#RiapriamoLàbas: comunicato di solidarietà in seguito allo sgombero

#RiapriamoLàbas: comunicato di solidarietà in seguito allo sgombero

Ieri mattina le forze dell’ordine hanno effettuato lo sgombero dello spazio occupato Làbas a Bologna. Il Làbas era un’ex caserma abbandonata che, riqualificata da un gruppo di attivisti e attiviste, è diventata un punto di riferimento per molti residenti del quartiere Santo Stefano: al suo interno era stato creato un dormitorio sociale autogestito, Accoglienza Degna, per persone migranti e senzatetto; molti erano i laboratori dedicati ai bambini e alle bambine, come il Labimbi; ogni mercoledì si teneva il mercato biologico di CampiAperti, un’associazione di produttori e consumatori del territorio bolognese che si impegna e lavora per il sostegno dell’agricoltura biologica e contadina. Queste sono solo alcune delle attività portate avanti dagli attivisti e le attiviste del Làbas che, con fatica, hanno rivitalizzato un luogo deserto grazie all’impegno collettivo e a finanziamenti popolari.

Tra l’altro, in questi giorni si stava svolgendo un campo di volontariato organizzato dal Servizio Civile Internazionale in partenariato con il percorso Accoglienza Degna, tramite il quale otto volontari/e internazionali avrebbero dovuto supportare le attività del dormitorio autogestito, nonché quelle strutturali del Làbas.

Nonostante l’evidente valore sociale di questa esperienza, la Procura ha emesso l’ordinanza di sequestro dello stabile e la Questura ha proceduto strategicamente ad effettuarne lo sgombero in pieno agosto, quando la città è svuotata. Questo non ha impedito a più di 300 persone di riversarsi in Piazza Maggiore durante la conferenza stampa di ieri, chiamata in seguito allo sgombero: un segno di grande solidarietà che ha mostrato all’Amministrazione Comunale tutto lo sdegno derivato da una sua mancata presa di posizione nei confronti della decisione della Procura.

Indipendentemente da quali siano le ragioni speculative o politiche che hanno portato allo sgombero, condanniamo con forza la retorica legalitaria ormai troppo in uso in questo periodo storico che reprime esperienze solidali dal basso. Nella stessa giornata di ieri infatti un altro spazio autogestito storico di Bologna ha subito lo sgombero, avvenuto tramite decreto di sequestro d’urgenza della magistratura, il Crash! Laboratorio Sociale Occupato. Condanniamo inoltre l’inaudita violenza adoperata dalle forze dell’ordine nei confronti degli attivisti e le attiviste del Làbas, che hanno resistito in maniera nonviolenta di fronte ai cancelli dell’ex caserma.

Il quartiere Santo Stefano e l’intera città di Bologna si ritrovano ora più poveri a causa dell’atteggiamento miope delle istituzioni tutte, che reprimono ogni esperimento sociale autogestito mirato a sopperire alla mancanza di politiche sociali istituzionali in maniera non solo efficace ma proponendo inoltre un’alternativa comunitaria.

#RiapriamoLàbas

Servizio Civile Internazionale

#IoMiDenuncio: solidarietà con chi esprime dissenso verso le leggi Minniti-Orlando

#IoMiDenuncio: solidarietà con chi esprime dissenso verso le leggi Minniti-Orlando

Lo scorso 20 giugno, in occasione della della “Giornata mondiale del rifugiato”, si è tenuta presso il Pantheon di Roma una manifestazione lanciata da Amnesty International – Italia e EuropeForAll, sigla collettiva che unisce associazioni, spazi sociali e gruppi informali in solidarietà con le persone migranti. Al termine del flash mob organizzato da Amnesty International – Italia, un avvocato e attivista ha preso la parola, esponendo in maniera puntuale come le leggi Minniti-Orlando siano lesive dei diritti. Per questa ragione è stato identificato insieme ad altri attivisti dalle forze dell’ordine presenti e ora indagato per i reati di cui all’articolo 290 c.p. (vilipendio delle istituzioni della Repubblica), nonché per quelli di cui all’articolo 336 c.p. (violenza a pubblico ufficiale) insieme ad altri attivisti.

La manifestazione si è resa necessaria poiché si inserisce in un quadro sociale e politico che presenta un’ulteriore contrazione dei diritti in seguito all’approvazione delle leggi Minniti-Orlando, che prevedono la moltiplicazione dei centri di detenzione ed espulsione di persone migranti, l’abolizione del secondo grado di giudizio per i richiedenti asilo, la cancellazione dell’udienza e «l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione» dai contesti urbani. Queste leggi de facto consentono di reprimere ogni espressione di dissenso e diversità, sacrificabili sull’altare del «decoro» come già avvenuto a Milano con il rastrellamento etnico presso la stazione centrale e a Torino con le cariche in piazza Santa Giulia.

Esprimiamo quindi la nostra solidarietà a tutti gli attivisti indagati e facciamo nostre le parole da loro pronunciate per denunciare leggi apertamente discriminatorie, inumane e degradanti, che possono colpire chiunque perché sperimentate in primis sulla pelle delle persone migranti.

Rilanciamo quindi la chiamata alla mobilitazione di giovedì 20 luglio, ore 18.30 al Pantheon, per dare vita ad un presidio in difesa della libertà di dissenso e di espressione (vai all’evento).

 

Servizio Civile Internazionale

bool(false)