Call aperta: SCI Madrid in cerca di uno/una SVE per 10 mesi di progetto

Call aperta: SCI Madrid in cerca di uno/una SVE per 10 mesi di progetto

SCI Madrid è in cerca di un/una volontario/a per uno SVE della durata di 10 mesi in supporto alle attività dell’organizzazione.

L’obiettivo principale del progetto è la promozione del volontariato internazionale, agita dai suoi stessi e le sue stesse protagoniste, come ad esempio chi partecipa al Servizio Volontario Europeo.

Il/la volontario/a prenderà parte e supporterà le attività dell’associazione previste per il prossimo anno, promuovendo il volontariato in quanto fattore di cambiamento e azione positiva nel sociale, in particolare nei settori giovanili spagnoli.
Tra le attività, il/la volontario/a sarà impegnato/a nei seguenti compiti:

  • promozione del volontariato internazionale nelle sue varie forme e in diversi programmi;
  • ruolo di orientamento e informazione per i/le giovani che vogliono prendere parte ai programmi di scambio offerti dalla nostra rete (di corto o lungo termine);
  • gestione dei volontari in arrivo (incoming) o in partenza (outgoing) per i campi di volontariato internazionale;
  • promozione e gestione della presenza di volontari provenienti da paesi esteri nei gruppi locali SCI e nelle loro attività;
  • organizzazione, partecipazione e ideazione di workshop di sensibilizzazione rispetto al valore dello scambio interculturale, nei suoi differenti aspetti;
  • partecipazione all’organizzazione delle formazioni per i volontari e le volontarie spagnoli/e che parteciperanno a un campo;
  • partecipazione agli incontri che si terranno con altre associazioni di volontariato regionali e nazionali;
  • collaborazione alla preparazione di materiale informativo e alla sua disseminazione (newsletter, manifesti, volantini, brochures e via dicendo);
  • assistenza allo svolgimento di eventi, forum e iniziative di promozione del volontariato;
  • partecipazione ai campi di volontariato internazionale organizzati sul territorio spagnolo.

Al/alla candidato/a è richiesta un’elevata conoscenza della lingua spagnola, un’attitudine positiva e una mentalità aperta, un forte interesse per il multiculturalismo e il volontariato e una buona predisposizione a lavorare in ufficio quotidianamente.

Durata del progetto: 05/02/2018 – 30/11/2018

Leggi qui per la call completa.

Per candidarsi: inviare CV e lettera di motivazioni all’indirizzo evs@sci-italia.it entro il 12 settembre 2017.

SVE di un anno ad Atene nel Greek Forum of Refugees

SVE di un anno ad Atene nel Greek Forum of Refugees

Il nostro partner greco SCI Hellas cerca un/a volontario/a tra i 18 e i 30 anni per un progetto già
approvato di Servizio Volontario Europeo ad Atene (Grecia) dal 1 ottobre 2017 al 30 settembre 2018, per la durata complessiva di 12 mesi.

Il progetto garantisce al/alla volontario/a un alloggio (presso un appartamento vicino al centro di Atene) ed un pocket money mensile per far fronte a spese personali, vitto e trasporti.

Il/la volontario/a si occuperà di supportare le attività portate avanti all’interno del Greek Forum of
Refugees, un network di rifugiati, richiedenti asilo, cittadini greci e professionisti legali, che opera informalmente dal 2010 e dal 2012 è riconosciuto come soggetto giuridico.

In particolare, il/la volontario/a supporterà SCI Hellas nella cura e nello sviluppo dei partenariati, a livello nazionale ed internazionale, contribuirà ad implementare la comunicazione con le comunità locali di rifugiati e si occuperà di gestire ed aggiornare la pagina web, i social media e la newsletter mensile.

Per candidarsi a questo progetto di Servizio Volontario Europeo, è necessario avere una conoscenza
medio-alta della lingua inglese ed essere disponibili a frequentare corsi di lingua greca.
Sono essenziali, al fine della candidatura, un forte interesse per l’ambito delle migrazioni, dimestichezza nell’uso del computer e di internet ed interesse verso le competenze digitali.

Il termine ultimo per candidarsi è martedì 15 agosto, inviando CV e lettera di motivazioni (con Skype ID) in inglese all’indirizzo evs@sci-italia.it. Attenzione: la lettera di motivazione non è una lettera di presentazione.

