Studiare le migrazioni attraverso il volontariato: testimonianza da un campo

Studiare le migrazioni attraverso il volontariato: testimonianza da un campo

Pubblichiamo la testimonianza di Angela e Giulia, due volontarie che lo scorso settembre hanno preso parte al campo di volontariato internazionale “Migration studycamp: Entre[Terres]” a Barcellona.

Ci presentiamo: siamo Angela e Giulia, rispettivamente una ragazza veneta di 23 anni, educatrice e aspirante assistente sociale, e una picciotta siciliana di 24 anni, studentessa esportata a Lisbona. Tutt’e due interessate al tema della migrazione e dell’interculturalità, ci siamo conosciute nell’estate 2017 allo scambio giovanile in Catalunya “Open Borders for Diversity” organizzato da SCI.

Dalla condivisione dell’esperienza del campo è nata la nostra amicizia che, nonostante la distanza (2000 km), abbiamo continuato a coltivare grazie alle affinità e agli interessi comuni.

Appena si è ripresentata l’occasione di candidarsi ad un nuovo campo su questi temi, non abbiamo esitato a tuffarci dentro questa nuova avventura.

Così, il 19 di settembre ci siamo riviste all’aeroporto di Barcellona, nello stesso luogo dove ci eravamo incontrate per la prima volta, ignare di ciò che ci aspettava.

Dopo essere state accolte nella sede dello SCI Catalunya, abbiamo conosciuto gli altri partecipanti del Migration studycamp: Entre[Terres]. Ci siamo ritrovate in un gruppo multietnico formato da giovani provenienti da Russia, Portogallo, Corea del Sud, Danimarca, Kurdistan, Belgio, Palestina, Spagna, accomunati dalla curiosità, ma soprattutto dalla volontà di approfondire la migrazione nei suoi vari aspetti.

Il campo di studio era diviso in 5 tipi di attività: momenti di presentazione e valutazione; approfondimenti specifici sui servizi inerenti la migrazione nel territorio; lezioni teoriche tenute da esperti in alcune tematiche della migrazione, quali le frontiere del Mediterraneo e spagnole, il teatro dell’oppresso, la prospettiva del genere, le politiche migratorie spagnole, l’islamofobia; dibattiti e riflessioni all’interno dibattiti e riflessioni del gruppo; workshop Entre[terres], ovvero un laboratorio che ci ha messo in gioco nell’elaborazione di un nuovo strumento per le scuole per sensibilizzare al tema.

In realtà, prima del nostro arrivo è stato richiesto a ognuno di noi di preparare una presentazione sulla situazione attuale migratoria del paese di appartenenza, come primo step di quello che sarebbe stato un continuo scambio di esperienze e conoscenze.

Durante i 10 giorni di permanenza abbiamo dormito in un appartamento in pieno Barrio Gotico a un quarto d’ora a piedi dall’ufficio dello SCI Catalunya (Raval) dove si svolgevano le attività del campo. Essendo un campo di volontari, una delle varie sfide che abbiamo dovuto affrontare è stata la gestione e la condivisione della casa e dei pasti. Anche questa è stato un’occasione di scambio che ci ha arricchito e insegnato a rispettare le abitudini diverse di ognuno.

Non solo abbiamo avuto la possibilità di convivere con un gruppo interculturale ma allo stesso tempo l’opportunità di vivere la città di Barcellona che ci ha ospitato in quei giorni, infatti proprio nello stesso periodo abbiamo vissuto la contestazione dei cittadini catalani e abbiamo anche partecipato alla festa principale della città: La Mercé.

Questo secondo campo ci ha confermato il fatto che non solo partire ti arricchisce a livello di conoscenze ma anche ti aiuta a crescere a livello umano grazie all’esperienza che vivi. Grazie al campo ognuno di noi ha imparato qualcosa dagli altri e ha cominciato a farsi nuove domande, guardando il mondo da un’altra prospettiva.

