Supportare percorsi di fisioterapia per persone con disabilità: un campo in Bangladesh

Supportare percorsi di fisioterapia per persone con disabilità: un campo in Bangladesh

Il campo

Dal 19 al 28 luglio 2018 un campo in Bangladesh, presso il Centro di Fisioterapia della Gono Unnayan Prochesta (GUP).

GUP è un’organizzazione non governativa che lavora per la promozione della pace e dello sviluppo sostenibile; infatti, lo fa sin dal 1973 attraverso pratiche e attività comunitarie.

Il cuore dell’organizzazione ha sede a Khalia, Rajoir e Madaripur e, ancora più importante, ha aperto un Centro di Fisioterapia che fornisce servizi interni ed esterni alle vittime di incidenti. I servizi sono garantiti per tutti e tutte e accessibili per quanto riguarda i costi.

Attività

I/le volontari/e affiancheranno i fisioterapisti e gli infermieri nel processo di riabilitazione dei pazienti. Organizzeranno inoltre varie attività ludico-culturali per i/le pazienti.

Come parte studio, i/le volontari/e apprenderanno elementi di primo soccorso e, attraverso discussioni di gruppo, nozioni di assistenza medica primaria.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno presso il dormitorio della sede di GUP, in camere e bagni condivisi. I pasti verranno preparati e consumati insieme.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il bengali.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Promuovere la vita comunitaria post terremoto: un campo a Capricchia

Promuovere la vita comunitaria post terremoto: un campo a Capricchia

Il campo

Dal 23 agosto al 2 settembre 2018 un campo a Capricchia, nei pressi di Amatrice, in supporto all’associazione Pro Villa Capricchia, nata in seguito al terremoto del 2016.

L’associazione porta avanti attività e progetti di utilità sociale. Promuovendo uno sviluppo sociale, civico, ricreativo ed ambientalista, lavora nella direzione di migliorare la qualità della vita dei residenti di Capricchia.

In particolare, viene incoraggiato il progetto “SOS Capricchia – adotta una frazione” dedicato alla gestione dell’emergenza dal basso, insieme ai e alle residenti. Uno dei risvolti concreti è la ricostruzione degli spazi comunitari, distrutti dal terremoto del 24 agosto 2016.

L’obiettivo è di rifondare il futuro sociale ed economico della comunità di Capricchia, lavorando in cooperazione con altri attori istituzionali e organi di beneficenza.

Attività

L’associazione Pro Villa Capricchia, per rigenerare le aree colpite dal terremoto, promuove un progetto di turismo sostenibile basato sulla valorizzazione del territorio. Sono state per questo costruite delle case in legno per ospitare i turisti che arrivano in zona.

I/le volontari/e SCI porteranno avanti diverse attività: supporteranno la popolazione di Capricchia e gli/le attiviti/e della Pro Loco nelle attività di preparazione dei pasti, nella manutenzione delle strutture e nella pulizia degli spazi.

In base alle capacità e volontà di ognuno/a, potranno essere realizzate performance artistiche coinvolgendo gli abitanti, soprattutto nei momenti serali.

Come parte studio, verrà studiato il modello di gestione autonoma dell’emergenza attraverso l’incoraggiamento della vita comunitaria, indipendente dalle istituzioni e ben lontano dal modello della Protezione Civile.

Alloggio

I/le volontari/e alloggeranno in 2 o 4 tende. Bagni e docce sono condivisi con il resto della comunità locale, così come il consumo e la preparazione dei pasti.

Requisiti

Avere delle competenze artistiche nel campo della musica, del teatro o delle arti performative sarebbe molto apprezzato (ma non obbligatorio), poiché potrebbe essere un modo per contribuire alla vitalità del paese e della sua comunità. È richiesta flessibilità ed adattabilità alla vita spartana e, inoltre, si richiede di essere preparati ad affrontare un’esperienza emotivamente forte.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

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Costruire ponti di comprensione a Donja Toponica: un campo in Serbia

Costruire ponti di comprensione a Donja Toponica: un campo in Serbia

Dal 9 al 20 maggio 2018 un campo a Donja Toponica, piccola località poco lontana da Niš nel cuore della Serbia rurale, insieme al partner locale Grupa Kobra, attivo da molti anni in percorsi di cittadinanza attiva.

