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Gaia Kosovo è in cerca di 2 volontari/e per un progetto SVE di 6 mesi

Gaia Kosovo è in cerca di 2 volontari/e per un progetto SVE di 6 mesi

Gaia Kosovo, partner locale del Service Civil International, è in cerca di 2 volontari/e SVE per svolgere attività di catalogazione della biodiversità esistente nel parco nazionale Sharr Mountain, monitorarne la salute in ottica di proteggerne e tutelarne l’ecosistema.

Come per ogni progetto SVE, sono garantite le spese di alloggio, vitto, viaggio, corso di lingua ed assicurazione.

Durata del progetto: aprile 2018 – settembre 2018

Descrizione del progetto:

Il progetto Mountain spirit – Strategic EVS for Nature Conservation coinvolge vari volontari/e SVE di breve o lungo termine con l’obiettivo di unire la partecipazione di volontari/e internazionali e quella della popolazione locale (delle zone montane o rurali del circondario del parco) in attività di conservazione e tutela della natura, della biodiversità floristica e faunistica.

Requisiti richiesti:

  • amare la montagna e la natura;
  • essere disposti a passare molto tempo all’aria aperta;
  • essere interessati o avere competenze e conoscenze relative alle scienze naturali;
  • avere precedenti esperienze di attività legate alla protezione dell’ambiente;
  • avere competenze, anche minime, di fotografia e realizzazione video, finalizzate alla documentazione delle attività che verranno portate avanti;
  • essere indipendenti e avere spirito di iniziativa;
  • essere in grado di lavorare in gruppo;
  • avere una buona conoscenza dell’inglese ed essere disposti ad apprendere le basi della lingua locale.

Leggi qui la call completa.

Per candidarsi, inviare CV e lettera di motivazioni in inglese all’indirizzo gaia.kosovo@gmail.com entro il 18 febbraio 2018.

Agricoltura e protezione dell’ambiente: un campo in Tunisia

Agricoltura e protezione dell’ambiente: un campo in Tunisia

Dal 29 aprile al 7 maggio 2018 un campo in Tunisia, presso una località unica sulle rive del Mediterraneo: la Gabes Oasis.

La Gabes Oasis è una località molto vasta, estesa tra la costa, le montagne e il deserto. In questo luogo sono conservate e coltivate con cura molte specie di piante e alberi, specialmente palme, alberi da frutto, vegetali e grano. Passare un periodo in questo luogo permette di fare l’esperienza della “vita da oasi”, immersi tra la natura e la città di Chenini Gabes.

I/le volontari/e del campo saranno impegnati/e in lavori manuali: dalla pulizia dei giardini alla potatura degli alberi, dalla raccolta dei frutti alla semina di nuovi esemplari, fino alla costruzione di strutture per gli animali. Nel tempo libero, non mancheranno le occasioni per scoprire la cultura locale e passare del tempo insieme agli abitanti del luogo.

Come parte studio, si approfondirà il tema della protezione dell’ambiente, confrontando le diverse esperienze dei/delle volontari/e partecipanti con le pratiche di tutela e conservazione portate avanti nell’oasi. Verranno inoltre organizzate iniziative di sensibilizzazione sul tema, aperte alla popolazione locale.

Le lingua del campo è l’inglese, quelle locali l’arabo e il francese.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Zavod Voluntariat è in cerca di uno/a SVE in supporto alla Segreteria

Zavod Voluntariat è in cerca di uno/a SVE in supporto alla Segreteria

Zavod Voluntariat, branca slovena del Service Civil International, è in cerca di un/a volontario/a SVE disposto/a a partire subito, per supportare il lavoro della Segreteria nel ruolo di Placement Officer.

Come per ogni progetto SVE, sono garantite le spese di alloggio, vitto, viaggio, corso di lingua ed assicurazione.

Durata del progetto: febbraio 2018 – gennaio 2019

Descrizione del progetto:

Il/la volontario/a prenderà parte alle attività dell’associazione, portando una dimensione internazionale all’interno dei progetti e delle attività. Insieme ad altri 3 volontari/e SVE, promuoverà workshop e iniziative nelle aree rurali del paese e proseguirà le attività del Club of Volunteers, partecipate dai volontari degli anni precedenti. Parallelamente, il/la volontaria supporterà il lavoro della Segreteria nel ruolo di Placement Officer, gestendo l’arrivo e la partenza dei volontari internazionali partecipanti ai campi.

