SCI Italia sostiene la lotta di Agripunk per la giustizia ambientale e sociale

Lo SCI sostiene la realtà di Agripunk nel suo progetto e riconosce il valore di bene comune che dovrebbe essere supportato anche dalle istituzioni,
Chiediamo,
una risposta chiara e rapida alla richiesta alla regione Toscana di un Tavolo di Concertazione e Cooperazione (d’ora in avanti Tavolo) tra i vari soggetti istituzionali interessati o in potere di sostenere Agripunk in quanto bene comune. Lo stiamo chiedendo da molto tempo ed è ora che la Regione Toscana, il suo presidente e gli assessorati interessati, insieme al Comune di Bucine si assumano fino in fondo le proprie responsabilità e istituiscano immediatamente questo tavolo fissando il prima possibile una data e un ordine del giorno.
Quello che sta accadendo non è accettabile. Da una parte si lascia avanzare uno sfratto esecutivo contro una realtà che, da più di 10 anni, rappresenta uno spazio di rigenerazione da un punto di vista territoriale, sociale, ambientale, culturale e politico per la Val d’Ambra e chi ci abita, dall’altra si continua a ignorare una situazione ambientale grave e documentata, la stessa situazione che, tra le altre problematiche, ha portato nel 2014 alla chiusura dell’ex allevamento intensivo dell’Isola.
Allo stesso tempo, è necessario che venga salvaguardato il reale benessere delle soggettività animali che abitano il rifugio, per le quali un trasferimento in altro luogo o altri luoghi potrebbe essere seriamente compromettente in quanto molte di loro sono anziane. Mediare per l’assegnazione in maniera definitiva del Podere L’isola ad Ambra all’associazione Agripunk ETS significherebbe riconoscere il potere collettivo di riparare agli errori dettati dalla cementificazione, dal profitto e dallo sfruttamento di corpi e territori.
Per questo chiediamo ancora alla Regione Toscana insieme al Comune di Bucine, che già ha dato la propria disponibilità, di organizzare un incontro con Agripunk al fine di intercedere con la proprietà per mediare per una riduzione congrua del prezzo d’acquisto dell’immobile, oggi del tutto sproporzionato, e favorire una soluzione concreta che permetta la continuità di Agripunk. Eventualmente valutando anche di assegnare il bene, privatamente mal gestito a livelli da stato di abbandono, a usufrutto di un’associazione che se ne sta già prendendo cura e che lo sta utilizzando per fini socialmente utili seguendo le indicazioni dell’Articolo 42 della Costituzione.
Qui non si tratta solo di salvare uno spazio, ma di decidere da che parte stare: dalla parte dell’abbandono, delle responsabilità mancate e della speculazione, oppure dalla parte della cura, della giustizia ambientale e delle pratiche collettive.
Il sostegno al proseguimento delle attività dell’associazione e del rifugio, con la bonifica e rinascita del podere e finalmente la realizzazione di tutte le altre attività sociali previste da statuto sarebbe un precedente unico al mondo che sicuramente darebbe ulteriore importanza ad un territorio come la Valdambra.
Se Agripunk viene sfrattato, la responsabilità sarà politica.
Pretendiamo risposte immediate, impegni concreti e l’apertura di un percorso reale per la salvaguardia di Agripunk che riconosciamo come un bene comune di cui il territorio , e non solo, non può fare a meno.
Agripunk non si sfratta.
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