Casa dei Venti presenta: “Le nuove procedure degli hotspot” a La Città dell’Utopia

Casa dei Venti presenta: “Le nuove procedure degli hotspot” a La Città dell’Utopia

Dibattito su “Le nuove procedure degli hotspot : il ruolo dell’UNHCR, delle organizzazioni governative e non, la detenzione e l’identificazione”

Locandina "Le nuove procedure degli hotspot"Giovedì 26 maggio, a La Città dell’Utopia, Casa dei Venti presenta “Le nuove procedure degli hotspot : il ruolo dell’UNHCR, delle organizzazioni governative e non, la detenzione e l’identificazione”, dibattito con gli avvocati di ASGI Lucia Gennari e Giulia Crescini e con Giulio Ricotti (via skype), di Ass. Etnie, Bari.

L’evento sarà preceduto, a partire dalle 19.30, da un aperitivo preparato dalle amiche e dagli amici di Makì – sapori del mondo. Il dibattito inizierà poco dopo e durerà fino alle 22.30 circa.

Casa dei Venti è un progetto di Laboratorio 53, Servizio Civile Internazionale e ASGI, all’interno de La Città dell’Utopia. Esso vuole essere una risposta a ciò che caratterizza il sistema di accoglienza italiano e territoriale: esclusione sociale, marginalizzazione, passivizzazione, razzismo, criminalità organizzata e business in violazione dei diritti fondamentali dei migranti. Per proporre una visione alternativa delle migrazioni e delle politiche migratorie. Uno spazio di dibattito, un luogo familiare e di incontro per tutti i migranti che vivono nella città di Roma.

Nel corso della serata, i partecipanti avranno la possibilità di confrontarsi con gli avvocati dell’ASGI e potranno ottenere maggiori informazioni sul progetto e sulla partecipazione al medesimo.

Tra le attività promosse da Casa dei Venti, “Laboratorio Asilo: diritto, prassi, partecipazione” è un percorso di auto-formazione, approfondimento e confronto che ha l’obiettivo di stimolare un dibattito critico sulle migrazioni e sul diritto d’asilo. Tutte le persone interessate sono invitate a partecipare e a contribuire al percorso: studenti, avvocati o praticanti, operatori del settore, attivisti. Una volta al mese, verranno discussi gli aggiornamenti più importanti ed attuali in merito al diritto d’asilo, sia a livello nazionale che europeo, e chi vorrà collaborare potrà avere modo di confrontarsi con il gruppo di lavoro.

“Building Bridges”: costruiamo ponti, non muri

“Building Bridges”: costruiamo ponti, non muri

Building Bridges è un gruppo di lavoro all’interno della rete internazionale SCI che coinvolge richiedenti asilo e rifugiati

Building Bridges è un gruppo di lavoro all’interno della rete internazionale SCI, avviato nel 2015 da attivist@ di diverse branche SCI con esperienza in progetti, locali e/o internazionali, che coinvolge migranti e nello specifico richiedenti asilo e rifugiati.

L’obiettivo del gruppo di lavoro è quello di coordinare a livello internazionale le azioni che lo SCI vuole intraprendere per sensibilizzare sul tema della migrazione forzata e per promuovere la pace e l’inclusione sociale.

Qui lo statement e gli obiettivi del gruppo.

Il gruppo ha ultimamente pubblicato il Toolkit Building Bridges, una piattaforma web pensata per condividere idee, progetti riproducibili e materiali utili per attività di volontariato che coinvolgono richiedenti asilo, rifugiati, minori non accompagnati, migranti in genere. La piattaforma mette a disposizione metodi, linee guida e casi studio per chiunque desideri riproporli nella propria comunità o utilizzarli a scopi informativi e/o di sensibilizzazione.

La campagna Building Bridges sarà supportata a livello internazionale anche attraverso attività specifiche all’interno dei campi di volontariato SCI.

Sono previste due tipologie di campi di volontariato che aderiscono alla campagna e riportano la dicitura “Building Bridges” (scoprili qui):

  1. Campi sul tema delle migrazioni, della libertà di movimento e dell’inclusione sociale che in alcuni casi prevedono il coinvolgimento diretto di richiedenti asilo e rifugiati. Attraverso metodi di apprendimento non formale, i partecipanti saranno in grado di condividere conoscenze, esperienze e progetti di volontariato in merito alla tematica a livello locale e/o internazionale, nonché confrontarsi e partecipare all’attività specifica proposta dal campo.
  2. Campi che includono una parte studio legata alla questione migratoria e che possa stimolare una riflessione in merito all’interno di un gruppo internazionale di volontari.

