Educazione e tutela ambientale nelle isole Zanzibar, in Tanzania

Educazione e tutela ambientale nelle isole Zanzibar, in Tanzania

Dal 20 novembre all’8 dicembre 2017 un campo in Tanzania, presso l’arcipelago di Zanzibar, per supportare un progetto di tutela dell’ambiente.

Sappiamo che le foreste sono il “polmone verde” del pianeta. Oltre a creare un materiale puro come l’ossigeno, bilanciando la quantità di carbonio presente nell’atmosfera, aiutano a controllare l’erosione del suolo, le inondazioni e le valanghe; inoltre sono il perfetto ecosistema naturale per la riproduzione di moltissime specie di flora e fauna, ed offrono momenti di ricreativa bellezza. Le foreste di mangrovie lungo la corta sudoccidentale dell’arcipelago di Zanzibar sono state duramente colpite dalle attività dell’uomo, quali lo scarico dei rifiuti, la pesca intensiva, incendi, deforestazioni per la raccolta del legno e la speculazione edilizia. L’impatto di tali attività ha avuto conseguenze evidenti e drammatiche, come l’innalzamento del livello delle acque, la scomparsa di numerose specie vegetali e animali e fenomeni climatici mai avuti prima.

I/le volontari/e supporteranno il progetto di tutela ambientale attraverso diverse attività: campagne di sensibilizzazione sulla questione ambientale; raccolta dei semi di mangrovia; semina delle piante di mangrovia; conoscenza della cultura locale. Inoltre, nei pomeriggi i/le volontari/e terranno lezioni di lingue straniere per i/le giovani e le donne locali, con l’obiettivo di accrescerne la qualità della vita attraverso la conoscenza di una lingua straniera.

Come parte studio verranno trattati i seguenti temi: incremento dell’ambiente e delle zone verdi; l’insegnamento di lingue straniere; tradizioni e culture locali. Nei fine settimana i/le volontari/e avranno la possibilità di visitare le attrazioni di Zanzibar.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Kiswahili.

Laggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Supportare i giovani nel lavoro di prevenzione dell’HIV/AIDS in Uganda

Supportare i giovani nel lavoro di prevenzione dell’HIV/AIDS in Uganda

Dal 27 novembre al 15 dicembre 2017 un campo in Uganda a sostegno del progetto di cura e prevenzione del virus HIV e della sindrome dell’AIDS, portato avanti dall’associazione UPA Pakwach.

La sede dell’associazione è situata sulla rotta commerciale che transita tra il Sud del Sudan e la Repubblica Democratica del Congo. Proprio a causa del suo collocamento geografico, la popolazione di Pakwach è fortemente esposta alle infezioni del virus HIV e, di conseguenza, alla malattia AIDS, che continua a diffondersi proprio per colpa del traffico umano, molto intenso in questa zona. Tra le cause, l’alcolismo e l’alto tasso di disoccupazione sono le principali, poiché molti/e giovani vengono abusati sessualmente sotto l’effetto dell’alcol o sono costretti/e a prostituirsi per poter sopravvivere.

La branca ugandese dello SCI UPA Pakwach è da tempo impegnata in iniziative di sensibilizzazione e prevenzione della diffusione del virus e della malattia in questa zona, proponendo di anno in anno nuovi metodi e pratiche. Il campo di volontariato internazionale si colloca nel tentativo di ampliare gli sforzi nell’azione di consapevolizzare la popolazione locale.

I/le volontari/e del campo saranno impegnati/e in diverse attività, tra le quali: discussioni e dibattiti aperti al pubblico; preparazione e svolgimento di workshop sulla prevenzione e la cura dell’HIV/AIDS; attività di consulenza per genitori e bambini; visite ai circoli che svolgono attività con gli/le affetti/e dal virus e/o dalla malattia; realizzazione di performance teatrali a tema HIV/AIDS per diffondere e sensibilizzare sulla tematica; attività sportive e ludiche con la comunità locale; partecipazione a trasmissioni radiofoniche locali.

Come parte studio, verranno visitate le comunità dei vicini villaggi di pescatori, dove poi verranno svolte le performance teatrali. Molte visite si svolgeranno inoltre nei centri giovanili che svolgono attività di consulenza e negli ospedali dove si praticano i test.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Jonam.

