Ti piacerebbe coordinare un campo in un centro equestre vicino Roma?

Ti piacerebbe coordinare un campo in un centro equestre vicino Roma?

Insieme alle associazioni Ciampacavallo Onlus ed EquiAzione, SCI-Italia organizza dei campi di volontariato internazionale per supportare le attività riabilitative, sportive e ludiche per persone disabili o persone con disturbi mentali, relazionali o sociali, portate avanti dalle due associazioni in un maneggio nei pressi di Roma. Ogni attività è inclusiva, discussa e realizzata insieme tra utenti e organizzatori.

Anche durante il campo le attività saranno preparate in armonia tra volontari/e ed utenti, un gruppo composito di persone con disabilità, bambini/e, operatori/rici, volontari/e che si occuperà anche della gestione del maneggio e della cura dei cavalli.

Questo campo si ripeterà tre volte nell’arco dei mesi di luglio e agosto: dal 1 al 15 luglio, dal 15 al 29 luglio, dal 29 luglio al 12 agosto.

Ti piacerebbe coordinare un campo come questo?

Partecipa alla formazione per coordinatori e coordinatrici di campi! Due appuntamenti ti aspettano:

  • Roma, 11-12-13 maggio
  • Cesano Maderno (MB), 8-9-10 giugno

Compila il form online per candidarti; se vuoi ricevere informazioni, contattaci all’indirizzo workcamps@sci-italia.it o chiama la Segreteria Nazionale al numero 06 5580644.

Prendersi cura della montagna e di chi la vive: testimonianza da un campo

Prendersi cura della montagna e di chi la vive: testimonianza da un campo

Pubblichiamo la testimonianza di Francesco Venir, coordinatore del campo di volontariato internazionale “Mountains enchanted: the art of water springs in the Italian Alps (Cumiana)” a Cumiana (Torino), realizzato in collaborazione con l’Associazione Vivere la Montagna, la quale si occupa di promuovere, sviluppare e migliorare gli apetti culturali, turistici, economici, ambientali e sociali nel territorio su cui è attiva.

Dal 22 al 31 agosto 2017 ho avuto il piacere di coordinare il campo dal titolo “Mountains enchanted: the art of water springs in the Italian Alps” che si è svolto a Cumiana, un piccolo paesino a sud-ovest di Torino, situato nei pressi del Parco del TreDenti – Freidour, una zona che si trova esattamente dove cominciano le prime Prealpi piemontesi e che si affaccia quindi su una vasta pianura. Le persone del luogo sostengono che, quando le giornate lo permettono, da quell’area sia possibile vedere tanto lontano da intravedere le montagne tra Piemonte e Liguria. Sono purtroppo anche le stesse zone tristemente famose perché tormentate, in questi mesi, da incendi e periodi di siccità, e caratterizzate, ormai da alcuni anni, da un progressivo tasso di spopolamento ed abbandono.

Il campo aveva come obiettivo quello di dare una risposta e un supporto il più possibile visibile alla comunità che abita queste montagne, ripristinando e riqualificando alcune delle numerose sorgenti di acqua naturali, abbandonate o in disuso, e dei relativi sentieri presenti nel territorio. Un tipo di lavoro quindi molto manuale e in pieno contatto con la natura, ma con importanti riscontri nello sviluppo e nella valorizzazione della zona.

Il team di volontari era composto in tutto da cinque persone, il coordinatore italiano (io), un ragazzo e una ragazza ucraini, una ragazza belga e una spagnola; un numero confortante considerando che era la mia prima esperienza di coordinamento. L’accoglienza del partner, l’Associazione Vivere la Montagna, è stata sin da subito molto calorosa, e mi ha lasciato respirare un clima di laboriosa cooperazione. La prima sera è stata organizzata una grande cena in pieno stile italiano con un interminabile tavolata, preparata tutti insieme, a cui hanno potuto prendere posto i volontari dello SCI e tutti i soci dell’Associazione con le relative famiglie, e un altrettanto interminabile menù, accompagnato da ottimo vino, ovviamente di produzione locale/familiare. Il tutto è quindi cominciato molto bene.

