Tour of Freedom: dal nord al sud del Kosovo, un campo di volontariato

Tour of Freedom: dal nord al sud del Kosovo, un campo di volontariato

Dal 20 luglio al 13 agosto 2017 un campo itinerante in Kosovo. In sella ad una bicicletta, l’obiettivo del campo è di connettere comunità diverse, da Nord a Sud: partendo da Mitrovica, il tour attraverserà l’intero paese fino a giungere a Brezovica.

I/le partecipanti soggiorneranno in ogni località per 3 o 4 giorni, di volta in volta promuovendo attività volte a riunire persone di provenienza e contesti diversi per condividere e discutere insieme di questioni riguardanti i diritti umani e ambientali, raccogliendo le storie locali. L’idea del viaggio in bici vuole essere messaggio di un modo alternativo e rispettoso dell’ambiente di muoversi e connettere le persone, in pace, creando spazi di dialogo e confronto.

Durante i primi 5 giorni a Mitrovica i/le volontari/e saranno impegnati/e in attività di ciclofficina, riciclo e riuso materiali. Attività educative, workshop su questioni ambientali, performance di strada, pitture murali, proiezioni e discussioni animeranno il viaggio fino a Brezovica, dove si prenderà parte all’Eco-Festival BREfest.

La lingua ufficiale del campo è l’inglese, oltre a l’albanese, il serbo e il romanì.

Leggi qui la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Minicampo per la tutela dell’ambiente e la promozione ecocompatibile della Val Codera

Minicampo per la tutela dell’ambiente e la promozione ecocompatibile della Val Codera

Sabato 13 e domenica 14 maggio un minicampo di lavoro in Val Codera (SO).

Il progetto è portato avanti dall’Associazione Amici della Val Codera ONLUS, con sede a Codera, impegnata da 35 anni nella tutela e nella promozione ecocompatibile della val Codera. La valle si trova nelle Alpi Retiche (provincia di Sondrio), è scavata nel granito ed è ancora selvaggia ed intatta.

L’obiettivo principale delle attività dell’associazione è la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale della valle (tipico esempio di civiltà alpina) a beneficio dei residenti e di un turismo di tipo culturale ed ambientale che sappia apprezzare le peculiari attrattive del luogo. Le attività si svolgono soprattutto nei dintorni del borgo di Codera, situato a 800 metri e raggiungibile solo a piedi con 2 ore di cammino dal fondovalle.

Attività previste:  

Le attività previste nel minicampo riguarderanno soprattutto il recupero e la pulizia di prati da sfalcio abbandonati, la cura di terreni coltivati a patate, fagioli e granoturco, la pulizia e il recupero della viabilità pedonale antica.

Parte studio: 

A Codera è presente un piccolo Ecomuseo della Valle in cui sono ricostruiti ambienti interni tipici delle case di montagna alpine e sono presenti inoltre reperti etnologici, geologici e storici che ricostruiscono la storia della valle e dei suoi abitanti. I volontari SCI, accompagnati da volontari dell’Associazione Locale, potranno così prendere consapevolezza della storia e dell’ecosistema di questa valle, rimasta ancora totalmente intatta e lontana dal turismo di massa.

Vitto e alloggio: 

I volontari saranno ospitati presso il Rifugio Osteria Alpina, situato a Codera. Sarà necessario portare un sacco a pelo. I pasti saranno consumati presso il Rifugio e i volontari daranno una mano nella preparazione degli stessi.

Requisiti di partecipazione: 

Il minicampo è aperto a 10 volontari. Per partecipare al minicampo è richiesta la tessera di iscrizione allo SCI (20 euro) che consente di partecipare alle attività dell’associazione per tutto il 2017 e fornisce inoltre un’assicurazione di base durante il minicampo (sarà possibile fare la tessera direttamentre sabato mattina per chi ne è sprovvisto).

E’ richiesto inoltre un contributo di 15 euro per supportare le attività dell’associazione Amici della Val Codera e la gestione del minicampo.