Grupa Kobra ha lavorato duramente e per molti anni per lo sviluppo e miglioramento della qualità della vita della sua piccola comunità, in particolare su questioni riguardanti la protezione dell’ambiente e nell’incoraggiamento dell’attivismo giovanile. Si compone di un gruppo di 11 giovani, costituitosi nel 2007 di fronte alla consapevolezza di essere loro i primi a poter prendere in mano la situazione, diventare attivi e fare qualcosa per il proprio villaggio. Per ben due volte, nonostante la giovane età, hanno ricevuto premi dal Ministero della Gioventù. Da diversi anni organizzano campi di volontariato internazionale con l’obiettivo di promuovere lo scambio culturale tra i/le volontari/e internazionali e la comunità locale, che molto spesso non ha la possibilità di viaggiare.

I/le volontari/e del campo promuoveranno attività partecipate dalla gioventù locale: un’occasione unica per poter scambiare e conoscere cultura d’origine e cultura locale, tradizioni e costumi, promuovere l’attivismo, la mobilità internazionale e il dialogo interculturale.

Tra le attività del campo, verranno svolti dei lavori manuali (ad esempio la rimozione di un rudere e la costruzione al suo posto di una terrazza con una cucina all’aperto), delle attività legate alla tutela ambientale (la semina di un orto estivo e la sistemazione dei giardini) e delle attività artistiche, che verranno definite durante il campo in base alla creatività di ognuno/a.

Come parte studio, verrà organizzata una visita presso l’antica città di Niš e in altre località circostanti.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il serbo.

Leggi la scheda completa del campo.

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Rinnovare un centro di aggregazione giovanile: un campo in Germania

Rinnovare un centro di aggregazione giovanile: un campo in Germania

Dal 26 marzo al 6 aprile 2018 un campo di volontariato in Germania, presso la località di Projekt – und Begegnungsstätte.

Questo posto, immerso nella foresta sulle rive del lago Langer See, vicino Berlino, è il centro operativo locale della Union of Young Volunteers (VJF). È un posto sereno, immerso nella natura, distante dal centro cittadino berlinese (ma ben connesso tramite trasporto pubblico), funzionale ad ospitare gruppi di giovani impegnati in progetti di volontariato e, all’occasione, è anche una residenza per le vacanze estive degli studenti.

I/le volontari/e del campo supporteranno il gruppo locale nelle attività di preparazione degli spazi per la prossima stagione campi. Il centro ha bisogno di alcuni lavori di mantenimento, come la pulizia dei locali e del giardino circostante, e degli interventi di rinnovo di alcune sale interne.

Durante il campo si farà l’esperienza di vita comunitaria, sarà possibile imparare come svolgere lavori manuali e non mancheranno le occasioni per fare visita a Berlino ed altri centri vicini.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il tedesco.

Leggi la scheda completa del campo.

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Promuovere l’ecosostenibilità attraverso la vita comunitaria: testimonianza da un campo in Germania

Promuovere l’ecosostenibilità attraverso la vita comunitaria: testimonianza da un campo in Germania

Pubblichiamo la testimonianza di Alessia Marzullo, volontaria che ha preso parte al campo di volontariato internazionale “Sun+Wind=Power” in Germania la scorsa estate.

Luglio 2017: un mese che non solo rimarrà per sempre nei miei ricordi e al centro dei miei racconti, ma che è stato (anche se forse ancora troppo presto per dirlo) fondamentale nella mia formazione, sia a livello didattico che a livello personale. Nell’estate dei miei 18 anni ho infatti deciso di fare di qualcosa di diverso, qualcosa di curioso e stimolante, che comprendesse anche un impegno sociale e ambientale, e che mi permettesse di viaggiare e di conoscere.

