Assemblea Nazionale SCI: Berzano di Tortona (AL), 3-5 Novembre 2017

Assemblea Nazionale SCI: Berzano di Tortona (AL), 3-5 Novembre 2017

Care amiche e amici,

come previsto dal nostro Statuto, quest’anno si terrà l’Assemblea Nazionale del Servizio Civile Internazionale, momento fondamentale di riflessione e definizione degli obiettivi da perseguire per i prossimi due anni. L’Assemblea si terrà dalla mattina di venerdì 3 al primo pomeriggio di domenica 5 novembre a Berzano di Tortona (AL), presso la Comunità di Famiglie.

I due anni trascorsi dall’ultima Assemblea Nazionale sono stati caratterizzati da un impegno costante a livello locale e internazionale sulle priorità condivise nel 2015. Abbiamo organizzato più di 70 campi di volontariato internazionale insieme ai nostri partner locali, collegati ai temi dell’inclusione sociale e della libertà di movimento, della salvaguardia ambientale e della gestione comunitaria delle risorse naturali, del pacifismo e della nonviolenza attiva. Tutti questi temi sono stati anche declinati in alcuni progetti internazionali, con l’obiettivo di arricchirne i contenuti e moltiplicarne i significati.

Ogni azione, dall’iniziativa di un solo giorno al progetto pluriennale, si è mossa seguendo le direttrici che ci eravamo dati durante la scorsa Assemblea e, ancor più importante, i principi che stanno alla base del nostro movimento da quasi un secolo. In un contesto quale quello attuale, in cui processi di individualismo e messa a profitto di qualsiasi esperienza investono sia gli aspetti personali che quelli sociali e collettivi, l’Assemblea Nazionale di quest’anno sarà l’occasione per confrontarci su queste questioni, in particolare sul significato di volontariato internazionale oggi, sul nostro modo di intenderlo e sulla necessità di tessere e rafforzare reti e alleanze sociali al fine di trasformare positivamente la società che viviamo.

Ampio spazio sarà quindi dedicato a una rilettura di quanto fatto in questi ultimi due anni, alla definizione dei nuovi traguardi da intraprendere e delle modalità attraverso cui raggiungerli. Ospiti esterni all’associazione prenderanno parte ad alcune sessioni, offrendo così stimoli alla discussione grazie alla loro esperienza e conoscenze.

Il passaggio conclusivo sarà quindi la stesura finale del Documento politico dell’associazione, strumento attraverso il quale comunicare a tutti i soci e le socie le scelte intraprese dall’Assemblea Nazionale e fornire una guida all’azione del Consiglio Nazionale, della Segreteria e dei Gruppi di attiviste e attivisti per il prossimo biennio.

Durante l’Assemblea si procederà al rinnovo delle cariche statutarie e numerosi saranno anche i momenti formali e informali di conoscenza reciproca fra i membri dello staff di Segreteria, i soci e gli attivisti provenienti dai diversi Gruppi e Regioni.

Nel mese di Settembre invieremo la bozza del Documento politico elaborato dal Consiglio Nazionale in seguito al confronto avuto nei mesi scorsi con le attiviste e gli attivisti dei Gruppi. Sarà presentato e discusso durante le Assemblee regionali e interregionali dei soci e consentirà di raccogliere contributi e ulteriori suggestioni, che saranno poi ripresi e discussi durante l’Assemblea Nazionale. Le assemblee regionali e interregionali sono un fondamentale momento di confronto, organizzate in base al luogo di residenza dei soci. Di seguito i luoghi e date delle stesse:

  • Piemonte: Torino, 15 ottobre (per info: piemonte@sci-italia.it – in concomitanza si terrà anche l’assemblea interregionale valida per i soci di Valle D’Aosta e Liguria);
  • Lombardia: Milano, 22 Settembre  (per info: lombardia@sci-italia.it)
  • Sardegna: 25 settembre, ore 19 (per info: sardegna@sci-italia.it o 3922033618)
  • Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige: Padova, 15 ottobre (per info: padova@sci-italia.it)
  • Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche: in via di definizione (per info: bologna@sci-italia.it)
  • Lazio, Campania, Abruzzo, Molise: Roma, 1 ottobre (per info: info@sci-italia.it)
  • Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata: via skype, 7 ottobre (per info: info@sci-italia.it)

Si ricorda che, oltre alle delegate e delegati delle assemblee regionali e interregionali, ogni socia e socio è invitato a partecipare all’Assemblea Nazionale.
Comunica la tua adesione alla Segreteria Nazionale entro il 27 ottobre 2017 scrivendo all’indirizzo info@sci-italia.it o telefonando allo 06-5580644.

 

Ti aspettiamo,

Servizio Civile Internazionale

La Segreteria SCI non può chiudere!

La Segreteria SCI non può chiudere!

La Segreteria del Servizio Civile Internazionale è sotto minaccia di sgombero

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Non vogliamo girarci intorno, non c’è bisogno di nessun preambolo, così come non c’è stata alcuna pre-comunicazione da parte del Comune di Roma – Dipartimento Patrimonio prima della lettera recapitata il 29 marzo 2016. Una lettera che chiede di rilasciare gli spazi entro dieci giorni e di pagare un indennizzo di occupazione al valore di mercato.

