Artemista è parte di Spessa Po e noi siamo parte di Artemista: testimonianza da un campo

Artemista è parte di Spessa Po e noi siamo parte di Artemista: testimonianza da un campo

Pubblichiamo la testimonianza di Marzia Marras, coordinatrice del campo di volontariato internazionale “Rural architecture & artistic activities” a Cascina Castello, realizzato in collaborazione con l’associazione Artemista, la quale si occupa di progetti educativi e sociali attraverso l’arte e la cultura, nel rispetto dell’ambiente.

Ho conosciuto Elisa e Mauro nel novembre 2016 per un mini-workcamp: già allora avevo capito che persone meravigliose sono, nel modo in cui hanno creato, lavorano e abitano la realtà di Artemista ‘Ostello e centro culturale’.
Quest’anno, in vista di un’estate non solo di vacanza ma dedicata molto al volontariato, dopo aver
partecipato come volontaria internazionale al workcamp “Marjamaa 11° International folk festival”
in Estonia, sono approdata sempre come volontaria e coordinatrice ad Artemista per il “Rural
architecture & artistic activities” workcamp, che ha avuto luogo dal 16 al 30 agosto.
Ho rivisto con vero piacere Elisa e Mauro e conosciuto amici e amiche di Artemista insieme ai/alle
volontari/e internazionali: Lea, Laura, Sofia, Steph, Kasia, Gozde, Canseli, Fathi e Ahmet
provenienti da diverse parti d’Europa.

Un fatto curioso e piacevole è accaduto a inizio workcamp: due amici di Gozde e Canseli, Fathi e
Ahmet, hanno sentito delle attività di volontariato e si sono subito innamorati del posto chiedendoci se potevano fermarsi qualche giorno e darci una mano contribuendo come volontari per Artemista. Grazie anche a questo l’entusiasmo di cominciare è salito alle stelle: da subito c’è stata sinergia tra tutti e tutte, bellissimo!

Durante la parte studio è stato raccontato com’è nata la realtà di Artemista nel 2004: dalle attività che svolgono come associazione (musica, teatro, workcamps, incontri con la cittadinanza, campi estivi per bimbi e bimbe, ecc) agli eventi che vengono organizzati e ospitati durante gli anni. In data 27 agosto hanno ricevuto da parte del sindaco di Spessa Po una benemerenza per l’importanza delle attività di Centro di divulgazione culturale. Io ho spiegato com’è nato lo SCI nel mondo e in Italia. Un po’ di storia è sempre utile, soprattutto per capire come mai ci siamo trovati tutti e tutte assieme.

Con Elisa e le/i volontarie/i abbiamo steso un calendario dei lavori coordinati anche con Mauro, oltre che un calendario turni di pulizia e di cucina. “Rural architecture & artistic activities”… come abbiamo svolto i lavori di quest’anno per il restauro della Sala Teatro (sala per altro risalente all’anno 1000)? Abbiamo rimosso gli allestimenti degli spettacoli più recenti e pulito la pavimentazione. Abbiamo montato i ponteggi e finito di pulire i muri laterali e il soffitto. Durante i giorni seguenti abbiamo liberato da tutto il materiale il backstage, in modo da poter pulire e intonacare i muri, oltre ai lavori di manutenzione del deposito bici. Infine, abbiamo cominciato anche a pulire e riordinare il magazzino soprastante la Sala Teatro.

Ci sono stati anche momenti di riposo e svago: un pomeriggio in piscina, una serata all’Imbarcadero, la visita storico-culturale della città di Pavia (con concerto), la gita al fiume Trebbia immerso nelle meraviglie delle natura (io vivo fuori Milano, ma lavoro in centro e non pensavo, pur conoscendo abbastanza bene il pavese, che ci fosse così tanta natura in Lombardia). Una sera abbiamo cantato e registrato canzoni e per diverse sere cucinato piatti tipici di ogni paese di provenienza. Verso la fine del workcamp abbiamo visitato e fatto serata a Bobbio, la “città a confine tra Lombardia, Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna”. Ci siamo davvero divertite/i tanto.

Ci ha fatto veramente piacere far conoscere ai/alle volontari/e internazionali le piccole realtà d’Italia
come Spessa Po che preservano (al di là dei grandi centri) l’eredità, la memoria, il patrimonio
artistico-storico-culturale e linguistico del Paese. Questo mi ha fatto tornare alla mente il workcamp nel piccolo villaggio di Marjamaa dove ho “girato il mondo” conoscendo appunto persone e culture di diversi paesi, condividendo bei momenti.

