“Travelling for Peace”: il primo mese di due volontarie in Palestina

“Travelling for Peace”: il primo mese di due volontarie in Palestina

Pubblichiamo il primo report della coppia di ragazze partecipante al progetto di Servizio Volontario Europeo in Palestina “Travelling for Peace. Intercultural paths and sustainable tourism” realizzato in collaborazione con il centro Al Shmoh di Al’Masara.

A un mese dal nostro arrivo riconosco che nessun seminario, training, libro o conversazione avrebbe mai potuto rendere davvero l’idea di quello che vuol dire vivere in un posto come la Palestina. Una sola domanda continua a rimbalzarmi in testa: perché?

Perché camminare in certi luoghi o prendere determinate strade può costare la vita? Perché la notte prima di andare a dormire più di qualcuno si chiede se stasera la sua casa e la sua famiglia subirà un’incursione violenta? Perché i bambini la mattina sono costretti a moltiplicare la distanza del loro tragitto per andare a scuola? Perché di ritorno a casa da una serata tra amici in un villaggio vicino mi trovo la strada bloccata da militari israeliani sotto un cartello che invece segnala l’ingresso ad un villaggio palestinese? Perché le risorse idriche vengono recintate, protette da mezzi militari e sfruttate in modo che le colonie israeliane ricevano quattro volte tanto la quantità destinata invece ai villaggi palestinesi?

La risposta è sempre la stessa: questa è l’occupazione. Ma è una risposta che non trova nessuna logica umana.

La vita ad Al Ma’sara ha tempi diversi, più lenti, scanditi sempre dalle attività quotidiane, ma senza fretta – c’è sempre tempo per un tè o un caffè, o anche tutti e due. Dopo un mese, in questo villaggio di 1000 persone ci conoscono quasi tutti. I vicini più stretti sono diventati una seconda famiglia e gli inviti a mangiare insieme non si contano più. I bambini bussano alla porta per chiederci come stiamo o per fargli un disegno che porteranno orgogliosi il giorno dopo a scuola. La mattina invece ci impegnamo ad insegnare numeri, lettere e canzoni in inglese ai bambini dell’asilo, imparando a nostra volta parole in arabo. Con un po’ d’impegno siamo riuscite a sistemare la casa dove vivremo per i prossimi cinque mesi, adesso è più accogliente e l’idea è quella di trasformarla in una vera e propria guesthouse, ma anche in un punto d’incontro per i volontari internazionali e la gente del villaggio, dove scambiare idee, vedere film, organizzare campagne di sensibilizzazione e, perché no, cimentarci in scambi culinari italo-palestinesi! La parte più importante di questo progetto per noi è coinvolgere le persone, soprattutto i giovani del villaggio che speriamo siano quelli che più troveranno beneficio da queste attività sviluppando una nuova curiosità che possa divenire il motore di una nuova idea di Palestina, libera soprattutto dalle catene di una retorica sociale e culturale radicata in un passato e presente troppo violento, sia a livello fisico che psicologico.

La curiosità e la voglia di continuare a scoprire ogni giorno qualcosa in più di questo posto è tanta. Una conversazione nata su un ‘service’ di ritorno da Betlemme con una nonna del villaggio può regalare aneddoti di tempi quando la vita sembrava più semplice, scorci di una cultura ricca di tradizioni e profondamente legata alla sacralità della terra.

Insegnare ai bambini l’interculturalità: campo in Russia

Insegnare ai bambini l’interculturalità: campo in Russia

Dal 3 al 10 gennaio 2017 un campo invernale in Russia, in un centro ricreativo per bambini poco lontano da Cheboksary (la capitale della Repubblica di Chuvash).

I/le volontari/e internazionali lavoreranno insieme a quelli/e russi/e, supportando il lavoro di organizzazione di attività culturali ed educative per i/le bambini/e del centro (tra gli 8 e i 16 anni). Tra le attività, i/le partecipanti del campo organizzeranno: workshop di educazione all’interculturalità (basati sui paesi di origine dei volontari internazionali); insegnamento di lingue straniere; organizzazione di attività sportive, ludiche e teatrali.

