Tre buoni motivi per dire no al TAV

Il Movimento NO TAV si batte da 10 anni contro la costruzione di un’opera inutile: riportiamo una parte dell’intervento di Alberto Perino che chiarifica i motivi del NO all’opera pubblica

No TAVProseguendo il lavoro sulla difesa dei beni comuni, dall’acqua pubblica al territorio, abbiamo ospitato durante l’ultima assemblea nazionale svoltasi a Burolo (Ivrea) alcuni esponenti del Movimento NO TAV, che si batte da 10 anni contro la costruzione di un’opera inutile. Riportiamo una parte dell’intervento di Alberto Perino che chiarifica i motivi del NO all’opera pubblica.

Gli abitanti delle Valli di Susa da oltre vent’anni si oppongono fermamente all’idea di una nuova linea ferroviaria con doppio tunnel “di base” di 57 km per collegare Torino e Lyon. Si oppongono essenzialmente per tre buoni motivi che i proponenti l’opera non sono mai riusciti a “smontare” con  argomentazioni scientifiche convincenti (ultimo esempio il dibattito tra “tecnici” avvenuto venerdì 4 novembre presso il Politecnico di Torino visibile sul sito www.notavtorino.org):

1. L’opera risulterebbe INUTILE:

  • Torino ha già un ottimo collegamento ferroviario con Lyon, a doppio binario, elettrificato sul quale passano da oltre una decina di anni i TGV, treni dell’autostrada ferroviaria, treni merci e passeggeri, la linea è stata costantemente ammodernata negli ultimi vent’anni con un costo oltre 500 milioni di euro e i lavori sono appena terminati
  • la linea è utilizzata nei momenti di maggiore traffico per meno di 1/5 e negli ultimi anni, forse anche a causa dei lavori di ammodernamento del tunnel del Frejus, per meno di 1/10
  • nel corso degli anni sono stati soppressi tutti i treni passeggeri diretti tra Torino e Lyon per mancanza di viaggiatori
  • il traffico di merci sia su gomma sia su ferro tra la Francia e l’Italia è in costante calo da più di 10 anni (crescono poco sull’asse SUD/NORD e decrescono costantemente sull’asse OVEST/EST)

2. L’opera sarebbe ECONOMICAMENTE INSOSTENIBILE per l’Italia, la Francia, e l’Europa:

  • l’intero costo dell’opera peserebbe sulle finanze pubbliche, crediamo che in questo momento contingente ben altre dovrebbero essere le priorità per le opere pubbliche (messa in sicurezza e a norma di scuole, i ospedali e edifici pubblici, gestione seria del rischio idrogeologico per evitare disastri ad ogni temporale tropicale ormai diventati una normalità ricordando che i comuni di Chiomonte, Gravere, Susa, Venaus, Sant’Antonino, Sant’Ambrogio interessati dalla nuova linea sono tutti classificati a rischio 4, ma come sempre si aspetta il morto per intervenire – vedi  l’articolo su www.lastampa.it)
  • non esistono studi attendibili sul costo finale del TAV Torino-Lyon anche perché i progetti continuano a cambiare come in un gioco della tre carte
  • la maggioranza degli esperti oggi indicano un costo a carico dell’Italia di oltre 20 miliardi di euro ma nessuno si azzarda a fare ipotesi precise visti anche gli aumenti del costo delle tratte già concluse dell’A.V. nel nostro Paese
  • gli economisti più seri affermano che anche prendendo per buone le previsioni di traffico assolutamente inverosimili dei proponenti, questi traffici non saranno mai in grado di ripagare i costi di gestione e di manutenzione della linea
  • sottostimare i costi e gonfiare i presunti ricavi hanno portato per ben tre volte al fallimento della società che gestisce l’Eurotunnel sotto la Manica

3. L’opera sarebbe AMBIENTALMENTE DEVASTANTE per le valli di Susa e per le zone della cintura ove si progetta il passaggio della linea (Torino e corso Marche compresi):

  • le valli di Susa sono molto strette e già pesantemente infrastrutturate (attorno al fiume e ai molti  torrenti, c’è la ferrovia in esercizio, l’autostrada, due statali e relativi valichi, due provinciali, bacini, canali e centrali idroelettriche e relativi elettrodotti a 380 KV, ecc. ecc.) inserire questo progetto significherebbe cancellare quanto rimane del territorio
  • l’idea di inserire praticamente tutta la linea sotto terra oltre ad essere penalizzante nell’esercizio ed economicamente insostenibile (nessun progettista ne ha calcolato i costi diretti e indiretti) creerebbe gravissime perturbazioni al sistema idrologico sia del fondo valle sia all’idrologia montana creando gravissimi scompensi irrecuperabili, a detta dei proponenti solo per il tunnel di base si avrebbe la perdita di acqua potabile quanta ne servirebbe per una città di un milione di abitanti (la costruzione della galleria per l’A.V. nel Mugello dovrebbe aver insegnato qualcosa visto che ha seccato tutti i corsi d’acqua della zona in modo irreversibile)
  • i minerali pericolosi di cui è ricca la valle (amianto e uranio), la movimentazione di enormi quantità di terre e rocce di scavo (solo per il tunnel di base paragonabili a 6 piramidi di Cheope!) unitamente alle previsioni di inquinamento da CO2 e NOx (dichiarate in progetto dai proponenti) metterebbero in serio pericolo la salute dei cittadini ipotecando la qualità della loro vita e quella dei loro figli

Questi, per sommi capi e in estrema sintesi, i motivi per i quali la maggioranza dei cittadini delle Valli di Susa e moltissimi cittadini della Val Sangone, della cintura torinese e di Torino si oppongono e continueranno ad opporsi a questo gigantesco sperpero di denaro pubblico a beneficio esclusivo di consorterie politiche, affaristiche e mafiose. Questa pacifica ma determinata opposizione popolare insieme ai sindaci e agli amministratori di 23 comuni interessati e con 65 comitati NO TAV attivi sul territorio, che hanno raccolto 31608 firme di contrarietà al TAV raccolte in due mesi – Gli 8 volumi contenenti le firme sono stati consegnati all’UE (che la finanzia in piccola parte), ai Governi italiano e francese nel 2007 riuscirà ad impedire la realizzazione del TAV Torino-Lyon e metterà al sicuro da un disastro annunciato non la Valle di Susa ma tutta l’Italia e l’Unione Europea.

Per questo diciamo NO TAV: UNA GARANZIA PER IL FUTURO.

Alberto Perino, un NO TAV

 

Per saperne di più:
www.notav.eu
www.notavtorino.org