Le iscrizioni dovranno essere fatte scrivendo a: lombardia@sci-italia.it entro il 10 Maggio.

 

Informazioni pratiche: 

Il ritrovo è previsto a fondo valle, a Novate Mezzola (SO) alle ore 8:20, all’inizio del sentiero per Codera. Saliremo insieme al borgo di Codera camminando per circa 2 ore nei boschi. Il dislivello è dl circa 600 metri; il sentiero è facile, ma occorre comunque avere scarponi (o scarpe comode da montagna), acqua e una giacca impermeabile con sé in caso di pioggia. L’arrivo al villaggio è previsto per le  ore 10:15 circa; dopo le presentazioni inizieremo la giornata di lavoro. Se qualcuno lo desiderasse è possibile arrivare a Codera già dal venerdì sera: in questo caso vi chiediamo di avvisarci, in modo da contattare i volontari locali dell’associazione. Le attività finiranno domenica verso le 16.00

Come arrivare al sentiero (punto di ritrovo):

Novate Mezzola si trova sulla SS36 che da Milano arriva al Passo dello Spluga; il viaggio in macchina da Milano dura circa 1 ora e 30. Si può arrivare anche in treno con la linea Milano-Lecco-Chiavenna. Una volta arrivati in paese si seguono le indicazioni Val Codera: una strada asfaltata in salita porta in circa 15 minuti al parcheggio da cui parte il sentiero vero e proprio per Codera.

 

Zanzibar: volontariato nelle foreste di mangrovie dell’isola

Zanzibar: volontariato nelle foreste di mangrovie dell’isola

Dal 26 giugno al 14 luglio 2017, un campo di volontariato in Tanzania, nell’Isola di Zanzibar.

Il progetto è stato pensato come supporto ai comitati locali di gestione dell’ambiente. Le foreste di mangrovie sulla costa sud ovest dell’Isola di Zanzibar sono state duramente danneggiate dalle attività umane, come discariche di rifiuti, cattive pratiche di pesca, incendi, tagli significativi nei boschi per usi commerciali e attività di costruzione. Ne risultano un aumento del livello dell’acqua, l’estinzione di più specie di alberi, siccità, mutazione dell’acqua dolce in acqua salata, etc.

Tra le varie attività, i volontari e le volontarie saranno coinvolti nella sensibilizzazione sui temi ambientali, nella raccolta dei semi di mangrovia, e nella piantagione di alberi (a seconda del tempo).

In più, avranno l’opportunità di familiarizzare con la cultura e la lingua locali. I volontari proporranno anche loro corsi di lingua, volti all’empowerment delle donne e dei giovani del posto, la cui conoscenza di lingue straniere contribuisce allo sviluppo delle attività economiche locali.

Durante il loro tempo libero, i volontari avranno l’opportunità di visitare le varie attrazioni di Zanzibar. Possono essere organizzate visite di gruppo. Possibili attività sono: Safari blue (nuotare, snorkeling, pranzo pesce e frutti di mare, sports sui banchi di sabbia), Beach & Nature trip (visita della foresta Jozani, spezie tour, nuoto coi delfini) e il tour di Stone town.

La lingua del campo è l’inglese, ma i volontari avranno l’opportunità di imparare il Kiswahili, la lingua nazionale a Zanzibar – Tanzania – e in alcuni altri paesi dell’Africa.

Se hai l’anima di un ecologo, foreste e banchi di sabbia ti fanno impazzire, e vorresti avvicinarti all’Africa, questo è il campo che fa per te!

Leggi qui la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Verso il referendum del 17 aprile: perché “Sì”

Verso il referendum del 17 aprile: perché “Sì”

Il 17 aprile 2016 si svolgerà il referendum popolare contro le trivellazioni. L’impegno civile dello SCI

Referendum_17_aprileL’impegno civile dello SCI in difesa delle risorse naturali in quanto beni comuni costituisce per noi una scelta prioritaria che si è tradotta in questi anni nell’adesione alla campagna referendaria sull’acqua pubblica, nel sostegno alle principali lotte portate avanti a livello territoriale in Italia e all’estero: dal movimento No TAV alla campagna Patagonia sin represas (Patagonia senza dighe).