Leggi qui la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Promuovere lo scambio interculturale: un campo in Tanzania

Promuovere lo scambio interculturale: un campo in Tanzania

Dal 5 al 18 novembre 2017 un campo in Tanzania, per favorire lo scambio interculturale con le piccole comunità locali.

Nonostante si dica che la popolazione mondiale ha recentemente superato i 7 miliardi di persone, in Tanzania (come del resto in altre parti del mondo) molte persone ancora incontrano a malapena qualcuno che non appartenga al proprio ristretto gruppo di familiari, amici o che sia parte della stessa comunità; e, ancora meno, riescono ad avventurarsi al di fuori del contesto in cui sono cresciute. Il campo, inserito nel progetto più ampio che promuove l’esperienza dello scambio interculturale, ha l’importante obiettivo di fare approcciare persone provenienti da ogni parte del mondo a una realtà alla quale non sono normalmente abituate, favorendo la caduta di barriere e distanze tra un campo e l’altro del globo.

Il progetto punterà a far emergere diversi aspetti culturali per abilitare i/le partecipanti a descrivere la vita economica, familiare e comunitaria delle persone (e quindi anche gli aspetti culturali e tradizionali) centrando il focus sulle persone stesse, e quindi ciò che fanno e come si comportano in un determinato luogo e ora. Verranno svolte molte attività quali la creazione di oggetti tramite la tessitura e l’intreccio di materiali, pittura con l’henné, cucina, e via dicendo. I/le volontari/e prenderanno parte a delle lezioni di swahili, di danza, canto e musica tradizionale. Molte di queste attività verranno svolte con i bambini e le bambine della comunità ospitante.

Come parte studio, verranno svolte discussioni, dibattiti, performance culturali e teatrali che vedranno coinvolte insieme volontari/e internazionali e persone della comunità locale.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Kiswahili.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Kenya, Kiburanga Community: l’esperienza di Ivana in Africa

Kenya, Kiburanga Community: l’esperienza di Ivana in Africa

L’articolo è stato scritto da Ivana De Pascalis, che racconta la sua esperienza in Kenya con un campo SCI presso Kiburanga Community, tra attività con i bambini e incontri con le famiglie della comunità.

E arriva il momento della partenza per il Kenya, dopo un periodo di preparativi fisici e mentali, assicurazioni, visti, biglietti, cosa portare, dubbi sull’indossare abiti chiari o abiti scuri, perché gli scuri attirano zanzare, anche se, in agosto, non ho trovato una zanzara neanche a pagarla, ma nonostante tutto giù di antizanzare. E questo? Mi servirà? Come farò a ricaricare gli apparecchi elettrici? Internet sì o internet no? E le foto? Nel mentre che perdi tempo tra queste decisioni….arriva il momento della partenza. Pronta?? Si può forse rispondere?

Insomma tra una cosa e l’altra, sei già al check-in, stomaco a frittella, agitazione ai massimi storici, ma una voglia di arrivare, vedere e vivere che non ti fa più pensare a tutto ciò! Volo tranquillo tra musica africana, film in lingua, qualche oretta di sonno. Atterri a Nairobi, capitale del Kenya, già da subito ti accorgi di cosa vuol dire esser dall’altra parte del tuo mondo: lingue, volti, colori, odori, regole diverse che forse è meglio conoscere (come per esempio che a Nairobi NON si fuma per strada. Ma dopo 12 ore di volo una sigaretta no? No, per strada No!). Aspetto all’aeroporto con sguardo incuriosito e speranzoso, che qualche anima pia mi venga a recuperare. E così accade, ovviamente con ritmi e tempi del “Sud”, Pole Pole (piano piano).

Fortunatamente la permanenza a Nairobi è breve (che caos dei sensi, olfattivi visivi uditivi), con nuova destinazione Kiburanga Community.

Dopo 9 ore di furgoncino, arrivi nel luogo in cui madre natura ha calcato più la mano. No asfalto (se non sulle arterie principali), alberi di banane, rocce imponenti, terra (sì, semplicemente terra, non coperta da case, marciapiedi, strade) e un mare di bambini sorridenti che ti corrono incontro, salutandoti, chi più chi meno timido, con un “Jambooo How Are You??!”. E da lì capisci che ora realmente la tua avventura è cominciata!