SCI Hellas è un’organizzazione non governativa che lavora nell’ambito del volontariato internazionale
dal 1983. È una branca del network SCI (www.sci.ngo), da sempre attiva nella promozione del valore del volontariato (specie tra i giovani), della solidarietà, della giustizia sociale e della protezione
dell’ambiente.

Prima di candidarsi, leggere questo documento contenente informazioni dettagliate sul progetto.

“Travelling for Peace”: aperta la call per lo SVE in Palestina

“Travelling for Peace”: aperta la call per lo SVE in Palestina

Il Servizio Civile Internazionale, in collaborazione con il centro Al Shmoh di Al Masara, Betlemme, è alla ricerca di 4 volontari/e per un progetto di Servizio Volontario Europeo (SVE) nei Territori Palestinesi Occupati.

Al Shmoh è un centro di aggregazione giovanile nel villaggio di Al Masara, vicino Betlemme, ed ha avviato da due anni circa un percorso di turismo sostenibile nell’area. Al Shmoh è stato fondato dagli stessi attivisti palestinesi del comitato di resistenza popolare nonviolenta di Al Masara, che rientra nel Popular Struggle Coordination Committee (PSCC), ovvero il cappello di comitati di resistenza popolare nonviolenta della Cisgiordania.

Descrizione del progetto:

Il progetto “Travelling for Peace. Intercultural paths and sustainable tourism” prevede la permanenza in loco di due coppie di volontari/e SVE per una durata di 6 mesi ciascuna, mentre nei 6 mesi in Italia i/le volontari/e rimarranno aggiornati/e sugli sviluppi del lavoro dell’altra coppia che in quel momento si trova in loco.

Primo periodo (2 volontari/e): 1 settembre 2017 – 28 febbraio 2018 (6 mesi)

Secondo periodo (2 volontari/e): 1 aprile 2018 – 30 settembre 2018 (6 mesi)

Luogo di realizzazione del progetto: Al Masara, Betlemme, Territori Palestinesi Occupati.

I/le volontari/e saranno alloggiati/e presso una casa attigua al centro Al Shmoh, composta da due camere da letto, un salone, una cucina e un bagno.

Tutti e 4 i/le volontari/e selezionati/e saranno chiamati/e a partecipare ad una formazione residenziale della durata di 4 giorni, dal 20 al 23 luglio, a Roma.

Requisiti obbligatori:

  • avere tra i 18 e i 30 anni;
  • precedenti esperienze significative (volontariato e/o professionali) in paesi del sud del mondo, preferibilmente in Medio Oriente;
  • conoscenza approfondita della storia della questione palestinese;
  • conoscenza di ed esperienza con tecniche e mezzi di comunicazione digitale (grafica, reportistica, radio, ecc…);
  • forte capacità di adattamento, flessibilità e spirito di iniziativa;
  • capacità di gestire situazioni di stress;
  • capacità di lavorare in gruppo;
  • buon livello di inglese scritto e parlato.

Requisiti preferenziali:

  • precedente esperienza con lo SCI e/o di volontariato/attivismo;
  • precedenti esperienze nei Territori Palestinesi Occupati.

Costi di viaggio, vitto, alloggio, trasporti interni e assicurazione sanitaria: coperti dal progetto.

Scadenza invio candidature: tutti gli/le interessati/e dovranno inoltrare CV e dettagliata lettera di motivazione in inglese (indicare, se si vuole, la preferenza rispetto al primo o al secondo periodo del progetto) entro il 25 giugno 2017 all’indirizzo nordsud@sci-italia.it.

Sharr Mountain: call aperta per uno SVE di breve durata in Kosovo

Sharr Mountain: call aperta per uno SVE di breve durata in Kosovo

Il nostro partner GAIA Kosovo cerca un/una volontario/a per un progetto SVE a breve termine che avrà luogo dal 1 al 20 agosto nelle suggestive Sharr Mountains, situate nei pressi del villaggio di Brezovica, a sud-est del Kosovo.

Il progetto abbraccia diverse tematiche, da quella ambientale a quella culturale, coinvolgendo 15 giovani da diversi paesi nella preparazione di un festival davvero speciale: il BREfest.

