“Food not bombs”: campo di volontariato in Finlandia

“Food not bombs”: campo di volontariato in Finlandia

Dal 26 giugno al 7 luglio, si terrà ad Helsinki, in Finlandia, un campo di volontariato nell’ambito della campagna internazionale “Food Not Bombs“, che in centinaia di città in tutto il mondo cerca di proporre soluzioni concrete ai problemi della fame, della povertà e della distruzione dell’ambiente.

Durante il progetto, i volontari e le volontarie organizzeranno sei eventi di meal sharing nella città di Helsinki. I pasti preparati saranno vegetariani e verranno distribuiti in luoghi pubblici, a chiunque si trovi in condizioni di bisogno.

Per prendere parte a questo campo non sono richiesti requisiti particolari, ma sarà necessario inviare una lettera di motivazione addizionale che spieghi più dettagliatamente perché vuoi partecipare. Gli/le aspiranti volontari/ie dovranno essere interessati in tematiche quali l’antimilitarismo, la nonviolenza e il pacifismo.

I/Le partecipanti alloggeranno presso la “Peace Station” di Helsinki, che accoglie diverse organizzazioni pacifiste. È necessario portare il proprio sacco a pelo. Saranno disponibili più bagni, una cucina, una doccia e una sauna. I pasti saranno pressappoco gli stessi serviti durante gli eventi di meal sharing, dunque vegatariani.

La lingua del campo è l’inglese.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Call aperta: diventa coordinatore di un campo di volontariato internazionale!

Call aperta: diventa coordinatore di un campo di volontariato internazionale!

Vorresti coordinare un campo di volontariato internazionale in Italia? Sei ancora in tempo per iscriverti alle formazioni per coordinatori di SCI Italia a Roma e a Cesano Maderno.

Il coordinatore di un campo di volontariato internazionale ha un ruolo chiave all’interno di un campo. Fa da tramite tra chi ospita il progetto ed il gruppo di volontari internazionali, stimolando le discussioni all’interno del gruppo, occupandosi in generale dell’organizzazione e delle relazioni con l’associazione che ha organizzato il campo. È importante, inoltre, ricordare che il coordinatore è a sua volta un volontario che partecipa alle stesse attività degli altri e per il quale, al pari degli altri, non sono previste retribuzioni. Il coordinatore non è un leader ma più un facilitatore all’interno del gruppo.

Scegliere di diventare coordinatore di campo è un contributo importante nei confronti dell’associazione e allo stesso tempo è anche un percorso formativo valido per il coordinatore.

In questo senso lo SCI si impegna a sostenere i candidati in questa esperienza che si configura anche una possibilità concreta di crescita personale. Crediamo infatti che diventare coordinatore, oltre ad offrire gli stessi vantaggi dell’esperienza del volontariato, dia la possibilità di imparare e mettere in pratica in poco tempo qualità e caratteristiche umane, relazionali e lavorative che certamente sono utile anche al di là del mondo associativo e possono esserlo anche in quello professionale.

Requisiti per essere Coordinatore di Campi di Volontariato Internazionali

  • Aver compiuto almeno 20 anni
  • Essere soci SCI
  • Avere precedenti esperienze in campi di volontariato o nella gestione di gruppi
  • Parlare la lingua inglese
  • Prendere parte all’incontro di formazione

Per candidarsi scrivere a workcamps@sci-italia.it richiedendo il modulo d’iscrizione che dovrà essere re-inviato, compilato, insieme alla ricevuta del versamento di 20 euro per la tessera SCI dell’anno corrente.

La formazione

Lo SCI offre gratis la partecipazione ai seminari di formazione per coordinatori di campi di volontariato Internazionale:

  • ROMA >>> 5-6-7 maggio 2017. Per candidarsi o ricevere informazioni scrivere a workcamps@sci-italia.it o contattare la Segreteria Nazionale al numero 06 5580644.
  • CESANO MADERNO (MONZA E BRIANZA) >>> 9-10-11 giugno 2017. Per candidarsi o ricevere informazioni scrivere a workcamps@sci-italia.it o contattare la Segreteria Nazionale al numero 06 5580644.
Per ricevere informazioni sulla formazione scrivere a workcamps@sci-italia.it o contattare la Segreteria Nazionale al numero 065580644.