Siamo solidali con tutte le esperienze di gestione delle risorse naturali che, sfidando i modelli imposti dall’alto, prevedono un ruolo centrale delle comunità locali, una minore impronta ecologica ed un’economia che offra risposte adeguate ai bisogni reali della popolazione. Per questa ragione abbiamo organizzato campi di volontariato con i movimenti No TAV e No MUOS in Italia, così come in Cile presso una comunità mapuche il cui territorio è messo in pericolo dalla costruzione di varie dighe, esponendo al rischio di espulsione le comunità locali.

Il referendum del 17 aprile tocca tutti questi aspetti, per noi fondamentali.

“Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”

Questo è il testo del quesito referendario. Una domanda secca e semplice, con un contenuto strettamente politico che ci interroga e ci mette dinanzi al giudizio delle generazioni che verranno. Quale futuro vogliamo scegliere?

Il passato e il presente sono già stati scelti per noi, con politiche volte allo sfruttamento delle risorse naturali fino a farle scomparire, a favore di una crescita consumista volta all’imposizione di un unico modello di vita mirato all’ottenimento di benefici economici per le elites minoritarie. Il referendum del 17 aprile, come quello del 2011, ci chiede se vogliamo andare in un’altra direzione.

Quale direzione? Una direzione che porti all’abbandono di scelte economiche legate allo sfruttamento di combustibili fossili, a favore dell’utilizzo di energie rinnovabili che sia in armonia con l’ambiente circostante e le comunità locali. È di questi giorni la notizia (1) che lo scorso mese di febbraio è stato il più caldo di sempre rispetto alla media registrata nel periodo 1951-1980 per lo stesso mese. Un aumento di temperatura che deriva dall’amplificarsi dell’effetto serra, causato da gas quali l’anidride carbonica e altri che provengono da massicci processi di estrazione e produzione industriale.

Nel prossimo mese si sentiranno spesso le parole “naif” e “buonisti”, ma è davvero naif e buonista voler provare ad agire sulle cause che hanno portato  alla distruzione dei territori in cui viviamo? A noi sembra solamente la cosa più pratica e realista da fare, consapevoli che immaginare altri mondi possibili presenta un percorso lungo, tortuoso e incoerenze residuali. Vogliamo tirarci davvero indietro di fronte ad una sfida così importante? Il peggio è stato fatto, la devastazione dell’ambiente e, di conseguenza, delle persone è dinanzi agli occhi di tutte/i.

Una sfida così difficile non può essere affrontata da soli, soprattutto se il governo ha scelto la prima domenica utile per legge per indire il referendum, nel tentativo di non far decollare una campagna referendaria di massa. Un governo le cui politiche economiche puntano nettamente ai combustibili fossili, una direzione che lega le trivellazioni a largo delle coste italiane ai mai celati intenti bellici per tutelare i giacimenti sulla sponda meridionale del Mediterraneo: questo referendum e il futuro intervento in Libia sono legati dal medesimo tema. Sostenendo il primo potremo esprimere il nostro rifiuto per il secondo. Lo si può fare solamente creando una rete di solidarietà attiva in tutta Italia e che agisca sui territori.

La nostra posizione è dunque chiara. La risposta al quesito referendario non può essere che una: sì!

(1) The Guardian – February breaks global temperature records by ‘shocking’ amount

Poveglia per tutti. Storia di un’isola autogestita.

Poveglia per tutti. Storia di un’isola autogestita.

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L’isola di Poveglia, una delle tante isole che si possono trovare nella laguna di Venezia, appartiene al patrimonio demaniale dello Stato Italiano, ma è stata abbandonata da quasi 50 anni.

Poveglia x tutti nasce dall’indignazione di un gruppo di cittadine e cittadini che un giorno, leggendo un giornale al bar, scoprono che questo “polmone verde” sta per essere venduto dal demanio senza riserva d’asta e senza chiedere nessun tipo di progetto a chi l’acquista, con il rischio di diventare l’ennesima isola albergo!

