Scoprire i segreti della fortezza di Medzhybizh: un campo in Ucraina

Scoprire i segreti della fortezza di Medzhybizh: un campo in Ucraina

Il campo

Dal 14 al 27 luglio 2018 un campo in Ucraina in supporto alle attività di tutela e gestione della fortezza di Medzhybizh, bene archeologico culturale di cui si curano attivisti e volontari locali.

Questo luogo è rappresentativo in particolare della bellezza naturale di Podillia e della sua storia pittoresca.

Il campo ha luogo all’interno dell’antica fortezza per la prima volta, nonostante ogni anno vi vengano ospitate conferenze internazionali di volontari/e che partecipano e supportano il progetto.

Attività

I/le volontari/e saranno impegnati/e in attività all’interno del museo, della libreria scientifica e nei lavori di restauro e scavi archeologici. In ogni caso, il supporto principale è richiesto specificatamente nella ricerca scientifica. L’archeologia non è una scienza semplice, ma senz’altro è eccitante e romantica! A questo link potete trovare foto e informazioni sulla fortezza.

Come parte studio, i/le volontari/e apprenderanno nozioni base del lavoro archeologico e relative al periodo paleolitico. La storia pittoresca della regione, dominata nei secoli dai Lituani, Tartari Crimei, Turchi, Russi, Ungheresi e Polacchi, verrà riscoperta durante il campo.

Alloggio:

I/le volontari/e dormiranno nelle tende all’interno del perimetro della fortezza. I bagni e le docce sono situati all’esterno, mentre la cucina si trova all’interno della casa. È necessario portare il proprio materasso e sacco a pelo.

La lingua del campo è l’inglese, quelle locali il russo e l’ucraino.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Portare alla luce un antico insediamento iberico: un campo in Catalunya

Portare alla luce un antico insediamento iberico: un campo in Catalunya

Il campo

Dal 2 al 20 luglio 2018 un campo in Catalunya per portare alla luce un antico villaggio iberico, situato nel Parc Natural de la Tinença de Benifassà, utilizzando in particolare tecniche archeologiche sperimentali.

I/le volontari/e parteciperanno alla costruzione di una riproduzione dello scavo archeologico; in tal modo, prenderanno parte al progetto più ampio che mira da un lato alla promozione della storia locale e del patrimonio culturale iberico, dall’altro a stimolare la partecipazione della comunità locale e il coinvolgimento di volontari/e interazionali.

Il lavoro

I/le volontari/e del campo lavoreranno alla creazione di un manufatto che riprodurrà interamente gli scavi del villaggio iberico La Morranda; inoltre, prepareranno riproduzioni della pianta architettonica con materiali eco-sostenibili, al fine di non creare un impatto negativo con l’ambiente circostante.

Il processo di elaborazione di questi materiali prevede le seguenti attività:

  • estrazione della creta e dell’argilla dal suolo;
  • creazione di mattoni con questi stessi materiali;
  • modellamento ulteriore degli stessi prima dell’essiccazione;
  • costruzione del muro.

L’alloggio

I/le volontari/e verranno accolti/e in alcune abitazioni della cittadina Ballestar. La più grande contiene fino a 20 persone, ed altre sono disponibili. Anche i pasti si svolgeranno in questa abitazione. Non c’è bisogno di portare il sacco a pelo.

I requisiti

Non sono richieste competenze o professionalità acquisite in materia di archeologia, benché ogni conoscenza ed esperienza pregressa è ben accetta. È richiesta una buona prestanza fisica, in quanto le attività che verranno svolte durante il campo prevedono momenti di lavoro fisico intenso.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il catalano.

L’organizzazione ospitante il campo si occuperà inoltre di fare in modo che i/le volontarie vengano coinvolti dalla cultura locale. Infatti, verranno pianificate diverse attività con quest’obiettivo, come visite in luoghi di interesse culturale, in siti naturali, presso festival locali, e così via.

Leggi la scheda completa del campo.

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Testimonianza da un campo dedicato alla memoria dei prigionieri di guerra

Testimonianza da un campo dedicato alla memoria dei prigionieri di guerra

Pubblichiamo la testimonianza di Edoardo Von Morgen, volontario che ha preso parte al campo di volontariato internazionale “Remember the prisoners of war (Zeithain)” in Germania la scorsa estate.

