Posizione aperta per uno SVE di 12 mesi in Bulgaria per la promozione dei diritti umani

Posizione aperta per uno SVE di 12 mesi in Bulgaria per la promozione dei diritti umani

Descrizione del progetto:

L’associazione Infinite Opportunities Association – Bulgaria cerca un/a volontario/a tra i 18 e i 30 anni per un progetto SVE della durata di 12 mesi (ottobre 2018 – ottobre 2019).  Come per ogni progetto SVE, sono garantite le spese di alloggio, vitto, viaggio, pocket money mensile ed assicurazione.

Le Attività:

l/la volontario/a si occuperà delle seguenti mansioni :

  • Preparare e realizzare presentazioni per i giovani su vari temi legati ai diritti umani.
  • Creare supporti visivi per i progetti dell’associazione (banner, info-grafiche, poster ecc.);
  • Creare nuovi partenariati con scuole e università in tutta la Bulgaria, al fine di pianificare e realizzare attività di street action dedicati alla campagna del Consiglio d’Europa “No Hate Speech Campaign”.
  • Realizzare sessioni informative e workshop per bambini e giovani dedicati alla tolleranza e anti-discriminazione nei confronti dei rom, LGBTIQ+, rifugiati, minoranze etniche ecc.

Per maggiori informazioni sui progetti portati avanti dalla Infinite Opportunities Association, clicca qui.

Requisiti:

Il/La volontario/a dovrà avere una buona conoscenza della lingua inglese. È richiesta una buona motivazione a lavorare con i/le giovani e con volontari/e di diverse culture.

Per candidarsi, inviare CV e motivation letter in inglese all’indirizzo evs@sci-italia.it, indicando nell’oggetto dell’email la dicitura “SVE in Bulgaria”.

Termine ultimo per candidarsi: 10 ottobre 2018.

Cultura e animazione con la Kiburanga Community: un campo in Kenya

Cultura e animazione con la Kiburanga Community: un campo in Kenya

Il campo:

Dal 2 al 23 novembre 2018 SCI-Italia organizza un campo di volontariato internazionale in Kenya, in collaborazione con la Kiburanga Community Based Organisation, organizzazione locale, indigena e no-profit nata nel 2007 per promuovere progetti di animazione con finalità sociale.

Attraverso il supporto dei/delle volontari/e internazionali , l’obiettivo è dunque  quello di mobilitare risorse umane per incrementare la partecipazione attiva degli stessi beneficiari delle attività,  così da sviluppare buone pratiche utili a far fronte ai problemi legati alla povertà.

Kiburanga promuove attività di volontariato in una delle aree più remote e inaccessibili del Kenya, Kuria, dove il livello di povertà è molto alto e quello educativo tra i più bassi del paese.

Le Attività:

I/le volontari/e partecipanti saranno impegnati/e in attività quali: giochi artistici e creativi con i/le bambini/e; organizzare attività ludiche e di animazione; insegnare ai/alle bambini/e a nuotare, presso la piscina comunale di Migori. Inoltre, ci sarà anche la possibilità di scegliere se partecipare alle attività quotidiane dell’associazione, quali la conoscenza dell’HIV/AIDS e una maggiore consapevolezza sulla pratica dell’FGM (mutilazioni genitali), lezioni di inglese, e attività di empowerment delle donne.

La parte studio sarà centrata sullo sviluppo comunitario e lo scambio culturale.

Ubicazione:

KIBURANGA, la regione di Kuria si trova vicino alla città di Isebania, nella contea di Migori, a circa 500 km da Nairobi (circa 8 ore in minibus), a 4 km dalla Tanzania e confina con la riserva di caccia di Masai-Mara.

Requisiti:

I/Le volontari/e dovranno avere una mente aperta e dimostrare di essere altamente flessibili e rispettosi delle differenze culturali. Sarà importante essere attivi e propositivi riguardo le attività e l’animazione dei bambini. Dovrai contribuire e imparare, non dare lezioni.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi qui la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Scoprire Shanti Sahara e non tornare più indietro: testimonianza da un campo

Scoprire Shanti Sahara e non tornare più indietro: testimonianza da un campo

Pubblichiamo la testimonianza di Małgorzata Mrzyk, volontaria polacca che, dopo tanti anni di volontariato in Italia, quest’anno ha scelto di essere coordinatrice del campo Oasis of Care, realizzato in collaborazione con l’associazione Shanti Sahara. Pubblichiamo il testo in inglese, di cui potete trovare la traduzione in italiano in fondo.

The first time I was volunteering for Shanti Sahara was 5 years ago. I arrived at the central station in Milan and I saw a girl holding up a piece of paper with code of our workcamp. I thought it must be cool to wait for your volunteer like Maria, my workcamp leader, did that day.

The first year with Shanti Sahara was an unique experience for me. There were a lot of problems – organisation of work, language, shifts in hospital, sharing tasks, cooperation with some volunteers. But without the rain there would be no rainbow. I chose that project because I wanted to understand the refugees situation. I did. I got to know the most wonderful and loving children in the world. They thought me about Sahrawi history, about their life at the desert, all the problems they have to endure every day and what are the most efficient ways to help refugees. They made me understand what love is about, that there are no language barriers if only you try and that it’s worth going step by step to reach your aims.