Tale festival, che prende il nome dal vicino villaggio di Brezovica e dall’intercalare “bre”, molto comune nell’aerea dei Balcani, sarò incentrato sull’educazione ambientale attraverso seminari e laboratori educativi, dibattiti, proiezione di film, musica e cibo locale, il tutto nel rispetto della natura e della sostenibilità. Durante i tre giorni del festival verranno svolte attività di vario genere con l’obiettivo di condividere nuove idee su come proteggere e sviluppare il patrimonio naturale e culturale, e incentivare il turismo sostenibile. Nondimeno ci saranno momenti dedicati alla condivisione interculturale attraverso la musica: concerti di musiche dal mondo e jam sessions aperte al pubblico, per agevolare un’interazione creativa ed inclusiva, oltre che divertente.

I/le volontari/e internazionali verranno coinvolti/e nella preparazione del festival, nella realizzazione del programma, nella documentazione video-fotografica della ricchezza e diversità naturale e culturale.

Oltre che un’opportunità per vivere tre settimane in un contesto variopinto ed interculturale, questo short term EVS a Sharr Mountain rappresenta una vera e propria opportunità di formazione nel campo dell’educazione ambientale!

Requisiti per la partecipazione:

  • avere tra i 18 e i 30 anni;
  • nutrire un forte interesse per l’educazione ambientale;
  • essere flessibili e motivati/e a coinvolgersi attivamente nel progetto;
  • essere disposti/e a disconnettersi dal mondo virtuale e connettersi a quello naturale, adattandosi a condizioni di vita spartane;
  • buona padronanza dell’inglese.

Le spese di vitto e alloggio sono coperte al 100% e quelle di viaggio verranno rimborsate entro una spesa massima di 275 euro. Per partire è necessario fare la tessera annuale a SCI Italia versando la quota di 20 euro.

Per candidarsi: inviare una motivation letter in inglese a evs@sci-italia.it, entro lunedì 5 giugno 2017.

In presenza di un/a candidato/a idoneo/a la selezione potrebbe essere chiusa anche prima.

Io, lo SVE con lo SCI in Belgio presso l’International Secretariat

Io, lo SVE con lo SCI in Belgio presso l’International Secretariat

L’articolo è stato scritto da Martina Pieri, attualmente volontaria SVE per un anno ad Anversa, presso l’Internationl Secretariat dello SCI.

Ho sempre pensato di fare uno SVE, da quando più o meno ho scoperto — in maniera vaga — cosa fosse. E’ una di quelle idee che ad un certo punto ti dimentichi di come è nata, ma che piano piano prendono il sopravvento. Per me è un’altra possibilità di lavorare un po’ nella cooperazione allo sviluppo, che è quello che ho studiato.

Sono inciampata un po’ per caso, scorrendo facebook, sulla call dello SCI per lo SVE in Belgio. Ho fatto il colloquio, è andato bene e dallo scorso ottobre sono stata catapultata nel gigantesco e magmatico mondo SCI: precisamente, all’International Secretariat ad Anversa, l’ufficio di coordinamento delle varie branche e dei gruppi sparsi in tutto il mondo. Io mi occupo della comunicazione, social media, blog, sito web, newsletter (sì newsletter, quindi se vi arriva quella cosa lì a fine mese, leggetela perché è dannatamente complicato mettere insieme informazioni dall’Australia alla Norvegia, passando per lo Sri Lanka!).

Perché lo SVE? Perché è una bella opportunità per i giovani di fare un’altra cosa, di vivere all’estero, di lavorare in un ambiente internazionale o comunque in un ambiente diverso da casa. E’ l’opportunità di andare oltre quello in cui si crede e assecondare le proprie necessità. Che sia quella di passare qualche mese all’estero, quella di fare volontariato, unirsi ad una casa ambientale o educativa in un paese diverso dall’Italia, o semplicemente imparare lo spagnolo, lo SVE è un’opportunità per tutti. E va colta. Quindi eccomi qui.

Perché lo SCI? Non avevo esperienza diretta con lo SCI prima di quest’avventura. Da drogata di comunicazione, cooperazione e tutto quello che lega la comunicazione alla cooperazione, li seguivo su Facebook, conoscevo i workcamps, sapevo dei loro mini corsi di progettazione a cui ho sempre pensato di partecipare, ma il momento non era mai quello giusto. E poi una mia cara amica era stata in Mongolia con lo SCI, mi sono detta: in Mongolia? Cosa spinge una Ong italiana a fare qualcosa in Mongolia? Non so, ma la cosa mi incuriosiva.