La campagna Building Bridges include inoltre seminari e training. Il primo training Building Bridges si terrà a Ginevra dall’11 al 17 giugno, e coinvolgerà chi lavora o desidera lavorare con richiedenti asilo e rifugiati in differenti contesti, dal campo di volontariato ai progetti a breve o lungo termine fino alle campagne di sensibilizzazione o altre iniziative simili.

Il gruppo di lavoro Building Bridges ha infine preso parte alla stesura del comunicato SCI sull’attuale situazione migratoria per denunciare la responsabilità politica che l’Unione Europea ha riguardo la crisi umanitaria che si sta verificando in particolare lungo la rotta balcanica ma non solo.

Sulla pagina della Segreteria Internazionale SCI potete trovare ulteriori informazioni sulla campagna.

Serata di approfondimento a Milano – MIGRARE: chi, perché, a cosa si va incontro?

Serata di approfondimento a Milano – MIGRARE: chi, perché, a cosa si va incontro?

SCI Lombardia vi invita a una serata tematica di approfondimento “MIGRARE: chi, perché, a cosa si va incontro?”

Migranti

Documentari, cortometraggi e racconti di viaggio faranno da stimolo per una riflessione su qual è la situazione attuale e cosa possiamo fare come volontari SCI e cittadini attivi.

Venerdì 30 ottobre dalle ore 20:30
Presso la Casa delle Associazioni di Zona 1
via Marsala 8, Milano (MM1 Cadorna, MM2 Moscova)

Crediamo che l’informazione, l’auto formazione e la riflessione siano fondamentali per acquisire maggiore consapevolezza sui fatti politico-sociali che caratterizzano la nostra era e la vita di tutti i giorni.

Vogliamo inoltre che da questa consapevolezza nasca la volontà di attivarsi per cambiare situazioni di disuguaglianza, ingiustizia, degrado, violazione dei diritti.

VI ASPETTIAMO!!!

Gruppo Regionale LOMBARDIA

Per maggiori informazioni, domande e conferme:
lombardia@sci-italia.it o Stefania: 348 4969418

La dittatura è la frontiera: Ventimiglia e il presidio NoBorder

“Ci vediamo tra cinque giorni”, aveva promesso il poliziotto all’ultima manifestazione. Si era spinto con la sua uniforme a un passo dal Presidio No Border di Ventimiglia insieme ai suoi colleghi, approfittando della ritirata di noi, attivisti ed immigrati, all’arrivo dei rinfno-bordersorzi.

Come ogni venerdì il presidio bloccava provocatoriamente il confine tra Italia e Francia, ballando e urlando “Hurria!” (“Libertà!”). Quel venerdì, in un’ora, si era formata una fila di macchine in attesa davanti alla dogana. Qualcuno si attaccava al clacson, ma per poco. Qualcuno diceva: “Convincimi che avete ragione!”. Solo una signora era scesa dall’auto per unirsi ai cori.

“State attenti, fanno come l’altra volta: arrivano con i manganelli”, premoniva una delle attiviste residenti nel campo da più tempo. Per evitare le botte già inferte avevamo per questo deciso di scappare verso il presidio, invece siamo stati inseguiti, minacciati, colpiti finché non abbiamo deciso di fermarci e formare un cordone che ribadiva: “We are not going back!”. L’autodifesa portava a raccogliere pietre, il collettivo convinceva ad alzare le braccia per dimostrare che non si stava commettendo nessun crimine. La libertà di movimento non può essere un delitto.

Dopo i cinque giorni promessi, celere e ruspe hanno sgombrato il presidio all’alba. I rifugiati sono tornati sugli scogli, come quando Ventimiglia ha iniziato a essere una notizia da prima pagina. Solo due settimane prima il presidio aveva lanciato l’appello: “Siamo più di trecento, ci servono abiti, cibo, aiuti!”. Per questo siamo partite in tre da Roma con mezza dozzina di scatole che gli attivisti avevano prontamente recapitato a La Città dell’Utopia.

