Mercatino terra/TERRA di San Paolo a La Città dell’Utopia [Sabato 21/01]

Mercatino terra/TERRA di San Paolo a La Città dell’Utopia [Sabato 21/01]

La Città dell’Utopia vi invita, sabato 21 gennaio, al consueto appuntamento con il mercatino terra/TERRA di San Paolo. L’evento si terrà dalle 9.30 alle 15.30 in via Valeriano 3F, metro San Paolo, Roma.

Durante il mercatino, ci saranno anche un laboratorio per bambin@ e genitori e uno di cucina internazionale, in questo caso senegalese.

A conclusione delle attività, sarà possibile gustare il pranzo bio di autofinanziamento che da sempre accompagna il mercatino.

Terra TERRA è la sperimentazione di un modello di economia che impegna reciprocamente produttori e consumatori per sovvertire le catene di distribuzione, ridurre la distanza alimentare, valorizzare le relazioni sociali, sensoriali e gustative. La terra non è un supermercato, il cibo non è una merce.

Ore 9.30 – Mercatino terra/TERRA

Dalle 11.30 alle 13.00 – “Una storia in 10 metri” – Laboratorio per bambine/i e genitori.

Dalle 11.30 alle 12.30 – Laboratorio di cucina internazionale – Thiakry dal Senegal.

Ore 13.00 – Pranzo Bio di autofinanziamento

Menu:
Penne alla crema di funghi
Rustico radicchio e talegghio
Cime di rapa saltate
Cavolo cappuccio rosso al curry
Salsicce/scamorze bio + insalata

Call per tirocinio Comunicazione X Festival Internazionale della Zuppa di Roma

Call per tirocinio Comunicazione X Festival Internazionale della Zuppa di Roma

Foto di Jaume Gil, dalla IX edizione del Festival Internazionale della Zuppa di Roma.

La Segreteria Nazionale del Servizio Civile Internazionale cerca una/un tirocinante per il settore Comunicazione, con l’incarico specifico di promozione delle attività e degli eventi collegati al Festival Internazionale della Zuppa di Roma, giunto quest’anno alla decima edizione.

Il tirocinio darà la possibilità di conoscere da vicino la realizzazione di un evento che coinvolge decine di gruppi informali, associazioni e centinaia di persone, oltre a poter osservare il lavoro quotidiano de La Città dell’Utopia, progetto locale del Servizio Civile Internazionale e laboratorio di cittadinanza attiva, sviluppo territoriale, nonché sede operativa del tirocinio.

La/il tirocinante affiancherà lo staff di SCI-Italia, nella sede di Roma, dal 13 febbraio al 14 aprile 2017.

Non è prevista retribuzione e si richiede un impegno di 15 ore settimanali.

È possibile attivare una convenzione con l’Università per il riconoscimento dei crediti formativi nell’ambito delle attività a libera scelta presenti nei vari corsi di studio, in quanto attività certificata di volontariato. Il Servizio Civile Internazionale garantirà alloggio gratuito per il periodo del tirocinio, nel caso la/il tirocinante provenga da fuori Roma.

Le origini del Festival Internazionale della Zuppa risiedono nella città di Lille, nel lontano 2001, ottenendo poi una grande diffusione in tutta Europa: Berlino, Cracovia, Barcellona, Madrid, Francoforte, Bologna e, grazie al Servizio Civile Internazionale, finalmente anche a Roma nel 2008 presso La Città dell’Utopia, nel cuore del quartiere San Paolo.
La zuppa è un piatto presente in tutte le tradizioni culinarie del mondo, quasi un filo conduttore che lega tra loro culture differenti senza però renderle uguali, anzi sottolineando la propria unicità. La zuppa è un piatto semplice e popolare, può essere preparata con gli ingredienti più umili e basilari e risultare comunque unica e gustosissima: come una comunità in cui ciascuno apporta il suo contributo per il raggiungimento di un risultato comune, senza che nessuno prevarichi l’altro. I cuochi partecipanti si contenderanno quattro premi molto ambiti: il mestolo d’oro, il mestolo d’argento, il cucchiaio di legno e il premio del riciclo assegnato dalla giuria bambini.

