Recuperare le tradizioni locali dello Scintoismo: un campo in Giappone

Recuperare le tradizioni locali dello Scintoismo: un campo in Giappone

Dall’11 al 24 ottobre 2017 un campo in Giappone per promuovere il recupero delle tradizioni e le festività locali legate allo Scintoismo, la religione tradizionale giapponese.

Il progetto risale al 2011 ed è realizzato in cooperazione con il comitato locale “Light and Tradition festival”, il quale cerca di contrastare lo spopolamento e l’invecchiamento che minacciano gravemente molti villaggi rurali del Giappone tramite il recupero e la conservazione della memoria storica locale.

L’attività di recupero della tradizione scintoista si concretizza nella realizzazione di due eventi, il “Bamboo Lantern Festival” e il “Gaku-uchi”, durante i quali le persone locali marciano per i villaggi suonando i tamburi giapponesi e il flauto tradizionale, per augurare fertilità al terreno. In questo modo, le tradizioni locali hanno l’opportunità di rimanere vive e venire così tramandate alle generazioni future.

I/le volontari/e partecipanti del campo saranno principalmente impegnati/e nella preparazione del festival, per poi essere invitati/e a prendervi parte; impareranno ad utilizzare gli strumenti musicali tradizionali e si uniranno poi al corteo che marcerà per i villaggi durante la celebrazione. Saranno infine coinvolti nella preparazione di incontri nelle scuole elementari per promuovere il festival stesso e il valore dello scambio interculturale.

Come parte studio verrà approfondita la storia delle tradizioni popolari giapponesi.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il giapponese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Riscoprire il lascito del patrimonio sovietico: un campo in Germania

Riscoprire il lascito del patrimonio sovietico: un campo in Germania

Dal 5 al 19 agosto 2017 un campo in Germania per riscoprire il patrimonio sovietico che la Germania dell’Est condivideva con Ucraina, Polonia e Russia.

Il progetto mira, in occasione del 100esimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, a riscoprire cos’è rimasto oggi di quel patrimonio sovietico e di come viene vissuto dalla comunità. Le dismesse miniere dell’area di Francoforte sull’Oder, il museo GDR di Eisenhüttenstadt, costumi e tradizioni degli abitanti delle città gemelle di Francoforte sull’Oder e Slubice, sono tutti esempi di come il patrimonio socialista è vissuto dalla popolazione polacco-tedesca nei giorni d’oggi. Analizzando anche alcune esperienze avute in Russia e in Ucraina, verranno raccolti buoni e cattivi esempi concreti di iniziative mirate a confrontarsi con il passato socialista. Obiettivo del campo sarà anche cercare di sviluppare nuove idee per approcci innovativi di analisi storico-sociologica alla questione.

Durante lo svolgimento del progetto, la maggior parte del tempo verrà utilizzata per scoprire nuove modalità di rapportarsi col passato e con il patrimonio rimanente. Questo includerà svariate visite in luoghi di interesse e incontri con persone locali, attivisti e artisti. Nei momenti di riflessione collettiva verranno discussi i vantaggi e gli svantaggi degli approcci sperimentati, cercando di identificare quali tra questi ogni volontario/a potrà riportare e utilizzare nel suo paese di provenienza. Il metodo applicato sarà sperimentale e i dati acquisiti verranno forniti all’Istituto di Storia Applicata, il quale li utilizzerà successivamente per realizzare un evento pubblico a Francoforte.

Nella parte studio, verranno approfondite la questione dell’identità e della memoria storica.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

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Lascito e rielaborazione della memoria storica: un campo in Germania

Lascito e rielaborazione della memoria storica: un campo in Germania

Dal 29 luglio al 12 agosto 2017 un campo a Nordhausen, alle pendici del monte Harz, per recuperare e conservare la memoria di Dora, campo di concentramento fondato nell’agosto del 1943 come succursale di Buchenwald.

I detenuti di Dora erano sottoposti ai lavori forzati per la ricostruzione di un sistema di gallerie che collegava una fabbrica di missili sotterranea situata sotto il monte Kohnstein al monte Harz, in modo che i nazisti potessero spostare gli armamenti inosservati. I detenuti del campo di concentramento sono stati costretti a vivere sotto terra per mesi, e solo nella primavera del 1944 è stato costruito un alloggio in superficie per ospitarli.

Tra il 1943 e il 1945 circa 60.000 persone, da tutt’Europa, sono state deportate sotto il monte Harz. Una su tre è morta per colpa dei lavori forzati.

I/le volontari/e partecipanti lavoreranno nella stessa area dove lavorarono i deportati, riportando alla luce i resti delle costruzioni, oggi unici testimoni di un passato tanto oscuro, e riorganizzeranno gli spazi in modo da renderli accessibili al pubblico.

La parte studio sarà centrata sulla storia e il funzionamento dei campi di concentramento e delle loro succursali, con un focus specifico sulla produzione di armamenti in strutture sotterranee, e sulle pratiche da adottare oggi nel recupero della memoria storica di quegli anni per ribadire l’importanza di un approccio antirazzista e antifascista.

La lingua del campo è l’inglese.

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