Posizione aperta per uno SVE di 12 mesi in Bulgaria per la promozione dei diritti umani

Posizione aperta per uno SVE di 12 mesi in Bulgaria per la promozione dei diritti umani

Descrizione del progetto:

L’associazione Infinite Opportunities Association – Bulgaria cerca un/a volontario/a tra i 18 e i 30 anni per un progetto SVE della durata di 12 mesi (ottobre 2018 – ottobre 2019).  Come per ogni progetto SVE, sono garantite le spese di alloggio, vitto, viaggio, pocket money mensile ed assicurazione.

Le Attività:

l/la volontario/a si occuperà delle seguenti mansioni :

  • Preparare e realizzare presentazioni per i giovani su vari temi legati ai diritti umani.
  • Creare supporti visivi per i progetti dell’associazione (banner, info-grafiche, poster ecc.);
  • Creare nuovi partenariati con scuole e università in tutta la Bulgaria, al fine di pianificare e realizzare attività di street action dedicati alla campagna del Consiglio d’Europa “No Hate Speech Campaign”.
  • Realizzare sessioni informative e workshop per bambini e giovani dedicati alla tolleranza e anti-discriminazione nei confronti dei rom, LGBTIQ+, rifugiati, minoranze etniche ecc.

Per maggiori informazioni sui progetti portati avanti dalla Infinite Opportunities Association, clicca qui.

Requisiti:

Il/La volontario/a dovrà avere una buona conoscenza della lingua inglese. È richiesta una buona motivazione a lavorare con i/le giovani e con volontari/e di diverse culture.

Per candidarsi, inviare CV e motivation letter in inglese all’indirizzo evs@sci-italia.it, indicando nell’oggetto dell’email la dicitura “SVE in Bulgaria”.

Termine ultimo per candidarsi: 31 ottobre 2018.

Sci-Italia cerca un coordinatore/trice per un campo sul restauro a Cascina Casottello (MI)

Sci-Italia cerca un coordinatore/trice per un campo sul restauro a Cascina Casottello (MI)

SCI-Italia è in cerca di un coordinatore/trice per un campo internazionale di volontariato sul restauro che si svolgerà a Cascina Casottello (Lombardia) dal 10 al 23 settembre

Il campo è organizzato insieme all’associazione socio-culturale di Sunugal e la cooperativa Fate Artigiane, che hanno vinto, all’inizio del 2016, un bando pubblico per il restauro e la rivalorizzazione di Cascina Casottello. L’edificio si trova nella periferia sud-est di Milano, un’area con diverse problematiche occupazionali e sociali, caratterizzata anche da situazioni di degrado ambientale. Le associazioni partner mirano ad avviare un processo di rigenerazione territoriale e architettonica, reinterpretando l’identità della Cascina attraverso proposte creative, artistiche e sociali, guidate dalla partecipazione attiva dei cittadini.

Cascina Casottello sarà un luogo aperto al quartiere e alla città, uno strumento di dialogo, incontri e discussioni, il legame tra risorse collettive e bisogni sociali.

Scegliere di diventare coordinatore di campo è un contributo importante nei confronti dell’associazione e allo stesso tempo è anche un percorso formativo valido per il coordinatore.

Leggi la scheda completa del campo.

Per candidarsi o ricevere informazioni scrivere a workcamps@sci-italia.it o contattare la Segreteria Nazionale al numero 06 5580644.

 

Comunicato della rete #RestiamoUmani

Comunicato della rete #RestiamoUmani

Pubblichiamo il comunicato della rete #RestiamoUmani, di cui fa parte anche SCI-Italia, sull’azione di mercoledì 11 luglio a Roma, di fronte al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.