L’isola negli anni è comunque stata frequentata nel tempo dai veneziani, per gite e picnic “fuori porta”, è quindi chiaro e forte il sentimento di appartenenza da parte della cittadinanza e la voglia di difendere un Bene Comune, proprietà di tutti coloro che lo vivono, lo rispettano e lo condividono senza scopi lucrativi.

L’associazione “Poveglia per tutti”, ormai arrivata a quota 4500 membri decide di partecipare all’asta, dopo aver lanciato una campagna a sostegno dell’acquisizione da parte dei cittadini dell’isola. Sono riusciti a raccogliere in un solo mese 478 mila euro, che però non sono risultati essere abbastanza, così come l’altra offerta, fatta da un imprenditore locale.

A quel punto “Poveglia x tutti” decide di passare all’azione e di iniziare a pensare ad una serie di proposte e progettualità, producendo documenti, organizzando attività sull’isola e per l’isola e prendendo la decisione di fare richiesta di una concessione demaniale dell’isola per offrire un’alternativa all’attuale stato di abbandono in cui versa e renderla un bene comune fruibile da tutte e tutti.

Ed è sulla scia di questo pensiero che domenica 27 Settembre l’associazione ha deciso di organizzare un’intera giornata a Poveglia, come era già successo un anno fa, coinvolgendo in una “tavola rotonda” alcune realtà provenienti da tutta Italia associazioni e comunità che si occupano di recupero di terre abbandonate o che si prendono cura di beni comuni, per far conoscere la realtà dell’isola di Poveglia e per rendere possibile lo scambio di esperienze per poter creare rete e provare a imparare dai successi e dagli errori di ciascuna delle realtà presenti.

La giornata è stata all’insegna dello scambio reciproco, della voglia di crescere, conoscere nuove realtà che prima non si conoscevano o avere la possibilità di approfondire alcune relazioni già esistenti; ma è stata anche un pretesto per stare insieme e godersi la bellissima isola di Poveglia, con famiglia e amici, ascoltando buona musica e mangiando del buon cibo!

Nel frattempo il tempo passa e l’offerta di gestire l’isola abbandonata di Poveglia da parte dell’associazione “Poveglia x tutti” e popolarla di attività eco-compatibili in un contesto no-profit è stata inoltrata al demanio il 6 maggio 2015.

E qui si ripropone la solita domanda: lo stato ascolterà la proposta che dei 4500 soci che hanno a cuore il destino di un’isola che sentono propria e vogliono preservare dalla speculazione edilizia e dall’abbandono?

Noi ce lo auguriamo e li sosteniamo in questa lotta di riappropriazione degli spazi di libertà, di autogestione, di cittadinanza attiva e partecipazione e ci uniamo alla loro richiesta che condividiamo con la nostra campagna l’#UtopiaNonSiCancella*.

Introduciamo tutt@ coloro che sono intervenuti raccontando la propria esperienza, realtà e spazi sociali che si trovano in una situazione simile e che hanno attivato percorsi di partecipazione e di lotta per la riappropriazione dei beni comuni:

  • Comitato Terra Bene Comune Firenze / Mondeggi (FI)

Rete di produttori biologici, biodinamici certificati e non certificati, professori, architetti, studenti e semplici cittadini, creata per trovare una linea comune con cui affrontare le varie tematiche legate alla terra ed ad un uso responsabile di questa, per intraprendere un percorso condiviso di lotta e riappropriazione delle terre incolte mantenendole pubbliche.

tbcfirenzemondeggi.noblogs.org

  • RI-MAFLOW (MI)

Un gruppo di lavoratrici e lavoratori, in grande maggioranza licenziati dalla Maflow di Trezzano sul Naviglio, chiusa definitivamente nel dicembre 2012, ha recuperato la fabbrica, riconvertendola da automotive verso il riuso e il riciclo di apparecchiature elettriche ed elettroniche e sta dando vita a una vera e propria Cittadella dell’altraeconomia.

