Dipingere l’estate di colori: un campo con bambini e bambine in Moldavia

Dipingere l’estate di colori: un campo con bambini e bambine in Moldavia

Il campo:

Dal 28 luglio al 5 agosto 2018 un campo in Moldavia, realizzato da AVI Moldova insieme alla Charitable Foundation House of Providence. L’obiettivo del campo è l’organizzazione di un campo estivo per bambini e bambine.

Nell’arco di una settimana, bambini/e provenienti da differenti contesti familiari, inclusi quelli socialmente più vulnerabili, saranno impegnati/e in diverse attività. Infatti, durante il campo, i/le volontari/e e lo staff locale organizzeranno giochi di gruppo, lezioni di canto e di danza, workshop per la creazione di giochi fatti a mano e, infine, anche una gita fuori porta.

Oltre all’aspetto ludico, le attività proposte hanno come scopo lo sviluppo nei bambini dei valori umani necessari per il loro futuro, sia nel contesto sociale e collettivo che in quello familiare. In particolare, il campo mira a promuovere i valori dell’amicizia, dell’ottimismo, della giustizia, della responsabilità, del coraggio e della perseveranza.

Attività:

I/le volontari/e lavoreranno insieme ai/alle bambini/e, accompagnandoli giorno per giorno attraverso lo svolgimento delle attività sopracitate.

Come parte studio, verrà inoltre approfondito il tema del lavoro sociale e quello della funzione dell’arte in quest’ambito.

Alloggio:

I/le volontari/e saranno ospitati da famiglie locali o in un ostello vicino al luogo dove si svolgerà il campo. Mentre i pasti saranno preparati da un cuoco locale.

Requisiti:

Ai/alle volontari/e è richiesta la passione per il lavoro con i bambini e le bambine. Allo stesso modo, sono richieste spiccate doti comunicative e creative.

La lingua del campo è l’inglese, quelle locali il russo e il rumeno.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Oasis of Care: un campo in Liguria per i bambini e le bambine Sahrawi

Oasis of Care: un campo in Liguria per i bambini e le bambine Sahrawi

Il campo:

Dal 16 agosto al 1 settembre 2018 un campo a Lavagna (Genova) in collaborazione con l’associazione Shanti Sahara, che si occupa di bambini e bambine Sahrawi (provenienti dai campi profughi di Tindouf, in Algeria) con disabilità fisiche.

Contestualmente al progetto “Young Peace Ambassadors”, la principale attività dell’associazione è quella di organizzare ogni estate l’accoglienza di diversi gruppi bambini/e disabili Sahrawi. Infatti, durante la loro permanenza, l’associazione è in grado di fornire loro servizi diagnostico-terapeutici e riabilitativi (nelle province di Milano e di Genova), a cui non avrebbero altrimenti modo di accedere.

Attività:

I/le volontari/e del campo lavoreranno 5/6 giorni a settimana, dividendosi in turni mattutini (08.00-15.00) e pomeridiani (15.00-22.00). Verrà loro chiesto, inoltre, di garantire uno o due turni notturni a settimana (22.00-08.00).

Sono previsti, naturalmente, uno o due giorni liberi. Tutti/e saranno responsabili di fornire assistenza ai/alle bambini/e, di garantire la presenza in ospedale e partecipare agli appuntamenti coi dottori. In particolare, ai/alle volontarie è richiesto di organizzare momenti ricreativi per i/le bambini/e.

Come parte studio, i/le volontari/e riceveranno una formazione specifica sulle patologie e disabilità dei bambini presenti e sugli standard igienico-sanitari da mantenere; impareranno inoltre la storia del Sahara Occidentale, le dinamiche della sua evoluzione e la questione Sahrawi. Temi quali la religione, la musica, le tradizioni della cultura Sahrawi saranno approfonditi tramite attività di gruppo e la visione di documentari.

Alloggio:

I/le volontari/e condivideranno camere miste e dormiranno su dei materassi. Un bagno in comune è riservato per il gruppo così come la cucina e altri spazi comuni. Alcuni luoghi verranno condivisi con i/le bambini/e.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale l’italiano.