Scopi della formazione

L’organizzazione e la realizzazione di incontri di formazione per futuri coordinatori è indispensabile per dare loro strumenti utili per affrontare quest’esperienza e per sviluppare le capacità necessarie a coordinare un Campo di Volontariato con lo SCI.

Queste formazioni hanno lo scopo di formare i partecipanti, sviluppare competenze e capacità nel:

  • gestire un gruppo internazionale
  • utilizzare il dialogo interculturale nella gestione dei conflitti con una modalità non violenta
  • conoscere maggiormente lo SCI, i suoi valori e le modalità di svolgimento delle attività
  • gestire l’aspetto logistico di un gruppo internazionale
  • sviluppare la creatività, flessibilità, pazienza, e molto ancora

Il sostegno e riconoscimento ai coordinatori

In secondo luogo, l’associazione, ben consapevole che questa attività di coordinamento è realizzata in modo volontariato, oltre ad offrire una formazione di qualità e gratuita, vuole sostenere in modo significativo i candidati durante la loro esperienza e riconoscere il loro lavoro fornendo:

  • un kit di materiale informativo per accompagnare il coordinatore durante tutta la sua esperienza
  • la quota campo gratuita per il coordinatore
  • un rimborso integrale delle spese di viaggio (dal domicilio al campo, andata e ritorno)
  • rilascio di un attestato/certificato che riconosce l’esperienza realizzata, spesso utilizzabile nell’acquisizione di crediti formativi o a fini curriculari

Prima di iscriverti, leggi i racconti di chi prima di te è stato coordinatore di un campo:

Peer University [27/05 – 02/06]: aperta la call per aspiranti coordinatori e coordinatrici di campi

Peer University [27/05 – 02/06]: aperta la call per aspiranti coordinatori e coordinatrici di campi

Contestualmente al progetto “Peers to Peace” del Service Civil International, è aperta la call per partecipare alla Peer University su temi riguardanti il coordinamento dei volontari.

Il progetto Peers to Peace mira a incoraggiare le capacità di coordinatori e coordinatrici di volontari, in particolare attraverso l’apprendimento e il supporto alla pari per incrementare le capacità del gruppo in contesti di lavoro internazionale. L’attività proposta per affrontare questo tema con e per i partner è la Peer University, focalizzata sul tema coordinamento dei volontari (27/5 – 2/6, Polonia) e un Learning Seminar su management e foundraising (13-20/7, Malaysia), alle quali i partner avranno l’occasione di inviare i loro rappresentanti. Il progetto nella sua interezza mira a creare benefici e sinergie tra le diverse branche attive in progetti di volontariato, a partire dai campi di lavoro fino alla progettazione e alla gestione finanziaria. Circa 24 partecipanti da Europa, Asia, Australia condivideranno le loro esperienze e impareranno vicendevolmente.

Gli obiettivi specifici identificati sono:

  • il confronto e la condivisione di conoscenze e materiali disponibili su argomenti chiave rilevanti quali progetti, volontariato, coordinamento, foundraising;
  • valutare i nostri punti di forza e mappare i bisogni di apprendimento;
  • discutere di buone pratiche, relative all’argomento del progetto;
  • gettare le basi per creare un sistema di supporto peer per l’intera durata del progetto;
  • dare feedback sulla piattaforma online di peer learning (OLIVES).

