Un campo in Estonia in supporto alla tradizionale Gara degli Artisti del Fuoco

Un campo in Estonia in supporto alla tradizionale Gara degli Artisti del Fuoco

Dal 26 gennaio al 5 febbraio 2018 un campo in Estonia in supporto alla Fire Artist’s Association, una comunità nata per accrescere le conoscenze e trasmettere la cultura dell’antica arte del fuoco.

L’associazione offre a tutte e tutti la possibilità di imparare e performare ogni genere di arte del fuoco, mostrando così che dietro di essa c’è molto più che un’arte di strada primitiva. Uno dei maggiori progetti portati avanti da quest’associazione è l’organizzazione di gare e competizioni che, partite da un livello molto modesto e locale, sono oggi un’attrazione di respiro internazionale. Tale evento è organizzato da una piccola comunità, la Fire Artist’s Association, che ha ormai bisogno di supporto per gestire l’enorme evento che avrà luogo in Tallinn, presso le rovine del famoso convento di San Brigida (Pirita). La storia di queste rovine risale al 1407, quando in questa zona si installò il più grande convento dell’antica Estonia. Rimase intatto fino al 1577, quando poi la furia di Ivan il Terribile la rase al suolo. Al termine dello scorso secolo numerosi interventi di restauro hanno riportato alla luce il convento, oggi sede di molte e variegate manifestazioni culturali.

I/le volontari/e del campo affiancheranno lo staff del convento di Pirita e del villaggio Viking, i quali entrambi supportano lo svolgimento del festival e del campo di volontariato. L’area dell’evento è molto grande e tanto è il sostegno necessario per realizzarlo: ai volontari e alle volontarie si chiede di essere creativi/e (anche nel trovare soluzioni sul momento). Tra i diversi compiti, si avrà il ruolo di accoglienza e di comunicazione con il pubblico, si supporterà la preparazione tecnica dell’evento e si avrà la possibilità di curarne la scenografia.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Nel Sud dell’Estonia a Marjamaa tra musica e folklore ho girato il mondo

Nel Sud dell’Estonia a Marjamaa tra musica e folklore ho girato il mondo

Pubblichiamo la testimonianza di Marzia Marras, volontaria partecipante al campo di volontariato internazionale “Marjamaa 11°International Folk Festival” in Estonia, estate 2017.

Sono una persona un po’ particolare nel senso che non riesco a definirmi a parole, ma più attraverso
la passione che ho per la musica e l’arte. Amo viaggiare e queste passioni mi permettono di conoscere altre culture, storie, lingue… folklore.

Il folklore (uno degli aspetti importanti secondo me, in cui mi rispecchio) rappresenta l’eredità di un
popolo, che si tramanda di generazione in generazione. Quest’anno ho avuto l’occasione di partecipare e contribuire al workcamp SCI “Marjamaa 11° International Folk Festival” dal 1 al 7 agosto all’interno di un nutrito e divertente gruppo di volontari/e: Io, Stefano, Eva, Julieta, Mankei, Marina, Cristina, Youngdu, Shunsuke e Jevgeni (il camp coordinator da Tallinn) provenienti appunto da tutto il mondo: Italia, Russia, Messico, Hong Kong, Spagna, Corea, Giappone ed Estonia!

Marjamaa è una piccola località di 4000 abitanti a sud dell’Estonia, a circa un’ora e 30 minuti
dalla capitale, Tallinn. Le persone sono molto cordiali, la vita semplice ma allo stesso tempo ricca di una grande eredità storico-culturale. Con Jevgeni c’è stata occasione di visitare il villaggio di Marjamaa e di fare una gita nella vicina cittadina di Parnu. Una sera ci ha portato al cinema, davvero carino.