La struttura che ci ospita è composta da 3 casette (e mezzo) in mattoni, già un lusso considerando che nel circondario le case vengono costruite solitamente con terra, acqua e un po’ di cemento. Due di queste vengono usate per dormire, all’interno vi sono solo materassi a terra, borsoni e qualche letto usato dai volontari locali che vivono lì permanentemente. L’altra casa è una cucina (con angolo materasso per gli ospiti da una tantum). E nella mezza casetta composta in pratica da una veranda con tetto, vi è la cucina “estiva”, che prevede un angolo dove accendere il fuoco su cui cucinare la pasta con un mega pentolone e un angolo forno a legna che ha regalato a tutti una serata pizza, perché da buoni italiani nella “cena tema” abbiamo sfornato, su richiesta degli altri volontari, pizza per tutta la comunità!

Passiamo a loro…e a noi… Il campo SCI si è svolto in concomitanza con le attività di Eduka, un’importante associazione di volontariato spagnola, quindi eravamo a conti fatti 15 volontari internazionali e circa 7/8 volontari locali (diciamo che il numero dei volontari locali variava sempre un po’, alcuni erano “fissi” e altri spuntavano solo a volte, sopratutto la sera, per motivi lavorativi, organizzativi e anche un po’ per pigrizia. Sì, benvenuti, anche questo è Africa). Le giornate trascorrevano e il tempo correva tanto da non accorgerti quasi che le 3 settimane, quelle che pensavo fossero tante, finisco in un baleno, ma tu hai ancora una marea di cose da fare, da vedere e da vivere.

Le attività che si effettuavano erano principalmente di dopo scuola con i bimbi, quindi al mattino e nel pomeriggio si trascorreva il tempo con loro a giocare, ballare, cantare, colorare e chi più ne ha più ne metta, libero sfogo alla fantasia. Abbiamo addirittura fatto con loro delle lezioni di ginnastica (non immaginate quante risate si possano fare mentre si fanno dei semplici esercizi fisici come la ruota). In alternativa, si poteva collaborare con Eduka per terminare la costruzione di una scuola proprio nel cuore di Kiburanga.

Inoltre abbiamo anche sviluppato una classe di teatro con i bambini, con cui mettere in scena tre canzoni, tutti truccati come gli animali della savana.

Queste sono più o meno le attività che venivano svolte per i bimbi. Dall’altra parte poi ci sono le attività più “istituzionali” e quelle di “utilità sociale”.

Nelle prime inserirei le “Home Visits”, cioè degli incontri con le famiglie della comunità di Kiburanga, con cui confrontarsi e conoscere meglio la realtà, le ideologie, le abitudini e le mentalità diverse. Trattando argomenti come la poligamia, l’abuso di alcool da parte (sopratutto) degli uomini, il grande problema della pratica della mutilazione genitale femminile, la povertà, l’agricoltura, l’igiene. Ma si parlava anche, con più leggerezza, di come trascorrono le loro giornate e di quali sono i loro sogni per il futuro. Insomma un bellissimo momento di scambio culturale a 360 gradi!

Nelle attività di utilità sociale, invece, rientrano tutte le attività che a turno svolgevamo, come la pulizia del “bagno” e delle “docce”, dove per bagno si intende un piccolo “camerino” chiuso e coperto, al cui centro è stato creato un buco profondo circa 10 metri dove si poteva, via insomma, avete capito far cosa. La doccia, in pratica uguale, senza buco centrale, ma con solo piccola fessura laterale per lo scolo delle acque all’esterno. L’arte di arrangiarsi!

Tra le altre attività, la collaborazione (sempre a turno) in cucina e al lavaggio dei piatti, alla “spedizione” giornaliera sino al fiume per recuperare acqua utile al fine di cucinare e di docciarsi. Ah, dimenticavo, in Kiburanga Community non è presente acqua corrente e neanche elettricità. Come anticipavo prima, per le ricariche degli apparecchi elettronici si può far riferimento ai piccoli shops che si incontrano in “paese”, dove è inoltre presente un pub dove gustare una fantastica Tusker, birra kenyota, lager, nulla di eccezionale, se non che ti viene portata in bottiglie da 500 ml, accompagnata da arachidi bolliti non salati! Dopo una calda giornata africana, una birretta fa sempre piacere!

