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Praticare la permacultura nel settore ortofrutticolo: un campo in Togo

Praticare la permacultura nel settore ortofrutticolo: un campo in Togo

Il campo

Dal 10 al 23 dicembre 2018 un campo di volontariato in Togo, presso la comunità di Kpalimé, per supportare un progetto agricolo basato sulla permacultura.

Tale progetto è infatti parte di un approccio di sviluppo sostenibile, che rispetta la conservazione della biodiversità e la promozione della coltivazione di prodotti biologici. Attraverso la messa in pratica di tali principi, l’obiettivo dell’Ong ASTOVOT è la promozione della cultura sul biologico e l’accessibilità di tali prodotti per la popolazione locale.

L’orto in cui il progetto si sviluppa, difatti, rappresenta un luogo di scambio di esperienze sui valori della produzione biologica e sul consumo sostenibile di prodotti locali.

Le attività

Gli obiettivi del campo sono, in particolare, la preservazione della biodiversità e il miglioramento dell’ambiente circostante, lo sviluppo di differenti generi di colture biologiche, l’incoraggiamento al consumo di tali prodotti da parte della popolazione locale.

Oltre a questo, le attività principali del progetto riguarderanno la cura e il mantenimento dell’orto (togliere le erbacce, preparare il terreno, selezionare le sementi, fabbricare il compost, creare un sistema di irrigazione, potature e così via). Inoltre, ai/alle volontari/e del campo è richiesto di svolgere delle attività pedagogiche per i bambini e le bambine locali nell’orto stesso.

Alloggio

Le condizioni dell’alloggio sono generalmente rudimentali. I/le volontari/e alloggeranno presso una casa fornita di più camere da letto, situata in prossimità del sito del progetto. Se possibile, è richiesto di portare con se materassino, sacco a pelo e repellente per zanzare.

La cucina invece sarà gestita dallo stesso gruppo dei volontari. L’acqua potabile è disponibile. L’accesso ad internet e all’elettricità è molto limitato.

Lingua

Le lingue del campo sono l’inglese e il francese. In particolare, la conoscenza del francese è molto utile per poter comunicare più facilmente con la popolazione locale.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Tre settimane in Paradisola: testimonianza da un campo a Zanzibar

Tre settimane in Paradisola: testimonianza da un campo a Zanzibar

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di Giacomo Bartolucci, volontario partito la scorsa estate per un campo di volontariato a Zanzibar, in Tanzania.

Finita la laurea magistrale ho avuto come la sensazione di aver imparato troppo, quasi fossi stato infarcito di nozioni. Mi sembrava che tutte le attività per cui fino a quel momento mi ero speso con tanta passione si fossero ridotte a qualcosa di schematizzabile con una freccia, un flusso che partendo dall’esterno puntava inesorabilmente verso di me.

Ho sentito forte l’impulso di invertire questa dinamica unidirezionale e ho cominciato ad informarmi sulla possibilità di fare un’esperienza di volontariato.

Presto mi sono reso conto che esiste una zoologia infinita di associazioni, missioni e realtà con cui è possibile partire, e che c’è il rischio di arruolarsi in un un progetto di cui magari non si condividono appieno scopi e metodi. Per questo mi sento davvero fortunato ad aver conosciuto lo SCI Italia, associazione in cui mi sento pienamente rappresentato, anche a livello ideologico.

Dopo vari cambi di programma ho deciso di partire alla volta di Zanzibar per un progetto coordinato dall’associazione ZAYDO, che prevedeva due attività principali: raccogliere e piantare semi di mangrovia al mattino e insegnare lingue straniere alla comunità locale in una specie di scuola serale. Così, dopo un safari di cinque giorni nell’entroterra tanzaniano, il 13 agosto sono atterrato sull’isola per l’inizio del campo.

Appena sceso dall’aereo sono stato assalito da una folla di persone che mi hanno strappato la valigia dalle mani e mi hanno scortato fino all’uscita, pretendendo poi una mancia. Ho così potuto constatare fin da subito che il problema principale a Zanzibar non è la distanza culturale, come ci aspettavamo, ma l’opposto: la maggior parte degli abitanti dell’isola è abituata ai turisti e conosce gli occidentali fin troppo bene. Questo causa anche situazioni abbastanza scioccanti, più avanti ho incontrato un masai che si faceva chiamare Valentino Rossi. Ci si sente considerati banconote viventi e a volte si ha questa frustrante sensazione anche con alcuni volontari tanzaniani.