L’anno precedente avevo scoperto le possibilità che il Servizio Civile Internazionale offriva, e mi sono decisa a partecipare ad uno dei campi di volontariato proposti che da tempo ormai sognavo. Scoprire luoghi, stringere amicizie, migliorare le lingue, imparare non solo abilità manuali ma acquisire delle vere proprie competenze in diversi ambiti e, soprattutto, potersi sentir utili e soddisfatti per aver partecipato e contribuito ad alcune cause molto attuali e di notevole importanza: non avrei mai pensato che tale esperienza potesse avere così tanti vantaggi.

Sono partita il 15 luglio, tra ansia ed euforia e, dopo 2 aerei, 1 treno, 2 pullman ed una bella camminata, sono giunta in questa cittadina tedesca di nome Glücksburg, al confine con la Danimarca. Nonostante il periodo estivo, il clima non era mite, con una media di 22°c di giorno e 13° la notte. Il campo che ci avrebbe ospitato si trovava al fuori del centro abitato, in una zona ricca di verde nei pressi di un boschetto. Il nostro compito era di curare e provvedere alla manutenzione di un parco no-profit progettato per promuovere le fonti di energia rinnovabili, rendendo visibile l’importanza dell’ecosostenibilità. A lavori come giardinaggio, pittura e costruzione si alternavano parti di spiegazione e studio tenute dal proprietario del parco. Alloggiavamo in una grande tenda e ogni strumento o servizio a nostra a disposizione, come il bagno o la doccia, non producevano nessun tipo di inquinamento; tutti gli sprechi erano ridotti al minimo. Quello prima poteva risultare scontato come l’acqua calda o la durata della doccia, ora erano dei privilegi limitati, al fine che tutti potessero usufruirne.

La nostra mattinata e le prime ore del pomeriggio le dedicavamo alla manutenzione del parco, mentre nel pomeriggio facevamo la spesa per il gruppo con il budget settimanale; poi riposavamo o andavamo al mare, o in città. I pasti li preparavamo noi a turno, ognuno cucinava una specialità del proprio paese. La nostra serata tipica consisteva nel giocare ad ogni tipo di gioco possibile e immaginabile, dalle carte ai giochi di ruolo a sfide con divertentissime penitenze per chi perdeva. Tutto ciò fino a notte fonda quando, dopo una lunga serie di discorsi filosofici e non, andavamo a infilarci nei nostri sacchi a pelo.

Le mansioni che ci sono state assegnate erano diverse. Ci siamo occupati delle aiuole e del vasto prato come anche della pulizia delle varie stazioni illustrative presenti, le abbiamo riverniciate e fatte tornare come nuove. Una l’abbiamo anche personalizzata con un coloratissimo mandala. Abbiamo dipinto lunghe aste di legno che sarebbero state impiegate nel montaggio di una nuova stazione, il cubo ecologico. Abbiamo sfamato animali, ripulito la zona adibita ai pipistrelli. Gli ultimi giorni invece ci siamo dedicati alla costruzione manuale di un laghetto artificiale in argilla che, grazie al dislivello a partire dall’altezza della caduta dell’acqua, avrebbe rifornito il campo, già completamente alimentato ad energia solare, di energia idroelettrica. I momenti studio erano invece finalizzati a farci comprendere come si generano e utilizzano i diversi tipi di energia, i consumi dei diversi paesi e le loro fonti energetiche, anche a partire dalle nostre esperienze e da ricerche che avevamo effettuato.

La parte che ho indiscutibilmente preferito è stato il lato umano di questa esperienza. Ho avuto modo di conoscere persone meravigliose con cui tutt’ora sono in contatto nonostante i diversi chilometri di distanza. Ho appreso la condivisione quando la notte all’aperto in 11 utilizzavamo lo stesso lavandino, la collaborazione in ogni singolo aspetto della vita quotidiana, lo spirito di squadra e il valore di ogni individuo del gruppo. Otto nazionalità e culture differenti, molteplici credenze e abitudini e nonostante ciò si è formata in pochissimo tempo una grande, premurosa e accogliente famiglia. La conoscenza dell’inglese è stata fondamentale a tal punto da farti dimenticare ogni differenza o difficoltà di espressione e confronto: ci siamo resi conto concretamente di essere tutti cittadini di un unico mondo.