Requisiti richiesti:

  • essere motivato/a ad imparare e condividere conoscenze e competenze;
  • avere buone capacità sociali ed educative, adatte ad interagire con target groups diversi;
  • avere buona padronanza dell’inglese;
  • essere comunicativi e motivati a lavorare in gruppo;
  • possedere una mentalità aperta e un’attitudine alla flessibilità;
  • essere responsabili e affrontare con serietà i propri compiti;
  • avere buone competenze informatiche.

Leggi qui la call completa.

Per candidarsi, inviare CV e lettera di motivazioni in inglese all’indirizzo programi@zavodvoluntariat.si con in copia evs@sci-italia.it entro giovedì 1 febbraio 2018.

Minicampo a La Città dell’Utopia (Roma), 3 e 4 febbraio 2018

Minicampo a La Città dell’Utopia (Roma), 3 e 4 febbraio 2018

Sabato 3 e domenica 4 febbraio 2018 il Servizio Civile Internazionale organizza un minicampo a La Città dell’Utopia, Roma.

La Città dell’Utopia è un laboratorio sociale e culturale che affronta i principali temi legati ad un nuovo modello di sviluppo locale e globale che sia equilibrato, sostenibile e giusto.

I/le volontari/e supporteranno le/gli attivisti de La Città dell’Utopia nel rifacimento del muretto antistante la Biosteria, nell’abbellimento del relativo spazio esterno con realizzazione di panche in pallet e nella sistemazione di alcuni spazi interni funzionali alle attività del Festival Internazionale della Zuppa di Roma, che si terrà domenica 15 aprile.

Date: da sabato 3 a domenica 4 febbraio 2017

Luogo: La Città dell’Utopia, via Valeriano 3F, Roma (metro San Paolo)

Costi: tessera associativa SCI 2018 (20€)

Numero volontari: 8

Pernottamento: i/le volontari/e dormiranno presso La Città dell’Utopia

Cosa portare: guanti da lavoro, scarpe da lavoro o pesanti

Informazioni e iscrizioni: entro mercoledì 31 gennaio a coordinamento@sci-italia.it

Il giardinaggio come pratica d’inclusione sociale: un campo a Lussemburgo

Il giardinaggio come pratica d’inclusione sociale: un campo a Lussemburgo

Dal 31 marzo al 18 aprile 2018 un campo in Lussemburgo, nella città omonima, in supporto alle attività di inclusione sociale delle associazioni Maison des Associations e Amitié Portugal-Luxembourg.

Entrambe le associazioni lavorano da anni a diversi progetti di integrazione, di inclusione sociale e di dialogo interculturale e intergenerazionale. Entrambe sono impegnate con persone migranti e rifugiati. Il campo si situa nella cornice di un progetto più ampio che mira a migliorare i processi di inclusione, di confronto e comprensione tra migranti e popolazione locale. Tra i vari ambiti di intervento, il progetto di un giardino comunitario è stato avviato circa 3 anni fa: è uno spazio aperto al quartiere e alle persone migranti interessate ad incontrare persone e culture nuove. L’obiettivo è di creare una cooperazione dinamica tra il quartiere e chi lo attraversa.

I/le volontari/e del campo prenderanno parte al progetto di giardino comunitario, che ha un ruolo chiave per le attività delle associazioni. Attraverso i principi della permacultura, ci si prenderà cura del parco e delle piante, curando quelle esistenti e inserendone di nuove. Per chi vorrà, ci sarà inoltre l’opportunità di scoprire e visitare gli altri progetti di inclusione sociale esistenti nella città.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il francese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Promuovere l’ecosostenibilità attraverso la vita comunitaria: testimonianza da un campo in Germania

Promuovere l’ecosostenibilità attraverso la vita comunitaria: testimonianza da un campo in Germania

Pubblichiamo la testimonianza di Alessia Marzullo, volontaria che ha preso parte al campo di volontariato internazionale “Sun+Wind=Power” in Germania la scorsa estate.

Luglio 2017: un mese che non solo rimarrà per sempre nei miei ricordi e al centro dei miei racconti, ma che è stato (anche se forse ancora troppo presto per dirlo) fondamentale nella mia formazione, sia a livello didattico che a livello personale. Nell’estate dei miei 18 anni ho infatti deciso di fare di qualcosa di diverso, qualcosa di curioso e stimolante, che comprendesse anche un impegno sociale e ambientale, e che mi permettesse di viaggiare e di conoscere.