Ciò che ci portiamo nel cuore di questo campo è la scoperta che ci si può sentire un gruppo omogeneo nonostante le diversità, se liberi di esprimerci e rispettati per le proprie idee.

Non vediamo l’ora di partecipare la prossima estate ad un altro campo insieme!

Can Pipirimosca, un’Isola-che-non-c’è ecosostenibile nella campagna catalana

Can Pipirimosca, un’Isola-che-non-c’è ecosostenibile nella campagna catalana

Pubblichiamo la testimonianza di Carolina Pisapia, una volontaria che ha preso parte a un campo di volontariato internazionale a Valls (Catalunya) presso la fattoria ecologica Can Pipirimosca la scorsa estate.

Can Pipirimosca è una dimensione a sé stante nell’afa della campagna catalana in pieno agosto. Prendendo un calle sterrato che taglia la strada per Valls, scavalcata la corda che delimita la proprietà di Pere, il visitatore viene pervaso da una strana calma: improvvisamente la frenesia di tutti i giorni appare un ricordo lontano, una sciocchezza di cui sorridere distrattamente. Qualche passo più avanti si apre tra la vegetazione mediterranea uno spiazzo in cui sorge un rustico casolare rossiccio. Affianco alla porta d’ingresso campeggia un’insegna che riporta a caratteri vivaci la scritta “Can Pipirimosca”. Di fronte, all’ombra di un enorme ficus, un lungo tavolaccio di legno con una ventina di coperti e due ciotolone d’insalata. Un viavai di gente di tutte le età travolge il visitatore, confuso dalla quantità di lingue che gli risuonano intorno, dal calore del sole di mezzogiorno e dal ronzio degli insetti, dal fruscio degli alberi e dai profumi delle erbe aromatiche che crescono nei vasi attorno alla cucina all’aperto. Un applauso accompagnato da esclamazioni di approvazione si sovrappone al chiacchiericcio plurinazionale e alle risate che esplodono di frequente sotto al ficus: due ragazze con abiti lunghi e variopinti si dirigono verso il tavolo trasportando un enorme pentolone fumante, seguite da un grosso uomo sulla sessantina con due baffi bianchi e la barba intrecciata che, insieme ad un tredicenne dai capelli lunghi e arruffati, si fa largo tra i curiosi con una padella stracolma di zucchine fritte in pastella.

Vivere in perfetta armonia con l’ecosistema per quindici giorni non è facile. Le docce sono all’aria aperta e il fascino di lavarsi sotto alle stelle deve fare i conti con l’aria frizzantina e pungente che prende il posto dei trentacinque gradi giornalieri al calar del sole; la toilette è organica ma, come ci spiega Pere il primo giorno, è preferibile usare direttamente i campi; la cucina è vegana e locale, ciò che non è autoprodotto viene barattato con i vicini in cambio di pane, frutta o sapone fatto in casa e una volta a settimana arriva il furgone con le casse scartate dall’ortomercato: qui ogni risorsa viene sfruttata fino in fondo. “Niente caffè a colazione, non è un prodotto locale” avvisa Pere, scatenando un’ondata di panico nei volontari, “ma oggi pomeriggio cucineremo torte in abbondanza”. I volontari tirano un sospiro di sollievo e, dopo un paio di giorni, le tisane preparate con l’acqua scaldata dai pannelli solari e le erbe fresche del giardino aromatico – menta, lime, geranio – sembrano essere un ottimo sostituto alla caffeina. La cucina è affidata ai volontari, a turno, ed è un momento di chiacchiere più o meno impegnate, risate e confidenze. I piatti forti sono il riso con le verdure e la torta con le more colte sulla strada per Valls.