Durante la settimana di workcamp siamo state/i ospiti del Marjamaa Youth Center: un centro molto ben organizzato per le attività scolastiche e sportive di bambine/i e giovani del luogo (non abbiamo sempre cucinato perché avevamo a disposizione anche la mensa). Per quanto riguarda le attività che abbiamo svolto, ce ne sono state molte: dal supporto alla pulizia (pre e post Folk Festival) degli spazi esterni (come il teatro all’aperto), fino al montaggio delle forniture con la LASTE VABARIIK EstYES, che organizza workcamps e ospita volontari/e internazionali per favorire lo scambio culturale tra popoli e comunità locale. Il 2 e 3 agosto abbiamo pulito gli spazi esterni del cinema e dell’area Teatro all’aperto. Dal 3 al 6 agosto diversi gruppi di ballo e cori provenienti dall’Estonia e dalle vicine Lituania e Lettonia, anche da Israele, si sono esibiti sia durante il giorno che la sera. Abbiamo davvero partecipato tanto alle serate e provato a imparare un po’ di balli, io e Youngdu ci siamo pure cimentati in una salsa, comico! Non solo pulizie e allestimenti, ma anche attività con i bimbi e bimbe. Come dicevo, il Youth Center di Marjamaa e LASTE VABARIIK organizzano veramente molte cose: dalle esibizioni musicali di giovani artisti e artiste ai giochi per i più piccoli e tanto altro. Abbiamo giocato a ruba bandiera e all’intreccio (molto curioso per i piccini, proposto da Cristina e Marina, dove ci si mette in cerchio a parte una persona che non deve vedere come tutti gli altri, prendendosi per mano, cominciano a intrecciarsi creando una matassa “umana” da sbrogliare). Ognuno di noi si è cimentato/a e nella preparazione di uno o più piatti tipici del proprio Paese.

Attraverso questo articoletto mi auguro di aver trasmesso ciò che ho vissuto in Estonia. Inoltre dopo il workcamp la settimana successiva ho girato Tallin e dintorni, oltre a Helnsiki, insieme ad alcune delle ragazze e ragazzi che avevano programmato di fermarsi un po’ di più per fare anche una vacanza. Come dicevo all’inizio di questo articolo, viaggiare, la musica, la voglia di conoscere mi hanno portata davvero in giro per il mondo!

Organizzare il Festival Internazionale delle Lingue: campo in Russia

Organizzare il Festival Internazionale delle Lingue: campo in Russia

Dal 23 al 29 ottobre 2017 un campo in Russia per supportare l’organizzazione del Festival Internazionale delle Lingue, promosso dalla Ong “Youth Esperanto Association of the Chuvash Republic”.

Quest’anno il Festival si svolgerà nella sua 18esima edizione e avrà luogo nella città di Cheboksary. Il principale obiettivo del festival è di centrare l’attenzione sulla diversità delle lingue e dei linguaggi, enfatizzandone il valore. Il festival è un evento grande e importante per tutta la Repubblica: più di 1000 partecipanti di diverse età vi prendono parte ogni anno.

I/le volontari/e partecipanti adempiranno ai seguenti compiti: supportare lo staff nella preparazione del festival, presentare la propria lingua e la propria cultura di provenienza durante il festival e prendere parte alle altre attività dell’evento. Durante i giorni di pausa dal lavoro verranno svolte gite in siti di interesse naturalistico.

Come parte studio i/le volontari/e impareranno le tradizioni della cultura e della lingua locale attraverso visite ai villaggi rurali circostanti. Cheboksary è la capitale della Chuvash Republic, all’interno della quale convivono due lingue ufficiali: il russo e il ciuvascio.

La lingua del campo è l’inglese, ma durante il festival saranno utilizzate molte lingue quali il francese, il tedesco, lo spagnolo, l’italiano, il russo e molte altre.

Leggi qui la scheda completa del campo.

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Recuperare le tradizioni locali dello Scintoismo: un campo in Giappone

Recuperare le tradizioni locali dello Scintoismo: un campo in Giappone

Dall’11 al 24 ottobre 2017 un campo in Giappone per promuovere il recupero delle tradizioni e le festività locali legate allo Scintoismo, la religione tradizionale giapponese.

Il progetto risale al 2011 ed è realizzato in cooperazione con il comitato locale “Light and Tradition festival”, il quale cerca di contrastare lo spopolamento e l’invecchiamento che minacciano gravemente molti villaggi rurali del Giappone tramite il recupero e la conservazione della memoria storica locale.