www.rimaflow.it

  • La Città dell’Utopia (RM)

La Città dell’Utopia è un progetto del Servizio Civile Internazionale cui è stato affidato il casale Garibaldi. L’idea è quella di un laboratorio sociale e culturale che affronta i principali temi legati ad un nuovo modello di sviluppo locale e globale che sia equilibrato, sostenibile, giusto. Un laboratorio sociale e culturale che affronta temi legati a modelli di vita piu sostenibili, equilibrati e giusti.

www.lacittadellutopia.it

  • Il Ballo della Scrivania (PN)

Il Ballo della Scrivania è un’iniziativa nata spontaneamente da un gruppo di cittadini in seguito alla decisione assunta dall’amministrazione comunale di Pordenone di chiudere uno spazio per la cultura, PArCo2 galleria per l’arte contemporanea, ricavato nei locali della vecchia scuola G.A. da Pordenone. Si propone ora come Laboratorio Urbano per la sperimentazione d’iniziative che valorizzino l’interesse, le competenze e le capacità degli individui presenti all’interno della comunità, ed è aperto ad accogliere chiunque si proponga con un ruolo attivo.

www.ballodellascrivania.wordpress.com

  • Gatarigole (VE)

Gruppo informale di cittadini veneziani che hanno creato e gestiscono un orto comune in una delle aiuole di Campo San Giacomo dell’Orio, organizzando attività laboratoriali rivolte ai bambini.

  • Sistema Torino (TO)

Un gruppo che attraverso il teatro racconta in modo grottesco e surreale un’ipotetica Italia del futuro dove i beni pubblici vengono lasciati andare in degrado per poi “valorizzarli” in modo speculativo.

sistematorino.blogspot.it

  • Teatro Marinoni Bene Comune (VE)

Da settembre 2011 si avvia il percorso di riappropriazione del Teatro Marinoni – situato nell’ex Ospedale al Mare del Lido di Venezia. A seguire si costituisce il Comitato Marinoni Bene Comune, con la volontà di tutelare e rivitalizzare il Teatro mediante la costruzione di progetti culturali partecipati, che restituiscano questo straordinario edificio e le sue potenzialità alla città. Tra i primi interventi, il Comitato ha pulito, risanato e messo in sicurezza il Teatro con l’aiuto di volontari. Così il Teatro è stato reso agibile, dopo essere stato un luogo abbandonato per molti anni.

teatromarinonibenecomune.com

  • Assemblea Cavallerizza 14:45 (To)

Assemblea cittadina nata per difendere la Cavallerizza Reale di Torino dalla vendita.

www.cavallerizzareale.org

  • Archeoclub Venezia (Ve)

Associazione che si occupa della tutela e della valorizzazione del patrimonio storico-culturale veneziano e con particolare riferimento al territorio della Laguna; tra le attività, la rinascita e l’apertura al pubblico dei Lazzaretti vecchio e nuovo.

www.archeove.com

*La Campagna #UtopiaNonSiCancella inizia con l’arrivo della delibera 140 (Aprile 2015), che contiene una lista di 860 immobili di proprietà del comune o dei municipi da mettere a bando al solo scopo di fare cassa e risanare le finanze di Roma dopo lo scandalo di mafia capitale, tra cui il Casale Garibaldi, alias La Città dell’Utopia.

Il Demanio ha inviato una risposta negativa alla richiesta di concessione. Qui di seguito il link al comunicato stampa. La lotta prosegue e inviamo la nostra solidarietà e un caldo abbraccio ai nostri amici di Poveglia, nella speranza che qualcosa si smuovi per ridare dignità e legittimità ai beni comuni di questo paese.

[LEGGI IL COMUNICATO PRODOTTO DA “POVEGLIA PER TUTTI” IN SEGUITO ALLA RISPOSTA DA PARTE DEL DEMANIO SULLA RICHIESTA DI CONCESSIONE]

LIVING OIL: gli effetti sull’ambiente dell’estrazione del petrolio nel delta del Niger

LIVING OIL: gli effetti sull’ambiente dell’estrazione del petrolio nel delta del Niger

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LIVING OIL – Estrazione di petrolio, devastanti fuoriuscite ed effetti sul clima nel delta del Niger

di Opeoluwa Obisesan*

Una panoramicaLiving Oil_ng1

Il greggio è stato per la prima volta scoperto nel 1956 a Olubiri, nella regione del delta del Niger, a sud della Nigeria.