Possono partecipare alla call rappresentanti delle branche SCI quali: volontari/e con esperienza di campi pregressa, membri dell’associazione, coordinatori, membri dello staff o attivisti che rispondano ai seguenti profili:

  • avere una precedente esperienza di lavoro in una qualunque struttura dello SCI o vicina ad essa;
  • avere già esperienza di gestione dei volontari, sviluppo strategico, monitoraggio e valutazione;
  • essere interessato/a nello sviluppo delle capacità del gruppo;
  • avere un’ottima conoscenza della lingua inglese, tale da comprendere e poter discutere temi complessi;
  • essere residenti nel Paese della propria branca inviante;
  • partecipare a tutta la durata del seminario;
  • rendersi disponibile e perseguire il progetto anche dopo la chiusura del seminario.

Costi del seminario

Tutte le spese relative a vitto e alloggio, compresi i materiali in uso durante il seminario, saranno pienamente coperte per tutta la durata dell’evento (27/05 – 02/06).

La quota di partecipazione rispetta i seguenti criteri: 20€ a persona per il gruppo A, 30€ a persona per il gruppo B, 50€ a persona per il gruppo C (Gruppo A: Bangladesh, Bulgaria, India, Indonesia, Malaysia, Mauritius, Nepal, Nigeria, Sri Lanka, Vietnam; Gruppo B: Croatia, Greece, Hong Kong, Hungary, Poland, Slovenia; Gruppo C: Australia, Belgium, France, Germany, Italy, Spain, United Kingdom).

Il rimborso viaggio è garantito fino a un certo limite, previo obbligo di consegna dei documenti richiesti (carta d’imbarco originale e una copia del biglietto elettronico) entro il termine ultimo indicato. Il rimborso massimo per i partecipanti europei è di 220€; 656€ per i partecipanti dal Bangladesh, India, Nepal, Nigeria e Sri Lanka; 880€ per Australia, Hong Kong, Malaysia, Mauritius e Indonesia.

I costi per il visto sono totalmente rimborsati, previa consegna delle prove della spesa sostenuta (ricevuta dell’ambasciata, visa, etc:).

Come candidarsi

Inviare una lettera di motivazione con allegato CV all’indirizzo: workcamps@sci-italia.it, non oltre il 15 aprile.

Per partecipare, la persona selezionata dovrà rendersi disponibile a prendere parte alle formazioni coordinatori organizzate dallo SCI e dare la disponibilità a coordinare un campo in Italia.

Coltivare pace all’interno e all’esterno del sé: campo in Ucraina

Coltivare pace all’interno e all’esterno del sé: campo in Ucraina

Dal 15 al 29 maggio 2017 un campo di volontariato in Ucraina, presso il villaggio Orlovka.

Il campo è parte di un progetto più ampio che promuove un modello di vita sostenibile, la crescita personale e la pace. L’obiettivo del campo è di mettere insieme partecipanti ucraini e internazionali per imparare e mettere in pratica la convivenza e il rispetto gli uni degli altri, e dell’ambiente. La parte studio si focalizzerà in particolar modo sulla comprensione della natura del conflitto, tentando di rispondere alla domanda “che cosa ci impedisce di praticare la pace all’interno di noi stessi e nelle relazioni con gli altri?” e svolgendo formazioni su temi quali la costruzione di processi di pace, la comunicazione non violenta, l’empatia e la mediazione, lo scambio interculturale.

Le attività pratiche che impegneranno il gruppo dei volontari saranno svolte insieme al team ucraino locale, e saranno centrate sulla preparazione del sito prima dell’inizio della stagione turistica (giardinaggio, pulizia delle spiagge e dei territori circostanti, lavorazione di oggettistica, aiuto in cucina e nelle riparazioni).

La lingua del campo è il russo, poiché alcune formazioni si svolgeranno in questa lingua. Opzionalmente è richiesta anche la conoscenza dell’inglese.