Per il trasporto dall’aeroporto al villaggio dove si è svolto il campo, per esempio, ci hanno chiesto una cifra spropositata (poi però ho scoperto che il costo era specificato nell’infosheet, per cui non fate come me e leggete attentamente quel foglietto illustrativo!) e anche i tour che ci hanno proposto non erano così low cost come sostenevano. Ad ogni modo, cercare di capire perché volontariato e turismo risultano così inestricabilmente legati e studiare come comportarmi di fronte a questa evidenza è stato fonte di riflessioni importanti e crescita personale. Arrivati alla casa dove saremmo stati ospitati (deliziosa e in condizioni nemmeno troppo preoccupanti) ho conosciuto il resto dei volontari locali e gli altri sette volontari internazionali, provenienti da Italia, Spagna, Portogallo, Belgio e Ungheria. Siamo stati presentati ai capi del villaggio e, successivamente, il discorso del presidente di ZAYDO ha dato ufficialmente inizio al campo.

Il solo vivere in comunità in un posto del genere e con un assortimento così variegato di persone è fantastico. Per ragioni di costi non abbiamo potuto fare la spesa e cucinare insieme, però abbiamo avuto la fortuna di poter mangiare tutti i giorni squisiti piatti tipici preparati direttamente dalle fantastiche volontarie locali. Con mia immensa sorpresa ho anche trovato un ukulele, regalato a ZAYDO da qualche precedente volontario dal cuore grande, per cui ho cominciato fin da subito a cantare, giocare e ballare con i bambini che venivano a trovarci. Dato che ho una propensione naturale per questo ruolo di scemo del villaggio, ho pensato che anche durante le lezioni serali nella scuola sarei stato assegnato al gruppo dei più piccoli. Invece i volontari hanno preferito che mi occupassi dei teenager, cosa che all’inizio mi ha un po’ spiazzato. Poi però ho cominciato a seguire Sharif, un ragazzo che fa l’arbitro di calcio e vuole imparare l’italiano. Nonostante il sottoscritto non sia un appassionato di pallone, ci siamo divertiti cantando “Uno di noi, Sharif uno di noi” per ripassare i numeri e i pronomi personali, e «Perché perché, la domenica mi lasci sempre sola… », di Rita Pavone, per i giorni della settimana. Con lui è nato un rapporto meraviglioso e continuiamo a scriverci, rigorosamente in italiano, anche ora che sono tornato in Europa.

Anche l’attività di tutela ambientale è stata molto interessante: la mangrovia è una pianta davvero affascinante, cresce in riva al mare e assorbe acqua salata. Come ci ha spiegato una signora che abitava nei pressi della spiaggia, la sua funzione di difesa contro l’erosione delle coste è fondamentale. Inoltre il groviglio di radici offre riparo ai pesci, che ci depongono le uova.

Quando per qualche festività o inconveniente tecnico non ci siamo potuti dedicare all’insegnamento a scuola né a piantare semi di mangrovie abbiamo concordato con i volontari di ZAYDO alcune attività alternative, come ripulire le spiagge (che ne hanno davvero bisogno) o pitturare la scuola. Ho apprezzato molto queste variazioni, hanno fatto sì che l’esperienza risultasse più completa.

Il gruppo è diventato ogni giorno più coeso, complici anche momenti di svago ben organizzati e serate culturali divertentissime. Gli unici attriti sono sorti con uno dei coordinatori tanzaniani che, forse incapace di gestire il senso di responsabilità, nella seconda metà del campo ha cominciato ad avere improvvisi sbalzi di umore e a comportarsi in modo poco trasparente. Anche se è stato stimolante cercare di trovare i codici giusti per interagirci e fare da mediatore tra lui e volontari europei molto meno comprensivi, l’atmosfera è diventata un po’ tesa. Durante l’ultima settimana, però, il soggetto in questione è dovuto partire anticipatamente per un altro campo al Dar el Salaam ed è stato sostituito da volontari più esperti, così gli animi si sono distesi e l’esperienza si è conclusa serenamente.

Non è vero che in Tanzania tutto procede Pole Pole (“piano piano”). Certo in alcune giornate le ore si dilatano a dismisura ma ci sono anche occasioni in cui il tempo sembra contrarsi, tanto si addensano le esperienze. Il suo flusso qua è semplicemente alterato, forse distorto proprio dalle stesse forze naturali che in Africa si manifestano così platealmente. Allo stesso modo vengono stravolti progetti e aspettative, chi ci è stato ne esce rinnovato.

