Inclusione sociale

L’impegno del Servizio Civile Internazionale nel settore dell’inclusione sociale

Da molti anni il Servizio Civile Internazionale è impegnato nel campo dell’inclusione sociale e numerosi sono i progetti e le iniziative realizzate con il coinvolgimento di centinaia di volontari, al fine di rendere l’inclusione sociale un approccio associativo trasversale.

L’idea di partenza è quella che occuparsi di inclusione sociale implichi la necessità di uscire da una logica di sola assistenza impegnandosi nel duplice obiettivo della promozione dell’autonomia e del protagonismo dei soggetti coinvolti e della rimozione delle cause culturali e sociali dell’esclusione sociale.
Le attività realizzate coprono una gamma significativa di tipologie d’azione: scambi giovanili internazionali, “inserimenti protetti” nei campi di volontariato in Italia, nonché eventi e percorsi pubblici di auto-formazione e sensibilizzazione sul tema, realizzati spesso in rete con associazioni, gruppi informali e anche enti istituzionali presso “La Città dell’Utopia”, un progetto del Servizio Civile Internazionale a Roma qualificabile come un esperimento di educazione ed auto-apprendimento alla partecipazione individuale e collettiva alla vita del proprio ambiente.

L’impegno del Servizio Civile Internazionale nell’area si contraddistingue anche per la dialettica locale-internazionale che è alla base delle principali attività associative. Da quasi venti anni lo SCI Italia è parte di un gruppo di lavoro internazionale – “Youth and Unemployment Working Group” (YUWG) – che ha posto l’inclusione sociale giovanile al centro del proprio impegno fungendo da piattaforma di riflessione, elaborazione delle idee progettuali, programmazione, valutazione, scambio e diffusione di buone pratiche per le associazioni che ne fanno parte (al momento 12 tra branche e partner del network internazionale SCI).

Inserimenti protetti nei campi di volontariato in Italia

Ogni anno, grazie al progetto “Tutti in campo contro l’esclusione”, progetto spesso sostenuto con i fondi otto per mille della Chiesa Valdese (Unione delle chiesa metodiste e valdesi), circa 35 tra volontari e volontarie con minori opportunità partecipano a campi di volontariato internazionale tramite inserimenti protetti. Un campo di volontariato internazionale è un’esperienza di volontariato a breve termine (15 giorni circa) dove si vive e si lavora insieme ad un gruppo di volontari (non solo giovani) provenienti da tutto il mondo. Si supportano varie attività di utilità sociale in diversi temi (protezione ambientale, animazione con i bambini, attività con rifugiati, organizzazione di festival culturali, lavori manuali ecc). Sono previsti giorni liberi, possibilmente escursioni, una parte studio (sulla tematica del campo). La parte di lavoro va dalle 4 alle 7 ore al giorno. Ogni gruppo di volontari è supportato da un coordinatore esperto nella gestione di progetti per l’inclusione di giovani con minori opportunità, che non sono mai più di 2 (su un gruppo totale di volontari che va dagli 8 ai 15). La lingua parlata è solitamente l’inglese. Se non è specificato nella descrizione, un livello “scolastico” sarà sufficiente per interagire con il gruppo, soprattutto se si è motivati, aperti e curiosi verso altre culture. In alcuni campi viene richiesta la conoscenza della lingua locale. Oltre ad offrire un valido apporto alla comunità locale, lo scopo del campo di volontariato è permettere ai volontari di conoscersi, imparare, superare i pregiudizi e convivere in maniera pacifica, risolvendo i conflitti con il dialogo e la comprensione reciproca. A differenza degli scambi giovanili descritti sopra, dove ogni gruppo di partecipanti è accompagnato da un “group-leader”, questa figura non è prevista nel campo di volontariato, che dunque si consiglia come esperienza a giovani che hanno già raggiunto un discreto livello di autonomia e auto-responsabilizzazione e per i quali la partecipazione al campo intende rappresentare un avanzamento nel percorso di crescita e inclusione sociale.

Dal 2016 il Servizio Civile Internazionale ha dato un ulteriore focus agli inserimenti protetti avviando collaborazioni con associazioni e cooperative che si occupano di richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieri non accompagnati in tutt’Italia.

Scambi giovanili internazionali (Programma Erasmus+)

