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Testimonianza di Hasna del training “Sharing Our Food”

Sharing Our Food

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di Hasna El Hiyani, che ha partecipato questo marzo al training Sharing Our Food, presso La città dell’utopia, a Roma.

“Gironzolando di qua e di là nelle infinite vie del web, mi è apparsa la call per il training Sharing Our
Food.
Ovviamente, trattandosi di cibo, ho aperto immediatamente per avere più informazioni. Dalla
descrizione del progetto ho capito che SCI Germania ha organizzato il progetto “A DAILY PLATE
OF PEACE AND NON VIOLENCE”, per la realizzazione di un cook book e un tool-kit da pubblicare
e fornire come guida utile per i futuri campi di volontariato.
Il progetto è diviso in tre incontri:
– Il primo in Germania, a Witzenhausen, dal 16 al 23 novembre;
– Il secondo a Roma, nella fantastica Città dell’Utopia, dal 10 17 marzo intitolato SHARING
OUR FOOD;
– E il terzo che si terrà in Austria, a Vienna il prossimo settembre.

Sempre dalla presentazione del progetto ho appreso che l’incontro di Roma si sarebbe focalizzato
sul tema della giustizia sociale, dei diritti umani e sul lavoro nel settore della produzione
alimentare. Ho deciso di partecipare perché questi argomenti sono di mio interesse e perché non
ho mai partecipato ad alcun tipo di campo, tantomeno uno internazionale.
A dir la verità non pensavo di venir scelta perché precedentemente ho partecipato ad un’altra call
alla quale non sono stata scelta, ma il mio motto è “perché non provare?”. Con mio totale stupore
apprendo di essere stata selezionata e quindi parto per questa nuova avventura provando
emozioni miste tra la felicità e la paura di non essere in grado, di non riuscire a seguire in quanto
non ho partecipato al primo training in Germania, di non trovarmi bene nel gruppo e soprattutto del
mio inglese!!!

Una volta arrivata a La Città dell’Utopia le mie paure piano piano cominciano a svanire. Inizio a
presentarmi ai miei compagni di gruppo, parliamo, ci confrontiamo sui nostri viaggi, e capisco che
se stiamo tutti lì un motivo c’è, e per quanto ci possono essere diversità culturali e linguistiche,
abbiamo tutti a cuore gli esseri viventi e soprattutto il nostro pianeta!!
Durante la settimana abbiamo vissuto nella casa de La Città dell’Utopia, una casa grande ma con
23 presone tutto sembrava piccolo. Questa sensazione l’ho avuta solo la prima sera, poi
magicamente  è svanita, forse perché mi son sentita parte del gruppo e non ero più l’outsider.Sharing Our Food

Il training è iniziato da subito. Dopo aver mangiato ciò che ha cucinato parte del gruppo, abbiamo
iniziato a fare dei giochi organizzati dai nostri coordinatori con il fine di conoscerci meglio e
soprattutto di imparare i nomi. C’è stata poi un’introduzione del training, gli argomenti che
avremmo poi trattato durante la settimana e la spiegazione del principale obiettivo del training, il
cook book e il tool kit.
Durante la settimana abbiamo fatto molte attività educative inerenti allo sfruttamento dei lavoratori,
degli animali, del pianeta e via dicendo. Ci sono stati incontri con movimenti come Terra Terra che
ci hanno spiegato le loro politiche e ci hanno coinvolto con la loro passione per un’economia
solidale che coinvolge i produttori e i consumatori in maniera diretta.
Ci sono stati open spaces in cui si è data la possibilità ai partecipanti del training di presentare un
argomento di loro competenza, connesso con il tema del progetto, al resto del gruppo. Ci sono
state varie proposte tra cui:
– l’uso della plastica, come possiamo evitarla e quali sono i principali danni dovuti al suo uso;
– l’importanza delle piante selvagge, come possono essere utilizzate nella dieta e che
benefici possono portare, sia economici che salutari;
– come gestire una cucina, efficacia e coordinazione tra i lavoratori.

Sharing Our Food

Abbiamo partecipato a molte attività e ai lavori di gruppo per prepararci al miglior dei modi per la
realizzazione del libro di ricette e per il tool-kit. Ovviamente ci siamo divisi in due gruppi, ogni
gruppo si occupa di uno dei due obiettivi. Abbiamo stabilito cosa includere e quali argomenti
trattare.
Personalmente faccio parte del team cook book e il mio compito è quello di focalizzarmi e
approfondire il tema delle spezie e la creazione di un inventario.
Il tema principale del cook book è l’uso consapevole dei prodotti che già abbiamo così da evitare
sprechi in cucina, di fare scelte consapevoli non solo per quanto riguarda il prodotto in sé per sé
ma anche tutto ciò che c’è dietro al prodotto e quindi la sua produzione, i materiali utilizzati, i
lavoratori dietro al prodotto e l’uso consapevole e il rispetto della terra per la produzione di quel
determinato prodotto. E ovviamente molte ricette che possono essere utilizzate nei campi di
volontariato futuri.

Da questa avventura, in così poco tempo, ho avuto l’occasione di imparare che molte delle cose di
cui abbiamo discusso durante il training sono applicabili nella vita di tutti i giorni.
Una volta tornata a casa ho cercato, e sto cercando, di mettere in pratica tutto ciò che ho acquisito.
Questa settimana ha contribuito alla mia crescita formativa e soprattutto personale.
Penso di essere stata non fortunata, ma di più, a far parte di un gruppo così aperto, comprensivo e
pieno di idee come mia prima esperienza di volontariato internazionale.
Sono stata fortunatissima ad avere come miei coordinatori due persone squisite, capaci e amanti
del loro lavoro, Valerie e Simon. Due persone che hanno saputo come organizzare e tenere a
bada un gruppo così numeroso di persone, che hanno sempre saputo come attirare la nostra
attenzione con le numerose attività proposte, sempre super interessanti.
Quindi ringrazio in primis Valerie e Simon, i miei compagni di gruppo e soprattutto il Servizio Civile
Internazionale.”