Gran parte del lavoro è a Can Pipirimosca: c’è da preparare le aiuole per il giardino invernale secondo i principi della permacultura, estirpare i cespugli di more che crescono sotto al ficus, pulire la piscina piena di fango in cui raccogliere l’acqua piovana per irrigare i campi. Un giorno andiamo da Rose, la vicina di Pere, ad arrampicarci sugli alberi per raccogliere le carrube; un giorno in collina da Inaqui a ricostruire un muretto crollato: creiamo una catena umana lungo la collina e ci passiamo i secchi con le pietre cantando a squarciagola.
Molto lavoro lo svolgiamo anche all’”Hort comunitari dels 4 cantons”, un terreno abbandonato nel centro di Valls che un gruppo di attivisti, di cui fa parte Pere, ha rilevato per creare un giardino comunitario per gli abitanti, sulla scia del movimento Incredible Edible nato a Todmorden nel 2007, con l’obiettivo di promuovere la produzione alimentare locale e biologica. Il progetto è ai primordi e i volontari di Can Pipirimosca nell’arco di due settimane bonificano e rivitalizzano uno spazio dimenticato per renderlo disponibile alla comunità di Valls. Terminati i lavori, viene organizzata una festa per inaugurare l’Orto e, al travaso della prima piantina di rosmarino nelle nuove aiuole, qualcuno finge di essere molto concentrato sulla pizza che sta mangiando per nascondere gli occhi lucidi. Ci sentiamo un po’ protagonisti di Domani, il film on the road in cui Cyril Dion e Mélanie Laurent raccontano gli attivismi ecologici nel mondo.

A Can Pipirimosca va e viene gente da tutto il mondo: qui si incontrano architetti in pausa dalla vita di tutti i giorni, ventenni che hanno smarrito la strada, anziane coppie norvegesi che vivono in una roulotte, insegnanti di yoga che non mancano di offrire lezioni ai volontari alle prime luci del mattino di una domenica di agosto, giovani omeopate, aspiranti erboristi, insegnanti di liceo, volontari del Servizio Civile Internazionale, ecologisti e curiosi di varia provenienza.
A Can Pipirimosca viviamo come corpo collettivo dalla mattina alla sera, le giornate sono piene, procedono con la lentezza della vita nei campi, rilassate e piacevoli, il lavoro stanca ma soddisfa e diverte, i pasti sono colorati e conditi dalle storie incredibili che qui tutti hanno da raccontare e anche la sera ci addormentiamo accompagnati dal respiro delle dieci persone che condividono la stanza con noi e, se all’inizio veniamo svegliati, nel cuore della notte, dal gallo che inizia a cantare troppo presto, bastano pochi giorni per dimenticare che c’è stato un tempo in cui vivevamo in città trafficate e dormivamo con le tapparelle abbassate. Qui l’aria entra ed esce spontanea dalle finestre aperte e alleggerisce i nostri sogni.

A distanza di mesi conservo molto di più del ricordo di un campo di volontariato di due settimane. Il visitatore confuso si chiede che cosa significhi l’espressione “Can Pipirimosca”. “Can Pipirimosca” è un gioco di parole catalano di cui tutti ignorano il senso, ma chi ci si ferma qualche tempo fatica a pensare che questo luogo possa avere un nome differente. Can Pipirimosca è una sequenza di suoni che chiede di essere riempita di contenuti, con le cantate notturne accompagnate dalla chitarra, con i laboratori per imparare a fare il sapone, con le braccia graffiate nello sradicare gli arbusti all’Orto Comunitario, con le chiacchiere lungo la camminata di quaranta minuti che da Can Pipirimosca porta a Valls e gli acini d’uva rubati dai rami che sporgono oltre le mura di cinta delle fattorie, con le spalle doloranti per aver messo troppo impegno nello zappare la terra del giardino invernale, con le scarpe sporche di fango, con i vestiti lavati a mano in giardino, con le pause a metà mattina stesi all’ombra degli alberi a mangiare melone, con i rari caffè presi in paese e i sensi di colpa striscianti, con le gite al mare, al lago, nelle città vicine nel fine settimana, con le serate accompagnate dal vino biologico e i volti illuminati dalla luna quando, la notte di San Lorenzo, saliamo sul tetto per guardare le stelle.

