Un campo in Vietnam per insegnare le lingue a studenti con minori opportunità

Un campo in Vietnam per insegnare le lingue a studenti con minori opportunità

Dal 2 al 13 gennaio 2018 un campo ad Ho Chi Minh, in Vietnam, per promuovere l’insegnamento delle lingue straniere a studenti con minori opportunità.

Per molti bambini e ragazzi vietnamiti l’opportunità di apprendere e migliorare le lingue straniere, specialmente con insegnanti madrelingua, è molto rara. L’obiettivo di questo progetto è di supportare gli studenti con minori opportunità della città di Ho Chi Minh dando loro la possibilità di aumentare la loro capacità di ascolto e dialogo in una lingua straniera. Il progetto offre l’apprendimento di 6 lingue: Inglese, Francese, Tedesco, Giapponese, Cinese e Coreano. Tutti i corsi sono aperti e gratuiti.

I giovani e le giovani locali che prenderanno parte ai corsi avranno in futuro l’opportunità di trovare un lavoro dignitoso, mentre per i bambini e le bambine sarà importante lavorare sul loro background linguistico. I/le volontari/e che prenderanno parte al progetto potranno inoltre condividere il proprio portato culturale e conoscere la cultura locale.

I/le volontari/e saranno responsabili di una classe. In base alle proprie capacità ed esperienze si verrà assegnati a una classe di livello base o avanzato. In ogni classe, i/le volontari/e affiancheranno degli insegnati locali che conoscono entrambe le lingue. Una lezione dura circa 2 ore.

Come parte studio, si analizzerà nel dettagli la promozione di un progetto educativo per bambini e ragazzi con minori opportunità.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

“ITALIA-KURDISTAN: Andate e ritorni”: iniziativa presso il Centro Studi Sereno Regis

“ITALIA-KURDISTAN: Andate e ritorni”: iniziativa presso il Centro Studi Sereno Regis

“ITALIA-KURDISTAN: Andate e ritorni”, venerdì 1 dicembre | ore 18.00

Storie di persone che, dal Kurdistan, sono venute in Italia e dall’Italia sono andate in Kurdistan; storie umane di attivismo, di sopravvivenza e di desiderio di scambio e di conoscenza.

Ci avviciniamo alla conoscenza di un contesto complesso attraverso le vive voci di persone che sono state dall’una e dall’altra parte scoprendo l’internazionalismo che vogliamo praticare tutti i giorni, dal basso…

Ore 18.00: Daniele Pepino introduce la serata: “Italia-Kurdistan: una storia di solidarietà dal basso”

Ore 18.20: presentazione del libro: Il Vento ha scritto la mia storia (Edizioni La Meridiana, Molfetta), interviene l’autore Benyamin Somay in dialogo con Rossana Lombardi, studentessa della scuola Holden e volontaria nei villaggi intorno a Diyarbakir nell’ambito di uno scambio giovanile nel mese di settembre di quest’anno

Quando sarò vecchio racconterò anch’io una storia ai miei figli. Di questa storia al momento conosco solo l’inizio. La fine non è stata ancora scritta.

Ore 19.00: Alberto Sanna, vicepresidente dell’associazione Servizio Civile Internazionale, da due anni attiva nel contesto del kurdistan turco in collaborazione con associazioni locali: “Due anni di scambio e di volontariato fra l’Italia e il Kurdistan”.

Ore 19.20: Umut Suvari, presidente dell’associazione Youth and Change, basata a Dyiarbakir: “L’attivismo internazionalista e il suo impatto nel contesto curdo”

Ore 19.45: Carlo, un volontario italiano a Diyarbakir, Berfin, una volontaria kurda a Roma, due esperienze a confronto

Ore 20.00: Aperitivo curdo (a offerta libera).

Esposizione della mostra fotografica

YAZIDI’S EYES – Le fotografie delle ragazze e dei ragazzi Yazidi nel campo profughi di Fidanlik – ottobre 2016

Qui il link all’evento.

Ecologismo, ambiente e biodiversità: un campo in Giappone

Ecologismo, ambiente e biodiversità: un campo in Giappone

Dal 26 febbraio al 12 marzo 2018 un campo in Giappone in collaborazione con l’Organization of Green and Water (OGW) che, sin dal 1992, difende l’importanza della tutela di praterie e foreste per la conservazione dell’ecosistema.