Leggi qui la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Latitudine 64°N: impressioni islandesi [Parte II]

Latitudine 64°N: impressioni islandesi [Parte II]

Una sera partecipammo ad un aperitivo (al museo) dove c’era anche la possibilità di ballare su musiche islandesi, che poi lasciarono il posto agli Abba. Quella sera facemmo la conoscenza di tre ragazzi che erano capitati per caso a Reykholar e che stavano facendo il giro dell’Islanda con una macchina noleggiata. Due di loro venivano da Bruxelles, uno da New Orleans, e ciò che li accomunava era la passione per il viaggio. Ci fecero vedere le foto dei posti dov’erano stati, che la parola “incredibili” non potrebbe descrivere neanche lontanamente. Mi ripromisi che, se avessi avuto la possibilità di tornare in Islanda, avrei assolutamente noleggiato una macchina e avrei girato in lungo e in largo quei posti indescrivibili. I nostri nuovi amici ripartirono la mattina seguente, ma non prima di salutarci alla competizione di trattori, dove eravamo impegnati a controllare i bambini sui gonfiabili. La domenica assistemmo (per curiosità culturale) alla messa tenuta da una sacerdotessa nella chiesa di Reykholar. Non avevo mai visto una donna celebrare la messa e fu un’occasione rara, considerando il rigido rigorismo italiano in fatto di sacerdozio. Il giorno seguente le fattorie del posto organizzarono un giro a tappe, in cui ciascuna metteva a disposizione zuppe di propria produzione.

Quello fu l’ultimo giorno di lavoro, ma Harpa, il nostro “boss”, organizzò per noi volontari una cavalcata tra i fiordi sui suoi cavalli. I cavalli islandesi sono un po’ più tozzi di quelli a cui ero abituata, la maggior parte sono molto docili e non è difficile cavalcarli (salvo la mia cavalla, una vera prima donna, che non ne voleva sapere di seguire le mie indicazioni e, ogni volta che riprendevo il controllo, mi riportava dai suoi amici cavalli, cosa che, evidentemente, riteneva un impiego del tempo molto migliore rispetto a quello che le chiedevo di fare io). Harpa ci raccontò che i cavalli islandesi sono particolarissimi, perché lontani da casa muoiono per la nostalgia. Sono certa che non sia un’esagerazione, perché le terre islandesi sono una specie di microcosmo incantato, dove, su sfondi mozzafiato di natura incontaminata, si svolge l’esistenza pacifica di un popolo che non ha dimenticato il valore della cura e della dedizione verso gli altri e verso l’ambiente in cui vive, in una forma di solidarietà disinteressata e genuina, e che, pur non precludendosi le innovazioni che hanno portato la scienza e la tecnica (tutti gli islandesi che ho conosciuto hanno almeno un Suv e un iPhone), ha saputo farne un uso misurato, senza abbandonarsi ai ritmi frenetici della vita moderna, per conservare ancora quei momenti in cui ci si accorge della vita che tutta freme e fermenta intorno e non è soffocata da colate di cemento e non è stretta da fili elettrici.

Infine, con gli altri volontari tornammo a Reykjavik, un po’ dispiaciuti che il viaggio fosse quasi al termine, ma riuscimmo a regalarci comunque un’ultima gita: in verità, fu il giro più turistico e meno entusiasmante di tutta la “vacanza”, perché dati i tempi stretti l’unica possibilità era visitare il “Golden Circle”, che probabilmente ci riportò alla disincantata dimensione massificata del turismo mondiale, con i suoi bagni di folla che si riversa nei 30 minuti concessi dalla guida nelle tappe previste, accanto la geyser più grande d’Islanda (Geysir), le cascate Gullfoss e il Thingvellir National Park, ex sede del Parlamento e punto di contatto fra i due continenti. Ricordo che fece a tutti noi volontari uno strano effetto vedere quelle meraviglie naturali imbrigliate entro cordicelle e cartelli: era uno scenario completamente diverso da quello a cui ci eravamo abituati nell’Ovest e ricordo come l’impressione generale fosse di forze della natura “addomesticate”, o forse infiacchite dalle folle di turisti preoccupati di riuscire a fotografarle-farsi­fotografare.

