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Un Capodanno all’insegna della sostenibilità ambientale a Reykjavik

Un Capodanno all’insegna della sostenibilità ambientale a Reykjavik

Sostenibilità ambientale Capodanno Reykjavik Islanda Campo volontariato internazionaleIl Campo

Dal 27 Dicembre 2018 al 04 Gennaio 2019 un campo di volontariato in Islanda dedicato alla protezione e alla sostenibilità ambientale, promosso dal nostro partner SEEDS Iceland.

In questo campo i/le partecipanti saranno coinvolti in progetti che riguardano problematiche ambientali locali e globali, attraverso approfondimenti teorici e momenti pratici. Oltre a questo, sarà un’occasione unica per festeggiare un Capodanno ecologista e internazionale!

Se ad esempio sei preoccupato/a dal cambiamento climatico, dal problema dell’inquinamento o hai a cuore la protezione degli animali questo progetto fa per te. Infatti avrai modo di confrontarti con l’organizzazione gli/le altri/e partecipanti a partire dalla tua esperienza e scoprire attraverso lo scambio possibili soluzioni per la sostenibilità ambientale.

Attività

Gli argomenti principali riguarderanno le energie rinnovabili, lo spreco alimentare e le pratiche di sostenibilità come il consumo collaborativo o un’alimentazione consapevole. Ad esempio, ogni anno l’Islanda è visitata da oltre 2 milioni di turisti, che puntualmente lasciano il segno del loro passaggio, dovuto a leggerezza e incuria. Questo campo ti aiuterà a diventare un viaggiatore attento e consapevole dell’impatto che ha sull’ambiente.
I/le partecipanti avranno inoltre la possibilità di visitare progetti locali ecologisti, come uno dei centri di riciclaggio dei rifiuti o la centrale elettrica geotermica.
Infine, laddove le condizioni climatiche lo permetteranno, i/le volontari/e saranno coinvolti/e in attività di tutela ambientale, portate avanti dai/dalle volontari/e del posto.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno presso una casa a Reykjavík, completa dei servizi (bagni con docce), cucina, e lavatrice. Le camere sono condivise ed è necessario portare il proprio sacco a pelo. Il gruppo si organizzerà in turni per la preparazione dei pasti, forniti dal partner locale. Tutti/e sono invitati/e a portare prodotti tipici del proprio paese per condividere cene internazionali!

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

 

 

Scambi giovanili e identità plurali, oltre le barriere linguistiche e culturali

Scambi giovanili e identità plurali, oltre le barriere linguistiche e culturali

scambio giovanile identità plurali jump inDal 17 al 25 luglio 2018 SCI Italia ha ospitato a Roma, presso La Città dell’Utopia, lo scambio giovanile internazionale “Jump In! Plural identities e active citizenship in the European society”, centrato sul tema delle identità plurali. Uno degli obiettivi del progetto è stato quello di supportare i/le giovani con minori opportunità e promuovere l’inclusione sociale attraverso sessioni di educazione non formale. Questi/e giovani hanno avuto infatti l’occasione di incontrare i/le propri/e coetanei/e provenienti da altri paesi e culture, imparando insieme nuove competenze radiofoniche, fotografiche e pratiche di ludopedagogia spendibili poi nella vita quotidiana.

Pubblichiamo la testimonianza di Louison Arnault, coordinatrice dello scambio.

Ci dividiamo in gruppi e iniziamo a lavorare ai racconti sonori. Ad ogni gruppo è stata assegnata una parola, ad esempio “radice”, “discriminazione”, o ancora “corpo”, a partire della quale dobbiamo raccontare le nostre storie personali. Alcune sono molto forti. Un fratello e una sorella raccontano di come si sono ritrovati per strada e poi in un programma di affidamento dopo la separazione dei propri genitori, perché la madre non riusciva più a pagare le bollette. Un ragazzo di origini marocchine ci racconta di quando un giorno è stato inseguito da un commerciante perché “sembrava pericoloso e sospetto, quindi sicuramente gli aveva rubato qualcosa. Perché si sa, la gente come lui è sempre in cerca di problemi”. E così via. È il momento di scegliere tra tutte le storie quali registrare.