I came back the following year. The third year I’ve learned Italian to communicate better with our children and Italian volunteers. Four years later I couldn’t wait to see our children again and people whom I already could call friends. Five years later, my friend and my previous coordinator Maria, asked me to coordinate the camp.

I didn’t have the formal training with SCI as there was no time, but I got a lot of support from SCI employees in Italy and my Italian friends that were coordinating camps the previous years. I prepared myself basing on my own volunteering experience and getting inspiration from my previous camp leaders.

The camp started on the 3.07. I was late an hour as I was arriving by bus from Poland. I entered the central station in Milan with a piece of paper with “IT-SCI 2.5” written on it. I met two of my volunteers – Tanya and Christian. Michalina joined us later that day.

Together with my Italian friends – Betta and Michele – we have organised meetings to teach our volunteers about Sahrawi people, our work we do for them, problems we have to face and work we have to do. Finally, the children arrived – the cutest children ever, but all of them with chronic diseases or disabilities. I was it wasn’t easy at the first time, but Shanti Sahara is a family where we all support each other and soon I saw Tanya, Michalina and Christian playing with children, participating in all our tasks and … enjoying it!

I was stressed at the beginning. I wanted to support my volunteers give them necessary knowledge and I didn’t know if I can. But they turned out to be open, involved, optimistic people who made the work of Shanti Sahara easier and they made our children smile. With such a great group of volunteers and all the support I got from my friends and SCI employees, the hardest task turned out to be writing “thank you” in Russian.

I’m a volunteer since nine year. Three times I’ve participated in workcamps in different countries. I’ve written my thesis about workcamps. It’s a part of my life I this year I got a chance to go even further and I really appreciated and enjoyed that.


La prima volta che sono stata volontaria per Shanti Sahara è stato 5 anni fa. Arrivai alla stazione centrale di Milano e vidi una ragazza con un foglio su cui era scritto il codice del nostro campo. Pensai che doveva essere molto bella quell’attesa dei propri volontari, come stava facendo quel giorno Maria, la nostra coordinatrice del campo.

Il primo anno con Shanti Sahara è stata un’esperienza unica per me. Ci furono molti problemi – sull’organizzazione del lavoro, per il linguaggio, i turni in ospedale, la divisione dei compiti, la cooperazione tra alcuni volontari. Ma senza la pioggia non ci sarebbe l’arcobaleno. Scelsi questo progetto perché volevo capire a fondo la situazione dei rifugiati. L’ho fatto. Ho conosciuto i più meravigliosi e adorabili bambini del mondo. Mi hanno insegnato la storia della popolazione Sahrawi, della vita nel deserto, dei problemi con cui si confrontano ogni giorno e dei modi più efficienti per aiutare i rifugiati. Mi hanno aiutato a capire che cosa sia l’amore, che non ci sono barriere linguistiche se solo ci si impegna, e che vale la pena di avanzare passo dopo passo per raggiungere i propri obiettivi.

Sono tornata l’anno successivo. Il terzo anno avevo imparato un po’ di italiano per comunicare meglio con i bambini e con i volontari italiani. Quattro anni dopo non potevo aspettare di vedere di nuovo i nostri bambini e le persone che ormai posso chiamare amici. Cinque anni dopo, la mia amica e ex coordinatrice Maria mi ha chiesto di coordinare il campo.

Non sono riuscita a partecipare alla formazione ufficiale dello SCI perché non c’era tempo a sufficienza, ma ha ricevuto moltissimo supporto dallo staff della Segreteria Nazionale SCI e dagli amici italiani che avevano coordinato il campo gli anni precedenti. Mi sono preparata basandomi sulla mia stessa esperienza di volontaria e prendendo ispirazione dai miei precedenti camp leaders.

Il campo è iniziato il 3 luglio 2018. Ero in ritardo di un’ora perché stavo arrivando in autobus dalla Polonia. Sono entrata nella stazione centrale di Milano con un foglio con scritto “IT-SCI 2.5”. Ho incontrato subito due volontari, Tanya e Christian. Michalina ci ha raggiunto dopo.

Insieme agli amici italiani – Betta e Michele – abbiamo organizzato degli incontri per insegnare ai volontari la storia del popolo Sahrawi, il lavoro che facciamo per loro, i problemi che dobbiamo affrontare e le attività che saranno da fare. Finalmente sono arrivati i bambini – i più carini in assoluto, ma tutti con problemi di disabilità e disturbi cronici. Non è stato facile all’inizio, ma Shanti Sahara è una famiglia in cui tutti si sostengono l’un l’altro e subito ho visto che Tanya, Michalina e Christian giocavano con i bambini, svolgevano i compiti prestabiliti e… si divertivano!

Inizialmente ero stressata. Volevo supportare i miei volontari e dar loro le conoscenze necessarie, e non sapevo se ci sarei riuscita. Ma si sono rivelati aperti, coinvolti, ottimisti, delle persone che hanno reso il lavoro di Shanti Sahara più semplice e hanno fatto ridere i bambini. Con un fantastico gruppo come questo e con tutto il supporto ricevuto da parte dei miei amici e dello staff dello SCI, il compito più difficile si è rivelato scrivere “grazie” in russo.