Zanzibar è un porto strategico che da sempre raccoglie e unisce persone provenienti dai Paesi più disparati, forse proprio per questo si rivelato il luogo perfetto in cui partecipare ad un campo di volontariato internazionale.

Immergersi in una cooperativa agricola: un campo in Senegal

Immergersi in una cooperativa agricola: un campo in Senegal

Il campo:

Dall’11 al 31 agosto 2018 un campo in Senegal, in supporto all’organizzazione non governativa “Les Ententes”, nata su iniziativa di un gruppo di agricoltori e dedicata alle comunità del villaggio.

L’associazione, che promuove un modello di economia alternativa, mira a creare lavoro e educazione, riducendo le ineguaglianze tra la popolazione locale e tentando di ridurre l’emigrazione verso le grandi città. Gli agricoltori che fanno parte della cooperativa “Les Ententes” sono sparsi per tutto il Senegal, diffondendo e insegnando, attraverso formazioni, le buone pratiche sull’agricoltura, sull’allevamento, sulla lavorazione dei prodotti e così via.

Attività:

Poiché il campo è un vero e proprio momento di immersione in un piccolo villaggio agricolo, i/le volontari/e prenderanno parte alla vita quotidiana degli abitanti. Saranno anche liberi di organizzare piccoli progetti per la comunità stessa: attività con i/le bambini/e, visite guidate. La vita in Senegal è spesso molto lenta: questo significa che non bisogna aspettarsi giornate piene di lavoro, ma anzi, il punto è proprio quello di riuscire ad adattarsi alla lenta quotidianità senegalese.

Come parte studio, verrà approfondita la questione della sovranità alimentare e si avrà l’occasione di conoscere più da vicino la cultura del Senegal.

Alloggio:

I/le volontari/e saranno ospitati da alcune famiglie locali. Ogni famiglia provvederà alle necessità di un/a singolo/a volontario/a, ma su richiesta si potrà anche essere accolti in coppie nella stessa casa.

La lingua del campo, e quella locale, è il francese.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondoecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Insegnare l’informatica a bambini e ragazzi: un campo in Togo

Insegnare l’informatica a bambini e ragazzi: un campo in Togo

Il campo

Dal 16 luglio al 7 agosto 2018 un campo in Togo per insegnare a bambini/e e ragazzi/e l’informatica, come usare il computer e i social network.

Nonostante l’evoluzione incredibile delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, l’accesso agli strumenti dell’informatica è molto limitato nelle scuole del Togo. Tuttavia, cercando di dare una risposta a questo problema, l’organizzazione non governativa Astovot ha organizzato dei corsi di base di informatica e nuove tecnologie.

Tre settimane di corso per scoprire il funzionamento di un computer, il suo utilizzo, il sistema di posta elettronica e l’uso dei social network.

Il lavoro

I/le volontari/e saranno quindi impegnati/e in diverse attività:

  • accoglienza degli studenti e delle studentesse che si iscrivono al corso;
  • implementazione di un programma di formazione (guida alla scoperta del computer, utilizzo della tastiera nei programmi Word e Excel, creazione di un account di posta elettronica; ricerca di informazioni su internet; come usare i social network);
  • valutazione del programma di formazione e rilascio di attestato ai partecipanti.

L’alloggio

I/le volontari/e alloggeranno presso un’abitazione rifornita di numerose camere da letto, poco distante dal luogo di svolgimento del progetto. I materassi sono creati con scarti di plastica o paglia, ma se si desidera si può portare un proprio materasso gonfiabile.

Oltre alle attività del progetto, i/le volontari/e incontreranno la comunità locale, visitando i villaggi circostanti e, se possibile, la capitale Lomé.

Requisiti

È richiesto ai/alle partecipanti del campo di portare i propri computer portatili, poiché sfortunatamente l’organizzazione non ne detiene a sufficienza.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

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Educazione e tutela ambientale nelle isole Zanzibar, in Tanzania

Educazione e tutela ambientale nelle isole Zanzibar, in Tanzania

Dal 20 novembre all’8 dicembre 2017 un campo in Tanzania, presso l’arcipelago di Zanzibar, per supportare un progetto di tutela dell’ambiente.