Gli scambi giovanili finanziati dal Programma Erasmus+ sono utilizzati come strumenti di reinserimento ed inclusione sociale di giovani provenienti da diverse condizioni di disagio dai 16 fino ad un massimo 25 anni di età. La collaborazione con una rete di centri di giustizia minorile, servizi sociali, cooperative sociali, centri di aggregazione giovanile estesa a tutto il territorio nazionale ci permette di arrivare ai giovani e programmare un percorso di accompagnamento allo scambio internazionale per ciascuno dei partecipanti, anche grazie al contributo dei gruppi locali dello SCI che organizzano incontri preparatori e mini-campi di volontariato sul territorio. Gli scambi sono progetti finanziati dal Programma Erasmus+ della Commissione Europea e permettono a un gruppo di giovani di essere ospitati da uno o più gruppi di altri paesi, per partecipare insieme a un comune programma di attività. Ciascuno scambio di giovani prevede, dunque, un gruppo ospitante (“organizzazione ospitante”) e diversi gruppi di partecipanti ospitati (coordinati dalle “organizzazioni d’invio”). La durata è compresa fra 8 e 15 giorni. Questo tipo di esperienza rappresenta un’opportunità unica di incontro e attivazione dei giovani partecipanti, offrendo a questi l’opportunità di progettare insieme il proprio scambio sulla base di un tema di interesse comune, conoscere le reciproche culture, allontanando pregiudizi e stereotipi. Gli scambi devono avere sempre una finalità pedagogica di apprendimento in un contesto non formale. L’apprendimento non formale è quello che ha luogo al di fuori del curriculum previsto dall’istruzione formale. Le attività di apprendimento non formale si svolgono su base volontaria e sono accuratamente progettate per favorire lo sviluppo personale e sociale dei partecipanti. In Europa, la maggior parte dei cittadini ha ricevuto nella propria vita una qualche forma di scolarizzazione. Questa istruzione scolastica formale si basa normalmente su una relazione “verticale” tra studente e insegnante: colui che possiede la conoscenza e la trasmette (insegnante) e colui che la riceve (alunno). L’istruzione non-formale, al contrario, può essere spiegata con la formula “learning by doing”, ovvero imparare direttamente sul campo e soprattutto sullo scambio di conoscenze tra tutte le persone coinvolte. La metodologia di apprendimento consiste nell’interazione tra i giovani e le concrete situazioni di cui fanno esperienza. Le attività sono guidate da facilitatori dell’apprendimento, sia professionisti che volontari. Vista la giovane età di molti dei partecipanti, questi sono accompagnati da un “group-leader” esperto.

Qualche esempio concreto dagli anni passati:

Italia – We’re not second!

Lo scambio giovanile “We are not second” ha riunito 20 partecipanti provenienti da Belgio, Slovenia, Ungheria e Italia ed è stato ospitato per 11 giorni a Roma, presso ” La città dell’Utopia”. L’argomento centrale delle attività dello scambio è stato quello delle seconde generazioni, affrontato utilizzando strumenti quali il Teatro dell’Oppresso, il Teatro Forum e la Ludopedagogia. I giovani hanno riflettuto e discusso del tema attraverso metodi non formali che hanno permesso loro di confrontarsi, apprendere, divertirsi, stringere amicizie, scoprire e scoprirsi.

Ecco un breve video delle attività realizzate:

La collaborazione con i centri di giustizia minorile, servizi sociali, cooperative sociali, centri di aggregazione giovanile

Lo SCI è sempre disponibile ad ampliare la rete di enti attivi sul territorio per l’inclusione sociale di giovani con minori opportunità. Gli scambi giovanili e gli inserimenti protetti nei campi di volontariato in Italia sono strumento di reinserimento ed inclusione sociale di giovani provenienti da diverse condizioni di disagio – anche a rischio grave di emarginazione e devianza – dai 16 fino ad un massimo 25 anni di età.

Se lavori per un centro di giustizia minorile, servizi sociali, cooperative sociali, centri di aggregazione o di accoglienza e sei interessato ti invitiamo a contattarci al più presto.

Casa dei Venti

Casa dei Venti è un progetto di Laboratorio 53, Servizio Civile Internazionale e ASGI che si svolge all’interno della Città dell’Utopia. È uno spazio di dibattito, un luogo familiare e di incontro per i migranti che scappano da torture, guerre e varie forme di violenza. È un luogo in cui è possibile soddisfare il bisogno di socializzazione, di ricostruzione dei legami interpersonali e di inserimento nel tessuto sociale. Ma è anche uno spazio di formazione e auto-formazione per gli operatori del settore e di sensibilizzazione e attivazione della cittadinanza sui temi migratori.
Il progetto vuole essere una risposta al sistema di accoglienza italiano e territoriale fondato su esclusione sociale, marginalizzazione, razzismo, criminalità organizzata e business in violazione dei diritti fondamentali dei migranti.

Il progetto include:
– Sportello di primo orientamento e accoglienza;
– Gruppi di orientamento legale sul diritto d’asilo rivolti ai richiedenti asilo;
– Gruppi informativi sullo sfruttamento bracciantile;
– Osservatorio sui centri di accoglienza;
– Gruppo di Auto-mutuo-aiuto per donne;
– Incontri di autoformazione su diritto d’asilo, tortura, metodologia dell’Auto-Mutuo-Aiuto, teatro dell’oppresso;
– Scuola d’italiano;
– Makì – Sapori dal Mondo. Laboratorio culinario con richiedenti asilo e rifugiati

Visita la pagina FB di Casa dei Venti.

Contatti
Simone Ogno
SCI Italia – Segreteria Nazionale
Via A. Cruto 43, 00146 Roma – Italia
Tel. +39 065580644 | Fax +39 065585268
inclusione@sci-italia.it | skype: ltv.sci.italia

bool(false)