Tutelare gli animali in una fattoria ecologica: un campo in Slovenia

Tutelare gli animali in una fattoria ecologica: un campo in Slovenia

Il campo

Dal 2 al 23 giugno 2018 un campo in Slovenia dedicato agli animali, presso la fattoria V pravljici, situata poco distante da Lubiana. In questo luogo infatti, oltre che praticare tecniche di agricoltura rispettose dell’ambiente, c’è un rifugio per tutti quegli animali che hanno bisogno di cure e attenzioni.

Partecipare a questo campo è un’esperienza unica di vita in un contesto naturale insieme a quasi ogni genere di animale da fattoria.

Tra le attività del campo, verranno costruiti rifugi e serre con materiali di riciclo; inoltre, si parteciperà alla cura dell’orto.

Le attività

I/le volontari/e del campo saranno impegnati/e in attività manuali, come ad esempio la costruzione e la manutenzione degli ambienti dedicati agli animali o le attività di semina, raccolta e giardinaggio. Ci si impegnerà inoltre nelle attività di cura degli animali stessi (nutrizione, pulizia) e quotidianamente, a turno, si prepareranno i pasti e si gestiranno le pulizie.

Come parte studio, secondo le esigenze dei e delle partecipanti, verranno approfondite nozioni di teoria e pratica riguardo al lavoro e alla comunicazione con gli animali; inoltre, si studieranno nozioni di permacultura, ecologismo e vita sostenibile. Per chi lo volesse, sono disponibili anche approfondimenti sulla cucina vegana!

I/le volontari/e lavoreranno 7-8 ore al giorno, e avranno liberi due giorni a settimana.

Alloggio

I/le volontari/e dormiranno nel grande fienile della fattoria. Se lo desiderano, potranno portare la propria tenda. È necessario che ognuno/a porti il proprio sacco a pelo.

Requisiti

Avere una mentalità aperta, essere pronti a sporcarsi e a provare nuove esperienze. Fondamentale avere una buona capacità di lavorare in gruppo. È consigliabile avere qualche competenza o esperienza pregressa in lavori manuali, giardinaggio e cura degli animali.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale lo sloveno.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

 

Un campo in Val Codera per promuovere l’ambientalismo

Un campo in Val Codera per promuovere l’ambientalismo

Dal 27 luglio al 5 agosto 2018 un campo per l’ambientalismo nella Val Codera, immersa tra le Alpi Retiche e scolpita nel granito: un presidio naturale, selvaggio e incontaminato nonostante i danni dovuti al cambiamento climatico e allo sviluppo industriale della città di Novate Mezzola, che ha causato l’erosione del suolo e delle rocce ai piedi della vallata.

L’associazione “Amici della Val Codera”, la cui sede è raggiungibile solo a piedi in due ore da Novate Mezzola, è impegnata da 35 anni a promuovere un approccio alla valle ecologista e sostenibile, all’insegna dell’ambientalismo; attraverso il recupero e la pratica di antichi metodi agricoli, essa protegge e migliora l’ambiente e il patrimonio culturale della valle, rispettando gli abitanti e promuovendo un turismo eco-sostenibile rispettoso della montagna e delle sue bellezze.

I/le volontari/e del campo si impegneranno a ripulire e sistemare i campi abbandonati, incrementando la coltura di patate, fagioli e cavoli, costruendo sistemi di irrigazione, eliminando le piante infestanti, raccogliendo la legna e molto altro, sotto la guida dell’associazione.

La parte studio sarà centrata sulla storia delle popolazioni che abitavano la catena alpina e sulle ragioni che hanno portato allo spopolamento, causando la perdita dell’identità culturale, tradizionale e storica della vallata. Ai/alle volontari/e è richiesto di portare degli esempi di sviluppo sostenibile dei loro paesi, sia in contesto urbano che naturale, per scambiarsi esperienze e soluzioni legate al cambiamento climatico e alle “resistenze ambientali” che mirano a far accrescere la consapevolezza tra le persone.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale l’italiano.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Rivitalizzare un terreno desertico: un campo ad Hong Kong

Rivitalizzare un terreno desertico: un campo ad Hong Kong

Dal 14 al 22 maggio 2018 un campo ad Hong Kong nella regione di Ningxia, per sperimentare pratiche di rivitalizzazione di un territorio prossimo alla desertificazione.