Un grazie per l’aiuto anche ad Elena, che lavora in ostello, a suo figlio Denis e un amico, Marco.

Concludere non è semplice, ma attraverso questo racconto mi auguro di aver trasmesso ciò che
vivo attraverso il volontariato ed il viaggiare e magari chi di voi “mi ha letto” sarà il/la prossimo/a
volontario/a ad Artemista con lo SCI!

Permacultura come percorso di pace: call aperta per un training in Croazia

Permacultura come percorso di pace: call aperta per un training in Croazia

GAIA Kosovo e ZMAG Croatia organizzano il corso Permaculture Design Certificate (PDC) che avrà luogo a Vukomeric (Croazia), presso la fattoria ecologica Recycled Estate, dal 18 al 29 ottobre 2017.

Il corso è parte del progetto più ampio Permaculture as a path to peace (3Peas), un progetto della durata di 20 mesi che coinvolge 15 organizzazioni partner di 14 paesi europei (Croazia, Serbia, Kosovo, Macedonia, Bosnia Erzegovina, Albania, Turchia, Bulgaria, Ungheria, Francia, Italia, Spagna, Germania e Grecia). L’obiettivo principale del progetto è promuovere la permacultura come strumento di costruzione di processi di pace, riconciliazione e responsabilizzazione dei e delle giovani.

PDC è un’esperienza formativa della durata di 72 ore, al termine delle quali i/le partecipanti conseguiranno il Permaculture Design Certificate, riconosciuto a livello internazionale.

Durante il corso si parlerà di diversi sistemi di vita sostenibili, applicati a differenti generi di clima e contesti naturali. Verrà spiegato come usare i principi della permacultura nella produzione alimentare, nel design domestico, nella conservazione e la generazione di energia; verrà inoltre esplorata la struttura sociale ed economica ideale per promuovere un nuovo modello di cultura attenta alla salute del pianeta e dei suoi abitanti.

Gli argomenti principali trattati durante il corso saranno:

  • lo stato attuale della società e dell’ambiente;
  • che cos’è la permacultura;
  • etica e principi della permacultura;
  • analisi del suolo e miglioramento della sua qualità attraverso il compostaggio;
  • presenza dell’acqua in un contesto naturale, come raccoglierla, come riciclare quella di scarto;
  • l’energia nella permacultura;
  • costruzioni sostenibili con materiali naturali;
  • la permacultura urbana;
  • la permacultura come tecnica di design.

Qui la descrizione del progetto e qui la call completa.

I/le partecipanti al progetto dovranno versare la quota di tesseramento SCI di 20 euro. I costi di viaggio sono rimborsati entro il limite specificato nella call.

Per candidarsi, è necessario inviare l’application form compilata all’indirizzo coordinamento@sci-italia.it entro il 21 settembre.

Educazione comunitaria contro la pratica della Mutilazione Genitale Femminile (FGM)

Educazione comunitaria contro la pratica della Mutilazione Genitale Femminile (FGM)

Dal 3 al 23 novembre 2017 un campo in Kenya per supportare un progetto di educazione comunitaria per contrastare la pratica della Mutilazione Genitale Femminile (FGM), in collaborazione con la Kiburanga Community Based Organisation.

L’associazione nasce nel 2007 come organizzazione locale, non politica, non settaria e no profit. Attraverso il supporto di volontari e volontarie e di altre organizzazioni affini, è stato possibile realizzare fino ad oggi percorsi di partecipazione attiva e di mobilitazione di risorse umane con l’obiettivo di incidere sul problema della povertà attraverso uno sforzo collettivo e un approccio eco-sostenibile. Kiburanga promuove progetti di volontariato in una delle zone più remote e inaccessibili del Kenya, Kuria, dove il livello di povertà è molto alto, e quello di educazione tra i più bassi del paese.

Le principali attività del campo saranno: riuscire a coinvolgere ed impegnare l’intera comunità locale nella campagna contro la pratica della FGM; organizzare un workshop di approfondimento sulla pratica della FGM e sulla sua pericolosità; organizzare momenti di dibattito per e con le ragazze e le donne locali.

I/le volontari/e del campo avranno anche la possibilità di prendere parte alle attività quotidiane svolte dall’associazione, come l’educazione alla prevenzione del HIV/AIDS, campagne di sensibilizzazione relative alla pratica della FGM; visitare membri della comunità locale per promuovere lo scambio interculturale; insegnare l’inglese; attività di empowerment delle donne.

