Vuoi partire ma non hai partecipato alla formazione? Ecco la tua occasione [estate 2018]

Vuoi partire ma non hai partecipato alla formazione? Ecco la tua occasione [estate 2018]

Servizio Civile Internazionale Italia presenta a Roma, dal 13 al 15 luglio, l’ultimo incontro di formazione pre-partenza dell’estate che, eccezionalmente nel mese di luglio, riunisce primo più secondo livello in un unico appuntamento. Se vuoi partire per un qualsiasi progetto di volontariato internazionale in Asia (a esclusione di Giappone e Hong Kong), Africa, Mediterraneo e America Latina, è obbligatorio prendervi parte.

Gli incontri di formazione permettono di prendere coscienza dell’esperienza che stai pianificando di fare, scegliendo un campo di volontariato SCI: dalla conoscenza dell’Associazione ai partner locali e internazionali, dalla motivazione che ti muove a partire al contesto con cui ti confronterai. Sono normalmente divisi in un primo e in un secondo livello, ma quest’anno SCI-Italia organizza una formazione speciale nel mese di luglio, che raccoglie entrambi i livelli, per tutti coloro che vorrebbero partire per il Sud del mondo ma non hanno fatto in tempo a partecipare agli incontri precedenti.

La formazione di luglio si terrà dalla sera di venerdì 13 al pomeriggio di domenica 15, presso La Città dell’Utopia, in via Valeriano 3F, a Roma.

È fondamentale la permanenza durante tutto il tempo dell’incontro (anche il pernottamento), perché si tratta di momenti intesi a condividere vita comunitaria e a mettersi alla prova rispetto alla dinamica del campo di volontariato.

Gli incontri, salvo casi eccezionali, non sono selettivi, ma ovviamente avranno la funzione di portarti a capire se l’esperienza proposta è quella adatta. Inoltre, permetteranno di inserire nel tuo bagaglio formativo strumenti utili per il tuo futuro lavorativo e non: comunicazione nonviolenta, risoluzione dei conflitti interpersonali, momenti di approfondimento su temi quali conflitti armati, migrazioni, tutela dell’ambiente.

Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 30 + euro 20 (per chi non fosse già tesserato/a).
Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus IBAN: IT71F0501803200000011014412
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”.

Per avere ulteriori informazioni e per iscriversi all’incontro di formazione di Roma dell’13-15 luglio, scrivere a campisud@sci-italia.it.

No Border Fest X edizione – Libertà di movimento oltre ogni confine [22-23 giugno 2018]

No Border Fest X edizione – Libertà di movimento oltre ogni confine [22-23 giugno 2018]

Nei giorni 22 e 23 giugno torna a Roma il “No Border Fest”, organizzato da La Città dell’Utopia, Servizio Civile Internazionale, Laboratorio 53 ed Eduraduno. Il festival, giunto quest’anno alla decima edizione, vuole essere un momento di confronto e di convivialità sul tema delle migrazioni attraverso laboratori, esposizioni, dibattiti, teatro e musica.

La decima edizione del No Border Fest si inserisce in un quadro sociale e politico sempre più apertamente xenofobo ed escludente, che non fa altro che alimentare quella guerra tra poveri cavalcata dai primi provvedimenti del nuovo governo, in continuità con le misure di quello precedente (dalle leggi Minniti-Orlando ai rinnovati accordi con la Libia in ambito internazionale).

A queste derive fortemente autoritarie, il No Border Fest vuole rispondere con suggestioni basate sulla libertà di movimento e sulla cittadinanza universale. Lo farà attraverso una narrazione e pratiche alternative, orientate a smontare gli stereotipi sulle persone migranti e a decostruire la logica ipocrita di chi afferma “non sono razzista, ma…”, “aiutiamoli a casa loro”.

Venerdì 22 giugno, dalle 18.00 presso La Città dell’Utopia (via Valeriano 3F), il festival darà spazio al confronto “Razzismo democratico: parole e norme istituzionali disumanizzanti”, con la partecipazione di Annamaria Rivera (antropologa ed editorialista per Il Manifesto, Liberazione) e Andrea Segre (regista).

Seguirà poi lo spettacolo di teatro forum “L’Altro straniero/L’Altra straniera” a cura di Parteciparte.

Sabato 23 giugno, a partire dalle 09.30 (sempre presso La Città dell’Utopia), il festival affronterà i temi dell’autodeterminazione, dell’inclusione sociale e della libertà di movimento attraverso workshop ludici e divulgativi:

  •  “Yeppo 2.5!”, incontro di gioco con il metodo della Ludopedagogia a cura di Liscìa e Laboratorio 53 (previa iscrizione);
  • “Plastici come i confini”, laboratorio di ciclo e riciclo della plastica per la costruzione di giochi e utensili, a cura dell’associazione Eduraduno;
  • “Tutt@ hanno una storia, tutt@ hanno una scuola”, human library a cura di Elisabetta Frau e La Città dell’Utopia sul ruolo delle scuole popolari come primo passo per il protagonismo sociale delle persone migranti.

La giornata sarà poi caratterizzata dalla performance hip-hop “MigRap” a cura di B.Care & Taf Tafouny, con la chiusura affidata alla musica di Nosenzo a suon di balkan folk reggae.