Insomma, arrivata ad Anversa sono stata immersa in un mare di nomi, cose, persone, sigle. Lo sapete quante sigle ci sono nello SCI? Una marea, dopo quasi 7 mesi, ancora mi confondo. In 7 mesi ho scritto articoli per il sito, raccolto storie di volontari in giro per il mondo SCI, comunicato con le altre branche, stalkerato le altre branche per avere contributi per la newsletter, creato newsletter, iniziato ad usare MailChimp (no devo dirlo, perchè MailChimp è una figata!), lavorato con programmi di grafica, twittato, ideato video, caricati poi su YouTube e Vimeo, fotocopiato, scannerizzato, spazzato. E poi fatti tanti tiramisù. Fatti un mare di tiramisù. Arrivata l’italiana e allora facciamola cucinare. E diciamoci la verità, a noi piace cucinare. Se non proprio a tutti alla maggior parte. E così la terza settimana che ero qui ho invitato tutto l’ufficio e l’ufficio di VIA (la branca fiamminga dello SCI) a casa per una cena italiana. Aperitivo, tre assaggi di pasta e tiramisù. Non ci tiriamo mai indietro noi di fronte al cibo, soprattutto se lo cuciniamo noi.

Perché il Belgio? Pensavo allo SVE come ad un’opportunità per vivere l’Ong in ufficio, dato che gli ultimi due anni avevo lavorato più sul campo direttamente nei progetti. E pertanto mi interessava lavorare nella comunicazione per il no-profit, la mia passione, che avevo già sperimentato qualche anno fa. Però volevo trovare il modo di avvicinarmi al magico mondo di Brussels, che non credo sia veramente magico, ma per chi esce da Scienze Politiche, Brussels è un’opportunità. Se sei fortunato, una molto valida. E allora questa call è stata un po’ un colpo di fortuna, metteva insieme la vicinanza a Brussels e il lavoro di comunicazione. E poi alle patatine fritte. E alla cioccolata. E alla birra. Va be, ciao Italia, io vado.

Lo SVE mi ha insegnato che lo SCI non è solo un’associazione, ma è uno stile di vita. E’ un posto di gente stupenda, che non molla mai, che si ritrova sempre, che condivide, che sperimenta, che lavora sodo e crede in un mondo più bello. Lo SCI Italia poi visto da qui – posizione un po’ privilegiata per avere uno sguardo sulle varie branche – è una fonte di ispirazione quotidiana, di attivismo, di idee. E’ forse una delle branche più attive che mi capita di incrociare ogni giorno sul web, assieme a quella catalana in Spagna. Poi c’è quella metodica tedesca, quella puntuale Svizzera, quella super fundraising Inglese, quella tenera Ucraina, quella attivissima Bulgara, quella Svedese, che re-posta tutto quello che postiamo noi su Facebook, quella Kosovara, che adoro perché conosco il Kosovo, quella Greca, che organizza sempre serate a tema con i propri volontari e tante altre. Le conosco tutte, per nome. So cosa pubblicano, cosa promuovono, il modo in cui lo fanno, chi mi risponderà alla loro chat privata di Facebook. Ma quella italiana, ah! Quella italiana ce l’ho nel cuore. Soprattutto perché sono dei gran femministi come me.

Lo SCI mi ha insegnato che ognuno parla l’inglese un po’ così. Che è meglio muoversi in autobus o in treno rispetto all’aereo, per una questione ambientale. Che in ufficio si può fare il compost con i vermi, ma noi mangiamo solo mandarini e beviamo tè in ufficio e i vermi morirebbero perché non hanno abbastanza cibo organico da mangiare. Che la mia project officer parla ceco e olandese, il mio amministratore finlandese, la mia coordinatrice serbo, la mia responsabile inglese e turco, l’altra SVE finlandese, l’altra SVE ancora cantonese e il Servizio Civile francese. E poi ci sono io, che parlo a gesti. Che lo SCI è pet friendly. Ed environmental friendly. E intercultural friendly. Insomma, lo SCI è friendly un po’ con tutti, perché a fare un sorriso ci si mette meno che ad arrabbiarsi (però la newsletter leggetela, sennò mi arrabbio).

