Salviamo Agripunk!

In questo articolo, Anita Venanzi, attivista SCI e coordinatrice del campo di volontariato internazionale ad Agripunk, racconta l’esperienza del primo campo SCI apertamente vegano e antispecista, che si è svolto dal 13 al 21 giugno 2026 ad Ambra, in provincia di Arezzo. Durante il campo, quattro volontari internazionali hanno contribuito alla cura degli animali e alle attività del rifugio, impegnato ad affrontare uno sgombero imminente.

Il racconto di Anita è anche un appello a sostenere Agripunk, una realtà autogestita che da oltre dieci anni offre casa a più di cento animali e che oggi rischia di perdere il proprio spazio.

Solchi Fest 2025 (Festival di Editoria e Stampa Indipendente) al CSOA Gabrio di Torino: un esempio di evento benefit il cui ricavato è stato donato ad Agripunk. Se vuoi organizzare un evento benefit per sostenere la raccolta fondi – grazie! -, comunicalo ad Agripunk inviando i link e il materiale (flyer, reel etc.) e taggando i canali di Agripunk

[nota sul linguaggio inclusivo: questo articolo utilizza la schwa (ə) al singolare, e il numero tre (3) al plurale per includere tutt3 nelle diversità di genere e sesso che, altrimenti, vengono cis-etero-patriarcalmente cancellate dalla binarietà della lingua Italiana. Nello stesso spirito, e in linea con lanti-specismo di questo campo,ci si riferisce a “persone di tutte le specie” per riconoscere la soggettività di tutte le specie e, in particolare per includere e centralizzare le specie antropocentricamente cancellate o marginalizzate.]

Questo articolo riporta l’esperienza del primo campo di volontariato apertamente vegano E anti-specista nella storia dello SCI ma, soprattutto, fa appello all3 attivist3 SCI e all3 loro reti e comunità di supporto perché si mobilitino affinché la realtà che ha ospitato questo esperimento di solidarietà espansiva possa continuare a esistere e resistere, con tutt3 e per tutt3.

Agripunk, ex Onlus, ora ETS, è da oltre 10 anni un rifugio autogestito e autofinanziato, e uno spazio di liberazione e di resistenza per persone animali di tutte le specie. Quest’esperienza è nata dalla mobilitazione contro Agrivald SAS, un’azienda di Ambra (comune dell’aretino) che uccideva fino a 40.000 tacchine ogni trimestre per conto del Gruppo Amadori: un gruppo di attivistə è riuscito a fornire alla ASL locale le prove di condizioni e pratiche inadeguate a livello legale (all’interno di un sistema che legalizza e razionalizza lo sterminio). L’impianto è stato chiuso e, in seguito a un’ulteriore mobilitazione, i 7 capannoni, i 2 stabili, il laghetto e il bosco che li circonda sono stati dati in affitto all3 attivist3 per 24.000 Euro l’anno, da pagarsi in due rate ogni 6 mesi. Oltre le tre tacchine liberate dall’allevamento, Agripunk è divenata la casa di persone animali di tutte le specie, ospitandone correntemente oltre 100.

Oltre a pescə e anfibə che hanno ripopolato il laghetto, alle varie specie di uccellə sia in maniera stanziale che migrante in tutta l’area dell’ex allevamento, alla colonia di pipistrellə, topə, e a qualche miliarso di insettə, ci sono:

  • 7 capr3 (Spawn, Thyr, Titty, Michelle, Cobain, Satomi, Scalognetto);
  • 14 pecor3 (Felipe, Marisa, Brenda, Teresa, Sole, Baleno, Emi, Lamù, Kimba, Pinelli, Olly, Otto, Tredici, Dodici)
  • 7 bovin3 (Matilda, Polz, Verdena, Marielle, Carlo, Mucu, Stella Azadi)
  • 10 suin3 (Tormenta, Tempesta, Bufera, Castagna, Quercia, Atreju, Berto, Berta, Patti, Selma)
  • 12 felin3 (Raia, Ginevra, Morgana, Isotta, Secchio, Louna, Thara, Nemesi, Peach, Pipis, Frenesi, Gnignipunk);
  • 2 asini (Antonio, Zefiro)
  • 30 paper3, gallin3 e colomb3
  • 1 cagna (Bisbe)
  • 2 uman3 (Dez e David)

Queste persone di tutte le specie sono sotto sfratto dal 31 Dicembre 2025, e hanno iniziato a dover aprire l’accesso a un ufficiale giudiziario che sta rendendo lo sfratto esecutivo: durante il primo accesso, lo scorso 22 Maggio, è stato decretato l’inizio di uno sgombero progressivo, che è iniziato con il secondo accesso del 19 Giugno.

Il campo di volontariato dello SCI si è svolto in preparazione e contemporaneamente a questa data: il contatto con lo SCI era avvenuto già anni prima, nel 2024, durante un intervento di Agripunk a Lucha y Siesta (un altro tipo di rifugio e spazio di relazione femminista e transfemminista a Roma) a cui ero presente io che scrivo, che – brevemente – ero diventata coordinatrice di campi nel 2013, e coordinato campi in Italia e a Hong Kong fino al 2016, quando ho iniziato a fare ricerca sull’International Voluntary Service (IVS) come movimento pacifista e solidale.