La regione di Ningxia è tendenzialmente secca e semi-desertica, con elementi molto diversi tra loro: dalle colline boschive si passa alle lunghe pianure desertiche, piane e bacini tagliati in due dal Fiume Giallo dove la natura è sempre più rada. Il processo di desertificazione, di pari passo con l’innalzamento della temperatura globale, incalza, ponendo la seria questione di dover trovare un’alternativa.

I/le volontari/e del campo, insieme a volontari/e locali, studenti e ricercatori dell’università, sperimenteranno nuove pratiche e possibili soluzioni per contrastare la desertificazione. Di pari passo con l’attività nel deserto, i/le volontari/e organizzeranno in città iniziative aperte alla popolazione, per discutere insieme del problema e promuovere modelli di vita sostenibili.

Come parte studio, verrà approfondita la storia e la cultura di Ningxia e delle minoranze etniche presenti sul territorio; inoltre, verranno approfondite la questione ambientale e le ragioni del processo di desertificazione in corso.

La lingua del campo è inglese, quella locale il cinese.

Leggi la scheda completa del campo.

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Minicampo a Granara (PR), venerdì 16 – domenica 18 marzo 2018

Minicampo a Granara (PR), venerdì 16 – domenica 18 marzo 2018

SCI Lombardia e Alekos Lab vi invitano a partecipare a un minicampo di volontariato a Granara (PR), da venerdì 16 marzo (sera) a domenica 18 marzo 2018.

Il contesto:

Granara è un ecovillaggio, un cantiere aperto, un insieme di case e persone abbarbicate nella Val di Taro, sull’Appennino Parmense, un intreccio di attività e associazioni operose. Ha una struttura organizzativa a rete, proprio come un ecosistema, di cui fanno parte diversi gruppi: Alekoslab, Centopassi, GATT, Teatro e Granara.

Negli anni sono state organizzate tantissime attività: dal Festival dedicato al Teatro e all’Ecologia ai campi di volontariato, dai seminari di studio sulle energie rinnovabili ai campi di immersione naturale per bambini e adolescenti.

Per maggiori informazioni: www.granara.org e www.alekoslab.org

Attività previste:

Le attività di lavoro saranno principalmente dedicate alla manutenzione della laguna e dell’area lacustre, oltre che alla preparazione dei pasti.

Parte studio:

Durante la visita a Granara verranno illustrate alcune questioni teoriche e pratiche relative all’ecologia e ai modi in cui sono state affrontate al villaggio.

Durante i momenti di lavoro verranno illustrate le soluzioni realizzate a Granara rispetto all’uso dell’acqua (fitodepurazione e raccolta acqua piovana).

Durante l’incontro serale si proporrà un confronto relativo alla produzione dell’energia rinnovabile, aspetto sul quale abbiamo esperienza sia tecnica, sia didattica.

Vitto e alloggio:

I volontari saranno ospitati presso l’ecovillaggio in una struttura pensata appositamente per gli ospiti. Sarà necessario portare un sacco a pelo.

A turno i volontari prepareranno i pasti.

Informazioni pratiche:

Per partecipare al minicampo è richiesta la tessera di iscrizione allo SCI (20 euro) che consente di partecipare alle attività dell’associazione per tutto il 2018 e fornisce inoltre un’assicurazione di base durante il minicampo.

E’ richiesto inoltre un contributo di 20 euro per supportare le attività dell’Ecovillaggio di Granara e la gestione del minicampo.

L’arrivo a Granara è previsto nella serata di venerdì per cena. Le attività termineranno alle 16:30 di domenica.

Le iscrizioni dovranno pervenire scrivendo a: lombardia@sci-italia.it entro il 10 marzo. Inoltre occorre compilare il form di tesseramento ad Alekos Lab a questo link.

Il numero massimo di volontari è di 11 persone.

In base alle adesioni e alle località di partenza ci organizzeremo con macchine e treni (la stazione più vicina all’Ecovillaggio è quella di Berceto sulla linea Parma – La Spezia) in modo da rendere il più agevole e il più sostenibile per tutti e tutte la salita all’Ecovillaggio.

Cliccando qui trovate il PDF con un approfondimento sull’Ecovillaggio di Granara e sulle attività previste durante il minicampo.