scambio giovanile identità plurali jump inA partire dalla parola “adattarsi”, uno dei partecipanti ha condiviso la sua storia di transizione: da una vita di furti iniziata a 11 anni ad una vita regolare, lasciandosi alle spalle un modo di vivere grazie al quale faceva molti soldi ma senza potersi mai togliere di dosso l’ansia di rischiare, in ogni momento, di poter essere arrestato e separato dalla famiglia. Ha dovuto imparare la frustrazione di non poter comprarsi tutto quello che gli passava per la mente. Durante la sonorizzazione della sua storia, lui e quelli del suo gruppo si sono divertiti molto, esagerando alcune parti della storia e scherzando sul fatto che stessero per “girare una telenovelas brasiliana”. Quando stavamo sonorizzando l’incontro del suo personaggio con delle prostitute, uno del gruppo, totalmente preso dalla parte, ha alzato la testa e alla prima ragazza che gli è passata davanti ha chiesto: “Potresti aiutarmi?”, “Sì certo”, ha risposto lei. E lui: “Abbiamo bisogno che simuli un orgasmo”, “No, no, no!” è scoppiata a ridere la group leader, frenandolo mentre diventava tutta rossa per la ragazza messa in mezzo.

Eravamo in 25 a La Città dell’Utopia, arrivati da Catalogna, Portogallo, Slovenia, Ungheria e Italia. In realtà, le nazionalità erano molto più diverse e contavamo tra noi anche ragazzi e ragazze originari del Guinea Bissau, Polinesia Francese, Afghanistan, Perù, Senegal, Salvador, Benin, Ucraina, Marocco e Zimbabwe. Ancora mi chiedo come abbiamo fatto. Alcune delle persone che parlavano e ridevano di più insieme non avevano una sola lingua in comune, e non mi venite a dire che l’inglese aiuta a capire il pachto, oppure l’ungherese il portoghese: non vi crederò. Le valutazioni collettive ci hanno dato un indizio per provare a comprendere come fosse possibile: “ Come fai a comunicare con X?”, “Beh perché… mamma mia, perché è davvero molto bello.” Mi viene quindi da concluderne che eravamo tutti di bella presenza, visto che siamo riusciti a mischiarci molto velocemente, nonostante le differenze linguistiche e culturali.

scambio giovanile identità plurali jump inMa di quali culture si sta parlando? Stavamo lì appunto per scoprirlo, cercando di capire la nozione di identità plurali mediante una coabitazione intensa e attraverso l’utilizzo di alcuni strumenti, come la radio, la fotografia e le attività di ludopedagogia, esprimendoci sia in maniera individuale che collettiva. Abbiamo rivelato di noi molto di più che semplicemente la nostra nazionalità, il colore della nostra pelle, il nostro genere o la nostra religione (nonostante il fatto che anche intorno a questi elementi si sia sviluppato dibattito, soprattutto per via della curiosità di quelli che non avevano mai incontrato una persona con la pelle scura o mai visto una persona musulmana pregare). Alla base di questi dibattiti c’era sempre una curiosità positiva, un sincero interesse nel conoscere l’altro/a che spinge a fare domande e a provare tutte le maniere possibili per riuscire a comunicare, andando oltre la barriera linguistica.

È stato un continuo movimento di dare e ricevere: sono stati in tanti ad aver insistito per cucinare qualcosa per il gruppo, o per preparare per gli altri un tè marocchino, fare ascoltare un po’ della loro musica, mostrare il video di un rapper del loro “neighborhood”, o insegnare a chi vuole come si balla la kizomba. È stata una bella avventura: ci siamo dimostrati a vicenda che si può vivere bene insieme, anche con persone che, a prima vista, sembrano molto lontane tra di loro per le proprie storie di vita o per le proprie origini.