Come parte studio, i/le volontari/e partecipanti acquisiranno capacità di organizzazione di attività educative e (inter)culturali per bambini e ragazzi, così come la capacità di impartire lezioni di lingua di base. Di ritorno, acquisiranno una conoscenza base della lingua e della cultura russa, in particolare della comunità etnica della Chuvashia, situata ad est di Mosca.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Educazione e tutela ambientale nelle isole Zanzibar, in Tanzania

Educazione e tutela ambientale nelle isole Zanzibar, in Tanzania

Dal 20 novembre all’8 dicembre 2017 un campo in Tanzania, presso l’arcipelago di Zanzibar, per supportare un progetto di tutela dell’ambiente.

Sappiamo che le foreste sono il “polmone verde” del pianeta. Oltre a creare un materiale puro come l’ossigeno, bilanciando la quantità di carbonio presente nell’atmosfera, aiutano a controllare l’erosione del suolo, le inondazioni e le valanghe; inoltre sono il perfetto ecosistema naturale per la riproduzione di moltissime specie di flora e fauna, ed offrono momenti di ricreativa bellezza. Le foreste di mangrovie lungo la corta sudoccidentale dell’arcipelago di Zanzibar sono state duramente colpite dalle attività dell’uomo, quali lo scarico dei rifiuti, la pesca intensiva, incendi, deforestazioni per la raccolta del legno e la speculazione edilizia. L’impatto di tali attività ha avuto conseguenze evidenti e drammatiche, come l’innalzamento del livello delle acque, la scomparsa di numerose specie vegetali e animali e fenomeni climatici mai avuti prima.

I/le volontari/e supporteranno il progetto di tutela ambientale attraverso diverse attività: campagne di sensibilizzazione sulla questione ambientale; raccolta dei semi di mangrovia; semina delle piante di mangrovia; conoscenza della cultura locale. Inoltre, nei pomeriggi i/le volontari/e terranno lezioni di lingue straniere per i/le giovani e le donne locali, con l’obiettivo di accrescerne la qualità della vita attraverso la conoscenza di una lingua straniera.

Come parte studio verranno trattati i seguenti temi: incremento dell’ambiente e delle zone verdi; l’insegnamento di lingue straniere; tradizioni e culture locali. Nei fine settimana i/le volontari/e avranno la possibilità di visitare le attrazioni di Zanzibar.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Kiswahili.

Laggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Supportare la raccolta delle olive: un campo in Turchia

Supportare la raccolta delle olive: un campo in Turchia

Dal 26 novembre al 10 dicembre 2017 un campo in Turchia, presso il villaggio di Sirince (Turchia occidentale), per supportare la raccolta delle olive.

A Sirince ogni anno ha luogo un campo estivo per i/le giovani locali; situato in aperta campagna e circondato da più di 1000 ulivi, questo territorio è un luogo ricco e fertile: per comprenderne la portata, basti pensare che dal raccolto vengono ogni anno prodotte circa 20 tonnellate di olive. L’olio che ne viene poi spremuto è usato, tra le altre cose, per la cucina del campo estivo stesso.

I/le volontari/e del campo si occuperanno della raccolta delle olive e dello stoccaggio delle stesse. Nel caso in cui il raccolto non dovesse essere fruttuoso a causa delle condizioni climatiche della stagione, i/le volontari/e si occuperanno di altri lavori manuali necessari alla manutenzione del sito.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il turco.

Leggi la scheda completa del campo.

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Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Promuovere attività ludiche con i bambini terremotati del Giappone

Promuovere attività ludiche con i bambini terremotati del Giappone

Dal 5 all’11 dicembre 2017 un campo in Giappone a supporto delle attività ludiche e ricreative per i bambini e le bambine di Iwate, nella zona orientale del Giappone.