Vi aspettiamo!

Can Pipirimosca, un’Isola-che-non-c’è ecosostenibile nella campagna catalana

Can Pipirimosca, un’Isola-che-non-c’è ecosostenibile nella campagna catalana

Pubblichiamo la testimonianza di Carolina Pisapia, una volontaria che ha preso parte a un campo di volontariato internazionale a Valls (Catalunya) presso la fattoria ecologica Can Pipirimosca la scorsa estate.

Can Pipirimosca è una dimensione a sé stante nell’afa della campagna catalana in pieno agosto. Prendendo un calle sterrato che taglia la strada per Valls, scavalcata la corda che delimita la proprietà di Pere, il visitatore viene pervaso da una strana calma: improvvisamente la frenesia di tutti i giorni appare un ricordo lontano, una sciocchezza di cui sorridere distrattamente. Qualche passo più avanti si apre tra la vegetazione mediterranea uno spiazzo in cui sorge un rustico casolare rossiccio. Affianco alla porta d’ingresso campeggia un’insegna che riporta a caratteri vivaci la scritta “Can Pipirimosca”. Di fronte, all’ombra di un enorme ficus, un lungo tavolaccio di legno con una ventina di coperti e due ciotolone d’insalata. Un viavai di gente di tutte le età travolge il visitatore, confuso dalla quantità di lingue che gli risuonano intorno, dal calore del sole di mezzogiorno e dal ronzio degli insetti, dal fruscio degli alberi e dai profumi delle erbe aromatiche che crescono nei vasi attorno alla cucina all’aperto. Un applauso accompagnato da esclamazioni di approvazione si sovrappone al chiacchiericcio plurinazionale e alle risate che esplodono di frequente sotto al ficus: due ragazze con abiti lunghi e variopinti si dirigono verso il tavolo trasportando un enorme pentolone fumante, seguite da un grosso uomo sulla sessantina con due baffi bianchi e la barba intrecciata che, insieme ad un tredicenne dai capelli lunghi e arruffati, si fa largo tra i curiosi con una padella stracolma di zucchine fritte in pastella.

Vivere in perfetta armonia con l’ecosistema per quindici giorni non è facile. Le docce sono all’aria aperta e il fascino di lavarsi sotto alle stelle deve fare i conti con l’aria frizzantina e pungente che prende il posto dei trentacinque gradi giornalieri al calar del sole; la toilette è organica ma, come ci spiega Pere il primo giorno, è preferibile usare direttamente i campi; la cucina è vegana e locale, ciò che non è autoprodotto viene barattato con i vicini in cambio di pane, frutta o sapone fatto in casa e una volta a settimana arriva il furgone con le casse scartate dall’ortomercato: qui ogni risorsa viene sfruttata fino in fondo. “Niente caffè a colazione, non è un prodotto locale” avvisa Pere, scatenando un’ondata di panico nei volontari, “ma oggi pomeriggio cucineremo torte in abbondanza”. I volontari tirano un sospiro di sollievo e, dopo un paio di giorni, le tisane preparate con l’acqua scaldata dai pannelli solari e le erbe fresche del giardino aromatico – menta, lime, geranio – sembrano essere un ottimo sostituto alla caffeina. La cucina è affidata ai volontari, a turno, ed è un momento di chiacchiere più o meno impegnate, risate e confidenze. I piatti forti sono il riso con le verdure e la torta con le more colte sulla strada per Valls.

Gran parte del lavoro è a Can Pipirimosca: c’è da preparare le aiuole per il giardino invernale secondo i principi della permacultura, estirpare i cespugli di more che crescono sotto al ficus, pulire la piscina piena di fango in cui raccogliere l’acqua piovana per irrigare i campi. Un giorno andiamo da Rose, la vicina di Pere, ad arrampicarci sugli alberi per raccogliere le carrube; un giorno in collina da Inaqui a ricostruire un muretto crollato: creiamo una catena umana lungo la collina e ci passiamo i secchi con le pietre cantando a squarciagola.
Molto lavoro lo svolgiamo anche all’”Hort comunitari dels 4 cantons”, un terreno abbandonato nel centro di Valls che un gruppo di attivisti, di cui fa parte Pere, ha rilevato per creare un giardino comunitario per gli abitanti, sulla scia del movimento Incredible Edible nato a Todmorden nel 2007, con l’obiettivo di promuovere la produzione alimentare locale e biologica. Il progetto è ai primordi e i volontari di Can Pipirimosca nell’arco di due settimane bonificano e rivitalizzano uno spazio dimenticato per renderlo disponibile alla comunità di Valls. Terminati i lavori, viene organizzata una festa per inaugurare l’Orto e, al travaso della prima piantina di rosmarino nelle nuove aiuole, qualcuno finge di essere molto concentrato sulla pizza che sta mangiando per nascondere gli occhi lucidi. Ci sentiamo un po’ protagonisti di Domani, il film on the road in cui Cyril Dion e Mélanie Laurent raccontano gli attivismi ecologici nel mondo.