Compiti previsti per il/la tirocinante:
• ideazione e implementazione di una campagna comunicativa per la promozione delle attività ed degli eventi collegati al X Festival Internazionale della Zuppa di Roma;
• ufficio stampa (invio comunicati e rassegna stampa) e gestione di un blog/sito dedicato all’evento;
• risposta a generiche richieste di informazione sull’evento;
• elaborazione del materiale grafico promozionale in collaborazione con lo staff SCI e di supporto alla comunicazione de “La Città dell’Utopia”;
• supporto alla realizzazione degli eventi collegati al Festival Internazionale della Zuppa di Roma;
• partecipazione alle riunioni organizzative del gruppo di attivisti.

Requisiti:
• buona capacità redazionale e di sintesi;
• interesse per il settore del no-profit e della comunicazione;
• intraprendenza e voglia di mettersi in gioco;
• autonomia lavorativa e capacità di lavorare in team;
• flessibilità di orari;
• buona conoscenza di software di grafica (preferenziale)

Per candidarsi:
Inviare CV e lettera di motivazionelacittadellutopia@sci-italia.it, specificando nell’oggetto dell’e-mail “Stage settore comunicazione SCI”, entro il 25 gennaio 2017.

La Città dell’Utopia presenta la Gran Cena del solstizio d’inverno

La Città dell’Utopia presenta la Gran Cena del solstizio d’inverno

Martedì 20 dicembre, a La Città dell’Utopia, si terrà la Gran cena del Solstizio di Inverno. Dalle ore 20, vi aspettiamo in via Valeriano 3F, Roma, per la cena di autofinanziamento della notte più lunga.

Menù fisso a 15 euro – primo vino incluso:

Antipasto:
Crostini dell’orto d’inverno

Primo:
Vellutata ai 3 occhi
(vellutata di ceci con polpettine di funghi e lardo – solo funghi, scelta veg)

Secondo:
“Crepes della notte più lunga” al forno

Contorno:
Broccolo siciliano ripassato

Dessert:
Biscottini d’inverno e castagne

Aiutaci a fare la spesa e PRENOTA scrivendo a lacittadellutopia@sci-italia.it o telefonando a 3465019887.

Vai all’evento FB.

“Il colore della primavera è nei fiori; il colore dell’inverno è nella fantasia” (T.G.)

Verso il No Border Fest: suggestioni oltre le frontiere

Verso il No Border Fest: suggestioni oltre le frontiere

No Border Fest 2016C’è un concetto più profondo del rifiuto dietro il nome del No Border Fest, organizzato da La Città dell’Utopia, Servizio Civile Internazionale, Laboratorio 53, Casa dei Venti e Officine Culturali Insensinverso. C’è l’urgenza di andare oltre i confini imposti da istituzioni e società e spingersi in quel territorio così immediato, intimo e allo stesso tempo arduo da raggiungere che è la conoscenza dell’altro, dell’altra. Perchè solo una conoscenza spoglia di pregiudizi e giudizi può aprirci all’empatia, facendo nostre le ragioni del cambiamento e del viaggio di altre persone.

Il No Border Fest, giunto quest’anno all’ottava edizione, è dalla sua nascita un momento di confronto e di convivialità sul tema delle migrazioni con laboratori sensoriali, esposizioni, dibattiti, musica e teatro. Era il 2009 quando fu approvato il “Pacchetto Sicurezza”, figlio bipartisan di una politica miope che da qualche anno, con l’istituzione dei centri di permanenza temporanea, mirava a criminalizzare il viaggio, la migrazione, l’abitare. Il possesso del documento di soggiorno sancì la divisione tra buoni e cattivi e determinò prigionia o libertà, tralasciando che la contemporaneità che viviamo è troppo complessa per essere letta con lenti securitarie e, di conseguenza, normata. Il No Border Fest nasceva proprio dall’esigenza di opporsi a questa semplificazione.

Quest’anno il festival è dedicato a due tematiche: l’accoglienza e le origini del viaggio.

