In solidarity with Palestine!

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“Crediamo che difendere la Pace significhi proteggere Giustizia e Verità.”

Lo scrivevamo nel luglio 2014, in riferimento all’ennesima aggressione portata avanti dalle autorità politiche e militari israeliane alla Striscia di Gaza, la cosiddetta “Margine Protettivo”. A più di un anno di distanza da quei tragici giorni rimasti impuniti, ci ritroviamo a prendere posizione sull’ennesima escalation di violenza in Israele/Palestina.

Non entreremo nel merito di chi abbia dato avvio all’escalation, di quale azione individuale abbia innescato la sua miccia, poiché fare questo non seguirebbe i principi di verità e giustizia. Le azioni individuali vanno considerate all’interno del loro contesto, e quello che manca in questi giorni di “nuovo interesse” mediatico della questione palestinese è proprio il contesto nel quale le vicende si svolgono. Un contesto coloniale e di occupazione militare e civile portato avanti da Israele da più di 60 anni, in cui politiche discriminatorie, di segregazione e di oppressione colpiscono l’intera popolazione palestinese, sia essa all’interno di Israele, nei Territori Occupati – di cui, è bene ricordare, fa parte anche la Striscia di Gaza – o esule in altre geografie del mondo.

Rimane fermo il nostro rifiuto della violenza, sempre e comunque. Allo stesso tempo consideriamo vuote le parole di chi si definisce super partes perché, come affermava l’arcivescovo Desmond Tutu, “Se sei neutrale in situazioni d’ingiustizia, hai scelto il lato dell’oppressore”. Le parti in conflitto non sono sullo stesso livello, non è accettabile confondere l’occupante con l’occupato, l’aggressore con l’aggredito.

Non ci potrà essere pace in Israele/Palestina fino a quando non cesseranno l’occupazione militare e civile dei Territori Palestinesi, fino a quando non cesseranno le politiche discriminatorie per l’intera popolazione palestinese, fino a quando non cesseranno le pretese di Israele di costruire uno Stato etnicamente puro, ebraico, quindi senza popolazioni terze al suo interno.

Come Sci Italia, a distanza di 15 anni dal primo progetto in Palestina, manteniamo le azioni in loco per testimoniare, condividere e rompere il silenzio o le strumentalizzazioni. Di fronte alla storia che si ripete, ribadiamo ancora una volta “Meno parole, più fatti” e richiediamo l’applicazione della Giustizia, quella del diritto internazionale, delle Convenzioni di Ginevra e dei Protocolli aggiuntivi. Meno distorsione/omissione delle notizie, più trasparenza e obiettività.

Continuiamo nel nostro sostegno alla lotta popolare nonviolenta che i comitati popolari portano avanti in molti villaggi palestinesi, come il Popular Struggle Coordination Committee. Continuiamo nel nostro sostegno a tutte quelle attiviste e attivisti israeliani che si battono insieme ai palestinesi per la fine dell’occupazione e un futuro condiviso. Sono questi gli strumenti per una reale trasformazione nonviolenta del conflitto che porti giustizia e pace.

In solidarity with Palestine!

SERVIZIO CIVILE INTERNAZIONALE

Comunicato stampa del PSCC (Popular Struggle Coordination Committee) del 10 Ottobre 2015

Marwan Barghouthi: “L’ultimo giorno di Occupazione sarà il primo giorno di Pace”. Articolo da The Guardian, 11 ottobre 2015

Israel still Holds all the cards (Noam Sheizaf, +972 Magazine) e in versione italiana su DinamoPress “Israele non ha ancora le carte in mano”

Kitchen Knife – Palestinian weapon of despair (Michel Warschawski, Altenative Information Center)


We believe that defending peace means defending Justice and Truth.”


The statement above was part of a press release we published in July 2014, referred to the aggression carried out by the Israeli political and military authorities in Gaza Strip, the so-called “Protective Edge”. More than a year after those tragic days gone unpunished, we are still committed to take a stand toward another escalation of violence in Israel/Palestine.

We will not go into the merits of those who have initiated the escalation, or which individual action has triggered its fuse, because this does not follow the principles of truth and justice. Individual actions must be considered in their context, and what is lacking in these days of “renewed” media coverage of the Palestinian issue is precisely the context in which the events take place. The context is a colonialist one, a military and civil occupation carried out by Israel for more than 60 years, in which discriminatory policies, segregation and oppression affect the entire Palestinian population in the Occupied Territories – of which, it’s important to underline, the Gaza Strip is also part -, whether inside Israel or in other parts of the world, where they are still refugees.

Our firm rejection of violence remains firm as always. At the same time we consider as empty words the ones of those who declare themselves to be super partes because, as Archbishop Desmond Tutu said, “If you are neutral in situations of injustice, you have chosen the side of the oppressor.” The conflicting parties are not on the same level, it is not acceptable to confuse the occupier with the occupied, theaggressor with those who are oppressed.

There won’t be peace in Israel and Palestine until the military and civil occupation of the Palestinian Territories ends, until Israel stops carrying on its discriminatory policies towards the entire Palestinian population, until Israel ceases its claim to be a State for Jewish people only, ethnically pure, where no other populations can live in.

SCI Italia, 15 years after our first activity in Palestine, maintains its actions on the ground to witness the situation, sharing it and breaking the silence or media manipulations. Before history repeating itself, we reiterate once again “Deeds, not Words” and ask for the application of International justice and Laws, the Geneva Conventions and its Additional Protocols. We ask for less manipulation/omissions in the media, more transparency and objectivity.

We will continue to support the nonviolent struggle that the Popular Struggle Coordination Committee is carrying on in many Palestinian villages. We will continue to support all those Israeli activists who struggle along with Palestinians to end the occupation and for a future of co-existence. These are the tools for a real nonviolent transformation of the conflict that can bring to justice and peace.

In solidarity with Palestine!

SERVIZIO CIVILE INTERNAZIONALE

Press Release – PSCC (Popular Struggle Coordination Committee) – 10th October 2015

There will be no peace until Israel’s Occupation o Palestine ends (Marwan Barghouti, the Guardian)

Israel still Holds all the cards (Noam Sheizaf, +972 Magazine)

There will be no peace until Israel’s Occupation o Palestine ends (Marwan Barghouti, the Guardian)

Kitchen Knife – Palestinian weapon of despair (Michel Warschawski, Altenative Information

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