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Conosci Thanh: La volontaria vietnamita che ha partecipato a due campi in Italia quest’estate!

Thanh, volontaria internazionale del Vietnam, è stata in Italia quest’estate partecipando a DUE campi di volontariato organizzati dallo SCI Italia: un 1º campo presso il eco-villaggio di Granara a Valmozzola (Emilia-Romagna) dal 20 Agosto al 30 Agosto 2022 e un secondo con l’azienda agricola “AgriTermine” a Montiglio Monferrato (Piemonte) dal 1º al 10 Settembre 2022.

Quest’anno sta provando a capirsi meglio attraverso nuove esperienze al di fuori del suo paese. Ha accettato di condividere la sua esperienza con SCI Italia.


 

Da dove vieni ?

Sono vietnamita, sono cresciuta e ho vissuto in Hanoi, ma sono andata ad abitare in una parte del Vietnam con le montagne e la campagna da due anni dove abito in una piccola comunità dove si pratica l’agricoltura.

Che sono i tuoi interessi ?

Adoro scrivere e ballare. Inoltre, sto scrivendo un diario e imparando “Nia”, la disciplina e modo di vivere che unisce movimento, autoconsapevolezza, connessione e gioia. È un esperienza che trasforma il corpo, la mente e lo spirito. In generale mi piace scoprire nuove cose da fare o modi da pensare.

Dove hai viaggiato prima di fare i due workcamps in Italia ?

Sono andata nei paesi del sudest dell’Asia come la Thailandia, il Singapore, la Malesia, la Myanmar ma anche il Giappone, la Norvegia e la Francia. Adoro viaggiare e vorrei andare in Sud America perché mi sembra che sia un continente tradizionale, pieno di vita e in armonia con la natura. Mi piace anche l’idea di andare in un luogo che ho mai visto.

Come ti descrivi ? Quale sono le tue qualità e debolezze che hanno un impatto sul mondo del volontariato ?

Penso di essere molto adattabile e cerco di capire il mondo attraverso punti di vista diversi. La più grande qualità è il mio stomaco solido! E come debolezza forse il fatto che mi piace molto essere da sola. Sono molto indipendente, anche sono un po’ troppo gentile nel senso che non riesco a condividere i miei sentimenti facilmente, magari questo comportamento è culturale. Tuttavia, non mi preoccupa di stare con delle persone più dirette.

Hai già fatto dei progetti di volontariato prima di questi campi in Italia ?

Si, ho fatto volontariato dal liceo. Ho lavorato come membro di un associazione partner di SCI in Vietnam. I progetto che mi ha colpito al cuore è quando ho coordinato un gruppo di studenti d’ingegneria australiani che erano venuti per aiutare la gente nella campagna a costruire in un mese dei pozzi che filtrano l’acqua. A quest’epoca, non sapevo niente sull’ingegneria e non avevo mai vissuto nella campagna per un tempo così lungo. Penso che sia un buon mezzo d’incontrare della gente internazionale e da vivere in un ambiante diverso. Favorisce anche gli scambi culturali.

Quale sono i tipi di campi che hai svolto in Italia e perché ragione li hai scelti?

Sono andata in due campi: Uno vicino a Parma, in un eco-villaggio (sostenibile e inclusivo) chiamato Granara. Abbiamo intonacato edifici, rinnovato la biblioteca e partecipato alla vita del villaggio. Lì ho fatto il bricolage, la pittura dei muri, piantato delle fragole e giardinaio. Abbiamo pure costruito un banco e dei bagni.

Volontari andando in biblioteca

L’altro campo si trovava vicino a Torino e si chiama “Agritermine farma”. Questo progetto ha iniziato da poco tempo dunque si doveva fare delle cose di prima necessità come costruire un bagno o coltivare la terra. L’obiettivo del progetto e di creare una comunità aperta a tutti e tutte attraverso il giardino e la cultura.