La miniera d’argento di Iwami Ginzan, riconosciuta patrimonio mondiale dall’Unesco nel 2007, sconta da qualche tempo la mancanza di manutenzione adeguata: per questo motivo, la foresta di satoyama sta venendo invasa dal bambù che cresce indisturbato, distruggendo il suolo e degradando lo scenario. OGW svolge qui un intervento completo: non solo lavorano per la manutenzione della miniera, ma si occupano di informare e sensibilizzare la popolazione locale, in particolare le fasce più giovani, rispetto a temi quali la conservazione dell’ambiente e l’importanza della tutela dello stesso.

I/le volontari/e avranno diversi compiti, quali la manutenzione del sito attraverso la potatura degli alberi e la rimozione delle piante infestanti, per permettere la conservazione della biodiversità. Parallelamente, saranno impegnati/e in visite alle scuole e al centro comunitario dove prepareranno momenti di apprendimento, di gioco e di scambio interculturale.

Come parte studio, i/le volontari apprenderanno come svolgere il lavoro di conservazione e manutenzione della foresta.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il giapponese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Vita comunitaria e raccolta degli agrumi: un campo in Giappone

Vita comunitaria e raccolta degli agrumi: un campo in Giappone

Dal 23 febbraio al 13 marzo 2018 un campo agricolo in Giappone, a supporto del progetto coordinato dalla Kikuya Community Group (KCG), composta da giovani locali impegnati per il futuro del loro piccolo villaggio.

Il campo si svolgerà presso Ikata, piccola punta della penisola di Sata circondata dal mare, famosa per la coltivazione di agrumi. Ma, da qualche anno ormai, la sopravvivenza della comunità è minacciata dallo spopolamento e dalla carenza di lavoratori/trici nelle campagne, poiché gran parte dei e delle giovani lascia la campagna per la città. Per questi motivi il numero delle fattorie abbandonate è in aumento e la stessa città di Ikata sta perdendo vitalità e tradizioni secolari. KCG necessita fortemente di volontari/e internazionali per rianimare la città e prendersi cura dei terreni.

I/le volontari/e del campo aiuteranno nella raccolta dei frutti, nella potatura degli alberi e nel mantenimento della fertilità dei terreni. Oltre al lavoro a contatto con la terra, si svolgeranno visite nelle scuole per promuovere lo scambio interculturale con i bambini e le bambine.

Come parte studio, i/le volontari/e acquisiranno conoscenze agricole, relative in particolare rispetto alla coltura di mandarini.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il giapponese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

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Un campo in Estonia in supporto alla tradizionale Gara degli Artisti del Fuoco

Un campo in Estonia in supporto alla tradizionale Gara degli Artisti del Fuoco

Dal 26 gennaio al 5 febbraio 2018 un campo in Estonia in supporto alla Fire Artist’s Association, una comunità nata per accrescere le conoscenze e trasmettere la cultura dell’antica arte del fuoco.

L’associazione offre a tutte e tutti la possibilità di imparare e performare ogni genere di arte del fuoco, mostrando così che dietro di essa c’è molto più che un’arte di strada primitiva. Uno dei maggiori progetti portati avanti da quest’associazione è l’organizzazione di gare e competizioni che, partite da un livello molto modesto e locale, sono oggi un’attrazione di respiro internazionale. Tale evento è organizzato da una piccola comunità, la Fire Artist’s Association, che ha ormai bisogno di supporto per gestire l’enorme evento che avrà luogo in Tallinn, presso le rovine del famoso convento di San Brigida (Pirita). La storia di queste rovine risale al 1407, quando in questa zona si installò il più grande convento dell’antica Estonia. Rimase intatto fino al 1577, quando poi la furia di Ivan il Terribile la rase al suolo. Al termine dello scorso secolo numerosi interventi di restauro hanno riportato alla luce il convento, oggi sede di molte e variegate manifestazioni culturali.