Il festival sarà inoltre la cornice per un mercatino delle autoproduzioni migranti e l’installazione “Abeceghetto 2018: raccolte sonore dai ghetti di Foggia” a cura di Radio Ghetto.

Il programma

DURANTE IL FESTIVAL

“Abeceghetto 2018: raccolte sonore dai ghetti di Foggia”, installazione sonora a cura di Radio Ghetto.

Mercatino delle autopodroduzioni migranti.

VENERDÌ 22 Giugno

Presso La Città dell’Utopia (via Valeriano 3F, San Paolo)

18.00 – 20.00

“Razzismo democratico: lessico e norme istituzionali disumanizzanti”

Dibattito con:

Annamaria Rivera (antropologa ed editorialista per ilmanifesto, Liberazione)

Andrea Segre (regista)

20.30

Cena a cura di Makì – Sapori dal mondo

Info e prenotazioni: 3295336212

21.15

“L’Altro straniero/L’Altra straniera” – Spettacolo di teatro forum a cura di Parteciparte

SABATO 23 Giugno

Presso La Città dell’Utopia (via Valeriano 3F, San Paolo)

10.00 – 13.00

“Yeppo 2.5!”, incontro di gioco con il metodo della ludopedagogia

Giocare per incontrarsi. Sorprendersi per conoscersi, a cura di Liscìa e Laboratorio 53

Info e iscrizioni: ginevra.sam@gmail.com / 3207522952

13.30

Pranzo a cura della Biosteria dell’Utopia

17.00 – 19.00

“Plastici come i confini” – ciclo e riciclo della plastica per la costruzione di giochi e utensili, a cura dell’associazione Eduraduno

18.00 – 20.00

“Tutt@ hanno una storia, tutt@ hanno una scuola”, human library a cura di Elisabetta Frau e La Città dell’Utopia

20.00

“MigRap”, con B.Care & Taf Tafouny (hip-hop)

20.30

Cena a cura della Biosteria dell’Utopia

21.15 – 22.15

Nosenzo (Balkan folk reggae)

Call aperta: SCI Italia cerca group leader per 4 giovani con minori opportunità in uno scambio giovanile a Roma (17-25 luglio)

Call aperta: SCI Italia cerca group leader per 4 giovani con minori opportunità in uno scambio giovanile a Roma (17-25 luglio)

Il progetto

SCI Italia è in cerca di un/a group leader per lo scambio giovanile “Jump in! Plural identities and active citizenship in the European society”, che si svolgerà dal 17 al 25 luglio a La Città dell’Utopia a Roma.

Un gruppo di giovani provenienti da Catalogna, Italia, Portogallo, Slovenia, Ungheria si ritroveranno quindi insieme a riflettere sui temi delle identità plurali.

Quando e dove?

Scambio giovanile dal 17 al 25 Luglio – Roma.

Chi parteciperà?

26 giovani provenienti dall’Italia, dalla Catalunya, dal Portogallo, dalla Slovenia e dall’Ungheria. Per ogni paese, parteciperanno 4 giovani con minori opportunità e 1 group leader, più un coordinatore.

Partner locali dello scambio:

Le associazioni Alamirè e Laboratorio 53 lavorano con gruppi marginalizzati per lo sviluppo di una società sempre più inclusiva. Svolgono attività di empowerment, anche attraverso l’organizzazione di laboratori di arteterapia.

Durante lo scambio, proporranno laboratori di fotografia e di radio.

Un terzo partner, l’ONG Liscìa, inviterà i partecipanti, attraverso laboratori di ludopedagogia, ad esplorare insieme le potenzialità del gioco come cura di se stesso e degli altri e come mezzo di trasformazione sociale.

Attività e partecipanti saranno ospitati da La Città dell’Utopia, il progetto locale del Servizio Civile Internazionale, organizzatore dello scambio e branca italiana di un movimento pacifista e laico internazionale chiamato SCI.

Attività

Uno degli obiettivi del progetto è quello di supportare i/le giovani con minori opportunità, così da promuovere l’inclusione sociale attraverso sessioni di educazione non formale.

Condividendo alla pari il ruolo di volontari/e internazionali, questi/e giovani avranno infatti l’occasione di incontrare i propri coetanei provenienti da altri paesi e culture, affinché acquisiscano così competenze interpersonali spendibili poi nella vita quotidiana.

In particolare, il/la candidato/a avrà il compito di accompagnare 4 giovani con minori opportunità inviati dalla branca italiana SCI Italia.

Quali sono gli obiettivi e le attività dello scambio?

Rafforzare la capacità dei partecipanti di esprimere la propria personalità, le proprie idee e ispirazioni, la propria diversità, al fine di valorizzare e rivendicare con orgoglio la propria identità plurale.

Sperimentare nuove strategie e pedagogie in grado di supportare i partecipanti nella costruzione della propria identità in relazione all’immaginario collettivo di una società plurale e inclusiva.

Promuovere l’interculturalità, la solidarietà e l’inclusione sociale attraverso l’organizzazione di una mostra alla fine dello scambio, valorizzando quello che i partecipanti avranno collettivamente imparato e creato durante i vari laboratori di foto, ludopedagogia e radio.