Come parte studio verranno approfondite le questioni dello sviluppo comunitario e dello scambio culturale.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Un campo in Bangladesh per la pace e la risoluzione dei conflitti

Un campo in Bangladesh per la pace e la risoluzione dei conflitti

Dal 2 al 13 novembre 2017 un campo in Bangladesh che coinvolgerà i/le partecipanti in un processo di identificazione della questione della pace e della risoluzione dei conflitti, attraverso un processo interattivo di apprendimento esperienziale.

Il campo ha come obiettivo quello di fornire ai/alle partecipanti delle capacità di affermazione, cooperazione, comunicazione in ottica di apprendimento di buone pratiche di risoluzione dei conflitti. Queste capacità, una volta acquisite, porteranno ad avviare un processo di creazione di un contesto pacifico, a livello personale, familiare e comunitario.

Come attività pratiche, i/le volontari/e saranno impegnati/e in attività a contatto con la natura, quali il giardinaggio, la semina e il lavoro della terra.

Nella parte studio verranno affrontate discussioni sul tema della pace e della risoluzione dei conflitti, che verranno poi messe in pratica attraverso campagne di sensibilizzazione alla pace presso la comunità locale.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il bengali.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Call aperta: tre posizioni SVE presso SCI Catalunya

Call aperta: tre posizioni SVE presso SCI Catalunya

Il nostro partner SCI Catalunya cerca due volontar@ per un progetto di Servizio Volontario Europeo a Valls (Tarragona), da Febbraio ad Agosto 2018, ed un@ volontari@ per un altro progetto di Servizio Volontario Europeo a Moià (Barcellona), da Maggio 2018 ad Aprile 2019.

1) Il progetto a Valls (2 persone) si svolge nella fattoria biologica Can Pipirimosca, e ha come obiettivo la promozione di valori quali il rispetto per l’ambiente, la sostenibilità, la cooperazione e l’autosufficienza.

Chi verrà selezionato avrà la possibilità di sperimentare un’esperienza di vita comunitaria ecosostenibile ed apprendere interessanti nozioni e tecniche relative alla permacultura, contribuendo con le proprie competenze allo sviluppo della comunità.

Se siete interessati/e alla tematica dell’ambiente e siete disposti/e a vivere in campagna in condizioni molto semplici, questo è il progetto SVE giusto che fa al caso vostro!

2) Il progetto a Moià (1 persona) si svolgerà presso il FADEAM Avets, una comunità di adulti con disabilità intellettive, presso il quale il/la volontari@ alloggerà e svolgerà diverse attività di supporto alla comunità.

Si ricerca per questo progetto una persona con adeguata sensibilità e forte motivazione, che insieme ad altri volontari/e verrà inserit@ in un programma di formazione costante e porterà avanti il progetto insieme al resto dell’equipe e alla supervisione del coordinatore.

Entrambi i progetti garantiscono ai/alle volontari/e la coperture delle spese di alloggio, vitto, viaggio, corso di lingua e assicurazione.

Prima di applicare, leggere attentamente qui la call ufficiale, dalla quale si possono scaricare le infopack contenenti tutte le informazioni necessarie.

Per candidarsi, inviare CV e motivation letter in inglese all’indirizzo evs@sci-cat.org entro domenica 17 settembre 2017, indicando come sending organization Servizio Civile Internazionale.

Per ulteriori informazioni relative al processo di candidatura si può contattare l’indirizzo evs@sci-italia.it

Quattro posizioni aperte per lo SVE di un anno in Slovenia

Quattro posizioni aperte per lo SVE di un anno in Slovenia

Il nostro partner sloveno Zavod Voluntariat cerca quattro volontar@ per quattro ruoli diversi all’interno di un progetto di Servizio Volontario Europeo a Lubiana, Slovenia. Il progetto si svolgerà da gennaio 2018 per la durata di 12 mesi.

Si ricercano nello specifico; una figura di coordinamento per il Club of Volunteers, incaricato/a di sviluppare e gestire workshop educativi in aree rurali; un/a assistente di coordinamento per attività con i giovani nel territorio locale; un/a grafico/a motivato/a a sviluppare il settore comunicativo della ONG; un/a placement officer a supporto del settore campi, per facilitare le esperienze di volontariato internazionali e implementare le relazioni tra la ONG e le varie organizzazioni partner.

Tutti i progetti garantiscono ai/alle volontari/e la coperture delle spese di alloggio, vitto, viaggio, corso di lingua e assicurazione.

