Quattro posizioni aperte per lo SVE di un anno in Slovenia

Quattro posizioni aperte per lo SVE di un anno in Slovenia

Il nostro partner sloveno Zavod Voluntariat cerca quattro volontar@ per quattro ruoli diversi all’interno di un progetto di Servizio Volontario Europeo a Lubiana, Slovenia. Il progetto si svolgerà da gennaio 2018 per la durata di 12 mesi.

Si ricercano nello specifico; una figura di coordinamento per il Club of Volunteers, incaricato/a di sviluppare e gestire workshop educativi in aree rurali; un/a assistente di coordinamento per attività con i giovani nel territorio locale; un/a grafico/a motivato/a a sviluppare il settore comunicativo della ONG; un/a placement officer a supporto del settore campi, per facilitare le esperienze di volontariato internazionali e implementare le relazioni tra la ONG e le varie organizzazioni partner.

Tutti i progetti garantiscono ai/alle volontari/e la coperture delle spese di alloggio, vitto, viaggio, corso di lingua e assicurazione.

Prima di applicare, leggere attentamente qui la call ufficiale, all’interno della quale vengono descritti i profili ricercati per ogni singolo progetto e tramite cui è possibile scaricare la infopack contenente tutte le informazioni nel dettaglio.

Per candidarsi, inviare CV e motivation letter in inglese all’indirizzo evs@sci-italia.it, con oggetto “SVE in Slovenia”, entro domenica 24 settembre 2017.

Il mio SVE in Slovenia, a pochi passi da casa

Il mio SVE in Slovenia, a pochi passi da casa

L’articolo è stato scritto da Cristina Tosone, che dal gennaio 2017 sta partecipando a un progetto di Servizio Volontario Europeo di un anno a Lubiana, Slovenia.

Sono ormai due mesi che vivo a Lubiana, piccola capitale europea a soli cento chilometri dal confine italiano.

Sono arrivata una domenica sera di metà gennaio, con due grosse valigie piene e tanto entusiasmo per il mio nuovo progetto: un Servizio Volontario Europeo della durata di un anno presso Zavod Voluntariat, la sezione slovena del Servizio Civile Internazionale.

L’accoglienza da parte della città non è stata delle migliori: i primi giorni ho dovuto affrontare strade coperte di neve, temperature sotto lo zero e una lingua piuttosto incomprensibile. Fortunatamente i miei nuovi colleghi hanno saputo recuperare: ho trovato un benvenuto caloroso e persone molto disponibili a darmi una mano, a lavoro e non solo. Anche adesso che e passato un po di tempo c’è sempre qualcuno che si offre di aiutarmi, non importa se per rispondere ad una email di lavoro o per ricaricare la mia nuova sim slovena.

Da un mese inoltre sto seguendo un corso di lingua, che è parte del mio progetto SVE: certamente lo sloveno ora risulta meno spaventoso rispetto all’inizio, ma sono ancora lontana dal riuscire a formulare una frase di senso compiuto! In compenso il mio inglese sta nettamente migliorando, non solo perché qui tutti lo parlano benissimo, ma anche perché l’altra volontaria europea che è qui con me parla inglese con un perfetto accento “british”.

Alla fine non ci ho messo molto ad amare la “mia” nuova città: è bastato qualche giorno perché la neve si sciogliesse e rivelasse graziosi vicoletti, palazzi in stile art nouveau, numerosi bar e ristoranti sulla riva del fiume che la attraversa. Il tutto con le meravigliose Alpi sullo sfondo.

Mi è servito poco tempo anche per conoscere delle persone, una delle principali difficoltà che normalmente chi si trasferisce all’estero è costretto ad affrontare. A una settimana dal mio arrivo infatti sono partita per il cosiddetto “on-arrival training”: ho trascorso una settimana con altri volontari sparsi tra Slovenia e Croazia, e siamo stati preparati tutti insieme ad affrontare il nostro SVE. Ognuno è stato chiamato a svolgere compiti diversi in località differenti, ma le ansie, le difficoltà e le aspettative sono ovviamente comuni a tutti.

A proposito di aspettative, il lavoro che svolgo presso Voluntariat si sta rivelando esattamente quello che pensavo: mandare e ricevere volontari dall’estero è stimolante e a volte anche divertente, sopratutto perché volontaria sono stata e sono anche io.

Sicuramente è presto per fare un bilancio o esprimere un giudizio, ma non per iniziare a raccomandare ad altri la mia esperienza.

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