Requisiti

I/la group leader deve avere tra i 20 e i 30 anni, parlare bene l’italiano e l’inglese ed avere avuto esperienza in materia di coordinamento di gruppi. È ovviamente consigliabile aver avuto precedenti esperienze nell’ambito dell’educazione non formale e con minoranze e gruppi svantaggiati. Il/la group leader dovrà inoltre dimostrarsi volenteroso/a di partecipare a laboratori di radio, foto e ludopedagogia e capace di sviluppare attività di gruppo.

Cosa ci si aspetta dal group leader?

Partecipare a delle skype call con la coordinatrice per preparare lo scambio.

Prendersi cura dei quattro partecipanti che accompagnerà: assicurarsi che capiscano tutte le istruzioni e varie comunicazioni, se necessario traducendo dall’inglese (lingua dello scambio) all’italiano; aiutarli ad organizzarsi, a mischiarsi con il resto del gruppo, a gestire le varie emozioni che questo tipo di esperienza può provocare; fare da mediatore, insieme agli altri group leader, nel caso ci fossero conflitti.

Appoggiare il coordinatore, i partner locali e gli altri group leader nella logistica dello scambio e nella creazione di un’atmosfera piacevole e inclusiva di ciascuno dei partecipanti dello scambio.

Prendere parte alle varie attività dello scambio.

Candidatura

Compilare l’application form che trovate a questo link entro domenica 8 luglio.

Lo scambio è finanziato da Erasmus+: tutte le spese dei partecipanti sono infatti coperte (vitto, alloggio, biglietti A/R fino a 275 euro e assicurazione).​

Per informazioni, contattare inclusione@sci-italia.it.

Minicampo a La Città dell’Utopia (Roma), 3 e 4 febbraio 2018

Minicampo a La Città dell’Utopia (Roma), 3 e 4 febbraio 2018

Sabato 3 e domenica 4 febbraio 2018 il Servizio Civile Internazionale organizza un minicampo a La Città dell’Utopia, Roma.

La Città dell’Utopia è un laboratorio sociale e culturale che affronta i principali temi legati ad un nuovo modello di sviluppo locale e globale che sia equilibrato, sostenibile e giusto.

I/le volontari/e supporteranno le/gli attivisti de La Città dell’Utopia nel rifacimento del muretto antistante la Biosteria, nell’abbellimento del relativo spazio esterno con realizzazione di panche in pallet e nella sistemazione di alcuni spazi interni funzionali alle attività del Festival Internazionale della Zuppa di Roma, che si terrà domenica 15 aprile.

Date: da sabato 3 a domenica 4 febbraio 2017

Luogo: La Città dell’Utopia, via Valeriano 3F, Roma (metro San Paolo)

Costi: tessera associativa SCI 2018 (20€)

Numero volontari: 8

Pernottamento: i/le volontari/e dormiranno presso La Città dell’Utopia

Cosa portare: guanti da lavoro, scarpe da lavoro o pesanti

Informazioni e iscrizioni: entro mercoledì 31 gennaio a coordinamento@sci-italia.it

Festival Internazionale della Zuppa di Roma: un campo di volontariato in Italia

Festival Internazionale della Zuppa di Roma: un campo di volontariato in Italia

Dal 5 al 16 aprile 2018 un campo a Roma, presso La Città dell’Utopia, per supportare l’organizzazione e la gestione del XI Festival Internazionale della Zuppa.

La Città dell’Utopia è un progetto locale di SCI Italia, un antico casale nel cuore del quartiere di San Paolo. È un esperimento per la promozione della cittadinanza attiva e di sviluppo locale; in questo luogo si organizzano eventi, iniziative, corsi e laboratori che ruotano attorno ai cardini dell’interculturalità, della sperimentazione di stili di vita sostenibili e della cittadinanza attiva. Il Festival della Zuppa, nato a Lille nel 2001 e diffusosi successivamente per tutt’Europa, arriva in Italia a Bologna, nel 2004. Da più di 10 anni l’edizione romana cerca di restituire, attraverso il Festival, un momento ludico di condivisione di tante ricche ricette, provenienti da tutto il mondo. I concorrenti del Festival gareggeranno a colpi di fornelli per aggiudicarsi il mitico “Mestolo d’Oro”. Il Festival si basa sui principi del riciclo e del riuso, contro gli sprechi di cibo, in quanto il cibo è una risorsa e un bene non da sfruttare ma da rispettare.

I/le volontari/e partecipanti al campo supporteranno gli/le attivisti/e locali nella preparazione degli spazi, nell’organizzazione e nella gestione del Festival tutto. Tra le attività, verranno costruite le scenografie, sistemati gli spazi, si produrrà e distribuirà materiale informativo. Durante il Festival, i/le volontari/e svolgeranno azioni di sensibilizzazione del pubblico sulla questione del riciclaggio dei rifiuti. Infine, al termine del Festival, verrà chiesto il supporto per la sistemazione dello spazio, che tornerà alle sue attività quotidiane.