Leggi la scheda completa del campo.

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SCI-Italia cerca un/a coordinatore/rice per il campo Oasis of Care, per i bambini e le bambine Sahrawi

SCI-Italia cerca un/a coordinatore/rice per il campo Oasis of Care, per i bambini e le bambine Sahrawi

Ti piacerebbe coordinare un campo di volontariato? SCI-Italia è in cerca di un coordinatore o una coordinatrice per il campo Oasis of Care, in collaborazione con l’associazione Shanti Sahara, che avrà luogo tra Lavagna e Genova (Liguria) dal 16 agosto al 1 settembre 2018.

L’obiettivo del campo è permettere ai bambini e le bambine Sahrawi affetti da disabilità di venire in Italia, ed avere così accesso ai servizi diagnostico-terapeutici e riabilitativi della provincia di Genova ai quali, nel campo profughi algerino da cui provengono, non avrebbero altrimenti accesso.

Leggi la scheda completa del campo.

Il coordinatore o la coordinatrice del campo dovrà gestire il gruppo di volontari internazionali che vi prenderà parte per garantire un’assistenza adeguata ai/alle bambini/e, affiancando i medici per l’aspetto terapeutico e organizzando momenti ludici e ricreativi.

Per candidarsi, contattare all’indirizzo workcamps@sci-italia.it o chiamare la Segreteria Nazionale al numero 06 5580644.

Un’oasi di cura per i bambini e le bambine Saharawi: un campo in Lombardia

Un’oasi di cura per i bambini e le bambine Saharawi: un campo in Lombardia

Il campo

Dal 3 al 17 luglio 2018 un campo di volontariato a Cernusco sul Naviglio (Lombardia), in sostegno dei bambini e delle bambine Saharawi con disabilità.

Il progetto nasce dall’associazione Shanti Sahara, che supporta i rifugiati Saharawi del Sahara occidentale. Questa comunità di rifugiati è affetta da una grave crisi sanitaria. Ogni anno, infatti, sempre più bambini/e nascono con problemi di disabilità.

Contestualmente al progetto “Young Peace Ambassadors”, ogni estate l’associazione ospita un gruppo di bambini/e Saharawi presso strutture idonee. In questo modo, i bambini possono ricevere le cure e terapie adeguate alla loro condizione almeno una volta l’anno. Cure che altrimenti non hanno la possibilità di ricevere.

Attività

I/le volontari/e lavoreranno 5 o 6 giorni a settimana, alternando la mattina o il pomeriggio. Ciascun volontario/a farà una o due volte a settimana anche il turno notturno. I giorni liberi a settimana saranno uno o due, concordati in base alle reciproche esigenze.

I/le volontari/e saranno responsabili di controllare i/le bambini/e, accompagnarli in ospedale affiancandoli durante la visita medica e, inoltre, dovranno avere cura di organizzare i momenti ricreativi dei bambini/e stessi.

Infine, i/le volontari/e avranno la responsabilità dell’igiene dei bambini, della preparazione dei pasti per essi e per il gruppo di volontari e la pulizia della degli ambienti in cui si svolgeranno le attività.

Come parte studio, i/le volontari/e riceveranno una formazione specifica per comprendere la patologia e la disabilità di ciascun bambino/a e le procedure igienico/sanitarie da seguire. Inoltre, verrà studiata la storia del Sahara occidentale e le dinamiche che hanno portato alla situazione attuale. Temi quali la religione, la musica e le tradizioni Saharawi saranno esplorate attraverso attività di gruppo e proiezioni di film e documentari.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno presso camerate miste insieme ai/alle volontari/e locali (su materassi e non su letti). Alcuni bagni sono riservati al gruppo dei volontari/e, mentre altri spazi andranno condivisi con i bambini/e. Il wifi non è presente nella struttura.

La lingua del campo è l’inglese, mentre è utile conoscere l’italiano e lo spagnolo perché sono lingue conosciute dai bambini, insieme all’Hassanya.