Mentre a livello istituzionale si intensificano i controlli alle frontiere, le identificazioni di massa, le deportazioni e gli sgomberi di accampamenti di fortuna, il No Border Fest vuole proporre suggestioni basate sulla libertà di movimento e sulla cittadinanza universale, ponendo l’accento sulle forme alternative di accoglienza, lontane dalle logiche del profitto e che sappiano mettere in primo piano le persone che intraprendono il viaggio verso l’Europa, attraverso narrazioni alternative, decostruzione degli stereotipi e analisi di buone pratiche.

Ci poniamo domande piuttosto che dare soluzioni. Può definirsi “accoglienza” la pratica di spostare come pacchi le persone da una struttura di accoglienza all’altra contro il loro volere? Può definirsi “accoglienza” il diniego dei pochi diritti riconosciuti dalla legislazione vigente e racchiusi in 2,5 euro di diaria? Può definirsi “accoglienza” la pratica di considerare le persone come oggetti privi di esigenze personali e di aspirazioni? Secondo noi la risposta è no, perché le persone che hanno attraversato il mare o le steppe, sono arrivate su barche o in carovane, hanno azzardato un aereo con documenti falsi…ecco tutte queste persone hanno una storia che merita di essere ascoltata e una vita che deve essere vissuta secondo le proprie aspirazioni. Ci scandalizziamo delle proteste in prossimità delle strutture di accoglienza, ma difficilmente pensiamo che la prigionia in tali strutture è stata una scelta imposta dall’alto, quando l’unica esigenza è quella di muoversi, di ricongiungersi con persone amiche o familiari, di scegliere la meta finale o temporanea del proprio viaggio.

E all’inizio del viaggio cosa c’è? E’ purtroppo prassi consolidata quella di distinguere tra “migranti economici” e “profughi”. La violenta offensiva operata dalle politiche neoliberiste in Italia come nel resto del mondo ai diritti sociali, culturali, civili ed ambientali può portare ad esiti paragonabili alla violenta offensiva operata da un esercito: distruzione delle infrastrutture di base, disfacimento del tessuto sociale, devastazione ambientale, perdita di vite. In sintesi, la violenza può produrre effetti nella sua forma diretta ma anche in quella economica e culturale, dando vita a conflitti sociali, ambientali ed armati su scala locale ed internazionale. Ancora una volta, quello a cui ci opponiamo è la semplificazione, proponendo domande. Chi e cosa alimenta questi conflitti? Quale sponda del Mediterraneo? Di chi gli interessi economici? E lo stile di vita vissuto alle nostre latitudini che peso ha sulle altre?

Quello che facciamo e faremo durante il No Border Fest è provare a dare suggestioni rispetto a queste domande, e lo faremo con mille sfumature, ponendo l’accento sul fare insieme. Non mancheranno momenti di dibattito, ma è da anni che proponiamo anche attività che permettano la conoscenza diretta, il confronto, lo scambio. Quotidianamente, le realtà organizzatrici lo fanno nell’ottica di trasformare la realtà circostante: il Servizio Civile Internazionale con i suoi progetti di volontariato internazionale, Laboratorio 53 con il supporto legale, psicologico e le sessioni di auto-mutuo-aiuto, Officine Culturali Insensinverso con la sua scuola di italiano. E la sinergia tra alcune di queste realtà ha dato vita al progetto “Casa dei Venti”, un centro senza centro ospitato da La Città dell’Utopia. Una risposta a ciò che caratterizza il sistema di accoglienza nazionale e territoriale: esclusione sociale, marginalizzazione, passivizzazione, razzismo, criminalità organizzata, business. Per opporre un’altra visione delle migrazioni, delle politiche e delle comunità a venire. Perchè l’integrazione risulta un meccanismo freddo e imposto, mentre ciò che serve è la sola interazione.

 

Simone Ogno

Segretario Nazionale Servizio Civile Internazionale

La Segreteria SCI non può chiudere!

La Segreteria SCI non può chiudere!

La Segreteria del Servizio Civile Internazionale è sotto minaccia di sgombero

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Non vogliamo girarci intorno, non c’è bisogno di nessun preambolo, così come non c’è stata alcuna pre-comunicazione da parte del Comune di Roma – Dipartimento Patrimonio prima della lettera recapitata il 29 marzo 2016. Una lettera che chiede di rilasciare gli spazi entro dieci giorni e di pagare un indennizzo di occupazione al valore di mercato.