L’anno precedente avevo scoperto le possibilità che il Servizio Civile Internazionale offriva, e mi sono decisa a partecipare ad uno dei campi di volontariato proposti che da tempo ormai sognavo. Scoprire luoghi, stringere amicizie, migliorare le lingue, imparare non solo abilità manuali ma acquisire delle vere proprie competenze in diversi ambiti e, soprattutto, potersi sentir utili e soddisfatti per aver partecipato e contribuito ad alcune cause molto attuali e di notevole importanza: non avrei mai pensato che tale esperienza potesse avere così tanti vantaggi.

Sono partita il 15 luglio, tra ansia ed euforia e, dopo 2 aerei, 1 treno, 2 pullman ed una bella camminata, sono giunta in questa cittadina tedesca di nome Glücksburg, al confine con la Danimarca. Nonostante il periodo estivo, il clima non era mite, con una media di 22°c di giorno e 13° la notte. Il campo che ci avrebbe ospitato si trovava al fuori del centro abitato, in una zona ricca di verde nei pressi di un boschetto. Il nostro compito era di curare e provvedere alla manutenzione di un parco no-profit progettato per promuovere le fonti di energia rinnovabili, rendendo visibile l’importanza dell’ecosostenibilità. A lavori come giardinaggio, pittura e costruzione si alternavano parti di spiegazione e studio tenute dal proprietario del parco. Alloggiavamo in una grande tenda e ogni strumento o servizio a nostra a disposizione, come il bagno o la doccia, non producevano nessun tipo di inquinamento; tutti gli sprechi erano ridotti al minimo. Quello prima poteva risultare scontato come l’acqua calda o la durata della doccia, ora erano dei privilegi limitati, al fine che tutti potessero usufruirne.

La nostra mattinata e le prime ore del pomeriggio le dedicavamo alla manutenzione del parco, mentre nel pomeriggio facevamo la spesa per il gruppo con il budget settimanale; poi riposavamo o andavamo al mare, o in città. I pasti li preparavamo noi a turno, ognuno cucinava una specialità del proprio paese. La nostra serata tipica consisteva nel giocare ad ogni tipo di gioco possibile e immaginabile, dalle carte ai giochi di ruolo a sfide con divertentissime penitenze per chi perdeva. Tutto ciò fino a notte fonda quando, dopo una lunga serie di discorsi filosofici e non, andavamo a infilarci nei nostri sacchi a pelo.

Le mansioni che ci sono state assegnate erano diverse. Ci siamo occupati delle aiuole e del vasto prato come anche della pulizia delle varie stazioni illustrative presenti, le abbiamo riverniciate e fatte tornare come nuove. Una l’abbiamo anche personalizzata con un coloratissimo mandala. Abbiamo dipinto lunghe aste di legno che sarebbero state impiegate nel montaggio di una nuova stazione, il cubo ecologico. Abbiamo sfamato animali, ripulito la zona adibita ai pipistrelli. Gli ultimi giorni invece ci siamo dedicati alla costruzione manuale di un laghetto artificiale in argilla che, grazie al dislivello a partire dall’altezza della caduta dell’acqua, avrebbe rifornito il campo, già completamente alimentato ad energia solare, di energia idroelettrica. I momenti studio erano invece finalizzati a farci comprendere come si generano e utilizzano i diversi tipi di energia, i consumi dei diversi paesi e le loro fonti energetiche, anche a partire dalle nostre esperienze e da ricerche che avevamo effettuato.

La parte che ho indiscutibilmente preferito è stato il lato umano di questa esperienza. Ho avuto modo di conoscere persone meravigliose con cui tutt’ora sono in contatto nonostante i diversi chilometri di distanza. Ho appreso la condivisione quando la notte all’aperto in 11 utilizzavamo lo stesso lavandino, la collaborazione in ogni singolo aspetto della vita quotidiana, lo spirito di squadra e il valore di ogni individuo del gruppo. Otto nazionalità e culture differenti, molteplici credenze e abitudini e nonostante ciò si è formata in pochissimo tempo una grande, premurosa e accogliente famiglia. La conoscenza dell’inglese è stata fondamentale a tal punto da farti dimenticare ogni differenza o difficoltà di espressione e confronto: ci siamo resi conto concretamente di essere tutti cittadini di un unico mondo.