Il Belgio mi ha insegnato che qui si vive tutto in modo rilassato. Che il tramonto arriva sempre più tardi ora. Che dopo lavoro puoi berti una birra sullo Schelde, il fiume di Anversa. Che io volevo vedere Brussels, ma Anversa è dieci volte più bella, talmente bella che non vorrei più andarmene. Che puoi fare yoga al parco. Che tutti i supermercati hanno sempre la baguette fresca. Che se vai al pub e non prendi almeno tre birre, non sei nessuno. Che se dopo le birre non mangi le frites, non sai cosa ti perdi (e soprattutto assorbono un po’ di birra). Che con il treno in un paio d’ore attraversi tutto il Belgio. Che i treni in Belgio sono una cosa spettacolare che Trenitalia levate proprio. Che dal medico prendo appuntamento con un sms. Che i waffle sono una cosa straordinariamente magica e super ingrassante. Poi tanto prendi appuntamento con un sms dal medico per le analisi del diabete. No problem.
Fatelo uno SVE con lo SCI, prima o poi. Perché vi abbellisce la vita.

Testimonianza di un Servizio Volontario Europeo in itinere a Praga

Testimonianza di un Servizio Volontario Europeo in itinere a Praga

L’articolo è stato scritto da Rosemarie Di Blasio, attualmente volontaria per un anno a Praga, presso l’Ong INEX SDA.

Il mio inizio di SVE è stato alquanto freddo. Partita per Praga a Febbraio l’ho trovata ricoperta da un sottile velo bianco, più bella e magica che mai. Per fortuna il mio SVE ha la durata di un anno e avrò quindi l’opportunità di ammirarla durante ogni sua stagione. Adesso la primavera si è già fatta spazio tra le strette vie di Praga, dipingendo ogni angolo della città di rosa e di verde, arricchendola di baretti lungo il fiume, di turisti e locali sorridenti.

All’inizio devo ammettere non era questa la prima impressione che mi ero fatta degli abitanti praghesi. Tutt’altro. I primi incontri con loro mi hanno fatto credere che erano persone molto diverse da quelle “mediterranee” alla quale sono abituata. Erano freddi, sgarbati e con il broncio costante. Tra vita quotidiana e occasioni di scambio e confronto con i miei colleghi, mi ci sono voluti due mesi per iniziare ad ambientarmi e comprenderli; questa mia esperienza mi dà la prova che lo SVE è una tra le migliori scommesse che l’Unione Europea possa fare per i giovani. Lo SVE abbatte le barriere, smonta i pregiudizi e proprio in tal modo ti fa sentire appartenente a una comunità più ampia, come ad esempio quella europea.

Durante i primi mesi ci sono stati incontri tra persone locali e internazionali, tra lavoratori e volontari come me venuti da ogni angolo d’Europa, e questo stare insieme dimostra come tra un italiano e uno spagnolo non ci siano differenze, che un tedesco e un francese possono passare ore a chiacchierare senza dare peso alla loro nazionalità! Questo l’ho capito anche grazie all’opportunità che ho avuto durante i giorni di formazione, dove ho diretto un workshop proprio sul concetto dell’identità Europea, ed ho condiviso insieme agli altri volontari SVE la ricchezza di ciò che stiamo vivendo.

Il mio lavoro qui però si dedica a tutt’altro. Attualmente sto svolgendo il mio anno di volontariato a Praga presso INEX SDA. Un ramo di questa Ong si dedica al calcio, al potere che il calcio ha nel costruire ponti, nell’abbattere gli stereotipi e nel creare coesione sociale. Il mio lavoro consiste nell’organizzare tornei di calcio con bambini economicamente e/o socialmente disagiati e incentivare la loro partecipazione a giocare in modo giusto, un calcio fairplay con altri bambini come loro. A breve sarò in tour per un mese per tutta la Repubblica Ceca, accompagnata da ambasciatori del calcio fairplay del Kenya, e giocheremo a calcio affinché il nostro messaggio venga raccolto dai bambini locali.

Sono solo al mio terzo mese qui in Repubblica Ceca, ma sono curiosa di vedere quanto altro quest’anno mi può ancora offrire, quante opportunità di crescita avrò, e quanti ostacoli dovrò superare ancora, cosicché al mio rientro a Roma la mia valigia non sarà solo colma di cartoline e foto ma anche di apprendimento, nuove amicizie e nuove abilità lavorative.