La situazione in cui versa la città di Roma è ormai palese: con il pretesto del debito da sanare, l’amministrazione ha deciso di fare cassa con il riordino del patrimonio, incurante di chi si trovi all’interno degli immobili di proprietà comunale. I provvedimenti amministrativi attuati prima dalla giunta Marino e, successivamente, dal commissario Tronca, hanno così preso di mira tutte le realtà che avevano usufruito delle concessioni secondo la delibera 26/1995 e non solo. Realtà che in questi decenni hanno creato socialità e internazionalità, recuperato luoghi degradati dall’abbandono, promosso cultura e sport accessibili a chiunque, continuando a rendere vivi i quartieri della città di Roma e aprendola al mondo.

Stiamo parlando di associazioni, cooperative e spazi sociali nati dalla partecipazione attiva e che sono oggi sotto minaccia di sgombero, rischiando di vedere cancellato in un solo momento un patrimonio di relazioni e welfare sociale creato in anni di sforzi collettivi.

Il Dipartimeno Patrimonio afferma che l’invio delle decine di lettere di sgombero avvenuto in questi giorni sia avvenuto su indicazione della Corte dei Conti, organo che, in una città commissariata e svuotata di ogni visione politica, pare decidere della vita e della morte del tessuto sociale cittadino. Poco importa che il Dipartimento Patrimonio non abbia preso incarico delle richieste di rinnovo delle concessioni dal 2010 ad oggi o non abbia riconosciuto il valore sociale scaturito da un’occupazione: in mancanza di un contratto di concessione l’immobile deve essere liberato e si deve pagare un indennizzo di occupazione a canone di mercato (non più a canone agevolato) e con effetto retroattivo, cioè dal giorno di scadenza della concessione.

La nostra concessione scadeva a settembre 2010, per questa ragione avevamo protocollato una richiesta di rinnovo alla quale non abbiamo mai ricevuto risposta dal Dipartimeno Patrimonio. Tuttavia, a dicembre 2011 ci veniva notificato un aumento del canone agevolato mensile e il suo carattere retroattivo. Nei primi mesi del 2012 rispondevamo esplicitando il nostro malumore e l’assurdità del carattere retroattivo di questa procedura, dal momento che non solo avremmo dovuto pagare in attesa del rinnovo della concessione, ma a questo canone si aggiungeva anche la quota retroattiva come se fossimo rei dell’assenza di concessione.

La storia del Servizio Civile Internazionale passa attraverso la presenza in momenti cruciali della vita italiana e del mondo, grazie al supporto a decine di realtà locali e internazionali. Se quella del network Service Civil International (SCI) è lunga 95 anni, la nostra è di poco più recente: siamo nati nel 1948 subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, per contribuire con il primo campo di volontariato alla ricostruzione post-bellica. Lo SCI non racconta una sola storia, racconta le storie delle migliaia di volontarie e volontari che lo hanno attraversato e che con esso hanno contribuito, in varie forme e modi, al lavoro in zone di conflitto, al supporto di chi è vittima di violenza – sia essa fisica, culturale o economica – e continua a resistere.

C’eravamo nel 1966 a sostenere la popolazione fiorentina colpita dall’alluvione, c’eravamo a sostenere la popolazione del Belice colpita dal terremoto e, più di recente, eravamo a L’Aquila nell’estate del 2009 per contribuire con cinque campi di volontariato alla ricostruzione del paese di Onna e per supportare la popolazione costretta a vivere in tendopoli. In questi contesti abbiamo coniugato le attività emergenziali con quelle di medio termine quando i riflettori si erano spenti, per lavorare sulle cause reali dei disastri naturali, spesso dovute allo sfruttamento dell’ambiente. Continuiamo ad essere fortemente attivi in campo internazionale.