scambio giovanile identità plurali jump inÈ stata anche dura. Non sono abituata a coabitare così a lungo con un gruppo così grande – e a volte caotico. C’è chi vorrebbe mangiare solo pasta e chi invece preferisce il riso, chi non sopporta l’attesa e chi fa fatica ad essere in orario, chi vorrebbe dormire ore e ore e chi invece non riesce a trattenersi dal parlare ad alta voce o scoppiare a ridere nel corridoio, la doccia non è sempre così pulita come a casa e non c’è chi di solito pulisce per te, devi per la prima volta nella tua vita avvicinarti agli strofinacci e ad altre faccende “domestiche” che avresti volentieri ignorato più a lungo…

È stata dura ma è andata molto bene. Quelli che all’inizio si sono mostrati più chiusi sono stati anche quelli che hanno pianto al momento di andare all’aeroporto, mentre il gruppo portoghese ha subito detto che vorrà inventarsi qualche scambio a casa propria, per avere la scusa di invitare tutto il gruppo e ritrovarsi in un prossimo futuro.

Tutela ambientale e biodiversità: un campo di volontariato in Giappone

Tutela ambientale e biodiversità: un campo di volontariato in Giappone

tutela ambientale biodiversità giapponeIl campo

Dal 4 marzo al 18 marzo 2019 un campo in Giappone, organizzato dal nostro partner AKKS (Akame no SATOYAMA wo Sodateru kai) che dal 1999 lavora per la tutela ambientale e soprattutto per la valorizzazione della biodiversità della foresta di Satoyama.

La foresta si trova a ridosso delle grandi città di Osaka e Nagoya ed ha rischiato di essere rovinata dalla costruzione di un grande campo da golf e di un inceneritore. La popolazione locale è però riuscita a bloccare questi progetti dando vita al movimento “National trust” e acquistando i terreni, con lo scopo di tutelarli.
Ancora oggi, i diversi gruppi nati da questo movimento continuano il lavoro di tutela ambientale accogliendo persone che amano la natura e che vogliono contribuire a preservarla.
La foresta di Satoyama ha bisogno di essere salvaguardata, in particolare per la ricchezza rappresentata dalla sua biodiversità e per il contribuito che fornisce all’equilibrio idrogeologico dell’area.

Attività

I/le volontari/e si occuperanno di abbattere e ricollocare gli alberi per mantenere la foresta nelle condizioni che più favoriscono la sua biodiversità originaria.
I/le volontari/e utilizzeranno attrezzature da taglio per cui verranno formati/e. Il lavoro è abbastanza faticoso e si estenderà per tutto l’arco della giornata, anche in condizioni di pioggia se sarà possibile. Durante il campo, ci saranno dei momenti di confronto con persone con disabilità mentali che lavorano quotidianamente al progetto.

È richiesta una forte motivazione ed una buona condizione fisica.

I volontari acquisiranno competenze inerenti la tutela ambientale della foresta di Satoyama.

Alloggio

I volontari alloggeranno in una tipica casa di legno e i pasti saranno cucinati a turno.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

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Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

 

 

Cambiamento climatico e ecologismo: campo di volontariato in Islanda

Cambiamento climatico e ecologismo: campo di volontariato in Islanda

cambiamento climatico campo volontariato islandaIl campo

Dal 28 gennaio all’8 febbraio 2019 un campo in Islanda, organizzato dal nostro partner SEEDS Iceland, per conoscere gli effetti del cambiamento climatico.

I/le partecipanti dal campo avranno quindi la possibilità di approfondire le questioni ed esso legate, su scala globale e locale. Se sei preoccupato/a, ad esempio, dal cambiamento climatico, così come dal problema dello smaltimento dei rifiuti, o della tutela degli animali ed altre questioni ambientali, questo è il progetto che fa per te.

È importante sapere che questo è un campo basato sul confronto: tutti/e i/le partecipanti sono infatti invitati/e a portare la loro esperienza e le proprie idee. Il principale focus del campo sarà imparare dai differenti aspetti della questione ambientale attraverso workshop, discussioni e visite guidate.

Attività

Gli argomenti trattati saranno principalmente le energie rinnovabili, gli sprechi alimentari e le pratiche sostenibili che possono essere messe in campo. Ad esempio, ogni anno l’Islanda è visitata da oltre 2 milioni di turisti, che puntualmente lasciano il segno del loro passaggio, dovuto a leggerezza e incuria. Questo campo ti aiuterà a diventare un viaggiatore attento e consapevole dell’impatto che ha sull’ambiente.