Quando arriviamo, lo stanzone degli aiuti trasborda. “Basta vestiti!”, ci dicono. Da due settimane, è incessante il flusso di buste dirette ai rifugiati da parte della popolazione locale. Il presidio è un parcheggio occupato di un resort, a duecento metri circa dal cartello che indica “France” e sotto il cavalcavia dove passa il treno. L’orizzonte sbatte in faccia il paradosso di avere davanti Menton, la prima cittadina della Costa Azzurra. Palme e pensionati, oltre la frontiera. Un tempo e uno spazio sospesi, al presidio. Un luogo di passaggio costretto all’immobilismo.

Come potevano entrare 300 persone in un parcheggio? I rifugiati, prevalentemente sudanesi ed egiziani, non superano il centinaio al nostro arrivo. La lingua più diffusa è l’arabo, poi l’inglese, quasi nessuno parla italiano eppure questo non incide sulla capacità di capirsi. La musica suona incessante, dal vivo o dalle radio. Un’attivista racconta che “un gruppo di dervisci turchi che doveva esibirsi in Francia si è fermato da noi e ha improvvisato un concerto. La notte dopo è tornato e ci ha regalato metà degli incassi”.

Nel campo i volontari preparano le colazioni, piegano ed ordinano i vestiti, danno una mano. Il nucleo degli italiani è formato da liguri: “Ci sono sempre stati migranti qui. Abbiamo capito che si trattava di un flusso grosso quando la Protezione Civile ha portato i bagni chimici”, spiega Giannino. Ha fondato il presidio cento giorni fa e non si è mosso da allora. “Questo posto è ‘la bolla’ per me. Qui le regole imposte dall’Unione Europea non esistono”.

Lo strato più superficiale del presidio è quello del supporto materiale; c’è poi un altro strato, reticente a mostrarsi. Tra la Liguria e la Francia, si inerpica la sensazione di partecipare a una nuova resistenza. La dittatura è la frontiera; chi cerca di oltrepassarla è folle, illegale, da reprimere. Il confine misura la profonda distanza tra le parole “legalità” e “giustizia”.

NO BORDER FEST, VII edizione

NO BORDER FEST, VII edizione

Due giorni di dibattiti, cultura, musica. Per la libertà di movimento oltre ogni confine

no_border_2015Il 27 e il 28 giugno torna a Roma, a La Città dell’Utopia, via Valeriano 3f, il No Border Fest, organizzato da La Città dell’Utopia, Servizio Civile Internazionale, Laboratorio 53, Radio Ghetto e Amisnet. Il festival, giunto quest’anno alla settima edizione, è un appuntamento ricco di momenti culturali e di confronto sul tema delle migrazioni con workshop, esposizioni, dibattiti, musica e teatro.

Mentre a livello istituzionale i flussi migratori continuano ad essere visti come un “problema da risolvere” con un’intensificazione dei dispositivi di controllo delle frontiere e una gestione dell’accoglienza caratterizzata da speculazione e business, il No Border Fest vuole proporre un modello basato sulla libertà di movimento e sui diritti di cittadinanza attraverso narrazioni alternative, decostruzione di pregiudizi, analisi e buone pratiche.

Durante tutto il festival il Casale Garibaldi si riempirà di “clanDESTINI” (esposizione interattiva): i migrobox (scatole sparse per il quartiere), che negli ultimi due mesi hanno raccolto domande e curiosità sul mondo delle migrazioni, prenderanno vita sotto forma di video, audio e immagini e i partecipanti al festival potranno interagirvi direttamente.

Sabato 27 giugno, dalle 17.30, un dibattito aperto su Respigimenti e accoglienza tra una sponda e l’altra del Mediterraneo” con gli interventi di Luciano Rondine, autore del libro “Qui fa bene” dedicato ai bisogni di cura dei rifugiati, vittime di violenze e torture e Yasmine Accardo (Associazione Garibaldi 101, Campagna LasciateCIEntrare); sarà poi il turno del progetto collettivo Borderline del settimanale Internazionale, autore di reportage video attraverso le frontiere europee, accompagnato da Salvatore Fachile, impegnati nella redazione del dossier ASGI/Amnesty International sui respingimenti dall’Italia verso Israele, e Danielle Ronen, attivista israeliana e volontaria nel centro diurno per minori richiedenti asilo e rifugiati di Tel Aviv. Sulle note della kora, Madya Debiate, uno dei più virtuosi suonatori della diaspora africana, ci accompagna alla conclusione della prima giornata del festival.