DECINE DI ATTIVISTI RETE #RESTIAMOUMANI BLOCCANO INGRESSO MINISTERO DEI TRASPORTI, «BASTA NAUFRAGI DI STATO NEL MEDITERRANEO, GOVERNO ITALIANO E UE STANNO ISTITUZIONALIZZANDO OMISSIONE DI SOCCORSO IN MARE»

ROMA, 11.07.18 – Da questa mattina all’alba più di 50 attivisti della rete #RestiamoUmani sono incatenati alla scalinata di ingresso del Ministero dei Trasporti, in Via Nomentana a Roma, per protestare in modo pacifico e non violento contro la politica dell’attuale governo che, con la connivenza dell’Ue, stanno causando l’aumento esponenziale del numero di
persone che muoiono in mare nel tentativo di raggiungere le coste europee. Gli attivisti, vestendo giubbotti di salvataggio e salvagenti, hanno inoltre aperto uno striscione con scritto “Naufragi di Stato”.

«Il Mediterraneo è ogni giorno di più teatro di stragi, con centinaia di persone annegate. Riteniamo che lo stato italiano e l’Unione europea siano responsabili di queste morti, che si possono evitare con la presenza di assetti preposti al soccorso, con l’impegno alla creazione di vie legali e sicure per la migrazione, con un’equa distribuzione su scala europea degli sforzi volti a un’adeguata ricezione e accoglienza delle persone in arrivo», dichiarano le attiviste e gli attivisti. «Oggi manifestiamo davanti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti perché bisogna porre subito un freno all’istituzionalizzazione dell’omissione di soccorso e del reato di solidarietà. L’Italia e l’Europa non possono lasciar annegare persone in mare, soprattutto perché l’obbligo di soccorso, sancito dall’articolo 98 della Convenzione ONU sul Diritto del Mare, è il principio chiave del diritto della navigazione e un dovere statuale, messo in atto attraverso la persona del Capitano a bordo della nave chiamata a intervenire, per compiere un imprescindibile atto di solidarietà: tendere una mano, il fondamento della legge tacita dei marinai».
L’Italia per molto tempo è stata in prima linea nel Canale di Sicilia, con Guardia Costiera e Marina Militare che hanno salvato centinaia di migliaia di vite. Tuttavia, dall’inizio del 2017 a oggi, stiamo assistendo a una stretta sempre più forte al margine d’azione delle navi civili in mare che soccorrono, testimoniano e denunciano. La Dichiarazione di Malta del febbraio 2017, firmata dall’allora ministro Minniti, ha ufficializzato il supporto europeo alla Libia, concentrando le politiche comuni sul contenimento della migrazione e sull’esternalizzazione delle frontiere, in combinazione con un attacco politico e mediatico alle ONG che prestano soccorso in mare. Il ministro Salvini continua dunque nel solco di una linea già ben tracciata dai governi precedenti.
Queste politiche e la riduzione dei soccorsi hanno aumentato il numero di persone che annegano nel Mediterraneo centrale: oltre 1000 confermate dall’inizio dell’anno. Il Canale di Sicilia ha raggiunto il drammatico primato di confine più letale al mondo, con una persona su 7 dispersa nel solo mese di giugno (Fonte: UNHCR). Un tragico traguardo, raggiunto per il quinto anno consecutivo, nonostante il calo nel numero di arrivi. L’elevata perdita di vite umane dimostra quanto sia urgente rafforzare le capacità di ricerca e soccorso nella regione e aprire canali legali di arrivo.
Alle ONG attualmente presenti in questa parte di Mediterraneo è invece impedito di lasciare i porti di attracco per andare a soccorrere e di accedere poi a porti ragionevolmente vicini, per mettere in sicurezza le persone tratte in salvo, che non possono essere riportate in Libia. Ricondurre forzosamente in Libia le persone intercettate in mare dagli assetti libici non è una soluzione, ma non è altro che un “respingimento per procura”. La Libia non è un “posto sicuro”, come richiede la normativa sul soccorso rispetto al luogo di sbarco. Per questo l’Italia è già stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nel 2012 per la pratica dei respingimenti collettivi sotto il regime di Gheddafi (caso Hirsi Jamaa v. Italy).
«Non ci riconosciamo in un sistema che finanzia e supporta un ciclo di abusi per cui le persone intercettate in mare, una volta rimandate sulle coste libiche, sono soggette a un regime di detenzione arbitraria e illimitata e condotte in centri di detenzione governativi, quando non vendute a gruppi criminali. In entrambi i casi sono infinite le testimonianze di torture, stupri, estorsioni», proseguono le attiviste e gli attivisti. «I diritti delle persone in movimento sono inalienabili: sono i nostri diritti. Le presenti politiche stanno minacciando i diritti civili, che lo Stato ha il dovere e la responsabilità di proteggere e che non può opprimere, né tantomeno annegare», concludono.