Sappiamo che le foreste sono il “polmone verde” del pianeta. Oltre a creare un materiale puro come l’ossigeno, bilanciando la quantità di carbonio presente nell’atmosfera, aiutano a controllare l’erosione del suolo, le inondazioni e le valanghe; inoltre sono il perfetto ecosistema naturale per la riproduzione di moltissime specie di flora e fauna, ed offrono momenti di ricreativa bellezza. Le foreste di mangrovie lungo la corta sudoccidentale dell’arcipelago di Zanzibar sono state duramente colpite dalle attività dell’uomo, quali lo scarico dei rifiuti, la pesca intensiva, incendi, deforestazioni per la raccolta del legno e la speculazione edilizia. L’impatto di tali attività ha avuto conseguenze evidenti e drammatiche, come l’innalzamento del livello delle acque, la scomparsa di numerose specie vegetali e animali e fenomeni climatici mai avuti prima.

I/le volontari/e supporteranno il progetto di tutela ambientale attraverso diverse attività: campagne di sensibilizzazione sulla questione ambientale; raccolta dei semi di mangrovia; semina delle piante di mangrovia; conoscenza della cultura locale. Inoltre, nei pomeriggi i/le volontari/e terranno lezioni di lingue straniere per i/le giovani e le donne locali, con l’obiettivo di accrescerne la qualità della vita attraverso la conoscenza di una lingua straniera.

Come parte studio verranno trattati i seguenti temi: incremento dell’ambiente e delle zone verdi; l’insegnamento di lingue straniere; tradizioni e culture locali. Nei fine settimana i/le volontari/e avranno la possibilità di visitare le attrazioni di Zanzibar.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Kiswahili.

Laggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

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Supportare i giovani nel lavoro di prevenzione dell’HIV/AIDS in Uganda

Supportare i giovani nel lavoro di prevenzione dell’HIV/AIDS in Uganda

Dal 27 novembre al 15 dicembre 2017 un campo in Uganda a sostegno del progetto di cura e prevenzione del virus HIV e della sindrome dell’AIDS, portato avanti dall’associazione UPA Pakwach.

La sede dell’associazione è situata sulla rotta commerciale che transita tra il Sud del Sudan e la Repubblica Democratica del Congo. Proprio a causa del suo collocamento geografico, la popolazione di Pakwach è fortemente esposta alle infezioni del virus HIV e, di conseguenza, alla malattia AIDS, che continua a diffondersi proprio per colpa del traffico umano, molto intenso in questa zona. Tra le cause, l’alcolismo e l’alto tasso di disoccupazione sono le principali, poiché molti/e giovani vengono abusati sessualmente sotto l’effetto dell’alcol o sono costretti/e a prostituirsi per poter sopravvivere.

La branca ugandese dello SCI UPA Pakwach è da tempo impegnata in iniziative di sensibilizzazione e prevenzione della diffusione del virus e della malattia in questa zona, proponendo di anno in anno nuovi metodi e pratiche. Il campo di volontariato internazionale si colloca nel tentativo di ampliare gli sforzi nell’azione di consapevolizzare la popolazione locale.

I/le volontari/e del campo saranno impegnati/e in diverse attività, tra le quali: discussioni e dibattiti aperti al pubblico; preparazione e svolgimento di workshop sulla prevenzione e la cura dell’HIV/AIDS; attività di consulenza per genitori e bambini; visite ai circoli che svolgono attività con gli/le affetti/e dal virus e/o dalla malattia; realizzazione di performance teatrali a tema HIV/AIDS per diffondere e sensibilizzare sulla tematica; attività sportive e ludiche con la comunità locale; partecipazione a trasmissioni radiofoniche locali.

Come parte studio, verranno visitate le comunità dei vicini villaggi di pescatori, dove poi verranno svolte le performance teatrali. Molte visite si svolgeranno inoltre nei centri giovanili che svolgono attività di consulenza e negli ospedali dove si praticano i test.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Jonam.

Leggi qui la scheda completa del campo.

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Promuovere lo scambio interculturale: un campo in Tanzania

Promuovere lo scambio interculturale: un campo in Tanzania

Dal 5 al 18 novembre 2017 un campo in Tanzania, per favorire lo scambio interculturale con le piccole comunità locali.