Domenica 28 giugno, dalle 17.30, il festival darà spazio alle “Autonarrazioni migranti” grazie alle parole e alle immagini di Mauro Biani, vignettista de Il Manifesto, ai contributi di Radio Ghetto, radio nata nel 2012 per dar voce ai braccianti africani delle campagne pugliesi e ai racconti dell’Archivio Memorie Migranti, impegnato nel lasciar traccia dei processi migratori in corso e nella costruzione di memorie ‘altre’. La due giorni si conclude con lo spettacolo teatrale Ank! Ang! di Karin Serres, Dirk Laucke, Erik Uddenberg e Sylvain Levey (LAB007).

Numerosi i workshop culinari, educativi e ludici che sarà possibile seguire (è richiesta la prenotazione): Workshop di Giochi dal mondo con Laboratorio 53 (sabato 27), Danzamovimentoterapia con Fernando (sabato 27), Preparazione di succhi ivoriani, pakistani e brasiliani con Habiba, Ilaria e Farzana (domenica 28), e Ludopedagogia con l’ass. Liscìa (domenica 28).

Inoltre, giovedì 18 Giugno a La Città dell’Utopia avremo un’anticipazione della due giorni “Aspettando il No Border Fest”, con la presentazione del libro“Terzo Settore in Fondo”, una critica (ironica) ai paradossi dell’accoglienza in Italia, che discuteremo direttamente con l’autoreMarco Ehlardo e a seguire concerto di samba dei Banda Três.

Programma del No Border Fest:

>>> DURANTE IL FESTIVAL <<<

clanDESTINI
viaggio interattivo tra le voci delle migrazioni

>>> SABATO 27 GIUGNO <<<

Ore 15:30 – 17:30

Workshop di GIOCHI DAL MONDO con Laboratorio 53

info e iscrizioni:

Ore 16.00 – 17.00

Workshop di DANZAMOVIMENTOTERAPIA DanzaMovimento Relazionale-Creativo con Fernando Battista e Laboratorio53

info e iscrizioni:

Ore 17.30

RESPIGIMENTI E ACCOGLIENZA TRA UNA SPONDA E L’ALTRA DEL MEDITERRANEO”

Luciano Rondine, Autore del libro “Qui fa bene” e responsabile Progetto Kairos, SPRAR per disagio mentale

Yasmine Accardo, Associazione Garibaldi 101, Campagna LasciateCIEntrare

Team Borderline, autori dei video-reportage attraverso le frontiere europee del settimanale Internazionale

Salvatore Fachile, co-autore del dossier ASGI/Amnesty International sui respingimenti dall’Italia verso Israele

Danielle Ronen, attivista israeliana e volontaria in un centro diurno per minori richiedenti asilo e rifugiati di Tel Aviv

Ore 20.00

Cena MAKÌ, sapori dal mondo

Ore 21:00

Madya Diabate & Trio Mandè in concerto

>>> DOMENICA 28 GIUGNO <<<

ore 15.30 – 17.30

Il viaggio dei racconti: velieri, bussole e confini. Laboratorio di gioco e narrazione per scoprire e scoprirsi attraverso la LUDOPEDAGOGIA a cura di ass. Liscìa

info e iscrizioni:

15.30 – 17.00

Workshop di SUCCHI IVORIANI, PAKISTANI E BRASILIANI con Abiba, Ilaria e Farzana

info e iscrizioni:

Ore 18.00

AUTONARRAZIONI MIGRANTI”

Archivio Memorie Migranti

Radio Ghetto

Mauro Biani, vignettista de Il Manifesto

Ore 20.00

Cena MEDIORIENTALE dell’Utopia

Ore 21.00

Ank! Ang!

Uno spettacolo teatrale di Karin Serres, Dirk Laucke, Erik Uddenberg e Sylvain Levey (LAB007)

www.lacittadellutopia.it
www.radioghettovocilibere.wordpress.com
www.amisnet.it
www.laboratorio53.it

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