Mai avrei pensato in due settimane di stringere dei legami così forti e adesso posso anche vantare di conoscere 3 parole in ceco, l’alfabeto arabo e qualche frase in swahili, oltre che le tradizioni ed i piatti tipici di diversi stati. Ogni tanto mi sale la nostalgia e scrivo a qualcuno di loro, rileggo le lettere che alla fine dell’esperienza ci siamo scritti e riguardo le foto, credendo nella promessa che ci siamo fatti di rincontrarci tutti, prima o poi.

Ora mi vengono in mente le immagini dei falò, del bagni nel Baltico, che non era freddo come me lo
immaginavo, le gite in città, le notti in tenda e quelle sotto le infinite stelle, che su al nord contempleresti per ore senza stancarti. La sorte ha voluto che io il giorno del ritorno a casa perdessi l’aereo e che i due ragazzi cechi rimanessero con i bagagli bloccati in un deposito. Il ragazzo spagnolo doveva partire invece la mattina successiva ed è stato così che siamo rimasti una notte in più ad Amburgo. La ragazza italo-francese ci ha ospitato gentilmente nel suo appartamento proprio in quella città e questo è dunque l’ultimo prezioso ricordo della mia avventura: un’indimenticabile sabato sera ad Amburgo, in riva al lago a chiacchierare e ridere, tutti insieme. Ciò non ha fatto altro che confermare il magnifico legame che avevo creato con quei ragazzi.

Costruire nidi per i gufi con la Xinglong Community: un campo a Taiwan

Costruire nidi per i gufi con la Xinglong Community: un campo a Taiwan

Dal 4 al 15 marzo 2018 un campo a Taiwan (Repubblica Cinese) in supporto alla Comunità di Xinglong, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza della conservazione della natura selvaggia.

La Comunità di Xinglong si trova nella zona a sud est di Taichung, situata vicino alle montagne e circondata di abbondanti risorse naturali. Insieme ad altre organizzazioni locali, la comunità ha costruito negli scorsi anni dei rifugi in legno per gli esemplari della specie di gufi Otus lettia esistenti nell’ambiente circostante.

L’obiettivo dei campi di volontariato è di diffondere nella cultura locale l’importanza della conservazione naturale, contro l’invasiva industrializzazione dei territori. La presenza di volontari internazionali può essere da stimolo per portare prospettive e visioni nuove, supportando il lavoro della comunità attraverso la condivisione delle conoscenze.

I/le volontari/e del campo saranno quindi impegnati/e su tre aspetti: supportare nelle attività di conservazione dell’ambiente; cooperare con volontari/e esperti/e nella cura di animali feriti; supportare il lavoro agricolo della popolazione locale. Parallelamente, verranno organizzate iniziative rivolte alla popolazione locale per promuovere le attività di tutela ambientale.

La lingua del campo è il cinese mandarino.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Protezione ambientale e vita comunitaria: testimonianza da un campo in Germania

Protezione ambientale e vita comunitaria: testimonianza da un campo in Germania

Pubblichiamo la testimonianza di Noemi Giachi, una volontaria che ha preso parte a un campo di volontariato internazionale a Kaisersthul (Germania), dedicato alla tutela ambientale.

Mentre cercavo di riposare sul Flixbus che mi avrebbe portato a Friburgo, dopo 13 ore di viaggio, mi ricordo ancora la sensazione di terrore che ora dopo ora si stava consumando dentro di me: terrore e curiosità, ovvio, ma soprattutto la prima. Era la prima volta che viaggiavo da sola e nella mia testa mi assillava la domanda: ma cosa ho fatto?!