Con la produzione di oltre 2 milioni di barili di greggio al giorno, la Nigeria è oggi all’8° posto tra i paesi produttori di petrolio nel mercato globale.

Le grandi multinazionali (Eni, BP, Shell, ExonMobil tra gli altri) hanno trovato una grande opportunità di investire in questo luogo ricco di petrolio aiutati dal governo federale. Tuttavia, l’estrazione di petrolio e gas ha avuto un costo per la vita sociale e per l’ambiente.

Gas flaring e fuoriuscite di petrolio

Ci sono state più di 5.000 grandi fuoriuscite nel delta del Niger e dintorni

Il petrolio non raffinato e’ un mix di greggio e gas, che puo’ passare nelle tubature sottomarine soltanto dopo che questi due sono stati separati.

Il gas flaring, ovvero la combustione in torcia del gas associato all’estrazione petrolifera, sta causando più danni che benefici. La popolazione eredita malattie respiratorie, malattie tumorali di tutti i tipi, ecc.

Il gas flaring è uno spreco di risorse: potrebbe essere convertito in energia per l’elettricità, cottura domestica, combustibile per automobili e per uso industriale o reinserito sotto terra per un uso futuro.

Fuoriscite di petroliooil-spill

Le fuoriuscite di petrolio sono un evento comune nel delta del Niger Regione.

La metà di tutte le fuoriuscite sono state causate da incidenti di oleodotti e petroliere (50%). Tra le altre cause si annoverano il sabotaggio (28%), l’attività di produzione del petrolio (21%) e un 1% delle fuoriuscite causato da impianti di produzione insufficiente o non funzionale.

Conseguenze

Devastazione delle foreste di mangrovie, distruzione di colture, animali, e acquacoltura attraverso la contaminazione delle acque sotterranee e dei terreni. Nemmeno una goccia di acqua potabile.

La reazione della Comunitàoilprotesters1-420x0

Dopo una serie di proteste di massa per fermare le fuoriuscite di petrolio, il gas flaring e restituire alla comunità ciò che gli è stato preso, il governo e le multinazionali hanno fatto ben poco.

A turno, la comunità’ di giovani si e’ buttata in proteste di massa, cimentandosi anche in attività’ criminali come rapimenti di internazionali al fine di chiedere dei riscatti (dell’ammontare di milioni di dollari).

Conclusioni

L’esplorazione petrolifera in Nigeria ha avuto gravi conseguenze ambientali e umane per gli abitanti. Il costo sociale ed ambientale della produzione di petrolio è stato grande e comprende la distruzione della fauna selvatica e della biodiversità, la scomparsa di terreno fertile, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua potabile, il deterioramento dei terreni agricoli e danni all’ecosistema acquatico che a loro volta hanno determinato gravi problemi di salute per gli abitanti.

Gli ambientalisti e la gente in generale hanno dato la colpa alle compagnie petrolifere, ma è il governo federale che fornisce le leggi,  e le licenze a cui le compagnie petrolifere devono attenersi. Il governo federale dovrebbe prendere le misure necessarie, iniziate con NOSDRA, NDDC, UNEP, UN SPDC e ONG.

Un miglioramento è iniziato, in termini di uno sviluppo sostenibile nel delta del Niger e il governo dovrebbe continuare a stanziare maggiori fondi nel Delta del Niger verso una soluzione definitiva e duratura.

 

*Opeoluwa Obisesan è un attivista dell’associazione VWAN che ha sviluppato la passione per ‘il diritto a vivere’ con il desiderio di fare in modo che la società e l’ambiente vadano nella giusta direzione. Ha interessi in Capacity and Human development, Youth empowerment e Project Management.