A Can Pipirimosca va e viene gente da tutto il mondo: qui si incontrano architetti in pausa dalla vita di tutti i giorni, ventenni che hanno smarrito la strada, anziane coppie norvegesi che vivono in una roulotte, insegnanti di yoga che non mancano di offrire lezioni ai volontari alle prime luci del mattino di una domenica di agosto, giovani omeopate, aspiranti erboristi, insegnanti di liceo, volontari del Servizio Civile Internazionale, ecologisti e curiosi di varia provenienza.
A Can Pipirimosca viviamo come corpo collettivo dalla mattina alla sera, le giornate sono piene, procedono con la lentezza della vita nei campi, rilassate e piacevoli, il lavoro stanca ma soddisfa e diverte, i pasti sono colorati e conditi dalle storie incredibili che qui tutti hanno da raccontare e anche la sera ci addormentiamo accompagnati dal respiro delle dieci persone che condividono la stanza con noi e, se all’inizio veniamo svegliati, nel cuore della notte, dal gallo che inizia a cantare troppo presto, bastano pochi giorni per dimenticare che c’è stato un tempo in cui vivevamo in città trafficate e dormivamo con le tapparelle abbassate. Qui l’aria entra ed esce spontanea dalle finestre aperte e alleggerisce i nostri sogni.

A distanza di mesi conservo molto di più del ricordo di un campo di volontariato di due settimane. Il visitatore confuso si chiede che cosa significhi l’espressione “Can Pipirimosca”. “Can Pipirimosca” è un gioco di parole catalano di cui tutti ignorano il senso, ma chi ci si ferma qualche tempo fatica a pensare che questo luogo possa avere un nome differente. Can Pipirimosca è una sequenza di suoni che chiede di essere riempita di contenuti, con le cantate notturne accompagnate dalla chitarra, con i laboratori per imparare a fare il sapone, con le braccia graffiate nello sradicare gli arbusti all’Orto Comunitario, con le chiacchiere lungo la camminata di quaranta minuti che da Can Pipirimosca porta a Valls e gli acini d’uva rubati dai rami che sporgono oltre le mura di cinta delle fattorie, con le spalle doloranti per aver messo troppo impegno nello zappare la terra del giardino invernale, con le scarpe sporche di fango, con i vestiti lavati a mano in giardino, con le pause a metà mattina stesi all’ombra degli alberi a mangiare melone, con i rari caffè presi in paese e i sensi di colpa striscianti, con le gite al mare, al lago, nelle città vicine nel fine settimana, con le serate accompagnate dal vino biologico e i volti illuminati dalla luna quando, la notte di San Lorenzo, saliamo sul tetto per guardare le stelle.

Can Pipirimosca è una dimensione a sé stante, un’Isola-che-non-c’è ecosostenibile nella campagna catalana. Una volta entrato, anche il visitatore più confuso e incerto verrà inevitabilmente corrotto dalla perfetta armonia di sapori del riso con le verdure e, quando proprio sarà costretto ad andarsene, continuerà a cucinare torte vegane agli amici e ad imprecare in spagnolo quando si accorgerà di averle cotte troppo. Pere ci insegnava a preparare le sue torte, ma poi le infornava lui e non ci ha mai detto quanto dovessero cuocere. Qualcuno dice che sorvola sempre di proposito, così che Can Pipirimosca possa mantenere la sua aura di mistero. Qualcuno invece sostiene che nemmeno Pere sappia quanto debbano cuocere quelle torte e che è lo spirito stesso di Can Pipirimosca a entrare in lui e a suggerirgli il giusto tempo di cottura.