Prima di applicare, leggere attentamente qui la call ufficiale, all’interno della quale vengono descritti i profili ricercati per ogni singolo progetto e tramite cui è possibile scaricare la infopack contenente tutte le informazioni nel dettaglio.

Per candidarsi, inviare CV e motivation letter in inglese all’indirizzo evs@sci-italia.it, con oggetto “SVE in Slovenia”, entro domenica 24 settembre 2017.

Sharr is more than snow: testimonianza di una SVE in Kosovo

Sharr is more than snow: testimonianza di una SVE in Kosovo

L’articolo è stato scritto da Leyla Tarahomi, volontaria SVE in Kosovo che ha supportato le attività di Gaia Kosovo durante il mese di agosto 2017.

Il Kosovo è uno di quei Paesi in cui sai che tornerai: posso dirlo con certezza perché a inizio agosto ho iniziato la mia esperienza di volontaria SVE sui monti Sharr, nei pressi del villaggio di Brezovica, e so che prima o poi vi farò ritorno.

Prima della partenza sapevo poco del Kosovo: auto-dichiaratosi indipendente nel 2008, in difficili rapporti con la Serbia e con una guerra recente e complicata alle spalle. Tuttora mi è difficile capire le ragioni più profonde del conflitto, che risalgono a tempi lontani e continuano a ripercuotersi sul presente.

Il nostro gruppo era composto da volontari provenienti da sedici Paesi diversi, un coordinatore francese, il proprietario del motel in cui alloggiavamo e un amico di GAIA Kosovo, l’associazione ospitante. Il progetto aveva come fine l’organizzazione del BREfest, prima edizione di un festival dedicato alla sostenibilità ambientale, all’interculturalità, alla musica e soprattutto alla condivisione, in un luogo affollatissimo in inverno, ma semi-deserto d’estate. Dalla promozione all’ideazione dei workshops, noi volontari siamo riusciti a veicolare con successo il messaggio “Sharr is more than snow”, portando un pubblico variegato ad incontrarsi nella natura.

Prima del festival ci hanno raggiunto i ragazzi del “Tour of Freedom”, workcamp in bicicletta di tre settimane da nord a sud del Kosovo, che hanno preparato per il festival una mostra e una human library sulle esperienze vissute e le persone incontrate durante il percorso. I partecipanti di “A route to connect”, viaggio-studio sul campo lungo la rotta balcanica percorsa dai migranti, hanno condotto una discussione sulla situazione migratoria attuale, introdotta da un’esposizione di foto e testimonianze. Sabato infine, siamo stati impegnatissimi ad intrattenere bimbi e ragazzi di etnia rom del progetto “Imaginatorium” di Gračanica: sfiancante, ma tremendamente divertente.

La preparazione del festival ha richiesto un’azione di clean-up dei rifiuti abbandonati vicino ai luoghi del BREfest e la raccolta di legna da ardere per il falò: purtroppo l’abbandono di rifiuti è un problema evidente e grave in Kosovo e pulendo a ridosso del ciglio della strada siamo riusciti almeno a suscitare la curiosità dei tanti che passavano in macchina.

Lo SVE non è stato però solo preparazione e brainstorming: il primo giorno a Sharr Mountain siamo partiti per un intenso pomeriggio di hiking verso il lago Liqeni i Livadhit/Livadičko jezero, vicino al quale abbiamo trascorso la notte in tenda.

Nel tempo libero abbiamo inoltre potuto visitare alcune città, scegliendo in base ai consigli dei nostri coordinatori Mira e Jean: Prizren richiama molti turisti durante il“DokuFest” e lo stesso accade a Peja con l'”Anibar”; a Gjacova la via del vecchio bazar offre un’ampia scelta di locali e negozi. L’eredità ottomana e la convivenza, ancora non facile, della cultura albanese-musulmana e di quella serba-ortodossa, hanno un fascino senza eguali.

Potrei continuare ancora il racconto, ma credo che l’unico modo per apprezzare completamente la ricchezza del Kosovo e soprattutto i monti Sharr, sia viverli: le persone, i paesaggi, i profumi e i suoni della montagna non si possono descrivere efficacemente a parole. Il titolo del nostro progetto era “All colours of Sharr Mountain” e i tramonti che ci sono stati regalati danno un’idea del perché.

Per approfondire, sul sito di GAIA Kosovo si possono leggere i racconti degli altri volontari: https://gaiakosovo.wordpress.com/.