Altre attività che abbiamo svolto nel campo in Kenya sono state le “libere uscite”, cioè week-end di visita presso il Victoria Lake e il Safari nel Masai Mara, organizzati completamente dal partner SCI del Kenya. Victoria Lake, posto splendido, dove il lago si traveste da mare per la sua immensità, tocca tre paesi: Kenya Tanzania e Uganda. Dopo aver conosciuto e speso del tempo con bambini e famiglie del luogo, abbiamo girato su pietre e su scogli mastodontici a picco sul lago e tra calette nascoste e usato le barche a remi. Ma soprattutto, abbiamo nuotato e ci siamo goduti dei tramonti e delle albe sul lago, ancora oggi stampato perfettamente nella mia memoria.

Seconda uscita, un classico, Masai Mara con safari, girovagando alla ricerca di elefanti, zebre, giraffe, e se si ha fortuna di leoni, leonesse e ghepardi. Un paradiso incontaminato, inspiegabile, calmo, vivo, aperto. Il tuo sguardo li può vedere a 360 gradi, in tutte le direzioni, senza trovare ostacoli visivi, semplicemente Natura allo stato più puro! Considerate che queste uscite (sopratutto il Masai Mara) sono state dispendiose e fuori dai costi SCI. Purtroppo al safari non sei più un volontario, ma un turista, quindi…è anche giusto così!

Concludendo, passo alla parte emotiva. A ciò che questa esperienza, ma sopratutto il luogo e le persone incontrate, hanno lasciato in me. In primis, un senso di forza interiore e di crescita personale, per aver vissuto ed essere sopravvissuta tra le difficoltà linguistiche, la convivenza con altre persone differenti tra loro, in poco spazio e con pochi mezzi. Secondo punto: il vivere quotidiano, la “non fretta del vivere” e l’apprezzare la Vita, così com’è, con un gran sorriso!

In terzo, non saprei proprio che dirvi se non che ripartirei domani per l’Africa o per qualsiasi altro campo SCI, zaino in spalla e via!

Partecipa agli incontri di formazione di SCI-Italia e parti subito! [Primavera 2017]

Partecipa agli incontri di formazione di SCI-Italia e parti subito! [Primavera 2017]

Per alcun@ è stata una scuola di vita, per altr@ un modo per conoscere meglio se stessi e gli altri, per altr@ ancora semplicemente la via per fare chiarezza sull’esperienza del volontariato internazionale. Per noi, gli incontri di formazione restano una grande occasione di crescita, un modo per percorrere insieme un piccolo tratto di strada.

Ti aspettiamo agli incontri di formazione se:

Con gli incontri di formazione potrai avere tutte le risposte che cerchi: scegli il luogo più vicino a te e la data che preferisci e preparati a partire!

Incontri di I e II livello

Gli incontri di formazione si dividono in I livello e II livello e permettono di prendere coscienza dell’esperienza che stai pianificando di fare: dalla conoscenza dello SCI ai partner locali e internazionali, dalla motivazione che ci muove a partire al contesto con cui ti confronterai.

Inoltre, gli incontri permetteranno di inserire nel tuo bagaglio formativo strumenti utili per il tuo futuro lavorativo e non: comunicazione nonviolenta, risoluzione dei conflitti interpersonali, momenti di approfondimento su temi quali conflitti armati, migrazioni, tutela dell’ambiente.

Gli incontri di I livello durano una giornata, mentre gli incontri di II livello iniziano il venerdì sera e terminano la domenica pomeriggio.

Entrambi hanno carattere residenziale: è obbligatoria la permanenza durante tutto il tempo (anche il pernottamento nel caso degli incontri di II livello), perché sono anche momenti per condividere vita comunitaria e mettersi alla prova rispetto alla dinamica del campo di volontariato.

Gli incontri, salvo casi eccezionali, non sono selettivi, ma ovviamente avranno la funzione di portarti a capire se l’esperienza proposta è quella adatta.

Se vuoi partire per un progetto di volontariato internazionale in Asia, Africa, Mediterraneo e America Latina, è obbligatorio partecipare a entrambi i livelli di formazione.

Se lo spirito di un campo internazionale di lavoro è lo stesso in Scozia come in Ghana, o in India o in Nicaragua, ben diversa è la situazione che lo ospita, i messaggi e gli stimoli da mandare e da ricevere: la solidarietà corre sul filo del rispetto verso culture altre rispetto alla nostra. Condizioni logistiche ed ambientali particolari richiedono ovviamente uno spiccato senso di adattamento e grande sensibilità.