Questo è stato il secondo campo a cui ho partecipato. Dopo il primo in Russia l’anno precedente a tema ecologico avevo voglia di cambiare un po’ l’ambito e il paese. Non che mi fossi trovato male, eh!

Questo campo è stato speciale fin da subito. Mio nonno infatti era stato prigioniero degli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. All’epoca era molto giovane (aveva la mia età di oggi), e trascorse 5 anni di prigionia tra Algeria, Canada e Scozia. Non ha mai voluto raccontarmi molto di quell’esperienza, ancor meno della guerra. Io d’altra parte, sono sempre rimasto affascinato dai soldati, le loro armi e le loro imprese, ma non ho quasi mai rivolto un pensiero agli uomini dentro quelle divise, e alle loro vite. Solo negli ultimi anni ho iniziato a rifletterci e, quando ho letto la descrizione di questo campo non ho saputo resistere: ho colto l’occasione per indagare personalmente su ciò che mio nonno aveva sempre nascosto.

Paradossalmente tutte le sofferenze patite da lui e dai tutti i prigionieri si sono trasformate, per noi volontari, in una magnifica esperienza; sia per ciò che il campo ha rappresentato, sia per la comunità che abbiamo costruito mentre eravamo lì. Il nostro compito era di aiutare una piccola comunità di storici e archeologi nel recupero e nella preservazione della Memoria dei prigionieri di guerra (in inglese abbreviati con POW, “prisoners of war”). In questo clima antimilitarista e pacifista ho passato tre splendide settimane con dei perfetti sconosciuti con cui ho condiviso pensieri ed emozioni. Ognuno aveva il suo motivo per essere lì, tra chi la credeva una vera e propria vacanza, chi era stato spinto dalla passione per la storia e chi aveva, come me, un motivo familiare. C’erano due responsabili, lo storico Hans e l’architetto Marbel, per loro lavorare a Zeithain è routine, vi dedicano tutto il loro tempo ed energie. Erano sempre pronti a spiegarci ogni parte del nostro lavoro, e a raccontarci il significato di ogni reperto e la storia di prigionieri, infermiere e assistenti che hanno lasciato una traccia in quel luogo. Oltre a loro anche Nicola e Rolf, i due coordinatori, erano molto legati a quel posto e sono riusciti personalmente a passarmi un po’ della loro passione!

Le giornate passavano incredibilmente veloci. La mattina, dopo un’energetica colazione “tedesca”, andavamo sul sito del campo attraversando in bicicletta un breve tratto di campagna. I nostri compiti era sia archeologici (come cercare o pulire reperti) che botanici (come tagliare ettari di erbacce o arbusti) sia di falegnameria. Infatti i reperti immobili, come le fondamenta delle baracche dell’epoca, andavano protetti dalle intemperie invernali con casette di legno. Le ore di lavoro non erano stancanti, passandole in compagnia né il sole né la pioggia ci disturbavano la giornata. Un giorno siamo stati sorpresi da una pioggia molto forte, ma anche lì non ci siamo scalfiti e con due risate tutto si è sistemato. Dopo il lavoro, nel pomeriggio si tornava a casa. A quel punto durante il consueto “free time” ci mettevamo a giocare, a chiacchierare con una bella birra ghiacciata o a mandare messaggi ad amici e parenti rimasti a casa. Inoltre potevamo prendere le bici e andarcene a spasso per l’intera Sassonia! Vicino a casa passava l’Elba, un imponente fiume, sulle cui rive era bello passare ore di relax o riflessione. Potevamo fare un po’ quel che volevamo. L’importante era rendersi disponibili per lavorare la mattina dopo.

La maggior parte delle giornate erano soleggiate, ma senza troppo caldo; c’era sempre una leggera brezza rinfrescante che non spostava le nuvole lasciandole a filtrare il sole. Nei giorni di pioggia rimanevamo in casa a dedicarci alla pulizia e alla catalogazione dei reperti. C’erano addirittura maschere a gas, filo spinato, moltissimi flaconi di medicine ma soprattutto cocci di piatti e di bottiglie. In mezzo a tutta questa cianfrusaglia sono diventato l’addetto alle traduzioni (solo dall’italiano ovviamente) di numerose scritte su medicinali, lassativi e pure delle pagine di un dizionario! In questo compiti ero il migliore perché ero il più interessato; altri preferivano la pulizia dei reperti o la riparazione di biciclette con cui andare al lavoro in settimana, ma anche in giro per la Sassonia durante i fine settimana o nel tempo libero.

