Lezioni d’inglese a Diyarbakir: testimonianza del progetto Yazidi’s Voice [P.te II]

Lezioni d’inglese a Diyarbakir: testimonianza del progetto Yazidi’s Voice [P.te II]

Pubblichiamo il seguito della testimonianza di Cherif, volontario lungo termine attualmente in Turchia, partito nel contesto del progetto Yazidi’s Voice per l’avviamento di corsi di lingua inglese per i/le bambini/e di Sur (quartiere centrale di Diyarbakir) e per quelli/e Yazidi rifugiati in Turchia, ospitati al momento nel campo di Midyat.

Cene per l’iftar, inviti a visitare la città, lezioni. È così che sta proseguendo la mia splendida esperienza qui a Diyarbakir. Ogni giorno è un’esperienza nuova, ogni giorno faccio la conoscenza di persone nuove. È come se vivessi qui da tutta una vita!  Forse questa sensazione è data dal fatto che qui le persone sono super calorose e cordiali? Direi proprio di sì!

Essendo l’unico straniero presente in città, tutti e tutte mi domandano continuamente: ma cosa ci fai qui? Cosa ti porta in quel di Diyarbakir? Si sente proprio che è da un sacco di tempo che i turisti, stranieri e locali, non si fanno più vedere da queste parti. Questo in seguito ai bombardamenti del 2016, che hanno causato la rovina del turismo che caratterizzava questa città, e tutto ciò che ne consegue.
Un ragazzo mi dice: «Ci vogliono più persone come te qui, che portino un po di umorismo, di cambiamento!» Sono super onorato per queste parole che mi riempono il cuore.

Il ramadan prosegue alla grande, ormai siamo verso la fine ed il caldo si fa sempre più sentire. Ho cominciato, oltre alle lezioni di inglese (ormai molto frequentate), ad organizzare anche delle lezioni di italiano. È buffo sentirli parlare italiano, soprattutto con un accento del tutto nuovo alle mie orecchie. Favolosi!

Sono stato a Midyat, distante un’ora di autobus, dove si trova il campo in cui risiedono curdi e siriani. Da come mi dice Jamal ed il suo amico, che vivono all’interno del campo, la situazione è veramente brutta. Da esterno, non è possibile accedervi in nessun modo. Non vengono distribuiti i pasti, i rifugiati ricevono 100 lire al mese per sopravvivere. All’interno del campo è presente un piccolo market che fa enormi profitti sulle persone, poiché non è possibile acquistare cibo fuori e introdurlo all’interno della struttura. La libertà di uscire dal campo viene concessa una volta alla settimana, sempre che venga concessa. Problematiche interne tra curdi e siriani non ce ne sono. Grazie alla raccolta effettuata dal Servizio Civile Internazionale, abbiamo ricevuto fondi sufficienti per acquistare latte e biscotti per i 170 bambini neonati o molto piccoli (la fascia d’età varia da l’1 ai 3 anni) presenti a nel campo di Midyat.

Allo Youth and Change Association, invece, sono iniziati anche i lavori di ristrutturazione e di abbellimento del centro. Pittura, amici, musica. Momenti di condivisione utili a capire ancora di più la situazione locale e le problematiche presenti. Assieme agli amici dell’organizzazione, abbiamo anche festeggiato il compleanno di Sevda, una delle volontarie che, non dico gli anni, è cresciuta.
L’esperienza prosegue!!

Formazione e scambio interculturale: un campo in Vietnam

Formazione e scambio interculturale: un campo in Vietnam

Dal 10 al 21 luglio 2017 un campo ad Ha Tinh, una delle province più povere e poco sviluppate del Vietnam.

Il campo è organizzato dall’associazione Volunteers for Peace Vietnam (che dal 2005 promuove attività di volontariato come forma di scambio culturale e educativo tra le persone e come pratica di approccio ai problemi sociali) e da S-World, organizzazione di promozione di scambi culturali ed educativi.