Ti invitiamo a scegliere la formazione più vicina a casa tua: cerchiamo di promuovere una formazione a km zero rispettosa dell’ambiente. Questo ci permetterà oltretutto di gestire la logistica nel migliore dei modi per offrirvi una formazione di massima qualità.

Date, luoghi e modalità d’iscrizione.

I livello

Per il I livello di formazione si richiede il tesseramento (20 euro) e un contributo di 10 euro per le spese di vitto ed eventuale alloggio. Per conoscere le modalità d’iscrizione o richiedere ulteriori informazioni sarà sufficiente inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica associato al luogo e alla data scelti. In seguito, si dovrà allegare la prova del pagamento della tessera e del contributo.

Piemonte

01/04/2017 (Polo 365 – Corso Ferrucci 65/A, Torino)
oppure
22/04/2017 (Centro Studi Sereno Regis, via Garibaldi 13, Torino)
Indirizzo e-mail: formazione@sci-piemonte.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale
IBAN: IT84U0359901899050188523414
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Lazio (La Città dell’Utopia, via Valeriano 3F, Roma)

01/04/2017
oppure
13/05/2017
Indirizzo e-mail: campisud@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Lombardia

09/04/2017 (Casa delle Associazioni, via Marsala, 8, Milano)
oppure
06/05/2017 (Villa Tittoni, Desio, Monza)
Indirizzo e-mail: lombardia@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale
IBAN: IT56B0501801600000000123597
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Emilia-Romagna (Làbas, via Orfeo, 46, Bologna)

29/04/2017
Indirizzo e-mail: bologna@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Liguria

13/05/2017
Indirizzo e-mail: genova@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Veneto (Ca Hurria, via Frassinelli, 155, Olmo di Martellago, Venezia)

14/05/2017
Indirizzo e-mail: padova@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Campania (Ex OPG Je Sò pazzo, via Matteo Renato Imbriani, 218, Napoli)

27/05/2017
Indirizzo e-mail: campisud@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

II livello

Per il II livello di formazione è previsto contributo di 30 euro per le spese della struttura ospitante. Per iscriversi, sarà sufficiente inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica associato al luogo scelto. Il contributo potrà essere versato sul posto.

Piemonte (Berzano di Tortona)

26-28/05/2017
Indirizzo e-mail: formazione@sci-piemonte.it

Lazio (La Città dell’Utopia, via Valeriano 3F, Roma)

9-11/06/2017
Indirizzo e-mail: campisud@sci-italia.it

I + II livello

Sardegna (Cagliari, Fondazione Enrico Berlinguer)

03/06/2017
Indirizzo e-mail: sardegna@sci-italia.it

Per l’incontro in Sardegna, oltre al contributo di 30 euro, sarà necessario effettuare il tesseramento allo SCI (20 euro).

 

Zanzibar: volontariato nelle foreste di mangrovie dell’isola

Zanzibar: volontariato nelle foreste di mangrovie dell’isola

Dal 26 giugno al 14 luglio 2017, un campo di volontariato in Tanzania, nell’Isola di Zanzibar.

Il progetto è stato pensato come supporto ai comitati locali di gestione dell’ambiente. Le foreste di mangrovie sulla costa sud ovest dell’Isola di Zanzibar sono state duramente danneggiate dalle attività umane, come discariche di rifiuti, cattive pratiche di pesca, incendi, tagli significativi nei boschi per usi commerciali e attività di costruzione. Ne risultano un aumento del livello dell’acqua, l’estinzione di più specie di alberi, siccità, mutazione dell’acqua dolce in acqua salata, etc.

Tra le varie attività, i volontari e le volontarie saranno coinvolti nella sensibilizzazione sui temi ambientali, nella raccolta dei semi di mangrovia, e nella piantagione di alberi (a seconda del tempo).

In più, avranno l’opportunità di familiarizzare con la cultura e la lingua locali. I volontari proporranno anche loro corsi di lingua, volti all’empowerment delle donne e dei giovani del posto, la cui conoscenza di lingue straniere contribuisce allo sviluppo delle attività economiche locali.