Sono una volontaria da 9 anni ormai. Per 3 volte ho partecipato a campi in diversi paesi. Ho scritto la mia tesi sui campi di volontariato. È parte della mia vita e quest’anno ho avuto l’opportunità di andare anche oltre, l’ho davvero apprezzata e ne sono felice.

Call aperta per uno SVE di 12 mesi in Svizzera come Placement Officer

Call aperta per uno SVE di 12 mesi in Svizzera come Placement Officer

Il nostro partner SCI Switzerland cerca un/a volontario/a tra i 18 e i 30 anni per un progetto SVE della durata di 12 mesi nel ruolo di Placement Officer, presso l’ufficio di SCI Switzerland a Berne.

Come per ogni progetto SVE, sono garantite le spese di alloggio, vitto, viaggio, pocket money mensile ed assicurazione.

Descrizione del progetto

Gennaio 2019 – Dicembre 2019, all’interno dell’ufficio di SCI Switzerland: il principale compito del/della volontario/a sarà di ricoprire il ruolo di Placement Officer, cioè gestire il collocamento dei volontari e le volontarie internazionali all’interno dei campi di volontariato a breve termine, in Svizzera e all’estero.

Oltre all’attività di collocamento, si supporterà anche la progettazione, la diffusione e la realizzazione di workshop e di fine settimana preparatori all’esperienza dei campi; infatti, il/la volontario/a potrà affinare le tecniche di educazione non formale, e avrà inoltre la possibilità di sperimentarsi nel ruolo di coordinatore/trice di un campo. SCI Switzerland accoglie lo spirito di iniziativa e la creatività personale, cercando di facilitare processi di ricerca ed attività specifiche in base alle competenze e agli interessi dei/delle volontari/e SVE.

Alloggio

Si potrà alloggiare presso il campus e si riceverà una somma mensile per le spese di vitto. Durante la settimana il pranzo viene generalmente preparato in ufficio con lo staff di SCI Switzerland.

Requisiti

Buona conoscenza delle lingue inglese e francese; è preferita anche la conoscenza di italiano e tedesco.

È richiesta una buona motivazione a lavorare con i/le giovani e con volontari/e di diverse culture, essere interessati al lavoro d’ufficio e condividere i valori e la mission dello SCI.

Candidatura

Per candidarsi, inviare CV e motivation letter in inglese all’indirizzo evs@sci-italia.it, indicando nell’oggetto dell’email la dicitura “SVE in Svizzera – Placement Officer”.

Termine ultimo per candidarsi: 29 ottobre 2018.

Minicampo di volontariato a Maccagno (VA), presso l’ecovillaggio di Monte Venere

Minicampo di volontariato a Maccagno (VA), presso l’ecovillaggio di Monte Venere

SCI Lombardia e l’Associazione Montevenere vi invitano a partecipare ad un fine settimana di volontariato: un minicampo di lavoro a Maccagno (VA) presso l’ecovillaggio di Monte Venere, da venerdì 5 a domenica 7 ottobre 2018.

L’associazione e il contesto

L’associazione Montevenere fonda i suoi principi sul movimento della decrescita felice e lo sviluppo sostenibile. Tra le finalità associative che si vogliono promuovere, oltre ad un esempio concreto di uno stile di vita alternativo basato sulla semplicità, autoproduzione e rispetto della natura e dai tempi da essa imposti, vi sono l’educazione ambientale e la promozione di un turismo ecosostenibile.

L’ecovillaggio, sito in località Montevenere di Maccagno (500 m s.l.m. e raggiungibile tramite sentieri e mulattiere da Maccagno Inferiore), si presta da anni alla collaborazione con scuole, gruppi scout, associazioni interessate a promuovere la sostenibilità ambientale.

Attività

Si affiancheranno gli abitanti della comunità nei lavori del quotidiano necessari per il sostentamento, come ad esempio nelle attività di pulizia di orto e sentieri, taglio della legna, raccolta delle castagne, preparazione di prodotti da forno, piccoli lavori di bioedilizia.

Parte studio: non mancheranno momenti di racconto (e di confronto) sulla nascita dell’associazione e della storia dell’ecovillaggio e dei motivi che hanno spinto a certe scelte di vita i suoi abitanti.

Informazioni Pratiche

Vitto e alloggio: è possibile soggiornare all’interno dell’ecovillaggio presso una piccola baita adibita come dormitorio. è necessario munirsi di sacco a pelo e torcia per la notte.

Il vitto è fornito dall’ecovillaggio e i/le volontar* contribuiranno attivamente nella preparazione dei pasti e alle pulizie. Si cucina con le stufe economiche a legna o con il forno a legna.. cibi semplici e genuini. I pasti saranno vegetariani e principalmente a km 0 e biologico.

Come bagno si utilizza una compost toilette all’esterno (bagno a secco).

Preferibilmente portare saponetta naturale / biodegradabile (niente shampoo o balsami) perché l’acqua viene usata per irrigare o dispersa nell’ambiente.

Requisiti di partecipazione

Per partecipare al minicampo è richiesta la tessera di iscrizione allo SCI (20 euro) che consente di partecipare alle attività dell’associazione e fornisce inoltre un’assicurazione di base durante il minicampo (sarà possibile fare la tessera direttamente sabato mattina per chi ne è sprovvisto).