Urgente: SVE “Refugee Project” in Bulgaria in partenza

Urgente: SVE “Refugee Project” in Bulgaria in partenza

Il nostro partner bulgaro CVS-Bulgaria cerca un/a volontario/a, tra i 18 e i 30 anni, per un progetto già approvato di Servizio Volontario Europeo a Sofia, in Bulgaria, dal 18 aprile 2017 al 18 marzo 2018.

Il progetto garantisce al/alla volontario/a la copertura delle spese di alloggio, viaggio e assicurazione. Sarà inoltre garantito un pocket money mensile per spese personali, vitto e trasporti locali.

Il/la volontario/a si occuperà di seguire e implementare il “Refugee Project”, portato avanti da CVS, attraverso diverse attività, a seconda della posizione per la quale il candidato farà domanda.

Per candidarsi a questo progetto di Servizio Volontario Europeo, è necessario avere una conoscenza medio-alta della lingua inglese ed essere disponibili a frequentare corsi di lingua bulgara.

Sono essenziali, al fine della candidatura, un forte interesse per l’ambito delle migrazioni e un po’ di esperienza (o una forte motivazione a svilupparla) con richiedenti asilo.

Il termine ultimo per candidarsi è domenica 9 aprile 2017, inviando CV e motivation letter (con Skype ID) in inglese all’indirizzo evs@sci-italia.it.

Attenzione: la lettera di motivazione non è una lettera di presentazione.

CVS-Bulgaria è un’organizzazione non governativa che lavora nell’ambito del volontariato internazionale dal 1998. È una branca del network SCI (www.sci.ngo) e membro del South Eastern European Youth Network. L’organizzazione è da sempre attiva nella promozione del valore del volontariato – specie tra i giovani -, della solidarietà, della giustizia sociale e della protezione dell’ambiente.

Prima di candidarsi, leggere i dettagli della call completa, facendo riferimento soltanto alla posizione “volunteer 3”.

Il mio SVE in Slovenia, a pochi passi da casa

Il mio SVE in Slovenia, a pochi passi da casa

L’articolo è stato scritto da Cristina Tosone, che dal gennaio 2017 sta partecipando a un progetto di Servizio Volontario Europeo di un anno a Lubiana, Slovenia.

Sono ormai due mesi che vivo a Lubiana, piccola capitale europea a soli cento chilometri dal confine italiano.

Sono arrivata una domenica sera di metà gennaio, con due grosse valigie piene e tanto entusiasmo per il mio nuovo progetto: un Servizio Volontario Europeo della durata di un anno presso Zavod Voluntariat, la sezione slovena del Servizio Civile Internazionale.

L’accoglienza da parte della città non è stata delle migliori: i primi giorni ho dovuto affrontare strade coperte di neve, temperature sotto lo zero e una lingua piuttosto incomprensibile. Fortunatamente i miei nuovi colleghi hanno saputo recuperare: ho trovato un benvenuto caloroso e persone molto disponibili a darmi una mano, a lavoro e non solo. Anche adesso che e passato un po di tempo c’è sempre qualcuno che si offre di aiutarmi, non importa se per rispondere ad una email di lavoro o per ricaricare la mia nuova sim slovena.

Da un mese inoltre sto seguendo un corso di lingua, che è parte del mio progetto SVE: certamente lo sloveno ora risulta meno spaventoso rispetto all’inizio, ma sono ancora lontana dal riuscire a formulare una frase di senso compiuto! In compenso il mio inglese sta nettamente migliorando, non solo perché qui tutti lo parlano benissimo, ma anche perché l’altra volontaria europea che è qui con me parla inglese con un perfetto accento “british”.

Alla fine non ci ho messo molto ad amare la “mia” nuova città: è bastato qualche giorno perché la neve si sciogliesse e rivelasse graziosi vicoletti, palazzi in stile art nouveau, numerosi bar e ristoranti sulla riva del fiume che la attraversa. Il tutto con le meravigliose Alpi sullo sfondo.

Mi è servito poco tempo anche per conoscere delle persone, una delle principali difficoltà che normalmente chi si trasferisce all’estero è costretto ad affrontare. A una settimana dal mio arrivo infatti sono partita per il cosiddetto “on-arrival training”: ho trascorso una settimana con altri volontari sparsi tra Slovenia e Croazia, e siamo stati preparati tutti insieme ad affrontare il nostro SVE. Ognuno è stato chiamato a svolgere compiti diversi in località differenti, ma le ansie, le difficoltà e le aspettative sono ovviamente comuni a tutti.