Per porre rimedio a questa situazione drammatica, le attiviste e gli attivisti chiedono, nell’immediato, al Ministero dei Trasporti, in collaborazione con il Ministero dell’Interno:

l’apertura dei porti italiani alle navi con persone soccorse in mare a bordo, in condizioni di vulnerabilità. Questa chiusura infatti, dopo aver inizialmente riguardato le ONG, è stata estesa in questi giorni anche alle navi militari europee e persino alle navi battenti bandiera italiana. Il governo italiano non può impedire il regolare e legale svolgimento delle operazioni di soccorso, chiudendo i propri porti attraverso dichiarazioni d’intenti su Internet, non traducibili in atti ufficiali e non supportate da alcuna base giuridica plausibile.

Chiedono inoltre agli Stati membri dell’Unione europea e ai loro governi:

Di fermare subito il processo in atto di istituzionalizzazione dell’omissione di soccorso, un dovere universale nonché prescritto dalla legge;
Che l’Unione si assuma la propria responsabilità in mare, predisponendo assetti con un chiaro mandato di ricerca e soccorso, attraverso una missione SAR europea;

Che i rappresentanti dei governi europei trovino soluzioni strutturali e non emergenziali, né tantomeno basate sulla deterrenza – come quelle attuali – ma piuttosto sulla responsabilità di proteggere i diritti, di tutti: attraverso l’istituzione di vie legali e sicure per la migrazione, che si deve accettare come un fatto umano, e come un fondamentale diritto.

La rete #RestiamoUmani auspica che si moltiplichino manifestazioni e atti concreti in difesa dei diritti civili e della libertà di movimento. E invitano a partecipare agli eventi di solidarietà che si terranno in questi giorni in Italia e in tutta Europa, come la manifestazione a Ventimiglia (“Ventimiglia città aperta” del 14 luglio prossimo, manifestazione per rivendicare il permesso di soggiorno europeo, il diritto alla mobilità e un nuovo sistema dell’accoglienza).

Valorizzare le risorse naturali all’interno di un parco: un campo in Messico

Valorizzare le risorse naturali all’interno di un parco: un campo in Messico

 Il campo:

Dall’1 al 15 Settembre 2018 Sci Italia promuove un campo di volontariato internazionale in Messico, all’interno del Parco San José, su sostenibilità e valorizzazione delle risorse ambientali.

Il Parco educativo San Josè, è un centro di educazione ambientale e cultura della formazione, che incoraggia una società partecipativa verso la conservazione delle risorse naturali nella regione di Tsotsil nel Chiapas.

Il parco è situato a 8 km dalla città di San Cristobal de las Casas, in Chiapas, in un’area di 16 ettari di foresta di querce e pini, ecologicamente importante in termini di conservazione della flora e della fauna.

All’interno di questo parco si trovano l’Unità di Gestione Ambientale (UMA) e la Stazione Biologica e tra i progetti ci sono la costruzione, la riabilitazione e la manutenzione delle strutture del parco.

Le attività:

I/Le volontari/e parteciperanno alla creazione e allo sviluppo di materiali didattici per la comprensione delle problematiche ambientali. Questo materiale didattico consentirà al team del parco di continuare ad insegnare e trasmettere un senso di partecipazione e responsabilità di fronte a problemi ambientali.

