Bologna’s Edge Landscapes: gli output creativi del progetto ESC

Dopo due settimane di progetto ESC di SCI Italia presso Camere d’Aria, ecco i risultati di “Bologna’s Edge Landscapes: Youth in Action”. Per tutta la durata del progetto, 12 giovani partecipanti internazionali hanno attraversato Bologna a piedi, esplorando periferie, spazi urbani e paesaggi spesso lontani dalle immagini delle cartoline turistiche.

La domanda di partenza era semplice:

Cosa è brutto per te?

Da questa domanda è iniziato un percorso di osservazione, confronto e riflessione sulle trasformazioni della città, sulle ingiustizie sociali e ambientali, sulle modalità di utilizzo dello spazio pubblico e sui diversi modi di vivere e abitare Bologna. Attraverso l’educazione non formale e lo storytelling, ogni partecipante ha sviluppato un proprio progetto artistico utilizzando linguaggi diversi: fotografie, fumetti, collage, disegni, testi e diari di bordo.

Sono nate così le campagne artistiche, ciascuna con uno sguardo personale sulla città.

Guardare la bellezza oltre le percezioni da Zulqarnain

Zulqarnain ha esplorato il modo in cui le percezioni influenzano la nostra lettura degli spazi urbani. Partendo dal confronto con alcuni membri della comunità pakistana di Bologna, ha individuato luoghi considerati meno attraenti e li ha successivamente fotografati cercando di restituirne una prospettiva positiva. Le fotografie sono accompagnate da brevi testi e invitano a mettere in discussione le narrazioni esistenti, cercando la bellezza anche nei luoghi spesso trascurati.

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Attraversare la memoria da Andie Bradie

Il progetto di Andie nasce dall’esperienza di attraversare, da persona esterna, luoghi segnati da tragedie locali. Attraverso le esperienze vissute a Marzabotto e al Pilastro, il lavoro riflette su come parti della storia passata e presente possano rimanere nascoste o difficili da comprendere per chi visita un luogo. Le cosiddette verità “scomode” diventano così una possibile porta d’accesso a una relazione più profonda con il paesaggio.

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E se un fumetto potesse aprire una conversazione? da Nicoleta-Sânziana Ciurcă

Nicoleta ha scelto il linguaggio del fumetto per raccontare l’Ex Caserma Sani. Attraverso brevi dialoghi e illustrazioni, il progetto invita a fermarsi e riflettere su ciò che questo luogo è stato, su ciò che è oggi e sulle possibilità per il suo futuro.La domanda conclusiva apre la discussione: “Secondo voi, cosa dovrebbero vedere qui le generazioni future?”

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Queering gli spazi da Jules

Jules propone un modo per immaginare il futuro dell’Ex Caserma Sani come spazio sicuro, partendo dai concetti di queering degli spazi, toponomastica e partecipazione. Il progetto invita le persone a partecipare attraverso un QR code, proponendo il nome di una persona queer preferita o un’idea per la futura toponomastica degli edifici della Caserma. L’obiettivo è immaginare la trasformazione di un’area militare in uno spazio dedicato alla storia e alla solidarietà queer.

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Uno spazio pubblico per tutte da Eleonora De Rossi Re

Il progetto di Eleonora raccoglie, attraverso un collage, le rivendicazioni femministe e transfemministe, attuali e storiche, legate allo spazio pubblico di Bologna. L’obiettivo è immaginare un modo diverso di abitare e vivere la città, affinché lo spazio urbano possa essere percepito come sicuro da tutte le soggettività che lo attraversano. La seconda parte del progetto consiste nella mappatura di luoghi sicuri, tra cui centri antiviolenza e consultori familiari, per rendere le possibilità di supporto più visibili e accessibili.

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Giovani e spazi verdi da Chelsea Rebeca

Chelsea ha concentrato il proprio lavoro sul rapporto tra giovani e spazi verdi nell’area dell’Ex Caserma Sani. Un’occasione per osservare come questi luoghi vengono vissuti oggi e per interrogarsi su quale ruolo potrebbero avere nel futuro della città.

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Le campagne nate durante Bologna’s Edge Landscapes: Youth in Action mostrano quanto possa essere diverso il modo di guardare e raccontare una città. Fotografia, fumetto, collage, disegno e scrittura diventano strumenti per interrogarsi sugli spazi che attraversiamo ogni giorno, sulla loro storia e sulle possibilità del loro futuro.

Il progetto ha permesso ai partecipanti di trasformare l’esperienza del volontariato in un percorso di apprendimento, confronto interculturale e partecipazione, utilizzando la creatività come strumento per leggere e raccontare il territorio. Gli output sono il risultato di questo percorso collettivo: Diversi punti di vista diversi che insieme costruiscono una narrazione alternativa di Bologna.

Ringraziamo la cordinatrice, Ginevra, e tutte le persone che hanno partecipato al progetto per la loro curiosità, creatività e disponibilità a mettersi in gioco. Un ringraziamento speciale va a “Camere d’Aria”, Resistenze Spaziali, Solidarityurbex e a tutte le realtà che hanno contribuito al percorso.

Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno dell’Unione Europea attraverso il programma European Solidarity Corps, con il supporto dell’Agenzia Italiana per la Giuventù.

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