L’attività di recupero della tradizione scintoista si concretizza nella realizzazione di due eventi, il “Bamboo Lantern Festival” e il “Gaku-uchi”, durante i quali le persone locali marciano per i villaggi suonando i tamburi giapponesi e il flauto tradizionale, per augurare fertilità al terreno. In questo modo, le tradizioni locali hanno l’opportunità di rimanere vive e venire così tramandate alle generazioni future.

I/le volontari/e partecipanti del campo saranno principalmente impegnati/e nella preparazione del festival, per poi essere invitati/e a prendervi parte; impareranno ad utilizzare gli strumenti musicali tradizionali e si uniranno poi al corteo che marcerà per i villaggi durante la celebrazione. Saranno infine coinvolti nella preparazione di incontri nelle scuole elementari per promuovere il festival stesso e il valore dello scambio interculturale.

Come parte studio verrà approfondita la storia delle tradizioni popolari giapponesi.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il giapponese.

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Gitannekesfoor, un festival di cultura gitana: campo nel Belgio fiammingo

Gitannekesfoor, un festival di cultura gitana: campo nel Belgio fiammingo

Dal 25 agosto al 7 settembre un campo nel Belgio fiammingo per supportare la decima edizione del festival Gitannekesfoor, che valorizza la cultura gitana, partecipato da tante famiglie, artisti, performer circensi e tanti altri.

Il festival è organizzato e gestito completamente su base volontaria: non ha sponsor né pubblicità, tutti i prodotti che vi vengono consumati sono locali e sostenibili. Nel 2017 ricorre la sua decima edizione, e per il quarto anno ospiterà un campo di volontariato internazionale. Il festival è accessibile a bambine e bambini e frequentato da una media di 6mila visitatori in tre giorni.

Dall’anno scorso si è avviata una positiva cooperazione anche con i richiedenti asilo ospitati in centri poco distanti, i quali si sono uniti allo staff e hanno organizzato e gestito attivamente il festival.

I/le volontari/e partecipanti del campo affiancheranno lo staff locale nei compiti di preparazione del festival e sono invitati/e ad esprimere la propria creatività laddove si sentano ispirati: montare i palchi, decorare gli ambienti, preparare i pasti e via dicendo.

Come parte studio verrà svolta una visita turistica presso l’area storica di Ghent. Verranno inoltre approfondite nozioni e pratiche di conservazione e tutela della natura.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale l’olandese.

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Organizzare il XXIV Festival Internazionale Artisti in Strada: un campo a Mercogliano

Organizzare il XXIV Festival Internazionale Artisti in Strada: un campo a Mercogliano

Dal 22 luglio al 1 agosto 2017 un campo a Mercogliano, in Campania, per supportare l’associazione Castellarte nell’organizzazione della ventiquattresima edizione del Festival Internazionale Artisti in Strada.

L’associazione, fondata nel 1993 con l’obiettivo di rivitalizzare e riscoprire l’antica città di Mercogliano, al tempo sconosciuta alla maggior parte delle persone e quasi per nulla integrata nel tessuto socio-economico dell’Irpinia. Nasce così l’idea di un festival di artisti di strada, per portare l’attenzione sull’emergenza culturale della zona, in particolare la cittadina di Capocastello. Negli anni l’atmosfera del festival si è evoluta: ad oggi, è partecipato da migliaia di visitatori attratti dalla bellezza del posto e dalla qualità del festival. Il tema di quest’anno è “Avanti POP”, ispirato al movimento che negli anni ’90 criticava, attraverso il linguaggio della Pop Art, la relazione tra consumo di massa e mass media.

I/le volontari/e partecipanti al campo aiuteranno la cittadinanza locale nel montaggio preparatorio del festival; durante lo svolgimento dello stesso saranno impegnati/e nel supportare gli/le attivisti/e locali nella gestione.

Nella parte studio verranno organizzate discussioni con i partner dell’associazione e con alcune importanti personalità del luogo. Sarà possibile incontrare i volontari di Libera, associazione attiva da anni nella lotta alle mafie, e Don Vitaliano della Sala, prete di Capocastello e ex attivista del movimento No Global, con il quale sarà possibile ripercorrere i fatti del G8 di Genova 2001 e dell’esperienza del movimento nel suo complesso.

La lingua del campo è l’inglese.

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