La situazione in cui versa la città di Roma è ormai palese: con il pretesto del debito da sanare, l’amministrazione ha deciso di fare cassa con il riordino del patrimonio, incurante di chi si trovi all’interno degli immobili di proprietà comunale. I provvedimenti amministrativi attuati prima dalla giunta Marino e, successivamente, dal commissario Tronca, hanno così preso di mira tutte le realtà che avevano usufruito delle concessioni secondo la delibera 26/1995 e non solo. Realtà che in questi decenni hanno creato socialità e internazionalità, recuperato luoghi degradati dall’abbandono, promosso cultura e sport accessibili a chiunque, continuando a rendere vivi i quartieri della città di Roma e aprendola al mondo.

Stiamo parlando di associazioni, cooperative e spazi sociali nati dalla partecipazione attiva e che sono oggi sotto minaccia di sgombero, rischiando di vedere cancellato in un solo momento un patrimonio di relazioni e welfare sociale creato in anni di sforzi collettivi.

Il Dipartimeno Patrimonio afferma che l’invio delle decine di lettere di sgombero avvenuto in questi giorni sia avvenuto su indicazione della Corte dei Conti, organo che, in una città commissariata e svuotata di ogni visione politica, pare decidere della vita e della morte del tessuto sociale cittadino. Poco importa che il Dipartimento Patrimonio non abbia preso incarico delle richieste di rinnovo delle concessioni dal 2010 ad oggi o non abbia riconosciuto il valore sociale scaturito da un’occupazione: in mancanza di un contratto di concessione l’immobile deve essere liberato e si deve pagare un indennizzo di occupazione a canone di mercato (non più a canone agevolato) e con effetto retroattivo, cioè dal giorno di scadenza della concessione.

La nostra concessione scadeva a settembre 2010, per questa ragione avevamo protocollato una richiesta di rinnovo alla quale non abbiamo mai ricevuto risposta dal Dipartimeno Patrimonio. Tuttavia, a dicembre 2011 ci veniva notificato un aumento del canone agevolato mensile e il suo carattere retroattivo. Nei primi mesi del 2012 rispondevamo esplicitando il nostro malumore e l’assurdità del carattere retroattivo di questa procedura, dal momento che non solo avremmo dovuto pagare in attesa del rinnovo della concessione, ma a questo canone si aggiungeva anche la quota retroattiva come se fossimo rei dell’assenza di concessione.

La storia del Servizio Civile Internazionale passa attraverso la presenza in momenti cruciali della vita italiana e del mondo, grazie al supporto a decine di realtà locali e internazionali. Se quella del network Service Civil International (SCI) è lunga 95 anni, la nostra è di poco più recente: siamo nati nel 1948 subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, per contribuire con il primo campo di volontariato alla ricostruzione post-bellica. Lo SCI non racconta una sola storia, racconta le storie delle migliaia di volontarie e volontari che lo hanno attraversato e che con esso hanno contribuito, in varie forme e modi, al lavoro in zone di conflitto, al supporto di chi è vittima di violenza – sia essa fisica, culturale o economica – e continua a resistere.

C’eravamo nel 1966 a sostenere la popolazione fiorentina colpita dall’alluvione, c’eravamo a sostenere la popolazione del Belice colpita dal terremoto e, più di recente, eravamo a L’Aquila nell’estate del 2009 per contribuire con cinque campi di volontariato alla ricostruzione del paese di Onna e per supportare la popolazione costretta a vivere in tendopoli. In questi contesti abbiamo coniugato le attività emergenziali con quelle di medio termine quando i riflettori si erano spenti, per lavorare sulle cause reali dei disastri naturali, spesso dovute allo sfruttamento dell’ambiente. Continuiamo ad essere fortemente attivi in campo internazionale.

Da più di quindici anni lavoriamo e collaboriamo con il popolo palestinese e con quella fetta di popolazione israeliana che si oppone all’occupazione e alla segregazione, contribuendo in maniera concreta allo sviluppo della joint struggle, resistendo. Siamo stati in Nepal dopo il terremoto dello scorso anno a dare supporto alla branca nepalese dello SCI, attiva nel sostegno a tutta la popolazione. Siamo anche in Kurdistan, al fianco della popolazione curda e di tutti quei profugi che in quell’area hanno trovato rifugio in seguito alle persecuzioni dell’ISIS.

Abbiamo due aggettivi che da sempre ci contraddistinguono: partigiani e radicali. In senso ampio. Siamo partigiani nella misura in cui vogliamo scegliere da che parte stare, la parte degli oppressi. E siamo radicali perché vogliamo andare alla radice delle cose, contribuire a svelare le cause delle violenze.

Anche Roma oggi è teatro di conflitto, un conflitto portato avanti da un’amministrazione commissariata verso il terzo settore e tutto quel mondo sommerso che contribuisce a renderla una città viva. Con queste lettere di sgombero si rischia di mettere in ginocchio una parte fondamentale del mondo associativo e informale non solo di Roma ma di tutta Italia. In tante altre città europee queste realtà sono valorizzate e supportate affinché possano contribuire al rafforzamento del tessuto sociale e della vita democratica, a Roma invece si decide di sgomberarle.