Durante il loro tempo libero, i volontari avranno l’opportunità di visitare le varie attrazioni di Zanzibar. Possono essere organizzate visite di gruppo. Possibili attività sono: Safari blue (nuotare, snorkeling, pranzo pesce e frutti di mare, sports sui banchi di sabbia), Beach & Nature trip (visita della foresta Jozani, spezie tour, nuoto coi delfini) e il tour di Stone town.

La lingua del campo è l’inglese, ma i volontari avranno l’opportunità di imparare il Kiswahili, la lingua nazionale a Zanzibar – Tanzania – e in alcuni altri paesi dell’Africa.

Se hai l’anima di un ecologo, foreste e banchi di sabbia ti fanno impazzire, e vorresti avvicinarti all’Africa, questo è il campo che fa per te!

Leggi qui la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Nel bel mezzo del Kenya: racconto di un campo a Kiburanga

Nel bel mezzo del Kenya: racconto di un campo a Kiburanga

Il racconto di Samantha Scalvi della sua estate nel villaggio di Kiburanga, Kenya, durante un campo di volontariato SCI.

Basta un attimo, basta un solo attimo che la mia mente ritorna a 5 mesi fa…
Vedo i colori, lʼenergia, il sorriso dei bambini, i visi segnati, gli sguardi profondi, la musica, la convivenza, la semplicità, il calore delle persone, gli odori,il fuoco, la solidarietà, la povertà, la sofferenza…
Questo racchiude le tre settimane passate nel villaggio di Kiburanga.

Eravamo 15 volontari europei, ritrovatisi nel bel mezzo del Kenya. Ancora niente si conosceva, né di noi e né di quello che ci aspettava. Ospitati da una famiglia locale, che ci ha fatti sentire dal primo momento come se fossimo a casa, è stato lì che ci siamo resi conto, per quanto possibile, come si potesse vivere in condizioni di povertà e solidarietà. Lʼunica fonte dʼacqua era una piccola sorgente che si trovava nelle vicinanze e insieme, ogni mattina, ci dividevamo per andarla a raccogliere con i secchi; quella era lʼacqua che ci doveva bastare per lʼintera giornata.

Ricordo i miei risvegli con una grande necessità di bere, come se non bastasse mai quella che avevo, ma questa mancanza veniva ripagata con una grande colazione che ci aspettava ogni mattina, preparata da noi e dai volontari locali, ricca di frutta raccolta nei campi e the allʼinglese: era così, pieni di energia, che iniziavamo la nostra giornata!

Ogni giorno si percorreva quella stradina in mezzo alla campagna attraversata da mucche, capre, cani, galline, e famiglie che ci salutavano dalla loro porta di casa, che ci portava al campo dove avremmo incontrato i bambini e lavorato per la costruzione di una classe per una scuola elementare e la sistemazione del campo stesso. Le giornate le trascorrevamo principalmente con i bambini: disegnavamo, cantavamo, giocavamo a calcio, saltavamo la corda, facevamo teatro e altri giochi ricreativi e alla fine di ogni giornata concludevamo con una canzone per salutarci tutti insieme.
Ricordo i disegni fatti dai bambini che rappresentavano i loro sogni, come quello di avere una bella casa, avere il cibo a sufficienza e poter prendere lʼaereo. Li guardai molto commossa…

Ricordo come erano felici nel vederci e passare la giornata con noi a giocare. Erano semplici nel loro essere, ti guardavano e sorridevano, sempre! Mi trasmettevano la loro energia e nello stesso tempo me la esaurivano, erano sempre attivi e con voglia di fare, si inventavano giochi con semplici oggetti o canzoni. Sono stati loro, soprattutto, ad insegnarmi che nella vita bisogna accontentarsi di quello che si ha, che si può vivere senza quello che la società ormai ci impone di avere e che le cose bisogna guadagnarsele faticando, perché niente arriva da solo.

Dopo una sola settimana a Kiburanga, la maggior parte delle persone del villaggio ti conosceva e il saluto avveniva sempre con un: “Jambo” e una stretta di mano, sia con i bambini che con gli adulti. È così che in sole tre settimane ti sentivi parte integrante di un piccolo villaggio, con la sensazione di sentirsi accettata e non essere fuori posto. Ricordo quando comincia a camminare anch’io a piedi nudi niente più mi preoccupava dello sporco sulla mia pelle o di quello che avrei potuto calpestare – perché fu lì che mi resi conto di aver preso la consapevolezza di come stavo interiorizzando certe usanze di una cultura diversa dalla mia.