Agricoltura e gestione di una fattoria ai Tropici: un campo in Malesia

Agricoltura e gestione di una fattoria ai Tropici: un campo in Malesia

Dal 1 al 13 febbraio un campo in Malesia situato nei 100 acri di terreno di un fattoria a Lanchang, a un centinaio di chilometri di distanza da Kuala Lumpur, la capitale.

Questa fattoria appartiene alla signora Foong e al fratello Joseph, che da tanti anni la gestiscono cercando di promuovere nuovi tipi di colture, come ad esempio il lime asiatico detto Kaffir, la Spondias dorata, il Limone giallo e quello persiano, il Jackfruit e molto altro ancora.

La fattoria è circondata da molte altre fattorie ed è divisa in tre aree differenti, ricche di numerosi alberi da frutto. La città più vicina è Lanchang, a circa 5 chilometri di distanza.

Lavorare nei campi e imparare sarà parte del campo, durante il quale i/le volontari/e faranno l’esperienza della semina, del raccolto e della vendita dei prodotti al mercato ortofrutticolo. Il lavoro da fare, come in tutte le campagne, è tanto, ma tante sono anche le cose da imparare, lontano dal traffico e dall’inquinamento delle grandi metropoli.

I/le volontari/e aiuteranno nel lavoro di gestione quotidiano della fattoria, potando gli alberi, raccogliendo i frutti e svolgendo attività di pulizia dei giardini. Molte e varie sono le attività che si possono portare avanti in una fattoria, da quelle più interessanti a quelle più necessarie, dalla raccolta alla manutenzione.

Come parte studio, i/le volontari/e avranno l’opportunità di fare un’esperienza di lavoro immersi in un ambiente naturale, dove la produzione frutticola viene portata avanti in maniera eco-sostenibile e la vita scorre pacifica, naturale e semplice. Si terranno discussioni sul concetto di Fattoria Naturale e sui benefici che questo modello porta.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Ecologismo, ambiente e biodiversità: un campo in Giappone

Ecologismo, ambiente e biodiversità: un campo in Giappone

Dal 26 febbraio al 12 marzo 2018 un campo in Giappone in collaborazione con l’Organization of Green and Water (OGW) che, sin dal 1992, difende l’importanza della tutela di praterie e foreste per la conservazione dell’ecosistema.

La miniera d’argento di Iwami Ginzan, riconosciuta patrimonio mondiale dall’Unesco nel 2007, sconta da qualche tempo la mancanza di manutenzione adeguata: per questo motivo, la foresta di satoyama sta venendo invasa dal bambù che cresce indisturbato, distruggendo il suolo e degradando lo scenario. OGW svolge qui un intervento completo: non solo lavorano per la manutenzione della miniera, ma si occupano di informare e sensibilizzare la popolazione locale, in particolare le fasce più giovani, rispetto a temi quali la conservazione dell’ambiente e l’importanza della tutela dello stesso.

I/le volontari/e avranno diversi compiti, quali la manutenzione del sito attraverso la potatura degli alberi e la rimozione delle piante infestanti, per permettere la conservazione della biodiversità. Parallelamente, saranno impegnati/e in visite alle scuole e al centro comunitario dove prepareranno momenti di apprendimento, di gioco e di scambio interculturale.

Come parte studio, i/le volontari apprenderanno come svolgere il lavoro di conservazione e manutenzione della foresta.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il giapponese.

Leggi la scheda completa del campo.

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Un campo in Thailandia presso la comunità di Lang Ai Mee

Un campo in Thailandia presso la comunità di Lang Ai Mee

Dal 1 al 14 febbraio 2018 un campo presso la comunità di Lang Ai Mee, situata nella provincia montuosa di Nakorn Sri Tammarat, nel sud della Thailandia.

La comunità di Lang Ai Mee è in cerca di volontari e volontarie che possano supportare le loro attività quotidiane di tutela e conservazione della relazione armoniosa tra la comunità, l’ambiente e il resto del mondo. La collocazione geografica della comunità è nel cuore della foresta, situata sullo spartiacque del fiume Cha Uat, e per questo motivo agli/alle abitanti della comunità spetta il compito di preservare la pulizia dell’ambiente circostante, così che scorra acqua pulita fino a valle. Hanno combattuto contro la decisione del governo di dichiarare l’area Parco Naturale (decisione che avrebbe avuto come conseguenza la scomparsa della comunità) con fermezza e determinazione. Ad oggi, dimostrano attivamente di essere in grado di prendersi cura dell’ambiente, anche attraverso momenti di apprendimento dedicati ai bambini e promuovendo l’accoglienza e lo scambio di volontari/e internazionali.

