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RaccontiamoSCI: “Trasmettere alle future generazioni quello in cui crediamo e siamo, ci permette di guardare avanti”

Diana è una persona molto in gamba, impegnata nel lavoro di fundraiser presso COOPI, una mamma affettuosa e pronta insieme alla famiglia a fare nuove esperienze. In questa intervista mi arriva l’entusiasmo di Diana nel “rivivere attraverso i ricordi l’esperienza sia di viaggio che di volontariato” e trasmetterlo alle proprie figlie come dono per la vita. 

Un grazie Diana per il tempo che ci hai dedicato e a presto – Marzia per SCI Italia 

 


 

– Ciao Diana, ci siamo sentite via messaggio e mail per il minicampo 2019 a Casa Chiaravalle (alle porte di Milano, Chiaravalle) al quale partecipò tua figlia Masal…come stai/state? 

Bene Marzia, grazie. 

Masal è rimasta entusiasta dall’esperienza dell’anno scorso e non vede l’ora che SCI riprenda con le attività di campo ecc. 

 

– Ci racconti come hai conosciuto / incontrato lo SCI, le tue prime esperienze? 

Ho conosciuto lo SCI oltre 20 anni fa ed è stato il timone che ha dato la direzione alla mia vita successiva: dopo il mio primo campo in Senegal ho cercato lavoro nella Cooperazione. Oggi sono fundraiser per i progetti di COOPI.

Mi sono sposata e ho avuto due figlie che hanno 13 e 15 anni alle quali ho trasmesso la mia passione per l’attivismo sociale e i miei valori! 

E così, anche Masal l’anno scorso all’età di soli 14 anni ha fatto il suo primo campo di lavoro volontario a Casa Chiaravalle con voi. Eccola in una foto, dopo aver ripulito e sistemato il giardino della Casa, con i suoi compagni e compagne di squadra 🙂 

 

– Diana ci racconti della tua esperienza in Senegal con lo SCI e come lo descriveresti? 

Caspita è passato del tempo, era il ‘98, era un campo di lavoro volontario per dare supporto alle famiglie coltivatrici locali. Era un villaggio vicino a Kaolack, se ben ricordo.  

Attraverso l’incontro e scambio tra volontar@ e coltivator@ si affrontava il tema della  produzione bio… sono passati ben 20 anni, incredibile. Eravamo due volontarie dall’Italia più volontari/e internazionali. Era stato un anno poco piovoso, quindi non ci potevamo recare alle coltivazioni e alla fine si passava la giornata con le famiglie, tipo campo di immersione. Condividendo la vita del villaggio si passava un sacco di giornate a fare giri, festeggiamenti a matrimoni e la cerimonia del tè che mi ha colpita per la lunga preparazione. 

Il mio papà poi ricevette in seguito una lettera dal papà che mi aveva ospitata in Senegal e ne siamo rimasti molto felici. 

Con mio marito, tempo dopo, feci un altro campo, in Togo. Dopo la nascita delle mie figlie, due anni fa siamo tornati in Africa con un’altra associazione e poi Masal mi ha detto che voleva fare altre esperienze e l’anno scorso appunto, a maggio, è stata a Casa Chiaravalle.

Ti faccio i miei complimenti Diana perché avete trasmesso la passione del volontariato alle figlie…dopo questa esperienza giovanile in Senegal e non solo. 

 

– Perché hai partecipato ad un campo SCI e che valore aggiunto ha avuto? 

Volevo guardarmi attorno nell’ambito della cooperazione internazionale e ho lasciato la solita vita lavorativa. Da lì poi sono arrivata al COOPI. 

 

– Hai suggerimenti o richieste per lo SCI e quali attività vi interessano di più?

Attendiamo di sapere se ci saranno campi per questa particolare estate. 

Con la segreteria nazionale SCI stiamo lavorando a livello nazionale (in base anche alla situazione internazionale) su possibili campi e mini-campi di volontariato 2021…come vedi stiamo portando avanti una serie di attività online sul sito e sui social dell’associazione. 

Speriamo, dunque, Diana, di rivederci presto in qualche mini-campo o altra attività di SCI. Grazie!