Requisiti

Non è necessario avere conoscenze o competenze pregresse. Ciò che viene richiesto è una buona predisposizione al lavoro impegnativo, tanta voglia di imparare ed essere aperti mentalmente verso altre culture.

Leggi la scheda completa del campo.

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Voci dal Libano: racconto di un viaggio di attivist@ SCI [Parte II]

Voci dal Libano: racconto di un viaggio di attivist@ SCI [Parte II]

Pubblichiamo la seconda parte del racconto di Agnese, Alberto, Ekaterina, Francesca, Marco e Martino, una delegazione di attivisti e attiviste del Servizio Civile Internazionale in visita in Libano dal 28 aprile al 2 maggio 2018. Da Beirut a Tripoli, passando per il campo profughi di Tel Abbass, fino a Minyara per conoscere l’esperienza della scuola di Malaak e ancora a Beirut nel campo di Shatila.

Da questo viaggio è nata l’idea di portare un campo di volontariato internazionale presso il campo di Tel Abbass, dal 15 al 25 luglio 2018. Qui la scheda completa del campo. Per partecipare al campo, è obbligatorio aver preso parte agli incontri di formazione di I e II livello. Per chi non ha potuto farlo, si richiede di partecipare obbligatoriamente alla formazione di I e II livello che si terrà a Bologna, dal 29 giugno al 1 luglio. Per informazioni, contattare nordsud@sci-italia.it.

Qui la prima parte del racconto.

Dell’impossibilità di un ritorno in Siria in sicurezza ce ne parla Abu Hussein, il responsabile del campo, tradotto da Alessandro e Matteo. Siamo nella tenda della famiglia di Abu e ci viene servito immediatamente del tè. Ci racconta brevemente della sua storia: è in Libano con la sua famiglia da cinque anni e in Siria facevano una vita bella. Lavorava come marmista ad Aleppo e aveva una casa di due piani. Ma in Siria tutto è stato distrutto, le città sono ormai solo scheletri vuoti e la vita è diventata impossibile.

Molti vogliono ritornare in Siria e non sono solo i bombardamenti ad impedirglielo. Ci sono anche i rischi che correrebbero varcando il confine: le violenze, le torture, la prigionia – qualora riconosciuti come disertori – o gli arruolamenti forzati. Non ci sono le condizioni di sicurezza necessarie per poter tornare in Siria. È proprio da qui, da Tel Aabbas, che è nata una proposta di pace per la Siria, scritta da chi ha subito e soffre le conseguenze della guerra sulla propria pelle.

Alessandro ci parla dei corridoi umanitari, un altro aspetto importante dell’attività di Operazione Colomba. Creare un corridoio umanitario significa individuare famiglie e strutture, in un safe country, che possano garantire accoglienza e offrire ospitalità ai profughi. L’Europa viene considerata un posto dove ricostruirsi una vita, dove tornare a guardare al futuro con una speranza. Il lavoro nel campo è anche quello di individuare le famiglie in condizioni di vulnerabilità che possano essere accettate in un percorso di ottenimento del visto per l’Italia, la Francia o il Belgio (gli unici stati europei che prevedono, in rari casi, la creazione di corridoi umanitari).

In un anno sono stati ottenuti circa 2000 visti, ma le richieste sono molte di più e pochissime vengono soddisfatte.

Si passa alle domande, a una discussione che porta i volontari di Operazione Colomba a spiegarci le difficoltà di vivere nel campo: la fatica e mentale; la tristezza e il peso delle vite distrutte di famiglie intere; la necessità di dire dei no e di porre dei limiti; ma anche la consapevolezza di essere nel posto giusto, nonostante tutte queste difficoltà.

Ormai il sole è tramontato e noi dobbiamo andare verso Minyara dove incontreremo Abdo Hsyan, che ci parlerà della scuola di Malaak e della proposta di pace per la Siria. Baci e abbracci, saluti come se i bambini ci conoscessero da anni, un po’ di amarezza sapendo che certamente non li rivedremo presto. Ci carichiamo su due furgoncini traballanti e raggiungiamo una casa. Entriamo e lì ci viene presentato Abdo Hsyan, colui che viene considerato l’ideatore della proposta di pace per la Siria: una proposta che prevede la creazione di una zona sicura dove far tornare la popolazione siriana, una zona libera dalla guerra e dove la popolazione possa vivere senza timore di soprusi, violenze e arresti. Qui potete leggere la loro proposta.