I/le volontari/e del campo affiancheranno lo staff del convento di Pirita e del villaggio Viking, i quali entrambi supportano lo svolgimento del festival e del campo di volontariato. L’area dell’evento è molto grande e tanto è il sostegno necessario per realizzarlo: ai volontari e alle volontarie si chiede di essere creativi/e (anche nel trovare soluzioni sul momento). Tra i diversi compiti, si avrà il ruolo di accoglienza e di comunicazione con il pubblico, si supporterà la preparazione tecnica dell’evento e si avrà la possibilità di curarne la scenografia.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

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Testimonianza dallo scambio giovanile in Catalunya “Open Borders for Diversity”

Testimonianza dallo scambio giovanile in Catalunya “Open Borders for Diversity”

Pubblichiamo la testimonianza di Jonathan Angelilli, group leader dello scambio giovanile avvenuto in Catalunya dal 17 al 25 luglio 2017. Lo scambio aveva come obiettivo la promozione del dialogo condiviso sui temi dell’immigrazione, l’intercultura e sulle prospettive moderne di democrazia europea.

Dal 17 al 25 luglio 2017 ho avuto il piacere e la responsabilità di partecipare allo scambio giovanile “Open Borders for Diversity”, organizzato da SCI Catalunya, in qualità di group leader italiano e facilitatore.

Cosa vogliono dire le parole immigrazione e intercultura? Come dovrebbero essere le moderne democrazie europee?

Lo scambio giovanile ha risposto a queste domande facendo convivere per una settimana 24 giovani da 4 zone diverse (Catalunya, Portogallo, Ucraina e Italia) a Mura, uno splendido paesino a 50 chilometri da Barcellona.

Abbiamo chiesto ai ragazzi di mettersi in gioco e di esplorare i temi proposti con le metodologie proprie dell’educazione non formale: dibattiti, teatro e giochi. Ogni attività ha sempre avuto lo scopo di arrivare a un dialogo condiviso. Chi è l’altro? Chi sono io?

Non si comunica solo con discussioni in cerchio e conversazioni, ma anche e soprattutto nel fare insieme. Siamo stati a stretto contatto 24 ore al giorno imparando a comprendere e a tollerare di più noi stessi e gli altri, sparecchiando un tavolo, aspettando che si liberi il bagno e mettendoci d’accordo per andare al bar la sera. Siamo così diversi?

Dopo aver vissuto la mia prima volta in questa tipologia di progetti Erasmus+, non posso che ritenerli fondamentali per educarci e per prevenire la discriminazione, di qualunque forma essa sia. Questo scambio inoltre, facendo riferimento al network YUWG (Youth and Unemployment Working Group), ha favorito la partecipazione di giovani con minori opportunità.

Nei seguenti link potete vedere alcuni dei progetti artistici realizzati dai partecipanti durante lo scambio.

Video 1 – Video 2 – Video 3 – Video 4 – Video 5 – Video 6

VSI Ireland cerca un/a volontario/a lungo termine per 12 mesi di progetto

VSI Ireland cerca un/a volontario/a lungo termine per 12 mesi di progetto

Hosting organization: VSI Ireland
Area tematica: Disabilità
Luogo: Co. Kildare, Irlanda
Durata: 01/02/2018 – 31/01/2019
Candidatura: la candidatura dovrà avvenire attraverso la propria sending organization. In seguito si verrà ricontattati per un colloquio conoscitivo.

Lingua:
# del progetto: Inglese

La Camphill Community Grangebeg è una delle 15 comunità di Camphill esistenti in Irlanda. È una piccola fattoria dove abita una comunità di 20 persone, delle quali 11 con bisogni speciali. La Comunità di Camphill offre alle persone con bisogni speciali un ambiente accogliente dove ci si prende cura dei bisogni relativi all’educazione, alla terapia e alle relazioni sociali.

ATTIVITÀ:

  • mantenere la pulizia dello spazio interno ed esterno
  • partecipare alla preparazione dei pasti
  • supportare il lavoro degli operatori e delle operatrici
  • prendere parte alle attività culturali e a quelle di costruzione del gruppo

REQUISITI:

  • essere maggiori di 18 anni
  • avere un buon livello di inglese parlato
  • non avere precedenti penali
  • presentare 3 referenze scritte

I/Le volontari/ie interessat@ a partecipare a questo progetto in Irlanda sono invitati/e a segnalarlo all’indirizzo ltv@sci-italia.it. Lo SCI Italia contatterà il/i partner ospitanti per chiedere la disponibilità e la tempistica. A questo punto il/la volontario/a compilerà l’application form e verrà contattato nel minor tempo possibile per un colloquio via Skype. Se il/la volontario/a viene accettato/a, verserà la quota di iscrizione e la tessera a SCI Italia, e provvederà a finalizzare gli ultimi accordi sulle tempistiche di arrivo e di visto se necessario.