Allo stesso tempo i/le volontari/e lavoreranno alla progettazione e alla creazione di uno spazio con giochi per bambini, così da svolgere attività ludiche durante il loro soggiorno nel Parco Educativo San José.

Alloggio:

I/le volontari/e alloggeranno presso le strutture del progetto in una camerata mista e condivisa e dovranno portare il proprio sacco a pelo e le coperte. Avranno anche accesso a servizi come acqua calda, bagni e cucina, NO WIFI.

Il cibo sarà ovviamente preparato da tutti i volontari ed eventuali esigenze dietetiche particolari devono essere comunicate prima dell’inizio del campo.

Requisiti:

I/Le volontari/e dovranno avere una mentalità aperta e dimostrare una certa flessibilità per lavorare in un ambiente a pieno contatto con la natura ed essere pronti ad affrontare il lavoro fisico.

La lingua ufficiale del campo è l’inglese, ma sarebbe gradito un livello base di spagnolo. Inoltre i/le volontari che vorranno, sono invitati a registrarsi per un programma intensivo di spagnolo o  altra lingua maya o indigena nella scuola  culturale “La casa en el árbol”.

Ubicazione approssimata:

Il parco appartiene al comune di Zinacantan e dista 8 km dalla città di San Cristóbal de las Casas, Chiapas. San Cristobal è un’incantevole cittadina che ha mantenuto la sua architettura coloniale e il suo sapore messicano, accogliendo un misto di culture indigene, nazionali e internazionali.

Note:

Importante portare repellente per insetti e vestiti che possano coprire la maggior parte del corpo, questo perché il periodo prevede una stagione calda e piovosa. Fondamentale inoltre tenere un comportamento appropriato di fronte ai bambini nella comunità.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

 

Uno SVE in Bulgaria per promuovere uno stile di vita sostenibile

Uno SVE in Bulgaria per promuovere uno stile di vita sostenibile

Il progetto:

Green Voluntary Service + è un progetto SVE  di Green Association della durata di 2 mesi, che si svolgerà dal 1 agosto al 28 settembre 2018.

Obiettivo principale del progetto è quello di promuovere uno stile di vita sostenibile dentro e fuori le piccole comunità.

In questo progetto 16 volontari provenienti da Francia, Italia e Spagna saranno ospitati in Bulgaria.

La maggior parte delle attività di volontariato si terrà durante il festival di Beglika  e il Green Summit , ovvero un progetto che si concentra sulle grandi idee per i piccoli insediamenti, sempre in un’ottica ecosostenibile.

Un’altra parte delle attività si svolgerà nel centro sociale di Green Association e nelle fattorie e nei luoghi dell’associazione.

Le attività:

I/le volontari/e saranno impegnati nell’organizzazione e nella gestione di eventi che, coinvolgendo la comunità locale, promuovono uno stile di vita sostenibile.

Tra le attività principali per raggiungere gli obiettivi vi sono: l’organizzazione di workshop, seminari, festival e altri eventi che forniranno un’esperienza preziosa ai nostri volontari. Dovranno anche cimentarsi nel campo delle pubbliche relazioni, della comunicazione, della pubblicità e della gestione degli eventi in generale, affinchè le iniziative raggiungano il maggior numero di persone.

Nella seconda metà di settembre organizzeremo inoltre una serie di eventi, promuovendo così la vita nelle piccole comunità con un’attenzione particolare dal punto di vista ambientale.

Gli eventi consisteranno in attività sociali, educative, artistiche, sportive, culturali e di altro genere che coinvolgeranno i giovani nel trascorrere il loro tempo in modo costruttivo, lontano dalla frenesia della grande città e più vicini alla natura.

Le ore di lavoro dei volontari saranno in genere 6-7 ore al giorno dal lunedì al venerdì, entro le 30-35 ore settimanali.

Per l’alloggio e i/le volontari/e saranno ospitati in stanze miste in una guest house.

Requisiti:

I/le volontari/e dovranno avere tra i 18 e i 30 anni.