Come parte studio, si ragioneranno insieme le azioni da svolgere nel corso del Festival: in una prima fase verranno scambiate informazioni e questioni connesse al riciclaggio dei rifiuti ed a modalità creative di sensibilizzazione della popolazione sul tema. In un secondo momento, si studierà più approfonditamente la questione della sovranità alimentare e degli sprechi del cibo.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Verso un mondo migliore: testimonianza dal campo “Yoga as life style”

Verso un mondo migliore: testimonianza dal campo “Yoga as life style”

Pubblichiamo la testimonianza di Tijana Sladoje, una volontaria che ha preso parte a un campo di volontariato internazionale “Yoga as life style” a Roma la scorsa estate, presso La Città dell’Utopia.

Le due cose che mi interessano di più: l’utopia e le filosofie orientali. Quindi, quando ho visto il campo “Yoga as a lifestyle” in un posto che si chiama la Città dell’Utopia, sapevo che devo stare là. E non ho sbagliato. Questo campo, che aveva luogo dal 9 al 16 settembre 2017, è stato davvero una esperienza unica e molto speciale.

La cosa più bella che possiamo dare agli altri è accettarli come sono, farli sentirsi accettati ed amati. La cosa più importante che possiamo fare per noi stessi, dopo accettarsi ed amarsi, è aiutare e servire agli altri. In questo campo abbiamo fatto tutte e due. Noi dieci, dai diversi paesi, diverse culture, con personalità diverse, abbiamo toccato la sostanza dell’essere durante quei sette giorni. Lo abbiamo fatto con il grande aiuto e la direzione del nostro maestro di yoga (non solo di yoga, ma anche di vita) Salvatore Spataro. Lui ha fatto proprio questo, ci ha fatto sentire accettati ed amati, liberi ad essere noi stessi, senza costrizioni, senza aspettative, senza giudizi. Beh, forse non eravamo proprio tutti pronti per accettarlo, ma anche riconoscere di essere impreparati è stato importante – saper accettare di non accettare, dare tempo a se stessi. Insomma, il campo è stato un passo importantissimo per tutti noi, avanzato per alcuni, iniziale per gli altri, ma non importa, perché non siamo tutti uguali, né migliori, né peggiori: siamo semplicemente diversi.

Abbiamo esercitato una disciplina auto-imposta, grazie alle regole che Salvatore ci ha presentato; non è stato difficile seguirle perché ci ha dato anche gli strumenti per ragionare su di esse, per capire perché fosse importante seguirle. Ci ha aiutato a comprendere come il nostro comportamento e le nostre decisioni toccano gli altri, toccano tutto il gruppo. Quindi, non ci alzavamo alle 7:30 senza capire perché, semplicemente perché qualcuno ci aveva detto di farlo, ma perché era la cosa giusta nel quel momento. Anche il fatto che dovevamo cucinare e pulire da soli per tutto il gruppo, in turni, ha contribuito alla creazione di questo senso di responsabilità e solidarietà.

Ogni mattina ed ogni sera abbiamo praticato yoga, abbiamo imparato qualche nuova posizione, ma ancora più importante, abbiamo imparato qualcosa di noi stessi. Parlavamo molto, e questo mi è piaciuto tanto. Perché, come ci ha spiegato Salvatore, fare yoga non vuol dire solo fare le asane. Yoga è un modo di vivere, significa coscienza assoluta, consapevolezza d’ogni istante, del presente, dei propri pensieri, parole ed azioni, ma pure dei bisogni e del benessere degli altri. E una società piena di persone così consapevoli e riguardose può essere solo perfetta. O, se non altro, sarebbe sulla strada per diventarlo.

Abbiamo fatto anche diversi esercizi di respirazione e un po’ di meditazione, tutto questo con un unico obiettivo: conoscere se stessi, accettare se stessi ed esprimere tutto quello che siamo.

Inoltre, il bellissimo laboratorio di yoga e arte che abbiamo avuto con un altra giovane maestra di yoga, Laura, ci ha aiutato ad esprimerci meglio, a scoprire le cose dentro di noi, a mostrarle a noi stessi e agli altri. Perché tutto quello che abbiamo disegnato dopo aver praticato un po’ di yoga sembrava essere uscito proprio dal dentro di noi, da quella parte inconsapevole ed sconosciuta. Per me è stato molto emozionante, perché ho scoperto qualcosa nuovo su di me e ho avuto l’opportunità di conoscere meglio gli altri, di vedere una parte molto profonda ed intima delle loro anime, e mi ha commosso davvero.

Anch’io ho avuto l’opportunità di parlare di quello che mi interessa tanto e che ho trovato messo in pratica durante questo campo, ovvero il legame tra l’utopia e sviluppo personale, specialmente seguendo le filosofie e religioni orientali e le pratiche ad esse connesse. Ho quindi presentato brevemente la mia ricerca su questo legame, usando gli esempi dell’utopia letteraria nella letteratura anglosassone. Sono molto grata allo SCI per questa opportunità e la bellissima esperienza di aver potuto condividerla con gli altri.

Ogni giorno avevamo anche del tempo libero per vedere la città e l’abbiamo usato per visitare i posti turistici e passare del tempo insieme, conoscendoci meglio.