Can Pipirimosca è una dimensione a sé stante, un’Isola-che-non-c’è ecosostenibile nella campagna catalana. Una volta entrato, anche il visitatore più confuso e incerto verrà inevitabilmente corrotto dalla perfetta armonia di sapori del riso con le verdure e, quando proprio sarà costretto ad andarsene, continuerà a cucinare torte vegane agli amici e ad imprecare in spagnolo quando si accorgerà di averle cotte troppo. Pere ci insegnava a preparare le sue torte, ma poi le infornava lui e non ci ha mai detto quanto dovessero cuocere. Qualcuno dice che sorvola sempre di proposito, così che Can Pipirimosca possa mantenere la sua aura di mistero. Qualcuno invece sostiene che nemmeno Pere sappia quanto debbano cuocere quelle torte e che è lo spirito stesso di Can Pipirimosca a entrare in lui e a suggerirgli il giusto tempo di cottura.

SCI Catalunya è in cerca di volontari/e per 2 progetti SVE

SCI Catalunya è in cerca di volontari/e per 2 progetti SVE

La branca catalana SCI Catalunya è in cerca di due coppie di volontari/e per due differenti progetti SVE per l’anno 2018-2019.

Come per ogni progetto SVE, sono garantite le spese di alloggio, vitto, viaggio, corso di lingua ed assicurazione.

Descrizione dei progetti:

1)  Barcellona: segreteria di SCI Catalunya. Durata: settembre 2018 – settembre 2019.
Posti disponibili: 2
Attività: supporto alle attività della segreteria. I/le volontari/e supporteranno lo staff del Volunteers Placement Officers nella gestione degli arrivi e delle partenze dei/delle volontari/e, forniranno informazioni alle persone interessate a partecipare ad un campo, raccoglieranno ed invieranno le application forms e faranno da contatto tramite con i partner e le organizzazioni ospitanti i campi; saranno inoltre in grado di orientare e dare informazioni relative a diversi progetti di volontariato (come lo SVE o l’LTV), prenderanno parte all’organizzazione delle formazioni pre-partenza e parteciperanno alle attività dei gruppi locali. Durante l’estate non mancherà la possibilità di partecipare ai campi di volontariato in Catalogna.

Alloggio: un appartamento di SCI Catalunya a Barcellona, condiviso con altri/e volontari/e.

Requisiti: fluente conoscenza di spagnolo e inglese, con ottime capacità di scrittura; conoscenza basilare del catalano, che i/le volontari/e dovranno apprendere nel corso del progetto poiché è la principale lingua usata nella segreteria e con i/le volontari/e locali; flessibilità, senso di responsabilità, spirito di iniziativa e predisposizione al lavoro di gruppo; esperienza pregressa in altre branche SCI (campi di volontariato, scambi giovanili, formazioni, e via dicendo).

Leggi qui la call completa.

2) Can Pipirimosca: fattoria organica a Valls. Durata: luglio 2018 – gennaio 2019.
Posti disponibili: 2
Attività: supporto alle attività di gestione quotidiana della fattoria e alle iniziative che vi vengono organizzate; promozione di attività di sensibilizzazione sul tema del rispetto dell’ambiente, sulla sostenibilità ecologica, l’autosufficienza, la responsabilità comunitaria e la cultura della pace. I/le volontari/e avranno inoltre la possibilità di proporre ed organizzare attività in base alle proprie conoscenze ed esperienze pregresse.

Alloggio: presso il casale di Can Pipirimosca.

Requisiti: avere interesse nella natura e nella tutela ambientale; essere motivati/e e predisposti/e alla vita di campagna nella sua semplicità.

Leggi qui la call completa.

Per candidarsi, inviare CV e lettera di motivazioni all’indirizzo evs@sci-italia.it, indicando nell’oggetto dell’email la dicitura “SVE in Catalunya” ed il numero del progetto al quale si fa riferimento.