Mai avrei pensato in due settimane di stringere dei legami così forti e adesso posso anche vantare di conoscere 3 parole in ceco, l’alfabeto arabo e qualche frase in swahili, oltre che le tradizioni ed i piatti tipici di diversi stati. Ogni tanto mi sale la nostalgia e scrivo a qualcuno di loro, rileggo le lettere che alla fine dell’esperienza ci siamo scritti e riguardo le foto, credendo nella promessa che ci siamo fatti di rincontrarci tutti, prima o poi.

Ora mi vengono in mente le immagini dei falò, del bagni nel Baltico, che non era freddo come me lo
immaginavo, le gite in città, le notti in tenda e quelle sotto le infinite stelle, che su al nord contempleresti per ore senza stancarti. La sorte ha voluto che io il giorno del ritorno a casa perdessi l’aereo e che i due ragazzi cechi rimanessero con i bagagli bloccati in un deposito. Il ragazzo spagnolo doveva partire invece la mattina successiva ed è stato così che siamo rimasti una notte in più ad Amburgo. La ragazza italo-francese ci ha ospitato gentilmente nel suo appartamento proprio in quella città e questo è dunque l’ultimo prezioso ricordo della mia avventura: un’indimenticabile sabato sera ad Amburgo, in riva al lago a chiacchierare e ridere, tutti insieme. Ciò non ha fatto altro che confermare il magnifico legame che avevo creato con quei ragazzi.

Festival Internazionale della Zuppa di Roma: un campo di volontariato in Italia

Festival Internazionale della Zuppa di Roma: un campo di volontariato in Italia

Dal 5 al 16 aprile 2018 un campo a Roma, presso La Città dell’Utopia, per supportare l’organizzazione e la gestione del XI Festival Internazionale della Zuppa.

La Città dell’Utopia è un progetto locale di SCI Italia, un antico casale nel cuore del quartiere di San Paolo. È un esperimento per la promozione della cittadinanza attiva e di sviluppo locale; in questo luogo si organizzano eventi, iniziative, corsi e laboratori che ruotano attorno ai cardini dell’interculturalità, della sperimentazione di stili di vita sostenibili e della cittadinanza attiva. Il Festival della Zuppa, nato a Lille nel 2001 e diffusosi successivamente per tutt’Europa, arriva in Italia a Bologna, nel 2004. Da più di 10 anni l’edizione romana cerca di restituire, attraverso il Festival, un momento ludico di condivisione di tante ricche ricette, provenienti da tutto il mondo. I concorrenti del Festival gareggeranno a colpi di fornelli per aggiudicarsi il mitico “Mestolo d’Oro”. Il Festival si basa sui principi del riciclo e del riuso, contro gli sprechi di cibo, in quanto il cibo è una risorsa e un bene non da sfruttare ma da rispettare.

I/le volontari/e partecipanti al campo supporteranno gli/le attivisti/e locali nella preparazione degli spazi, nell’organizzazione e nella gestione del Festival tutto. Tra le attività, verranno costruite le scenografie, sistemati gli spazi, si produrrà e distribuirà materiale informativo. Durante il Festival, i/le volontari/e svolgeranno azioni di sensibilizzazione del pubblico sulla questione del riciclaggio dei rifiuti. Infine, al termine del Festival, verrà chiesto il supporto per la sistemazione dello spazio, che tornerà alle sue attività quotidiane.

Come parte studio, si ragioneranno insieme le azioni da svolgere nel corso del Festival: in una prima fase verranno scambiate informazioni e questioni connesse al riciclaggio dei rifiuti ed a modalità creative di sensibilizzazione della popolazione sul tema. In un secondo momento, si studierà più approfonditamente la questione della sovranità alimentare e degli sprechi del cibo.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Una volta volontario, sarai per sempre un volontario! Testimonianza da una coordinatrice di campi

Una volta volontario, sarai per sempre un volontario! Testimonianza da una coordinatrice di campi

Pubblichiamo la testimonianza di Marija Melchiorre, volontaria SCI e coordinatrice del campo “Re-appropriation of historical buildings for public use”, tenutosi alla Cavallerizza Irreale di Torino la scorsa estate.