La sera cenammo con altri volontari che incontrammo al dormitorio di SEEDS e che avrebbero iniziato un campo l’indomani. Non fu una cena tipica islandese, perché nell’indecisione generale la fame prevalse (era piuttosto tardi) e ci accontentammo di hamburger e birra, ma le risate e i racconti di quella sera resero quei panini assolutamente speciali. Passeggiammo per la città fino a mezzanotte, nonostante sembrassero le cinque del pomeriggio, con il cielo striato dalle luci rosse del tramonto. Nessuno aveva voglia di tornare al dormitorio, perché sapevamo che quello sarebbe stato il momento del disincanto, dello stacco, il momento in cui si traccia il confine fra l’oggi e il domani. Infatti, in Islanda il sole non tramonta mai d’estate, per cui sembra di vivere un giorno che dura all’infinito, l’orologio è un residuo che odora di casa, ma non c’è nulla che dia davvero l’impressione dello scorrere del tempo, sembra sempre di avere tutto il tempo del mondo.

Prima di partire per il campo di volontariato pensai che partecipare ad un’iniziativa che poneva a diretto contatto con la popolazione del luogo, che faceva entrare nelle maglie dell’organizzazione locale, toccare magari le problematiche, approfondire gli usi e le tradizioni locali fosse il punto di partenza migliore per avvicinarmi ad un luogo così distante dall’Italia e da ciò a cui ero abituata, un luogo che da una parte ammicca al vicino circolo polare e dall’altro sorride caustico all’occidente che si srotola come un tappeto ricamato ai suoi piedi. Un’isola con una lingua che, per emanciparsi dal dominio danese e rivendicare la propria indipendenza, addirittura ha coniato termini sostitutivi suoi propri per nomi che il nostro vocabolario ha recepito per osmosi da altre lingue e che ora sono patrimonio comune, compreso da tutti, non legato ad un’area geografica specifica (mi riferisco a “computer”, “garage”, “monitor”, ecc.).

Togliersi gli abiti da turista e vestire quelli scomodi e sporchi da lavoro permette certamente di calarsi meglio nella realtà locale, anche se, forse, mi aspettavo qualcosa di più, quando invece gli islandesi ci consentirono di dare solo un piccolo contributo al loro festival. Ma fu comunque un primo e prezioso approccio, che ci consentì di conoscere la gente del luogo (con cui ancora oggi siamo in contatto), scoprire il loro irresistibile senso dell’umorismo, la loro generosa e spontanea ospitalità, il loro stile di vita ammirevole (per come riescono a sopravvivere in quei luoghi incontaminati, a volte faticosi e anche ostili nelle stagioni più fredde), di imparare molto e ricordare quanto a volte ci si perda sullo strato epidermico delle cose; di scoprire quanto non sia, in definitiva, così lontana una latitudine 64°N dai miei pensieri.

CCIVS cerca una trainer per “Path Capacity Building Training”, 24/05-02/06 Uganda

CCIVS cerca una trainer per “Path Capacity Building Training”, 24/05-02/06 Uganda

Il network CCIVS è in cerca di una trainer con esperienza in Patrimonio Culturale per la formazione “PATH Capacity Building Training”, che avrà luogo in Uganda dal 25 maggio al 1 giugno 2017.

La formazione è parte del progetto Cultural Heritage and Diversity, coordinato da CCIVS e supportato da varie organizzazioni dell’Africa, Asia e Europa, e vedrà la partecipazione di circa 25 partecipanti internazionali.
Sono richiesti, ai fini della candidatura, i seguenti criteri:

  • disponibilità a prendere parte al training per la sua intera durata come parte del Team Guida, dal 24 maggio al 2 giugno;
  • elevata conoscenza della lingua inglese;
  • esperienza in progetti di Patrimonio Culturale (tangibile e intangibile);
  • esperienza precedente come formatrice in progetti interculturali con partecipanti internazionali, buona conoscenza della metodologia di Educazione Non Formale e del movimento del Servizio Volontario Internazionale.

Il progetto garantisce alla volontaria la copertura delle spese di alloggio, viaggio e assicurazione.

Per candidarsi:

  • riempire il formulario online;
  • inviare un CV aggiornato all’indirizzo: secretariat@ccivs.org.