Lunedì 30 Aprile – Colmare il vuoto

Abbiamo dormito nella guesthouse della scuola di Malaak. Ci siamo arrivati di notte quindi non abbiamo capito esattamente dove fossimo. La scuola si trova non molto lontano da Tel Aabbas, tra i campi coltivati e i numerosi campi profughi della zona. Incontriamo Joyce, la coordinatrice della scuola, che lavora qui dal 2012.

Passiamo tra i bassi edifici e sbirciamo dentro le aule: mille mani ci salutano, insegnanti e bambini sorridono, le mamme in cucina mostrano orgogliose il pranzo che hanno preparato. Durante il giro Joyce ci racconta un po’ la storia di Malaak, di com’è nata tra le tende di un campo profughi siriano nei primi mesi dopo l’inizio della guerra e di come quest’esperienza si è sviluppata negli anni. Associazioni locali, singole donne e uomini si sono dati da fare per portare avanti un progetto educativo per i bambini siriani, esclusi, almeno nei primi anni di “emergenza”, dai circuiti della scuola statale libanese.

Da una piccola scuola informale all’interno di un campo profughi si è passati a una scuola vera e propria, con strutture fisse: le classi, un’aula di musica, una biblioteca, un’aula di informatica, una mensa, degli spazi esterni per giocare, un campetto da basket e un piccolo campo da calcio, dove finalmente bambini e ragazzi “vanno a scuola”. Le maestre e i maestri sono siriani e libanesi, le madri degli studenti a turno si occupano della mensa, mentre altri permettono il funzionamento della scuola a livello amministrativo e si occupano della gestione ordinaria, della pulizia e della manutenzione. Attualmente gli studenti sono circa 400 e la scuola di Malaak è aperta dalle 8 alle 14, mentre nel pomeriggio i ragazzi e le ragazze più grandi frequentano le scuole libanesi dei paesi vicini, per seguire gli stessi programmi educativi rivolti ai giovani locali (anche se le lezioni si tengono in classi separate, siriani da un lato e libanesi dall’altro).

Fino a qualche anno fa la situazione era diversa: i siriani non potevano frequentare le scuole, non si potevano iscrivere e non erano stati attivati corsi per loro. Per questo motivo gli studenti di Malaak erano molti di più, perché era l’unica scuola che apriva loro le porte. Joyce ci dà una piccola brochure su cui è riportata la frase: Malaak fills the gap (Malaak colma il vuoto). Questo è il senso della scuola: colmare il vuoto istituzionale, il vuoto educativo attorno ai siriani. Garantire quindi l’istruzione anche agli ultimi, facendo in modo che le bambine e i bambini siriani abbiano la possibilità di frequentare la scuola libanese, in cui ci sono anche lezioni in francese, lingua ufficiale in Libano, che non è conosciuta in Siria. Tutto questo significa occupare il tempo di vita dei bambini e delle bambine con attività educative e relazioni con i coetanei, tempo che altrimenti sarebbe vuoto o verrebbe riempito con il lavoro e lo sfruttamento.

Esiste anche un altro progetto importante di cui ci parla Joyce: corsi di alfabetizzazione per le donne siriane. Un progetto che dovrebbe iniziare a breve e mira ad accrescere la consapevolezza delle donne. A questo punto entriamo nella struttura usata come segreteria, dove ci offrono un caffè prima di discutere del progetto di collaborazione tra lo SCI Italia e Malaak. Joyce è molto disponibile e attenta,le spieghiamo i nostri progetti di volontariato a breve e a lungo termine, delle necessità della scuola e dell’utilità della presenza di volontari/e internazionali. Per quello che riguarda i campi di volontariato a breve termine, Joyce spiega come proprio questi siano l’occasione giusta per i/le volontari/e che hanno un piccolo progetto da realizzare: un progetto artistico, sportivo, musicale o teatrale; qualcosa da realizzare nel periodo di permanenza a Malaak. Discutiamo delle disponibilità di spazio, dei tempi e dei contributi anche economici che i volontari potrebbero dare alla scuola, cerchiamo di capire quali sono le possibilità reali di fare qualcosa e iniziamo a segnarci alcuni punti condivisi e criticità.