La mia storia inizia così:

Correva il 2007, è uscito il primo modello dell’iphone, è stata pubblicata la settima e ultima parte di Harry Potter, Martin Scorsese ha vinto il suo primo premio Oscar e per la prima volta abbiamo sentito Rihanna e la sua canzone Umbrella. Ed io, mi stavo preparando per le mie prime ferie da quando lavoravo come architetto in un studio.

Anche se qualcuno potrebbe pensare che gli architetti guadagnano bene, la realtà è molto diversa. In più, sono nata in un paese appena uscito da un passato burrascoso e noi cittadini avevamo bisogno di un visto per poter entrare in ogni altro Paese. Tre domande mi passavano per la testa: dove andare, come andare e con chi.

In quei giorni nuvolosi di ottobre passati a pensare dove andare in vacanza, mentre leggevo un articolo su un giornale online, sull’angolo dello schermo, appariva un annuncio con il titolo “Diventa volontario”.

Dopo le prime frasi dell’articolo, mi è stato chiaro. Quell’articolo era indirizzato proprio a me. Stavano parlando con me. Tutti i miei problemi sono scomparsi immediatamente: mi mandano un visto, ho un posto dove dormire, non sarò da sola, e mi sentirò molto utile contribuendo con le mie capacità.

La lista dei campi non era molto lunga. Ma c’è ne erano alcuni molto interessanti. La mia scelta cadde sulla Romania: “Transilvania Jazz Festival”. Non immaginavo nemmeno che tutta questa avventura, apparentemente normale, mi avrebbe cambiata completamente e che sarei tornata in Serbia come un’altra persona.

Il volontariato mi ha aiutato a visitare gran parte dell’Europa, ad incontrare persone interessanti, a cambiare la mia professione ed infine cambiare il paese in cui ho vissuto più di una volta, spingendomi ad imparare nuove lingue.

Con il passare del tempo volevo essere più coinvolta nel volontariato. Ho sempre sollevato l’asticella, anno dopo anno. Volendo essere sempre più parte attiva, con il tempo, sono diventata prima un capo squadra e poi una coordinatrice di campi.

Qualunque cosa abbia fatto in questi 10 anni, il volontariato è sempre stato parte integrante della mia vita. Quindi, venire in Italia per me significava cercare dove, con chi e quando fare volontariato. Così un giorno ho trovato il sito dello SCI Italia ed ho fato domanda per partecipare al corso di formazione per Camp Leader. Mi sentivo pronta ad affrontare una nuova sfida, questa volta in un nuovo paese e in una lingua per me abbastanza nuova.

Il corso di formazione per Camp Leader si è svolto a La Città dell’Utopia, e per la prima volta ho conosciuto lo SCI e questa bellissima struttura che ne è progetto locale. Con le nostre formatrici Alessandra e Claudia c’è stato subito un ottimo feeling. Noi, i futuri coordinatori dei campi, eravamo un gruppo piccolo ma ben affiatato, di diverse età, diversa nazionalità, ma per questo ancora più bello. Durante il corso abbiamo simulato un vero e proprio workcamp e ci siamo preparati per il prossimo passo: scegliere un campo.

Ero indecisa sul campo da scegliere, così è stato il campo che ha scelto me: “Cavallerizza Reale”, in un palazzo barocco nel centro di Torino! Con un programma rivolto al restauro e alla valorizzazione degli spazi comuni, il tutto condito da arte e teatro.

Il Cavallerizza per me ha rappresentato un bella sfida, era la prima volta che facevo un campo in Italia, la prima volta che facevo da Camp Leader e la prima volta che il Cavallerizza ospitava un campo internazionale. Ma come tutte le prime volte della vita è stata una esperienza indimenticabile, rimarrà per sempre nei nostri ricordi assieme alla passione e all’energia di tutti i 10 partecipanti internazionali provenienti da tutto il mondo (Messico, Niger, Polonia, Russia…), assieme a tutti i momenti belli ed alle sfide affrontate nei 14 giorni durante i quali abbiamo formato la nostra piccola comunità.