Ma questo campo non è stato solo visite, yoga, meditazione e contemplazione filosofica. Facevamo anche un po’ di lavoro fisico che ha perfettamente completato il lato spirituale di questa esperienza. Abbiamo cominciato a costruire il sentiero davanti al Casale. Non ci siamo riusciti a finirlo a causa del brutto tempo ad inizio settimana e mancanza di tempo alla fine, ma la cosa più importante è che abbiamo fatto qualcosa. Abbiamo contribuito a questo posto incredibile, (ri)costruito dallo sforzo comune di tante persone. Per me è stata una cosa importantissima (forse non tanto per quelli che dovevano finire il sentiero, scusate!).

L’ultimo giorno del campo, che per noi volontari era libero, mi ha lasciato una grandissima impressione: presso il Casale c’era quel giorno il mercatino e il pranzo comune. Noi non eravamo tenuti a fare nulla, ma potevamo dare una mano se volevamo, e infatti in molti abbiamo scelto di farlo. Io amo Roma, tanto. Mi sono innamorata di questa città. Cerco visitarla e girarla ad ogni occasione. Avevo un pomeriggio libero, potevo fare che volevo. Eppure, l’unica cosa che mi veniva da fare era stare nella cucina (e neanche mi piace cucinare) ed aiutare come potevo e sapevo. Semplicemente sentivo un grande desiderio d’aiutare, di far parte di quella comunità, e ancora lo sento. Mi sentivo viva, sentivo di aver un motivo, un obiettivo, di fare la cosa giusta, la cosa che finalmente ha un senso tra tutta l’assurdità dell’esistenza umana.

Semplicemente, mi sentivo ispirata dal quel posto che porta un messaggio forte di solidarietà, tolleranza, amore, servizio comune ed attivismo sociale; un posto che comunica questo messaggio non solo a parole, ma attraverso le azioni, dando un esempio vivo e una motivazione agli altri di fare la stessa cosa. E questo messaggio ancora risuona dentro di me e attraverso me, portandomi a fare tutto ciò che posso per aiutare e contribuire anche nel mio paese.

Perché utopia non è un posto immaginario, né un posto fisico. È un processo che avviene dentro ognuno di noi. Il nostro comportamento, le nostre decisioni, non sono solo nostri. Rappresentano un esempio per tutta la società. Per questo è importante curare se stessi, essere la migliore versione di se stessi e così aiutare il mondo a diventare un posto migliore. In questo campo abbiamo imparato dell’importanza del proprio benessere e il suo legame con il benessere sociale.

Forse i risultati e gli effetti materiali di questo campo non sono tanti (un paio del pallet fissati a terra come inizio di un sentiero); ma quello che abbiamo imparato e portato dentro sicuramente avrà effetti molto più visibili e durevoli. Al primo posto, rimane sicuramente bella amicizia nata tra alcuni di noi. E anche il fatto che tutti abbiamo cominciato o continuato a praticare un po’ di quello che abbiamo imparato, a vivere il messaggio di solidarietà, tolleranza, amore, consapevolezza, servizio comune, per vivere una vita significativa.

Perché utopia non si può imporre da fuori, deve venire dal dentro ognuno di noi. Si crea come un “torrent” si scarica da Internet: un po’ qua, un po’ la; e tutti noi siamo i suoi ambasciatori.

Little Big Stories in Rome II: La Città dell’Utopia 2.0 [Parte II]

Little Big Stories in Rome II: La Città dell’Utopia 2.0 [Parte II]

L’articolo è stato scritto da Way Farer, volontario argentino che ha soggiornato presso La Città dell’Utopia nel mese di aprile 2017, prendendo parte, tra le altre cose, all’organizzazione del Festival Internazionale della Zuppa. Le foto sono state scattate da Way Farer (qui la fonte originale dell’articolo).

Among the long-term volunteers this year, I also met Yana, from Ukraine. She has been in Casale for some months now and I had the opportunity to join a work camp (The Soup Festival) she coordinated. With a cheerful spirit, Yana consummates her desire to give by being a transparent water stream, with her deep will to learn about everything, embracing each one of the volunteers she was leading, reflecting all their gazes in her own eyes, delving into their stories and rescuing from each one of them not only the skills that better suited the context but also, and mainly, those that put them in contact with the best version of themselves (understanding by “best version” that instance of oneself that feels complete and realized). The authenticity and lightness of her movements is evidence of rivers that flow within herself, defining her silhouette with a precision worthy of those who know what they want and what they can do.

Damir, from Serbia, a philanthropic clown who knows how to transmute dense energies into air, with an acute perception of the world, attentive to details that most of us overlook. During the time I was living with this family in Casale (almost a month), there was no single day I wouldn’t be delighted by his timely smile and perspicacious insights. And, of course, the small glass with rakia, which he shared with us after the meals, had its best effects on the group: it not only shook away our siesta ambitions but it also pushed us to keep on working, inspired now also by that exquisite plumb elixir, made by the hidden dimensions of his family’s hands. From him I learnt, most of all, how necessary it is to laugh if one wishes to change the world. Now I am writing it down, I wonder, how ever would it be possible, truly, without the power of laughter? Why not using, in that extremely hard work, which will surely last all of our lives, the most non-lethal weapon that provokes mass rebellions?