VWANVWAN

VOLUNTARY Workcamps Association Of Nigeria (VWAN) è una organizzazione no-profit fondata nel 1963. Le attività sono svolte attraverso il servizio di giovani volontari attraverso la promozione di una cultura di pace e il Community Building. L’Associazione è un gruppo del Service Civile International in Nigeria, è affiliata al CCIVS (Coordinating Committee for International Voluntary Service) e all’NYCN (National Youth Council of Nigeria).

 

 

LIVING OIL – Oil Exploration, Spillage and Effect on Climate in the Niger Delta

by Opeoluwa Obisesan*

 

An Overview

Crude Oil was first discovered in 1956 in Olubiri of Niger Delta Region, South of Nigeria.

With the production of over 2Million Barrel of Crude oil per day, Nigeria is the 8th largest  Oil Producing Country in the Global Market.

Multinational Enterprise (Eni, BP, Shell, ExonMobil among others) found great opportunity to invest in this oil rich environment with their operations aided by the Federal Government. However, the exploration of Oil and Gas has Cost the Social and Environmental life.

Gas Flaring and Oil Spillage

There have been over 5,000 major oil spill in the Niger Delta and environGas Flaring
s. Crude Oil is a mixture of Oil and Gas and cannot travel in the pipe underwater hence the need to separate the two. However, the Gas flaring is causing more harm than good.

The people in the community inherited respiratory diseases, cancerous diseases of all kind etc.

Gas flaring is a waste of resources, it could be converted to energy for electricity, domestic cooking, automobiles, and industrial use or stored back into the earth for future use.

Oil Spillage

Petrolio nel fiume NigerOil spills are a common event in Niger Delta Region. Half of all spills occurred due to pipeline and tanker accidents (50%), other causes include sabotage (28%) and oil production operations (21%), with 1% of the spills being accounted for by inadequate or non-functional production equipment.

Consequences

Immense depletion of the mangrove forests, destruction of crops, Animals, and aquacultures through contamination of the groundwater and soils. Not even a drop of good water to drink.

Reactions from the Communitiesoilprotesters1-420x0

After series of Mass Protest to Stop Oil Spillage, Gas flaring and to give back to community what has been taking from them, there has been little intervention from both Government and the multinational enterprises. The community youth in turn resolved in Mass protest, engaged in unlawful activities such as kidnapping expatriate in demand for ransom (in Millions of Dollars).

Conclusion

Oil exploration in Nigeria has had sever environmental and human consequences for the indigenous people who inhabit the area surrounding oil extractions. The social and environmental cost of oil production has been extensive.

They include destruction of wildlife and biodiversity, loss of fertile soil. Pollution of air and drinking water, degradation of farmland and damage to aquatic ecosystem, all of which have caused serious health problems for the inhabitants of the area surrounding oil production.

Environmentalist and people generally give blame to the oil companies but the Federal Government provides the laws, legislation and license, which the oil companies must adhere too. The Federal Government has to take steps, which they have started with NOSDRA, NDDC, UNEP, UN SPDC and NGOs. Improvement have begun in terms of achieving sustainable development in the Niger Delta, the government should continue to allocate more revenue into the Niger Delta for steps toward finding a permanent and lasting solution.

*Opeoluwa Obisesan is an activist with VWAN who has developed passion for ‘living right’ a desire to ensure the society and environment is in order. He has kin interest in Capacity and Human development, Youth empowerment and Project Management.

 VWAN

VOLUNTARY Workcamps Association Of Nigeria (VWAN)VWAN

Mission is to build an egalitarian society devoid of degradation.

Voluntary Workcamps Association of Nigeria (VWAN) is a registered non-profit organisation founded in 1963. Our activities are carried out through the service of youth volunteers towards community building and promoting a culture of peace. The Association is a group of Service Civil International in Nigeria, affiliate to CCIVS (Coordinating Committee for International Voluntary Service) and NYCN (National Youth Council of Nigeria) we also have corresponding relationship with the partners and stakeholders on the local, national and regional levels.

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