È richiesto inoltre un contributo di 15 euro per supportare le attività dell’associazione Montevenere e la gestione del minicampo.

Il minicampo è aperto a 15 volontari/e.

Portare vestiti comodi, scarpe / scarponcini e guanti da lavoro.

Come raggiungere il minicampo

Con il treno è possibile arrivare alla stazione di Maccagno. Dalla stazione è facilmente raggiungibile l’imbocco del sentiero (111A) che porta a loc. Monte Venere (10 minuti a piedi) . L’inizio del sentiero è ubicato a fianco delle scuole medie di Maccagno e del parco daini in via Oliari

L’arrivo di venerdì 5 è previsto per le ore 18 circa. Dopo le presentazioni inizieremo qualche attività e la preparazione della cena.

Le attività termineranno domenica verso le ore 16.

Le iscrizioni dovranno pervenire scrivendo a: lombardia@sci-italia.it entro il 1 Ottobre 2018.

Pront@ a partire? Ultimi incontri di formazione pre-partenza! [Autunno 2018]

Pront@ a partire? Ultimi incontri di formazione pre-partenza! [Autunno 2018]

Il Servizio Civile Internazionale Italia organizza gli ultimi tre incontri di formazione pre-partenza del 2018.

Gli incontri riuniranno I e II livello in un unico appuntamento. Se vuoi partire per un qualsiasi progetto di volontariato internazionale in Asia (a esclusione di Giappone e Hong Kong), Africa, Mediterraneo e America Latina, è obbligatorio prendervi parte.

Gli incontri di formazione permettono di prendere coscienza dell’esperienza che stai pianificando di fare, scegliendo un campo di volontariato SCI: dalla conoscenza dell’Associazione ai partner locali e internazionali, dalla motivazione che ti muove a partire al contesto con cui ti confronterai.

Sono normalmente divisi in un primo e in un secondo livello; anche quest’anno SCI-Italia organizza una formazione speciale autunnale, che raccoglie entrambi i livelli, per permettere a tutti/e coloro che non hanno fatto in tempo a partecipare agli incontri precedenti di partire per il Sud del mondo, in caso lo desiderassero.

Gli incontri di formazione autunnali di quest’anno si terranno a:

  • Cagliari, 22 – 23 settembre dal sabato mattina (ore 10) alla domenica pomeriggio;
  • Roma, 5 – 7 ottobre, dal venerdì sera (ore 18) alla domenica pomeriggio, presso La Città dell’Utopia (via Valeriano 3F, metro Basilica di San Paolo);
  • Milano, 12 – 14 ottobre, dal venerdì sera (ore 18) alla domenica pomeriggio, presso la Cascina Casottello (via Fabio Massimo 19, metro Porto di Mare).

È fondamentale la permanenza dei/delle partecipanti durante tutto il tempo dell’incontro (anche il pernottamento), perché si tratta di momenti intesi a condividere vita comunitaria e a mettersi alla prova rispetto alla dinamica del campo di volontariato.

Gli incontri, salvo casi eccezionali, non sono selettivi, ma ovviamente avranno la funzione di portarti a capire se l’esperienza proposta è quella adatta. Inoltre, ti permetteranno di inserire nel tuo bagaglio formativo strumenti utili per il tuo futuro lavorativo e non: comunicazione nonviolenta, risoluzione dei conflitti interpersonali, momenti di approfondimento su temi quali conflitti armati, migrazioni, tutela dell’ambiente.

Per partecipare alla formazione si richiedono il tesseramento SCI-Italia (20 euro) e un contributo di 30 euro per le spese della struttura ospitante.

Modalità di pagamento per l’incontro di formazione di Cagliari:

Bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale
IBAN: IT25D0501803200000011540739
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Modalità di pagamento per l’incontro di formazione di Roma:

Bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT71F0501803200000011014412
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Modalità di pagamento per l’incontro di formazione di Milano:

Bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale
IBAN: IT82L0501801600000011235975
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Per informazioni:

Per avere ulteriori informazioni e per iscriversi all’incontro di formazione di Cagliari, scrivere a sardegna@sci-italia.it. Termine ultimo per l’iscrizione: mercoledì 19 settembre.

Per avere ulteriori informazioni e per iscriversi all’incontro di formazione di Roma, scrivere a campisud@sci-italia.it o contattare la Segreteria Nazionale al numero 065580644. Termine ultimo per l’iscrizione: mercoledì 3 ottobre.

Per ricevere informazioni o iscriversi all’incontro di formazione di Milano, scrivere a lombardia@sci-italia.it. Termine ultimo per l’iscrizione: lunedì 8 ottobre.

In seguito all’avvenuto versamento, si dovrà allegare la prova del pagamento della tessera e del contributo agli indirizzi email indicati sopra.

Uno SVE in Irlanda per la promozione del volontariato

Uno SVE in Irlanda per la promozione del volontariato

Descrizione del progetto:

VSI Ireland è in cerca di volontario/a SVE per l’anno 2018-2019.
Come per ogni progetto SVE sono coperte le spese di alloggio, vitto, viaggio, pocket money mensile, corso di lingua ed assicurazione.
Il progetto SVE inizierà nei primi giorni di ottobre 2018 e avrà durata di 9 mesi.