Tra i requisiti richiesti possibilmente, avere diversi background, tra cui precedenti esperienze con minori opportunità. I/le volontari/e dovranno anche dimostrarsi interessati e competenti sui temi  della sostenibilità, permacultura, attività giovanili e multimedia.
Prima di tutto, sarà fondamentale garantire la propria disponibilità a mantenere condizioni di vita spartane , questo perchè la struttura sarà senza acqua calda, senza negozi o servizi nelle vicinanze, ecc.).

I/Le volontari/e dovranno infatti anche viaggiare in autobus o in auto e dormire in una tenda per lunghi periodi (più di 2 settimane)

Candidatura

Come per ogni progetto SVE, sono garantite le spese di alloggio, vitto, viaggio, corso di lingua ed assicurazione.

Il progetto è realizzato con il supporto dei volontari verdi del programma Erasmus + dell’Unione europea.

Inviare CV e lettera di motivazioni in inglese all’indirizzo evs@sci-italia.it entro il 15 giugno 2018.

 

 

 

Protezione e tutela ambientale: un campo a Mehdyia in Marocco

Protezione e tutela ambientale: un campo a Mehdyia in Marocco

Il campo

Dal 1 al 14 agosto 2018 SCI-Italia insieme a CJV promuove un campo di volontariato internazionale sulla tutela e valorizzazione ambientale, nella cittadina di Mehdyia, in Marocco.

CJV è un’organizzazione non governativa (ONG) impegnata da anni nella protezione dell’ambiente e nel restauro dei monumenti storici, e negli anni ha collaborato con più di 100 associazioni e partner internazionali.

L’associazione operante nel campo culturale, sociale e umanitario, mira dunque a creare rapporti solidali e a rafforzare così la pace nel mondo attraverso lo scambio di volontari.

Tipologia di lavoro:

Questo progetto è una collaborazione tra CJV e il comune di Mehdyia e il Ministero della Gioventù e vedrà  i/le volontari/e impegnati in attività pratiche come pulizia, manutenzione degli ambienti e pittura murale.

Le attività verranno svolte in turni di lavoro e durante la giornata i volontari faranno vita comunitaria, cosicchè possano conoscersi e stringere rapporti. La cooperazione e l’amicizia infatti. sono i pilastri fondativi della mission di CJV

Alloggio:

I/Le volontari/e saranno ospitati nella locale casa della gioventù e dovranno portare il proprio sacco a pelo.

Ubicazione approssimata: nella città di Mehdiya, nella provincia di Kenitra

Lingua:

La lingua ufficiale del campo sarà l’inglese, ma risulterà utile anche la conoscenza dell’arabo e del francese.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzati dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Consigliabile avere precedenti esperienze di volontariato. Maggiori informazioni: campisud@sci-italia.it / Tel: 065580644

#RightToReturn: comunicato in solidarietà con la popolazione palestinese

#RightToReturn: comunicato in solidarietà con la popolazione palestinese

Vent’anni di interventi solidali in Palestina ci hanno insegnato a non entrare nel merito di quale azione individuale abbia innescato l’escalation di violenza – l’ennesima – ogni qual volta l’interesse mediatico si sveglia per inseguire una sua agenda. Le azioni individuali vanno considerate all’interno del loro contesto, e quello che manca in queste ultime settimane è proprio il contesto nel quale le vicende si svolgono. Un contesto coloniale e di occupazione militare e civile portato avanti da Israele da più di 60 anni, in cui politiche discriminatorie, di segregazione e di oppressione colpiscono l’intera popolazione palestinese, sia essa all’interno di Israele, nei Territori Occupati – di cui, è bene ricordare, fa parte anche la Striscia di Gaza – o esule in altre geografie del mondo.

Tuttavia la repressione di questi giorni ha una genesi ben definita: la scelta del governo statunitense di trasferire la sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme. Una scelta scellerata per due motivi: codifica il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, cancellando le già tenui speranze della popolazione palestinese di vederla anche come la loro capitale; l’inaugurazione arriva in una data dall’alto valore simbolico, cioè quella della “Dichiarazione di Indipendenza di Israele”, che precede di un giorno l’inizio della Nakba palestinese, “catastrofe” che culminò nella pulizia etnica del Palestina del 1948.