Già dalla mattina seguente il team ha dimostrato una fortissima motivazione al duro lavoro tanto che nell’arco di 3 ore, forse grazie all’aiuto della massiccia cena di benvenuto della sera prima, è stato portato a termine ciò che era previsto per un giorno e mezzo. Eravamo, citando il presidente dell’Associazione, “macchine da guerra, (…) un’impresa di trasporto terra”. Lo stupore e l’entusiasmo dei soci sono stati estremamente gratificanti per noi volontari.

Si era da subito creato tra tutti noi un clima di reciproco rispetto per cui, mentre da una parte ci si riconosceva la qualità del lavoro svolto, dall’altra ci si prendeva cura a vicenda. Spesso si concordavano assieme i momenti di pausa, si teneva sott’occhio la stanchezza mentale e fisica dei vari membri del gruppo, prevedendo quindi sia dei cambi o comunque supportandoci nelle attività più faticose, come ad esempio lo spostamento della terra con la vanga, ma anche proponendo degli scambi tra mansioni, passando per esempio da una attività “principale” o più coinvolgente, come la ricerca con zappa e picconi dei punti di origine di una fonte, ad una tranquilla, ma più ripetitiva, come il rastrellamento delle foglie secche. Avevamo quindi organizzato i lavori in modo molto equilibrato e facendo si che tutti potessero sperimentare ogni ruolo. In quanto coordinatore mi ha fatto molto piacere notare questa dinamica del gruppo.

La foga “riqualificatrice” ci ha accompagnati per tutto il campo permettendo di completare alcuni interventi che non erano previsti nel programma e addirittura di portare alla luce una sorgente che fino a quel momento era sconosciuta. Particolarmente emozionante è stato vedere i primi rivoli d’acqua fuoriuscire dalla pietra e dalla terra.

Non è stato solamente lavoro. Siamo stati invitati dai soci dell’Associazione e dalla comunità locale a partecipare a due feste di paese durante le quali in molti hanno voluto conoscerci e complimentarsi per il nostro operato. In una di quelle occasioni abbiamo scoperto che in quei giorni alcune persone del luogo si sono dimostrate interessate al progetto ed intenzionate a parteciparvi proprio a causa di ciò che avevamo portato a termine. È stata una notizia piacevolmente inattesa. Il nostro zappare e spostare terra aveva portato qualcun altro a pensare che può valere la pena mettersi in gioco per prendersi cura del proprio territorio. Una grande soddisfazione!

Abbiamo anche avuto l’occasione di prendere parte ad una piccola sperimentazione, che mi sembra interessante raccontare. Per due dei dieci giorni abbiamo collaborato con il gruppo di sei persone di un altro campo SCI, impegnato ad effettuare opere di prevenzione degli incendi in una delle valli adiacenti alla nostra. Durante queste due giornate i due gruppi si sono vicendevolmente supportati nei due differenti progetti. Sono stati quindi piacevoli momenti di incontro e di scambio di esperienze con chi stava svolgendo un percorso simile al nostro. Durante uno di questi incontri, in corrispondenza con il nostro ultimo giorno del campo, abbiamo concordato con il partner che avremmo gestito noi i lavori, in quasi totale autonomia, coordinando i volontari “ospiti”. È stato un significativo atto di fiducia e un’ottima conclusione di campo, che ha lasciato la sensazione, non solo di aver fatto la differenza nel nostro piccolo, ma di aver anche appreso a fare concretamente qualcosa, tanto da poterlo, in parte, insegnare a qualcun altro.

Si è trattata quindi di un’esperienza in generale molto gratificante che è andata oltre al semplice lavoro manuale, ma che ha saputo arricchirmi come persona sotto vari punti di vista, sociale, fisico, mentale, e anche valoriale. È stata una scoperta di nuove tradizioni che, tramite il confronto, si sono mischiate un po’ fra loro, contaminando e facendosi contaminare. Ho potuto anche riscoprire caratteristiche della mia cultura, che ormai do per scontato, ma che invece meritano di essere valorizzate e che vengono apprezzate anche da chi le incontra per la prima volta.

Credo che partecipare ad un campo SCI sia quindi un’ottima pratica per favorire l’incontro fra culture diverse e per sperimentare nuovi stili di vita responsabili, democratici e sostenibili.