Le Attività:

Il/la volontario/a lavorerà insieme al team di VSI Ireland nell’attività di collocamento dei volontari locali e internazionali nei diversi progetti di volontariato internazionale disponibili, supportare le attività di formazione e partecipare alle attività di valutazione al loro ritorno. Questa attività prevede di lavorare attivamente con ragazze e ragazzi irlandesi e internazionali, coordinare il lavoro con le Branche internazionali SCI e con i partner locali.

Requisiti:

Avere interesse nella promozione della pace, della solidarietà, della giustizia sociale, il dialogo interculturale e percorsi di cittadinanza attiva;
possedere un buon livello di inglese, sia orale che scritto.
Per candidarsi, inviare il modulo di candidatura compilato  all’indirizzo evs@sci-italia.it, indicando nell’oggetto dell’email la dicitura: “SVE in Irlanda”.

Termine ultimo per candidarsi: 4 settembre 2018

Uno SVE in Belgio presso la Segreteria Internazionale SCI

Uno SVE in Belgio presso la Segreteria Internazionale SCI

Il progetto

La Segreteria Internazionale di SCI cerca un/a volontario/a, tra i 18 e i 30 anni, per un progetto di Servizio Volontario Europeo (SVE) ad Anversa dal 17 settembre 2018 per un periodo di 12 mesi.
Il/la volontario/
a assumerà il ruolo di communication officer, affiancando la Communication and Volunteer Coordinator (CVC), con un focus specifico delle attività relative alla celebrazione dei 100 anni di SCI e si occuperà delle seguenti mansioni:

– Creazione di contenuti online e offline per social media, newsletter e pubblicazioni;
– Coordinare e creare la newsletter;
– Lavorare a stretto contatto con il CVC per creare una nuova identità visiva internazionale di SCI, inclusi un nuovo logo, sito web, opuscoli, ecc., insieme a un designer;
– Creare, insieme al CVC, un piano di comunicazione annuale;
– Coordinare alcune delle campagne di comunicazione con le Branche SCI nazionali;
Aggiornare e mantenere il sito web internazionale di SCI;
– Contribuire al piano di diffusione della campagna e delle attività.

Requisiti e candidatura:

Il/la volontario/a per candidarsi deve avere una conoscenza medio alta della lingua inglese e possedere competenze in ambito comunicativo.
Il progetto ha una
durata di 12 mesi e garantisce al/alla volontario/a la coperture delle spese di vitto, alloggio, viaggio e assicurazione. Sarà inoltre garantito un pocket money mensile per spese personali.

Il termine ultimo per candidarsi è il 26 agosto 2018, inviando CV e motivation letter in inglese all’indirizzo evs@sci-italia.it.

Riconversione industriale, ecologismo e inclusione sociale: testimonianza da Ventimiglia

Riconversione industriale, ecologismo e inclusione sociale: testimonianza da Ventimiglia

Pubblichiamo la testimonianza di Matteo Malagoli, volontario SCI che ha partecipato quest’estate al campo “Route of Jerusalem” a Ventimiglia.

Il giorno di avvio del campo di lavoro sono già a Ventimiglia da un giorno, arrivo infatti il 14 luglio per partecipare alla manifestazione organizzata da progetto 20k e noborder. La manifestazione molto bella, partecipata e rumorosa si è snodata per tutta la città con decine di associazioni (e molte bande musicali) provenienti da Italia , Francia e Spagna.

Comincia il campo e incontro gli altri volontari alla stazione dei treni: Pablo dalla Francia, Paula e Alvaro dalla Spagna e Cecile dal Belgio… Cecile è sempre Cecile del campo precedente con Sci-Progetto 20k, sembra che il Belgio e l’Italia non sono così distanti. Filippo dello SCI Piemonte ci preleva per portarci a Varase.

La sede del campo è la casa famiglia Spes dove allestiamo il nostro campeggio, qui incontriamo Claire da Parigi che è responsabile di una delle associazioni partner “ Route to Jerousalem”. L’edificio dello Spes è la scuola di Varase che è stata riconvertita a casa di accoglienza per ragazzi diversamente abili, il benvenuto dei ragazzi è stato calorosissimo e molti insistevano per farci dormire nelle stanze della struttura.

Lo Spes è una realtà molto complessa, oltre alla casa accoglienza c’è un laboratorio alimentare dove i ragazzi, con l’aiuto di Franco, lavorano e trasformano i prodotti delle serre. I piatti sfornati: pizze, torte salate e quant’altro sono ottimi e saranno il nostro sostentamento durante il soggiorno.

Matteo, il presidente, ci introdurrà alle attività della cooperativa e Gianni invece ci farà fare un tour delle serre della cooperativa.

L’esperienza delle serre è un bel esempio di riconversione industriale frutto anche dell’impegno e del coraggio di Gianni e della cooperativa. Il territorio della riviera di ponente, la riviera dei fiori, è un luogo che sta uscendo dall’atlante economico: Genova si sta svuotando e ha perso più di 200.000 abitanti dal 1970, il turismo annaspa travolto dai voli low-cost e il turismo mordi e fuggi e l’industria dei fiori è completamente dismessa, sono rimaste solo le serre a testimoniarla, il lavoro è migrato altrove: Olanda e Africa.