I/le partecipanti avranno inoltre la possibilità di visitare progetti locali ecologisti, come uno dei centri di riciclaggio dei rifiuti o la centrale elettrica geotermica.

Infine, laddove le condizioni climatiche lo permetteranno, i/le volontari/e saranno coinvolti/e in attività di tutela ambientale, portate avanti dai/dalle volontari/e del posto.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno presso una casa a Reykjavík, completa dei servizi (bagni con docce), cucina, e lavatrice. Le camere sono condivise ed è necessario portare il proprio sacco a pelo. Il gruppo si organizzerà in turni per la preparazione dei pasti, forniti dal partner locale. Tutti/e sono invitati/e a portare prodotti tipici del proprio paese per condividere cene internazionali!

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

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51ª Giornata ONU di Solidarietà con il Popolo Palestinese

51ª Giornata ONU di Solidarietà con il Popolo Palestinese

70 anni di diritti negati: giornata mondiale di solidarietà con il popolo palestinese.

Sito: www.giornataonu.it

Il 29 novembre di ogni anno l’ONU celebra la Giornata Mondiale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, in virtù del mandato conferito dall’Assemblea Generale il 2 dicembre 1977.

La Giornata Mondiale di Solidarietà ha tradizionalmente rappresentato un’opportunità per la comunità internazionale di portare la propria attenzione sul fatto che la questione palestinese è ancora irrisolta e che il popolo palestinese deve ancora vedere conseguiti i propri inalienabili diritti così come sanciti dall’Assemblea Generale, cioè, il diritto all’autodeterminazione senza interferenze esterne, il diritto a indipendenza e sovranità nazionali, e il diritto di fare ritorno alle proprie dimore e rientrare in controllo dei propri beni dai quali sono stati allontanati.

In risposta all’appello delle Nazioni Unite, governi e società civile organizzano ogni anno una vasta gamma di attività per celebrare la Giornata di Solidarietà.

In Italia la celebrazione della Giornata ONU di Solidarietà con il Popolo è promossa da Società Civile Palestina (SCP), rete di organizzazioni a vario titolo e missione impegnate per l’affermazione dei diritti dei popoli che ha avviato a Torino un gruppo promotore facilitato dal Centro Studi Sereno Regis.

Il comitato torinese sta preparando la giornata e alcuni eventi di avvicinamento: presentazione di libri, conferenze, incontri…

Per le iscrizioni scrivere a: giornataonu@gmail.com

Clicca qui per l’evento Facebook.

La sede della giornata si trova a 10 minuti a piedi dalla Stazione di Porta Nuova.

Per dormire:

Tomato Backpackers Hotel, in s. Salvario, www.tomato.to.it
AIG Ostello Torio, zona Lingotto, www.ostellotorino.it
Bamboo Eco Hostel, c.so Palermo, www.bambooecohostel.com
Rifugio Urbano, zona centro-sotto mole antonelliana, www.bed-and-breakfast.it/it/piemonte/rifugio-urbano-torino/48941
presso il Collegio S.Giuseppe dove si terrà il convegno ci saranno dei posti disponibili, per info: gianni 3336749056

Comitato organizzatore di Torino:

Assopace Palestina, BDS Torino, Centro Studi Sereno Regis, Comitato di Solidarietà con il popolo Palestinese di Torino, Donne in Nero della Casa delle donne di Torino, Invicta Palestina, Movimento Internazionale per la Riconciliazione, Pax Christi, Rete ECO-Ebrei Contro l’Occupazione, SCI-Servizio Civile Internazionale, Progetto Palestina, Un Ponte Per

Manutenzione del parco ecologico per promuovere uno stile di vita sostenibile: un campo in Marocco

Manutenzione del parco ecologico per promuovere uno stile di vita sostenibile: un campo in Marocco

Il campo

Dal 20 gennaio al 3 febbraio 2019 un campo di volontariato in Marocco, per supportare la manutenzione del parco ecologico e contribuire al dibattito sull’ecologia nella vita quotidiana.