Il termine ultimo è lunedì 10 aprile 2017.

Per partecipare, la persona selezionata dovrà effettuare la tessera associativa SCI-Italia 2017 (20 euro).

Leggi il pdf della call per maggiori informazioni.

Urgente: SVE “Refugee Project” in Bulgaria in partenza

Urgente: SVE “Refugee Project” in Bulgaria in partenza

Il nostro partner bulgaro CVS-Bulgaria cerca un/a volontario/a, tra i 18 e i 30 anni, per un progetto già approvato di Servizio Volontario Europeo a Sofia, in Bulgaria, dal 18 aprile 2017 al 18 marzo 2018.

Il progetto garantisce al/alla volontario/a la copertura delle spese di alloggio, viaggio e assicurazione. Sarà inoltre garantito un pocket money mensile per spese personali, vitto e trasporti locali.

Il/la volontario/a si occuperà di seguire e implementare il “Refugee Project”, portato avanti da CVS, attraverso diverse attività, a seconda della posizione per la quale il candidato farà domanda.

Per candidarsi a questo progetto di Servizio Volontario Europeo, è necessario avere una conoscenza medio-alta della lingua inglese ed essere disponibili a frequentare corsi di lingua bulgara.

Sono essenziali, al fine della candidatura, un forte interesse per l’ambito delle migrazioni e un po’ di esperienza (o una forte motivazione a svilupparla) con richiedenti asilo.

Il termine ultimo per candidarsi è domenica 9 aprile 2017, inviando CV e motivation letter (con Skype ID) in inglese all’indirizzo evs@sci-italia.it.

Attenzione: la lettera di motivazione non è una lettera di presentazione.

CVS-Bulgaria è un’organizzazione non governativa che lavora nell’ambito del volontariato internazionale dal 1998. È una branca del network SCI (www.sci.ngo) e membro del South Eastern European Youth Network. L’organizzazione è da sempre attiva nella promozione del valore del volontariato – specie tra i giovani -, della solidarietà, della giustizia sociale e della protezione dell’ambiente.

Prima di candidarsi, leggere i dettagli della call completa, facendo riferimento soltanto alla posizione “volunteer 3”.

Pacifismo e migrazioni forzate: seminario in Serbia, 8-14 maggio

Pacifismo e migrazioni forzate: seminario in Serbia, 8-14 maggio

Volunteers’ Center of Vojvodina organizza un seminario entro la cornice del progetto PATH: Peace Activism through Lessons from History of Forced Migration. Partecipanti da più di 7 paesi si incontreranno per una settimana per imparare, condividere, discutere, creare e proporre soluzioni. Il progetto si sviluppa da più di 17 mesi, portando ad incontrarsi 279 partecipanti provenienti da 13 paesi diversi. I partecipanti sono invitati ad esplorare la storia di diversi conflitti, come la guerra civile spagnola e le guerre di Jugoslavia, indagando le cause che hanno portato le persone a migrare e percorrere strade lunghissime per cercare salvezza allora, come oggi. Come possiamo imparare da questi esempi per cambiare la realtà odierna? Attraverso attività e l’uso dei media i partecipanti cercano di ricostruire il portato di esperienza di 3 generazioni di migrazioni forzate, riportandone le storie e ragionando su buone pratiche che possano portare a un cambiamento nelle nostre società. Il progetto terminerà con un’esposizione e la creazione di un video, parte dell’Archivio Internazionale dello SCI, presentati all’evento finale in Bulgaria nel gennaio 2018.

Tra i principali argomenti che il seminario si propone di affrontare c’è la questione dell’Europa oggi, in particolare riguardo alla crisi dei rifugiati, al quadro legale e istituzionale che ne fa da sfondo e alla questione dei diritti umani. Non mancherà la possibilità di discutere anche a partire dalle iniziative esistenti di supporto a migranti e rifugiati lungo la Rotta Balcanica, portate avanti sul campo da comunità locali, volontari indipendenti, organizzazioni e istituzioni. Altro focus del seminario sarà la situazione dei Balcani oggi, ripartendo dalle guerre jugoslave, le conseguenti migrazioni forzate e le sfide durante e in seguito al conflitto, ripercorrendo la storia della resistenza e dei movimenti pacifisti degli anni ’90 attraverso racconti ed esperienze personali.

