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Comunicato – Lo SCI si ferma

Il momento storico in cui ci troviamo ha reso necessaria la drastica riduzione degli spazi di socialità, in un’ottica di tutela individuale e collettiva della popolazione. Anche le forme di mobilità nazionale e internazionale devono subire una battuta d’arresto, in nome di una responsabilità che ci assumiamo a tutela della comunità. Le attività che erano state programmate per le prossime settimane sul territorio nazionale sono state sospese: formazioni e campi di volontariato, da sempre per noi momento di incontro e di scambio, vengono rimandati a fronte dell’impegno che SCI mette nella cura e salvaguardia dei propri/e volontari e volontarie.

 

Fino ad oggi le politiche di investimento delle istituzioni nazionali e sovranazionali hanno anteposto il profitto economico al benessere della persona e delle comunità. È indispensabile un’inversione di rotta a partire dalla reale chiusura di tutte le attività non necessarie, proseguendo con misure efficaci capaci di limitare le devastanti conseguenze che questa emergenza avrà sulle attività del terzo settore; su chi ne beneficia, su lavoratori e lavoratrici precari in ambito educativo, socio-sanitario, del volontariato e della mobilità giovanile.

 

Rimaniamo al fianco di chi è più esposto al contagio, di chi maggiormente ne subirà le conseguenze, di chi ha minori difese – psicofisiche, economiche e lavorative. A chi è tutelato in misura minore, o non lo è affatto, esprimiamo oggi tutta la nostra vicinanza con la promessa che appena sarà possibile continueremo a batterci affinché nessuna categoria venga abbandonata a se stessa. Continueremo a lottare per far sì che ogni persona -giovane o anziana, abile o diversamente abile, libera o non, italiana o meno- si senta ugualmente messa al protetto dal corpo sociale, indipendentemente dalla minoranza a cui essa possa appartenere.

 

Esprimiamo inoltre la nostra solidarietà a tutte le persone che ad oggi stanno partecipando in prima linea alla gestione di questa emergenza, in particolare al personale sanitario e a chi permette che le attività di prima necessità per la popolazione proseguano.

 

Cento anni fa, con il primo campo di volontariato del Servizio Civile Internazionale, abbiamo cominciato la nostra lotta per una società inclusiva e giusta: continuiamo a farlo oggi a distanza, mettendo in gioco la nostra forza creativa per inventare nuove forme di azione; torneremo domani a far muovere e incontrare le persone da ogni parte del mondo con ancora maggior entusiasmo.

 

SCI Italia