Nelle serre Spes oggi si producono ortaggi e si allevano galline ovaiole in modo biologico, si fa inclusione lavorativa con i ragazzi e si fa integrazione con i migranti, lavoreremo fianco a fianco con un ragazzone sudanese che si chiama Goodwill (buona volontà). E’ un salto di paradigma nel modello economico che non si confronta esclusivamente con il mercato ma cerca un’integrazione sociale e morale con il territorio… è tutto molto chiaro quando Gianni ci spiega il modello organizzativo: le persone più svantaggiate hanno i compiti più importanti e delicati. Il mondo si è rovesciato e funziona.

Il giorno successivo arriva la coordinatrice ufficiale del campo: super-Elisabetta da Roma sarà un vera forza della natura che ci travolgerà con la sua energia e i suoi mille giochi di gruppo.

Il programma del campo è stato così articolato e complesso che si stenta a credere sia durato solo 8 giorni: volontariato alla Caritas di Ventimiglia per la distribuzione dei pasti, partecipato alla serata di a villa Grock di Imperia con i ragazzi di Libera e il magistrato Gian Carlo Caselli, assistito a un concerto alla rocca di Ventimiglia di Eugenio Bennato, visitato l’eco-villaggio Torri superiori, ballato con i ragazzi di “Arte migrante” e i migranti di via tenda… impossibile parlare di tutto, cercherò di condensare i punti salienti.

Partiamo dalle associazioni partner, dello Spes ho già parlato, rimane “Route to jerusalem”, “Arte migrante” e Torri superiori eco-villaggio.

Route to jerousalem” è un’associazione francese di Viaggiatori con base a Lione, l’idea è partita negli anni 70 ed è l’idea di una marcia, senza soldi e a piedi, dalla Francia a Gerusalemme appunto. E’ difficile condensare in poche righe un’idea così potente ma anche semplice: camminare significare essere vulnerabili e confrontarsi con i propri limiti ma farlo senza soldi e pianificazione è un atto di fede nel genere umano… si deve intessere un dialogo con tutte le persone che si incontrano, accogliere gli altri e accettare l’accoglienza. E’ un messaggio molto forte. Ho conosciuto i primi pionieri della route: Marie, Monique, Gildas e visto le fotografie degli anni 70 delle loro imprese. Oggi le loro bellissime figlie, Marion e Claire, stanno continuando l’opera dei genitori con un progetto parallelo che si chiama “Trace ta route” che è simile ma propone itinerari più abbordabili, per la marcia a Gerusalemme serve più di un anno, infatti incontriamo il gruppo di ragazzi francesi e italiani impegnati in una marcia simbolica attraverso il confine italo francese da Nizza a San Remo. Per un intero giorno parleremo dei temi della migrazione, sui motivi e su cosa fare di concreto… un estenuante dialogo italo-franco-inglese molto interessante.

“Arte Migrante” è indefinibile, direi che sono un gruppo di matti molto allegri, ammetto che non ho ben capito cosa fanno ma so cosa abbiamo fatto insieme e mi sono divertito molto. Per essere sincero all’inizio ero parecchio dubbioso: l’idea era di coinvolgere i migranti in una sorta di circo musicale improvvisato… suonava parecchio strano ma alla fine mi sono ricreduto. Abbiamo raggiunto via tenda verso l’ora di distruzione della cena e le ragazze del gruppo sono state le nostre “ambasciatrici” per cercare di coinvolgere i migranti che sono quasi esclusivamente uomini. Piccoli gruppi di coraggiosi hanno amplificato la loro musica tradizionale dal cellulare e hanno improvvisato gruppi di danza etnici: Siria, Sudan, Nigeria… anche Paola e Alvaro del gruppo Sci-Spagna hanno accesso la folla con una danza indiavolata.

La domanda del pragmatico-emiliano dentro di me è stata “A cosa serve? Scappano dalla guerra, sono braccati dalla polizia e noi li facciamo ballare?”. SERVE! L’accoglienza non è solo cibo e una branda al coperto è anche un sorriso, una stretta di mano, una danza, un ballo… bastava guardare negli occhi quelle persone bistrattate e malvolute per capire tutto.

L’eco-villaggio Torri superiori sono stati un altro cardine del campo, ha dato supporto a “trace ta route” per il campeggio e ci ha offerto la possibilità di godere del meraviglioso torrente Bevera.

La storia di Torri è incredibile, all’inizio degli anni 80 mentre impazzava lo yuppismo, i Chicago Boys questo gruppo di italo-tedeschi acquista i ruderi e l’uliveto di Torri superiori, un borgo abbandonato dagli abitanti migrati (anche loro) verso le sfavillanti promessi della modernità cittadina. L’idea della Comune era passata di moda da un pezzo ma evidentemente loro non lo sapevano o forse certi istinti umani del ritorno alla terra e alla semplicità della vita tradizionale non passano mai di moda e ritornano periodicamente.