A proposito di aspettative, il lavoro che svolgo presso Voluntariat si sta rivelando esattamente quello che pensavo: mandare e ricevere volontari dall’estero è stimolante e a volte anche divertente, sopratutto perché volontaria sono stata e sono anche io.

Sicuramente è presto per fare un bilancio o esprimere un giudizio, ma non per iniziare a raccomandare ad altri la mia esperienza.

Servizio Volontario Europeo in Ungheria: call aperta

Servizio Volontario Europeo in Ungheria: call aperta

L’associazione SOS Children’s Villages cerca un volontario o una volontaria per un progetto di Servizio Volontario Europeo in Ungheria, nella città di Kecskemét, a partire da aprile 2017 al 12 marzo 2018.

SOS Children’s Villages è una ong internazionale indipendente per lo sviluppo, che dal 1949 lavora in difesa dei diritti dei bambini. Sono circa 400 i bambini e i giovani che vivono nel centro ungherese di SOS Children’s Villages.

Il progetto di Servizio Volontario Europeo in Ungheria garantisce al/la volontario/a la copertura delle spese di alloggio, viaggio, assicurazione, training e corso di lingua ungherese. Sarà inoltre garantito un pocket money mensile per spese personali, vitto e trasporti locali.

Compiti del/la volontario/a:

  • seguire i bambini e i ragazzi nelle attività quotidiane, ad esempio accompagnandoli all’asilo o a scuola
  • aiutare i bambini nello studio delle materie scolastiche e organizzare per loro classi di lingua
  • organizzare attività all’aperto ed escursioni
  • organizzare workshops (di arte, costruzioni, danza etc.)
  • studiare il mercato del lavoro dell’area e stimolare i bambini stessi a conoscere le diverse professioni e a sviluppare familiarità con esse
  • organizzare eventi di scambio culturale
  • coordinare campi estivi
  • supportare nel lavoro amministrativo

Sei il/la candidato/a ideale se:

  • hai esperienza con bambini e/o adolescenti
  • il tuo livello di inglese è avanzato
  • hai una passione che vorresti condividere con gli altri (sport, musica, teatro etc.)
  • hai buone capacità organizzative e di facilitazione
  • sei propositivo e indipendente
  • hai meno di 30 anni e sei un cittadino europeo residente in Italia

Come candidarsi:

Il termine ultimo per candidarsi è il 28 marzo 2017, inviando il proprio CV in inglese all’indirizzo boglarka.meggyesfalvi@sos.hu, spiegando nel testo dell’email in che modo rispondi ai requisiti richiesti e perché sei il miglior candidato possibile. Come oggetto dell’email, utilizzare ’EVS in Kecskemét_your name’.

Leggi qui la call completa.

Per qualsiasi domanda, non esitare a contattare il coordinatore del progetto:

Boglárka Meggyesfalvi
boglarka.meggyesfalvi@sos.hu

 

URGENTE: call aperta per progetto SVE a Barcellona

URGENTE: call aperta per progetto SVE a Barcellona

sci_catalunya_workshopCerchiamo un/a volontario/a per un progetto di Servizio Volontario Europeo, presso l’ufficio del nostro partner SCI-Catalunya, della durata di un anno, dal primo ottobre 2016 al 30 settembre 2017.

SCI-Catalunya è la branca catalana di Service Civil International (SCI). Come le altre branche internazionali dell’associazione, promuove una cultura di pace organizzando, ogni anno, iniziative di volontariato per persone di ogni età e provenienza. Campi, progetti di lungo e medio termine, seminari, training internazionali e molto altro: le attività di SCI-Catalunya sono tante e il/la volontario/a selezionato/a contribuirà alla loro realizzazione.

Il lavoro previsto è di 6 ore al giorno, per 5 giorni a settimana. I candidati devono avere un’età compresa tra i 18 e i 30 anni e conoscere la lingua spagnola e inglese. Si chiede, inoltre, la disponibilità ad imparare il catalano durante il periodo di permanenza.

Il progetto garantisce al/alla volontario/a la coperture delle spese di alloggio, viaggio e assicurazione. Sarà inoltre garantito un pocket money mensile pari a 105€.

Per candidarsi inviare CV e motivation letter in inglese all’indirizzo evs@sci-italia.it entro domenica 11 settembre 2016.

 

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