Ti piacerebbe coordinare un campo a Sant’Ambrogio, in Piemonte?

Ti piacerebbe coordinare un campo a Sant’Ambrogio, in Piemonte?

SCI-Italia è in cerca di un coordinatore o una coordinatrice per il campo di volontariato che si svolgerà dal 25 agosto al 4 settembre 2017 presso la Cascina Pogolotti, a Sant’Ambrogio di Torino, in collaborazione con l’associazione Principi Pellegrini – diVangAzioni.

Il campo è a tematica ambientale e si occuperà del restauro della Strada dei Principi, che conduce fino alla Sacra di San Michele (abbazia candidata come bene dell’UNESCO), per effettuare interventi di manutenzione e prevenzione dagli incendi.

L’obiettivo dell’associazione e del campo è di stimolare la società civile a riconsiderare il proprio rapporto con l’ambiente naturale. Per questo si svolgeranno anche incontri sull’interazione sostenibile tra essere umano e ambiente, coinvolgendo gli agricoltori locali che già utilizzano tecniche di coltivazione a basso impatto.

Ti piacerebbe coordinare un campo come questo?

Se hai precedenti esperienze in campi di volontariato o nella gestione di gruppi, conosci l’inglese e la tematica del campo ti appassiona, contattaci subito all’indirizzo workcamps@sci-italia.it e parti!

Vorresti coordinare un campo nel Parco Naturale del Monte Tre Denti – Freidour?

Vorresti coordinare un campo nel Parco Naturale del Monte Tre Denti – Freidour?

SCI-Italia è in cerca di un coordinatore o una coordinatrice per il campo di volontariato che si svolgerà dal 22 al 31 agosto 2017 presso il Parco Naturale del Monte Tre Denti – Freidour (Cumiana, TO) in collaborazione con l’Associazione Vivere la Montagna.

L’Associazione si è costituita nel 2012 per la promozione, lo sviluppo e la valorizzazione culturale, turistica, economica, ambientale e sociale del territorio montano, compreso il Parco Naturale del Monte Tre Denti – Freidour. In questo territorio ci sono decine di piccole sorgenti naturali che emettono acqua di qualità altamente pura; per essere apprezzate al meglio, queste sorgenti necessitano manutenzione e cura, sia ordinaria che straordinaria.

Il campo ha come obiettivo riportare alla giusta fruibilità le sorgenti, impiegando anche ore di lavoro nella manutenzione e nella realizzazione di percorsi di passeggiata e didattici, atti a valorizzare le fonti naturali e a fornire nuovi spunti turistici.

Ti piacerebbe coordinare un campo come questo?

Se hai precedenti esperienze in campi di volontariato o nella gestione di gruppi, conosci l’inglese e la tematica del campo ti appassiona, contattaci subito all’indirizzo workcamps@sci-italia.it e parti!

Vorresti coordinare un campo al Làbas di Bologna?

Vorresti coordinare un campo al Làbas di Bologna?

SCI-Italia è in cerca di un coordinatore o una coordinatrice per il campo di volontariato che si svolgerà dal 6 al 19 agosto 2017 presso lo spazio occupato Làbas di Bologna, a supporto delle attività di Accoglienza Degna.

Si tratta di un progetto di dormitorio sociale autorganizzato, di uno spazio accogliente per le persone senza un tetto sulla testa perché escluse dalle strutture pubbliche, per una ragione o un’altra. Vi vengono offerti dei servizi, come l’assistenza e il supporto legale, ma è anche luogo di discussioni e dibattiti di approfondimento su tematiche specifiche, come le politiche migratorie e la difesa dei diritti delle persone migranti.

Il campo avrà il compito di supportare nella quotidianità il dormitorio nelle sue attività disparate, e sperimentare nella pratica un’alternativa di accoglienza degna delle persone migranti.

Ti piacerebbe coordinare un campo come questo?

Se hai precedenti esperienze in campi di volontariato o nella gestione di gruppi, conosci l’inglese e la tematica del campo ti appassiona, contattaci subito all’indirizzo workcamps@sci-italia.it e parti!

Qui per informazioni più dettagliate sul campo.