È però giunta l’ora di lasciare la scuola per dirigerci nuovamente verso Tripoli e tornare a Beirut.

Promuovere la creatività con bambini e bambine richiedenti asilo: un campo in Finlandia

Promuovere la creatività con bambini e bambine richiedenti asilo: un campo in Finlandia

Il campo

Dal 20 giugno al 4 luglio 2018 un campo di volontariato in Finlandia, presso la casa famiglia Ingakoti. Questo centro si trova a Ingå, nel sud della Finlandia, e ospita bambini e ragazzi richiedenti asilo.

In questo luogo sono garantite attività quotidiane per i/le minori, come i corsi scolastici e attività creative quali arte, musica e teatro. Inoltre, vi si cerca di ricreare un ambiente domestico che li faccia sentire come a casa propria.

Poiché Ingå è una città piccola della Finlandia, lo staff del centro promuove campi di volontariato internazionale proprio per attirare persone nuove. In questo modo, si cerca di rendere le vacanze estive dei bambini e dei ragazzi più dinamiche e allegre, promuovendo il confronto e lo scambio tra culture differenti.

Attività

Le attività del campo saranno organizzate tra staff del centro di accoglienza di Siuntio (situato nella città vicina) e volontari/e internazionali.

I/le volontari/e impiegheranno il loro tempo in attività con i/le bambini/e e i/le ragazzi/e della casa famiglia Ingakoti e del centro di Siuntio. Le attività varieranno tra quelle ludiche e creative a quelle dedicate al supporto scolastico. Oltre a queste attività, si impegneranno anche in lavori di manutenzione del giardino e degli spazi esterni.

Una parte del tempo sarà dedicato anche al trasloco dei locali del centro di Siuntio, poiché è in procinto di chiudere.

Come parte studio, i/le volontari/e approfondiranno la tematica migratoria, in particolare dal punto di vista dei minori giunti in Finlandia in attesa di un responso rispetto alla richiesta d’asilo.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno in camere condivise e dormiranno su materassi.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Lavorare in un centro per bambini con disabilità: un campo in Armenia

Lavorare in un centro per bambini con disabilità: un campo in Armenia

Il campo

Dal 18 al 31 luglio 2018 un campo in Armenia presso un centro per bambini con disabilità a Yerevan, vicino al lago artificiale che caratterizza la zona.

Lo spazio in cui si situa il centro di riabilitazione è una ex casa di riposo governativa. Quello di quest’anno è il 24° campo che si svolge in questo spazio, il che lo rende ormai una tradizione. Infatti, i bambini che qui vengono presi in cura ogni anno, attendono entusiasticamente il momento dell‘incontro estivo con i/le volontari/e internazionali.

Ai e alle volontari/e è richiesto di portare con se idee, energie, amore e gentilezza per far si che i bambini e le bambine possano passare delle vacanze felici. Quest’approccio positivo permette di facilitare l’inclusione sociale e la riabilitazione degli utenti, in quanto riescono a dare maggior valore a se stessi tramite gli occhi degli altri e a riscoprire i propri talenti e abilità.

Attività

L’obiettivo del campo è l’organizzazione del tempo ricreativo per i bambini e le bambine con disabilità, che al tempo stesso saranno ospitati nel centro per le attività di riabilitazione.

Tra le diverse attività, i/le volontari/e saranno impegnati anche nei lavori di mantenimento degli spazi esterni (giardinaggio, pulizia delle aree gioco, attività di manutenzione ordinarie e straordinarie). Finite le sessioni di fisioterapia, i/le volontari/e affiancheranno i bambini e le bambine in attività ludiche e creative. Al termine del campo, volontari/e e bambini/e, insieme, prepareranno una recita di addio.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno in un cottage separato dalla struttura del centro fornito di letti e servizi.

