Conservazione del Killarney National Park: un campo in Irlanda

Conservazione del Killarney National Park: un campo in Irlanda

Dal 2 al 16 luglio 2017 un campo in Irlanda presso il Killarney National Park, situato nei pressi della cittadina Killarney, nel sudovest del paese.

Il Killarney National Park ha un’estensione di 10.000 ettari e comprende montagne, laghi e zone boschive. Sono moltissimi gli esemplari di flora e fauna, specie diverse di piante, alberi e animali che coesistono in tutta la zona. Nel IXX secolo, però, l’introduzione del rododendro ha avuto un impatto negativo sull’ecosistema, in quanto pianta particolarmente invasiva e infestante che ha colonizzato aree estese dell’intero parco. Ad oggi, il rododendro sta minacciando la biodiversità del parco e molte specie originarie di alberi, arbusti e muschi sono fortemente a rischio.

I/le volontari/e partecipanti saranno impegnati/e a controllare e monitorare il rododendro nelle aree remote del parco, ad esempio trattandone il tronco con strumenti predisposti, rimuovendo i piccoli esemplari e scegliendo sementi nuovi con cui sostituirli. Le tecniche di trattamento delle piante saranno approfondite nella parte studio ed utilizzate concretamente dai/dalle volontari/e partecipanti.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Vi racconto il mio campo di volontariato nel Parco Nazionale di Killarney, Irlanda

Vi racconto il mio campo di volontariato nel Parco Nazionale di Killarney, Irlanda

L’articolo è stato scritto da Clara Brusamolino, che nell’estate 2016 ha partecipato a un campo di volontariato nel Parco Nazionale di Killarney, in Irlanda.

L’estate scorsa ho partecipato ad un campo di volontariato nel Parco Nazionale di Killarney, in Irlanda. Lo scopo era aiutare a liberare il territorio del parco da una specie infestante di rododendro, il Rhododendron ponticum. Questa pianta, modificata e introdotta in natura dall’uomo nel secolo scorso, ha causato la morte del sottobosco e degli alberi di vaste aree del parco, non permettendo ad altre piante di crescere nelle zone da essa occupate; per questo, da molti anni, i rangers del parco si occupano della sua disinfestazione e organizzano periodi di lavoro per gruppi di volontari.

In Irlanda, il mio gruppo era composto da quattordici volontari provenienti da ogni parte del mondo, dalla Spagna al Vietnam, da Taiwan alla Russia. Vivevamo tutti insieme in una grande casa in mezzo al bosco, a qualche minuto dalla strada principale del Parco Nazionale. Dormivamo in due grandi camere con i letti a castello e, oltre alla cucina e a quattro bagni, avevamo a disposizione una sala da pranzo con un grande tavolo ed una stanza che faceva da soggiorno. Non avevamo connessione a Internet e nemmeno i cellulari funzionavano alla perfezione, ma ciò era positivo, in realtà, poiché ci lasciava più tempo per parlare faccia a faccia e conoscerci meglio. (Per ogni evenienza, comunque, una connessione Wi-Fi era disponibile in un bar a una decina di minuti di cammino).

La giornata di lavoro iniziava verso le 10, quando i rangers del parco venivano a prenderci per portarci in taxi nel luogo in cui avremmo lavorato quel giorno; da lì era necessario camminare per qualche minuto prima di raggiungere la nostra destinazione effettiva, che era spesso abbastanza lontana dalla strada. Una volta arrivati, iniziava il lavoro vero e proprio, che consisteva nel tagliare le piante di rododendro e trattarne le radici con del diserbante, per evitare che ricrescessero. Il principio era quindi semplice, ma la pratica era abbastanza impegnativa, poiché per arrivare a tagliare le piante bisognava arrampicarsi qua e là sui pendii, strisciare nel bosco, oppure farsi strada tra gli alberi caduti a suon di cesoie. Per questo ci erano stati dati stivali, guanti e retine per la testa, per ripararci dagli insetti, ed era vivamente consigliato usare pantaloni e giacche impermeabili. Nonostante la fatica, comunque, ci si divertiva molto, e la cosa più piacevole era probabilmente mangiare tutti insieme intorno al fuoco all’ora di pranzo.

Verso le 4 del pomeriggio facevamo ritorno alla nostra casa, dove iniziava la lotta per poter fare la doccia per primi (purtroppo di docce ce n’erano solo due); poi facevamo merenda, preparata dai due volontari che quel giorno erano stati a casa dal lavoro per pulire e cucinare. Il resto del pomeriggio lo passavamo cucinando, chiacchierando e riposandoci, oppure accompagnando uno dei due coordinatori a fare la spesa. La sera, dopo aver cenato (e dopo il lungo lavaggio dei piatti), guardavamo film o facevamo attività insieme, come quiz inventati al momento, giochi di carte o da tavolo, oppure semplicemente chiacchieravamo del più e del meno. Una delle attività più interessanti è stata prendere un planisfero e, a turno, parlare del proprio paese di origine, evidenziandone gli aspetti positivi e negativi e rispondendo a domande e curiosità degli altri volontari. Talvolta, invece, ci recavamo in città, a Killarney, per fare un giro nei negozi o ascoltare un po’ di musica nei pub. Abbiamo persino provato a ballare una danza tipica irlandese!

Nel finesettimana abbiamo partecipato ad un giro turistico in barca sui tre laghi che si trovano nel parco. La durata era di circa un’ora e permetteva di vedere bellissimi scorci della foresta circostante. Un po’ meno piacevole era la pioggia scrosciante che si è abbattuta su di noi per tutta la durata della gita e che, sommata agli spruzzi sollevati dalla nostra barchetta, ha fatto sì che ci bagnassimo completamente nel giro di pochi minuti; è stata forse questa, però, la parte più divertente, e dopo una passeggiata di circa tre ore per tornare a casa, avevamo comunque abbastanza energia per cucinare una torta in occasione del compleanno di uno dei volontari. Oltre alle gite in barca, nella zona di Killarney ci sono molte altre attrazioni turistiche ed è possibile partecipare a tour guidati, ad esempio nel Ring of Kerry. Ovviamente a patto di controllare le previsioni del tempo.

Fare volontariato in Irlanda è stata un’esperienza molto interessante e sorprendente. È stato bellissimo lavorare immersi nella natura, sapendo di fare qualcosa di utile alla sopravvivenza di un luogo meraviglioso come questo parco. Mi ha anche permesso di incontrare molti nuovi amici, di confrontarmi con culture molto diverse dalla mia e, perciò, di crescere come persona. Conoscere persone provenienti dai luoghi più disparati del mondo allarga i tuoi orizzonti e ti fa capire che, in realtà, le cose che ci accomunano sono molto più grandi e numerose delle nostre differenze, e che queste differenze non sono altro che una ricchezza incredibile e un’occasione per imparare e migliorarci.

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