A ciò possiamo aggiungere anche due eventi di carattere culturale avvenuti in questi giorni, uno dei quali ci riguarda da vicino: la vittoria della cantante israeliana Netta Barzilai al contest canoro Eurovision e la partenza da Gerusalemme ovest del Giro d’Italia. Entrambi gli eventi evidenziano l’attenzione per i dettagli da parte del governo israeliano quando si tratta di propaganda: il regolamento garantisce infatti l’ospitalità del contest dell’anno successivo nella capitale del paese d’origine della vincitrice/vincitore, e la città designata sarà Gerusalemme, non Tel Aviv; la gara ciclistica si è invece piegata alle pressioni del governo israeliano, eliminando la dicitura “Gerusalemme ovest” a favore di “Gerusalemme” nei documenti ufficiali della corsa, unificando così la città e tramutandola de facto in capitale israeliana come luogo di partenza.

Rimane fermo il nostro rifiuto della violenza, sempre e comunque. Allo stesso tempo consideriamo vuote le parole di chi si definisce super partes perché, come affermava l’arcivescovo Desmond Tutu, “Se sei neutrale in situazioni d’ingiustizia, hai scelto il lato dell’oppressore”. Le parti in conflitto non sono sullo stesso livello, non è accettabile confondere l’occupante con l’occupato, l’aggressore con l’aggredito.

Non ci potrà essere pace in Israele/Palestina fino a quando non cesseranno l’occupazione militare e civile dei Territori Palestinesi, fino a quando non cesseranno le politiche discriminatorie per l’intera popolazione palestinese, fino a quando non cesseranno le pretese di Israele di costruire uno Stato etnicamente puro, ebraico, quindi senza popolazioni terze al suo interno.

Come Servizio Civile Internazionale continuiamo a portare avanti interventi solidali in Palestina per testimoniare, condividere e rompere il silenzio o le strumentalizzazioni. Di fronte alla storia che si ripete, ribadiamo ancora una volta il motto “meno parole, più fatti” e richiediamo l’applicazione della Giustizia, quella del diritto internazionale, delle Convenzioni di Ginevra e dei Protocolli aggiuntivi. Nella speranza di un’adesione sempre maggiore, continuiamo a supportare la campagna BDS (Boycott, Divestment and Sanctions) come azione nonviolenta di contrasto alla propaganda e all’apparato repressivo israeliano.

Continuiamo nel nostro sostegno alla lotta popolare nonviolenta che i comitati popolari portano avanti in molti villaggi palestinesi. Continuiamo nel nostro sostegno a tutte quelle attiviste e attivisti israeliani che si battono insieme ai palestinesi per la fine dell’occupazione e un futuro condiviso.

Sono questi gli strumenti per una reale trasformazione nonviolenta del conflitto che porti giustizia e pace.

Servizio Civile Internazionale

#FreePalestine #Nakba #EndTheSiege #GreatReturnMarch #NoUsEmbassyInJerusalem

Per approfondimenti:

Official statement on President Trump’s intention to move US Embassy to Jerusalem (Service Civil International)

U.S. Embassy move could prove to be “the perfect storm” (+972 magazine)

Why Israel’s Eurovision contestant became a target for BDS (+972 magazine)

#VergognatiGiro! È ora che il Giro d’Italia si confronti con la realtà (BDS Italia)

Un campo di volontariato in Islanda per conoscere e condividere pratiche ecosostenibili e di gestione delle risorse ambientali

Un campo di volontariato in Islanda per conoscere e condividere pratiche ecosostenibili e di gestione delle risorse ambientali

Dall’11 al 19 Aprile 2018 SCI-Italia organizza un campo in Islanda per promuovere la condivisione e l’apprendimento collettivo su questioni ambientali, globali e locali, attraverso teoria e pratica sul territorio.