Da più di quindici anni lavoriamo e collaboriamo con il popolo palestinese e con quella fetta di popolazione israeliana che si oppone all’occupazione e alla segregazione, contribuendo in maniera concreta allo sviluppo della joint struggle, resistendo. Siamo stati in Nepal dopo il terremoto dello scorso anno a dare supporto alla branca nepalese dello SCI, attiva nel sostegno a tutta la popolazione. Siamo anche in Kurdistan, al fianco della popolazione curda e di tutti quei profugi che in quell’area hanno trovato rifugio in seguito alle persecuzioni dell’ISIS.

Abbiamo due aggettivi che da sempre ci contraddistinguono: partigiani e radicali. In senso ampio. Siamo partigiani nella misura in cui vogliamo scegliere da che parte stare, la parte degli oppressi. E siamo radicali perché vogliamo andare alla radice delle cose, contribuire a svelare le cause delle violenze.

Anche Roma oggi è teatro di conflitto, un conflitto portato avanti da un’amministrazione commissariata verso il terzo settore e tutto quel mondo sommerso che contribuisce a renderla una città viva. Con queste lettere di sgombero si rischia di mettere in ginocchio una parte fondamentale del mondo associativo e informale non solo di Roma ma di tutta Italia. In tante altre città europee queste realtà sono valorizzate e supportate affinché possano contribuire al rafforzamento del tessuto sociale e della vita democratica, a Roma invece si decide di sgomberarle.

Invitiamo singoli e gruppi informali, spazi sociali, associazioni ed enti locali che hanno incrociato e attraversato il percorso dello SCI a portare la loro solidarietà concreta sostenendo questo appello e partecipando alle iniziative di cui daremo informazione nei prossimi giorni, affinché la nostra esperienza possa continuare a lavorare per la creazione di una società inclusiva e giusta.

Servizio Civile Internazionale Italia

Per adesioni scrivere a: info@sci-italia.it

Associazioni e singoli che hanno aderito all’appello.

SCI-Italia office under threat of eviction

The Secretariat of Servizio Civile Internazionale (SCI Italia) is under threat of eviction. We don’t want to beat around the bush, there’s no need of any introduction since there has been no pre-notice from the side of the Department of Real Estate – Rome City Hall before the letter we received on 29th of March. An official letter requesting to release the spaces within ten days and to pay a compensation for the occupation at market value.

The current situation in Rome is exposed: under the pretext of a debt to heal, the administration has decided to raise money with the reorganization of its assets, regardless of who is inside each municipally owned property.

Administrative measures – implemented by the City Council led by the former mayor Ignazio Marino and now by the Commissioner in charge Francesco Paolo Tronca – affected all the organizations and informal groups that benefitted from concessions of property in accordance with the Resolution 26/1995. In the last twenty years, these organizations and informal groups have created social welfare and internationalism, recovering degraded areas by abandonment and then promoting culture and sports accessible to everybody, making the neighborhoods of Rome lively and opening them to the world. We are talking about associations, cooperatives and social centers born out of the active participation of citizens and which are now under threat of eviction, risking to lose in a single blow a welfare of social relations created through years of collective efforts.

Department of Real Estate says that the decision of sending dozens of eviction letters in these last few days was made by the Court of Auditors, a body which, in a city without an elected government and emptied of any political vision, seems to decide of both life and death of the city’s social fabric. It doesn’t matter that the Department of Real Estate has not taken charge of requests for renewal of property concessions from 2010 to date or have not recognized the social value stemming from occupying those properties: in the absence of a concession agreement the property must be released and a compensation at market value (no longer subsidized fee) must be paid retroactively, that is from the day of expiration of the property concession.

SCI Italia’s property concession expired in September 2010, for this reason we had registered an official request for renewal to which we never received any response by the Department of Real Estate.

However, in December 2011 we were notified an increase in the subsidized monthly fee and its retroactive nature. In early 2012 we replied explaining our annoyance and the absurdity of the retroactive nature of this procedure, since not only we would have paid – and still paying – waiting for the renewal of the concession, but this fee was also retroactive as if we were guilty for the lack of property concession.

The history of SCI Italia goes through its presence during crucial moments of both Italian and world affairs, thanks to the support of dozens of local and international entities. If the network Service Civil International (SCI) is 96 years old, ours is a little more recent: we were born in 1948 in the aftermath of World War II, in order to support the post-war reconstruction with the first workcamp.