Finally, the person who coordinates Casale, who makes sure, day by day, that this magnificent huge living house feeds and breathes the purest air, that its cells keep on restituting themselves efficiently. Who guarantees that its heartbeat is the healthiest possible: Silvio, an endearing long-haired Roman who smokes rolling tobacco called Pueblo, carries a kitchen lighter as a cigarette lighter and does not hesitate to use it anywhere, with the same spontaneity and grace as that of a child. A born activist, during his early youth he did several jobs until he got to Via Valeriano 3, where his name is on everyone’s lips for the simple reason that they trust him and believe in him. From skillfully and exquisitely cooking for events that take place in La Città, to interviewing the possible work camp coordinators, setting up sound equipment for festivals and exhibiting handyman and gardener expertise, or welcoming wandering friends (like me) as if they were brothers, Silvio is Casale; Casale is Silvio.

One evening, with a spritz drink in his hand, at the Chiringuito opposite the Basilica of San Pablo, while we shot the breeze a little, and also rambled on the labyrinthine doings of human emotions, the nonsense of foreign politics and the so-long-desired revolutions, he honestly and acutely stated: “Give me total freedom, or do not give me anything at all. Teach me to be a ‘leader’ of my own self so that, when the time comes, no one needs to lead anyone. That, for me, would be a perfect society. That means, as I understand it, to be a revolutionary.” The spirit of La Città dell’Utopia, a huge flow of amassed energy, in service of a better world.

All this, more or less, was what La Città dell’Utopia imprinted on my body this time.

And this is and will be for me not only this huge house in San Paolo neighborhood in Rome, but also any other place that believes in the progress of humankind, whose inhabitants are people “who do not have” any reason to help but, in spite of that, they help, giving that which the other really needs and not what any materialistic or idealistic philosophy or theory states they need.

A reason to speak your language when you are the only one in the group who does not speak their own and who, in spite of that, immediately recognize your presence and communicate in the language you speak.

Those people who include others in their world, and give them a room of their own, and gently let themselves be included in your world, appreciating you.

Who make room so that you can sit next to them even though the sofa is so small that it would not even be possible to swing a cat.

Failing to attest to beauty when one finds it and experiences it is maybe one of the worst things that delay our evolution, I think. Not so much to satisfy a moral or ethical imperative, but to speak up for those who disbelieve in apocalyptic predictions, those who still have not been convinced by the overwhelming machinery of mass media and existential pessimism that hold that the world will soon be over and that there is no new and close horizon at sight.

Yes, it is true we may be at war, my friends. Yes, it is true that insane people have come to power in more than one country. Yes, it is true that people are starving right now when I am writing, and you reading, this. No one could deny it.

But it is exactly for all those reasons that it is high time to focus the best of each one of us on what IS working, on what IS generating life, on those who day after day share their wellbeing and good will in this precise moment in which the change we have so long desired is in our hands.

There is another world emerging from underneath this one which is crumbling down. The new world is growing silently, without impositions, just because that will be its cornerstone. And, as I always say, we do not need to travel to begin to find its traces, or smell its fresh and sweet fragrance.

Maybe right now, right where we are, if we look again where we thought there was nothing worth noting, we may find a kindling spark.

Little Big Stories in Rome II: La Città dell’Utopia 2.0 [Parte I]

Little Big Stories in Rome II: La Città dell’Utopia 2.0 [Parte I]

L’articolo è stato scritto da Way Farer, volontario argentino che ha soggiornato presso La Città dell’Utopia nel mese di aprile 2017, prendendo parte, tra le altre cose, all’organizzazione del Festival Internazionale della Zuppa. Le foto sono state scattate da Way Farer (qui la fonte originale dell’articolo).

«La razza umana si trova

nella sua migliore condizione

quando possiede il più alto grado di libertà.»

Dante Alighieri

«La liberté est toujours auto-affirmation,
jamais réponse à l’ennemi.»

Miguel Benasayag

La Città dell’Utopia is a project of the SCI (Service Civil International) that takes place in Casale Garibaldi, in Rome’s San Paolo neighborhood. It constitutes a social and cultural laboratory dealing with key matters related to a new model of local and global development which is balanced, sustainable and fair. It is based on the concept of «social capital», according to which a region’s resources are not measured by economic indicators but by its capacity to generate social cohesion, inclusion and solidarity.

In this huge house in which, rumor has it, Giuseppe Garibaldi sojourned some time back in the XIXth century, volunteers from all over the world meet to experience cultural and generational exchanges in different activities. It is an open space for anyone who wants to participate, and it also works as headquarters for a number of organizations committed to working on issues such as immigration, childhood, sustainable lifestyles, gender equality and the promotion of culture.

I visited it for the first time in 2013. I remember that the decision to do a work camp there (the No Border Fest) was more inspired by a causality than it was motivated by a clear philanthropic intention: it was my first journey with open wings, I was beginning to test the heights and depths of what I was able to do, and I had correctly assumed that living for fifteen days in the company of “total strangers”, working with a common objective, would somehow give me the nudge I needed to finally let go of the past and gain new heights in my flight towards a different horizon. The experience turned out to be great. Not only because of the work camp itself but mainly thanks to the people I met and their life stories.