Usare i media per promuovere l’inclusione: testimonianza dello scambio giovanile in Ungheria

Usare i media per promuovere l’inclusione: testimonianza dello scambio giovanile in Ungheria

L’articolo è stato scritto da Eugenia Vagnetti, group leader e facilitatrice dello scambio giovanile “Change for Media – Media for a Change” tenutosi in Ungheria dal 18 al 27 agosto 2017.

La branca ungherese dello SCI “Utilapu”, ed in particolare il gruppo di attivisti “Open Doors”, hanno organizzato durante il mese di agosto 2017 la seconda edizione dello scambio giovanile “Change for Media – Media for a Change”, al quale ho avuto modo di partecipare sia durante la fase organizzativa, direttamente dal settore di Inclusione Sociale di SCI Italia, che come partecipante e facilitatrice durante la realizzazione dello stesso. Questo scambio, essendo parte del gruppo internazionale YUWG (Youth and Unemployment Working Group), privilegiava la partecipazione di giovani con minori opportunità. In questo caso la tematica centrale del progetto era quella del fenomeno migratorio e dell’uso dei media, per cui da parte di tutte le branche partecipanti (Ungheria, Serbia, Italia, Bulgaria e Catalunya) abbiamo cercato di agevolare la partecipazione di giovani migranti di prima o seconda generazione, in modo da poter conoscere in prima persona altre culture di Paesi quali il Mali, l’Afghanistan, l’Iraq, la Nigeria, il Marocco, la Costa d’Avorio e l’Armenia. In un mondo che porta a galla sempre più problemi legati all’incomprensione, l’individualismo, la paura, la violenza e la divisione, cresce il bisogno di esperienze di vita comunitaria come opportunità per conoscerci e condividere le nostre differenze e le nostre similitudini, entrare in contatto con diverse culture (e farlo di persona, ribaltando gli stereotipi trasmessi dai media), coltivare e nutrire nuove forme di dialogo.

Credo che questi progetti, che siano campi di volontariato internazionali, scambi giovanili o seminari per educatori, siano di vitale importanza per continuare a contribuire, ognuno con il proprio, nella costruzione di un mondo migliore. Purtroppo quotidianamente siamo bombardati di brutte notizie, ed è la realtà, certe cose capitano ed è importante esserne consapevoli, ma questo non significa che non ci sia modo di agire e reagire. Durante il progetto abbiamo avuto tempo e spazio per riflettere e confrontarci sul concetto di cambiamento, pensando a cosa vorremmo cambiare di noi stessi e cosa vorremmo cambiare nel mondo: “Se vuoi cambiare il mondo, comincia da te stesso”, diceva Gandhi. Ci fanno credere che non ci sia speranza, ma il contributo di ognuno cambia il mondo, lentamente, e si espande come una macchia d’olio. La speranza è che il nostro cambiamento apporti qualcosa di buono, per questo sono assolutamente favorevole alle opportunità di crescita e formazione che ci offre la vita, ed in questo caso specifico, uno scambio giovanile come questo.

Durante lo scambio un ragazzo giovanissimo (17 anni), ci ha confidato che il suo più grande cambio nella vita è stato quello di conoscere se stesso; un’altra ragazza (20 anni), mi ha detto che la cosa più importante per lei è essere presenti a se stessi e vivere il momento, e giorno per giorno coltivare il sogno di costruire un progetto ecosostenibile di vita comunitaria che abbracci una politica rispettosa dell’ambiente e degli animali. Alcuni dei ragazzi che hanno partecipato a questo scambio hanno dovuto lasciare il proprio paese per vari motivi, tra cui la presenza di conflitti armati (che c’erano e che continuano ad esserci), e vivono ora in diversi paesi europei, lontani dai loro familiari, che non sanno se riusciranno a rivedere. Ognuno di loro si sta costruendo una nuova vita, ed ognuno a suo modo ha partecipato attivamente allo scambio, ridendo e scherzando nei momenti leggeri e contribuendo con le proprie idee e competenze nei lavori di gruppo.

Ai seguenti link potete vedere i video realizzati durante il progetto:

Labels of Freedom (Change for Media-Media for Change)

My big change (Change for media – Media for Change)

Change begins (Change for Media – Media for Change)

Let the colors OUT (Change for Media – Media for Change)

Buona visione!

Radicati al terreno come alberi di olive: un campo in Palestina

Radicati al terreno come alberi di olive: un campo in Palestina

Dal 23 ottobre al 3 novembre 2017 un campo in Palestina, a sud est di Betlemme, nei pressi del villaggio Nahalin, per supportare il raccolto delle olive.