SCI does not tell a single story, tells the stories of thousands of volunteers who have been through it and with it have contributed, in various forms and ways, to work in conflict zones, supporting those who are victims of violence – whether physical, cultural or economic – and continues to resist.

We were in Florence in 1966 to support the population affected by heavy floods, we were in Belice to support those affected by the earthquake and, more recently, we were in L’Aquila in the summer of 2009 with five workcamps to support the reconstruction of Onna village, and to support the population forced by the government to live in tents. In these contexts we have combined emergency activities with those of medium term when the spotlights were turned off, to work on the real causes of natural disasters, often due to the environment exploitation.

We continue to be highly active in the international arena.

For more than fifteen years we work and cooperate with the Palestinian people and with that part of the Israeli population that opposes both occupation and segregation, contributing to the development of the joint struggle and by doing so resisting.

We were in Nepal one year ago after the earthquake to lend an hand to the Nepalese branch of SCI, active in support to the entire population. We are also in Kurdistan, on the side of Kurdish people and those refugees who took shelter in that area because of the persecutions carried out by ISIS.

We describe ourselves with two words: partisans and radicals, in a broad sense. We are partisan to the extent that we want to choose which side we are on, the side of the oppressed. And we are radical because we want to get to the root of things, helping to reveal the causes of violence.

Nowadays even Rome is a zone of conflict, carried on by its commissioner-led administration against that part of society that makes Rome a lively city. These eviction letters are likely to cripple a key part of the associative and informal world, not only in Rome but throughout Italy. In many other European cities these entities are valued and supported so that they can contribute to the strengthening of the social fabric and democratic life, while in Rome the will is to evict them.

We invite individuals and informal groups, associations, social centers and local authorities who have crossed our path to bring their concrete solidarity by supporting this call and participating to the activities we will organize in the coming days, so that our experience can continue and we can go on working for the creation of an inclusive and just society.

Servizio Civile Internazionale

To subscribe this call write to: info@sci-italia.it

Stage nel settore Comunicazione per il Festival della Zuppa

Stage nel settore Comunicazione per il Festival della Zuppa

Festival della ZuppaLa Segreteria nazionale del Servizio Civile Internazionale cerca uno/a stagista per il settore Comunicazione con un incarico specifico di promozione delle attività ed eventi collegati al Festival Internazionale della Zuppa di Roma.

Lo/la stagista affiancherà lo staff di SCI-Italia, nella sede di Roma, a partire dal 22 febbraio al 24 aprile 2016.

Lo stage darà la possibilità di conoscere da vicino la realizzazione di un evento giunto alla nona edizione e che coinvolge decine di gruppi, associazioni e centinaia di persone, oltre a poter osservare il lavoro quotidiano del progetto ‘La Città dell’Utopia’, laboratorio di cittadinanza attiva e sviluppo territoriale.

Non è prevista retribuzione e si richiede un impegno di 15 ore settimanali.

È possibile attivare una convenzione con l’università per il riconoscimento di tirocini e/o crediti formativi.

Compiti previsti per lo/la stagista:

  • ideazione e implementazione di una campagna per la promozione delle attività ed eventi collegati al Festival Internazionale della Zuppa di Roma
  • ufficio stampa (invio comunicati e rassegna stampa) e gestione di un blog/sito dedicato all’evento
  • risposta a generiche richieste di informazione sull’evento
  • elaborazione del materiale grafico promozionale in collaborazione con lo staff SCI e di supporto alla comunicazione de “La Città dell’Utopia”
  • supporto alla realizzazione degli eventi collegati al Festival Internazionale della Zuppa di Roma
  • partecipazione alle riunioni organizzative del gruppo di attivisti

Requisiti:

  • buona capacità redazionale e di sintesi
  • interesse per il settore del no profit e della comunicazione
  • intraprendenza e voglia di mettersi in gioco
  • autonomia lavorativa e capacità di lavorare in team
  • flessibilità di orari
  • buona conoscenza di software di grafica (preferenziale)

Per candidarsi:

Inviare CV e lettera di motivazione a lacittadellutopia@sci-italia.it, specificando nell’oggetto dell’e-mail “Stage settore comunicazione SCI”, entro il 2 febbraio 2016.