Invitiamo singoli e gruppi informali, spazi sociali, associazioni ed enti locali che hanno incrociato e attraversato il percorso dello SCI a portare la loro solidarietà concreta sostenendo questo appello e partecipando alle iniziative di cui daremo informazione nei prossimi giorni, affinché la nostra esperienza possa continuare a lavorare per la creazione di una società inclusiva e giusta.

Servizio Civile Internazionale Italia

Per adesioni scrivere a: info@sci-italia.it

Associazioni e singoli che hanno aderito all’appello.

SCI-Italia office under threat of eviction

The Secretariat of Servizio Civile Internazionale (SCI Italia) is under threat of eviction. We don’t want to beat around the bush, there’s no need of any introduction since there has been no pre-notice from the side of the Department of Real Estate – Rome City Hall before the letter we received on 29th of March. An official letter requesting to release the spaces within ten days and to pay a compensation for the occupation at market value.

The current situation in Rome is exposed: under the pretext of a debt to heal, the administration has decided to raise money with the reorganization of its assets, regardless of who is inside each municipally owned property.

Administrative measures – implemented by the City Council led by the former mayor Ignazio Marino and now by the Commissioner in charge Francesco Paolo Tronca – affected all the organizations and informal groups that benefitted from concessions of property in accordance with the Resolution 26/1995. In the last twenty years, these organizations and informal groups have created social welfare and internationalism, recovering degraded areas by abandonment and then promoting culture and sports accessible to everybody, making the neighborhoods of Rome lively and opening them to the world. We are talking about associations, cooperatives and social centers born out of the active participation of citizens and which are now under threat of eviction, risking to lose in a single blow a welfare of social relations created through years of collective efforts.

Department of Real Estate says that the decision of sending dozens of eviction letters in these last few days was made by the Court of Auditors, a body which, in a city without an elected government and emptied of any political vision, seems to decide of both life and death of the city’s social fabric. It doesn’t matter that the Department of Real Estate has not taken charge of requests for renewal of property concessions from 2010 to date or have not recognized the social value stemming from occupying those properties: in the absence of a concession agreement the property must be released and a compensation at market value (no longer subsidized fee) must be paid retroactively, that is from the day of expiration of the property concession.

SCI Italia’s property concession expired in September 2010, for this reason we had registered an official request for renewal to which we never received any response by the Department of Real Estate.

However, in December 2011 we were notified an increase in the subsidized monthly fee and its retroactive nature. In early 2012 we replied explaining our annoyance and the absurdity of the retroactive nature of this procedure, since not only we would have paid – and still paying – waiting for the renewal of the concession, but this fee was also retroactive as if we were guilty for the lack of property concession.

The history of SCI Italia goes through its presence during crucial moments of both Italian and world affairs, thanks to the support of dozens of local and international entities. If the network Service Civil International (SCI) is 96 years old, ours is a little more recent: we were born in 1948 in the aftermath of World War II, in order to support the post-war reconstruction with the first workcamp.

SCI does not tell a single story, tells the stories of thousands of volunteers who have been through it and with it have contributed, in various forms and ways, to work in conflict zones, supporting those who are victims of violence – whether physical, cultural or economic – and continues to resist.

We were in Florence in 1966 to support the population affected by heavy floods, we were in Belice to support those affected by the earthquake and, more recently, we were in L’Aquila in the summer of 2009 with five workcamps to support the reconstruction of Onna village, and to support the population forced by the government to live in tents. In these contexts we have combined emergency activities with those of medium term when the spotlights were turned off, to work on the real causes of natural disasters, often due to the environment exploitation.

We continue to be highly active in the international arena.

For more than fifteen years we work and cooperate with the Palestinian people and with that part of the Israeli population that opposes both occupation and segregation, contributing to the development of the joint struggle and by doing so resisting.

We were in Nepal one year ago after the earthquake to lend an hand to the Nepalese branch of SCI, active in support to the entire population. We are also in Kurdistan, on the side of Kurdish people and those refugees who took shelter in that area because of the persecutions carried out by ISIS.

We describe ourselves with two words: partisans and radicals, in a broad sense. We are partisan to the extent that we want to choose which side we are on, the side of the oppressed. And we are radical because we want to get to the root of things, helping to reveal the causes of violence.

Nowadays even Rome is a zone of conflict, carried on by its commissioner-led administration against that part of society that makes Rome a lively city. These eviction letters are likely to cripple a key part of the associative and informal world, not only in Rome but throughout Italy. In many other European cities these entities are valued and supported so that they can contribute to the strengthening of the social fabric and democratic life, while in Rome the will is to evict them.

We invite individuals and informal groups, associations, social centers and local authorities who have crossed our path to bring their concrete solidarity by supporting this call and participating to the activities we will organize in the coming days, so that our experience can continue and we can go on working for the creation of an inclusive and just society.

Servizio Civile Internazionale

To subscribe this call write to: info@sci-italia.it

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