Vita di Comunità in Francia tra camembert e democrazia: testimonianza da un campo

Vita di Comunità in Francia tra camembert e democrazia: testimonianza da un campo

Pubblichiamo la testimonianza di Claudio Agrelli, volontario che ha preso parte a un campo di volontariato internazionale in Francia (“Green Space Maintenance and community life” – SCI France) nell’agosto 2017.

Camembert. Il mio formaggio francese preferito è stato senza dubbio il protagonista indiscusso del workcamp estivo presso l’associazione L’Hermitage, ad Autreches, piccolo borgo di 800 anime nel cuore della Piccardia, 100km a nord-est di Parigi.
A pranzo, a cena, e spesso anche a colazione, il camembert spalmato su una fragrante baguette si è ben presto affermato come un rito collettivo tra i giovani partecipanti del progetto, seduti a tavola nella sala da pranzo della Maison, un ex Sanatorio immerso nella foresta, base operativa dell’Associazione L’Hermitage .
Un rito, si. Non solo per il palato, ma un vero e proprio simbolo culinario della vita in comunità, un dolce accompagnamento dei pasti durante l’illustrazione di audaci progetti eco-sostenibili e conversazioni più o meno impegnate, dal calcio all’Isis (erano i giorni dell’attentato di Barcellona), dai dialetti locali alla politica (“ma allora cosa ne pensi di questo Macron?”).

Il mio campo all’Hermitage dello scorso agosto verrà ricordato come una straordinaria occasione di condivisione, insieme a ragazzi provenienti da vari Paesi Europei e non (Taiwan, Serbia, Spagna. oltre ovviamente ad Italia e Francia), dove ho potuto toccare con mano tutta la bellezza, la fatica e l’intima soddisfazione di vivere 24 ore al giorno in comunità. Ogni processo decisionale, dalla organizzazione del lavoro quotidiano alla programmazione dei turni di cucina e pulizia, dalle gite pomeridiane alle attività del tempo libero erano costantemente oggetto di riunioni “ufficiali”, tenute attraverso il dialogo, l’ascolto e il confronto di ciascuna voce presente, nessuna esclusa.

Tanto per fare un esempio, tutte le mattine alle 9, ci riunivamo all’ingresso della Maison e, a turno, raccontavamo il nostro stato d’animo, come era il nostro umore (il mio spesso e volentieri variabile come il clima umido e piovigginoso del posto), quali fossero i propositi e le ambizioni per la giornata appena iniziata.
Senza ombra di dubbio, in un’epoca dove trionfa l’individualismo, l’egoismo e il pensare solo a sé stessi, è stato lodevole, prima di tutto da parte dei volontari dell’Hermitage, riservare con cura e attenzione gran parte del tempo a disposizione al confronto collettivo, all’insegna di regole democratiche e trasparenti, anche se a volte un po’ troppo rigide (come dimenticarsi la riunione convocata da Celie, la nostra solerte group leader alle 15 di domenica pomeriggio?). Per me tale approccio ha significato il rinunciare ad un po’ di privacy, riuscendo a ritagliarmi pochi momenti in solitaria, come una corsetta mattutina nei campi intorno ad Autreches oppure qualche passeggiata tra i boschi con l’ipod.

Ma alla fine posso affermare con orgoglio che questo workcamp è stato un utilissimo esercizio alla cultura della pazienza, imparando a prendersi il tempo necessario per ascoltare tutte le voci, a rispettare opinioni e punti di vista diversi, ad apprezzare culture, accenti e modi di fare talvolta così distanti dai miei. A comprendere quante cose ci uniscono, prima di tutto come giovani, senza differenze di nazionalità.
E nonostante tra Italiani e Francesi resti la storica goliardia reciproca, al pari di cugini affezionati che si vedono di rado, sempre pronti a prendersi in giro, il vivere in simbiosi ci ha consentito di costruire, passo dopo passo, un’esperienza ricca di bei ricordi.

Abbiamo conseguito tutti gli obiettivi del lavoro prefissati all’inizio, dalla ristrutturazione interna ed esterna della Maison, alla costruzione di mobili fatti a mano, dalla cura del giardino, alla pulitura e conservazione del raccolto (ho personalmente tagliato più courgettes in quelle due settimane che in tutta la mia vita!). Non solo, abbiamo avuto l’occasione di conoscere tecniche e segreti della permacultura (una forma innovativa di agricoltura sostenibile), effettuato indimenticabili gite nel cuore della Francia antica e moderna, tra cui Parigi, Compiegne e Soissons, e visitato addirittura un bunker tedesco risalente alla I Guerra Mondiale.