Ricordo che la sera quando tornavamo a casa, dopo lʼimbrunire, il villaggio era illuminato solo dalla luna e dalle stelle, lʼatmosfera era molto diversa, a volte pioveva, iniziava ad esserci più freddo, le famiglie rientravano tutte nelle loro case e noi volontari avevamo difficoltà a orientarci anche con le torce, a differenza degli altri ragazzi che essendo abituati al buio, si muovevano con famigliarità e agilità.

Ricordo gli odori molto forti durante le visite nelle case delle donne, momenti molto interessanti che ci hanno dato lʼopportunità di conoscere da vicino le loro storie. Anche le cene sono state occasione di scambio culturale, perché in base alle nostre nazionalità si cucinava qualcosa di tipico, così da poter conoscere nuovi sapori. Si concludeva la giornata con un bellissimo falò e canti, era il momento dove emergevano le nostre riflessioni, paure, dubbi, stati dʼanimo e punti di vista che venivano condivisi con tutti i volontari.

E ora, scrivo queste ultime righe sul treno, tratta Bergamo-Milano. Ho una famiglia africana seduta davanti a me, li guardo e mi fermo a ricordare I miei occhi si riempiono di nostalgia, i ricordi si fanno sempre più intensi e la voglia di ripartire e riabbracciare ancora tutti, è tanta!

Mai dimenticherò tutto ciò che mi hanno trasmesso, lʼarricchimento grazie a queste grandi diversità e il segno che hanno lasciato dentro il mio cuore.

A presto Kiburanga!

Nuovi progetti di volontariato a lungo termine: da oggi anche in Africa e Asia!

Nuovi progetti di volontariato a lungo termine: da oggi anche in Africa e Asia!

I progetti Long Term Volunteering (LTV) sono destinati ai volontari che vogliono impegnarsi in attività più durature rispetto a un campo di volontariato

Volontariato a lungo termine in AfricaA differenza di un campo, dove i volontari vivono un’esperienza di gruppo per un periodo limitato, un/a volontario/a a lungo termine può essere l’unico/a partecipante internazionale al progetto o comunque far parte di un gruppo molto ristretto di volontar* internazionali, e non sempre si condivide uno stesso periodo di volontariato.

Un LTV ha una durata che varia da due mesi a un anno e consente ai volontari di partecipare ad attività in diversi ambiti, presso branche SCI o associazioni partner. Il limite minimo di età per partecipare è di 18 anni, mentre non esiste un limite massimo.

Ogni progetto LTV può avere delle condizioni di partecipazione leggermente diverse (tipologia di attività, durata, alloggio, pocket money, fee/contributo di partecipazione, lingue richieste ecc.), quindi per poter fare una scelta consapevole è necessario leggere attentamente sia le informazioni generali descritte in questa sezione sia la scheda descrittiva di ciascun progetto.

Per il 2016 SCI-Italia apre a molti nuovi progetti LTV nel Sud del mondo, in particolare in Kenya, Nigeria, Uganda e Sri Lanka. Per questi paesi, parte del cosiddetto Global South, è necessario aver compiuto 20 anni e aver partecipato alla “Formazione NordSuddi primo e secondo livello, che ha una validità di tre anni. L‘ultima formazione dell’estate si svolgerà dall’8 al 10 luglio 2016!

A questo link è possibile consultare tutti i progetti attivi.

ATTENZIONE: le date di inizio e fine progetto inserite nelle schede descrittive sono puramente indicative e non sempre aggiornate. Per avere conferma su questo dettaglio scrivere a ltv@sci-italia.it.

Per saperne di più:
Tutto quello che c’è da sapere su un progetto LTV

Racconto da un campo in Tanzania

Racconto da un campo in Tanzania

L’articolo è stato scritto da Alice Giusti, che nell’agosto 2013 ha partecipato a un campo in Tanzania, in una scuola meterna di Mbande, Temeke. Il suo racconto ha vinto il Concorso Campi indetto da SCI-Italia.