Questa zona è stata duramente colpita da un fortissimo terremoto l’11 marzo 2011, che ha causato danni gravissimi. L’80% delle abitazioni di Iwate è stato danneggiato dal terremoto prima e dallo tsunami poi, e molte persone sono ancora costrette a vivere in alloggi temporanei. Persino i/la bambini/e tutt’oggi non possono svolgere attività esterne alla scuola, poiché il piazzale antistante è occupato da alloggi di emergenza. Il campo è quindi un’opportunità per i bambini e le bambine di godere di attività all’aria aperta: verrà organizzata una festa ispirata a quella di Halloween per 120 bambini/e, di età compresa tra i 9 e i 12 anni.

Il campo è organizzato dall’associazione NICE, che da molti anni coordina volontari e volontarie provenienti da tutto il mondo nello svolgimento di attività per i/le bambini/e locali. Per questo campo, il compito dei/delle volontari/e sarà quello di stare insieme ai/alle bambini/e, giocare con loro e supportarli laddove ce ne fosse bisogno. Ci sarà la possibilità di creare giochi e attività basandosi sulla propria cultura di provenienza, portando musiche, danze e giochi del proprio paese d’origine.

Come parte studio, i/le volontari/e impareranno a gestire attività ludiche e di intrattenimento per i bambini e conosceranno la storia della ricostruzione di Iwate dopo il disastro dello tsunami.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il giapponese.

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Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Campagne di sensibilizzazione sulla spiaggia più grande del mondo, in Bangladesh

Campagne di sensibilizzazione sulla spiaggia più grande del mondo, in Bangladesh

Dal 24 novembre al 5 dicembre 2017 un campo in Bangladesh, presso la Cox bazar Sea Beach, la spiaggia più grande del mondo, che ogni giorno viene visitata da centinaia di turisti locali e internazionali.

Nonostante la notorietà, l’inquinamento della spiaggia e del mare è a livelli molto alti, alimentato anche dall’incuria dei turisti che non si premurano di lasciare l’ambiente in un buon stato di pulizia. La cura della spiaggia e delle acque è divenuta quindi una grande preoccupazione per chi ha a cuore la tutela ambientale del sito. Inoltre, il grande traffico di pescatori ha reso le coste un ambiente insalubre.

Per questo una parte della comunità locale ha scelto di intraprendere un progetto di sensibilizzazione sul piano ecologista, rivolto sia ai turisti che alla comunità dei pescatori per incrementare la loro consapevolezza relativa a questioni igieniche e ambientali. Con il supporto di SCI Bangladesh e YPSA si è potuto organizzare questo campo di volontariato, durante il quale si pulirà la spiaggia dai rifiuti e si svolgeranno attività di sensibilizzazione.

Verranno svolte quindi dimostrazioni simboliche, seminati alberi e una campagna porta a porta per la divulgazione di questioni igieniche.

Come parte studio verrà discussa la questione del cambiamento climatico, le pratiche alternative e eco-sostenibili da mettere in atto e si organizzeranno le strategie per la campagna di sensibilizzazione.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Bengali.

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Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Supportare i giovani nel lavoro di prevenzione dell’HIV/AIDS in Uganda

Supportare i giovani nel lavoro di prevenzione dell’HIV/AIDS in Uganda

Dal 27 novembre al 15 dicembre 2017 un campo in Uganda a sostegno del progetto di cura e prevenzione del virus HIV e della sindrome dell’AIDS, portato avanti dall’associazione UPA Pakwach.

La sede dell’associazione è situata sulla rotta commerciale che transita tra il Sud del Sudan e la Repubblica Democratica del Congo. Proprio a causa del suo collocamento geografico, la popolazione di Pakwach è fortemente esposta alle infezioni del virus HIV e, di conseguenza, alla malattia AIDS, che continua a diffondersi proprio per colpa del traffico umano, molto intenso in questa zona. Tra le cause, l’alcolismo e l’alto tasso di disoccupazione sono le principali, poiché molti/e giovani vengono abusati sessualmente sotto l’effetto dell’alcol o sono costretti/e a prostituirsi per poter sopravvivere.

La branca ugandese dello SCI UPA Pakwach è da tempo impegnata in iniziative di sensibilizzazione e prevenzione della diffusione del virus e della malattia in questa zona, proponendo di anno in anno nuovi metodi e pratiche. Il campo di volontariato internazionale si colloca nel tentativo di ampliare gli sforzi nell’azione di consapevolizzare la popolazione locale.