This year, the day that Spring began in the Northern hemisphere, I was arriving back again in Rome, for the third time. From Fiumicino to Termini, I gave in to the exhaustion of a whole day of intercontinental travelling and snoozed on the bus, to wake up in the city center itself, on a Wednesday at noon. I let myself go, backpacks and all, with the unstoppable flow of human energy descending into the dense atmosphere of subways: I did not need to check with any map because I knew that I had to take Line B, heading to Laurentina. As the recorded voice of the wagon announced the next stops, I felt that an invisible and indefinite part of my body began to expand. Cavour (the traditional via that ascends from the Italian capital’s heart up to the Piazza del Cinquecento); Colosseo (and I did not think about gladiators nor emperors, but just about the last time I had seen that monumental building, in 2013, when, together with my work camp mates, we had witnessed the LGTB Collective parade and we had wondered at such a perfect contrast of ancient history and vibrant new world); Circo Massimo (and, as a charioteer, I felt that two huge white horses pushed that invisible and indefinite part of me into even higher places); Piramide (where, as the myth goes, Romulus buried Remus); Garbatella (the mythical area built as a garden city around the Via delle Sette Chiese, which can easily be mistaken for a neighborhood in Buenos Aires)…

Thus, with the euphoric vibration that dominated my now completely lucid movements, the subway got to Basilica San Paolo, where an impressive church stands which, so they say, hosts the sepulcher of Paul of Tarsus (he who received god through lightning). I began to walk the three or four blocks that separate the subway station from Casale and, to my great joy, from a corner, the voice of a woman shouted my name in Italian. That first meeting after four years was like in a movie: the beautiful Giulia, an activist in La Città, was welcoming me literally open arms (it was at the corners of Pietro Giordani and via Gabriello Chiabrera). Besides being an activist, Giulia’s life story is worth including in a film (read her story and listen to her in this link).

Thus I finally got to Casale, which is also the home of long-term volunteers who give life, during the months they stay there, to many projects within La Città, adding up more than one heartbeat to the big heart of this space.

Via Valeriano 3, where little things happen, those things that utopians call insufficient and we, realists, believe essential. Where one understands from praxis that any theory is merely a hypothesis and that any legitimate change generates from whatever an individual body expresses they need, and not from supposedly scholarly discourses that proudly state what they know to be the basic needs of every man.  The Città dell’Utopia, where you can find people who understand that it is not time to wait until any condition is given, but that it is urgent and possible to create the minimum conditions required by the here and now. People who grow up at a personal level while they sow seeds of new ways and methodologies on the fertile soil they are standing on, which they till and water every single day, without falling into despair, much as though it would sometimes seem like the only thing to do.

Louison, from Tahiti, an activist as peaceful as, I guess, the Southern seas that saw her birth, who is fire burning more and more each time and that feeds mainly from Art. In her, universes of words are hidden, stages, clothes and emotions that are making one of the most prolific and colorful stagings of which she is the director and in which she exposes, courageously, her artistic body, telling stories that free all women around the world, empowering them and giving them back the innate right they seemed to have lost, placing them under the spotlight, turning them into examples of persistence and lively and creative nature. The igneous voices of Louison’s characters also redeem those who are left behind, those who suffer from the slavery imposed by the fervent advocates of what I understand to be humanity’s original sin: the belief that there is only one way. Also, Louison cooks the most delicious brownies I have ever tasted and she likes finding a place to sit in nature, under the sun, in cool days. It was she who taught me that it is not necessary to wield any sword to convince anyone of anything. That, as Whitman used to say, not more nor less than a presence of integrity can break loose in others the chains that do not allow them to walk (the truth of which has to be experienced in one’s own skin, needless to read or be told about it!).

Alessandra, from Italy, the perfect balance of beauty, intelligence, sensitivity, passion, authenticity, freshness and strength. The first day I saw her, she was weaving a papier mâché magic wand that a certain “signora pazza” had given her somewhere. She probably did not know it but, in her hand, that object, exotic to most people in the world, drawing indefinite doodles in the air of spring, spoke about her way of creating: the efficiency of simplicity, the unity of word, action and emotion, the trust in the truth that wherever we may be, we will always be surrounded only by those people with whom we will have the opportunity to create. In her, the loving energies of the Earth coalesce and create around her that which makes her what she is: a ragazza carina, able to embrace her pet dog, Tsipouro, with the same enthusiasm that she embraces her friends or a total stranger like I was the moment I arrived at Casale. Whatever omniscient and plainly happy authority in the world has said that to change the world magic is not needed?

 

Il “No Border Fest” a La Città dell’Utopia: il racconto di un volontario

Il “No Border Fest” a La Città dell’Utopia: il racconto di un volontario

L’articolo è stato scritto da Way Farer, volontario argentino che ha partecipato al campo No Border a La Città dell’Utopia nell’estate 2013. Anche le foto sono state scattate da Way Farer (qui la fonte originale dell’articolo).

A 10-day volunteer job. 11 people, a huge house in a neighborhood in Rome. Many experiences together. Many life stories interwoven.

So we met to organize “No Border Fest”, an event to raise awareness of non-discrimination of immigrants who, already by that time (2013), were becoming an “issue” in Europe.

During the festival, I met William, who was born in Togo, Africa. A country that has long fought for independence. First, escape France’s ambitions. And then, until today, a combination of military coups and the establishing of single political parties prevent democracy to root itself. I met William in this festival.