Questo campo ci ha aiutato a conoscerci meglio attraverso l’incontro tra culture diverse e l’inserimento in una comunità solida, espansa dalle nostre diverse nazionalità; differenti lingue si sono incontrate e “scontrate”, per raggiungere un accordo su come realizzare qualcosa di costruttivo che permettesse di esprimere il potenziale di ognuno di noi. Il tutto gestito in pura democrazia dove non esistevano gerarchie verticali, dove le parole di ogni partecipante hanno importanza. È stato un posto dove siamo riusciti a dare valore alle differenze senza giudizi, un modo di vivere la comunità molto diverso rispetto a quello in cui viviamo normalmente.

Questi 14 giorni sono stati giorni speciali lontani dalla solita routine quotidiana, riempiti da persone con cui abbiamo condiviso tutto: le loro storie, i loro sorrisi e la loro gioia. Tutto ciò è diventato parte della mia esperienza, della mia conoscenza e mi ha ulteriormente formato ed arricchito come persona.

Da quel lontano ottobre 2007, la porta di questo meraviglioso mondo di volontariato si è aperta, e non smette di accompagnarmi nella mia vita. Tutte quelle persone meravigliose che ho incontrato in questi 10 anni mi hanno reso quello che sono oggi.

Insegnare l’inglese alla scuola primaria: parti subito per uno SVE di 12 mesi in Olanda

Insegnare l’inglese alla scuola primaria: parti subito per uno SVE di 12 mesi in Olanda

La Stichting IJSiq Foundation è in cerca di un/a volontario/a SVE disponibile a partire subito per un progetto di 12 mesi a ‘s-Hertogenbosch (Boscoducale, a circa un’ora da Amsterdam) a supporto dell’insegnamento di inglese nelle scuole primarie.

Come per ogni progetto SVE, sono garantite le spese di alloggio, vitto, viaggio, corso di lingua ed assicurazione.

Durata del progetto: 1 febbraio 2018 – 31 gennaio 2019

Descrizione del progetto:

Il/la volontario/a SVE assisterà due insegnanti madrelingua inglese già inseriti nella scuola. Oltre alla presenza in classe durante le ore di lezione, al/alla volontario/a è richiesto supporto nelle attività scolastiche di gruppo e per attività extra scolastiche con i bambini e le bambine locali. Inoltre, potrà prendere parte all’ideazione di progetti per lo scambio giovanile eTwinning e, insieme al gruppo di volontari/e locali, avrà l’opportunità di sviluppare idee e progetti propri da portare avanti nei mesi del progetto. A seconda delle capacità e degli interessi del/la volontario/a tali progetti potranno essere centrati su attività ludiche, artistiche, creative e via dicendo.

Requisiti richiesti:

  • essere aperti mentalmente e avere un’attitudine sociale, energica e creativa;
  • avere esperienza e passione nel lavorare con i/le bambini/e;
  • avere una buona conoscenza dell’inglese.

Leggi qui la call completa.

Per candidarsi, inviare CV e lettera di motivazioni in inglese all’indirizzo evs.leije@telfort.nl entro lunedì 22 gennaio.

Costruire nidi per i gufi con la Xinglong Community: un campo a Taiwan

Costruire nidi per i gufi con la Xinglong Community: un campo a Taiwan

Dal 4 al 15 marzo 2018 un campo a Taiwan (Repubblica Cinese) in supporto alla Comunità di Xinglong, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza della conservazione della natura selvaggia.

La Comunità di Xinglong si trova nella zona a sud est di Taichung, situata vicino alle montagne e circondata di abbondanti risorse naturali. Insieme ad altre organizzazioni locali, la comunità ha costruito negli scorsi anni dei rifugi in legno per gli esemplari della specie di gufi Otus lettia esistenti nell’ambiente circostante.

L’obiettivo dei campi di volontariato è di diffondere nella cultura locale l’importanza della conservazione naturale, contro l’invasiva industrializzazione dei territori. La presenza di volontari internazionali può essere da stimolo per portare prospettive e visioni nuove, supportando il lavoro della comunità attraverso la condivisione delle conoscenze.

I/le volontari/e del campo saranno quindi impegnati/e su tre aspetti: supportare nelle attività di conservazione dell’ambiente; cooperare con volontari/e esperti/e nella cura di animali feriti; supportare il lavoro agricolo della popolazione locale. Parallelamente, verranno organizzate iniziative rivolte alla popolazione locale per promuovere le attività di tutela ambientale.

La lingua del campo è il cinese mandarino.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.