I/le volontari/e del campo saranno impegnati/e in diverse attività, tra le quali: discussioni e dibattiti aperti al pubblico; preparazione e svolgimento di workshop sulla prevenzione e la cura dell’HIV/AIDS; attività di consulenza per genitori e bambini; visite ai circoli che svolgono attività con gli/le affetti/e dal virus e/o dalla malattia; realizzazione di performance teatrali a tema HIV/AIDS per diffondere e sensibilizzare sulla tematica; attività sportive e ludiche con la comunità locale; partecipazione a trasmissioni radiofoniche locali.

Come parte studio, verranno visitate le comunità dei vicini villaggi di pescatori, dove poi verranno svolte le performance teatrali. Molte visite si svolgeranno inoltre nei centri giovanili che svolgono attività di consulenza e negli ospedali dove si praticano i test.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Jonam.

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Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

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Ecologismo e tutela dell’ambiente: un campo in Islanda

Ecologismo e tutela dell’ambiente: un campo in Islanda

Dall’8 al 16 novembre 2017 un campo in Islanda, a Reykjavík, centrato sull’apprendimento dei diversi aspetti della questione ambientale.

Attraverso una serie di workshops, verranno trattati argomenti che spazieranno dalle energie rinnovabili allo spreco alimentare, dai modelli di vita eco-sostenibili al consumo consapevole. Questo campo permetterà ai volontari e alle volontarie partecipanti di comprendere a fondo la questione ambientale e di assumere un approccio consapevole in quanto consumatori/trici.

I/le partecipanti del campo avranno la possibilità di visitare progetti locali centrati sull’ambiente, come ad esempio il centro di riciclo, del quale verranno spiegate le attività e i progetti portati avanti in prospettiva ecologica. Oltre alle visite a luoghi di interesse, i/le partecipanti collaboreranno alla tutela ambientale delle zone naturali attorno alla città attraverso attività manuali e pratiche.

Nella parte studio, i/le volontari/e discuteranno e apprenderanno a fondo le problematiche relative all’ambiente, su scala locale e globale, attraverso sessioni di teoria e pratica. Cambiamento climatico, gestione dei rifiuti, tutela delle specie animali, soluzioni sostenibili e tanti altri aspetti relativi all’ambiente e a questioni ecologiste saranno solo alcuni dei temi trattati.

La lingua del campo è l’inglese.

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Corso base in “Progettazione Europea e Attivazione Sociale” [V edizione]

Corso base in “Progettazione Europea e Attivazione Sociale” [V edizione]

Il Servizio Civile Internazionale organizza la quinta edizione del corso di base in “Progettazione Europea e Attivazione Sociale”, volto a favorire l’acquisizione degli strumenti progettuali legati al settore no-profit e all’attivismo sociale.

Per venire incontro alle numerose richieste provenienti da tutta Italia, per questa edizione lo SCI ha scelto di organizzare varie date tra ottobre e dicembre 2017:

  • Torino, 20-21 ottobre presso il Centro Studi Sereno Regis (Via Giuseppe Garibaldi, 13)
  • Napoli, 1-2 dicembre presso la sede di ERA Cooperativa Sociale (Via Nuova Poggioreale, 160/C)
  • Milano, 17-18 novembre in Viale Giovanni Suzzani, 273

Il corso è aperto a tutti/e e destinato in particolare a laureandi, neo-laureati e volontari legati al mondo della cooperazione internazionale e dell’associazionismo, e attivisti legati al mondo dei movimenti sociali.

Attraverso sessioni frontali, presentazioni interattive, sessioni di educazione non-formale, laboratori di idee, i/le corsisti/e – con il supporto di lavoratori impegnati da anni nel settore della progettazione – potranno acquisire le basi del ciclo progettuale e sperimentarsi nello sviluppo di proposte proprie.

Grazie alla sua articolazione e all’expertise maturato negli ultimi quindici anni dal Servizio Civile Internazionale, il corso è pensato per fornire elementi pratici di progettazione di base, con un focus specifico su quella europea. Non è necessario avere competenze specifiche in materia.