Il mio taxi avanzava lentamente nel traffico di Dar es Salaam, Tanzania, mentre il mio aereo volava via, volava via con i miei compagni di viaggio, volava via con le mie paure, volava via con quella tristezza di tornare a casa che mi aveva convinta a rimanere ancora. Il mio taxi avanzava lentamente mentre la voglia di riabbracciare i bimbi, le maestre, i miei nuovi amici mi faceva sentire viva, viva come mai mi ero sentita prima di quei giorni trascorsi in quel continente imperfetto: l’Africa. Il mio viaggio di ritorno al campo era accompagnato dalla tipica musica locale, una musica allegra, ritmica e tanto profonda da riflettere la molteplicità di colori di quei luoghi. L’uomo al volante era incuriosito dalla mia storia: una donna partita da sola dall’Italia per…per…

Il primo giorno di scuola, mi ritrovai davanti la casa di una maestra. Davanti la porta di entrata tante scarpe piccole e colorate. Oltre la porta d’entrata tante vocine squillanti che ripetevano le vocali. Varcata quella porta, improvvisamente il silenzio. Una trentina di bambini, seduti e sdraiati su un tappeto rosso, lercio, mi guardavano meravigliati, con quegli occhioni neri che raccontavano tante storie diverse. Alla lavagna una donna. Una donna magra, non troppo alta, con il volto coperto dal burqa. Immediatamente mi fu offerta una sedia, ma la voglia di far parte di quel mondo mi fece sedere a terra accanto a loro che subito mi chiamarono “Madame Alice”. “Madame Alice” sentivo risuonare tra le capanne quando il pomeriggio passeggiavo, “Madame Alice” ripetevano migliaia di volte quaranta bimbi quando volevano mostrarmi come avevano scritto bene la lettera “A”. Mi fu immediatamente chiaro che non ero lì per insegnare l’inglese, che in venti giorni non avrei potuto insegnargli la matematica. Io ero lì per provare a mostrare altro a quei bimbi: che l’”uomo bianco”, il muzungo, non è solo ricco, “fraccomodo” e “superiore”; io ero lì per “condividere” non per “insegnare”. E così mi ritrovai a ballare e a cantare con loro, a parlare la loro lingua, a memorizzare tutti i loro nomi. A ricreazione imparammo a lavarci le mani a vicenda, a metterci in fila e soprattutto a rispettarla. Trovammo un trucco per allacciare le scarpe di 3 numeri più grandi e per fermare le gonne delle bimbe senza bottoni. Mentre la maestra allattava suo figlio io andavo con gli altri a caccia di colori. Gli alunni erano abituati a ripetere le parole e i numeri a memoria ma poi… non sapevano riconoscerli.

Il burqa della maestra era ormai diventato solo un accessorio. Quello che inizialmente mi era sembrato un muro invalicabile ora era un affascinante simbolo della sua cultura, del suo essere.

La proprietaria della scuola si chiamava Stella. Stella era una bella donna di una quarantina d’anni, anche lei indossava il velo e teneva tantissimo alla sua immagine, ai suoi abiti coloratissimi che stirava con un vecchio ferro a carbone, mentre nella stanza accanto facevamo lezione. Stella era sposata con un uomo che tutti i pomeriggi andava da un’altra donna. Stella non poteva avere figli e per questo aveva aperto la sua casa ai figli degli altri. Stella amava i miei pantaloni, i miei capelli lunghi, Stella diceva sempre che voleva sentirsi libera come me. Che voleva essere forte come me. In realtà io non mi ero mai sentita così libera e così forte prima di allora.

Il mio taxi non avanzava più lentamente ma sfrecciava tra le capanne dove vendevano di tutto: uova, fagioli, banane, bottiglie d’acqua e ricariche telefoniche. Quando il taxi si fermò davanti alla scuola, alla radio la musica ancora suonava. I bimbi però non si accorsero subito di me. Era l’ora della ricreazione e l’emozione fu enorme quando mi accorsi che tutti in fila, insieme alla maestra, cantavano le mie canzoni mentre si lavavano le mani. Guardai l’uomo che mi aveva accompagnato fin lì e aveva ascoltato curioso la mia storia. La storia di una volontaria che dopo venti giorni di campo aveva gettato il suo biglietto aereo per tornare ancora indietro. La storia di una donna, partita da sola dall’Italia per… per trovare quelle emozioni semplici che si porterà dentro per tutta la vita.

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