Requisiti

I/le volontari/e dovranno avere una buona attitudine al lavoro con i bambini. Verrà chiesto di portare con se giochi da utilizzare durante il campo.

La lingua del campo è l’inglese.

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Promuovere l’inclusione sociale attraverso l’arte e la creatività: un campo in Albania

Promuovere l’inclusione sociale attraverso l’arte e la creatività: un campo in Albania

Il campo

Dal 3 al 12 luglio 2018 un campo in Albania, a sostegno delle attività di un centro diurno per l’inclusione sociale di bambini/e e ragazzi/e. Il Social Multidisciplinary Center si trova a Tirana, la capitale del paese.

L’obiettivo del campo è utilizzare la creatività come mezzo per aumentare le capacità interpersonali dei e delle giovani con minori opportunità.

In particolare, ci si rivolge a bambini/e e ragazzi/e con problemi socio-economici, con famiglie in difficoltà economica, colpite da disoccupazione, o con problemi di abbandono scolastico e a rischio di essere abusati e sfruttati nei lavori di strada.

Il centro garantisce attività diurne per questi minori svantaggiati, quali attività educative, di intrattenimento e di apprendimento per promuoverne l’inclusione sociale.

I/le volontari/e del campo supporteranno infatti queste attività, portando e aggiungendo tutte le proprie idee e suggestioni al lavoro da svolgere insieme ai/alle minori.

Le attività per promuovere l’inclusione

I/le volontari/e del campo si impegneranno nello svolgimento di attività ludiche e creative con i/le minori, quali il disegno, il mosaico, la fotografia, la danza, la cucina e molto altro.

Prendere parte a questo campo significa anche riflettere e sviluppare idee che possono adattarsi a queste attività ludiche che caratterizzano il centro e portarne avanti di nuove. L’importante è pensarle in ottica di promozione dell’inclusione sociale degli stessi beneficiari.

I/le volontari/e lavoreranno dalle 4 alle 6 ore al giorno, e potranno scegliere un giorno libero a settimana. Durante il tempo libero, i/le volontari/e avranno l’opportunità di visitare la città di Tirana, Kruja e Durres (le più vicine) come anche di viaggiare nei dintorni.

Come parte studio, verrà approfondita la tematica della pace e della valorizzazione delle differenze in relazione ad il lavoro con bambini e ragazzi.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno in camere miste nel Social Multidisciplinary Center, lo stesso luogo dove lavoreranno durante il giorno. Come per ogni esperienza di vita comunitaria, si prepareranno e consumeranno i pasti insieme presso la cucina del centro. Il Social Multidisciplinary Center è situato nel centro cittadino di Tirana e circondato di luoghi di interesse nei dintorni.

Requisiti

Ai/alle volontari/e è richiesto di immaginare e preparare delle attività da svolgere con i/le bambini/e e ragazzi/e durante il campo.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

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12 mesi in Ungheria a sostegno dei e delle minori migranti e richiedenti asilo: nuova call aperta per uno SVE

12 mesi in Ungheria a sostegno dei e delle minori migranti e richiedenti asilo: nuova call aperta per uno SVE

Útilapu Hálózat – SCI Hungary è in cerca di un/a volontario/a SVE per 12 mesi di progetto in Ungheria, a sostegno dei e delle minori richiedenti asilo.

Come per ogni progetto SVE, sono garantite le spese di alloggio, vitto, viaggio, corso di lingua ed assicurazione.

Durata del progetto:  1 settembre 2018 – 1 settembre 2019

Il progetto

Il working group della branca SCI Útilapu Hálózat, Open Doors, sviluppa progetti dedicati ai e alle minori migranti e richiedenti asilo non accompagnati/e in Ungheria. Questi progetti sono rivolti in particolare alla fascia d’età 14-18.

L’obiettivo del progetto è l’inclusione sociale: attraverso attività quali la comunicazione visuale, l’architettura comunitaria e il design sociale, in particolare, si tenta di avviare percorsi di integrazione positiva dei e delle giovani.