Sono arrivata a Schelingen, nella zona del Kaisersthul, verso le due di pomeriggio e subito ho conosciuto i due coordinatori e il responsabile della manutenzione della riserva, con cui avremo lavorato. Il Kaisersthul è una piccola montagna vulcanica a circa 25 km da Friburgo, in Germania. È una famosa area vinicola, cosa che si capisce subito al primo sguardo sul territorio, ma soprattutto è una riserva naturale protetta, che ospita la più grande varietà di specie di tutta l’Europa centrale. Salvaguardare questo macrocosmo era il nostro lavoro. Per la maggior parte del tempo questo consisteva  nell’estirpare l’erba secca con dei forconi lungo tutti i versanti dei monti e portarla a valle, dove ne facevamo balle di fieno. Spero che solo dalla descrizione si possa capire quanto estenuante sia stato, soprattutto nei giorni di pieno sole, benché la temperatura di norma fosse più bassa di quella cui sono abituata.

Tuttavia, per quanto faticoso, le ore di lavoro passavano rapide, grazie all’aiuto reciproco e alla presenza dei miei compagni di avventura, nonché degli altri ragazzi tedeschi che lavoravano nella riserva. Cantando (in una decina di lingue diverse), ridendo e tra qualche (frequente) pausa, le cinque/sei ore di lavoro giornaliero passavano velocemente e, stanchi ma felici, potevamo tornare al nostro campo, a quella che è stata per tre settimane la nostra nuova casa.
All’inizio vivere 24 ore su 24 con altri 15 sconosciuti, ognuno con le proprie abitudini, non sembrava cosa da poco; ma quando i compagni sono tuoi coetanei, tutti con una storia da raccontare, con le proprie idee e passioni e con il proprio bagaglio da condividere, il tempo di adattamento è veramente breve.

Emoziona pensarci: 16 persone, 16 anime proveniente da tutte le parti del mondo, con culture e vissuti differenti che per quasi un mese hanno condiviso lo stesso obiettivo. Queste persone sono diventate la mia famiglia, sul serio: non è solo il lavorare insieme, ma anche il dormire,  il cucinare, lavare, organizzare, giocare e scoprire insieme un paese per tutti nuovo. È l’andare avanti insieme. Tutto ciò unito alla gratificazione di lavorare a stretto contatto con la natura e alla simpatia e accoglienza della popolazione locale, che ci ha riempito di prodotti del luogo (oltre ad offrirci un eccellente degustazione di vini), hanno reso il mio agosto un mese indimenticabile. Tra le altre cose, avere i weekend liberi ci ha dato modo di visitare  anche alcune città: Friburgo, che era la più vicina, Colmar in Francia, Basilea in Svizzera, e ovviamente non ci siamo fatti mancare una gita nella Foresta Nera.

Insomma, sono state tre settimane molto dinamiche, che hanno riempito il mio bagaglio di tanti ricordi e belle persone, e mi hanno dato la possibilità di scoprire quanta ricchezza ti può dare questo modo alternativo di “viaggiare”. Perché, pur rimanendo nello stesso luogo, la varietà di persone, colori e stili di vita, hanno reso la mia permanenza  a Schelingen il viaggio più bello della mia vita.

Supportare l’organizzazione del Goulburn Show: un campo in Australia

Supportare l’organizzazione del Goulburn Show:  un campo in Australia

Dal 24 febbraio al 7 marzo 2018 un campo in Australia a supporto dell’organizzazione del Goulburn Show, tradizionale evento annuale della Goulburn Agricultural, Pastoral and Horticultural Society.

Questa società nasce nel 1880, e da allora ogni anno celebrano il meglio della produzione della regione con questo festival. Il Goulburn Show è il più grande evento comunitario della regione, ai cui i volontari e le volontarie internazionali sono chiamati non sono a lavorare ma specialmente a divertirsi e conoscere la comunità e le tradizioni locali.

Il festival ha luogo il 3 e 4 marzo. I/le volontari/e del campo lavoreranno alla costruzione, alla gestione e alla logistica dell’evento, aiutando i membri della comunità locale dal momento del montaggio a quello dello smontaggio. Il lavoro che verrà svolto prima del festival sarà principalmente fisico, mente durante il suo svolgimento verrà chiesto un supporto per il punto informativo dell’evento.