Il campo è organizzato dall’associazione EVO (Espace Volontaire Oujda), fondata nel 2003 a Oujda, in Marocco. È composta da un gruppo di giovani locali che ha scelto di impegnarsi in progetti di volontariato. Infatti, negli anni ha accumulato molta esperienza di lavoro sociale, in particolare nell’organizzazione di campi. Inoltre, è riuscito a creare reti sociali sul territorio, coinvolgendo centri giovanili, organizzazioni locali e partner internazionali. In altre parole, il loro obiettivo è quello di creare un’atmosfera di solidarietà e impegno, in particolare in materia di protezione ambientale e tutela del patrimonio artistico-archeologico. Per queste ragioni, l’obiettivo di questo campo è la manutenzione del parco ecologico e la creazione di dibattito attorno al tema dell’ecologismo.

Attività

I/le volontari/e si impegneranno in lavori manuali e di giardinaggio. In primo luogo, ripareranno i materiali in legno rovinati dall’erosione del tempo. Inoltre, lavoreranno per la manutenzione del parco ecologico in tutti i suoi spazi verdi.

Inoltre, avranno anche l’opportunità di visitare la città di Oujda e i suoi dintorni, grazie al supporto del team di volontari/e locali.

Come parte studio, i/le volontari/e approfondiranno, attraverso dei dibattiti, la questione ecologica nella vita di tutti i giorni; molte di queste discussioni verranno affrontate con il pubblico che quotidianamente attraversa il parco. Il parco ecologico si estende per circa 25 ettari ed è considerato un sito unico in tutto il Marocco.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno presso un dormitorio condiviso presso il centro giovanile, in camere da 3 o 4 letti. È richiesto di portare le proprie lenzuola e asciugamani, oltre ai vestiti da lavoro.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il francese.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Proteggere l’ambiente per promuovere la pace: un campo in Indonesia

Proteggere l’ambiente per promuovere la pace: un campo in Indonesia

Il campo

Dal 15 al 28 gennaio 2019 un campo di volontariato in Indonesia per proteggere l’ambiente dalle devastazioni prodotte dal cambiamento climatico.

Il campo si svolgerà a Mangkang, un villaggio di pescatori e agricoltori situato ad ovest di Semarang. Questo progetto è divenuto negli anni una tradizione; infatti, il nostro partner IIWC continua a promuoverlo per rispondere al bisogno di conservare la biodiversità, in particolare presso la zona costiera a nord del mare Java.

In quest’area, più di 1 chilometro di costa è a rischio di abrasione marittima, conseguenza della deforestazione delle mangrovie. Considerando che un tempo quest’area era popolata da un’incredibile quantità di pesci e gamberetti, ad oggi è evidente l’emergenza della scomparsa di tutte queste specie. In particolare, anche i pescatori locali sono costretti a spingersi sempre più lontano per riuscire a trovare del pesce e guadagnarsi quindi la sopravvivenza. Per tutti questi motivi, proteggere l’ambiente in questa zona sta diventando sempre più fondamentale.

Le attività

I/le volontari/e del campo svolgeranno diverse attività, come ad esempio piantare le mangrovie ed altre specie floristiche sulla costa; organizzare attività di sensibilizzazione sulla questione ambientale e sulla gestione dei rifiuti con la popolazione locale, in particolare con i bambini; infine, organizzare campagne informative per la città.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno presso la casa per volontari di IIWC; è richiesto di portare il proprio sacco a pelo. Il gruppo dei/delle volontari/e si organizzerà autonomamente per i pasti e le pulizie.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

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Supportare l’organizzazione della festa della cultura Mapuche: un campo in Cile

Supportare l’organizzazione della festa della cultura Mapuche: un campo in Cile

Il campo

Dal 12 gennaio 2018 al 3 febbraio 2019 un campo di volontariato in Cile per supportare l’organizzazione della tradizionale festa della cultura Mapuche.

La “Community Fair Walung de Kurarewe”, è una comunità composta principalmente da donne Mapuche, piccoli produttori e artigiani dell’Araucanía (sud del Cile), che cerca di generare una propria economia, indipendente, in solidarietà e in armonia con l’ambiente.