Nonostante si dica che la popolazione mondiale ha recentemente superato i 7 miliardi di persone, in Tanzania (come del resto in altre parti del mondo) molte persone ancora incontrano a malapena qualcuno che non appartenga al proprio ristretto gruppo di familiari, amici o che sia parte della stessa comunità; e, ancora meno, riescono ad avventurarsi al di fuori del contesto in cui sono cresciute. Il campo, inserito nel progetto più ampio che promuove l’esperienza dello scambio interculturale, ha l’importante obiettivo di fare approcciare persone provenienti da ogni parte del mondo a una realtà alla quale non sono normalmente abituate, favorendo la caduta di barriere e distanze tra un campo e l’altro del globo.

Il progetto punterà a far emergere diversi aspetti culturali per abilitare i/le partecipanti a descrivere la vita economica, familiare e comunitaria delle persone (e quindi anche gli aspetti culturali e tradizionali) centrando il focus sulle persone stesse, e quindi ciò che fanno e come si comportano in un determinato luogo e ora. Verranno svolte molte attività quali la creazione di oggetti tramite la tessitura e l’intreccio di materiali, pittura con l’henné, cucina, e via dicendo. I/le volontari/e prenderanno parte a delle lezioni di swahili, di danza, canto e musica tradizionale. Molte di queste attività verranno svolte con i bambini e le bambine della comunità ospitante.

Come parte studio, verranno svolte discussioni, dibattiti, performance culturali e teatrali che vedranno coinvolte insieme volontari/e internazionali e persone della comunità locale.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Kiswahili.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

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Kenya, Kiburanga Community: l’esperienza di Ivana in Africa

Kenya, Kiburanga Community: l’esperienza di Ivana in Africa

L’articolo è stato scritto da Ivana De Pascalis, che racconta la sua esperienza in Kenya con un campo SCI presso Kiburanga Community, tra attività con i bambini e incontri con le famiglie della comunità.

E arriva il momento della partenza per il Kenya, dopo un periodo di preparativi fisici e mentali, assicurazioni, visti, biglietti, cosa portare, dubbi sull’indossare abiti chiari o abiti scuri, perché gli scuri attirano zanzare, anche se, in agosto, non ho trovato una zanzara neanche a pagarla, ma nonostante tutto giù di antizanzare. E questo? Mi servirà? Come farò a ricaricare gli apparecchi elettrici? Internet sì o internet no? E le foto? Nel mentre che perdi tempo tra queste decisioni….arriva il momento della partenza. Pronta?? Si può forse rispondere?

Insomma tra una cosa e l’altra, sei già al check-in, stomaco a frittella, agitazione ai massimi storici, ma una voglia di arrivare, vedere e vivere che non ti fa più pensare a tutto ciò! Volo tranquillo tra musica africana, film in lingua, qualche oretta di sonno. Atterri a Nairobi, capitale del Kenya, già da subito ti accorgi di cosa vuol dire esser dall’altra parte del tuo mondo: lingue, volti, colori, odori, regole diverse che forse è meglio conoscere (come per esempio che a Nairobi NON si fuma per strada. Ma dopo 12 ore di volo una sigaretta no? No, per strada No!). Aspetto all’aeroporto con sguardo incuriosito e speranzoso, che qualche anima pia mi venga a recuperare. E così accade, ovviamente con ritmi e tempi del “Sud”, Pole Pole (piano piano).

Fortunatamente la permanenza a Nairobi è breve (che caos dei sensi, olfattivi visivi uditivi), con nuova destinazione Kiburanga Community.

Dopo 9 ore di furgoncino, arrivi nel luogo in cui madre natura ha calcato più la mano. No asfalto (se non sulle arterie principali), alberi di banane, rocce imponenti, terra (sì, semplicemente terra, non coperta da case, marciapiedi, strade) e un mare di bambini sorridenti che ti corrono incontro, salutandoti, chi più chi meno timido, con un “Jambooo How Are You??!”. E da lì capisci che ora realmente la tua avventura è cominciata!

La struttura che ci ospita è composta da 3 casette (e mezzo) in mattoni, già un lusso considerando che nel circondario le case vengono costruite solitamente con terra, acqua e un po’ di cemento. Due di queste vengono usate per dormire, all’interno vi sono solo materassi a terra, borsoni e qualche letto usato dai volontari locali che vivono lì permanentemente. L’altra casa è una cucina (con angolo materasso per gli ospiti da una tantum). E nella mezza casetta composta in pratica da una veranda con tetto, vi è la cucina “estiva”, che prevede un angolo dove accendere il fuoco su cui cucinare la pasta con un mega pentolone e un angolo forno a legna che ha regalato a tutti una serata pizza, perché da buoni italiani nella “cena tema” abbiamo sfornato, su richiesta degli altri volontari, pizza per tutta la comunità!