Dopo una visita estiva di volontariato individuale coordinato da Agripunk, era nata l’idea di collaborare con un primo campo e il tutto è stato accelerato dall’incombenza dello sgombero.

Entro il 19 Giugno, infatti sarebbero stati sigillati i capannoni 7 e 1, e c’era necessità di sgomberarli da ciò che era di proprietà di Agripunk. Questo in parallelo con la cura quotidiana delle persone animali di tutte le specie che vivono ad Agripunk, un’attività che può essere svolta in 2-3 ore da un paio di volontar3 che siano stat3 seguit3 e allenat3 da Dez e David per una decina di giorni almeno e che siano in piena forma, ma che può durare fino a tutta la mattina quando ci sono volontar3 nuov3.

Il rifugio può contare su una gran quantità di persone umane che si mobilitano volontariamente per eventi locali come concerti, pranzi, cene e laborator3. In molt3 vengono a supportare il lavoro di cura giornaliero, ma in questo senso la continuità è variabile e si concentra perlopiù sui fine settimana e i periodi di vacanza. Ma il 19 Giugno era un venerdì, e in mezzo alla sessione d’esame e alla chiusura dell’anno accademico, il ché avrebbe tenuto a casa in parecch3.

Quindi si è organizzato il campo dal 13 al 21 Giugno, e si sono assegnat3 unə coordinatə e unə co-cordinatorə, che hanno facilitato il campo con 4 volontar3. C’erano anche due volontar3 che erano già ad Agripunk per conto loro e che sono rimast3 anche dopo, supportando l’inserimento dell3 volontari3 SCI – e una trentina di persone vicine ad Agripunk sono venute intorno al 19 Giugno.

Come riferimento per chi fosse intimiditə dall’idea di creare un campo di volontariato in una realtà conosciuta e già attiva, una volta che le persone referenti di questa realtà e lo SCI sono d’accordo, il vostro lavoro come persona intermediaria e di contatto è quello di scrivere una scheda campo e un infosheet insieme alla realtà che vorreste coinvolgere. La persona di SCI Italia che si occupa di questo vi fornirà template e supporto dall’ufficio, e si occuperà di adattare un accordo di parternariato.

Se la realtà ospite – come nel caso di Agripunk – non ha risorse da mobilitare per coprire i costi del campo, c’è spesso la possibilità di mobilitare risorse all’interno dello SCI per far fronte a questo tipo di necessità. In questo caso un fondo di 300 euro è stato usato per coprire i costi della spesa.

Il fatto che io che conoscevo già Agripunk ho potuto farmi carico del coordinamento del campo insieme a unə volontariə che va frequentemente ad Agripunk e che ha partecipato alla formazione dello SCI è stato ideale, primo perché in generale non è facile per lo SCI trovare persone che coordinino tutti i campi, nonostante si rimborsino anche le spese di viaggio – fate la formazione coordinator3, gente! E anche per fare da ponte per la fiducia e conoscenze che ho come persona di contatto tra SCI e Agripunk, e coinvolta in entrambe le realtà.

Il terzo accesso è avvenuto il 31 Agosto, e in quella data è stato sigillato il capannone 5 – utilizzato come concimaia – e sono state stabilite le date degli accessi e delle “cessioni” successive: il quarto accesso è fissato al 16 Ottobre, e sarà sigillato il capannone 3, dove viene tenuto il fieno, e uno degli stabili della parte abitativa umana del rifugio. Sarà ancora possibile rimanere, seppure con enormi difficoltà, ma il quinto accesso – fissato per il 15 Novembre – chiuderà l’accesso alle zone in cui abitano le persone non umane del rifugio, e il 15 Dicembre lo sgombero dovrà essere concluso.

È in corso una raccolta fondi su Produzioni dal Basso per permettere ad Agripunk di acquistare una nuova sede e garantire un futuro al rifugio e agli animali che lo abitano. Non essendo stato possibile avviare una trattativa con il proprietario per l’acquisto dell’attuale spazio, le donazioni raccolte saranno destinate alla ricerca e all’acquisto di un luogo adeguato in cui trasferire il rifugio.

Banca Etica ha già confermato la possibilità di sostenere l’acquisto attraverso un mutuo, mentre un’impresa sociale della zona si è dichiarata disponibile a collaborare. Per poter procedere, però, è necessario raccogliere una cifra iniziale che permetta di avviare concretamente il progetto di trasferimento.

La seguente lista di link offre una varietà di modalità di supporto, da quello finanziario (fate donazioni o convincete altri a farne), a quello organizzativo (organizzate raccolte fondi autonome), a quello mediatico (condividete, commentate e mettete like).

SALVIAMO AGRIPUNK!
– Articolo da Anita Venanzi
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