Thailandia: volontariato a lungo termine nel villaggio di pescatori di Kok Payom

Thailandia: volontariato a lungo termine nel villaggio di pescatori di Kok Payom

Hosting organization: DALAA Thailand
Area tematica: Ambiente
Luogo: Kok Payom village, La Ngoo district, Satun, Thailandia
Durata: Minimo 2 mesi
Candidatura: Ci si può candidare durante tutto l’anno; si riceve una risposta 2 o 3 settimane dopo aver inviato la propria candidatura

Lingua:
#del progetto: inglese
#locale: Pak Thai

Kok Payom è una comunità circondata da foreste di mangrovia ad pochi chilometri dalla costa Andamana, in Thailandia. Gli abitanti del villaggio vorrebbero preservare la natura e il loro stile di vita per la generazione futura. Volontari, visitatori ed attivisti sono vengono accolti ed invitati a partecipare alle attività della comunità. Tali attività possono essere di diverso genere, educativo come ambientale, di agricoltura sostenibile, sanitarie, tese alla promozione della solidarietà. La principale attività per molti volontari è quella di insegnare l’inglese, quale mezzo di unione per le comunità future.

ATTIVITÀ:

  • Supportare la scuola alternativa nella foresta di mangrovie vicino Kok Payom
  • Agricoltura su piccola scala
  • Insegnare inglese nella scuola locale
  • Contribuire al mantenimento delle foreste di mangrovie
  • Organizzare attività ludiche per i bambini del villaggio

REQUISITI:

  • Rispettare e voler comprendere altre culture e contesti
  • Essere flessibili ed aperti
  • Amare la natura
  • Amare i bambini e voler organizzare attività con e per loro
  • Amare il lavoro di squadra e la condivisione
  • Sapersi adattare alle condizioni di vita spartane del villaggio

I/Le volontari/ie interessat@ a partecipare a questo progetto in Thailandia sono invitati a segnalarlo all’indirizzo ltv@sci-italia.it. Lo SCI Italia contatterà il/i partner ospitanti per chiedere la disponibilità e la tempistica. A questo punto il/la volontario/a compilerà l’application form e verrà contattato nel minor tempo possibile per un colloquio via Skype. Se il/la volontario/a viene accettato/a, verserà la quota di iscrizione e la tessera a SCI Italia, e provvederà a finalizzare gli ultimi accordi sulle tempistiche di arrivo e di visto se necessario.

Thailandia, campo di volontariato nell’isola di Koh Yao Yai. Il racconto di Gaia

Thailandia, campo di volontariato nell’isola di Koh Yao Yai. Il racconto di Gaia

L’articolo è stato scritto da Gaia Garau, che nell’estate del 2016 ha partecipato a un campo SCI in Thailandia. Il progetto prevedeva l’insegnamento dell’inglese in una scuola elementare nell’isola di Koh Yao Yai. Questo il racconto della sua esperienza.

La luce dell’alba filtra tra le foglie degli alberi ed entra dalla finestra. La musica che viene diffusa dai megafoni della scuola, invade la piccola infermeria adibita  a dormitorio.  Io e Moon apriamo gli occhi avvolte nelle nostre zanzariere. Iniziamo così ogni giornata nel nostro campo.

Mi servono pochi attimi per ricordarmi che qualche mese prima, dopo le giornate di formazione con lo SCI Sardegna, ho deciso di partire come volontaria.

Moon è arrivata da Taiwan ed è con me dal primo giorno, da quando il nostro gruppo di volontari provenienti da ogni parte del mondo, è stato suddiviso in tutte le scuole primarie dell’Isola di Koh Yao Yai. Due mondi diversi uniti dal comune entusiasmo di essere due maestre di inglese in Thailandia. Con Moon ho condiviso la mancanza di una doccia calda, la mia fobia per gli insetti giganti, le serate dentro l’aula professori a sviscerare le differenze fra i nostri due Paesi, fra i valori della cultura asiatica e quella europea.

Esco dalla stanza e percorro il vialetto che mi separa dall’aula professori. Gli studenti stanno già arrivando e mi salutano sorridenti, inchinandosi con rispetto. Mi sembra così buffo perché loro sono in divisa e io ancora in pigiama. Sophia, la maestra di inglese che ci ha accolte nella sua scuola mi porta riso e zucchero di canna per colazione. Colpa mia che il giorno prima avevo provato a chiedere qualcosa di dolce.

Le giornate scorrono tra l’insegnamento e le passeggiate in spiaggia nel tempo libero. Dopo la scuola alcuni dei bambini tornano da noi. Ridono come matti, mentre cercano di insegnarmi la corretta pronuncia delle parole in Thai.

Il tempo è scandito dagli orari della scuola e della preghiera. A Koh Yao Yai vive una comunità di fede islamica. La prima volta che vedo i bambini pregare nella moschea della scuola rifletto su quanto sia triste essere spaventati da ciò che non si conosce. Mentre sono lì è in corso la polemica tutta europea sul Burkini. Cerco di spiegarne le ragioni a Sophia che non ne capisce il senso. Non la biasimo e mentre mi tuffo in mare vestita e gioco con i miei bambini penso che non mi sono mai sentita più libera di così.

Nelle due settimane in Thailandia apprendo il vero significato della parola “condivisione” e imparo migliaia di cose dai bambini, dagli insegnanti, dai volontari. Allo stesso modo cerco di trasmettere quello che posso agli altri.

Le ore trascorrono lente eppure le due settimane volano. Mi lasciano dentro un mondo che non potrò mai dimenticare. L’ultimo giorno di scuola gli altri insegnanti mi chiedono di fare un discorso davanti a tutti gli studenti della scuola. In preda all’emozione la cosa più importante che riesco a dire è: ”Viaggiate, viaggiate attraverso il mondo e sentitevi liberi di essere voi stessi. Apprendete ciò che potete e cercate di sconfiggere ogni pregiudizio”.

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