Passiamo a loro…e a noi… Il campo SCI si è svolto in concomitanza con le attività di Eduka, un’importante associazione di volontariato spagnola, quindi eravamo a conti fatti 15 volontari internazionali e circa 7/8 volontari locali (diciamo che il numero dei volontari locali variava sempre un po’, alcuni erano “fissi” e altri spuntavano solo a volte, sopratutto la sera, per motivi lavorativi, organizzativi e anche un po’ per pigrizia. Sì, benvenuti, anche questo è Africa). Le giornate trascorrevano e il tempo correva tanto da non accorgerti quasi che le 3 settimane, quelle che pensavo fossero tante, finisco in un baleno, ma tu hai ancora una marea di cose da fare, da vedere e da vivere.

Le attività che si effettuavano erano principalmente di dopo scuola con i bimbi, quindi al mattino e nel pomeriggio si trascorreva il tempo con loro a giocare, ballare, cantare, colorare e chi più ne ha più ne metta, libero sfogo alla fantasia. Abbiamo addirittura fatto con loro delle lezioni di ginnastica (non immaginate quante risate si possano fare mentre si fanno dei semplici esercizi fisici come la ruota). In alternativa, si poteva collaborare con Eduka per terminare la costruzione di una scuola proprio nel cuore di Kiburanga.

Inoltre abbiamo anche sviluppato una classe di teatro con i bambini, con cui mettere in scena tre canzoni, tutti truccati come gli animali della savana.

Queste sono più o meno le attività che venivano svolte per i bimbi. Dall’altra parte poi ci sono le attività più “istituzionali” e quelle di “utilità sociale”.

Nelle prime inserirei le “Home Visits”, cioè degli incontri con le famiglie della comunità di Kiburanga, con cui confrontarsi e conoscere meglio la realtà, le ideologie, le abitudini e le mentalità diverse. Trattando argomenti come la poligamia, l’abuso di alcool da parte (sopratutto) degli uomini, il grande problema della pratica della mutilazione genitale femminile, la povertà, l’agricoltura, l’igiene. Ma si parlava anche, con più leggerezza, di come trascorrono le loro giornate e di quali sono i loro sogni per il futuro. Insomma un bellissimo momento di scambio culturale a 360 gradi!

Nelle attività di utilità sociale, invece, rientrano tutte le attività che a turno svolgevamo, come la pulizia del “bagno” e delle “docce”, dove per bagno si intende un piccolo “camerino” chiuso e coperto, al cui centro è stato creato un buco profondo circa 10 metri dove si poteva, via insomma, avete capito far cosa. La doccia, in pratica uguale, senza buco centrale, ma con solo piccola fessura laterale per lo scolo delle acque all’esterno. L’arte di arrangiarsi!

Tra le altre attività, la collaborazione (sempre a turno) in cucina e al lavaggio dei piatti, alla “spedizione” giornaliera sino al fiume per recuperare acqua utile al fine di cucinare e di docciarsi. Ah, dimenticavo, in Kiburanga Community non è presente acqua corrente e neanche elettricità. Come anticipavo prima, per le ricariche degli apparecchi elettronici si può far riferimento ai piccoli shops che si incontrano in “paese”, dove è inoltre presente un pub dove gustare una fantastica Tusker, birra kenyota, lager, nulla di eccezionale, se non che ti viene portata in bottiglie da 500 ml, accompagnata da arachidi bolliti non salati! Dopo una calda giornata africana, una birretta fa sempre piacere!

Altre attività che abbiamo svolto nel campo in Kenya sono state le “libere uscite”, cioè week-end di visita presso il Victoria Lake e il Safari nel Masai Mara, organizzati completamente dal partner SCI del Kenya. Victoria Lake, posto splendido, dove il lago si traveste da mare per la sua immensità, tocca tre paesi: Kenya Tanzania e Uganda. Dopo aver conosciuto e speso del tempo con bambini e famiglie del luogo, abbiamo girato su pietre e su scogli mastodontici a picco sul lago e tra calette nascoste e usato le barche a remi. Ma soprattutto, abbiamo nuotato e ci siamo goduti dei tramonti e delle albe sul lago, ancora oggi stampato perfettamente nella mia memoria.