Il 9 febbraio i candidati selezionati saranno invitati ad un colloquio che si terrà martedì 16 febbraio.

L’Utopia non si cancella!

Roma Capitale impone la messa a bando di circa 860 immobili tra cui il Casale Garibaldi, che ospita da 12 anni La Città dell’Utopia. Partecipa alla campagna #UtopiaNonSiCancella

Care e cari tutt*

Ci costa rabbia e fatica scrivere queste righe rivolte a voi tutt* e riguardanti il Casale Garibaldi e, nello specifico, il progetto La Città dell’Utopia. A voi che nel corso di questi anni avete più o meno direttamente attraversato questo progetto sociale di scambio, intercultura, stili di vita sostenibili e lavoro sul territorio di San Paolo, ma anche a voi che non lo avete ancora mai conosciuto.

Da 12 anni, La Città dell’Utopia è un progetto del Servizio Civile Internazionale che crea opportunità di scambio e conoscenza, garantisce accesso diffuso alla cittadinanza italiana ed internazionale senza frontiere, senza distinzione di sesso, religione, età. La Città dell’Utopia non è solo uno stabile di proprietà di Roma Capitale, ma è un capitale di esperienze, conoscenze, relazioni che non può essere arrestato o “liberato”.

La Delibera 140 del 30 aprile impone la messa a bando di circa 860 immobili di proprietà comunale, una manovra volta a fare cassa, a un guadagno economico che cancellerebbe le esperienze di chi quegli immobili li anima: piccole attività commerciali di quartiere, associazioni, cooperative, teatri, centri sociali, occupazioni abitative.

Il Casale Garibaldi rientra tra questi 860 immobili, e pochi giorni fa ci è stato comunicato che sopra le nostre teste pende un bando, e alla sua uscita, presumibilmente a settembre, l’immobile dovrà essere “liberato”. Tuttavia, “liberato” non è un termine che accettiamo in questo contesto. Perché gli immobili vengono liberati quando sono vivi, quando sono attraversati da persone e attività sociali e culturali. I bandi non liberano, i bandi cancellano. Lo fanno con un colpo di spugna sulla storia passata dell’immobile, su quel capitale umano e sociale costruito nel tempo grazie agli sforzi volontari di tante e tanti.

Nessuno si è mai sentito custode di uno stabile, ma portatore di messaggi e pratiche che hanno reso in questi 12 anni l’utopia un traguardo raggiungibile.

Per continuare a portare avanti questi messaggi e pratiche stiamo provando strade alternative e previste dalla Delibera 140, ovvero la concessione diretta in quanto il Servizio Civile Internazionale, associazione che ha in assegnazione il Casale dal 2004, è membro consultivo dell’UNESCO. Se questa strada andrà a buon fine, la nostra situazione particolare sarà risolta, ma questo non risolverà il problema di tutti gli altri spazi cui continueremo a rimanere accanto.

Quello che succede a noi sta succedendo, è successo e potrebbe succedere ad altri spazi sociali che nel corso degli anni hanno costruito un altro modo di intendere la socialità e le relazioni umane, in altre parole comunità nuove che non pongono il guadagno monetario alla base del loro agire. Gli uffici tecnici sostituiscono ormai gli organi politici preposti, ma quanti di questi hanno abbandonato numeri e tabelle per toccare con mano queste comunità nuove?

Questo Casale vuole restare un crocevia di esperienze e pratiche, per questo chiediamo a tutte e a tutti un impegno a difendere questo capitale in pericolo quando riceverete la nostra chiamata.

La volontà esplicita è quella di rincontrare a breve le persone che hanno conosciuto La Città dell’Utopia e ne riconoscono il valore, per difendere non solo un Casale ma un patrimonio collettivo che collettivamente va difeso, per continuare insieme questo cammino verso le utopie che abbiamo diritto di coltivare.

L’utopia non si cancella!

PARTECIPA ALLA CAMPAGNA #UtopiaNonSiCancella

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Ecco i prossimi appuntamenti:  

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