A proposito di giri nella zona, avendo due fine settimana liberi abbiamo deciso di andarcene in giro per le principali città della regione come Lipsia, famosa per la battaglia delle cento nazioni e per la Porsche; Dresda città di arte, cultura e musica segnata profondamente dalla guerra; ed infine Meissen, caratteristica cittadina medievale arroccata su una collina e famosa per le ceramiche. Pur essendo a quasi 40 km di distanza, ci siamo andati in bicicletta: è stata dura, scottante, ma ce l’abbiamo fatta! La cittadina più vicina, invece, era Riesa. Piccola e silenziosa, ma molto accogliente. Lì siamo andati più di una volta a farci una nuotata in piscina, a mangiare cinese o per uscire un po’ tra di noi. Insomma, è stato un campo incredibile per i rapporti creati con gli altri volontari, con cui ho fatto viaggi indietro nel tempo e in giro per la Sassonia. Ma anche vivere e respirare la bellezza di una regione ancora rimasta legata al passato mi ha regalato giornate emozionanti e piene di gioia.

Subito dopo il campo, io con due ragazze Russe e un Ceco siamo andati a Praga, distante solamente due ore di treno. Anche lì abbiamo ancora avuto la possibilità di condividere del tempo assieme. La capitale Ceca mi ha lasciato un ulteriore ricordo di condivisione e di felicità, grazie a quei volontari, che come me, si sono lasciati affascinare così tanto dalla storia.

Sperimentare l’archeologica in un sito del Paleolitico: campo in Russia

Sperimentare l’archeologica in un sito del Paleolitico: campo in Russia

Dall’8 al 21 agosto 2017 un campo in Russia in cooperazione con lo State Archaeological Museum-Reserve Kostenki, famoso per il suo sito archeologico risalente all’Età della Pietra, comprendente 25 zone con circa 60 siti del periodo Paleolitico, incluse delle ossa di mammut.

Questo museo porta avanti le sue ricerche da più di 130 anni e, attraverso i campi, volontari e volontarie da tutto il mondo hanno la possibilità di affiancare lo staff e scoprire i resti archeologici che ci rimangono dall’Età della Pietra.

I/le partecipanti del campo prenderanno parte agli scavi archeologici guidati dai lavoratori del museo e da un gruppo di volontari/e locali. Avranno anche la possibilità di essere inclusi/e nei progetti di ricerca del museo stesso. Gli scavi avranno luogo in più siti, sparsi per tutta l’area sotto tutela del Museo.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il russo.

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Rinnovo e restauro archeologico di un castello: campo in Slovacchia

Rinnovo e restauro archeologico di un castello: campo in Slovacchia

Dal 7 al 16 agosto 2017 un campo in Slovacchia, presso la cittadina di Kamenica, per collaborare con l’Associazione Kamenna Veza (Stone Tower) nello scavo archeologico dell’antica fortificazione che svetta sull’area.

L’Associazione, fondata nel 2006, ha come obiettivo la conservazione, la tutela e lo studio del sito archeologico della regione di Kamenica, ricca di resti antichi di castelli e fortificazioni. L’obiettivo di questo campo è rendere accessibile al pubblico e ai volontari uno di questi siti, dove si svolgono campi sin dal 2010.

I/le volontari/e partecipanti aiuteranno nelle ricerche archeologiche e nel restauro delle rovine del castello di Kamenica, risalente al XIII secolo, ripulendo la zona della vegetazione in eccesso, classificando e catalogando i reperti, aiutando nelle ricerche. Il supporto dei/delle volontari/e verrà richiesto anche nell’organizzazione del Castle Historical Festival, che avrà luogo il 13 agosto.

Come parte studio, i/le volontari/e organizzeranno il Festival delle Culture, un festival di cucina internazionale per la comunità locale, oltre che partecipare ad alcuni workshop di approfondimento.

La lingua del campo è l’inglese.

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Campo archeologico a Proença-a-Nova, in Portogallo

Campo archeologico a Proença-a-Nova, in Portogallo

Dal 1 al 12 agosto 2017 un campo a Cabeço da Anta (Moitas), nei pressi di Proença-a-Nova; il campo avrà luogo nel complesso archeologico circondato da resti murari che, per la topografia del luogo e per la tecnica di costruzione utilizzata, si ipotizza risalire al primo millennio A.C. (tarda Età del Bronzo – prima Età del Ferro).

