti asilo.

Il progetto è supportato dall’associazione italo-francese “Route de Jerusalem“, che organizza una marcia simbolica per attraversare il confine di Ventimiglia, dove ogni anno migliaia di migranti, richiedenti asilo e rifugiati rimangono bloccati.

Il campo è promosso in partecipazione con Spes , un’associazione che da anni si impegna per migliorare le condizioni di vita dei migranti, garantendo loro un accoglienza degna. Il progetto è anche supportato da altre due organizzazioni attive sul territorio : Caritas e Torri Superiori Ecovillage

Le attività:

I/Le volontari/e dovranno dunque impegnarsi in vari workshop creativi e gastronomici, che coinvolgeranno lo staff e gli ospiti del campo, ed ovviamente in tutte le attività di gestione quotidiana del campo.

In particolare dovranno partecipare all’organizzazione e alla gestione delle attività collegate con la marcia simbolica che varcherà il confine italo-francese. Altre attività saranno decise ovviamente a seconda dell’evolversi della situazione politica.

Prevista anche una parte studio incentrata su : inclusione sociale, procedura di richiesta d’asilo e sulla storia della “Route de Jerusalem”, alla quale ovviamente i volontari potranno partecipare.

Ti piacerebbe coordinare un campo come questo?

Il campo è situato a Varase, un piccolo centro a 6 km da Ventimiglia (Liguria). Qui la scheda completa del campo.

Partecipa alla formazione per coordinatori e coordinatrici di campi! Due appuntamenti ti aspettano:

Roma, 11-12-13 maggio
Cesano Maderno (MB), 8-9-10 giugno

Compila il form online per candidarti; se vuoi ricevere informazioni, contattaci all’indirizzo workcamps@sci-italia.it o chiama la Segreteria Nazionale al numero 06 5580644.

Per ulteriori informazioni sulla formazione per coordinatori, clicca qui.