Allo stesso modo, si cerca di accrescere la consapevolezza dei e delle loro pari ungheresi attraverso la promozione dell’educazione alle differenze.

I volontari e le volontarie che dal 2013 hanno reso possibile questo progetto si sono impegnati in attività settimanali comprensive di workshops, eventi aperti al pubblico e campi di volontariato internazionale; in altre parole, hanno svolto un lungo lavoro di informazione e sensibilizzazione sulle tematiche migratorie.

Attività con i e le minori

Il/la volontario/a SVE supporterà le attività strutturali di Útilapu e parteciperà all’implementazione delle attività del working group Open Doors. Tra queste, sarà richiesta la partecipazione al programma “promozione dell’inclusione sociale attraverso l’arte” che verrà sviluppato presso il centro di accoglienza per minori situato a Fót.

Requisiti

Tuttavia, vista la delicatezza del progetto, si richiede che il candidato o la candidata sia una persona creativa, non solo perché il progetto verrà sviluppato attraverso l’arte, ma principalmente per via del target group con cui si lavorerà quotidianamente.

Infatti, si lavorerà insieme a bambini/e e ragazzi/e che hanno alle spalle l’esperienza traumatica del viaggio e della perdita. Ma, d’altro canto, sono giovanissimi/e che hanno molte domande, energie e aspettative.

Lavorare con questo genere di target group è faticoso in senso fisico, mentale e psichico. Il/la volontario/a non sarà mai solo/a nello svolgimento delle attività. Ma, nonostante questo, cerchiamo una persona che sia in grado di improvvisare, di trovare soluzioni rapidamente e di far fronte a problematiche improvvise.

Il/la volontario/a deve essere una persona paziente, tollerante e aperta di mente. Deve possedere buone capacità organizzative, un’attitudine positiva e propositiva. Siamo in cerca di una persona in grado di lavorare individualmente e in gruppo, flessibile e affidabile. Ultimo requisito necessario: avere precedenti esperienze di lavoro con bambini e ragazzi.

Candidatura

Inviare CV e lettera di motivazioni in inglese all’indirizzo evs@sci-italia.it entro il 15 giugno 2018.

Insegnare l’informatica a bambini e ragazzi: un campo in Togo

Insegnare l’informatica a bambini e ragazzi: un campo in Togo

Il campo

Dal 16 luglio al 7 agosto 2018 un campo in Togo per insegnare a bambini/e e ragazzi/e l’informatica, come usare il computer e i social network.

Nonostante l’evoluzione incredibile delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, l’accesso agli strumenti dell’informatica è molto limitato nelle scuole del Togo. Tuttavia, cercando di dare una risposta a questo problema, l’organizzazione non governativa Astovot ha organizzato dei corsi di base di informatica e nuove tecnologie.

Tre settimane di corso per scoprire il funzionamento di un computer, il suo utilizzo, il sistema di posta elettronica e l’uso dei social network.

Il lavoro

I/le volontari/e saranno quindi impegnati/e in diverse attività:

  • accoglienza degli studenti e delle studentesse che si iscrivono al corso;
  • implementazione di un programma di formazione (guida alla scoperta del computer, utilizzo della tastiera nei programmi Word e Excel, creazione di un account di posta elettronica; ricerca di informazioni su internet; come usare i social network);
  • valutazione del programma di formazione e rilascio di attestato ai partecipanti.

L’alloggio

I/le volontari/e alloggeranno presso un’abitazione rifornita di numerose camere da letto, poco distante dal luogo di svolgimento del progetto. I materassi sono creati con scarti di plastica o paglia, ma se si desidera si può portare un proprio materasso gonfiabile.

Oltre alle attività del progetto, i/le volontari/e incontreranno la comunità locale, visitando i villaggi circostanti e, se possibile, la capitale Lomé.

Requisiti

È richiesto ai/alle partecipanti del campo di portare i propri computer portatili, poiché sfortunatamente l’organizzazione non ne detiene a sufficienza.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.