fbpx

Che sosterrai con il tuo 5×1000 a SCI Italia?

 

 

SCI Italia sceglie delle politiche di finanziamento coerenti con i valori che promuove e non prende fondi da realtà coinvolte in attività militari o di sfruttamento delle risorse. Si autofinanzia per mezzo delle quote di iscrizione ai campi di volontariato, formazioni, donazioni e riceve alcuni co-finanziamenti per progetti specifici attraverso i bandi della Comunità Europea o altri enti pubblici. Per questa ragione, il 5×1000 è una fonte di vita necessaria!

Con il tuo 5xMille puoi essere parte della nostra azione in difesa della solidarietà, della pace, del rispetto dei diritti umani in Italia e nel mondo.

Attraverso il 5×1000 ci aiuterai affinché il lavoro iniziato ormai più di 100 anni fa continua ad essere possibile, muovendoci su di un terreno che mette in campo azioni, esperienze, concretezza e forza del fare. Anche se a volte dobbiamo rinunciare al contatto fisico, non rinunceremo mai a percorrere una riflessione collettiva, nate da percorsi singoli e verso un mondo più giusto. 

Quest’anno con il tuo 5xMILLE sosterremo altre iniziative fondamentali per portare avanti l’impegno dell’associazione sui temi dei diritti, della giustizia sociale e ambientale.

Gli incontri di educazione alla cittadinanza globale e di preparazione al volontariato internazionale, nei quali si approfondiscono temi quali l’inclusione sociale, le dinamiche di gruppo, l’educazione globale e il volontariato internazionale.

Il piccolo festival internazionale della zuppa di Roma: giunto alla XIV edizione, anche quest’anno viene organizzato il festival internazionale della zuppa, con un evento finale presso la Città dell’Utopia.

Il progetto Chapter, nel quale volontari e volontarie provenienti da 9 paesi differenti si incontrano per riflettere sui temi dell’antifascismo e delle propaganda e creano una campagna anti-nazionalista.

Il progetto Edumapping, sul rafforzamento e la diffusione delle metodologie dell’educazione non-formale, con approcci di ludopedagogia, teatro dell’oppresso e educazione popolare.

 

Come fare?