Il sito è stato identificato come un luogo di passaggio, utilizzato come rifugio temporaneo durante il periodo di instabilità e conflitti seguito alla colonizzazione del popolo fenicio nella Penisola Iberica. Tuttavia, le interpretazioni sono ancora aperte e gli scavi sono ripartiti nel 2015.

I/le volontari/e del campo parteciperanno ai lavori di scavo del sito, imparando come registrare il lavoro svolto utilizzando disegni, appunti e fotografie. Affiancheranno il team di archeologi anche nelle rilevazioni 3D e parteciperanno a dei viaggio studio nella regione, visitando altri siti archeologici attualmente in corso di scavo. Conosceranno inoltre le ricchezze naturali, culturali e gastronomiche della città Proença-a-Nova.

La lingua del campo è l’inglese.

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Marocco: tutela e conservazione di beni archeologici attraverso il volontariato

Marocco: tutela e conservazione di beni archeologici attraverso il volontariato

Dal 1 al 15 agosto 2017 un campo di volontariato a Rabat, in Marocco.

Il progetto avrà luogo nell’affascinante sito archeologico di Chellah, una necropoli fortificata risalente all’epoca medievale, e sarà coordinato da CSM (Chantiers Sociaux Marocains) in collaborazione con il Ministero dell’Educazione e il Ministero della Gioventù e dello Sport. L’obiettivo è promuovere la conservazione e la valorizzazione del sito e lo scambio interculturale tra volontari e popolazione locale.

I volontari si occuperanno del mantenimento del sito (attraverso attività di giardinaggio, restauri murali e pulizia degli ambienti) per prepararlo all’ingresso di visitatori, e della conservazione dello stesso, tramite l’inventario e il monitoraggio delle sue risorse culturali e naturali; fuori dalle rovine non mancherà l’occasione di immergersi nella realtà marocchina, di essere coinvolti in molte attività condivise con le persone locali, imparandone abitudini e usanze.

La lingua del campo è inglese; la conoscenza di francese e arabo non è essenziale ma potrebbe tornare molto utile.

Leggi la scheda completa del campo.

Per partecipare a questo campo è necessario avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e secondo livello) di preparazione organizzati dallo SCI-Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, questa è la pagina dedicata.

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Spagna, campo archeologico nell’isola di Maiorca

Spagna, campo archeologico nell’isola di Maiorca

Dal 12 al 25 febbraio, un campo di volontariato a Maiorca presso un sito archeologico. I volontari e le volontarie si occuperanno di preservarne la pulizia e l’accessibilità. Svolgeranno, inoltre, un ruolo di sensibilizzazione all’importanza dell’area nei confronti della popolazione locale, sempre più eterogenea e spesso inconsapevole del patrimonio culturale che la circonda.

Le attività che si svolgeranno a Maiorca includono la pavimentazione e la pulizia dei resti archeologici. I volontari e le volontarie dovranno inoltre far sì che il sito sia di facile accesso per i visitatori, rimuovendo i massi, tagliando le erbacce e svolgendo tutti i lavori necessari a questo scopo.

Il campo fa parte di un più ampio progetto di rafforzamento dell’eredità storica della città e continua, negli anni, ad essere portato avanti sotto la supervisione di un archeologo.

Il campo prevede poi una parte studio sulla natura del sito archeologico e sulla possibilità che esso diventi un canale per unire la comunità locale. L’opportunità di discutere di tutto ciò sarà fornita ai volontari e alle volontarie anche attraverso periodici spostamenti.

L’alloggio previsto per il campo è un ostello di campagna con stanze doppie e bagno interno. È necessario portare il proprio sacco a pelo. La cucina sarà chiusa perché i pasti saranno forniti già pronti.

La lingua del progetto è l’inglese. Le lingue parlate localmente sono invece il catalano e il castigliano.

Il campo è aperto anche a bambini e bambine, accompagnati dai proprio genitori o familiari, e di età comunque superiore ai dieci anni.

Attenzione: sebbene il campo non preveda alcuna esperienza pregressa, SCI-Catalunya richiede una lettera di motivazione aggiuntiva che spieghi più dettagliatamente le ragioni per le quali si desidera prendere parte al progetto.

Leggi qui la scheda completa del campo.

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