Durante il campo, i/le volontari/e partecipanti avranno la possibilità di visitare posti unici del Vietnam e interagire con giovani e studenti/esse provenienti da contesti sociali diversi attraverso workshop, dibattiti, attività sociali e ludiche, attività di team building e progetti di scambio culturale. Nonostante la breve durata, il campo ha come obiettivo quello di mostrare un mondo nuovo alle giovani generazioni, arricchire le loro conoscenze e offrire loro la possibilità di scoprire il mondo attraverso l’interazione con persone provenienti da paesi diversi e lontani.

I/le partecipanti del campo saranno impegnati/e a organizzare e svolgere lezioni di inglese per la gioventù locale, attraverso giochi, discussioni, workshop e dibattiti; organizzeranno scambi culturali tra volontari internazionali e locali, come ad esempio performare danze tradizionali o cucinare piatti tradizionali; partecipare ad attività creative e di utilità sociale.

La parte studio sarà centrata sulla coscienza interculturale, sullo sviluppo dei giovani e sul miglioramento della lingua.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi qui la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Lezioni d’inglese a Diyarbakir: testimonianza del progetto Yazidi’s Voice

Lezioni d’inglese a Diyarbakir: testimonianza del progetto Yazidi’s Voice

Presentiamo la testimonianza di Cherif, volontario lungo termine attualmente in Turchia, partito nel contesto del progetto Yazidi’s Voice per l’avviamento di corsi di lingua inglese per i/le bambini/e di Sur (quartiere centrale di Diyarbakir) e per quelli/e Yazidi rifugiati in Turchia, ospitati al momento nel campo di Midyat.

Sono arrivato il 17 Maggio in quel di Diyarbakir. Visto che le lezioni sarebbero cominciate il 21, ho passato quattro giorni ad ambientarmi, cercando di capire la situazione locale e le problematiche che ci sono, oltre che a conoscere la zona. La situazione sembra tranquilla anche se le persone sono stanche, paurose del proprio futuro e di quello che succederà nei mesi a venire. Tutto è un punto interrogativo qui, non sanno cosa gli succederà. La zona è molto controllata dalla polizia e dai militari con moltissimi posti di controllo. Tutto è però quieto.

Il 21 di maggio sono iniziate le lezioni, con la mia prima lezione conoscitiva degli studenti nel centro di Umut. Il livello generale è elementare, per lo più. Ho diviso gli studenti in due classi, beginner e intermedi: il martedì e il giovedì la classe intermedi dalle 16 alle 18, mentre sabato e domenica (sempre dalle 16 alle 18) c’è la classe beginner. Ho iniziato anche a lavorare presso il Cultural Center dove i bimbi e le maestre mi hanno subito accolto e coccolato. Favolosi. Mercoledì, giovedì e venerdì, dalle ore 12.30 alle ore 16, mi diletto a giocare con i bimbi e fare attività, mentre sabato e domenica lezione di inglese. Al mattino dalle 10 alle 12 insegno inglese agli insegnanti, mentre nel pomeriggio dalle 13 alle 15 svolgo le lezioni ai ragazzini.

Tutto procede tranquillo e nel migliore dei modi. Ho conosciuto tante persone meravigliose, e ne conoscerò altrettante. Essendo l’unico straniero in città e per di più l’English Teacher sono super adorato. È anche cominciato il mese del Ramadan qui a Diyarbakir e anche io lo osservo, per cercare di coglierne ogni sfumatura e conoscere appieno la cultura locale; ogni sera, apprezzo il cibo locale all’iftar (orario in cui il sole cala e si può mangiare): faccio la fila nella piazza principale della città dove è stata posizionata una tenda in cui viene effettuata la distribuzione gratuita del cibo in vassoi. Anche se trovare posto non è assolutamente facile, e benché meno fare la fila (visto che bisogna aspettare 30 minuti prima di poter varcare l’ingresso della tenda), lo sforzo viene sempre ripagato dalle stesse persone che, una volta seduto di fronte a loro, ti accolgono e ti trattano come da pari – anche se non ci si intende non parlando la stessa lingua!

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