Uno dei fondatori, Massimo, ci parla di Torri e della sua storia. Il lavoro è stato immenso, il borgo è composto da più di 100 stanze, tutte in roccia… vari gruppi di volontari Sci e Legambiente si susseguono nel corso degli anni. L’eco-villaggio oggi è un manifesto in carne e pietra di un modo di vivere alternativo. Permacultura, metodo del consenso, pannelli solari, bioarchitettura. La parola d’ordine sembra resilienza, una mutazione continua per adattarsi e contaminare il circostante.

Il villaggio è aperto ai volontari di tutto il mondo con i quali lavoriamo gomito a gomito. Una parte di Torri sono residenze private, una parte è albergo diffuso e una parte e luogo comune d’incontro. I Residenti sono tenuti a versare una quota mensile per i pasti che si svolgono nella parte comune ma non sono obbligati a parteciparvi. L’eco-villaggio è un’opera viva, un laboratorio sociale economico, è un’utopia reale. Mentre il tessuto economico circostante si dissolveva nella crisi economica loro sono sopravvissuti e come Spes hanno inventato un altro modello, creando delle reti sociali per promuovere un modello sostenibile non solo economicamente.

Non c’è più spazio per aggiungere altro, posso solo dire che è stata un’esperienza meravigliosa e mi sono innamorato di tutte le persone conosciute.

 

Restiamo umani? “Era talmente chiaro che era inutile dirselo” – Testimonianza

Restiamo umani? “Era talmente chiaro che era inutile dirselo” – Testimonianza

Pubblichiamo la testimonianza di Matteo Malagoli, volontario SCI che ha partecipato quest’estate ad un campo di volontariato a Ventimiglia, nell’ambito del progetto 20k.

Arrivo a Ventimiglia una mattina torrida del 28 giugno, non so bene a cosa sto andando incontro perché è il mio primo campo di lavoro. La descrizione del sito SCI è veramente dura: solo lavoro manuale, un posto isolato, sveglia la mattina presto. Per la maggior parte è sufficiente tant’è che di 11 volontari richiesti se ne presentano solo 6, per me va bene, voglio lavorare e non pensare a nulla.

Ci troviamo nella sede di progetto 20k / infopoint Eufemia, in via tenda, siamo io, una ragazza belga Cécile, una ragazza messicana Carol, è un ragazzo ucraino Sergej: sembra una barzelletta che però non fa ridere, cerco di attaccare bottone con un inglese stentato che abitualmente non parlo, un disastro. Dopo poco ci raggiungono Nicolò e Deborah che vengono entrambi da Brescia.

Un paio di attivisti di progetto 20k, Lucio e Grazia rispettivamente di Genova e Bologna, ci accompagnano in macchina a visitare luoghi storici della migrazione a Ventimiglia. Partiamo da uno spiazzo di via tenda dove tutte le sere viene distribuito il cibo da parte di una un’associazione francese, il greto del fiume Roia dove era stato allestito un campo informale, raggiungiamo il confine con la Francia, nel tragitto intravediamo il sentiero Grimaldi usato per attraversare il confine e visitiamo velocemente Balzi Rossi che è stato un luogo molto importante nel 2015 per la rivendicazione dei diritti dei migranti.

Sembra che ci sia una relativa tranquillità, sembra un posto di villeggiatura come tanti, in macchina siamo tutti bianchi quindi non veniamo fermati al posto di blocco della frontiera, Grazia intanto ci parla del lavoro del progetto 20k: assistenza legale ai migranti, distribuzione di scarpe e abiti usati, ricarica del cellulare e pc per navigare in internet.

A poco a poco capisco come questa tranquillità é solo apparente, in realtà la gendarmeria francese presidia  quasi militarmente il sentiero Grimaldi, tutti gli treni provenienti dall’Italia vengono controllati e le persone di colore non in regola rispedite indietro, ormai è prassi comune rispedire informalmente indietro anche i minori in violazione dei trattati internazionali, ma anche noi facciamo la nostra parte con il sindaco di Ventimiglia Ioculano (in quota PD) che con un’ordinanza comunale è arrivato a vietare la distribuzione di cibo e acqua nei luoghi pubblici.

Chi pensa che la sinistra vanti una superiorità morale ha qualcosa su cui riflettere.

Più i controlli della polizia si fanno serrati più le tariffe degli zelanti passeur aumentano, in una legge di mercato anche qui ineluttabile, un tentativo ormai costa €300 e I migranti provano ogni strada… prima di andarmene sorriderò alla notizia letta sul giornale di due migranti che riescono ad arrivare sulle coste francesi con un pedalò affittato a Ventimiglia. Mitici!

A Rocchetta Nervina incontriamo altri ragazzi del progetto 20k: Luca, Stippi e Karim. Con loro raggiungiamo il campo di lavoro, il primo impatto è duro, sembra una specie di discarica o il deposito di un accumulatore seriale allestita in un bel uliveto terrazzato. Il progetto del campo di lavoro è allestire un campeggio per 40 volontari che saranno impegnati durante l’estate a Ventimiglia. E non è finita qui… il bagno è inutilizzabile, non c’è energia elettrica e acqua potabile e il posto è infestato dalle zanzare. Io sono uno zotico e non mi scompongo più di tanto, c’è giusto il tempo di montare le tende preparare la cena e fare quattro chiacchiere. La prima giornata finisce così.