Termine ultimo per candidarsi: 15 gennaio 2018.

Testimonianza dallo scambio giovanile in Catalunya “Open Borders for Diversity”

Testimonianza dallo scambio giovanile in Catalunya “Open Borders for Diversity”

Pubblichiamo la testimonianza di Jonathan Angelilli, group leader dello scambio giovanile avvenuto in Catalunya dal 17 al 25 luglio 2017. Lo scambio aveva come obiettivo la promozione del dialogo condiviso sui temi dell’immigrazione, l’intercultura e sulle prospettive moderne di democrazia europea.

Dal 17 al 25 luglio 2017 ho avuto il piacere e la responsabilità di partecipare allo scambio giovanile “Open Borders for Diversity”, organizzato da SCI Catalunya, in qualità di group leader italiano e facilitatore.

Cosa vogliono dire le parole immigrazione e intercultura? Come dovrebbero essere le moderne democrazie europee?

Lo scambio giovanile ha risposto a queste domande facendo convivere per una settimana 24 giovani da 4 zone diverse (Catalunya, Portogallo, Ucraina e Italia) a Mura, uno splendido paesino a 50 chilometri da Barcellona.

Abbiamo chiesto ai ragazzi di mettersi in gioco e di esplorare i temi proposti con le metodologie proprie dell’educazione non formale: dibattiti, teatro e giochi. Ogni attività ha sempre avuto lo scopo di arrivare a un dialogo condiviso. Chi è l’altro? Chi sono io?

Non si comunica solo con discussioni in cerchio e conversazioni, ma anche e soprattutto nel fare insieme. Siamo stati a stretto contatto 24 ore al giorno imparando a comprendere e a tollerare di più noi stessi e gli altri, sparecchiando un tavolo, aspettando che si liberi il bagno e mettendoci d’accordo per andare al bar la sera. Siamo così diversi?

Dopo aver vissuto la mia prima volta in questa tipologia di progetti Erasmus+, non posso che ritenerli fondamentali per educarci e per prevenire la discriminazione, di qualunque forma essa sia. Questo scambio inoltre, facendo riferimento al network YUWG (Youth and Unemployment Working Group), ha favorito la partecipazione di giovani con minori opportunità.

Nei seguenti link potete vedere alcuni dei progetti artistici realizzati dai partecipanti durante lo scambio.

Video 1 – Video 2 – Video 3 – Video 4 – Video 5 – Video 6

Restaurare gli antichi sentieri dei Pirenei: un campo in Catalunya

Restaurare gli antichi sentieri dei Pirenei: un campo in Catalunya

Dal 16 al 26 ottobre 2017 un campo in Catalunya per il restauro dei sentieri presenti nella località montuosa di Llagunes.

Questa zona è ricca di sentieri molto antichi, un tempo utilizzati per trasportare persone e merci; oggi, se restaurati, tali sentieri potrebbero essere un ottimo percorso per chi desidera praticare delle escursioni di montagna e godere della natura circostante.

L’obiettivo del campo è il restauro e la conservazione dei sentieri lungo la Vall de Siarb attraverso diversi interventi: eliminare le piante invasive, rimuovere le pietre che ostacolano il passaggio, restaurare gli argini del sentiero, recuperare la segnaletica originaria, sono solo alcuni di essi.

La parte studio sarà curata dall’organizzazione BalmesBlancs/Refugi Vall de Siarb, la quale preparerà varie attività da svolgere, come visite alle rovine medioevali dei villaggi vicini e quelle rimaste a testimonianze della guerra civile.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il catalano.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

“iMAGInada”, il festival della libertà d’espressione: un campo in Catalunya

“iMAGInada”, il festival della libertà d’espressione: un campo in Catalunya

Dal 6 al 17 agosto 2017 un campo nei pressi di Barcellona per supportare il festival iMAGInada, un evento autofinanziato e autogestito da un’associazione culturale formata da alcuni/e giovani con un’unica preoccupazione: offrire un’alternativa possibile all’attuale modello economico, sociale e culturale attraverso la creazione di uno spazio condiviso, partecipato e dinamico nel contesto delle tradizionali festività cittadine.