L’obiettivo di questa comunità è infatti il dare vita ai Küme Mongen (buon vivere), ovvero momenti di valorizzazione delle conoscenze ancestrali attraverso la coltivazione di prodotti originali e la loro trasformazione: pinoli dall’Araucaria, frutti della foresta, quinoa; ma anche prodotti di artigianato, l’incentivo alla trasmissione dell’antica conoscenza culinaria e curativa, la lavorazione dei prodotti e via dicendo.

Dal 2005, inoltre, sviluppa laboratori di agroecologia, trafkintu (scambi) di sementi, fiere stagionali di produttori e artigiani, trawun (incontri) sulla cura del territorio e altre attività.

Le attività

I/le volontari/e del campo supporteranno l’organizzazione dell’evento annuale più importante per la comunità: la Feira Walung (festa del raccolto), che cade nel periodo di febbraio. Infatti, il lavoro che viene svolto per la sua realizzazione è anche un momento speciale di incontro e discussione su questioni sociali ed economiche.

In particolare, gli obiettivi del campo sono i seguenti: supportare l’organizzazione degli spazi e la costruzione delle strutture destinate ad ospitare la Fiera, nonché svolgere la pulizia del luogo e l’assemblaggio degli stand per i produttori; supportare le attività di trasformazione dei prodotti tipici della zona (marmellate, sottovuoti, etc.); svolgere attività di promozione e sensibilizzazione sulla cultura Mapuche durante lo svolgersi della Feira.

Come parte studio, i/le volontari/e approfondiranno la storia e la cosmovisione della cultura Mapuche, come anche i problemi attuali da cui la comunità è colpita. Inoltre, verrà studiata la storia della Feira Walung, poiché la sua organizzazione è strettamente legata alle attività di difesa del territorio e della sovranità alimentare in Kurarewe.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno presso le case dei membri della comunità, o in tende messe a disposizione dall’organizzazione presso il sito della fiera.

La lingua del campo è lo spagnolo.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

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Praticare la permacultura nel settore ortofrutticolo: un campo in Togo

Praticare la permacultura nel settore ortofrutticolo: un campo in Togo

Il campo

Dal 10 al 23 dicembre 2018 un campo di volontariato in Togo, presso la comunità di Kpalimé, per supportare un progetto agricolo basato sulla permacultura.

Tale progetto è infatti parte di un approccio di sviluppo sostenibile, che rispetta la conservazione della biodiversità e la promozione della coltivazione di prodotti biologici. Attraverso la messa in pratica di tali principi, l’obiettivo dell’Ong ASTOVOT è la promozione della cultura sul biologico e l’accessibilità di tali prodotti per la popolazione locale.

L’orto in cui il progetto si sviluppa, difatti, rappresenta un luogo di scambio di esperienze sui valori della produzione biologica e sul consumo sostenibile di prodotti locali.

Le attività

Gli obiettivi del campo sono, in particolare, la preservazione della biodiversità e il miglioramento dell’ambiente circostante, lo sviluppo di differenti generi di colture biologiche, l’incoraggiamento al consumo di tali prodotti da parte della popolazione locale.

Oltre a questo, le attività principali del progetto riguarderanno la cura e il mantenimento dell’orto (togliere le erbacce, preparare il terreno, selezionare le sementi, fabbricare il compost, creare un sistema di irrigazione, potature e così via). Inoltre, ai/alle volontari/e del campo è richiesto di svolgere delle attività pedagogiche per i bambini e le bambine locali nell’orto stesso.

Alloggio

Le condizioni dell’alloggio sono generalmente rudimentali. I/le volontari/e alloggeranno presso una casa fornita di più camere da letto, situata in prossimità del sito del progetto. Se possibile, è richiesto di portare con se materassino, sacco a pelo e repellente per zanzare.

La cucina invece sarà gestita dallo stesso gruppo dei volontari. L’acqua potabile è disponibile. L’accesso ad internet e all’elettricità è molto limitato.

Lingua

Le lingue del campo sono l’inglese e il francese. In particolare, la conoscenza del francese è molto utile per poter comunicare più facilmente con la popolazione locale.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

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