È il campo adatto per chi desidera approfondire temi inerenti al cambiamento climatico, alla gestione dei rifiuti e riciclaggio, alla protezione degli animali e a soluzioni ecosostenibili. A tutti/e i/le volontari/e è richiesto di contribuire con le proprie conoscenze ed esperienze; l’obiettivo del campo è il raggiungimento della conoscenza condivisa di differenti aspetti della questione ambientale, attraverso visite in esplorazione del territorio, discussioni e workshop tematici.

I/le volontari/e del campo svolgeranno attività finalizzate a renderli/e viaggiatori e consumatori consapevoli. Verranno svolte visite a progetti ambientali locali (quali centri per il riciclaggio dei rifiuti o giardini botanici) per analizzarne a fondo le attività e gli obiettivi.

La parte studio, verterà sulle proposte di attività pratiche per il territorio, come ad esempio la pulizia delle spiagge a nord del Paese o la realizzazione di workshop pubblici per sensibilizzare la popolazione locale..

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Grazie per aver donato a SCI Italia!

Grazie per aver donato a SCI Italia!

Grazie per aver effettuato una donazione alla nostra associazione!

Con il tuo contributo supporterai le nostre attività in sostegno della promozione della pace e della solidarietà internazionale, della tutela dell’ambiente, dell’inclusione sociale.

Da quasi 100 anni lo SCI si impegna concretamente nel cambiare situazioni di disuguaglianza, ingiustizia, degrado, sottosviluppo, violazione dei diritti umani.

 

Volontariato internazionale – parti subito!

Volontariato internazionale – parti subito!

 

“L’intero campo è stata un’esperienza straordinaria. Stare così a contatto con la comunità locale è il miglior modo per comprendere una cultura diversa, osservare da vicino i costumi e le tradizioni. Abbiamo anche assistito a due matrimoni, un’esperienza unica che da semplice turista difficilmente si affronta. Essere là risveglia una voglia di curiosità, di esplorazione e ci si sente come bambini che chiedono perché per ogni cosa. Ci si dimentica quasi, in alcuni momenti, il motivo per cui si è là, tanto si è sopraffatti dalle novità. Ma in alcuni momenti, vedendo la situazione con i propri occhi, lo si sente ancora di più il motivo che spinge a fare questo tipo di esperienza e si è quasi fieri di noi stessi per essere arrivati fino a lì.”

C’è un mondo che ti aspetta.
Parti per un campo di volontariato internazionale!

* Per 15 giorni vivrai insieme ad un piccolo gruppo di volontari e volontarie provenienti da tutto il mondo.

* Sarai coinvolto/a nelle attività di volontariato locali.

* Non sarai mai solo/a, oltre a tutti i volontari e volontarie ogni gruppo è supportato da un Coordinatore che conosce la realtà locale e faciliterà la tua esperienza.

Pronto/a a partire? 3 semplici passi, preparati!

1. Dove? Scegli in quale paese andare:

Italia
Europa ( Francia, Spagna, Inghilterra, Portogallo, Olanda, Belgio, Germania, Grecia, etc.)
Russia
Canada
Giappone, Hong Kong, Corea del Sud, Turchia.

2. Cosa? Scegli il tema che ti interessa di più:

protezione ambientale
animazione con i bambini
attività con rifugiati
altri come: organizzazione di festival culturali, lavori manuali ecc.

3. Quanto? 100 euro (tutto compreso*) + 20 euro di tessera associativa

assicurazione sanitaria (valida per tutta la durata del campo)
pasti (colazione, pranzo e cena)
alloggio
quota associativa

Sei pronto/a! Scegli il tuo campo (clicca QUI)!

Ci sono dubbi, domande? Contattaci subito per partire!
Scrivi: outgoing@sci-italia.it
Telefona: 06 5580644 / 346 5019990 dal lunedì al venerdì: dalle 10.00 alle 18.00

*escluso il viaggio.