I partecipanti avranno anche l’occasione di visitare le città di Subotica (città serba al confine con l’Ungheria, zona di transito per molti rifugiati ancora in cammino sulla Rotta Balcanica) e di Tavankut (città serba con una forte comunità croata all’interno, posta in contraddizione durante il periodo della guerra).

Puoi applicare per questa call se:

  • hai lavorato con ragazzi e adolescenti
  • sei attivo/a o interessato a lavorare con rifugiati e migranti

Non c’è quota di partecipazione, costi di vitto e alloggio del seminario sono coperti. Le spese di viaggio saranno rimborsate fino a un massimo di 150 euro.

Per chi fosse interessato a partecipare, occorre contattare la propria branca SCI ed inviare la candidatura online (a questo link) entro il 5 aprile.

Per partecipare, la persona selezionata dovrà effettuare la tessera associativa SCI-Italia 2017 (20 euro).

Leggi qui tutti i dettagli del seminario.

 

Tutela di un ecosistema a rischio: campo in Ecuador

Tutela di un ecosistema a rischio: campo in Ecuador

Dal 2 luglio al 22 luglio un campo di volontariato in Ecuador, nella regione a sudovest di Quito, presso la Fondazione Proyecto Ecológico Chiriboga.

In questa regione, dove flora e fauna sono a rischio di estinzione, la Fondazione protegge una Riserva e supporta un lavoro di riforestazione, di tutela delle specie animali e di decontaminazione delle acque sorgive che vi si trovano. Tra le Ande e il bacino di Esmeraldas River si trova anche il villaggio Atacames, fortemente sofferente in seguito all’ultimo terremoto.

Le attività organizzate durante il campo saranno varie, tra cui: ripulire i sentieri nella foresta, potare gli alberi, mungere le mucche e produrre del formaggio, sviluppare attività nella riserva naturale; fondamentale sarà anche il contributo ai lavori di ricostruzione del villaggio di Atacames.

I volontari si sposteranno tra le seguenti locations: Quito, Chiriboga e il villaggio di Atacames.

La lingua del campo è lo spagnolo.

Qui la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

 

Campo in Palestina: costruire ponti di riconciliazione

Campo in Palestina: costruire ponti di riconciliazione

Dal 19 al 30 giugno un campo di volontariato in Palestina, nei pressi del villaggio di Nahalin, nella zona a sudovest di Betlemme.

Il campo si inserisce nel più ampio progetto The Tent of Nations, che ha l’obiettivo di far incontrare persone di culture diverse per costruire inseme ponti di comprensione e dialogo, riconciliazione e pace. Sul più lungo periodo, il progetto si propone di formare le persone a dare un contributo di valori positivi alla società futura, quali la tolleranza e il rispetto dell’altro. Questi obiettivi sono perseguiti attraverso campagne d’informazione, l’empowement dei giovani e attraverso i campi di lavoro, in un territorio che sin dal 1991 è sotto minaccia di occupazione militare da parte dell’esercito israeliano.

I volontari saranno impegnati in attività quali il rinnovo e il restauro delle grotte della zona agricola collinare Daher’s Vineyard, vecchie di centinaia d’anni e ricche di storia. L’obiettivo è di farle tornare abitabili e risplendere nella loro bellezza. Un’altra attività centrale sarà quella della raccolta dei frutti delle piantagioni della zona. La parte studio sarà incentrata sulla sostenibilità e sull’auto sufficienza.

Questo campo richiede una lettera di motivazione addizionale per spiegare più dettagliatamente perché si vuole partecipare.

La lingua ufficiale del campo è l’inglese, opzionali arabo e tedesco.

Qui trovate tutte le informazioni più dettagliate.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

bool(false)