
Mauro Carta coordina campi di volontariato internazionale dal 1999 e, nel corso degli anni, ha attraversato tre continenti. Dal 2 al 12 agosto è tornato a mettersi in gioco a Casoli in Toscana, per sostenere l’organizzazione del festival “Cinghiali Volanti” organizzato da Code per Curiosi. Un’esperienza speciale, non solo perché si trattava del suo decimo campo, ma anche perché, questa volta, a condividere l’avventura con lui c’era suo nipote.
Nel suo racconto, Mauro ci porta alla scoperta di questa esperienza, tra incontri, vita di gruppo e riflessioni sul volontariato, raccontato attraverso gli occhi di chi continua a sceglierlo dopo tanti anni.

Se il primo campo di volontariato con lo SCI non si scorda mai, che dire allora del decimo? Si, perché il campo che ha supportato il festival “Cinghiali Volanti” a metà agosto a Casoli, piccolo borgo non lontano da Camaiore in Toscana, è stato il decimo di una lunga serie di esperienze iniziate in Norvegia nel lontano 1999 che mi hanno portato a coordinare “volunteer camps” (così ora chiamiamo i “workcamps”) in tre diversi continenti. Quest’ultimo è stato però speciale, e non solo perché è stato quello della “stella”, se mi consentite questa analogia sportiva: ho infatti condiviso il progetto con mio nipote Sergio, 15 anni verso i 16, inizialmente timoroso ma rapidamente trasformatosi nella forza trainante del gruppo.

Il festival è ormai un appuntamento ben radicato a Casoli e riesce ad attirare non solo artisti, ma anche turisti, volontari, appassionati di street-art e artigiani locali. Benché il nostro gruppo di volontari fosse composto da soli 5 membri (me incluso), coordinare il campo non è stato uno scherzo: a fine progetto, il mio fido smartwatch mi ha informato che avevo percorso una media di 20 mila passi al giorno, pari a circa 15 km quotidiani!
Insieme ai dinamici amici di “Code per curiosi” e accompagnati da volontari nazionali e locali, abbiamo contribuito al successo del festival cimentandoci in diverse attività: creare e posizionare i segnali per il pubblico, supportare gli artisti prima, durante e dopo le loro prestazioni, aiutare nel corso degli aperitivi serali, preparare i pasti e allestire le strutture del festival. Parallelamente, abbiamo partecipato ad un workshop di storytelling che ci ha permesso di comprendere la storia del borgo per mezzo di interviste alla popolazione locale.
Nel tempo libero ci siamo rilassati presso un idilliaco (e ghiacciato) fiume nel bosco, abbiamo visitato le città vicine e ammirato il panorama mozzafiato dalla terrazza del bar di Mario, unico esercizio commerciale sopravvissuto nel borgo.

In queste poche righe non è possibile riassumere la ricchezza e l’intensità dei 10 giorni che abbiamo trascorso insieme: tra spettacoli, rappresentazioni teatrali, concerti, discussioni al tramonto, contatto diretto con la natura (gatti e cani inclusi), buon cibo e lavoro duro, abbiamo stretto nuove amicizie, preso coscienza della forza dei nostri valori e apprezzato i frutti di collaborazione, dialogo e supporto reciproco. Un campo di volontariato SCI è questo e molto di più: un’esperienza che suggerisco a chiunque voglia mettersi alla prova supportando progetti locali e allargando i propri orizzonti.
Coltiviamo la comunità…
Difendiamo il domani. Con il tesseramento sostieni le attività di SCI Italia, entri a far parte di una rete che promuove il volontariato internazionale, la pace e la solidarietà, e puoi partecipare ai campi in Italia e all’estero. La tessera 2026–2027 è valida dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2027.