Seconda uscita, un classico, Masai Mara con safari, girovagando alla ricerca di elefanti, zebre, giraffe, e se si ha fortuna di leoni, leonesse e ghepardi. Un paradiso incontaminato, inspiegabile, calmo, vivo, aperto. Il tuo sguardo li può vedere a 360 gradi, in tutte le direzioni, senza trovare ostacoli visivi, semplicemente Natura allo stato più puro! Considerate che queste uscite (sopratutto il Masai Mara) sono state dispendiose e fuori dai costi SCI. Purtroppo al safari non sei più un volontario, ma un turista, quindi…è anche giusto così!

Concludendo, passo alla parte emotiva. A ciò che questa esperienza, ma sopratutto il luogo e le persone incontrate, hanno lasciato in me. In primis, un senso di forza interiore e di crescita personale, per aver vissuto ed essere sopravvissuta tra le difficoltà linguistiche, la convivenza con altre persone differenti tra loro, in poco spazio e con pochi mezzi. Secondo punto: il vivere quotidiano, la “non fretta del vivere” e l’apprezzare la Vita, così com’è, con un gran sorriso!

In terzo, non saprei proprio che dirvi se non che ripartirei domani per l’Africa o per qualsiasi altro campo SCI, zaino in spalla e via!

Partecipa agli incontri di formazione di SCI-Italia e parti subito! [Primavera 2017]

Partecipa agli incontri di formazione di SCI-Italia e parti subito! [Primavera 2017]

Per alcun@ è stata una scuola di vita, per altr@ un modo per conoscere meglio se stessi e gli altri, per altr@ ancora semplicemente la via per fare chiarezza sull’esperienza del volontariato internazionale. Per noi, gli incontri di formazione restano una grande occasione di crescita, un modo per percorrere insieme un piccolo tratto di strada.

Ti aspettiamo agli incontri di formazione se:

Con gli incontri di formazione potrai avere tutte le risposte che cerchi: scegli il luogo più vicino a te e la data che preferisci e preparati a partire!

Incontri di I e II livello

Gli incontri di formazione si dividono in I livello e II livello e permettono di prendere coscienza dell’esperienza che stai pianificando di fare: dalla conoscenza dello SCI ai partner locali e internazionali, dalla motivazione che ci muove a partire al contesto con cui ti confronterai.

Inoltre, gli incontri permetteranno di inserire nel tuo bagaglio formativo strumenti utili per il tuo futuro lavorativo e non: comunicazione nonviolenta, risoluzione dei conflitti interpersonali, momenti di approfondimento su temi quali conflitti armati, migrazioni, tutela dell’ambiente.

Gli incontri di I livello durano una giornata, mentre gli incontri di II livello iniziano il venerdì sera e terminano la domenica pomeriggio.

Entrambi hanno carattere residenziale: è obbligatoria la permanenza durante tutto il tempo (anche il pernottamento nel caso degli incontri di II livello), perché sono anche momenti per condividere vita comunitaria e mettersi alla prova rispetto alla dinamica del campo di volontariato.

Gli incontri, salvo casi eccezionali, non sono selettivi, ma ovviamente avranno la funzione di portarti a capire se l’esperienza proposta è quella adatta.

Se vuoi partire per un progetto di volontariato internazionale in Asia, Africa, Mediterraneo e America Latina, è obbligatorio partecipare a entrambi i livelli di formazione.

Se lo spirito di un campo internazionale di lavoro è lo stesso in Scozia come in Ghana, o in India o in Nicaragua, ben diversa è la situazione che lo ospita, i messaggi e gli stimoli da mandare e da ricevere: la solidarietà corre sul filo del rispetto verso culture altre rispetto alla nostra. Condizioni logistiche ed ambientali particolari richiedono ovviamente uno spiccato senso di adattamento e grande sensibilità.

Ti invitiamo a scegliere la formazione più vicina a casa tua: cerchiamo di promuovere una formazione a km zero rispettosa dell’ambiente. Questo ci permetterà oltretutto di gestire la logistica nel migliore dei modi per offrirvi una formazione di massima qualità.

Date, luoghi e modalità d’iscrizione.