I/le partecipanti del campo saranno impegnati/e in attività ludiche ed educative con i bambini; si prenderanno cura della foresta e del fiume, attraverso interventi di conservazione dell’ambiente; aiuteranno la popolazione locale nella costruzione di scuole e parteciperanno alle attività quotidiane della comunità.

Come parte studio, verranno svolte sessioni di lingua e scambio con la comunità ospitante.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Thai.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

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Un campo ecologista nel villaggio di pescatori Mangkang, Indonesia

Un campo ecologista nel villaggio di pescatori Mangkang, Indonesia

Dal 16 al 29 gennaio 2018 un campo presso il villaggio di Mangkang, basato su un’economia prevalentemente agricola e peschiva, il cui ambiente naturale oggi è fortemente minacciato dallo sfruttamento intensivo del territorio.

Il campo di volontariato si inserisce nel contesto di un progetto ecologista più ampio che da anni viene portato avanti dal nostro partner locale IIWC e dalla comunità locale, in risposta alla necessità di preservare l’ambiente naturale della costa del mare a nord di Java. In quest’area la costa adiacente al villaggio Mangkang è in pericolo a causa dell’erosione del mare, dovuta al disboscamento degli alberi di mangrovia e allo svuotamento dei fiumi di acqua dolce. In quegli stessi fiumi, in passato, abitavano molte specie di gamberi e pesci, ora quasi completamente scomparse.

I/le volontari/e del campo saranno impegnati/e nel preservare la diversità naturale dell’entroterra e delle coste dall’erosione del mare, collaborando e supportando le attività già avviate da IIWC Indonesia e dalla BIOTA Foundation.

Come parte studio del campo i/le volontari/e prenderanno parte a discussioni informali riguardo alle foreste di mangrovie e alla gestione dei rifiuti.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale l’indonesiano.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

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Educazione e tutela ambientale nelle isole Zanzibar, in Tanzania

Educazione e tutela ambientale nelle isole Zanzibar, in Tanzania

Dal 20 novembre all’8 dicembre 2017 un campo in Tanzania, presso l’arcipelago di Zanzibar, per supportare un progetto di tutela dell’ambiente.

Sappiamo che le foreste sono il “polmone verde” del pianeta. Oltre a creare un materiale puro come l’ossigeno, bilanciando la quantità di carbonio presente nell’atmosfera, aiutano a controllare l’erosione del suolo, le inondazioni e le valanghe; inoltre sono il perfetto ecosistema naturale per la riproduzione di moltissime specie di flora e fauna, ed offrono momenti di ricreativa bellezza. Le foreste di mangrovie lungo la corta sudoccidentale dell’arcipelago di Zanzibar sono state duramente colpite dalle attività dell’uomo, quali lo scarico dei rifiuti, la pesca intensiva, incendi, deforestazioni per la raccolta del legno e la speculazione edilizia. L’impatto di tali attività ha avuto conseguenze evidenti e drammatiche, come l’innalzamento del livello delle acque, la scomparsa di numerose specie vegetali e animali e fenomeni climatici mai avuti prima.

I/le volontari/e supporteranno il progetto di tutela ambientale attraverso diverse attività: campagne di sensibilizzazione sulla questione ambientale; raccolta dei semi di mangrovia; semina delle piante di mangrovia; conoscenza della cultura locale. Inoltre, nei pomeriggi i/le volontari/e terranno lezioni di lingue straniere per i/le giovani e le donne locali, con l’obiettivo di accrescerne la qualità della vita attraverso la conoscenza di una lingua straniera.

Come parte studio verranno trattati i seguenti temi: incremento dell’ambiente e delle zone verdi; l’insegnamento di lingue straniere; tradizioni e culture locali. Nei fine settimana i/le volontari/e avranno la possibilità di visitare le attrazioni di Zanzibar.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Kiswahili.

Laggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.