A seguire il programma completo del corso con tutte le informazioni relative alle modalità d’iscrizione, ai costi e alle agevolazioni.

Ambiti progettuali:

  • Mobilità internazionale
  • Cittadinanza attiva
  • Inclusione sociale
  • Partenariati internazionali

Alcuni progetti SCI:

  • Across the sea – testimonianze migranti tra le sponde nord e sud del Mediterraneo
  • Beyond Walls – supporto ai difensori dei diritti umani israeliani e palestinesi
  • Building Inclusive Paths – trasformazione e risoluzione nonviolenta dei conflitti
  • Grassroot Youth Democracy – l’acqua come bene comune e diritto umano in Europa, Sud America e Asia
  • Tutti Inclusi! – inclusione di rifugiati e richiedenti asilo in progetti di volontariato internazionale

INFO: info@sci-italia.it


Programma e modalità di partecipazione

PROGRAMMA valido per ogni città

Modulo I (Venerdì – h.10.00 – 13.00)

  • Presentazione del corso e group-building
  • Il ciclo del progetto: dalla definizione di progetto all’analisi delle fasi

Modulo II (Venerdì – h.14.30 – 18.30)

  • Analisi di contesto e degli stakeholders: dall’albero dei problemi al quadro logico
  • La logica di intervento progettuale: definizione di obiettivi, risultati attesi, attività e beneficiari

Modulo III (Sabato – h.10.00 – 13.00)

  • Elementi per la costruzione del budget: voci di spesa, eleggibilità, coerenza e pertinenza dei costi
  • La bandistica nazionale ed europea: criteri di eleggibilità

Modulo IV (Sabato – h.14.30 – 18.30)

  • Case studies e quadro logico: esempi di progettazione legata all’attivazione sociale
  • Project work – Laboratorio di idee progettuali

Analizzando i principi della progettazione, formulazione a gruppi di una proposta progettuale e verifica della stessa con confronto in plenaria.


Iscrizioni, costi e attestato

Iscrizioni: info@sci-italia.it (oggetto dell’e-mail “Iscrizione corso progettazione + città”, a seconda della città selezionata)

Scadenza iscrizioni:

  • Torino, 18 ottobre
  • Napoli, 29 novembre
  • Milano, 15 novembre

Numero massimo di persone: 15 per ogni corso

Costi del corso: 120 euro

Agevolazioni: sconto del 20% per chi prenota entro:

  • Torino, 13 ottobre
  • Napoli, 24 novembre
  • Milano, 10 novembre

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus, IBAN
IT69C0501803200000000101441

Causale: “Donazione corso progettazione + nome e cognome del/della partecipante”

(Nota: Tutte le donazioni a favore dello SCI sono fiscalmente deducibili o detraibili)

Attestato: verrà rilasciato un attestato di partecipazione a chi ha frequentato almeno l’80% delle ore del corso.

Little Big Stories in Rome II: La Città dell’Utopia 2.0 [Parte II]

Little Big Stories in Rome II: La Città dell’Utopia 2.0 [Parte II]

L’articolo è stato scritto da Way Farer, volontario argentino che ha soggiornato presso La Città dell’Utopia nel mese di aprile 2017, prendendo parte, tra le altre cose, all’organizzazione del Festival Internazionale della Zuppa. Le foto sono state scattate da Way Farer (qui la fonte originale dell’articolo).

Among the long-term volunteers this year, I also met Yana, from Ukraine. She has been in Casale for some months now and I had the opportunity to join a work camp (The Soup Festival) she coordinated. With a cheerful spirit, Yana consummates her desire to give by being a transparent water stream, with her deep will to learn about everything, embracing each one of the volunteers she was leading, reflecting all their gazes in her own eyes, delving into their stories and rescuing from each one of them not only the skills that better suited the context but also, and mainly, those that put them in contact with the best version of themselves (understanding by “best version” that instance of oneself that feels complete and realized). The authenticity and lightness of her movements is evidence of rivers that flow within herself, defining her silhouette with a precision worthy of those who know what they want and what they can do.