I livello

Per il I livello di formazione si richiede il tesseramento (20 euro) e un contributo di 10 euro per le spese di vitto ed eventuale alloggio. Per conoscere le modalità d’iscrizione o richiedere ulteriori informazioni sarà sufficiente inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica associato al luogo e alla data scelti. In seguito, si dovrà allegare la prova del pagamento della tessera e del contributo.

Piemonte

01/04/2017 (Polo 365 – Corso Ferrucci 65/A, Torino)
oppure
22/04/2017 (Centro Studi Sereno Regis, via Garibaldi 13, Torino)
Indirizzo e-mail: formazione@sci-piemonte.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale
IBAN: IT84U0359901899050188523414
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Lazio (La Città dell’Utopia, via Valeriano 3F, Roma)

01/04/2017
oppure
13/05/2017
Indirizzo e-mail: campisud@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Lombardia

09/04/2017 (Casa delle Associazioni, via Marsala, 8, Milano)
oppure
06/05/2017 (Villa Tittoni, Desio, Monza)
Indirizzo e-mail: lombardia@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale
IBAN: IT56B0501801600000000123597
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Emilia-Romagna (Làbas, via Orfeo, 46, Bologna)

29/04/2017
Indirizzo e-mail: bologna@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Liguria

13/05/2017
Indirizzo e-mail: genova@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Veneto (Ca Hurria, via Frassinelli, 155, Olmo di Martellago, Venezia)

14/05/2017
Indirizzo e-mail: padova@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Campania (Ex OPG Je Sò pazzo, via Matteo Renato Imbriani, 218, Napoli)

27/05/2017
Indirizzo e-mail: campisud@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

II livello

Per il II livello di formazione è previsto contributo di 30 euro per le spese della struttura ospitante. Per iscriversi, sarà sufficiente inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica associato al luogo scelto. Il contributo potrà essere versato sul posto.

Piemonte (Berzano di Tortona)

26-28/05/2017
Indirizzo e-mail: formazione@sci-piemonte.it

Lazio (La Città dell’Utopia, via Valeriano 3F, Roma)

9-11/06/2017
Indirizzo e-mail: campisud@sci-italia.it

I + II livello

Sardegna (Cagliari, Fondazione Enrico Berlinguer)

03/06/2017
Indirizzo e-mail: sardegna@sci-italia.it

Per l’incontro in Sardegna, oltre al contributo di 30 euro, sarà necessario effettuare il tesseramento allo SCI (20 euro).

 

Zanzibar: volontariato nelle foreste di mangrovie dell’isola

Zanzibar: volontariato nelle foreste di mangrovie dell’isola

Dal 26 giugno al 14 luglio 2017, un campo di volontariato in Tanzania, nell’Isola di Zanzibar.

Il progetto è stato pensato come supporto ai comitati locali di gestione dell’ambiente. Le foreste di mangrovie sulla costa sud ovest dell’Isola di Zanzibar sono state duramente danneggiate dalle attività umane, come discariche di rifiuti, cattive pratiche di pesca, incendi, tagli significativi nei boschi per usi commerciali e attività di costruzione. Ne risultano un aumento del livello dell’acqua, l’estinzione di più specie di alberi, siccità, mutazione dell’acqua dolce in acqua salata, etc.

Tra le varie attività, i volontari e le volontarie saranno coinvolti nella sensibilizzazione sui temi ambientali, nella raccolta dei semi di mangrovia, e nella piantagione di alberi (a seconda del tempo).

In più, avranno l’opportunità di familiarizzare con la cultura e la lingua locali. I volontari proporranno anche loro corsi di lingua, volti all’empowerment delle donne e dei giovani del posto, la cui conoscenza di lingue straniere contribuisce allo sviluppo delle attività economiche locali.

Durante il loro tempo libero, i volontari avranno l’opportunità di visitare le varie attrazioni di Zanzibar. Possono essere organizzate visite di gruppo. Possibili attività sono: Safari blue (nuotare, snorkeling, pranzo pesce e frutti di mare, sports sui banchi di sabbia), Beach & Nature trip (visita della foresta Jozani, spezie tour, nuoto coi delfini) e il tour di Stone town.

La lingua del campo è l’inglese, ma i volontari avranno l’opportunità di imparare il Kiswahili, la lingua nazionale a Zanzibar – Tanzania – e in alcuni altri paesi dell’Africa.

Se hai l’anima di un ecologo, foreste e banchi di sabbia ti fanno impazzire, e vorresti avvicinarti all’Africa, questo è il campo che fa per te!

Leggi qui la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.