Solidarietà al popolo iraniano in rivolta per la libertà

Le proteste che oggi attraversano l’Iran si inseriscono in una lunga storia di mobilitazioni popolari contro l’autoritarismo e le ingerenze straniere. Negli scorsi decenni, interventi imperialisti da parte dell’Occidente condotti con logica coloniale hanno portato al rovesciamento di governi democraticamente eletti, aprendo una stagione di repressione e dipendenza che ha segnato profondamente il Paese.  E oggi, ancora una volta, sono le iraniane e gli iraniani a scendere in piazza per decidere del proprio futuro.

Le strade di Teheran e di tutto l’Iran ribollono infatti di rabbia e speranza. Da fine dicembre 2025 sono esplose proteste spontanee in tutte le 31 province del Paese. Tutto è partito il 28 dicembre nel Grande Bazar contro un’inflazione salita al 42%, il prezzo del pane triplicato e il crollo del riyal che strangola milioni di vite .

Queste prime mobilitazioni si sono trasformate in una  rivolta totale contro il regime dell’Ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema dal 1989 che esercita un potere teocratico assoluto, soffocando popolo, economia e società con repressione, corruzione e restrizione delle libertà personali. Da Mashhad ai villaggi curdi, da oltre 100 città alle università di Teheran e Beheshti, la gente grida “Né Pahlavi né Guida Suprema!”, facendo proprie le lotte contro la fame, l’oppressione di genere e le crisi ambientali. Della portata di ciò che sta succedendo sappiamo ancora poco a causa del blocco totale di internet imposto dal regime.

Ciò che è certo è che il regime risponde con un massacro: Guardiani della Rivoluzione, Basij e polizia sparano sulla folla disarmata. Migliaia di morti accertati e arresti, corpi fuori dalle morgue, ospedali al collasso, studenti e medici picchiati. Nonostante ciò le donne in Iran si strappano il velo, in giro per il mondo bruciano le foto di Ali Khamenei con sigarette accese, gli operai bloccano le fabbriche e i soldati disertano. Il popolo non si spezza.​

Il Servizio Civile Internazionale condanna con forza questa ennesima strage perpetrata da un regime ai danni del proprio popolo. Dal 1948 combattiamo per la pace e la nonviolenza con azioni concrete in tutto il mondo. Oggi gridiamo con le iraniane e gli iraniani: Basta sangue! Rilasciate i prigionieri! Fermate i fucili!

Chiediamo sanzioni immediate contro i repressori, protezione internazionale per i manifestanti e sostegno globale a un Iran libero da dittature clericali o monarchiche. Chiediamo inoltre che Stati Uniti, Israele e ogni altra potenza si astengano da qualsiasi ingerenza che possa strumentalizzare questa rivolta e negare al popolo iraniano il diritto di autodeterminarsi e decidere autonomamente il proprio futuro. Il futuro appartiene al popolo, non ai tiranni. Unitevi alla lotta nonviolenta per dignità e giustizia!

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