Damir, from Serbia, a philanthropic clown who knows how to transmute dense energies into air, with an acute perception of the world, attentive to details that most of us overlook. During the time I was living with this family in Casale (almost a month), there was no single day I wouldn’t be delighted by his timely smile and perspicacious insights. And, of course, the small glass with rakia, which he shared with us after the meals, had its best effects on the group: it not only shook away our siesta ambitions but it also pushed us to keep on working, inspired now also by that exquisite plumb elixir, made by the hidden dimensions of his family’s hands. From him I learnt, most of all, how necessary it is to laugh if one wishes to change the world. Now I am writing it down, I wonder, how ever would it be possible, truly, without the power of laughter? Why not using, in that extremely hard work, which will surely last all of our lives, the most non-lethal weapon that provokes mass rebellions?

Finally, the person who coordinates Casale, who makes sure, day by day, that this magnificent huge living house feeds and breathes the purest air, that its cells keep on restituting themselves efficiently. Who guarantees that its heartbeat is the healthiest possible: Silvio, an endearing long-haired Roman who smokes rolling tobacco called Pueblo, carries a kitchen lighter as a cigarette lighter and does not hesitate to use it anywhere, with the same spontaneity and grace as that of a child. A born activist, during his early youth he did several jobs until he got to Via Valeriano 3, where his name is on everyone’s lips for the simple reason that they trust him and believe in him. From skillfully and exquisitely cooking for events that take place in La Città, to interviewing the possible work camp coordinators, setting up sound equipment for festivals and exhibiting handyman and gardener expertise, or welcoming wandering friends (like me) as if they were brothers, Silvio is Casale; Casale is Silvio.

One evening, with a spritz drink in his hand, at the Chiringuito opposite the Basilica of San Pablo, while we shot the breeze a little, and also rambled on the labyrinthine doings of human emotions, the nonsense of foreign politics and the so-long-desired revolutions, he honestly and acutely stated: “Give me total freedom, or do not give me anything at all. Teach me to be a ‘leader’ of my own self so that, when the time comes, no one needs to lead anyone. That, for me, would be a perfect society. That means, as I understand it, to be a revolutionary.” The spirit of La Città dell’Utopia, a huge flow of amassed energy, in service of a better world.

All this, more or less, was what La Città dell’Utopia imprinted on my body this time.

And this is and will be for me not only this huge house in San Paolo neighborhood in Rome, but also any other place that believes in the progress of humankind, whose inhabitants are people “who do not have” any reason to help but, in spite of that, they help, giving that which the other really needs and not what any materialistic or idealistic philosophy or theory states they need.

A reason to speak your language when you are the only one in the group who does not speak their own and who, in spite of that, immediately recognize your presence and communicate in the language you speak.

Those people who include others in their world, and give them a room of their own, and gently let themselves be included in your world, appreciating you.

Who make room so that you can sit next to them even though the sofa is so small that it would not even be possible to swing a cat.

Failing to attest to beauty when one finds it and experiences it is maybe one of the worst things that delay our evolution, I think. Not so much to satisfy a moral or ethical imperative, but to speak up for those who disbelieve in apocalyptic predictions, those who still have not been convinced by the overwhelming machinery of mass media and existential pessimism that hold that the world will soon be over and that there is no new and close horizon at sight.

Yes, it is true we may be at war, my friends. Yes, it is true that insane people have come to power in more than one country. Yes, it is true that people are starving right now when I am writing, and you reading, this. No one could deny it.

But it is exactly for all those reasons that it is high time to focus the best of each one of us on what IS working, on what IS generating life, on those who day after day share their wellbeing and good will in this precise moment in which the change we have so long desired is in our hands.

There is another world emerging from underneath this one which is crumbling down. The new world is growing silently, without impositions, just because that will be its cornerstone. And, as I always say, we do not need to travel to begin to find its traces, or smell its fresh and sweet fragrance.

Maybe right now, right where we are, if we look again where we thought there was nothing worth noting, we may find a kindling spark.

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