Ho deciso di andare a questi campi per andare via ed esplorare il mondo. Durante il Covid sono stata isolata. La comunità dove abito è piccola ed era chiusa. Non avevo la possibilità di parlare l’inglese, ne di essere in relazione con persone straniere. In più d’incontrare altri, volevo avere più esperienza nella campagna e nei lavori agricoli. Non avevo mai fatto del bricolage e ora sono molto più fiduciosa nelle mie capacità. La sostenibilità e gli esseri umani in generale sono anche importanti per me.

Bagno a secco costruito dai volontari

Che cosa vuoi tenere di queste esperienze ?

Loro mi hanno portato fiducia nelle mie capacità perché ho imparato nuove cose. Durante i ultimi due anni ero la più giovane della mia comunità e ho avuto lo stesso sentimento di colpa e incapacità. Mi sono vista nei volontari giovani. Quindi ero con più fiducia ed empatia verso i più giovani dei workcamps e delle persone più grande da me con cui ho vissuto in Vietnam.

Quale difficoltà hai incontrato ?

Penso che la cosa la più difficile da gestire fosse i cibi. Sono piuttosto fiera del mio stomaco e per prima volta nella mia vita ho avuto dolori allo stomaco. Ci sono troppi usi di oli e grassi nella cucina italiana in confronto alla cucina vietnamita e oltre a ciò, mi è mancato il Phở!

Poi non parlo l’italiano quindi era un po’ difficile di parlare con i volontari che non parlano l’inglese. Comunque siamo riusciti a diventare amici senza usare le parole. Voglio sinceramente vederli di nuovo. Noi comunicavamo sopratutto col corpo e poche parole.

Hai preso dei oggetti da portare a casa tua ?

Ho comprato molti cibi tipici dell’ Italia come il farro, il basilico, il pesto, il salame e le nettarine. Non gli abbiamo in Vietnam quindo voglio che mia famiglia abbia l’opportunità di assaggiargli. I cibi sono un buon mezzo per conoscere un paese. Mi piace tanto andare ai mercati per sapere che cosa la gente compra e scopri così un po’ la maniera in cui vive. Se dovrei scegliere soltanto una cosa dell’Italia ad avere in Vietnam, sceglierei i gelati…

Qualche aneddoto che vuoi condividere ?

Quando stavamo piantando le fragole, c’era una bella casa vicino e qualcuno scherzava su di noi dicendo che eravamo nella parte sbagliata della frontiera tra gli Stati-Uniti e il Messico.

Hai avuto delle dubbie sui workcamps e i volontariati ?

Ci sono stati dei momenti quando era difficile di vedere i risultati a una scala più grande. Sopratutto nel secondo campo perché era proprio l’avvio del progetto “Orto di Comunità”. Il lavoro poteva essere disordinato a volte. Il mio consiglio e di andare avanti, provare di fare le tasche nella migliora maniera possibile e poi forse chiedere il coordinatore del progetto.

Per te che cos’è la cultura ?

Come la gente vive in generale, non solo attraverso cose materiale.

Che cosa vuoi per il tuo futuro ?

Voglio fare delle cose che non ho mai fatto e andare nei luoghi dove non ho mai messo i piedi senza usare la mia lingua materna. Sto considerando spostarmi in un altra città nel Vietnam che è vicina al mare. Voglio anche diventare una professoressa di “Nia”. Sono sempre pronta ad aggiungere nuovi punti di vista alla mia mente. La gente e la sostenibilità sono anche molto importanti per me. La responsabilità verso la natura è un dovere di essere umani.

Consideri sia importante viaggiare ? Perché? 

Posso capirmi meglio le differenze quando viaggio. Ci sono tante differenti aspetti culturali che prendo come normali. Tuttavia quando viaggio, posso vedere le mie contraddizione e imparare a chiedermele. Più mi conosco, più posso essere libera e felice. Posso vedere le cose che hanno un influenza su di me perché vedo che sono le mie evidenzi che gli altri non condividono. Inoltre, viaggiare, aiuta ad avere la mente aperta e fa crescere il rispetto. Ci sono tante diverse storie. Penso che non ci sia un modo miglior punto di vista che altri. Voglio aggiungere che comunicare è una soluzione tra i conflitti culturali.