Per quattro giorni la comunità di iMAGInada offre una programmazione artistica e culturale alternativa, creando attorno a sé uno spazio critico e creativo, inclusivo, popolato da artisti e associazioni locali, animato da uno scambio di conoscenze e dalla ricreazione delle coscienze.

I/le volontari/e partecipanti supporteranno l’organizzazione logistica del festival assemblando le strutture e gli spazi, ma avranno anche parte attiva durante lo stesso preparando attività per i/le bambini/e, attività sociali, supportando il lavoro in cucina, svolgendo turni al bar e svolgendo altri compiti di aiuto all’organizzazione.

Nella parte studio verrà approfondita la filosofia che muove alle basi il progetto, ovvero la difesa della libertà di espressione, le pratiche sociali alternative e l’importanza di costruire iniziative comunitarie.

La lingua del campo è l’inglese, ma si consiglia la conoscenza del catalano.

Leggi qui la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Open Minds: un campo per i giovani detenuti a Granollers, Catalunya

Open Minds: un campo per i giovani detenuti a Granollers, Catalunya

Dal 1 al 12 agosto 2017 un campo presso un centro per giovani detenuti a Granollers, comune situato a pochi chilometri da Barcellona.

I giovani del centro hanno un’età compresa tra i 18 e i 23 anni e stanno scontando un periodo di detenzione per ciò che hanno commesso; dall’altro lato sono impegnati in diverse attività volte all’apprendimento di nuove capacità sociali e professionali per costruirsi un futuro migliore. Avere un gruppo di volontari/e internazionali a lavorare presso il centro è uno strumento per supportare la crescita e l’inclusione dei ragazzi attraverso il lavoro di gruppo.

Entrambi i gruppi, detenuti e volontari/e, lavoreranno insieme al rinnovo del cortile del centro e degli spazi dello stesso, decorandone gli ambienti tramite il riciclo di materiali di scarto. I/le volontari/e saranno incaricati/e di sviluppare attività sociali ed educative, che permettano di condividere le esperienze e imparare gli uni dagli altri.

La parte studio sarà centrata sulla reintegrazione sociale dei detenuti, in che maniera promuoverne le capacità acquisite e come motivarli a intraprendere un percorso di miglioramento una volta fuori dal centro.

La lingua del campo è l’inglese, ma si raccomanda ai/alle partecipanti di conoscere (almeno a un livello di base) lo spagnolo, per poter comunicare più facilmente con i ragazzi del centro.

Leggi qui la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Pacifismo e migrazioni forzate: seminario in Catalunya, 10-15 marzo

Pacifismo e migrazioni forzate: seminario in Catalunya, 10-15 marzo

“Learn and get inspired from the past” è un seminario internazionale sul tema della pace e delle migrazioni forzate, che si terrà dal 10 al 15 marzo, ad Alt Empordà, Catalunya, al confine tra Spagna e Francia. È qui che nel febbraio 1939 ebbe luogo “la retirada”: 500000 persone hanno attraversato il confine per fuggire dalla guerra civile spagnola, dopo che le truppe di Francisco Franco presero la città di Barcellona.

I/Le partecipanti al seminario seguiranno la rotta dei rifugiati e visiteranno i luoghi che la ricordano, come l’Exile Memorial Museum (MUME).

L’ obiettivo del seminario è quello di mettere in luce il valore della memoria come strumento per analizzare il presente e stimolare la mobilitazione e la solidarietà. Un altro aspetto importante sarà la riflessione condivisa sulla situazione attuale dei rifugiati, sulle origini dei conflitti che mettono in moto le ondate migratorie, sulle rotte più battute.