Come parte studio, i/le volontari/e potranno apprendere dai partecipanti e dalle discussioni che avranno luogo durante l’evento le questioni legate all’agricoltura, in particolare relative alla produzione della lana, che ha un ruolo chiave nella storia dell’Australia e di Goulburn. Verranno inoltre svolti viaggi in luoghi di interesse della regione.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

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Doposcuola di inglese e matematica per i bambini: un campo in Sud Africa

Doposcuola di inglese e matematica per i bambini: un campo in Sud Africa

Dall’8 al 20 gennaio 2018 un campo in Sud Africa, a Mabopane, nei pressi di Pretoria, per organizzare e gestire un doposcuola dedicato a corsi di inglese e matematica per i bambini e le bambine della comunità locale.

I/le volontari/e del campo, insieme ad alcuni membri della comunità, daranno supporto al percorso di apprendimento dell’inglese e della matematica, materie fondamentali per lo sviluppo dei/delle bambini/e. Nel corso delle lezioni, è loro compito comprendere se il percorso scolastico dei bambini si sta svolgendo in maniera adeguata e, laddove ci fossero carenze, cercare di intervenire offrendo nozioni di educazione sociale, economica, comunitaria, familiare, religiosa.

Grazie a questo progetto i/le volontari/e avranno l’opportunità di conoscere e lavorare con diverse comunità e interagire con i/le bambini/e; avranno inoltre l’opportunità di essere ospitati/e dalle famiglie durante il periodo del campo, immergendosi completamente nella cultura locale.

I/le volontari/e del campo saranno impegnati principalmente nell’attività di insegnamento dell’inglese e della matematica ma avranno la libertà si sviluppare anche attività ludiche (oltre che didattiche) per i/le bambini/e.

Come parte studio, si elaboreranno in gruppo i percorsi didattici del doposcuola e si viaggerà in quattro differenti scuole elementari, nelle quali si svolgerà il doposcuola. Insegnanti ed educatori saranno ad disposizione e supporto del gruppo nell’organizzazione delle attività.

La lingua del campo è l’inglese, quelle locali (per citarne solo alcune) il Sotho, lo Zulu e il Tshwana.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

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VSI Ireland cerca un/a volontario/a lungo termine per 12 mesi di progetto

VSI Ireland cerca un/a volontario/a lungo termine per 12 mesi di progetto

Hosting organization: VSI Ireland
Area tematica: Disabilità
Luogo: Co. Kildare, Irlanda
Durata: 01/02/2018 – 31/01/2019
Candidatura: la candidatura dovrà avvenire attraverso la propria sending organization. In seguito si verrà ricontattati per un colloquio conoscitivo.

Lingua:
# del progetto: Inglese

La Camphill Community Grangebeg è una delle 15 comunità di Camphill esistenti in Irlanda. È una piccola fattoria dove abita una comunità di 20 persone, delle quali 11 con bisogni speciali. La Comunità di Camphill offre alle persone con bisogni speciali un ambiente accogliente dove ci si prende cura dei bisogni relativi all’educazione, alla terapia e alle relazioni sociali.

ATTIVITÀ:

  • mantenere la pulizia dello spazio interno ed esterno
  • partecipare alla preparazione dei pasti
  • supportare il lavoro degli operatori e delle operatrici
  • prendere parte alle attività culturali e a quelle di costruzione del gruppo

REQUISITI:

  • essere maggiori di 18 anni
  • avere un buon livello di inglese parlato
  • non avere precedenti penali
  • presentare 3 referenze scritte

I/Le volontari/ie interessat@ a partecipare a questo progetto in Irlanda sono invitati/e a segnalarlo all’indirizzo ltv@sci-italia.it. Lo SCI Italia contatterà il/i partner ospitanti per chiedere la disponibilità e la tempistica. A questo punto il/la volontario/a compilerà l’application form e verrà contattato nel minor tempo possibile per un colloquio via Skype. Se il/la volontario/a viene accettato/a, verserà la quota di iscrizione e la tessera a SCI Italia, e provvederà a finalizzare gli ultimi accordi sulle tempistiche di arrivo e di visto se necessario.