Insieme a Fiammetta e Matteo, gli altri due ragazzi italiani, ho avuto l’opportunità di preparare pasta alla norma e spaghetti alla carbonara per tutti i partecipanti, mantenendo dignitosamente alta la bandiera della cucina nostrana. Recensioni, commenti e sondaggi, scritti e orali, scandivano puntualmente ogni situazione comune, dalla cottura della pasta al comportamento dei volontari francesi, dall’esito di una gita in città al risultato di un lavoro pratico. La tensione del giudizio era costante, perché si sa, giudicare ed essere giudicati dagli altri non è sempre facile, ma alla fine, con un bicchiere di buon vino francese, accompagnato da un brindisi (“a votre santé”), il pasto a fine giornata iniziava sempre alla grande, tra risate e applausi.
Perché in fondo, tutti quanti noi sapevamo che alla fine c’era ad attenderci il “sacro rito” della baguette col camembert. In conclusione, per chi ama la buona cucina, la democrazia e l’ambiente il
workcamp all’Hermitage organizzato da SCI-France è senza dubbio la destinazione ideale!

Arte e musica per i bambini della strada: un campo in Indonesia

Arte e musica per i bambini della strada: un campo in Indonesia

Dal 1 al 14 febbraio 2018 un campo in Indonesia presso il Mercato Tradizionale di Johar, nella città di Semarang.

Il campo si colloca all’interno del progetto “Rumpin (Rumah Pintar) Bangjo” che, dal 2010, si occupa dell’istruzione e delle attività quotidiane svolte dai bambini e le bambine che vivono nella zona del Mercato Tradizionale di Johar, i/le quali soffrono della carenza di istruzione adeguata e provengono da contesti problematici, in quanto passano la maggior parte del loro tempo in un’area insalubre, fisicamente e psicologicamente. Il progetto Rumpin è stato fino ad ora portato avanti con un programma di educazione non-formale: arte, musica, costruzione personale, e via dicendo.

I/le volontari/e del campo svolgeranno attività ludiche con i/le bambini/e basate sulla costruzione di un evento musicale. Si occuperanno di pianificare l’evento, promuoverlo nella popolazione locale e prepareranno insieme ai bambini la performance finale.

Come parte studio, si apprenderà come insegnare ai bambini e alle bambine nozioni di arte, musica, disegno e come lavorare in gruppo.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale l’indonesiano.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Un campo in Thailandia presso la comunità di Lang Ai Mee

Un campo in Thailandia presso la comunità di Lang Ai Mee

Dal 1 al 14 febbraio 2018 un campo presso la comunità di Lang Ai Mee, situata nella provincia montuosa di Nakorn Sri Tammarat, nel sud della Thailandia.

La comunità di Lang Ai Mee è in cerca di volontari e volontarie che possano supportare le loro attività quotidiane di tutela e conservazione della relazione armoniosa tra la comunità, l’ambiente e il resto del mondo. La collocazione geografica della comunità è nel cuore della foresta, situata sullo spartiacque del fiume Cha Uat, e per questo motivo agli/alle abitanti della comunità spetta il compito di preservare la pulizia dell’ambiente circostante, così che scorra acqua pulita fino a valle. Hanno combattuto contro la decisione del governo di dichiarare l’area Parco Naturale (decisione che avrebbe avuto come conseguenza la scomparsa della comunità) con fermezza e determinazione. Ad oggi, dimostrano attivamente di essere in grado di prendersi cura dell’ambiente, anche attraverso momenti di apprendimento dedicati ai bambini e promuovendo l’accoglienza e lo scambio di volontari/e internazionali.

I/le partecipanti del campo saranno impegnati/e in attività ludiche ed educative con i bambini; si prenderanno cura della foresta e del fiume, attraverso interventi di conservazione dell’ambiente; aiuteranno la popolazione locale nella costruzione di scuole e parteciperanno alle attività quotidiane della comunità.

Come parte studio, verranno svolte sessioni di lingua e scambio con la comunità ospitante.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Thai.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

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