Tutt@ i/le partecipanti raccoglieranno storie passate che possano essere d’ispirazione per possibili azioni sul presente. Gli output prodotti saranno raccolti in un video finale e in un’esposizione.

Essendo parte del programma Erasmus+, per i/le partecipanti vitto e alloggio sono coperti dalla Commissione Europea. Le spese di viaggio saranno rimborsate fino a un massimo di 180 euro.

Per partecipare, è necessario effettuare la tessera associativa SCI-Italia 2017 (20 euro).

Candidature entro il 12 febbraio, compilando il form online.

Prima di candidarti, leggi qui tutti i dettagli del seminario.

Spagna, campo archeologico nell’isola di Maiorca

Spagna, campo archeologico nell’isola di Maiorca

Dal 12 al 25 febbraio, un campo di volontariato a Maiorca presso un sito archeologico. I volontari e le volontarie si occuperanno di preservarne la pulizia e l’accessibilità. Svolgeranno, inoltre, un ruolo di sensibilizzazione all’importanza dell’area nei confronti della popolazione locale, sempre più eterogenea e spesso inconsapevole del patrimonio culturale che la circonda.

Le attività che si svolgeranno a Maiorca includono la pavimentazione e la pulizia dei resti archeologici. I volontari e le volontarie dovranno inoltre far sì che il sito sia di facile accesso per i visitatori, rimuovendo i massi, tagliando le erbacce e svolgendo tutti i lavori necessari a questo scopo.

Il campo fa parte di un più ampio progetto di rafforzamento dell’eredità storica della città e continua, negli anni, ad essere portato avanti sotto la supervisione di un archeologo.

Il campo prevede poi una parte studio sulla natura del sito archeologico e sulla possibilità che esso diventi un canale per unire la comunità locale. L’opportunità di discutere di tutto ciò sarà fornita ai volontari e alle volontarie anche attraverso periodici spostamenti.

L’alloggio previsto per il campo è un ostello di campagna con stanze doppie e bagno interno. È necessario portare il proprio sacco a pelo. La cucina sarà chiusa perché i pasti saranno forniti già pronti.

La lingua del progetto è l’inglese. Le lingue parlate localmente sono invece il catalano e il castigliano.

Il campo è aperto anche a bambini e bambine, accompagnati dai proprio genitori o familiari, e di età comunque superiore ai dieci anni.

Attenzione: sebbene il campo non preveda alcuna esperienza pregressa, SCI-Catalunya richiede una lettera di motivazione aggiuntiva che spieghi più dettagliatamente le ragioni per le quali si desidera prendere parte al progetto.

Leggi qui la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

 

URGENTE: call aperta per progetto SVE a Barcellona

URGENTE: call aperta per progetto SVE a Barcellona

sci_catalunya_workshopCerchiamo un/a volontario/a per un progetto di Servizio Volontario Europeo, presso l’ufficio del nostro partner SCI-Catalunya, della durata di un anno, dal primo ottobre 2016 al 30 settembre 2017.

SCI-Catalunya è la branca catalana di Service Civil International (SCI). Come le altre branche internazionali dell’associazione, promuove una cultura di pace organizzando, ogni anno, iniziative di volontariato per persone di ogni età e provenienza. Campi, progetti di lungo e medio termine, seminari, training internazionali e molto altro: le attività di SCI-Catalunya sono tante e il/la volontario/a selezionato/a contribuirà alla loro realizzazione.

Il lavoro previsto è di 6 ore al giorno, per 5 giorni a settimana. I candidati devono avere un’età compresa tra i 18 e i 30 anni e conoscere la lingua spagnola e inglese. Si chiede, inoltre, la disponibilità ad imparare il catalano durante il periodo di permanenza.

Il progetto garantisce al/alla volontario/a la coperture delle spese di alloggio, viaggio e assicurazione. Sarà inoltre garantito un pocket money mensile pari a 105€.

Per candidarsi inviare CV e motivation letter in inglese all’indirizzo evs@sci-italia.it entro domenica 11 settembre 2016.