Dopo la laurea all’Università degli Studi di Milano, Rosemarie Mae Yumol è partita per un progetto di volontariato in Polonia con il Corpo europeo di solidarietà (European Solidarity Corps – ESC), il programma dell’Unione Europea che offre ai giovani la possibilità di partecipare a progetti di solidarietà e volontariato in Europa e in altri Paesi. Doveva essere un’esperienza breve con l’organizzazione EFM; è diventata un percorso di cinque mesi, tra attività con i giovani, una casa condivisa con altri volontari e una serata intorno a un falò sotto le stelle. Ecco il suo racconto.

Mi chiamo Rosemarie Mae Yumol. Sono nata in Italia, ma le mie origini sono filippine. Dopo essermi laureata all’Università degli Studi di Milano nel novembre 2025, ho deciso di esplorare una nuova opportunità attraverso il programma European Solidarity Corps.
Avevo già conosciuto il mondo del volontariato internazionale attraverso alcune esperienze che avevo trovato online e, non avendo ancora iniziato un percorso di laurea magistrale, ho pensato che fosse il momento giusto per mettermi alla prova in un contesto nuovo.
Dopo aver creato il mio profilo sulla piattaforma ESC e aver presentato diverse candidature, sono stata selezionata per un progetto di breve durata con EFM in Polonia. Sono arrivata il 23 febbraio, senza sapere esattamente cosa aspettarmi.
Essendo il mio primo soggiorno prolungato all’estero, i primi giorni sono stati soprattutto un periodo di adattamento. Dovevo abituarmi a un nuovo Paese, a una casa condivisa con altri volontari e a un ambiente internazionale in cui persone con abitudini, culture e personalità diverse vivevano e lavoravano insieme.
Durante il progetto ho avuto l’opportunità di svolgere diverse attività. Ho supportato il lavoro d’ufficio, occupandomi di materiali, contenuti, database e attività amministrative, ma ho anche partecipato a programmi di educazione non formale come YouthMaSter, workshop e attività con giovani partecipanti.
Un’esperienza particolarmente significativa è stata la collaborazione con una scuola di Kłodzko, dove ho aiutato gli studenti a prepararsi per la loro mobilità Erasmus attraverso attività di pratica della lingua inglese. È stato bello poter contribuire alla loro crescita e, allo stesso tempo, imparare da loro.
Perché ho deciso di prolungare l’esperienza
Con il passare delle settimane, mi sono sentita sempre più integrata nel progetto e nel gruppo. È stato proprio questo a farmi capire che non volevo che l’esperienza finisse dopo il primo periodo di volontariato. Ho quindi deciso di prolungare il progetto e continuare la mia esperienza in Polonia.
Il periodo più lungo mi ha permesso di assumere maggiori responsabilità, diventare più autonoma e comprendere meglio il funzionamento dell’organizzazione. Allo stesso tempo, ho avuto più tempo per conoscere il Paese, visitare città e piccoli centri e scoprire la storia e la cultura polacca.

Le persone e i momenti che hanno reso speciale il percorso
Ma ciò che ha reso davvero speciale questa esperienza sono state soprattutto le persone.
Vivere con altri volontari mi ha insegnato quanto siano importanti la comunicazione, la pazienza e la capacità di adattarsi. Abbiamo condiviso non solo il lavoro, ma anche cene, viaggi, escursioni, serate di film, giochi, barbecue e lunghe conversazioni.
Durante le ultime settimane ho avuto anche l’opportunità di partecipare alle attività del Team Volunteering, incontrando persone provenienti da diversi Paesi che si sono riunite per contribuire alla ristrutturazione della casa. Lavorare insieme e condividere la vita quotidiana ha creato un forte senso di comunità.
Uno dei momenti che ricordo con maggiore affetto è una semplice serata intorno a un falò, trascorsa tra musica, risate, storie e conversazioni sotto le stelle. È stato un momento semplice, ma rappresentava perfettamente ciò che questa esperienza è stata per me: persone diverse che, per un periodo della loro vita, si incontrano e condividono qualcosa di importante.

Anche la mia mentor Ana ha avuto un ruolo fondamentale nel mio percorso. Il suo supporto, i nostri confronti e la possibilità di parlare apertamente delle mie difficoltà e dei miei pensieri mi hanno aiutata a comprendere meglio me stessa e il mio ruolo all’interno del progetto.
Cosa porto con me
Guardando indietro ai miei cinque mesi in Polonia, mi rendo conto che torno a casa con molto più di una raccolta di ricordi.
Porto con me una maggiore indipendenza, più fiducia nelle mie capacità e la consapevolezza che la crescita spesso avviene proprio quando usciamo dalla nostra zona di comfort.
Ho imparato che un’esperienza di volontariato non è definita soltanto dalle attività che svolgiamo, ma soprattutto dalle persone che incontriamo, dalle relazioni che costruiamo e dai momenti che condividiamo.
Un’esperienza che consiglio
Vorrei inoltre ringraziare la mia sending organisation per il supporto che mi ha dato prima e durante questa esperienza. Avere qualcuno che mi accompagnasse nel percorso, mi aiutasse nei momenti di dubbio e mi sostenesse nella mia esperienza internazionale è stato molto importante per me.
Per questo motivo, raccomanderei vivamente un’esperienza di volontariato internazionale a chiunque abbia l’opportunità di farla. Il volontariato permette certamente di dare il proprio contributo a una comunità e di aiutare gli altri, ma credo che il suo valore vada anche oltre questo.
È un’opportunità per uscire dalla propria zona di comfort, conoscere persone nuove, confrontarsi con culture e modi di vivere diversi, scoprire nuovi luoghi e vivere esperienze che possono rimanere con noi per tutta la vita.
A volte partiamo pensando di andare in un altro Paese per aiutare gli altri e torniamo a casa rendendoci conto di quanto, nel frattempo, siamo cresciuti anche noi.
Sono profondamente grata a EFM, alla mia sending organisation, alla mia mentor, agli altri volontari e a tutte le persone che hanno fatto parte di questo percorso. Questi cinque mesi hanno rappresentato un capitolo importante della mia vita. Porterò con me le persone che ho incontrato, i luoghi che ho scoperto, le esperienze vissute e tutto ciò che ho imparato, ovunque il mio prossimo viaggio mi porterà.
Rosemarie Mae Yumol
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