Il giorno dopo la sveglia suona alle 7:30 con i rintocchi della campana, colazione abbondante e comincia il lavoro, io finisco con Karen a costruire il mobile di un lavabo. Mai fatto lavori di bricolage, lui chiama il trapano “il bucatore“, siamo una farsa però lui è simpatico e tutta la mattina ridiamo sulla nostra creazione: un mix di arte povera e suppellettile da campo profughi, tutto costruito rigorosamente con materiale di scarto, alla fine rimane in piedi e ne siamo orgogliosi. Senza accorgercene siamo diventati amici e Karim per tutto il campo sarà il mio “compagnuccio”.

I giorni seguenti arriveranno Federico, il coordinatore SCI e Alba una ragazza siciliana del progetto 20k.

La comfort zone che tutti abbiamo a casa qui non esiste, niente elettricità significa niente televisione, niente radio, niente musica, niente cellulare, niente Facebook, niente social, bisogna fare alla vecchia maniera così… si parla! e anche l’inglese un po’ alla volta si scioglie…ma bisogna anche tirare la serata e quindi inventarsi qualcosa di divertente… mi ritornano in mente i racconti di mia nonna di quando ci si trovava la sera nella stalla e i vecchi raccontavano le storie. Poi c’è sempre lo spettacolo del cielo stellato e della luna… che diventerà un appuntamento fisso tutte le sere.

Il giorno dopo si ricomincia, campana alle 7:30 e i lavori i diventano anche più pesanti: spostare cisterne giganti, riorganizzare metri cubi di attrezzi e materiali di risulta, il progetto prevede anche la costruzione di due compost toilette, delle relative compostiere, delle docce, di una nuova cucina, le scale di pietra a secco e tutto deve essere fatto con materiali di riciclo e quindi parte del lavoro e anche rovistare nel campo alla ricerca del materiale da assemblare.

Il caldo di luglio non ci dà tregua e le zanzare ci tormentano quindi decidiamo di spezzare la giornata in due e passare le ore più calde al torrente che attraversa Rocchetta. Il torrente diventa la nostra SPA (e vasca da bagno), tutti i giorni ci immergiamo nelle acque gelate e ci leviamo di dosso lo sporco e la fatica.

Per spezzare l’abitudine ci concediamo anche un pò di divertimento, un bel concerto a Dolceacqua con gli anarchici locali, una visita al borgo di Apricale, una giornata al mare a Balzi Rossi… c’è anche l’occasione per assistere alla presentazione del libro di Francesco Piobbichi e la sua esperienza sulla Open Arms. Le storie che ci riporta dal Mediterraneo ci precipitano velocemente nella realtà di quello che sta succedendo. Una carneficina quotidiana di uomini donne e bambini, i lager libici da cui i migranti escono svuotati nella migliore delle ipotesi, la violenza quotidiana sulle donne, le traversate sui gommoni che si trasformano in incubi moderni, la guerra, la fame, i soprusi

I giorni si susseguono con la consolidata routine: la mattina al lavoro, chi è di turno in cucina, il pomeriggio al torrente, la sera si lavora ancora qualche ora poi l’aperitivo, la cena, quattro chiacchiere, due risate e tutti a dormire. E arrivano finalmente bagni, docce e elettricità!

Alla fine non so com’è successo e perché ma ci capivamo, bastava uno sguardo per intenderci, nessuno veniva lasciato in disparte, Il lavoro era quasi divertente e le giornate sempre più corte, il torrente sempre più bello, al tramonto Karim ci offriva un breve concerto di Bach con il suo flauto e l’aperitivo e il cielo stellato facevano il resto.

Sarà una banalità ma forse ci siamo guardati e ognuno si è ritrovato negli occhi degli altri, quella voglia di esserci, di fare qualcosa per cambiare almeno un pezzettino di questo mondo che non funziona… e lo stavamo facendo! Al diavolo i post indignati sui social, il teatrino della politica, i radical chic da salotto. Noi ci guardavamo con i nostri martelli e avvitatori, le gambe martoriate dalle zanzare e ci riconoscevamo: con una livella, qualche pallet e un po’ di tempo avremmo raddrizzato questo mondo sghembo. Era talmente chiaro che era inutile dirselo.

Verso la fine il campo è stato ribattezzato da Franz “eremo freak” e la definizione ci calzava a pennello, in mezzo alla gente sembravamo una tribù di frikkettoni puzzolenti ma felici e segretamente progettavamo l’acquisto di un rudere per continuare l’opera di raddrizzamento.

Ma come in ogni bella favola c’è una fine e per noi era l’8 luglio, tanti saluti e arrivederci, insomma “moriamo per delle idee, vabbè, ma di morte lenta…” come diceva una famoso poeta locale.

I saluti però sono durati poco perchè dopo meno di una settimana ci siamo ritrovati quasi tutti a Ventimiglia per la manifestazione 20k del 14… senza che ci fossimo dati un appuntamento! Io da Modena, Alba da Milano, Grazia da Bologna, Luca e Stippi da Genova, Karim da un woofing e Cecile da Bruxelles!

Tutte le volte che ritrovavo qualcuno partiva la ridarella: “Ma che ci fai ancora qui?!”

Ma come ho già detto… era talmente chiaro, che era inutile dirselo.