Il campo avrà luogo contestualmente al progetto The Tent of Nations, che cerca di connettere persone provenienti da culture diverse per costruire ponti di comprensione, riconciliazione e pace, con l’obiettivo futuro di trasmettere, attraverso chi ha vissuto quest’esperienza, valori di tolleranza e coesistenza rispettosa e pacifica. I campi di volontariato internazionale sono uno strumento, tra gli altri, per raggiungere tal fine. Sin dal 1991 il territorio dove prende luogo il progetto è sotto minaccia di sequestro da parte dell’esercito israeliano: da allora fino ad oggi, viene difeso il diritto a restare nella propria terra, credendo fermamente nella giustizia.

Questo campo, che ha come obiettivo la raccolta delle olive, è partecipato sia da persone locali che da volontari/e internazionali, che campeggeranno e lavoreranno insieme per dieci giorni. Durante le mattine si svolgerà la raccolta delle olive e ci si prenderà cura degli uliveti della fattoria. Nei pomeriggi invece si svolgeranno visite guidate nei territori circostanti.

Nella parte studio verranno svolte discussioni approfondite riguardo alle radici del popolo palestinese e alla storia della loro terra.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale l’arabo.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Pront@ a partire? Ultimi incontri di formazione pre-partenza! [Autunno 2017]

Pront@ a partire? Ultimi incontri di formazione pre-partenza! [Autunno 2017]

Servizio Civile Internazionale Italia organizza gli ultimi due incontri di formazione pre-partenza della stagione campi 2017. Gli incontri riuniranno I e II livello in un unico appuntamento. Se vuoi partire per un qualsiasi progetto di volontariato internazionale in Asia (a esclusione di Giappone e Hong Kong), Africa, Mediterraneo e America Latina, è obbligatorio prendervi parte.

Gli incontri di formazione permettono di prendere coscienza dell’esperienza che stai pianificando di fare, scegliendo un campo di volontariato SCI: dalla conoscenza dell’Associazione ai partner locali e internazionali, dalla motivazione che ti muove a partire al contesto con cui ti confronterai. Sono normalmente divisi in un primo e in un secondo livello; anche quest’anno SCI-Italia organizza una formazione speciale autunnale, che raccoglie entrambi i livelli, per permettere a tutti/e coloro che non hanno fatto in tempo a partecipare agli incontri precedenti di partire per il Sud del mondo, in caso lo desiderassero.

Gli incontri di formazione autunnali di quest’anno si terranno a:

  • Roma, 29 settembre – 1 ottobre, dal venerdì sera (ore 18) alla domenica pomeriggio, presso La Città dell’Utopia (via Valeriano 3F, metro Basilica di San Paolo);
  • Berzano di Tortona (AL), 20 – 22 ottobre, dal venerdì sera (ore 18) alla domenica pomeriggio, presso la Comunità di Famiglie.

È fondamentale la permanenza dei/delle partecipanti durante tutto il tempo dell’incontro (anche il pernottamento), perché si tratta di momenti intesi a condividere vita comunitaria e a mettersi alla prova rispetto alla dinamica del campo di volontariato.

Gli incontri, salvo casi eccezionali, non sono selettivi, ma ovviamente avranno la funzione di portarti a capire se l’esperienza proposta è quella adatta. Inoltre, ti permetteranno di inserire nel tuo bagaglio formativo strumenti utili per il tuo futuro lavorativo e non: comunicazione nonviolenta, risoluzione dei conflitti interpersonali, momenti di approfondimento su temi quali conflitti armati, migrazioni, tutela dell’ambiente.

Per partecipare alla formazione si richiedono il tesseramento SCI-Italia (20 euro) e un contributo di 30 euro per le spese della struttura ospitante.

Modalità di pagamento per l’incontro di formazione di Roma: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Modalità di pagamento per l’incontro di formazione di Berzano di Tortona: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale
IBAN: IT56B0501801600000000123597
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Per avere ulteriori informazioni e per iscriversi all’incontro di formazione di Roma, scrivere a campisud@sci-italia.it o contattare la Segreteria Nazionale al numero 065580644. Termine ultimo per l’iscrizione: lunedì 25 settembre.

Per ricevere informazioni o iscriversi all’incontro di formazione di Berzano di Tortona, scrivere a lombardia@sci-italia.it. Termine ultimo per l’iscrizione: lunedì 16 ottobre.

In seguito all’avvenuto versamento, si dovrà allegare la prova del pagamento della tessera e del contributo agli indirizzi email indicati sopra.

bool(false)