I listened to him for about two hours. Together we remembered Thomas Sankara and Burkina Faso. I asked him all I could, trying to articulate clearly every word in my poor Italian, and sharpening my ears to understand him fully. He listened to me patiently and told me that, for example, due to the political situation in his country, he cannot go back and, obviously, he cannot see his family. He also told me that Italy had not turned out to be what he had expected, in almost any way. In South America these topics are not new, of course. The context and the people involved may change. The dates and the political spectrums. But we do know what it takes to achieve a true democratic independence. And we also know what it means to think different and be able to say it. Sometime during the conversation, William takes his bag, he takes out a small pocket with the name “Fuji” printed on one side and he pulls out something from it. I tried to guess what would come out of it. Actually, I think I knew. And until that moment, I thought I knew many things. When William finished explaining with an infinite love where his wife, his son and the rest of his family were on the few photos he was showing to me, I felt a surge of anger and pain inside: I knew very few things, I realized that almost without realizing it. William knew what exile was, and what a total uncertainty about present and future was. Being stripped of everything. Because he thought different. Beginning from scratch again. I left the meeting almost running. I went up to my room and, while I questioned myself about concepts such as freedom, human being, politics, revolution, love, non-violence, nationalism, I closed my eyes and I saw William’s family in my mind. And I took a deep breath.

Call aperta: Coordinamento progetto “La Città dell’Utopia” a Roma

Call aperta: Coordinamento progetto “La Città dell’Utopia” a Roma

Il Servizio Civile Internazionale ricerca un/una collaboratore/ice per l’incarico di Coordinamento del progetto “La Città dell’Utopia” a Roma.

Job Description:

Il/la candidato/a coordinerà le attività legate al progetto locale del Servizio Civile Internazionale “La Città dell’Utopia”, ospitato presso il Casale Garibaldi di via Valeriano 3F a Roma. Nello specifico:

  • Gestirà le relazioni con le varie realtà organizzate e informali legate al progetto “La Città dell’Utopia”, nonché con quelle territoriali (associazioni, spazi sociali, istituzioni locali);
  • Faciliterà e valorizzerà le attività promosse dal Servizio Civile Internazionale presso La Città dell’Utopia, curando le relazioni con la Segreteria Nazionale SCI e l’associazione tutta;
  • Faciliterà e valorizzerà le attività promosse dalle attiviste e attivisti de La Città dell’Utopia;
  • Pianificherà e organizzerà il lavoro delle/dei volontari locali e internazionali coinvolti nel progetto “La Città dell’Utopia” attraverso il Servizio Volontario Europeo, i campi di volontariato internazionale e altre attività legate al Servizio Civile Internazionale;
  • Coordinerà la promozione e la comunicazione del progetto e delle sue attività a livello locale e internazionale;
  • Ricercherà fondi per l’implementazione delle attività e i lavori di manutenzione della struttura, in collaborazione con la Segreteria Nazionale SCI;
  • Supporterà le attività ordinarie del Servizio Civile Internazionale e quelle legate a iniziative e progetti specifici di rilevanza internazionale, con tutte/i gli altri collaboratori della Segreteria Nazionale SCI.

Requisiti obbligatori:

Il/la candidato/a – oltre alla capacità di svolgere in autonomia tutte le mansioni elencate – dovrà possedere i seguenti requisiti:

  • Conoscenza del Servizio Civile Internazionale;
  • Capacità di coordinamento, progettazione e logistica;
  • Conoscenza della lingua inglese scritta e parlata (livello min. C1);
  • Buona conoscenza dei sistemi operativi Windows/Linux;
  • Conoscenza di editing grafico e video;
  • Esperienza nell’organizzazione di attività di tipo socio-culturale;
  • Capacità di lavorare in gruppo, sia all’interno di dinamiche associative che di cittadinanza attiva;
  • Capacità di valorizzare l’operato dei singoli e della collettività;
  • Capacità nella gestione delle risorse umane;
  • Conoscenze di base della gestione amministrativa dei progetti (contabilità, rendicontazione ecc…);
  • Disponibilità a lavorare in orari flessibili e nel weekend;
  • Disponibilità a partecipare all’Assemblea Nazionale SCI (03-05.11.2017)

Requisiti preferenziali:

  • Abilità manuali;
  • Conoscenza delle realtà associative e di attivismo della città di Roma e italiane;
  • Esperienza nel settore del volontariato internazionale;
  • Conoscenza di altre lingue;
  • Conoscenze base della stesura di proposte progettuali e dei programmi di finaziamento europei.

Tipologia di contratto:

Co.co.co (D.Lgs. 81/2015)

Compenso:

900 euro lordi mensili

Inizio attività:

01.12.2017 con precedente periodo di affiancamento da concordare (1 mese ca.)

Durata incarico:

12 mesi (rinnovabili)

Sede di lavoro:

La Città dell’Utopia, via Valeriano 3F, Roma

Candidatura:

I/le candidati dovranno inviare la propria candidatura via e-mail con oggetto “La Città dell’Utopia_Servizio Civile Internazionale” allegando:

  • CV
  • Lettera di motivazione

Il mancato rispetto dei criteri di cui sopra comporta automaticamente l’esclusione dalle selezioni.

Le candidature dovranno pervenire all’indirizzo coordinamento@sci-italia.it entro il 24.09.2017.

I colloqui si terranno nel mese di ottobre 2017.